Rai 3
Televideo

Puntata del 03/06/2007

FUOCO AMICO

In onda domenica 3 giugno 2007

di - Società

FUOCO AMICO

Argomenti: Società
Stagioni: 2007
Autori: Sigfrido Ranucci

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Buonasera, per la nostra ultima puntata abbiamo scelto un argomento sul quale non si discute e riflette mai abbastanza, la guerra come strumento per ribaltare regimi sanguinari. L'Iraq è stato invaso, Saddam Hussein catturato, processato, giustiziato, e come è stato istruito il processo lo vedremo questa sera. Comunque l'esportazione della democrazia attraverso l'uso delle armi è condannata dai popoli civili, ma la si pratica e in qualche caso ipocritamente la si maschera. Il 12 novembre 2003 a Nassiriya un'auto bomba si infila nella base italiana, esplode, muoiono in 19, per loro nessuna medaglia d'oro perché la nostra non è una missione di guerra, ma di pace e quindi la deve anche sembrare. Cosa è successo a Nassiriya ce lo racconta Sigfrido Ranucci.

MARIA FERRARO - Madre di Emanuele
Questa è la divisa che mi hanno mandato dall'Iraq insieme alle sue cose. E' ancora qua il suo odore. Questo lo aveva addosso nel momento dell'attentato e questo è il braccialetto che aveva al polso, c'erano delle macchie di sangue. Abbiamo chiesto tante volte di sapere la verità su Nassiryia, di sapere tutto quello che era successo, perché non è giusto che una madre e un padre, un fratello, una moglie, un figlio non sappia, quello che è successo al proprio caro.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Emanuele Ferraro dopo l'attentato viene ricoverato all'ospedale militare dove viene diagnosticato il decesso per lesioni provocate dall' onda d'urto dell'esplosione. Ma dopo un anno nei documenti per l'assegnazione della causa di servizio, i medici riportano un'altra versione: morte provocata da ferita perforante ai polmoni che però non coincide neppure con quanto detto dagli ufficiali ai genitori nelle ore successive all'attentato.

MARIA FERRARO - Madre di Emanuele
Subito ho saputo che Emanuele era morto perché gli erano arrivati tre colpi di proiettile.

SIGFRIDO RANUCCI
Da chi gli è stato detto?

MARIA FERRARO - Madre di Emanuele
Dal comandante di Emanuele. E poi subito da altri militari che sono venuti a casa mia.

SIGFRIDO RANUCCI
Con tre proiettili. Non glia hanno detto di quale origine?

MARIA FERRARO - Madre di Emanuele
No, con tre proiettili leggeri, perché noi gli abbiamo detto subito ma che cos'erano  i calascnicof degli iracheni? Poi la cosa è stata smentita, perché un calascnicof non fa un buco, che porta via mezzo braccio.

DARIO FERRARO - Padre di Emanuele
Tre piccoli buchi, l'avambraccio in basso qua, spalla sinistra qua, e uno al centro.

SIGFRIDO RANUCCI
Lei pensa ci siano state delle omissioni su questa vicenda?

MARIA FERRARO - Madre di Emanuele
Guardi non lo so, io, non voglio polemizzare, perché non è nel mio carattere. Io non ho mai fatto delle interviste, però ora è la rabbia che mi fa parlare. La rabbia perché non so niente. Voglio sapere ora la verità.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
La verità sulla morte di Emanuele Ferraro e' scritta nella dinamica della strage di Nassiryia dove hanno perso la vita 19 italiani e 9 iracheni.  Questa è la ricostruzione di due superstiti Aureliano Amadei, un giovane regista giunto nella base appena 5 minuti prima dell'attacco e quella di Antonio Altavilla, il carabiniere che si trovava all'interno della palazzina.

AURELIANO AMADEI
Ho visto il camion a una decina di metri entrare tutto piegato da una parte, perché stava affrontando una sterzata improvvisa.

ANTONIO ALTAVILLA - Ex Carabiniere
Subito dopo ho sentito come un tonfo, nemmeno un'esplosione vera e propria, perché non si è avvertito questo.

AURELIANO AMADEI - Regista
Quando io mi sono ritrovato scaraventato ad una ventina di metri, ho iniziato a sentire esplosioni a catena, colpi di mitragliatrice, bombe a mano.

