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Puntata del 30/03/2003

PERCHE'... LE CARTUCCE?

in onda il 30.03.03

di - Economia

PERCHE'... LE CARTUCCE?

Argomenti: Economia
Stagioni: 2003
Autori: Gughi Fassino
Autori: Andrea Cairola
Inchiesta: Perché?

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Questa scatolina è una cartuccia e costa come i più diffusi modelli di stampanti, e quando è finita la buttiamo via e ne ricompriamo un'altra. E chi la vende non ci guadagna, allora in base a quale misteriosa legge di mercato questa scatolina costa come la macchina che la utilizza? Forse i produttori sono in grado di spiegarlo? Il servizio è di Gughi Fassino e Andrea Cairola.

D - Che stampante è questa?

NEGOZIANTE COMPUTER DISCOUNT - Torino:
Questa è una stampante Lexmark.

D - Quanto costa?

NEGOZIANTE COMPUTER DISCOUNT - Torino:
Costa 49 euro ivata e le cartucce, appunto, nera e colore costano in media una cinquantina di euro tutte e due.

D - E invece questa stampante qua?

NEGOZIANTE COMPUTER DISCOUNT - Torino:
Questa è il modello base della Epson, il modello base della Epson costa 72 euro e le cartucce costano più o meno come quelle della Lexmark.

D - Ma perché costa così caro?

NEGOZIANTE COMPUTER DISCOUNT - Torino:
Che cosa?

D - Il ricambio di cartucce&

NEGOZIANTE COMPUTER DISCOUNT - Torino:
Perché alla fine il prezzo è lì, e penso soprattutto che il trucco della casa, non della Lexmark ma di tutte le stampanti sia lì, nel senso che loro tendono a vendere la stampante ad un prezzo quasi di fabbrica, ma poi cercano di fare guadagni sulla cartuccia.

MASSIMILIANO TEDESCHI - direttore generale della Lexmark-Italia
La ringrazio per avermi posto questa domanda perché la cartuccia non è un semplice contenitore di inchiostro come uno potrebbe avere l'impressione guardandola da questo lato ma in realtà è un gioiello tecnologico che contiene la parte più importante e più preziosa di tutta la stampante a getto d'inchiostro che è la testina di stampa.

D - Ma se è un gioiello tecnologico, non è uno spreco buttarlo via ogni volta che finisco l'inchiostro?

MASSIMILIANO TEDESCHI - direttore generale della Lexmark-Italia
In realtà noi non lo consideriamo uno spreco. Noi proponiamo questa tecnologia in quanto garanzia di una migliore qualità di stampa.

AUTORE
Quello che per una qualunque persona si chiama spreco per il produttore diventa garanzia. E' come se ogni volta che vado a far benzina mi cambiassero il motore. Eppure si può guadagnare anche col riciclo.

DARIO MARINONI, titolare Re-tape Regeneretion
E' uno spreco certamente, la testina si puo' rigenerare, ovviamente il risultato della rigenerazione dipende dallo stato della cartuccia, se la cartuccia è fresca, appena esaurita, il successo è al 99 per cento garantito. Pero' vede qui qual è il problema, il nostro problema in Italia è che c'è tutta la legislazione che ci mette i bastoni tra le ruote. Ad un certo punto non si riesce a far capire alle persone, anche perché non c'è aiuto da nessuna parte, che queste cartucce sono un bene in tutti i sensi.
Più della metà del costo di una cartuccia rigenerata è costituito dal vuoto, che è spazzatura in sostanza. Bene se il vuoto fosse considerato un bene recuperabile, e chiunque lo ha lo conferisce a chi lo può riutilizzare, indubbiamente il vuoto costerebbe molto meno e così automaticamente la cartuccia rigenerata costerebbe molto meno, questo però indubbiamente va a contrastare con gli interessi delle aziende produttrici degli originali. Dove potrebbe essere, e dico potrebbe essere, che ci sia un'incetta in qualche modo da parte loro, più o meno regolare, per sottrarli al mercato della rigenerazione.

Avremmo voluto chiedere conferma al principale produttore di cartucce e testine ma questa è stata la risposta:

Al telefono con addetta azienda:

"Non lo so se ci sarà neanche la possibilità di fare un intervento. Io oggi non glielo so dire&"

Autore
"Non è nel vostro interesse?"

Addetta azienda
"No, no&"

AUTORE
Ricapitolando: le cartucce dell'Hp e della Lexmark sembra che costino care perché ogni volta che le cambio i signori produttori mi costringono a buttare via la testina. Ma esistono anche cartucce che sono solo dei contenitori d'inchiostro, come quelle della Epson. Penserete, costeranno meno? Invece no

GIORGIO TRONCONI- dirigente Epson Italia:
Ci sono due tipi di argomenti, uno è il prezzo reale e l'altro è il prezzo percepito. Il prezzo reale è quello che indubbiamente l'utente paga, in realtà il prezzo percepito è più alto.

AUTORE
Sarà! Limitiamoci al prezzo reale che a parer nostro è già abbastanza alto. Cos'è che rende una cartuccia così cara?

