Rai 3
Televideo

Puntata del 28/08/2002

TERRA: A QUALCUNO PIACE CALDA

in onda il 28.08.02

di - Ambiente

TERRA: A QUALCUNO PIACE CALDA

Autori: Sabrina Giannini
Stagioni: 2002
Argomenti: Ambiente

IL VIAGGIO NEGLI STATI UNITI

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Sa cos'è il protocollo di Kyoto?

DONNA
No, non ne so nulla.

RAGAZZO
Kyoto? Ne ho sentito parlare, ma non ne sono sicuro.

DONNA 2
Veramente non lo so.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Era l'America di tre mesi fa. Buonasera. La puntata di oggi riguarda il riscaldamento del pianeta e l'allarme lanciato da 1600 esperti di tutto il mondo. Per questo 4 anni fa e' nato il trattato di Kyoto che mira ad obbligare gli stati industrializzati a ridurre le emissioni inquinanti. Ma per far si che il protocollo entri in vigore occorre che sia firmato dalla maggioranza dei paesi che inquinano di più. Gli Stati Uniti, al contrario dell'Europa, non hanno firmato. Questo argomento e' stato sulla prima pagina di tutti i quotidiani europei per 10 giorni. Una posizione, quella degli stati Uniti, criticabile, per questo La decisione sull'opportunità di mandare in onda questa puntata, girata prima dell'11 Settembre, è sofferta perché oggi, purtroppo gli eventi hanno cambiato le priorità e Il terrorismo riguarda l'oggi, quindi la condanna da parte nostra è totale, come la nostra solidarietà verso il popolo americano e l'impegno dell'alleanza. Quello che e' successo negli Stati Uniti, abbiamo visto, ha ricadute sul mondo intero, e Il senso di questa inchiesta, e' proprio quello di capire come ciò che accade oltreoceano influenzi la vita di tutti. Allora raccogliamo l'invito del presidente Bush a ritornare alla vita normale, che deve procedere, con tutti i suoi guai. Uno di questi guai è l'effetto dei nostri comportamenti sulla sorte del pianeta: senza interventi radicali sulle emissioni di gas serra, dicono i 1600 scienziati, sarà un disastro per tutti.
Ma su questo tasto la politica americana e' stata fino a questo momento, indifferente. E allora, l'inchiesta di Sabrina Giannini, che si chiuderà a casa nostra, e' partita proprio da li', dagli Stati Uniti.

TURISTI VENUTI DA CHICAGO A VISITARE WASHINGTON D.C. (davanti alla Casa Bianca)

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Sapete cos'è il Trattato di Kyoto?

DONNA
No, cos'è?

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E' un trattato sull'ambiente, per ridurre il riscaldamento del pianeta&

DONNA
Ah, ma non ci interessa&

UOMO
Noi amiamo l'inquinamento&

DONNA
Sì, noi amiamo l'inquinamento&

UOMO
Noi veniamo da Chicago

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Beh, ma è pericoloso per tutti noi&

DONNA
Ma non è vero! Lei non sa che la maggior parte dell'inquinamento viene dalla "pupu'" delle mucche?

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Come scusi?

DONNA
Si', gli escrementi della vacche che vanno in aria e inquinano.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Le opinioni sul clima sembrano unire democratici e repubblicani.
La cosa non deve sorprendere. Infatti due anni fa, in piena amministrazione Clinton, tutti i senatori del congresso votarono "no" all'unanimità alla ratifica del protocollo di Kyoto. A capeggiarli c'era un democratico. L'Europa allora non se ne accorse.

DONNA
Ma non è vero! Sono tutte bugie& Non c'è nessun buco lassù, è propaganda dei francesi

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
G.W. Bush ha agito coerentemente, senza ipocrisie.
In fondo chi non sa che i grandi finanziatori della sua campagna elettorale sono stati le compagnie del petrolio, contrarie al trattato sul clima?
Sa quali aziende hanno finanziato la campagna elettorale di Bush?

UOMO 1
No, non lo so

UOMO 2
Non lo so

DONNA
Veramente non lo so

In effetti gli statunitensi che io ho intervistato sull'argomento finanziatori ne sapevano ben poco. Perfino quelli che venivano dal Texas, stato natale dell'attuale presidente e stato dove si trovano i suoi principali finanziatori.

TEXAS

Austin, capitale del Texas

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Arrivo quando si sta preparando una manifestazione contro la più potente compagnia del petrolio americana (la Exxonmobil). Principale proprietaria dell'oleodotto ormai vecchio di mezzo secolo che porta il petrolio da El Paso alle raffinerie di Houston, passando attraverso i quartieri dove vivono 17.000 persone, soprattutto immigrate.
L'oleodotto trasporterà presto anche il gasolio che tornerà a El Paso e si teme che con la maggiore pressione i tubi vecchi possano scoppiare.
La manifestazione è davanti al distributore della Exxon. Pochi i manifestanti, molti i cartelli contro il presidente.
Io ho un appuntamento nella sede della Texans for Public Justice* per conoscere la storia di G.W. Bush, da uomo d'affari texano a presidente di tutti gli americani.
· La Texans for Public Justice è una organizzazione non governativa che si occupa di fare studi e analisi socio-politiche sul Texas. Per suo statuto non percepisce danaro pubblico e viene sovvenzionata esclusivamente con i fondi dei cittadini privati.

ANDREW WHEAT - Texans for Public Justice Austin
George W. Bush è la seconda generazione di una famiglia che, prima di buttarsi in politica, ha fatto fortuna nell'industria petrolifera. Per la verità, l'attuale presidente non era un bravo uomo d'affari. Negli anni 80, in un momento di crisi nel settore, perse una notevole somma di denaro di altre persone. In quel periodo era coinvolto in fallimenti a catena.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Il nome di una dinastia che dal petrolio è passata alla politica. E così fece anche George W. Bush, diventando governatore del Texas.


ANDREW WHEAT - Texans for Public Justice
Il Texas è il selvaggio West per quanto riguarda i finanziamenti per le campagne elettorali. Contrariamente agli altri stati, qui non ci sono limiti, sia per i donatori privati che per le aziende: e nessuno ha mai raccolto tanto quanto George W. Bush. Nelle sue corse da governatore, nel 94 e 98, ha raccolto 41 milioni di dollari.
In questa lista abbiamo inserito i primi donatori, e può vedere che compaiono le principali compagnie del petrolio e della chimica.
Per esempio la Enron Corporation, una delle compagnie petrolifere più grandi al mondo, è stata il principale sostenitore di Bush candidato governatore, donando ben 312 mila dollari.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Sostenitori che hanno aiutato Bush junior anche quando doveva correre per la presidenza.

ANDREW WHEAT - Texans for Public Justice
E da presidente è stato molto buono con i suoi sponsor.
G. W. Bush ha messo a capo dell'agenzia per la protezione per l'ambiente Christine Whitman, ex governatore del New Jersey. Nella dichiarazione dei redditi della Whitman compare mezzo milione di dollari in azioni della Exxonmobil, una delle compagnie del petrolio texane più inquinanti.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E' la stessa Crhristine Whitman, l'equivalente del nostro ministro dell'Ambiente, alla quale a più riprese avevo chiesto un'intervista per parlare dell'alternativa statunitense al Protocollo di Kyoto e del piano energetico di Bush.
Non avrei certo perso l'occasione per chiederle se davvero possiede (ancora) le azioni della compagnie petrolifere della Exxon, della Union Carbide, della BP Amoco, della Hunt Oil e quelle del colosso della chimica Dupont.

ANDREW WHEAT - Texans for Public Justice
Anziché dire che l'industria petrolifera e del gas influenzano l'amministrazione Bush, sarebbe più corretto dire che sono la stessa cosa. Non solo abbiamo un presidente ex-petroliere, un vicepresidente che è petroliere&
Ma il segretario del tesoro era il presidente della principale società che produce alluminio.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Capo dell'amministrazione ufficiale del commercio c'è l'ex economista della Exxonmobil, il segretario delle forze armate lavorava per la Enron, il consigliere per la sicurezza nazionale era un membro del consiglio direttivo della Chevron. E così via. Nei 10 posti chiave della sua amministrazione, G. W. Bush ha collocato persone collegate alle industrie più inquinanti degli Stati Uniti.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Sul conflitto di interessi noi dovremmo solo tacere. Comunque ridurre le emissioni comporta oneri pesanti, per tutti i paesi industrializzati, ma da qualche parte bisognerà pur cominciare. L'amministrazione Bush e' appena cominciata ed e' presto per fare i conti. Oggi le priorità sono drammaticamente altre, ma il clima non ne terra' conto, ed e' un fatto che il Governo americano rappresenta in qualche modo le maggiori compagnie chimiche e petrolifere, responsabili della percentuale più alta di emissioni di gas serra del pianeta. Una buona parte concentrate in Texas, a lungo governato dalla dinastia Bush.


