Rai 3
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Puntata del 01/03/2001

RADIOATTIVITA' DI STATO (aggiornamento)

In onda giovedì 1 Marzo 2001

di

Inchiesta: Com'è andata a finire
Autori: Milena Gabanelli
Stagioni: 2001

Novembre 2000

Da 14 anni l'Italia non produce piu' energia nucleare, quindi il problema e' chiuso? No, perche' le centrali sono sempre li', invecchiano, con il loro carico di combustibile irraggiato (uranio e plutonio) e migliaia di rifiuti stoccati nei bidoni. Tutti i Paesi che hanno una produzione di nucleare hanno provveduto a costruirsi un sito sicuro dove mettere i rifiuti. L'Italia ci sta pensando adesso.
Questo significa che il deposito dovrebbe essere pronto fra 20 anni. Intanto il piu' grande impianto d'Italia si allaga per lo straripamento della Dora Baltea.
"Non c'e' problema.", dice l'ARPA.


Aggiornamento

Queste sono le pianure del vercellese e in questi campi nella stagione giusta cresce il riso irrigato da questi canali che prendono acqua dalla Dora Baltea. Il 15 ottobre la Dora e' uscita dagli argini e i canali sono straripati, e' la terza volta che succede in 10 anni e a pochi metri dal fiume ci sono tre impianti nucleari con migliaia di metri cubi di rifiuti radioattivi, ogni volta che l'acqua entra qua dentro e' sempre piu' alta.

Massimo Ardissimo, esperto qualificato radioprotezione Sorin Saluggia:
"L'altezza all'incirca era questa (indica il segno lasciato dall'acqua sul muro di un edificio)."

D - "E qui dentro cosa c'e'?"

"Qui dentro ci sono i residui radioattivi generati dalle attivita' svolte negli anni sessanta, settanta, dalla Sorin Biomedica."

Questa e' la Sorin Biomedica, un gruppo di societa' che producono radiodiagnostici. Su questo impianto 15 anni fa c'e' stato un incidente che ha causato una contaminazione da cobalto 60 e dopo 15 anni la contaminazione e' ancora li'. Vicino alla Sorin c'e' FiatAvio: li' dentro c'e' il reattore nucleare fermo da 30 anni e dentro la piscina custodisce 471 barre di materiale irraggiato composto da ossido di uranio e plutonio.

D - "Ma da dove e' arrivata per entrare nei sotterranei, dai tombini?"

Franco Cannici, Resp. Sperimentazione FiatAvio:
"Dai tombini, esatto. Quello che si chiama fontanazzi, sono proprio dei tombini nell'interrato e ci hanno messo fuori servizio delle pompe, dei motori elettrici."

A poca distanza gli impianti Eurex dell'Enea, l'acqua e' entrata anche qui.

Francesco Troiani, Direzione Centro Enea:
"E' in questa zona dove abbiamo avuto il massimo livello d'acqua che e' di circa 70-80 cm e si puo' vedere dall'infiorescenza che c'e' sul mattone della guardiola."

E poi c'e' un magazzino a pochi metri dal fiume ci sono dentro 1600 mc di rifiuti solidi radioattivi. L'impianto e' proprio li', a pochi metri dal fiume.

Giampiero Godio, Lega Ambiente Vercelli:
"In questo centro e' vero che sono conservati rifiuti liquidi ad alta attivita', che hanno dunque una pericolosita' particolare, ma anche quantita' grandissime di rifiuti radioattivi a bassa e media attivita' che non esistono in nessun altro posto d'Italia."

E c'e' quella collina apparentemente innocua e potenzialmente in grado di dividere l'Italia in due, come dice il Direttore generale dell'Enea nella seduta della VIII Commissione.

Francesco Troiani, Direzione Centro Enea:
"Se dovesse verificarsi un episodio alluvionale di eccezionale potenza e dovesse interessare questa struttura e quindi fossimo nella condizione di perdere questi rifiuti allora si' che il problema diventerebbe un problema nazionale, di emergenza nazionale."

D - "Cosa c'e' dentro?"

"I prodotti di fissione degli elementi che sono stati ritrattati qui all'interno dell'impianto: cesio, stronzio, e' presente ancora dell'uranio."

Il materiale seppellito qua sotto e' liquido contenuto in 12 serbatoi di acciaio protetto da calcestruzzo e rivestito di terra. Questi liquidi hanno un potenziale radioattivo che si dimezza dopo 25.000 anni e qua sotto sembrano esserci anche 5 chili di plutonio puro. Ma e' vero?

Michele Gili, Dir. Impianto Eurex:
"Che devo dire?"

D - "Che qui ci sono anche questi famosi 5 chili di plutonio."

"Non posso commentare questa informazione. E' una informazione riservata."

Che questa bomba ad orologeria non puo' piu' stare qui e' scritto su tutti i rapporti da anni, ma non si possono portare via perche', secondo gli esperti, nessun mezzo di trasporto esistente al mondo e' abbastanza sicuro. Bisogna prima trasformarli sul posto in materiale solido e meno pericoloso, in termini tecnici si dice devono essere condizionati e poi trasportati in un deposito che pero' ancora non esiste.

D - "Oggi come pensa di solidificare questi rifiuti che avete, prima di portarli via?"

Michele Gili, Dir. Impianto Eurex:
"Non do' commenti."

