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Puntata del 29/04/2002

L'AMALGAMA: IL DENTE AVVELENATO (Aggiornamento)

In onda lunedì 29 aprile 2002

di - Salute

L'AMALGAMA: IL DENTE AVVELENATO (Aggiornamento)

Autori: Sabrina Giannini
Inchiesta: Com'è andata a finire
Stagioni: 2002
Argomenti: Salute

3 settembre 1997

AUTRICE
Nel 1997 avevamo ascoltato la denuncia solitaria di medico dentista secondo il quale l'amalgama è tossica e in alcune persone può provocare disturbi anche seri alla salute.
Per il rappresentante dei dentisti non c'erano evidenze scientifiche che lo dimostrassero. In effetti le autorità sanitarie mondiali e italiane non la consideravano pericolosa e quindi non imponevano alcuna restrizione all'uso. Ci sorprese il fatto che il mercurio venisse catalogato come veleno per l'ambiente al punto che gli amalgami rimossi dovevano essere smaltiti come rifiuti tossici.
Il mercurio inoltre , una volta nel dente si disperde lentamente nel corpo e in particelle di vapore. La questione era capire se la dispersione del mercurio può essere la causa dell'insorgenza di alcune malattie.
Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità, non ci sono ancora prove sufficienti che lo dimostrino, anche se ammette che esistono persone sensibili o allergiche a quel metallo.
Mentre in Italia la diatriba tra odontoiatri era sconosciuta al grande pubblico, in Svezia avevamo visto che la questione era da vent'anni motivo di dibattito politico e medico.
Al punto che esisteva un'associazione delle vittime dell'amalgama molto agguerrita.
Erano migliaia le persone che consideravano l'amalgama la causa delle loro malattie, visto che tutti erano guariti dopo avere eliminato dalle loro bocche le otturazioni contenenti mercurio.
Centinaia di sintomi diversi e le più disparate malattie, dall'emicrania, alla sindrome di stanchezza cronica, dall'insonnia alla sclerosi multipla.

ANDERS LINDVALL - direttore della Clinica dell'amalgama di Uppsala (1997)
Dal '91 a oggi abbiamo trattato più di 1200 malati e possiamo dare un dato straordinario: nell'90 per cento dei pazienti c'è un miglioramento, a volte la guarigione. Per esempio qui può vedere i livelli di mercurio nel liquido spinale dei pazienti affetti di sindrome di stanchezza cronica, vede i livelli si dimezzano dopo aver tolto l'amalgama.

AUTRICE
A differenza della Svezia, nel nostro paese era pressoché sconosciuta la tossicità dell'amalgama e così il servizio scatenò un allarme collettivo. Per mesi su molti mass media si alternarono i pareri contrari o favorevoli all'amalgama. E moltissimi italiani corsero a togliersi gli amalgami.
Ma trapanare l'amalgama poteva peggiorare la situazione, così come avevamo detto nel servizio. Perché il trapano polverizza l'amalgama e i vapori di mercurio raggiungono il cervello.
Soltanto precauzioni particolari consentono di ridurre questa esposizione.
Il problema era per quella percentuale di persone allergiche al mercurio: secondo l'OMS è l'uno per cento della popolazione generale. In Italia, allora, la popolazione di allergici stimata era di circa 300 mila persone. Molti dei quali con gli amalgami in bocca.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Dopo quella puntata, come abbiamo detto, molte persone andarono a togliere le otturazioni in amalgama per sostituirle con altri materiali come le resine, ma il problema erano le precauzioni da prendere. La federazione dei medici e odontoiatri e le associazioni dentisti come reagì? Come da manuale: fecero pressione presso il Ministero della Sanità affinché un gruppo di esperti esprimesse il parere della scienza e chiedesse poi alla nostra trasmissione di fare alcune rettifiche. Come è andata a finire? Il problema che avevamo sollevato nel '97 che riguardava le otturazioni con amalgama in persone allergiche non fu preso dai dentisti come un suggerimento da approfondire, bensì scateno l'ira dell'ordine dei medici e dell'associazione di categoria che chiesero l'attivazione di un gruppo di esperti presso l'Istituto Superiore di Sanità. Nel '99 gli esperti hanno deciso che nelle donne incinte, nei bambini e pazienti allergici bisogna stare attenti. Qualche mese fa il ministro Sirchia ha tradotto quelle raccomandazioni in un decreto. Nel frattempo quell'inchiesta cambiò la vita di una persona. Il racconto è di Sabrina Giannini.

AGGIORNAMENTO

AUTRICE
Nel '97 il signor Piras, di Cagliari vede il nostro servizio e comincia a sospettare che proprio l'amalgama possa essere la causa dei problemi di salute della giovane figlia.
Per due anni alla figlia erano state diagnosticate varie malattie, somministrate numerosi terapie. Ma la situazione continuava ad aggravarsi.
E dopo il secondo ricovero ospedaliero il padre della ragazza chiede che vengano eliminate le otturazioni dalla bocca della figlia.