ANDREW WHEAT - TEXAS FOR PUBLIC JUSTICE

E come si può vedere in questo lavoro comparativo che abbiamo fatto con altri 4 stati molto industrializzati dell'unione&
· il Texas è primo nell'emissione di sostanze tossiche
· primo in incenerimento rifiuti
· primo nell'inquinamento pro capite
· primo per il consumo di energia
· primo nella produzione di gas che aumentano il buco dell'ozono.
· primo nella produzione di monossido di carbonio



HOUSTON: capitale mondiale delle compagnie petrolifere e petrolchimiche.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
L'area industriale che circonda la città è la più vasta del mondo.
E non fa discriminazioni di razza. Tamara Maschino vive in un'area residenziale che si trova a poche centinaia dagli impianti chimici dell'area di Bayport.

TAMARA MASCHINO - Clean Air Clear Lake Org. Seabrook, Houston

Ho deciso di capire da sola quello che mi fanno respirare. Quando sento uno strano odore metto fuori questo bidone e poi l'aria viene aspirata. Ogni analisi mi costa 500 dollari. Chi si fida più&

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Tamara Maschino vive in un'area residenziale che si trova a poche centinaia di metri degli impianti chimici della' area di Clear Lake.

TAMARA MASCHINO - Clean Air Clear Lake Org. Seabrook, Houston
Guardi lì, L' American Acrylic sta costruendo un nuovo impianto chimico a meno di un chilometro da casa mia. E produrrà emissioni pari a 9mila auto.
E nel mio paese siamo in 10milapersone& E' incredibile.
Per miglia e miglia lei vedrà una distesa di industrie chimiche senza fine, anche 600, una dopo l'altra. E poi vedrà le navi, i treni, i tubi che portano i liquidi fino al porto.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Decidiamo di fare l'intervista davanti alla raffineria della Exxonmobil.
Tamara prevede che se ci avviciniamo troppo allo stabilimento possano crearci qualche problema&
Infatti pochi minuti dopo arriva un sorvegliante della Exxonmobil.

Tamara Maschino: stanno arrivando& ecco i cowboys

Sorvegliante: Attente, siete vicine alla strada& Cosa state facendo?

Tamara Maschino: delle riprese&

Sorvegliante: chi è lei?

Tamara Maschino: Sono una residente della zona

Sorvegliante: E lei?

Autrice: Sono una giornalista italiana

Sorvegliante: Ah& siete insieme?

Autrice e Tamara Maschino : Sì.

Autrice: E lei chi è?

Sorvegliante: sono delle sorveglianza della Exxon. Abbiamo visto che qualcuno stava filmando&

Tamara Maschino: Allora, è forse un problema?

Sorvegliante: non lo so&

Tamara Maschino: questa è una strada pubblica& noi possiamo stare qui& e da quel che mi risulta qui siamo in America&

DIALOGO CON SIGNORA TEXANA, REPUBBLICANA

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Sa cos'è il riscaldamento del pianeta

SIGNORA TEXANA
Ride e mette la mano davanti all'obiettivo.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Va bene, allora mi dica almeno se sa qual è la nazione al mondo che produce più gas serra e anidride carbonica&

SIGNORA TEXANA
Veramente non lo so, quale Paese è?

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Il suo.

SIGNORA TEXANA
Il mio. Beh, siamo anche quelli che produciamo di più per avere una vita più confortevole. Bisogna fare una scelta no? E' il prezzo che dobbiamo pagare.


VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE

Il prezzo che deve pagare il pianeta intero visto che il 25 per cento della produzione di gas serra e anidride carbonica proviene dagli stabilimenti statunitensi.
E gli statunitensi sono il 5 per cento della popolazione.
Ma quel 5 per cento consuma come nessun altro.
Aziona al massimo l'aria condizionata e il riscaldamento, acquista sempre più i caravan, le auto che consumano di più. Consuma cibo in modo patologico, infatti è la popolazione più obesa della terra.
Ho cercato inutilmente un caffè in una tazzina di ceramica ma dopo 10 giorni ho perso ogni speranza. E la ragione è semplice: questo 5 per cento della popolazione umana usa e getta la plastica, come fosse un rito quotidiano di riconoscenza al proprio benessere.
La plastica è ovunque, e insieme a lei ogni forma di accessorio. Inutile, ma non per chi produce la plastica, che deriva dal petrolio. Plastica che arriva soprattutto dal Texas.


DONNA (di fronte al Campidoglio)
Dare da mangiare alla gente è più importante che preoccuparsi dell'ambiente.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
E' tragicamente vero! Ma solo fino a quando avremo aria da respirare! Comunque il piano energetico di Bush e' coerente : meno si dipende dal petrolio dei paesi arabi e meglio e'. Allora già prima dell'11 settembre si comincia a trivellare l'area protetta dell'Alaska, considerata come la foresta amazzonica un bene del pianeta. Va pero' dato atto al Governo americano di agire alla luce del sole e senza troppe ipocrisie. E la lobby che rappresenta l'industria petrolifera e la grande industria , va a tutte le Conferenze sul clima, parla con i politici e ha raggiunto il suo obiettivo, quello di tirare fuori gli Stati Uniti dal protocollo di Kyoto.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Dunque avete vinto?

FRANK MAISANO - Global Climate Coalition Washington
Abbiamo vinto, no guardi l'industria americana prende in seria considerazione il problema del riscaldamento del pianeta ma noi pensiamo che i tempi imposti dal trattato di Kyoto per diminuire le emissioni siano troppo a breve termine questo avrebbe un impatto devastante per la nostra economia e non porterebbe beneficio a nessuno. Noi crediamo si debba investire nelle nuove tecnologie e nel contempo avviare nuove ricerche sul tema dell'effetto serra visto che non c'è ancora accordo tra gli scienziati.


VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE

Ne è certo?

FRANK MAISANO - Global Climate Coalition Washington
Si'

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Lo stesso giorno sfoglio il Washington Times dove compare la dichiarazione del Presidente che finanziera' nuovi studi cui finanziamenti climatici. Annunciare nuovi studi significa non intervenire subito e soprattutto non credere che gli studi già esistenti siano sufficienti per agire.

TASSISTA
Il riscaldamento globale? Sinceramente non ci credo.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Vuol dire che non ha paura?

TASSISTA
No, non ho paura e le dico subito perché. Perché vedo che ci sono troppi scienziati che non ci credono.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Ci sono alcuni scienziati che contestano che sia l'attività umana a determinare il riscaldamento del pianeta, il più noto fra gli scettici è il dottore Fred Singer.

KIRSTY HAMILTON - Greenpeace USA Washington
Lui stesso si definisce esperto in inquinamento delle auto, di piogge acide, di buco nell'ozono, del riscaldamento del pianeta, di compagnie del petrolio, infatti la questione è lui non è un esperto, qualcosa nel quale forse è esperto è creare confusione sulle tematiche ambientali

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Il dottor Singer è un professore in pensione che ha diversi riconoscimenti pubblici ma che non fa ricerca da anni, eppure viene spesso citato, anche dalla stampa italiana, come uno tra i più ascoltati esperti americani del settore, come testualmente si legge nell'articolo scritto dall'inviato del Corriere della Sera. Ma ascoltato da chi? A ben guardare l'opinione dello scettico Singer sono ospitate soprattutto dal quotidiano conservatore Washington Times, i suoi interventi appaiono con perfetto tempismo subito dopo qualche dichiarazione sul clima che potrebbe suscitare paura nella popolazione. Lui è sempre pronto a mettere in dubbio che il pericolo esista.

TASSISTA
Quando si comincia a fare le leggi basate su teorie scientifiche non provate si finisce per danneggiare terribilmente l'economia.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Quale giornale legge?

TASSISTA
Li leggo tutti, il Washington Times, il Washington Post.



VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Entro in possesso del libro scritto dal giornalista Gelbspan. A pagina Entro in possesso del libro scritto dal giornalista Ross Gelbspan. A pagine 43 parla dello scettico Fred Singer di cui scrive: "Singer non nega di avere ricevuto fondi dalle compagnie del petrolio Exxon, Shell, Arco, Unlocal e Sunoil.
Ma Fred Singer replica che le sue posizioni sono oneste perché lui è sempre stato scettico, anche prima di ricevere quei soldi.


VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE

Ha più spazio sui mass media Fred Singer, che sicuramente è in buona fede, che non tutti insieme i 1600 studiosi di varie discipline e Paesi che da molti anni fanno parte del gruppo di lavoro sul clima voluto dalle Nazioni Unite (Intergovernamental Panel on Climate Change, IPCC).
Ho cercato allora uno dei 1600 esperti che lavora nel silenzio (contribuendo sia all'IPCC che alla National Academis of the Sciences) è il professor Vittorio Canuto, fisico italiano, docente alla Columbia University di New York, esperto del Goddard Institue Space Studies (GISS), la sezione della Nasa che si occupa anche di studi sul clima. Da me intervistato in qualità di esperto di oceani, attori fondamentali nel fenomeno del clima.

