Rai 3
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Puntata del 15/05/2005

IL PEDAGGIO E' VENDUTO

in onda il 15.05.05

di

Inchiesta: Com'è andata a finire
Autori: Stefania Rimini
Stagioni: 2005

VOCE FUORI DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Il compito dell'Anas è quello di controllare che chi gestisce le Autostrade, in questo caso Benetton, faccia gli investimenti che deve fare e che l'utente al casello non paghi più del dovuto. Ma tra Anas e Autostrade di problemi non ce ne sarebbero mai, secondo quanto riferiva un professore che aveva prestato servizio nel Nars, il nucleo di valutazione tecnica delle tariffe, istituito presso il Ministero dell'economia.

MARCO PONTI - ex esperto Nars
In tutte le riunioni in cui c'erano Autostrade e Anas presenti, lavorando nel Nars, le loro posizioni, salvo alcuni piccoli dettagli, coincidevano sempre, soprattutto su questa questione chiave di questo meccanismo di difesa degli utenti dagli extraprofitti. Su quello andavano sempre d'accordo contro i poveri utenti che nulla sanno di ciò.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Le tariffe vengono stabilite dall'Anas anche in base al numero di macchine che entrano in autostrada. Meno ne se ne prevedono e più alto sarà il pedaggio.
Alcuni parlamentari hanno denunciato il fatto che finora l'Anas ha sbagliato a stimare il traffico, che è risultato molto maggiore del previsto a tutto vantaggio del monopolista privato.

LUIGI ZANDA - senatore
Così come è curioso il contributo che l'anno scorso, nel 2003, l'Anas ha concesso alla Società Autostrade di 5 milioni di euro, quindi di 10 miliardi di lire, per una campagna a favore del Telepass.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Ma è vero che l'Amministrazione pubblica ha concesso 5 milioni di euro per promuovere un servizio che avvantaggia la società Autostrade? Quando abbiamo interpellato l'Anas per verificare questa e le altre questioni sollevate in Parlamento, l'Anas si è rifiutato di rispondere.

AUTRICE
L'Anas non è interessato a fare l'intervista?

al telefono, ufficio stampa Anas
Sì sì, l'Anas non è interessato a fare questa intervista.

AUTRICE
L'Anas è un ente pubblico, dovrebbe venire a rispondere, non crede?

al telefono, ufficio stampa Anas
Sì, ma noi abbiamo fatto addirittura un libro su questa cosa.

AUTRICE
Mi dica lei che cosa dobbiamo dire, che cosa devo riferire al pubblico quando arriveremo al punto di dire "sentiamo che cosa risponde l'Anas".

al telefono, ufficio stampa Anas
Che rispondiamo a queste questioni nelle sedi deputate, cioè al Parlamento e con documenti ufficiali.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
L'unico documento ufficiale che è arrivato dall'Anas è stata una querela. Ma ne è arrivata una anche dall'amministratore delegato di autostrade destinato alla sottoscritta e recentemente ritirata, ma anche una citazione per danni a carico della rai degli autori e di un esperto del nars con richiesta di risarcimento per 20 milioni di euro. Nella puntata si sosteneva che la società autostrade aumenta le tariffe a fronte di investimenti promessi e non ancora realizzati. Autostrade invitata a replicare si rifiutò perché impegnata in un'esclusiva con Rai Educational.
A distanza di 8 mesi il presidente di Autostrade Gros-Pietro accetta di spiegare a Stefania Rimini le ragioni della società.

AUTRICE
Avete ricevuto un contributo dall'Anas per pubblicizzare il servizio del Telepass?

GIAN MARIA GROS-PIETRO - presidente Autostrade spa
No, assolutamente no. Nell'estate del 2003 il Ministero invitò le società autostradali a offrire una esenzione semestrale dal canone fisso del Telepass per coloro che sottoscrivevano un nuovo contratto e comunque a ridurre del 10 per cento i pedaggi pagati col Telepass nei giorni festivi di luglio e agosto.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Queste riduzioni ammontarono a 3,7 milioni che il Ministero promise di rimborsare alle società autostradali, mentre queste ultime si addossarono il costo della campagna promozionale che fu di 1 milione.
Stiamo parlando comunque di pochi milioni di euro. Il vero nodo della questione pesa centinaia di milioni di euro e riguarda il meccanismo di aumento dei pedaggi.

GIAN MARIA GROS-PIETRO - presidente Autostrade spa.
C'è un meccanismo, io non sono entrato nei particolari della formula, però ogni anno ci sarà un aumento che dipenderà dall'inflazione, dalla produttività che noi dobbiamo fare e dai lavori che avremo effettivamente fatto.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Questo meccanismo di aggiustamento delle tariffe si chiama price cap in inglese, cioè "coperchio sul prezzo", perchè serve a far sì che il monopolista non ci guadagni troppo. E ci stanno guadagnando troppo o no?
Su questo avevamo riportato l'opinione dell'ex direttore esecutivo della Banca Mondiale.