ANTONIO ALTAVILLA - Ex Carabiniere
Nel momento che ci andavamo si sentivano dei colpi, erano dei colpi della riservetta.

AURELIANO AMADEI - Regista
Insieme a altre 4 persone eravamo convinti di essere sotto un attacco, e invece dopo abbiamo scoperto che si trattava del deposito di munizioni, che è continuato ad esplodere per una diecina di minuti.

ANTONIO ALTAVILLA - Ex Carabiniere
E poi tutto in polvere e sangue.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Questo filmato e' stato girato con un telefonino da un militare,  sono passati alcuni minuti dall' attentato e dalla base Libeccio, situata di fronte alla maestrale, viene ripresa questa sequenza. Con le sirene dei soccorsi si sente chiaramente il crepitio dei colpi  proveniente dal deposito di armi situato davanti alla base ed esploso per lo spostamento d'aria provocato dall'attentato. Colpi impazziti che esplodono per oltre dieci minuti.

SIGFRIDO RANUCCI
Lei questa versione della riservetta l'aveva sentita già da qualcuno? O è la prima volta?

DARIO FERRARO - Padre di Emanuele
Si, subito l'abbiamo saputa!

MARIA FERRARO - Madre di Emanuele
L'abbiamo letta dopo un paio di giorni su un giornale, adesso non mi ricordo che giornale era, e c'era scritto "morti per colpi amici", per proiettili amici.

SIGFRIDO RANUCCI
Questa versione poi è sparita?

MARIA FERRARO - Madre di Emanuele
Questa versione poi è sparita, ma noi abbiamo avuto sempre il dubbio. Ed ora vedendo il suo filmato abbiamo avuto la conferma.

DARIO FERRARO - Padre di Emanuele
Oltre al giornale ci sono i soldati che sono ritornati. Li c'è stato un grande parlare della riservetta. Che era esplosa.

SIGFRIDO RANUCCI
Provocando danni?

DARIO FERRARO - Padre di Emanuele
Provocando danni e morte. Danni e morte!

MARIA FERRARO - Madre di Emanuele
Forse ha provocato di più la riservetta che l'esplosione del camion.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Ma Emanuele Ferraro potrebbe non essere stato il solo a morire a causa dei colpi partiti della riservetta. Anche  i familiari di  Carrisi non sanno  con precisione come  e' morto Alessandro.

MORRIS CARRISI - Fratello  di Alessandro
Noi l'unica cosa che sappiamo è che comunque sia l'abbiamo appreso sempre dai giornali, ma nessuno ancora è venuto a dirci niente. Noi abbiamo semplicemente la dichiarazione di morte rilasciata dall'ospedale militare.

FRANCESCA CONTE - Legale familiari vittime Nassiriya
Noi abbiamo esaminato presso il Ris di Roma, con il professor Ugolini, i reperti, che sono dei frammenti di proiettile di bossoli probabilmente, che hanno ucciso il Carrisi. Non si riesce ovviamente a risalire alla forma. Quello che mi ha colpito sono le foto di alcuni dei reperti, che parlano sicuramente di proiettili in dotazione alla forza italiana.

SIGFRIDO RANUCCI
E secondo lei ci sono stati altri ragazzi oltre a Carrisi che potrebbero essere morti di questo?

FRANCESCA CONTE - Legale familiari vittime Nassiriya
Sicuramente si, dalle foto che ho potuto vedere presso il Ris, sicuramente ci sono stati altri ragazzi.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Il maresciallo Domenico Leggiero dell'osservatorio militare ci mostra delle foto scattate dopo l'attentato che ritraggono alcuni dei corpi che abbiamo deciso di non mostrare perché sono veramente strazianti .

DOMENICO LEGGIERO  - Osservatorio militare
Dalle foto si evince che parte dei decessi è dovuto all'esplosione della riservetta di munizioni, con molto più chiarezza se fosse state osservate le misure e criteri previsti, per il dislocamento delle munizioni in dotazione al reparto, probabilmente non avremmo avuto questo gran numero di morti.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Il deposito di armi dunque  per motivi di sicurezza  non doveva essere posto davanti alla base che avrebbe dovuto essere difesa anche con altri tipi di precauzioni.  