VITTORIO CANUTO - Nasa Goddard Institute for Space Studies - NY
Negi ultimi mesi la curva si è impennata. Non è mai accaduto, checche' ne dica Fred singer, che ci fosse un'impennata cosi' negli ultimi 20.000 anni.
Guardi i ghiacciai del 1850 come si stanno ritirando...

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Lo scioglimento dei ghiacciai montani potrebbe provocare un aumento del livello del mare di 30-50 cm. E addio a Venezia. Ma sarebbero catastrofiche le conseguenze dello scioglimento dei ghiacciai dell'Antartide, che provocherebbero l'innalzamento del livello del mare di 6 metri.
Gli eventi climatici sono sempre piu' estremi, sempre piu' siccita' e precipitazioni e sempre piu' uragani, non solo sulla ricca Florida ma in quei paesi in via di sviluppo per i quali troppa acqua o poca acqua causano la carestia.

VITTORIO CANUTO - Nasa Goddard Institute for Space Studies - NY
Gli oceani si stanno scaldando&

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E proprio degli oceani si occupa il professor Canuto.
Si occupa di elaborare sistemi matematici con i quali fare delle previsioni. Il suo oggetto di studio è l'oceano.
In base al suo modello fa delle previsioni sul clima ipotizzando, per esempio, che impatto avrebbe sul comportamento degli oceani un aumento della temperatura. Mi mostra due localita' alla stessa latitudine, una è Londra e l'altra è una steppa ghiacciata. Londra è piu' calda grazie alla corrente del golfo che trasporta in Europa una massa di calore che rende temperato il clima.

VITTORIO CANUTO - Nasa Goddard Institute for Space Studies - NY
Se questo ciclo di trasporto del 30% di energia solare dovesse collassare, per qualche ragione sparire durante un effetto serra, arriveremmo quasi, anzi non quasi, all'assurdo che un effetto serra causa un "ice age".

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E puo' succedere?

VITTORIO CANUTO - Nasa Goddard Institute for Space Studies - NY
Puo' succedere.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
La domanda è: quanta anidride carbonica dovremo ancora buttare nell'atmosfera prima che cio' accada?

VITTORIO CANUTO - Nasa Goddard Institute for Space Studies - NY
Se si raddoppia la CO2, l'anidride carbonica, tutti i calcoli ci dimostrano che avremo un forte infarto ma poi si potrebbe riprendere. Se arrivassimo a caricare l'atmosfera con quattro volte allora si sprofonderebbe e morirebbe integralmente.



VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Ma le generazioni piu' giovani potrebbero assistere a questo fenomeno?

VITTORIO CANUTO - Nasa Goddard Institute for Space Studies - NY
Certo, caricare l'atmosfera quattro volte tanto non è che ci voglia tanto. Se continuiamo a sputare 24 - 25 miliardi di tonnellate di anidride carbonica all'anno nell'atmosfera, come stiamo facendo, e la popolazione aumenta e tutti si vogliono industrializzare, come hanno diritto di fare, e se non scopriamo altre fonti energetiche e continua a bruciare carbone, dove va sto carbone?



VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Secondo lei gli obiettivi di riduzione delle emissioni previste del protocollo di kyoto potrebbero ridurre la temperatura di origine antropica (ovvero quella generata dalle emissioni di CO2 e gas serra prodotte dalle attivita' umane)?

VITTORIO CANUTO - Nasa Goddard Institute for Space Studies - NY
No. Gli obiettivi proposti dal Trattato di Kyoto fanno il solletico& Si dovrebbero tagliare le emissioni del 60 per cento. Ma se è difficile tagliare il 5,2 per cento figuriamoci il 60!

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Basterebbe ricordarsi dei cinesi che arriveranno tra breve, come e' giusto, ad avere la luce in casa e l'automobile fuori, sono 1 miliardo e mezzo. Il trattato di Kyoto e' una toppa, ma un punto di partenza, anche se dopo 7 incontri internazionali e un po' di miliardi spesi dalle Nazioni Unite, e' tutto da rifare. I paesi che inquinano non si mettono d'accordo e hanno paura di rimetterci. L'Europa ha aderito impegnadosi a ridurre le emissioni dell'8%. Gli Stati Uniti avrebbero dovuto entro 10 anni ridurre le loro del 7%, ma solo a patto che nel trattato fosse inserita la possibilita' di acquistare quote di aria pulita dai paesi sottosviluppati. Nessuno ha accettato e loro hanno preferito togliersi dai giochi. Uno puo' dire pazienza, il fatto e' che le loro scelte hanno sempre influenzato quelle degli altri. Tant' e' vero che a fine Luglio, agli incontri sul clima di Bonn mancava il numero legale per tenere in vita il trattato. E mentre tutto il mondo era a Genova, a Bonn si mercanteggiava con il Canada e il Giappone, in cambio di una firma.

ALTERO MATTIOLI - Ministro dell'Ambiente
Noi abbiamo la necessita' di far stare della partita il Giappone, il Canada, l'Australia, perché se non raggiungiamo quel 55% che ci consente di ratificare il protocollo di Kyoto.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Allora per far si' che Canada e Giappone firmino il trattato si è disposti a lasciare molte scappatoie, e il trattato diventa un colabrodo. Intanto i Paesi che producono il petrolio temono un futuro nero e allora remano contro gli accordi e le riduzioni di emissioni e con loro gli emissari delle lobby dei petrolieri, del carbone, della petrolchimica. C'è chi vede negli incontri di Bonn, l'occasione di sviluppo per i propri affari ma c'è anche un mondo degli affari che suggerisce le proposte, come le pentole a energia solare. Mentre si discute di clima, si cerca di vendere qualcosa, anche organizzando costosissimi buffet, nel quale si tuffano tutti, amici e nemici (e ovviamente anch'io). E indovina un po' con chi condivido la cena? Con il portavoce della principale industria nucleare giapponese



MASAHIRO ECHIZEN - Tokio Electric Power
Sono qui per fare in modo che nel protocollo venga incluso il nucleare, visto che resta uno dei pochi sistemi di produzione energetica che non emette anidride carbonica.

WOLK-J. SCHMIDT-KUSTER - European Atomic Forum
Alcuni rappresentanti del vostro governo intendono rispolverare il nucleare, cosi' hai l'energia e salvi l'ambiente.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Diciamo che l'ambiente lo distrugge, visto che nessuno è ancora riuscito a trovare una soluzione alle scorie e rifiuti, pero' il nucleare non emette gas a effetto serra. Di sicuro, per l'industria nucleare, il protocollo di Kyoto è una opportunità unica. Alla fine degli incontri, concedendo a Canada e Giappone una scappatoia qui e una la' il trattato è salvo. E per tutti è stata introdotta la possibilità di commerciare le "quote d'aria". Per esempio: una nazione che supera il tetto d'inquinamento fissato, può acquistare le quote d'aria da un paese che inquina meno, lo stesso vale per le aziende: quelle che inquinano di più possono comprare quote da aziende che inquinano meno. Un meccanismo che lascerà tutto come era.


MILENA GABANELLI IN STUDIO

Le quote d'aria, semplificando funzionano cosi: l'Australia per esempio, che deve ridurre le sue emissioni del 6%, può non farlo, acquistando il 6% dall'Angola, che invece ha aria pulita da vendere. Un'azienda chimica che non raggiunge il tetto di emissioni inquinanti, per esempio il 10, può vendere la sua quota d'aria pulita. A Bonn si è aperta la strada per un mercato miliardario quella di vendere e acquistare aria. Era la clausola chiesta dagli Stati Uniti. Fra una settimana a Marrakesh ci sarà l'ennesima ra tifica del trattato di Kyoto. E' probabile che questa volta gli Stati Uniti ci saranno. E adesso passiamo all'Italia.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Lei sa che l'Italia negli ultimi due anni ha superato il livello di emissioni?

ALTERO MATTEOLI - Ministro dell'Ambiente
Sì credo proprio di saperlo& (e se ne va).

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Era un semplice domanda, ministro: lo so che non è sua la responsabilità, ma volevo soltanto sapere come farà l'Italia a ridurre del 6,5 per cento le sue emissioni di anidride carbonica visto che ogni anno aumentano.

CORRADO CLINI - Dir. Protezione Internaz. Ambiente del Ministero dell'Ambiente
Oggi esistono tecnologie disponibili sul mercato, purtroppo non sono tecnologie italiane che consentono di raddoppiare l'efficienza attuale delle centrali che utilizzano carbone e di diminuire drasticamente le emissioni.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Noi non le stiamo usando?