GIORGIO RAGAZZI - economista
Quindi uno si sarebbe atteso, secondo la logica del price cap, che le tariffe venissero congelate o addirittura ridotte in modo da riportare la redditività entro limiti accettabili.

AUTRICE
All'estero avrebbero fatto così?

GIORGIO RAGAZZI - economista
All'estero avrebbero fatto così.

AUTRICE
Cioè il meccanismo dovrebbe funzionare così?

GIORGIO RAGAZZI - economista
Senz'altro.

AUTRICE
Invece da noi, no.

GIORGIO RAGAZZI - economista
Da noi, evidentemente, non è stato fatto così.

MARCO PONTI - ex esperto Nars
Per quello si fa l'aggiustamento dopo 5 anni, si guarda come è andato - perché può anche essere andato male, mica necessariamente è andato bene - e si dice: si torna al livello di profitto normale. E vuol dire: te li tieni se li fai, in modo che sei incentivato a diventare più efficiente, ma dopo cinque anni ridifendo gli utenti riportando a normalità i tuoi profitti.

AUTRICE
Questo loro non l'hanno accettato.

MARCO PONTI - ex esperto Nars
Loro non l'hanno accettato, cioè che gli utenti non possono essere tosati come pecore.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Tirare in ballo le pecore è costato all'esperto una querela, perché gli avvocati della società Autostrade hanno interpretato la battuta come un'ironia sul mestiere dei Benetton. Ma maglioni e avvocati a parte, possiamo sapere, oggi che il presidente Gros-Pietro ci risponde, perché le tariffe se sono risultate troppo alte non si ritoccano?

GIAN MARIA GROS-PIETRO - presidente Autostrade spa.
Alla radice della scelta del meccanismo c'è una scelta politica, che è stata fatta nel '97 dal Governo , che è stata rivista, rianalizzata dal Governo e dal Parlamento al momento della privatizzazione nel '99, dopodiché è diventata un contratto e il contratto non si cambia.

AUTRICE
Ma se io sono un automobilista, quello che mi interessa capire è se cala il traffico o se aumenta il traffico, io continuerò a pagare la tariffa che è stata decisa prima?

GIAN MARIA GROS-PIETRO - presidente Autostrade spa.
Sì, la tariffa non tiene conto del volume di traffico che fa parte del rischio imprenditoriale.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Il rischio imprenditoriale finora si è rivelato più che altro un vantaggio imprenditoriale, visto che tra il '97 e il 2002 sono passate 11 mila 500 milioni di vetture- km in più rispetto a quelle previste.
Ma siccome i contratti non si modificano, gli extraprofitti oltre a non essere abbassati vengono resi permanenti, almeno fino al prossimo aggiustamento delle tariffe.

AUTRICE
Del meccanismo di riaggiustamento delle tariffe, se ne riparla tra 10 anni?

GIAN MARIA GROS-PIETRO - presidente Autostrade spa.
Sì.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Secondo la relazione dei consulenti del Ministero dell'Economia, la società Autostrade tra il '97 e il 2002 per il maggior traffico ha ricavato 520 milioni di euro in più del previsto.

AUTRICE
Nel primo quinquennio di convenzione tra Autostrade e Anas ci sono stati degli extra profitti?

GIAN MARIA GROS-PIETRO - presidente Autostrade spa.
No, non ci sono stati extra profitti però c'è stato un aumento del traffico superiore alle previsioni, che fa parte appunto del rischio imprenditoriale, ma questo aumento del traffico non è stato sufficiente a farci raggiungere la redditività media delle autostrade europee.

AUTRICE
Quindi lei dice che non ci sono stati extraprofitti per la società Autostrade nei primi cinque anni di convenzione?

GIAN MARIA GROS-PIETRO - presidente Autostrade spa.
Esatto.

AUTRICE
Non ci sono stati.

GIAN MARIA GROS-PIETRO - presidente Autostrade spa.
No.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Non ci sono stati extra profitti, ma questi soldi in più ricavati sulla sottostima del traffico, come li vogliamo chiamare? Incasso non previsto?
Secondo il presidente della società Autostrade i nostri pedaggi sono tra i più bassi d'Europa. Ma le nostre autostrade sono anche tra le più vecchie d'Europa, per cui richiedono manutenzione e investimenti costosi.