MARIA FERRARO - Madre di Emanuele
La prima cosa era la merce ridotta, e poi lo dice anche il responsabile dell'attentato di Nassiryia.

SIGFRIDO RANUCCI
Araz?

MARIA FERRARO - Madre di Emanuele
Araz Si. Dice che lui si trovava a passare di la, che andava a Bassora, e ha visto la bandiera. Ha guardato la caserma e ha visto che era completamente con scarse difese. Quindi per lui è stato un obbiettivo facilissimo.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Guardate questo servizio del collega Fabrizio Feo girato nel 2003 e mai andato in onda sulla difesa di una base italiana in Afghanistan.

FABRIZIO FEO
Questo immagini risalgono ai primi mesi del 2003 almeno 9 mesi prima dell'attentato alla base maestrale di Nassiryia. Le abbiamo girate in Afghanistan a Kabul quartier generale della forza multinazionale AISAF piazzato nella zona delle ambasciate. Un  automezzo italiano, un VM del contingente AISAF si avvicina all'ingresso, al VM viene dato l'alt, poi quando i militari al posto di guardia fanno cenno di entrare, comincia una sorta di gimcana. Il mezzo militare italiano è costretto a muoversi lentamente, a diblare alcuni ostacoli costruiti con l'escobastion, le difese fatte con sacchi di varie dimensioni e forme, in fibra e rete metallica, riempiti di sabbia, terra, praticamente impenetrabili. Quegli ostacoli portano a un corridoio stretto, fatto di altri escobastion, questa volta altissimi, nessun automezzo, tanto meno un camion o un auto botte, così può dirigersi in velocità verso una delle palazzine, del quartier generale AISAF, come invece è accaduto in Iraq alla base maestrale di Nassiryia.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
E' semplicemente l'applicazione di procedure standard, doveva essere cosi' anche per base maestrale in Iraq  sistemata nel centro della citta'.  E invece queste foto inedite che  ci indica  Alessandro Ferraro, il fratello di  Emanuele, la base maestrale si mostra in tutta la sua vulnerabilità.

ALESSANDRO FERRARO FRATELLO DI  EMANUELE
L'esplosione più che altro è avvenuta qua dove c'era un grandissimo cratere di oltre 3 metri per 2. Si pensa che Emanuele era in questa zona. La caserma era poco protetta, si può entrare facilmente, si può entrare con qualsiasi mezzo, con una macchina, con un auto, con un camion.

SIGFRIDO RANUCCI
C'è una sola fila di escobastion?

ALESSANDRO FERRARO FRATELLO DI  EMANUELE
La protezione è quasi zero.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Una vulnerabilità di cui avevano piena coscienza i militari che ci vivevano.

MORRIS CARRISI - Fratello  di Alessandro
Io ho dei messaggi che lui mi ha inviato, e che ci tengo comunque sia a farli vedere. Mio fratello dice:"Se il signore mi darà la forza di superare questa botta infernale mi rendo conto che sono invulnerabile, potrò andare sull'orbita a piedi!"

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Una base aperta che nessuno tra i militari, senza ordini precisi,  si  sarebbe sognato di allestire cosi'  senza difese. 

ANTONIO ALTAVILLA - Ex Carabiniere
Io ricordo un'intervista di un generale dell'esercito italiano che disse che la prima cosa da fare era quella di togliere la concertina davanti alla caserma perché non dovevamo far vedere che eravamo li in assetto di guardia.

DARIO FERRARO - Padre di Emanuele
Per me è importante sapere che cerca di insabbiare questa cosa, e sapere e punire chi ha la responsabilità.

MILENA GABANELLI IN STUDIO   
Le responsabilità le avrebbe individuate il procuratore militare Intelisano che ha chiesto il rinvio a giudizio dei generali dell'esercito Vincenzo Lops, Bruno Stano e il colonnello dei carabinieri Di Pauli per non aver difeso adeguatamente la base. In sostanza i nostri militari sono stati mandati in Iraq dove è in corso una guerra notoriamente cruenta, con pochi mezzi, in una base non protetta, c'è un attentato i soldati muoiono, ci sono i funerali di stato, le massime autorità li chiamano"eroi", ma per loro nessuna medaglia d'oro, perché quella si da a chi muore combattendo. Loro invece non hanno nemmeno avuto la possibilità di difendersi perché si doveva chiamare missione di pace.

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