CORRADO CLINI - Dir. Protezione Internaz. Ambiente del Ministero dell'Ambiente
Noi non le stiamo usando. Sono state prescritte anche per alcune aeree del paese ma non sono state fatte.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Perché scusi? Questa è una resistenza dell'ENEL? Che cos'è che non va?

CORRADO CLINI - Dir. Protezione Internaz. Ambiente del Ministero dell'Ambiente
Questa è una storia che&

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Questa è una storia in cui l'Italia sta sprecando inutilmente combustibili fossili che inquinano. Perché?
Avrei voluto chiederlo al presidente dell'ENEL, Chicco Testa, anche perché è un uomo con una sensibilità ambientalista, come dimostrano queste foto del 1984 che lo ritraggono durante una manifestazione (di Legambiente) contro le centrali a carbone, dell'ENEL.
Dopo ripetuti e inutili tentativi di ottenere l'intervista con il presidente non ho le risposte a troppi perché. Anzi, ho una curiosità in più: come mai Chicco testa era contrario al carbone?

VADO LIGURE
Dove si trova una centrale a carbone dell'Enel.

Un abitante di Vado Ligure che vive in prossimità della centrale di Vado Ligure dichiara (con una certa ritrosia)
Che problemi dà? E' che mollano dei gas allucinanti.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Questo rumore che sento è incessante?

ABITANTE
Giorno e notte.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E l'odore?

ABITANTE
E&A volte è terribile&

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Di cosa?

ABITANTE
Di fumi. Ammoniaca. Acido, non so.

GIULIANO TRANQUILLI (abita a ridosso della centrale di Vado Ligure e da anni fa parte di un comitato cittadino che combatte l'uso del carbone nella centrale ENEL)
Io ho sempre detto che siamo cittadini di serie "C". Perché paghiamo le tasse come gli altri&

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Forse paga meno la bolletta della luce?

GIULIANO TRANQUILLI - abitante di Vado Ligure
No, paghiamo anche quella!
Questa centrale è nata a olio combustibile. Poi con la crisi di Suez, petrolifera, sembrava che il prezzo dell'olio combustibile prendesse dei prezzi troppi alti& Allora si è deciso di farla andare a carbone.

REPERTORIO DELL'OTTOBRE DEL 1976 SULLE CONSEGUENZE ECONOMICHE IN ITALIA DELLA CRISI PETROLIFERA.
"Nell'autunno del 1973 l'embargo deciso dai paesi dell'OPEC in seguito alla guerra tra Egitto e Israele aveva messo in crisi l'industria dell'automobile".




VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE

L'austerità stava dimostrando quanto pericoloso fosse dipendere dal petrolio. Ed è così che nella centrale di Vado Ligure si avviò la sperimentazione a carbone.

GIULIANO TRANQUILLI (in mano regge il documento ufficiale relativo alla centrale e agli accordi tra l'ENEL e gli Enti locali)
Qui si dice che la durate della fase di sperimentazione era di mesi due.
E poi non abbiamo più saputo niente. Perché dicevano: "Va bene, va bene". In realtà dati ufficiali non ce ne hanno mai dati e quelli che ci hanno dato erano sballati.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Durante la sperimentazione i dati sulle emissioni inquinanti dichiarati dall'ENEL erano infatti diversi da altri ufficiali.

VIRGINIO FADDA - WWF Savona
A questo riguardo noi sappiamo che proprio durante il periodo della sperimentazione furono rilevati dei valori che superavano dei valori di legge, e allora noi ci chiediamo come questa sperimentazione sia potuta continuare, senza alcuna critica da parte delle autorità preposte al controllo ambientale.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E il carbone è ancora lì.
Ma l'austerità è finita. E poi esistono altre risorse, che inquinano meno, come il metano per esempio. Senza parlare delle fonti rinnovabili. Ma l'Italia - paese del sole - è fanalino di coda in Europa nella produzione di energia alternativa.
Nella speranza che qualcosa si sia mosso grazie al decreto del dicembre 2000 che finanzia 40.000 tetti fotovoltaici.

EX MINISTRO DELL'AMBIENTE WILLER BORDON: Si riceve un contributo di oltre 10 milioni. E poi ha un sistema di doppio contatore con cui può vendere l'energia che produce al prezzo di quella che acquista. Quindi ha pure un guadagno.

GERMANIA DEL NORD, AREA DI AMBURGO

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
La Germania ha avviato il decreto dei tetti fotovoltaici molti anni prima di noi (nota aggiuntiva al servizio: in Germania ne furono finanziati 100.000).
Il suo sistema ormai ben rodato aiuta i tedeschi ad affrontare l'investimento.
Basta guardare la bolletta.
Questi sono i soldi che lei ha pagato?

MELANIE STOHR (vive in un paese alle porte di Amburgo costruito con le moderne tecnologie per risparmiare energia e produrla con le fonti rinnovabili) mentre mostra la sua bolletta dell'energia elettrica)
No, questi sono I soldi che ho guadagnato quest'anno vendendo la mia energia solare alla compagnia elettrica.
Inoltre lo stato mi dà 400 marchi all'anno di contributo, per i primi otto anni.
Come può vedere& ho prodotto questi chilowatt e ho guadagnato circa 1200 marchi, è stato un anno con molto sole soleggiato.
Così posso ammortizzare entro otto, massimo nove anni la spesa che ho fatto di 25 mila marchi.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Piove e le chiedo quanto guadagnerà oggi con i pannelli solari di sua proprietà.
quanti marchi guadagnerà oggi?

MELANIE STOHR
Zero

FUORI CAMPO
Melanie produce metà dell'energia che consuma con i pannelli fotovoltaici che ha sul tetto e metà del calore con i pannelli termici. E siamo nel nord della Germania.

DANIMARCA


VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE

Ma è la Danimarca l'esempio migliore al mondo in tema di energie rinnovabili. Vento, ce n'è tanto in Danimarca. C'è sempre. Ma c'è anche stata la volontà del governo di sfruttare questa fonte di energia pulita e di incentivare con sussidi e agevolazioni la tecnologia e il mercato.
Non è un caso che sia danese l'azienda più grande al mondo che produce turbine eoliche. Oltre ad essere una delle industrie più floride del paese.
Tutto questo sviluppo non sarebbe stato possibile se in Danimarca non ci fosse un mercato dell'energia aperto a tutti. Senza burocrazie. Le turbine compaiono qua e là, accanto alle fattorie, tra i pascoli. Sono dei contadini, oppure di un gruppo di amici, di aziende, di consorzi. Di chi insomma, ha soldi da investire. Sperando che il vento non smetta mai.
Dunque questa è la sua banca?

KNUD BJARNE HANSEN - dir. Dipartimento Tecn. Vestas Ringkobing
Sì, è proprio così!
Venga, da qui vedo quanta energia produce

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E' completamente sua?


KNUD BJARNE HANSEN - dir. Dipartimento Tecn. Vestas Ringkobing

Sì. E' mio

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Posso sapere quanto l'ha pagato?

KNUD BJARNE HANSEN - dir. Dipartimento Tecn. Vestas Ringkobing
Non voglio dirglielo& Non voglio dirglielo!

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Quanti soldi guadagna all'anno con questa turbina?

KNUD BJARNE HANSEN - dir. Dipartimento Tecn. Vestas Ringkobing
Produce circa due milioni di chilowatt all'anno.
Non è difficile fare i calcoli.


VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE

Sì, si possono fare i conti. Circa 300 milioni di lire guadagnati in un anno. Se si pensa che questa turbina costa intorno al miliardo e mezzo di lire si arriva presto a capire perché in Danimarca il 15 per cento dell'energia consumata deriva dalle fonti pulite, quelle che non emettono gas serra e anidride carbonica. Nessuno al mondo raggiunge questa cifra record, e nessun altro governo ha dichiarato che entro il 2030 produrrà il 40 per cento di energia da fonte rinnovabile.
E tra i paesi industrializzati la Danimarca è l'unico che estrae petrolio dal propri fondali marini ma lo vende agli altri, perché ne brucia sempre meno.
E la Danimarca è l'unico tra i paesi industrializzati ad avere già approvato in parlamento il Trattato di Kyoto.