PIETRO PIRAS
Hanno rimosso tre amalgami senza alcuna precauzione nonostante le mie richieste in tal senso. Quindi la ragazza stava malissimo e il giorno dopo sono stato interpellato e ho saputo che non erano state usate queste precauzioni. Qualche giorno ha avuto un collasso, è stata trasferita in rianimazione, è stata salvata per il rotto della cuffia. E poi ha dovuto fare 28 trasfusioni nel giro di due mesi.

AUTRICE
Senza mascherina protettiva, senza diga, la ragazza potrebbe avere inalato quantità di vapori di mercurio insopportabili. Forse era realmente sensibile al mercurio.
E sulla base di quell'indizio l'Università di Cagliari inizia a studiare il caso.

MARIA CONTI - specialista in ematologia
Le sue condizioni erano molto gravi quando io ho preso ho preso in carico la paziente, ho iniziato a seguirla. Erano compromessi tutti i tessuti.

AUTRICE
Alla ragazza vengono tolte tutte le otturazioni di mercurio, ma stavolta vengono adottate alcune precauzioni.

LUCIANA COIS - medico odontoiatra
L'isolamento del campo operatorio, l'aspirazione chirurgica, la protezione delle mucose del paziente.

D - Questa tecnica l'avete messa a punto voi sulla base di quali esperienze?

LUCIANA COIS - medico odontoiatra
Sulla base della scuola svedese.

PIETRO PIRAS
Infatti la guarigione si è verificata nel giro di meno di un mese.

D - Ma se l'aspettava questa guarigione?

LUCIANA COIS - medico odontoiatra
Sinceramente è stata la prima esperienza, non me l'aspettavo così. Anche perché è stata quasi immediata. Ci ha dato moltissima soddisfazione e ci ha dato la voglia di continuare. Anche perché poi abbiamo avuto altri casi.

D - Quanti erano questi casi che lei può ricondurre all'amalgama o almeno a una otturazione dentale?

MARIA CONTI - specialista in ematologia
Non meno di una quindicina.

AUTRICE
Grazie a un finanziamento della Regione Sardegna la ricerca è andata avanti per un anno e altri 15 casi sono stati risolti.

LUCIA
Sclerosi multipla.

D - Che sintomi avevi?

LUCIA
A parte l'occhio, non riuscivo più a camminare bene. Non riuscivo a muovere le braccia e la cefalea continua.

AUTRICE
La risonanza magnetica che prima presentava i potenziali evocati tipici di una sclerosi multipla è tornata ad essere nella norma.

LUCIA
Io l'ultima otturazione l'ho cambiata a maggio. Da giugno, dopo 15 giorni che ho cambiato l'ultima otturazione, non ho avuto più niente, proprio niente. Nemmeno una cefalea, un disturbo alle gambe, alla braccia. Niente.

D - E l'occhio?

LUCIA
L'occhio è rimasto così, non può guarire, il nervo ottico ormai è danneggiato (Lucia non ci vede completamente da un occhio, ndr)

AUTRICE
Quello di Lucia non è l'unico caso di sclerosi multipla seguito dal gruppo di ricerca di Cagliari.

MARIA CONTI - specialista in ematologia
Di casi di sclerosi multipla erano venti casi, di questi venti casi due si sono risolti. Ma in tutti e due i casi non si trattava di sclerosi multipla, a mio avviso si trattava di un errore diagnostico.


AUTRICE
L'ipotesi più probabile è che fossero patologie auto immuni, ovvero reazioni del corpo a una sostanza estranea, in questo caso al mercurio.

AUTRICE
Torniamo alle novità citate nel decreto: in un punto si scrive di evitare la posa e la rimozione degli amalgami negli allergici, nel punto successivo invece si legge di rimuovere l'amalgama negli allergici.
Chi ha scritto questo decreto forse sapeva che rimuovere l'amalgama a una persona allergica può provocargli dei problemi, ma sa anche che sarebbe meglio toglierla.
E ne è uscita una norma ambigua.
E' noto che alle persone allergiche deve essere tolta l'amalgama evitando che si polverizzi il mercurio.

Ma la domanda è: come si fa a capire quando si è allergici.

PAOLO PIGATTO - Ospedale Maggiore di Milano
L'unica tecnica approvata da questo decreto è il patch-test, o test epicutaneo. E' un test che noi usiamo da parecchio tempo. E' molto semplice da eseguire, è praticamente un cerotto che si mette sulla schiena del soggetto e si lascia a dimora per 48 ore.
Ultimamente c'è stata una forte sensibilizzazione nel campo della collaborazione tra dentisti e dermatologici.

AUTRICE
Ed è grazie a questa collaborazione con i dentisti che la clinica dermatologica dell'Ospedale Maggiore ha iniziato a gennaio di quest'anno una ricerca con l'obiettivo di stimare la percentuale di italiani allergici al mercurio dell'amalgama.
Infatti è soltanto da questo gennaio che è disponibile anche in Italia un test specifico in grado di individuare proprio le allergie a quei metalli usati per le otturazioni.

