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Puntata del 01/03/2001

IPOCRISIA DI STATO (Aggiornamento)

In onda giovedì 1 Marzo 2001

di - Salute

IPOCRISIA DI STATO (Aggiornamento)

Autori: Sabrina Giannini
Inchiesta: Com'è andata a finire
Argomenti: Salute
Stagioni: 2001

Ottobre 2000

In Italia l'industria e' di Stato, e lo Stato sta facendo una grande campagna contro il tabacco. Gli introiti annuali provenienti dalla vendita delle sigarette sono 17mila miliardi; se lo Stato dovesse rinunciare a questo business sarebbe necessaria una manovra finanziaria. Ma quanto ci costa in termini sanitari curare i danni da tabacco? 90.000 persone si ammalano gravemente ogni anno: esattamente la stessa cifra. Inoltre lo Stato incentiva le coltivazioni e da qualche anno ci sono anche i premi di produzione, voluti dal Presidente Prodi. Il Governo ha annunciato una campagna informativa per dissuadere i giovani dal vizio del fumo. Con i fondi ricavati dalle multe per mancata osservazione del divieto. Ma le multe non sono mai state fatte. Dall'inchiesta emergeva che l'industria del tabacco usa da sempre additivi che inducono alla dipendenza. Anche l'ETI aggiunge additivi nelle sigarette che fabbrica su licenza? L'ETI non aveva risposto.

Aggiornamento

L'Ente Tabacchi Italiani stavolta ha detto si'. Entro con la speranza di conoscere la lista di additivi aggiunti al tabacco delle sigarette italiane e di quelle straniere prodotte in Italia dall'ETI. Se nella lista pubblicata nel sito delle principali compagnie del tabacco americane compare l'ammoniaca, allora posso avere il dubbio che ci sia anche nelle sigarette prodotte su licenza dalla manifattura italiana.

D - "Per esempio Marlboro con e senza ammoniaca?"

Alfredo Nunziata, Responsabile Ricerca ETI:
"Loro ci inviano direttamente tutto il materiale. Noi abbiamo chiesto e abbiamo ottenuto la dichiarazione che sono in conformita' con la normativa europea e italiana, quindi non ci deve essere ammoniaca."

D - "Posso vederla questa dichiarazione?"

"La dichiarazione e' negli uffici dei contratti, non ce l'ho io, io sono responsabile della ricerca."

D - "Lei mi sta dicendo che secondo un accordo tra il Monopolio di Stato, attuale Eti, e la Philip Morris avete chiesto di mandare del tabacco, le sigarette gia' finite..."

"No, io lavoro per la Marlboro e devo rispettare le normative italiane e straniere e chiedo che loro le rispettino. Ma ovviamente dobbiamo considerare il segreto industriale, io produco per conto terzi un segreto industriale. Se io produco un cosmetico per una ditta, la stessa mi invia la miscela che devo mettere all'interno dei tubetti, ma non sapro' mai la composizione, perche' e' un segreto industriale. Ma una cosa e' il rispetto del segreto industriale, un'altra cosa e' il segreto su quell'accordo commerciale tra Ente Tabacchi e Philip Morris. Non c'e' nessuna ragione perche' quell'accordo resti segreto. Cosi' non ho nessuna prova che la Philip Morris dichiari di rispettare le nostre normative."

D - "Il problema e' che ci sono milioni di persone che fumano delle sigarette pensando non ci sia l'ammoniaca ed io vorrei avere la prova che sia cosi'. Credo sia un diritto del cittadino."

"Per fortuna in Italia abbiamo un sistema molto democratico, esistono associazioni dei consumatori che possono organizzare delle analisi, c'e' l'Ente di Stato che puo' fare i controlli, l'Istituto Superiore di Sanita', ci sono le universita'..."

E' giusto. E' interesse delle autorita' sanitarie scoprire se nelle sigarette in commercio c'e' qualche sostanza aggiunta intenzionalmente per aumentare la dipendenza, come l'ammoniaca. Allora ho chiesto all'Istituto Superiore di Sanita' se dal Ministero della Sanita' e' mai arrivato l'ordine di analizzare le sigarette in commercio. Il fax e' chiaro: l'Istituto Superiore di Sanita' non ha mai fatto analisi per ricercare i sali di ammonio, ovvero l'ammoniaca, nelle sigarette.

In studio, Milena Gabanelli:
"Visto che le analisi non le ha fatte nessuno, abbiamo pensato di farle noi, premesso che non esiste un metodo ufficiale, specifico per la ricerca di ammoniaca aggiunta dentro al tabacco. Comunque il laboratorio a cui ci siamo rivolti ha analizzato due sigarette, una del gruppo Philip Morris, e una di marca italiana, il risultato e' che sono identiche, l'ammoniaca c'e' ma nella percentuale naturalmente presente nel tabacco. Quindi possiamo dire che da questi esami, che sono sicuramente i primi fatti in Italia e dunque con tutti i margini di errore del caso, che l'ammoniaca aggiuntiva non e' presente. Gli additivi si' pero', e sono un bel po'."

D - "E nelle sigarette italiane c'e' l'ammoniaca o un derivato dell'ammoniaca?"

Alfredo Nunziata, Responsabile Ricerca ETI:
"E' vietata per la legge europea". Eppure il 20 per cento della sigaretta contiene centinaia di additivi. Attualmente i produttori di tabacco si devono attenere ad una lista di additivi ammessi nei cibi. Una miriade di conservanti, sostanze chimiche, solventi, metalli che sono autorizzati, e' vero, ma per essere ingeriti e non fumati. Per esempio: il cacao e la liquirizia sono innocui se ingeriti ma con la combustione del tabacco hanno un effetto broncodilatatore e facilitano la respirazione, quindi l'assimilazione di nicotina."

D - "Tra gli altri additivi che mettete nelle sigarette italiane c'e' per caso il cacao?"

"Si'."

D - "Anche la liquirizia?"

"Sono estratti vegetali normali."

D - "Posso sapere perche' li adoperate?"

"Come correttivi del gusto."

D - "E basta?"

"Si'."

D - "Quello che voglio sapere e' se il Monopolio di Stato, attuale Eti, ha aumentato le dosi di cacao e di liquirizia negli ultimi tempi."

"Assolutamente no. L'ultima grande operazione e' stata quella delle MS, circa 25 anni fa, fu inventata la ricetta in modo che fosse simile a quella delle sigarette piu' consumate del mondo. Ci si fida, diciamo cosi', delle autocertificazioni dei produttori. La direttiva europea che non arriva mai dovrebbe obbligare i produttori a scrivere sul pacchetto gli ingredienti. Sempre che non arrivi poi qualche nazione contraria che impugna la direttiva e fa annullare, come ha gia' fatto la Germania a ottobre vanificando il regolamento che vietava le sponsorizzazioni delle sigarette."

In studio Milena Gabanelli:
"L'inchiesta, trasmessa ad ottobre, e' stata acquisita come prova dalla magistratura di Napoli. Infine una informazione sulla legge Veronesi che avrebbe dovuto inasprire le multe e promuovere la prevenzione fra i giovani, siccome fra un paio di giorni le Camere verranno sciolte, quella legge finira' in un cassetto e...tanto rumore per nulla".

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