SARDEGNA (ALTA NURRA)

La Sardegna è una delle regioni più ventilate d'Italia. Solo di maestrale ci sono 730 ore l'anno.
Infatti nella zona dell'Alta Nurra c'è un campo prova per l'energia eolica.
L'esperimento non è riuscito.
Queste turbine ferme (ormai da anni) sono dell' Ansaldo e della Riva Calzoni, aziende che si erano lanciate nella tecnologia eolica, ma è stato uno spreco di tempo.
Nonostante i finanziamenti dell'unione europea, volati via, insieme al vento non sfruttato del Belpaese.
Una ragione ci sarà&

ROBERTO LONGO - pres. Associazione Produttori Energia da fonti rinnovabili
Le rinnovabili in Italia& Tutti dicono di volere a parole poi nei fatti nessuno le vuole.
L'ENEL poneva delle grosse difficoltà nella possibilità di allacciare. E chiedeva degli oneri di cui una parte non erano dovuti, anzi erano illecitamente richiesti.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
In altre parole l'ENEL avrebbe chiesto ai produttori indipendenti di energia eolica più soldi del dovuto per allacciarsi alla rete elettrica. Fino a quattro volte di più.

SABRINA GIANNINI: E' un abuso quindi?

PIERGIORGIO BERRA - responsabile area elettricità "Autorita' per l'energia e il gas"
Infatti l'Autorità è uscita con un provvedimento ordinando la cessazione (all'ENEL n.d.r.) di comportamenti lesivi nei confronti di questi produttori.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E' vero che in Italia ci sono ben diciotto autorità a cui chiedere l'autorizzazione per mettere un impianto eolico?

PIERGIORGIO BERRA - responsabile area elettricita' "Autorita' per l'energia e il gas"
Noi non siamo tra queste diciotto.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Intanto non si muove foglia.
E non si muovono soprattutto le poche turbine eoliche in Sardegna.
Ma i sardi hanno bisogno di duemila megawatt l'anno di energia.
E l'Enel ha trovato come alternativa al carbone e al petrolio l' "Orimulsion", una miscela di bitume e acqua di fiume (fiume dell' Orinoco, in Venezuela, ndr). Addizionata con sostanze chimiche e metalli. Molto conveniente ma su cui si sa molto poco.

GIANNI BAZZONI - giornalista
Dalle notizie che si hanno, anche se ufficialmente non è stato diramato alcun comunicato, comunque a sentore gli addetti ai lavori sembrerebbe che i gruppi tre e quattro che vanno a Orimulsion, siano fermi da qualche settimana per dei problemi tecnici.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Siccome l'ENEL non ci ha dato l'autorizzazione a visitare gli impianti, noi abbiamo chiesto qualcosa agli operai che in questo momento stanno finendo il turno.
Succede spesso che si rompe?

OPERAIO
Ma non si è rotta.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Cioè è ordinaria. Che avviene ogni quanto?

OPERAIO
Eh& boh!

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Dunque l'Orimulsion brucia da quattro anni nella centrale di Fiumesanto ma la sperimentazione si è conclusa soltanto un anno e mezzo fa.

GIUSEPPE CONTINI - comitato Anticarbone e Orimulsion

Emissioni di CO2? L'Orimulsion è peggiore dell' oliocombustibile e migliore del carbone, sta all'interno dei due.


VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE

Eppur l'azienda che vende questo combustibile specifica nella scheda tecnica che l'Orimulsion emette meno CO2 sia del carbone che dell'olio combustibile.
Questa era l'alternativa al combustibile fossile secondo l'ENEL.
Per ironia della sorte, l'Orimulsion è arrivato in Sardegna lo stesso anno in cui è nato il Trattato di Kyoto.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
La centrale di Fiumesanto oggi non è più dell'ENEL perché recentemente è stata venduta. Certo che noi, al contrario degli Stati Unitici siamo impegnati a ridurre le emissioni, rimane da vedere come. Il programma sui pannelli solari è appena partito, i privati che chiedono il contributo per mettere il pannello sul tetto di casa sono tanti, ma al sud per esempio, dove c'è più sole, la burocrazia frena. Anche nell'eolico, abbiamo una grandissima centrale in Puglia, ma l'allacciamento è provvisorio e non ancora affidabile. Al riscaldamento del pianeta possiamo anche far finta di non credere, intanto pero' ci si ammala di piu', aumentano le leucemie nei bambini. L'osservatorio ambientale dice: 32 morti al giorno per inquinamento, di cui 10 da gas di scarico delle automobili, con una spesa sanitaria di 18mila miliardi all'anno.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
L'OMS è chiara: i dieci morti al giorno per traffico, la metà delle bronchiti croniche infantili, i miliardi spesi per le cure, sono colpa dell'inefficienza delle politiche italiane in tema di mobilità:
In altre parole: se usiamo l'auto durante le domeniche ecologiche veniamo multati.
Come se fosse colpa nostra.
Nella mia città, Milano, i vigili sono implacabili e multano i trasgressori.
E allora perché gli autobus di Milano vanno a gasolio?
Le alternative ci sono, ora: il metano, è per esempio.
Che non è la soluzione per tutti i mali, ma le polveri cancerogene sarebbero ridotte quasi a zero, e l'anidride carbonica inferiore del 30 per cento, così come altri gas nocivi.
Tutte le auto con il motore a scoppio potrebbero funzionare a metano, eppure le industrie automobilistiche non hanno mai prodotto direttamente autovetture a metano costringendo così a spendere molti soldi per modificare l'auto a benzina.
Ma recentemente si sono affacciate sul mercato auto che escono dalla fabbrica già predisposte.

MARIO SOLFIZI - proprietario auto a gas metano
Prima ci sono stati gli incentivi del governo, io ho usufruito di questi incentivi (nel caso dell'auto nuova era di 800 mila lire).
Poi rimasto molto deluso perché invece il metano per autotrazione è aumentato tantissimo di prezzo, ad oggi, rispetto al prezzo di partenza del primo gennaio del 2000, è aumentato notevolmente, 37 per cento.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Questo perché il prezzo del metano è collegato al prezzo del petrolio

CLAUDIO DI MACCO - responsabile area gas "Autorità energia e gas"
In effetti è una distorsione del sistema.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Una regola decisa da chi? Dai governi?

CLAUDIO DI MACCO - responsabile area gas "Autorità energia e gas"
No, no. Decisa dai pochi produttori di gas e da coloro che lo comprano. Intendo dire le multinazionali del gas, che spesso sono le stesse del petrolio.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Per i quali evidentemente conviene molto di più il mercato petrolio. E conviene a tutti coloro che ruotano intorno a questa industria: chi lo estrae, chi lo raffina, chi lo trasposta, chi lo vende. Il metano ha i costi di estrazione e trasposto molto ridotti, e sarebbe molto conveniente, agli automobilisti però.

AUTOMOBILISTA CHE USA IL METANO
Con un pieno di 30.000 lire faccio circa 500 km.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Conveniente, nonostante l'aumento considerevole deciso da chi ha in mano un mercato e uccide la concorrenza.
Attualmente qual è la fetta di mercato in mano alla SNAM?

CLAUDIO DI MACCO, responsabile area gas "Autorità energia e gas"
Attualmente siamo intorno all'85-90 per cento. E' molto elevato, certo.
(Rispetto all'antitrust, ndr)

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Così continua la corsa a ostacoli di chi sceglie il metano.

MARIO SOLFIZI- proprietario auto a gas metano
Se dovessi fare un giro per l'Italia devo munirmi della cartina che danno i distributori e individuare i distributori, che sono soprattutto al Nord e al centro, quasi assenti al Sud e all'estero.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Anche per fare il pieno bisogna fare un bel viaggio. Mario usa il metano in casa, quindi a Porretta Terme le condotte di metano ci sono, eppure Mario deve fare 35 km per trovare il distributore di metano più vicino. E siamo nella regione d'Italia che ne ha più di tutte le altre.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Almeno nel metano potremmo essere i primi, l'Italia ha 388 pompe , contro le 163, tedesche, 6 austriache, 13 svizzere. Noi, che Abbiamo il parco auto più vecchio d'Europa, un commercio su ruota e una rete stradale che per sua natura porta all'ingorgo, non abbiamo pensato a sviluppare di più il metano, in compenso abbiamo permesso al business del petrolio di uccidere l'alternativa che oggi ci risparmierebbe almeno una parte dei danni da polveri cancerogene. E poi c'è l'auto a idrogeno, già pronta, ma deve rimanere parcheggiata ancora un po'. Eppure noi italiani e l'Europa intera si è impegnata ad investire in energia pulita, ma in che modo? Diamo un'occhiata ai conti.



GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Granducato di Lussemburgo, impero delle banche.
Alle porte della città ha sede una banca che in fondo ci appartiene: è la Banca Europea per gli Investimenti, il braccio finanziario dell'Unione Europea.
Scopo della banca è :finanziare progetti in tutti i settori, purché compatibili con i principi e i regolamenti dell'Unione Europea.
Come si legge nei propositi della banca: "la salvaguardia dell'ambiente è uno dei nostri principali obiettivi".
Ma è evidente una sproporzione: i finanziamenti dati ai progetti per la costruzione di impianti all'energia rinnovabile sono risibili se confrontati con i soldi destinati ai progetti per l'estrazione petrolifera.
Soltanto in Italia, negli ultimi 5 anni sono stati dati 17 milioni di Euro, contro i 700 milioni di Euro dati all'estrazione del petrolio in Basilicata.