Epson:
E' l'inchiostro che costa, lo sviluppo, la produzione, gli investimenti di ricerca e sviluppo degli inchiostri costano tantissimo.

D - Una cartuccia costa cara perché costa caro l'inchiostro?

GIORGIO TRONCONI- dirigente Epson Italia:
Una cartuccia costa cara perché costa caro l'inchiostro! Anche perché l'inchiostro o una parte del nostro inchiostro è a prova, come dire, è un non inquinante, non è tossico, rispetta tutti gli standard legali. E' chiaro che noi sconsigliamo ad un utente di prima informatizzazione di comprare una stampante che costa 20 euro, 30 euro. E' necessario che l'utente compia una sorta di autoanalisi prima, capisca bene che cosa voglia farci con la stampante.

AUTORE
Ma come fanno a dire che ci "sconsigliano" se nella jungla di offerte vince chi mostra il cartello più grande e con il prezzo più basso. E sarà poi possibile che un litro di quest'inchiostro costi come 1000 litri di benzina?
Cosa ci sarà mai dentro questo scatolino nero.

ENZO ORLANDO - direttore Projet:
Una cartuccia ink-jet compatibile è composta da un guscio di plastica in cui viene inserita una spugna imbevuta a sua volta di inchiostro.

D - Quanto costa il guscio di plastica?

ENZO ORLANDO - direttore Projet:
Un guscio di plastica? Il solo materiale non supera i 10 centesimi di euro.

D - E quanto costa l'inchiostro?

ENZO ORLANDO - direttore Projet:
Varia da 30 a 50 euro al litro

D - Quanto ne contiene?

ENZO ORLANDO - direttore Projet:
La quantità di inchiostro varia a seconda delle cartucce. Si partea dai 13 ml per arrivare a un massimo di 40 ml.

D - Qual è il costo di produzione?

ENZO ORLANDO - direttore Projet:
Non supera i 2 euro.

D - E i costi di ricerca e sviluppo?

ENZO ORLANDO - direttore Projet:
Sicuramente i costi di sviluppo di determinati inchiostri sono elevati, però -ripeto- se vengono spalmati su decine di milioni di pezzi, diventano quasi irrilevanti e quindi in effetti non è giustificabile vendere a circa 2000 euro al litro un inchiostro per stampa.

AUTORE
Riassumendo, il costo di produzione di una cartuccia non supera i due euro, ma l'utente arriva a pagarla nel negozio dieci volte tanto. Per intenderci, stampare una pagina di testo con una cartuccia originale ci costa quattro volte quello che costa una fotocopia.
Un'alternativa esiste, sono le compatibili.

FRANCO FERRERI - Sapi:
Diciamo per quelle senza testina c'è la possibilità di produrre un prodotto simile a quello originale dal punto di vista della forma e diciamo della performance.

D - Produzione ex-novo?

FRANCO FERRERI - Sapi:
Produzione ex-novo.

D - E le testine?

FRANCO FERRERI - Sapi:
Per quello che riguarda le testine non è possibile legalmente produrre ex novo perché c'è una copertura brevettuale che rende impossibile questo processo. In Italia la situazione è molto diversa, il prodotto non ha nessun tipo di riconoscimento e la situazione legislativa è fatta in una maniera tale per cui noi sostanzialmente non riusciamo neanche a mettere le mani neanche sulla materia prima base che noi paghiamo che sono le cartucce usate.
Il più grande utilizzatore di cartucce da stampa è l'apparato statale. Diciamo che l'apparato statale italiano, contrariamente agli altri paesi europei non ultima la Spagna, non utilizza le cartucce recuperate, mentre se va -ripeto anche in Spagna- questo avviene, mentre in Svezia -noi lavoriamo parecchio con la Svezia- lo Stato dice: "tu fai una cosa buona, noi ti diamo una mano a recuperare le cartucce, non solo ma io te le compro anche". I problemiperò che nascono sono quelli dati dal fatto che noi non riusciamo a recuperare queste cartucce dalla spazzatura ordinaria.

D - Non ci sono incentivi da parte delle istituzioni a sviluppare il riciclaggio?

FRANCO FERRERI - Sapi:
Adesso esco con un bazooka&come faccio a dire questa cosa?&diciamo che nel nostro paese questa attività non si è sviluppata nella maniera più assoluta contrariamente a quello che è avvenuto in tutti i paesi europei ed extraeuropei.

AUTORE
Per vostra informazione , visto che ci lemantiamo sempre di spendere troppo, esistono le cartucce compatibili o rigenerate con le quali si spende circa la metà. Il risparmio può arrivare fino all'80 per cento con i kit di ricarica&avendo però cura di comprare l'inchiostro specifico per la propria stampante e di proteggersi bene per non sporcare.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Bisognerebbe fare così, anche se è solo una piccolissima cosa, ma ogni giorno buttiamo decine di piccole cose, che sommate alla fine ci vuotano il portafogli e ci seppelliscono di rifiuti. Costa un po' di fatica andare contro la logica dell'usa e getta, ma oggi potrebbe essere l'unico vero comportamento pacifista, silenzioso ma rivoluzionario perché elimina il profitto di pochi a vantaggio di tutti.

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