Rai 3
Televideo

Puntata del 05/05/2013

Belli da morire

di - Società

Belli da morire

Autori: Stefania Rimini
Stagioni: 2013
Argomenti: Società

Con il patrimonio che abbiamo di natura, di arte, di cultura, enologico, gastronomico, dovremmo essere ricchi e felici ... com'è che non riusciamo a metterlo a frutto? Nonostante il made in Italy e la creatività per cui siamo famosi, le nuove imprese che ruotano intorno al patrimonio non riescono a partire, che siano a Milano o a Catania. Di chi è la responsabilità? Intanto gli amministratori dei nostri beni culturali regalano a Google la possibilità di digitalizzare i nostri tesori più belli, dagli Uffizi alle calli di Venezia, e le imprese italiane che fanno lo stesso lavoro vengono lasciate a becco asciutto. E ancora, chi sono i privati che fanno affari all'interno dei musei pubblici e chi raccomanda chi? Quando poi si tratta di turismo, il nostro Paese è talmente bello che noi pensiamo di poter vivere di rendita, perché chiunque nel mondo prima di morire doveva venire a vedere l’Italia. Peccato che il mondo è cambiato, ci sono i social network e internet e il turista non è più lo stesso, vuole fare attività e avere servizi, mentre le Regioni che hanno il compito di fare promozione continuano a vendere il fatto che siamo belli, come trent'anni fa. Quando poi si tratta di paesaggio, nessuno ci batte: chi vuole vedere il paesaggio dell'uomo viene in Italia. Abbiamo 121 paesaggi rurali e pastorali storici, dai castagneti monumentali della Toscana ai terrazzamenti della Liguria, ma sono anche i più minacciati: dall’abbandono e dalle norme europee. Bisogna agire subito perché il nostro patrimonio è la strada per uscire dalla crisi.

Per visualizzare questo documento è necessario un plugin Pdf. E' comunque possibile scaricare il file



PRECISAZIONE DEL 12/05/2013

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Invece nella puntata della settimana scorsa dedicata al nostro patrimonio storico e paesaggistico il Parco nazionale delle Cinque Terre precisa che “non impedisce gli interventi di ripristino dei terrazzamenti".


PRECISAZIONE DEL 28/06/2013
Le tre aziende agricole a Suvereto non sono state create ad hoc ma esistevano precedentemente alla creazione degli impianti fotovoltaici. La normativa prevede una distanza minima di 200 metri degli impianti tra loro, ma non una distanza minima dalle case.


RINGRAZIAMENTO 
Si ringrazia Can't forget Italy per i video promozionali gentilmente concessi per questa inchiesta. Scarica il PDF

Leggi anche:

Do ut des

Belli da morire

Rai.it

Siti Rai online: 847