MILENA GABANELLI IN STUDIO

Di petrolio in casa nostra ce n'è proprio tanto e ve lo mostreremo tutto.
Allora dicevamo che La Banca europea degli investimenti, creata anche con i nostri soldi, ha deciso di finanziare con mille quattrocento miliardi l'estrazione del petrolio in Basilicata, dove si prevede di estrarre il 10% del nostro fabbisogno, 10% di greggio.

BASILICATA

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Sono a Potenza e per la prima volta faccio benzina in un luogo italiano dove il petrolio , allo stato greggio s'intende, si trova a 5.000 metri di profondità.
Il giacimento d'oro nero e' stato stimato come il più grande d'Italia e tra i più vasti dell'Europa occidentale.
In questo pozzo sono in atto le operazioni di trivellazione. Servirà al massimo un anno prima che lo scalpello rotante arrivi allo strato di roccia che contiene l'oro nero.
Sono numerosi i pozzi già trivellati e sigillati con le valvole di sicurezza che mantengono il petrolio sotto pressione . Alla fine i pozzi attivi saranno 48. Si aspetta soltanto che venga terminata la rete di condotte che attraverserà due valli lucane e parte della Puglia, prima di arrivare alla raffineria di Taranto. L'oleodotto sarà lungo 156 km.
E per i prossimi venti anni il 10 per cento del petrolio che utilizzeremo noi italiani arriverà da qui, dalla piccola ma ricca Basilicata.
A decidere se la Basilicata doveva diventare il Texas d'Italia sono stati gli amministratori regionali, che tre anni fa hanno siglato un accordo con l'ENI, Ente Nazionale Idrocarburi.
L'ENI pagherà un prezzo per i diritti di estrazione, le cosiddette royalties.

FILIPPO BUBBICO - presidente Regione Basilicata
Le royalties vengono pagate nell'ordine del 7 per cento del valore del barile. Oggi penso che il barile sia pagato 33 dollari. Quindi faccia il 7 per cento di 33 dollari.
Noi abbiamo modulato come previsione di royalties su 20 anni su una produzione di 104.000 barili al giorno che porterebbe un'entrata pari 1000 miliardi.
IL 55 per cento è di competenza della Regione, il 30 per cento dello Stato, il 15 per cento ai comuni.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Avete già distribuito.

FILIPPO BUBBICO - presidente Regione Basilicata
Quelli di competenza dei comuni è già arrivato direttamente ai comuni.



ABITANTE DI VILLA D'AGRI
Veramente qui i comuni sono più poveri di prima. A meno che i comuni se li tengono per loro.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Forse i soldi saranno finiti a Viggiano, cuore della Val d'Agri e centro di raccolta di tutto il petrolio lucano.

ABITANTE DI VIGGIANO
Le royalties di cui parlano si dice che siano finite molto più lontano!

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Forse saranno finiti a Corleto. Che ha tre pozzi ma anche un piccolo centro di carico del petrolio che viene già estratto nei pozzi dislocati nella valle.
Tanti pozzi e una strada mai finita (la Saurina è una strada che renderebbe più agevole il tratto Corleto-Potenza)

ABITANTE DI CORLETO
E puntualmente a ogni tornata elettorale c'è la promessa che la Saurina si farà, e puntualmente è stata fatta anche adesso, ma io ne sono puntualmente scettico. E' dal 1968 che se ne parla.


VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE

I soldi allora saranno finiti nelle tasche dei duemila abitanti di Calvello. Che da paese-museo è diventato il paese dell'ENI, visto che ospiterà ben nove pozzi.

NICOLA FORLIANO - SOS Lucania
Solo nella Val Camastra sono 450 milioni di barili.

ROCCO CORONATO - sindaco di Calvello
No, non tardano. L'erogazione delle royalties è collegata alla quantità di estratto.

RAFFAELLA FORLIANO - avvocato SOS Lucania
Hanno detto che daranno 645 milioni l'anno per venti anni, ma con questi soldi riusciremo appena a pagare le strade che ci rompono con le autocisterne

ROCCO CORONATO - sindaco di Calvello
Se non c'è estrazione, come in questo momento, non ci sono introiti

IMMAGINI DI REPERTORIO
Servizio TG3 Basilicata sul ribaltamento di un autocisterna che portava greggio avvenuto il 26-02-2000

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Questo servizio dimostra chiaramente che il greggio a Calvello è stato estratto. Per mesi le autocisterne hanno attraversato le piccole strade del paese.

RAFFAELLA FORLIANO - avvocato SOS Lucania
Dicono che hanno fatto una lunghissima trattativa e che la Regione Basilicata ha ottenuto più di altri. Io non lo so quanto hanno ottenuto le altre regioni, so che la Regione Basilicata ha ottenuto pochissimo.

CARLO CHIURAZZI - assessore Ambiente e Territorio Regione Basilicata:
Abbiamo ottenuto più di altri. E ancora non c'è sul territorio un esempio di chi ha ottenuto più della Basilicata nelle relazioni con le compagnie.

FILIPPO BUBBICO - presidente Regione Basilicata
Hanno provato a creare (l'Eni, ndr) una situazione di conflitto tra sindaci e la Regione, tra gli imprenditori impegnati nelle attività di ricerca e la Regione.
La trattativa è durata tre anni. Hanno cercato anche di prenderci per il sonno.
L'Eni ha comunicato ai piccoli imprenditori locali che sospendeva le attività. Quindi la piccola impresa che aveva ricevuto la commessa di cento milioni o un miliardo di lavoro veniva messa in una situazione di criticità.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
In pratica li hanno ricattati?


FILIPPO BUBBICO - presidente Regione Basilicata

Beh, diciamo che li hanno sensibilizzati (voce di Carlo Chiurazzo che si aggiunge: "li hanno condizionati) dicendo che la posizione della Regione Basilicata ci induce ad andar via.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Avete capito bene: l'ENI, Ente Idrocarburi Italiani, avrebbe deliberatamente alimentato dissenso tra le parti in gioco al fine di orientare l'accordo a suo piacimento. Per chiuderlo in fretta, per alleggerirlo dei costi. Non lo sappiamo. Ci sembrava opportuno che l'ENI desse la sua versione, ma la nostra richiesta di intervistare un dirigente dell'azienda non è stata soddisfatta.

NICOLA FORLIANO - SOS Basilicata
Nella zona non esiste personale specializzato o formato per questo tipo di lavoro. Dicono che occuperanno mano d'opera però questa mano d'opera non essendo specializzata a loro non serve. Giusto per i contentini, tre mesi alla volta.

GIOVANE DI VILLA D'AGRI
Porta malattie (il petrolio, ndr).

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Però porta lavoro.

GIOVANE DI VILLA D'AGRI
Ma dove?

ANZIANO DI VILLA D'AGRI
Io ho avuto un nipote che ha lavorato un po', e poi lo hanno lasciato a casa, poi lo dovevano riprendere.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Forse perché l'ENI sa che tra i 500mila abitanti lucani c'è un tasso di disoccupazione tra i più alti d'Europa, che i giovani emigrano verso il nord, che questi valli si stanno spopolando. E quindi bisogna accontentare tutti.
Allora, se manca lavoro non si capisce perché&

ANZIANO di VILLA D'AGRI
Vengono tutti da fuori& Uno su cento viene da qua.



VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Centro oli di Viggiano. E' mezzogiorno quando arrivo con un addetto dell'Eni che ci tiene a farmi notare&

ADDETTO STAMPA CHE ACCOMPAGNA SABRINA GIANNINI AL CENTRO: Guardi quanta gente ci lavora&

I LAVORATORI INTERVISTATI DA SABRINA GIANNINI VENGONO QUASI TUTTI DA ALTRE REGIONI D'ITALIA.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Chi sicuramente ci guadagna con il petrolio sono gli autotrasportatori.
Secondo l'accordo almeno la metà doveva essere lucano.

REPERTORIO TG3 BASILICATA SU SVERSAMENTO DI GREGGIO DA AUTOBOTTI CHE PORTAVANO PETROLIO A TARANTO: ANZI (12-09-2000), SANT'ARCANGELO (29-02-2000), VIGGIANO (22-01-2000).

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
(Viggiano) Ecco il luogo dell'incidente un anno e mezzo dopo.
L'area è ancora da bonificare

ANTONIO MERLINO - autotrasportatore di greggio
Questa la dovrebbe aggiustare il pronto intervento ecologico.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Pagato da?

