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Puntata del 08/10/2006

IL GRANDE CRAC

In onda domenica 8 ottobre alle 21.30

di - Economia

IL GRANDE CRAC

Argomenti: Economia
Autori: Stefania Rimini
Stagioni: 2007

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Quando andiamo in posta, la bolletta ce la stampa una stampante Olivetti. Quando andiamo a fare il biglietto del treno lavora un programma della Finsiel. Quando telefoniamo l'antenna può averla montata la Tecnosistemi. Quando accendiamo la luce il contatore elettronico spesso l'ha costruito la Finmek. Quando facciamo la lavatrice la scheda elettronica per alcune marche la costruisce la Ixfin. Per tutte queste aziende il bollettino è questo: Finsiel, già cuore informatico del gruppo Telecom, è stata ceduta al re dei call center Alberto Tripi e adesso i 3400 dipendenti sono preoccupati. Tecnosistemi: erano in 2600, oggi sono tutti a casa perché l'azienda è commissariata e l'imprenditore è accusato di bancarotta fraudolenta. Finmek: su 2700 lavoratori, 2500 sono a casa in cassa integrazione. Anche qui l'azienda è commissariata e anche qui l'imprenditore è accusato di bancarotta per distrazione.

DIPENDENTE FINMEK RONCHI DEI LEGIONARI
Ci sono delle storie abbastanza comuni di beni comprati a cifre esorbitanti, tipo questi computer da 44 mila euro che giravano nei cespiti.

STEFANIA RIMINI
Un computer da 44 mila euro che computer è?

DIPENDENTE FINMEK RONCHI DEI LEGIONARI
Un computer da 44mila euro... non lo so, ma credo che alla Nasa potrebbero invidiarcelo a questo punto insomma!

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Alla Ixfin è andata anche peggio: nonostante il fiume di contributi pubblici l'azienda è fallita e quindi i 900 dipendenti rimasti non hanno più neanche il diritto alla cassa integrazione.

DIPENDENTE IXFIN MARCIANISE
Mi dispiace di me ma mi dispiace anche dei giovani che non hanno nessuna prospettiva... quella è la rabbia che mi rode! Basta, non ce la faccio a parlare se no...

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
E infine l'Olivetti: da 60mila occupati sta arrivando a zero e nessuno ne parla. E pensare che i manager dell'azienda 5 anni fa si erano offerti di rilevarla dal gruppo Telecom.

STEFANIA RIMINI
Quanto avevate offerto?

GIANCARLO ZORDAN - Ex responsabile Pianificazione e Controllo Olivetti Tecnost
Fine 2001 offrimmo 160, 170 milioni di euro da cui detrarre l'indebitamento finanziario.

STEFANIA RIMINI
Ma dopo l'Olivetti come sta andando?

GIANCARLO ZORDAN - Ex responsabile Pianificazione e Controllo Olivetti Tecnost
Bah, quello che vedo e ricordo è che quando io lasciai l'azienda avevamo, il gruppo, un fatturato di circa 1 miliardo di euro, ridotto del 60%. Aveva più di 5000 dipendenti mi sembra che si siano ridotti adesso a 1500. Eravamo a livello di alte imposte, o netto, eravamo più o meno ad un pareggio... mi sembra che il risultato operativo sia adesso pesantemente negativo, punto. E poi in questi anni ho letto anche sui giornali, soprattutto su quelli locali, di chiusure continue di stabilimenti, trasferimenti delle attività produttive mi sembra che l'azienda vada male.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Per trovare agli ultimi "olivettiani" qualcosa da fare, la Telecom li metterà a rispondere al telefono al 187.

ANTONIO ANASTASI - Operaio Olivetti Carsoli
Mi hanno messo in Cassa Integrazione dicendomi che a ottobre andrò a fare l'operatore di call center.

SIMONETTA DE SIMONE - Operaia Olivetti Carsoli
Sembrerà assurdo ma a me fare l'operaia mi è sempre piaciuto proprio perché si costruisce, dall'inizio alla fine, si vede l'inizio e la fine.

ANTONIO ANASTASI - Operaio Olivetti Carsoli
In piu' faranno un corso di dizione perché sono una massa di ignoranti

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Operatore di call center pare che sia l'unico lavoro che si possa fare in Italia e dovranno pure ringraziare. Buonasera, a maggio scorso avevamo parlato del disastro della nostra industria elettronica, un gioiello andato a remengo nonostante gli interventi pubblici per salvarlo. Dopo di che siamo stati travolti da richieste da tutta Italia perché la portata del dissesto era più ampia e più intricata. E allora riparliamone. Cominciamo con la Telecom perché la questione è aperta più che sui giornali diciamo, per strada. La nostra Stefania Rimini.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Milano, zona San Siro, luglio 2006. Un ex tecnico della Telecom, ci porta a vedere come sono messi gli armadi di distribuzione. Dalla centrale Telecom della zona la linea arriva agli armadi, che la distribuiscono agli appartamenti. Ognuno di questi box raccoglie circa 400 utenze, quelle di chi abita nelle case intorno.

STEFANIA RIMINI
E' rotto?

ENRICO MORONI - Ex tecnico rete Telecom
E' rotto, ha subito un urto o un atto di vandalismo.

STEFANIA RIMINI
Chiunque può accedere qua. Alle linee degli altri?

ENRICO MORONI - Ex tecnico rete Telecom
Anche.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Facciamo la prova. Telefono normale, della Telecom. Proviamo ad inserirlo qui che è già aperto. Per non far pagare nessuno, lo mettiamo nella coppia di servizio. In effetti il segnale c'è, continuiamo il giro. Vediamo come è messo quello.