PAOLO PIGATTO - Ospedale Maggiore di Milano
Se il test dà un risultato positivo è certamente sensibile a quella sostanza. Però il mercurio non si comporta esclusivamente come un allergene, cioè una sostanza in grado di dare malattie allergiche, si comporta in maniera anche particolare dando delle forme di tipo tossicologico che però dal decreto non vengono considerate.


IN STUDIO MILENA GABANELLI
In sostanza uno può essere intossicato e non risultare allergico. Ed è il caso della ragazza di Cagliari, guarita dopo aver tolto gli amalgami, ma che non risultava allergica al test. Si può dire pero' che per la prima volta c'è una norma che definisce l'eventuale danno.

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Associazione per la Difesa da Otturazioni al Mercurio
Associazione di pazienti A.D.O.M. Salerno
Telefono 081/8240155
e-mail: acerral@arrotino.it
infoamalgama@ciaoweb.it

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Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 9 novembre 2001, Serie generale, n.261
MINISTERO DELLA SALUTE
DECRETO 10 ottobre 2001

Divieto di utilizzazione e immissione in commercio, sul territorio italiano di amalgami dentali non preparati sotto forma di capsule predosate e precauzioni ed avvertenze da riferire nelle istruzioni per l'uso degli amalgami dentali posti in commercio in Italia.

IL MINISTERO DELLA SALUTE,

Visto il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n.46, concernente i dispositivi medici e successive modificazioni e, in particolare, l'art. 13-ter come introdotto dall'art.22 del decreto legislativo 8 settembre 2000, n.332, che prevede che il Ministero della sanità, per garantire la tutela della salute e della sicurezza e per assicurare il rispetto delle esigenze di sanità pubblica, può adottare tutte le misure transitorie e giustificate tendenti a vietare, limitare e sottoporre a misure particolari la disponibilità di un prodotto o di un gruppo di prodotti;

Visto il rapporto del 1998 sugli amalgami dentali del gruppo di lavoro ad hoc incaricato dalla Direzione generale III della Commissione europea;

Visto il parere del Consiglio superiore di sanità del 14 aprile 1999;

Considerato che l'emissione di vapori di mercurio in corso di preparazione degli amalgami dentali preparati in forma libera è suscettibile di compromettere la salute degli utilizzatori e dei pazienti;

Considerato il rischio di sovradosaggio in mercurio degli amalgami preparati da leghe metalliche e da mercurio in forma libera;

Considerato che l'esistenza sul mercato di amalgami preparati sotto forma di capsule predosate permette di ridurre le emissioni di vapore di mercurio in corso di preparazione dell'amalgama dentale e di standardizzare la quantità di mercurio;

Considerato che la sostituzione degli amalgami dentali con altri materiali non è giustificata perché questi non mostrano un livello di sicurezza e durata superiore a quello degli amalgami;

Considerato comunque che esiste sia il problema di sottogruppi di popolazione particolarmente suscettibili (bambini, donne in gravidanza, ecc.) da tutelare maggiormente, sia quello di particolari situazioni che possono esporre a picchi di Hg anche importanti;

Considerato che un aspetto che deve indurre cautela è quello dell'esistenza per la popolazione generale di fonti multiple di esposizione al mercurio: alimentazione, ecodispersione, uso di farmaci;

Considerato che gli utilizzatori e, se del caso, i pazienti, devono essere informati delle precauzioni di impiego da osservare;

Ritenuto di vietare in via cautelare l'utilizzazione, l'importazione e l'immissione in commercio di amalgama non preparata in forma predosata;

Ritenuto di definire raccomandazioni e limitazioni in particolari situazioni;

Decreta:

Art. 1

1. È vietata l'utilizzazione, l'importazione e l'immissione in commercio sul territorio italiano degli amalgami dentali non preparati sotto forma di capsule predosate.

Art. 2

1. Le seguenti informazioni devono essere riportate nelle istruzioni per l'uso degli amalgama posti in commercio in Italia:
a) stoccare le capsule di amalgama in un ambiente fresco e ventilato;
b) lavorare in locali ventilati con rivestimenti non tessili decontaminabili;
c) realizzare sempre sotto raffreddamento e isolamento del campo operatorio, la fresatura e la lucidatura dell'amalgama.
d) condensare l'amalgama con i mezzi classici (condensatore manuale) e non utilizzare i condensatori ad ultrasuoni;
e) non posizionare l'amalgama dentale in vicinanza di altri restauri metallici, al fine di evitare rischi di corrosione;
f) evitare per prudenza la posa e la rimozione dell'amalgama in pazienti con allergia per l'amalgama, gravidanza,
allattamento, bambini sotto i sei anni d'età, pazienti con gravi nefropatie;
g) in caso di sopravvenute reazioni locali, in particolare di lesioni lichenoidi in vicinanza di un amalgama, o nei casi, sicuramente accertati, di allergia a tale materiale, è indicata la rimozione dell'otturazione.

Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.


Roma, 10 ottobre 2001
Il Ministro: Sirchia
01A11862

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