ANTONIO MERLINO - autotrasportatore di greggio
Dall'assicurazione, perché io ho una assicurazione per inquinamento di cinque miliardi.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Dunque è a carico degli autotrasportatori il rischio del trasporto, quindi perché aggiustare le strade dove passano le autocisterne, visto che le responsabilità non sono né dell'ENI, né degli amministratori?
La lezione dei ripetuti incidenti non è servita a nulla. Anche la strada che va da Corleto al centro di carico è in pessime condizioni.
(A RIDOSSO DEL FIUME SAURO)

DIALOGO TRA SABRINA GIANNINI E UN ADDETTO ALLA VIGILIANZA (UNA AGENZIA PRIVATA DI POTENZA) CHE SEGUE UN TIR MENTRE LASCIA IL CENTRO DI CARICO DI CORLETO:


VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Lei è di scorta? Deve sempre seguire i TIR?

ADDETTO VIGILANZA
No, qua non c'è bisogno.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Ma se si ribalta il TIR chi avverte chi deve intervenire?

ADDETTO VIGILANZA
Non lo so.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Non siete voi?

ADDETTO VIGILANZA
No.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Forse non vale la pena pensare alla sicurezza del trasporto visto che tra una paio d'anni, sarà pronto l'oleodotto.
Non porta lavoro.

FILIPPO BUBBICO - presidente Regione Basilicata
No (a conferma e non a negazione dell'affermazione)

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Porta un danno ambientale, paesaggistico.

FILIPPO BUBBICO - presidente Regione Basilica
Paesaggistico no.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Toglierà spazio all'agricoltura?

FILIPPO BUBBICO - presidente Regione Basilica
Neanche. Io sostengo che l'attività petrolifera modifica gli equilibri ambientali, determinando un peso negativo. Aggiungo anche che una attività estrattiva gestita con l'uso delle migliori tecnologie disponibili non costituisce fattore di incompatibilità con lo sviluppo turistico, con lo sviluppo agricolo e con la tutela della salute dei cittadini.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Avete fatto prima l'agriturismo o è arrivato prima l'oleodotto?

PROPRIETARIA AGRITURISMO A CORLETO (CON VISTA OLEODOTTO IN COSTRUZIONE)
No, no, abbiamo fatto prima l'agriturismo

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
(A CALVELLO)

Alla destra vedete un fabbricato, un cantiere edile che sta costruendo un cantiere edile e a sinistra la torre di trivellazione del petrolio.
A proposito: questo centro turistico ha goduto dei fondi dell'Unione Europea per lo sviluppo dell'industria turistica.

ALFONSO FRAGOMENI - avvocato SOS Lucania (in prossimità di un centro turistico nell'area di Calvello)
Qua ci sono stati finanziamenti per 5 miliardi. A cento metri da qua c'è un pozzo di petrolio. Realizzato dopo il finanziamento e dopo che sono iniziati i lavori. E' inutile dire che i lavori sono iniziati e mai terminati. E non verrà mai utilizzata questa struttura perché solo un pazzo potrebbe gestire un impianto a cento metri da un pozzo di petrolio.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Il tempo dirà se il turismo potrà convivere con il petrolio. Quello che oggi sappiamo è che il parco nazionale della Val d'Agri proposto nel 1992 dal Ministero dell'Ambiente non c'è ancora.






FILIPPO BUBBICO - presidente Regione Basilicata
I pozzi non determinano impatti né ambientali né paesaggistici. Lei avrà osservato le trivelle che sono visibili nella fase di perforazione, ma a pozzo perforato lei non vedrà più nulla.

ALLEVATORE DI VACCHE DA LATTE DI VIGGIANO - (vive a 100 metri da un pozzo già trivellato)
Di giorno c'era un bel fumo e una fiamma bella pulita, la sera io a volte me ne andavano, perché si vedeva un fumo nero molto puzzolente che di giorno non c'era.

ALLEVATRICE DI VIGGIANO (e vicina di casa dell'altro allevatore)
La mattina presto a volte qui non si respira.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Mi sa descrivere questo odore?

ALLEVATRICE DI VIGGIANO
Insopportabile. Preferisco la puzza del letame. Un misto di gas, oli.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Dove vende il latte che produce?

ALLEVATORE DI VACCHE DA LATTE DI VIAGGIANO
Il mio latte finisce sulle tavole dei campani.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
È un odore di gas che brucia&

LUCIANO DI VITO - agronomo
Un po' di etilene si sente, un po' di metano, cioè gas leggero.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Pero' è un po' più pungente.

LUCIANO DI VITO - agronomo
Perché c'è dell'aldeide acrilica dentro.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Quindi se si respira si sviene?

Dipende dai&che si respirano.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E la conseguenza più&

TECNICO ENI
La morte.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Ah! Si muore.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
(Durante la visita a un pozzo insieme agli uomini dell'ENI)
Qual è la probabilità che scoppi?

TECNICO ENI
Assolutamente zero.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Come zero?

TECNICO ENI
Beh, come l'aereo. Zero non esiste.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Ma gli aerei possono cadere&
Presumo che i cittadini siano a conoscenza di piani di evacuazione in caso di esplosione o di problemi&

ROCCO CORONATO - sindaco di Calvello
Il comune di Calvello ha approvato due mesi fa un piano di protezione civile anche un'emergenza anche in caso di fenomeno petrolifero.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Voi avete avuto qui i primi pozzi nel '91, non è un po' tardi?

ROCCO CORONATO- sindaco di Calvello
Il fenomeno è iniziato qualche anno fa, in effetti è iniziato un po' in sordina. In questo contesto le competenze sono di tipo ministeriale e regionale.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Il petrolio non è soltanto trivellazione, estrazione, trasporto.
Non ci sarebbero investimenti miliardari per costruire piattaforme, condotte varie se non ci fosse la certezza della quantità del petrolio che si trova a cinquemila metri di profondità.
Per questa ragione vengono fatte delle ecografie al terreno, chiamate indagini geosismiche.



RAFFAELLA FORLIANO - avvocato SOS Lucania
Nell'agosto del 1999, mio padre si è accorto che nella sua vigna c'erano molti cavi un po' particolari e questi signori che cercavano di penetrare nel suo terreno.

ALFONSO FRAGOMENI - avvocato SOS Lucania
Sono delle esplosioni con 20-25 kg di gelatina fatte a una profondità di 20 metri.

ABITANTE DI CALVELLO
All'improvviso abbiamo sentito un enorme boato accompagnato da un movimento sussultorio del pavimento. Allora io e mia moglie siamo usciti e abbiamo visto questi signori che stavano effettuando delle esplosioni.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Quante sono state queste esplosioni: 1000, 2000, 3000?

ROCCO CORONATO - sindaco di Calvello
Non ho conoscenza diretta&

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Più o meno lo saprà.

ROCCO CORONATO - sindaco di Calvello
In questo momento mi sfugge il dato.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Le esplosioni sono state fatte anche nei siti di importanza comunitaria (SIC), aree protette da un regolamento europeo.

NICOLA FORLIANO - SOS LUCANIA
Non si può raccogliere né un fiore, né un fungo.

CARLO CHIURAZZI - Assessore Ambiente e Territorio Regione Basilicata
Lei sa che danno si può procurare tra una microesplosione e una carovana di persone che può passare attraverso un'area? Lei ha i valori per comparare?

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Non li ho.

CARLO CHIURAZZI - Assessore Ambiente e Territorio Regione
E allora. Questi valori li ha una legislazione.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Allora, secondo la legislazione vorrei essere multata per avere sacrificato questo ranuncolo nel sito di importanza comunitaria di Monte Caldarosa.
Lei ha mai visto una di queste esplosioni?

CARLO CHIURAZZI - Assessore Ambiente e Territorio Regione Basilicata
No

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Non ha neanche sentito il rumore?

CARLO CHIURAZZI - Assessore Ambiente e Territorio Regione Basilicata
No.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
sapete quante ne sono state fatte?

CARLO CHIURAZZI e FILIPPO BUBBICO:
No, dovrebbe chiederlo alle compagnie (petrolifere, ndr)

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Ma il petrolio un bene nazionale e per interesse della nazione viene applicata la legge sugli espropri.
E' sufficiente un decreto prefettizio che consenta l'accesso ai terreni.
Ma esiste una procedura a tutela dei proprietari che va comunque seguita per informarli dei loro diritti.

FRANCESCA LEGGERI - proprietaria agriturismo Villa d'Agri
Il sindaco avrebbe dovuto mandare una comunicazione in cui doveva scrivere il nome della squadra. Comunque dovevo essere informata esattamente di quello che stava accadendo, e questo non è successo.

RAFFAELLA FORLIANO - SOS Lucania
Mio padre non è stato avvisato. Si è trovato queste persone improvvisamente, e ha preteso di sapere da loro perché potevano entrare nei suoi terreni e soprattutto quello che dovevano fare. Loro non gli hanno detto niente, gli hanno detto che lo avrebbero informato

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Poiché la legge consente l'esproprio, non si capisce il perché di alcuni atteggiamenti.