Ripetiamo: in riva ad un fiume che esonda c'e' la piu' alta concentrazione italiana di rifiuti radioattivi. Un Paese che si definisce civile avrebbe dovuto mettere la soluzione di questo problema all'ordine del giorno, di tutti i giorni, di tutti i giorni di tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi 20 anni. Dal 1977 il Ministero dell'Industria e' consapevole del problema, ma se si vanno a vedere le carte si legge che si passa da una proroga all'altra, prima perche' non si sa se il nucleare avra' sviluppi o no, dopo perche' il come condizionare i rifiuti deve essere fatto per tappe, poi perche' l'Agenzia Nazionale per l'Ambiente dice che bisogna procedere in un certo modo e demanda le responsabilita' al Ministero dell'Industria e infine l'ultimo decreto, datato 7 dicembre 2000, che sull'onda dell'urgenza alluvione dice: fate come vi pare ma entro il 2005 i rifiuti devono essere solidificati. E secondo gli esperti questo termine, cioe' fra 5 anni, sara' sicuramente prorogato perche' l'impianto per rendere i rifiuti inerti non esiste ancora e sulla sua costruzione non esiste nessun accordo. Di sicuro dei decreti di facciata e delle relative proroghe il fiume non tiene conto e quando e' in piena l'acqua viene su anche dai tombini.

Giampiero Godio, Lega Ambiente Vercelli:
"Questa zona dove ci sono gli impianti e' piu' bassa del livello che l'acqua viene ad avere nel fiume quando c'e' la piena e quindi, per il principio dei vasi comunicanti, questa zona si e' inondata dal basso, per salita dell'acqua dai tombini per capirci."

Poco lontano c'e' l'acquedotto piu' grande del Piemonte.

Giampiero Godio, Lega Ambiente Vercelli:
"Da la' verso questo punto e qui al nostro fianco, c'e' il campo pozzi dell'acquedotto del Monferrato, c'e' la zona da cui il piu' grande acquedotto del Piemonte preleva l'acqua per distribuirla ad oltre 105 comuni dislocati in varie province."

D - "Ma non c'e' nessun problema?"

"Non c'e' nessun problema se non avviene nessun incidente, purtroppo essendo esattamente a valle nel senso di scorrimento della falda, se dovesse esserci un rilascio di sostanze radioattive arriverebbero qui e potrebbero contaminare quest'acqua. Si farebbe in tempo ad accorgersene ma questa falda d'acqua cosi' importante sarebbe persa per sempre."

D - "Voi avete fatto controlli nella falda?"

Laura Porzio, Resp. Arpa Vercelli:
"Abbiamo fatto controlli sulla falda, sui pozzi poco profondi delle cascine e sui pozzi dell'acquedotto del Monferrato che si trovano a valle degli scarichi e che servono una larga zona, e nessun pezzo e' risultato contaminato."

D - "Perche' l'acqua mi dicono che e' entrata proprio dalla falda?"

"Si' nel centro Enea e per quel che riguarda il reattore Avogadro, per quel che riguarda il sito Sorin invece e' l'acqua che e' esondata dal canale."

D - "Ma quindi se l'acqua entra dalla falda si suppone che poi ritorni nella falda."

"Si'."

D - "Allora credo che qualcosa nella falda ci va..."

"Questi sono fenomeni che vanno studiati nel tempo."

Intanto tutti scaricano nel fiume.

Michele Gili, Dir. Impianto Eurex:
"Queste sono 2 vasche gemelle, una in servizio, l'altra in attesa; a riempimento di una cominciamo ad utilizzare l'altra, quando una vasca e' piena eseguiamo tutta una serie di controlli in base a certi parametri legati alla radioattivita' che dobbiamo rispettare. Quando questi parametri vengono rispettati abbiamo l'autorizzazione per scaricare all'interno della Dora."

D - "Cosa c'e' in questi liquidi?"

Massimo Ardissimo, esperto qualificato radioprotezione Sorin Saluggia:
"Per la maggior parte iodio 125, iodio 131 e, in minor misura, cobalto e cesio, vengono scaricati nel fiume Dora Baltea se la quantita' radioattiva e' inferiore ai limiti stabiliti e la portata della Dora Baltea lo consentono."

In questo fiume, secondo la prescrizione annuale, si possono scaricare 350 miliardi di Becquerel ogni anno. In nessun altro posto e' consentita una quantita' cosi' elevata e questo perche' la legge si adegua alla realta' non necessariamente alla salute, e qualche metro piu' in la' un contadino aveva pensato bene di mettere le tubazioni per irrigare il suo campo di fagioli.

Giampiero Godio, Lega Ambiente Vercelli:
"Penso il Comune abbia proibito questa attivita' che di per se' e' legittima, e' legittimo attingere acqua per irrigare i campi, ma farlo pochi metri a valle rispetto a dove avvengono questi scarichi di sostanze radioattive, costituisce un pericolo."

Rimane un'ultima domanda: ma perche' si sono costruiti impianti nucleari nell'alveo di un fiume a rischio esondazione e si e' situato la' dentro un potenziale radioattivo senza precedenti?

Roberto Mezzanotte, Dir. Rischio Nucleare Anpa:
"Lei mi ha fatto una domanda: chi ha autorizzato. All'epoca non esisteva alcun procedimento autorizzativo in Italia."

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