PAOLO BRUTTI - senatore
Dovevano fare 9 mila, 9 mila e 500 miliardi di investimenti, ne hanno fatti il 10 per cento. Si sono impegnati a farne altri 9 mila e 500, è chiaro che tra queste due cose qualche cosa stanno facendo, sia del vecchio che del nuovo, no? Stanno facendo qualche cosa. Però da quello che noi sappiamo, mentre nel vecchio l'unica opera che si sta veramente cominciando a fare è la Variante di valico, per quello che riguarda i nuovi investimenti erano state fissate delle tappe: allo stato dei fatti non si vede nulla. Cioè non è vero che entro il 2007 noi avremo il passante di Mestre, non è vero che avremo interventi sull'autostrada Adriatica, cioè tutte cose che, se si faranno, oramai slitteranno agli anni 2010, 2011, 2012.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Non sarà che la Società Autostrade ritarda gli investimenti perché deve prima ripagare i debiti che ha con le banche? E legittimo chiederselo dato che il gruppo Benetton ha acquisito il controllo della società Autostrade tramite la propria controllata Schemaventotto, si può dire senza spendere un euro di tasca propria. Si sono fatti prestare i soldi dalle banche per rastrellare il 70 per cento delle azioni della società Autostrade con un'opa, un'offerta pubblica di acquisto. Poi hanno girato l'indebitamento di Schemaventotto alla stessa società acquistata, che ora ripaga le banche con il flusso dei pedaggi.

GIORGIO RAGAZZI - economista
L'Opa, all'inizio del 2003, è stata finanziata con un debito di circa 7 miliardi di euro, interamente messo a carico della Società Autostrade.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
La società Autostrade ha anche in programma di fare investimenti per 9 miliardi di euro, che devono essere recuperati attraverso i pedaggi.

ANNA DONATI - senatrice
Quindi è come se i cittadini che hanno usato la rete di Autostrade spa avessero già pagato quell'investimento - la Variante di valico e anche altri interventi connessi - mentre la realizzazione sta appunto partendo in questi mesi, in queste settimane.

GIAN MARIA GROS-PIETRO - presidente Autostrade spa
C'è un vecchio programma di investimento che era stato stipulato nel '97 quando la società era ancora posseduta dallo Stato, e lì le regole erano diverse perché lo Stato faceva un contratto con se stesso e non si preoccupava tanto delle sofisticazioni di questo contratto quindi prevedeva un programma di investimenti e un programma di aumenti, fisso. Che cosa è successo? Che nel 2000, quando la società è stata privatizzata, gli investimenti previsti nel '97, di quegli investimenti non era stato fatto quasi nulla. Tra il 2000 e il 2002 si è andati avanti pochissimo, perché il principale di questi investimenti, per esempio la Variante di valico, non avevano ancora l'accordo degli enti locali sul percorso, le autorizzazioni eccetera. Noi attualmente siamo al 70 per cento di appalto di questi investimenti e questo programma del '97 valeva 3 miliardi e mezzo di euro e aveva a fronte…

AUTRICE
Cioè i lavori che dovevate fare…

GIAN MARIA GROS-PIETRO - presidente Autostrade spa
I lavori che si dovevano fare a partire dal '97..

AUTRICE
Dal '97 al 2003?

GIAN MARIA GROS-PIETRO - presidente Autostrade spa
Dal '97 al 2003. Questo programma attualmente ha già raggiunto un costo di 4 miliardi e 9, cioè è cresciuto del 40 per cento.

AUTRICE
A causa dei ritardi?

GIAN MARIA GROS-PIETRO - presidente Autostrade spa
A causa dei ritardi perché nel frattempo… naturalmente i ritardi sono connessi anche a modifiche dei lavori che gli enti locali chiedono, le regioni, i comuni eccetera eccetera. Allora noi preferiremmo di gran lunga, siccome questi adattamenti sono dei perfezionamenti che vanno fatti per trovare l'accordo con i territori sarebbe di gran lunga preferibile, come l'esperienza ha insegnato, che gli aumenti scattassero mano a mano che i lavori si riescano a fare però commisurati all'effettivo costo dei lavori, non a un costo teorico previsto nel '97 che non ha più significato. Noi siamo convinti che ci rimettiamo col vecchio sistema.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Da un lato hanno guadagnato più del previsto, dall'altro ci dicono che ci rimettono, si dovrebbero consolare gli automobilisti che restano in coda per lavori, perché non sono i soli a rimetterci. La buona notizia è che tutti i nuovi lavori che verranno fatti sulla rete autostradale non incideranno sul pedaggio finché non saranno terminati.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Ma quella storia dell'esclusiva che impediva alla società Autostrade di replicare quando a suo tempo era stata invitata a farlo, che fine ha fatto?

GIAN MARIA GROS-PIETRO - presidente Autostrade spa
La prima volta noi avevamo un impegno precedente con un altro programma Rai che intendevamo rispettare a meno che non venissimo liberati da quel vincolo, e quindi avevamo chiesto: o di liberarci dal vincolo o posporre la trasmissione sulle autostrade, cosa che non si era potuto fare. Questa volta invece non riteniamo di avere più vincoli e quindi molto volentieri partecipiamo alla trasmissione.

AUTRICE
Che avevate un'esclusiva, ci avevate scritto, ma questa esclusiva poi è andata in onda?

GIAN MARIA GROS-PIETRO - presidente Autostrade spa
No, e infatti è per questo che noi riteniamo di non avere più vincoli.




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