RAFFAELLA FORLIANO - SOS Lucania
Tutti quelli che hanno detto "non dovete entrare", l'ENI non è entrata. Per ENI intendo le società contrattiste che lavorano per l'ENI.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
È strano che persone autorizzate da un decreto prefettizio fuggano come se fossero colti in flagranza di reato.

RAFFAELLA FORLIANO - SOS Lucania
Questi signori sono entrati quando non avevano alcuna autorizzazione per entrare nei terreni e non c'era ancora il decreto prefettizio. Ma cosa più grave è che hanno inviato ai proprietari un avviso con il quale dichiaravano ai proprietari che sarebbero entrati perché avevano tutte le autorizzazioni e anche il decreto del prefetto.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Come prova questo documento che la ditta impegnata nelle ricerche ha consegnato a un proprietario terriero di Calvello nel giugno del 99, quando l'autorizzazione del prefetto ancora non c'era, visto che il decreto è datato il 23 agosto 99.
L'affare mi è sembrato talmente grave che ho inoltrato una richiesta ufficiale al prefetto di Potenza per verificare l'esistenza di un eventuale decreto d'urgenza.
La prefettura mi invia l'elenco completo dei decreti emessi per il petrolio, a partire dal 1981.
E non compare alcun decreto d'urgenza relativo a quella concessione.

ALFONSO FRAGOMENI - avvocato SOS Lucania
I tempi lunghi per le società del petrolio, per le multinazionali, comportano perdite di miliardi al giorno e quindi bisognava accorciare i tempi.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Ma chi deve rispondere delle illegalità e di eventuali danni al territorio? L'ENI o le società incaricate di fare le indagini?
La prima società (R.I.G.) era una S.r.l. E' stata poi assorbita da un'altra azienda (stavolta una multinazionale e S.p.A., la Schlumberger Italiana) con capitale sociale miliardario. Infine quest'ultima ha venduto il settore che si occupava di indagini geosismiche a una terza società (GECO ITALIANA), a responsabilità limitata, con capitale sociale di soli 26 milioni.

ALFONSO FRAGOMENI - SOS Lucania
In termini pratici significa che se tutti i danni fatti da questa società dovessero superare i 26 milioni i proprietari non verrebbero risarciti.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
I danni potrebbero essere incalcolabili.
Se si pensa che questa regione è ricchissima d'acqua al punto da rifornire anche le Puglie le 30 mila esplosioni possono avere già modificato l'assetto geologico di un territorio che idrogeologicamente è molto vulnerabile?

VITO MAZZILLI - geologo WWF Basilicata
Questa invece è zona molto sismica. Tutta la Valle dell'Agri è una delle zona sismica della Basilicata.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Tutti i rischi sono stati calcolati prima di procedere con l'intenso sfruttamento petrolifero? Certo! Ma lo studio per valutare l'impatto sull'ambiente lo ha eseguito, cosi' come chiede la legge, proprio l'ENI, cioè l'azienda che ha in gioco interessi economici enormi.

MARIA ROSA VITTADINI - Ministero dell'Ambiente
E queste analisi sono complesse: devono tenere conto di tutti i fattori ambientali coinvolti. IL materiale fornito dall'ENI era particolarmente povero.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Povero: in altre parole l'ENI aveva fatto fare delle perizie basandosi sulle mappe del territorio vecchie di 50 anni, poco attendibili al punto che le ha dovute rifare.

FILIPPO BUBBICO - presidente Regione Basilicata
Il petrolio è una risorsa dell'intero Paese, in questo Stato ancora unitario.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E dell'ENI, colosso economico che ha guadagnato nell'ultimo anno il 65 per cento in borsa. Che compare al sesto posto nella classifica delle quattordici sorelle del petrolio.
Valore di merito: i milioni di barili e di dollari guadagnati.
E' vero che il 30 per cento delle azioni è di proprietà del Ministero del Tesoro, quindi dello Stato. Ma il resto è in mano a privati, alcuni dei quali stranieri.

L'AUTRICE DOMANDA AD ALCUNI LUCANI SE SANNO CHI E' L'ENI. TUTTI GLI INTERVISTATI, (INCLUSO IL SINDACO DI CALVELLO), ASSOCIANO L'ENI ALLO STATO ITALIANO.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Quanti miliardi guadagnerà l'ENI dal giacimento lucano?
E quanto guadagneranno i lucani?
Come sarà la loro regione, la loro acqua, quando tra vent'anni lo sfruttamento del petrolio sarà finito? Forse sarà come appare nel calendario distribuito generosamente dall'ENI, dove mese dopo mese si vedono le immagine più belle della Basilicata. Ma non c'è immagine del calendario che ritragga un pozzo di petrolio.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Clima e petrolio non vanno d'accordo, ma del petrolio abbiamo bisogno e finché non si investe seriamente in altri sistemi ogni discorso è inutile. Cero è che finora le estrazioni di petrolio sono state fatte in aree deserte o in mare, dentro a un parco su un territorio abitato, ricco d'acqua e sismico ancora ci mancava, in compenso non sarà aumentata l'occupazione, non diminuirà il prezzo della benzina che continuerà a subire le oscillazioni del mercato, e alla regione Basilicata arriveranno 50 miliardi l'anno, per 20 anni potranno giusto riparare le strade. Per fare un rapporto: il bilancio della regione e' di 6000 miliardi l'anno.

Il libro sul clima di Ross Gelbspan si intitola "The heat is on" (Perseus books)
www.perseuspublishing.com

Nel sito del IPCC si trovano tutti gli aggiornamenti e le pubblicazioni relative allo studio del clima, tema in costante aggiornamento:
www.ipcc.ch

Lo scorso giugno la National Academis of the Sciences ha stilato un rapporto sul clima (su richiesta di George W. Bush) che conferma i timori degli scienziati dell' IPCC.

www4.nationalacademies.org/onpi/webextra.nsf/web/climate?OpenDocument
www.cmdl.noaa.gov

Il sito della NASA contiene molte informazioni e immagini relative al cambiamento climatico:
www.giss.nasa.gov

Il testo completo del Protocollo di Kyoto e tutti gli aggiornamenti sono nel sito:
www.unfccc.int
La prossima conferenza sul clima si terrà in Marocco, dal 29 ottobre al 2 novembre.

Il sistema di finanziamento per l'installazione di impianti solari termici è organizzato dalle Regioni.
Non tutte le Regioni hanno provveduto a emettere i bandi.
Per vedere se la propria regione si e' organizzata, si vada sul sito del Ministero dell'Ambiente (www.minambiente.it) alla voce "Bandi e decreti".
Tutti i dettagli sono nei siti delle Regioni.
Si deve cercare alla voce "Finanziamenti", oppure "Contributi" (per l'installazione di impianti solari e termici).
Dovreste trovare il Bando regionale, l'elenco dei produttori e dei distributori della vostra regione (quelli che vi metterebbero poi l'impianto) e tutta una serie di informazioni utili.
Ovviamente dovrà essere chiaro se esistono ancora finanziamenti disponbili.
Un consiglio: ricordarsi sempre di guardare ciò che riguarda il settore del Bando dedicato al privato.
Gli Enti pubblici, là dove è stato possibile, si sono subito accaparrati i soldi. Per il privato c'è ancora qualche speranza che ci siano ancora finanziamenti.

DAL SITO DELLA REGIONE LOMBARDIA
(dopo aver cliccato la voce "finanziamenti")
CONTRIBUTI AI CITTADINI PER L'INSTALLAZIONE DI IMPIANTI SOLARI TERMICI
La Regione Lombardia, Direzione Generale Risorse Idriche e Servizi di Pubblica Utilità, ha emesso un bando che prevede l'erogazione di contributi a soggetti pubblici o privati che installino impianti solari termici per la produzione di acqua calda e aria calda.

La Regione erogherà i contributi direttamente al cittadino a lavori ultimati, dietro presentazione della relativa documentazione di avvenuta installazione e liquidazione.

Per ogni realizzazione, sarà inoltre riconosciuto direttamente al cliente e in aggiunta al contributo spettante, un importo forfettario di Lire 250.000 per spese tecniche e amministrative.

Per accedere ai contributi è necessario rivolgersi solo ed esclusivamente ai produttori che hanno sottoscritto l'Accordo Volontario con la Regione, in cui sono definiti i loro impegni verso i clienti.

Ulteriori informazioni, bando ed elenco produttori e distributori

L'iniziativa si inquadra nelle azioni previste dal Programma Regionale di Sviluppo della VII Legislatura che prevede la promozione della efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili.

© Regione Lombardia

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