IL "CASO CROCIANI"

Tutto cominciò nel 1976, quando esplose lo "Scandalo Lockheed", un caso di corruzione internazionale che in Italia avrebbe portato, tre anni dopo, alla condanna del ministro Tanassi e del generale Fanali. Fu condannato anche Camillo Crociani, già Presidente di Finmeccanica e padrone della società CISET, che però - proprio per sottrarsi al processo - si era da qualche anno rifugiato in Messico.

Giulio Valesini e Cataldo Ciccolella hanno indagato - per Report - sulla complicata vicenda seguita alla vendita della società CISET (poi ribattezzata "Vitrociset") e alla storia intricatissima del cospicuo patrimonio della famiglia Crociani, rimbalzato - nel corso degli anni - da un paradiso fiscale all'altro.

Cronologia

Le tappe principali di una vicenda oscura

1976

Camillo Crociani, Presidente dell'azienda pubblica Finmeccanica dal 1974, vende l'intero capitale di Ciset Spa (46.000 azioni) a un amico di famiglia, Girolamo Cartia, per una cifra nominale di 3 miliardi di lire.

1976 (metà)

Crociani fugge in Messico. I pezzi d'arte della famiglia vengono rimossi dalle residenze di proprietà e trasferite in Svizzera, dove vengono depositate in cassette nominative gestite dalla Chase Manhattan Bank.

1980

Ottobre. Camillo, in Messico, fa testamento. Metà del suo patrimonio andrà alla moglie Edoarda; il resto verrà diviso tra i suoi quattro figli: Cristiana, Camilla, Claudio e Daniela. Il 15 Dicembre Camillo Crociani muore.

1981

La famiglia varca l'Atlantico: Camilla, Cristiana e Edoarda si spostano in Messico. Solo Daniela non li segue.

1982

Aprile. Edoarda Crociani acquista da Cartia l'80% della Ciset per 2,4 miliardi di lire. Il pagamento avverrà a rate, attingendo ai profitti della società per i successivi cinque anni. Edoarda acquista poi anche la rimanente quota fino a diventare azionistia della Ciset al 99,5%.
La vedova Crociani si trasferisce a New York, dove acquista un appartamento sulla Fifth Avenue.

1987

Dicembre. Edoarda Crociani vende le sue azioni Ciset alla Croci BV, una società olandese che in quel momento è nelle mani della Croci NV (domiciliata a Curacao, nelle ex Antille olandesi), della quale è beneficiaria la stessa Edoarda.
L'accordo di vendita prevede che la Croci BV pagherà a Edoarda 105 miliardi di lire in tre tranche attraverso tre strumenti finanziari: una “promissory note” di 14 miliardi di lire (l'equivalente di una cambiale internazionale pagabile in sei mesi senza interessi); un'altra “promissory note” da 16 miliardi (pagabile in sei mesi, interesse dell'8%); infine una terza cambiale, la più cospicua, del valore di 75 miliardi di lire con interessi all'8% rimborsabile il 10 dicembre 2017.
Quest'ultima cambiale viene conferita due settimane dopo nel Grand Trust. Il 24 dicembre Edoarda costituisce il trust domiciliato alle Bahamas. Ne sono fiduciari: lei stessa, Girolamo Cartia e Bankamerica Trust and Banking Corporation (Bahamas) Limited. I beneficiari sono Camilla e Cristiana Crociani e l'unico asset del trust è la monumentale cambiale della Croci Bv. La signora Edoarda, in quel momento, ha il controllo della Ciset (che a sua volta possiede Vitrociset).

1989

Edoarda Crociani costituisce un nuovo trust, The Fortunate Trust (FT) con la filiale dell'isola di Jersey di una banca privata belga (la Banque Bruxelles Lambert) come trustee. Il capitale iniziale del trust è costituito dal trasferimento del titolo di 75 miliardi di lire dal Grand Trust.

2012

Il Grand Trust, suddiviso in due sotto-fondi equivalenti tra le due figlie, approda alle isole Mauritius dopo aver "vagato" in numerosi paradisi fiscali del pianeta.
Appleby ne diventa il trustee.