STEFANIA RIMINI
E' rotto anche questo?

ENRICO MORONI - Ex tecnico rete Telecom
Sì è rotto, vede questo si apre così son saltati tutti i collegamenti della chiusura e quindi anche questo è accessibile a tutti.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Ma è normale? Cosa dice la Telecom?

STEFANIA RIMINI
Questi armadi sono chiusi e dovrebbero stare chiusi oppure se io vada lì e li apro va tutto bene?

STEFANO PILERI- Direttore rete Telecom
Gli armadi esterni sono chiusi. Sono aperti quando si fa del lavoro all'interno,perché quando diciamo portiamo un nuovo servizio in nuove abitazioni apriamo l'armadio e quindi connettiamo il cavo nella rete secondaria a quello che arriva dalla rete primaria, questa connessione si farà al meglio e quindi in quel momento deve stare aperto.

STEFANIA RIMINI
Sennò deve stare chiuso...

STEFANO PILERI- Direttore rete Telecom
Deve stare chiuso.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Infatti questi sono chiusi, sono nuovi.

STEFANIA RIMINI
Questo qua è uno di quelli nuovi?

ENRICO MORONI-ex tecnico rete Telecom
Sì questo è il nuovo tipo. Adesso li fanno tutti così.

STEFANIA RIMINI
Quindi è chiuso?

ENRICO MORONI-ex tecnico rete Telecom
Si ma basta far così ... .e lo apre.

STEFANIA RIMINI
Ma come?!

ENRICO MORONI-ex tecnico rete Telecom
E tutti così sono.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
La serratura non funziona. Ma possibile? Proviamo con un altro di quelli nuovi. Basta girare la manopola, e si apre.

STEFANIA RIMINI
E' pulito? Questa roba ci dovrebbe essere ?

ENRICO MORONI-ex tecnico rete Telecom
No.

STEFANO PILERI-direttore rete Telecom
Di armadi ce ne abbiamo sul territorio oltre 200mila.Abbiamo su questi armadi protezioni in termini di chiavi, con le quali operiamo nell'armadio.

ENRICO MORONI- ex tecnico rete Telecom
Dovrebbero esserci due chiavi, questa quella tradizionale a T e questa ulteriore.

STEFANO PILERI- direttore rete Telecom
Alcune volte vengono aperti questi armadi per cui l'attenzione è quella di ripassare periodicamente in questi armadi, riparare le cose esterne in modo da riportarli alla norma

STEFANIA RIMINI
Andiamo a vedere questo...

ENRICO MORONI- ex tecnico rete Telecom
E' già aperto, si fa presto.

STEFANIA RIMINI
Cioè uno qua se vuole taglia i fili a tutti, a 400 utenti.

ENRICO MORONI- ex tecnico rete Telecom
Un malintenzionato che taglia i fili qui, taglia la linea a tutti questi palazzi.

STEFANIA RIMINI
Controlliamo quando è stata fatta la visita che c'è scritto.

ENRICO MORONI- ex tecnico rete Telecom
Come?

STEFANIA RIMINI
C'è scritto...

ENRICO MORONI- ex tecnico rete Telecom
Ah sì!

STEFANIA RIMINI
E' del 95 l'ultima. E' stata visitata nel 95.

ENRICO MORONI-ex tecnico rete Telecom
Qui vediamo che si è formato dell'ossido per via della pioggia e dell'umidità.

STEFANO PILERI- direttore rete Telecom
Gli armadi esterni quando sono aperti raccolgono umidità e poi incrementano il tasso di guasto che hanno nelle coppie in esterno quindi non vanno bene per cui una particolare attenzione sta sugli armadi esterni.

ENRICO MORONI- ex tecnico rete Telecom
Anche qua si sta formando Però una manutenzione preventiva che ormai non si fa più eviterebbe questo tipo di guasti o disfunzioni.

STEFANIA RIMINI
E' vero che la manutenzione preventiva non viene più fatta e si interviene solo in seguito a segnalazione del guasto?

STEFANO PILERI- direttore rete Telecom
No, non è vero perché proprio questi interventi che gli andavo dicendo, dei 50 milioni euro che investiamo per il miglioramento della rete d'accesso sono tutta manutenzione di tipo preventivo.

STEFANIA RIMINI
Che vuol dire?

STEFANO PILERI- direttore rete Telecom
Vuol dire che in base alla statistica delle segnalazioni di guasto che abbiamo, in base a questa statistica noi andiamo a vedere i punti dove si concentra di più la percentuale di guasti, cioè il numero dei guasti, andiamo ad identificare gli elementi quindi gli armadi, quindi i cavi, quindi tutte le cose che vi ho detto prima e operiamo su quelle e quindi rinnovando o tutto un intero settore oppure togliendo come vi dicevo delle macchine esterne elettroniche che hanno un tasso di guastabilità troppo elevato. Quindi questa è manutenzione preventiva.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Si vede che noi abbiamo beccato solo la zona dove si concentrano i guasti. Cambiamo città e andiamo a Roma in dieci quartieri diversi. E uno, e due, e tre, e quattro, e cinque, e sei, e sette, e otto, e nove. Poi nella rete Telecom oltre ai 200mila armadi esterni ci sono 500mila km di cavi, 10 milioni di pali e soprattutto 10mila centrali, nelle quali lavorano anche società esterne, come la Sirti. Sullo stato delle centrali riferisce un tecnico della Sirti.

STEFANIA RIMINI
Cioè voi quando andate a fare gli interventi nelle centrali cosa vedete?

MICHELE TESEO- tecnico Sirti
Disastro, nel senso che ci sono macchine che lavorano da 15 o 20 anni addirittura, cioè macchine Italtel che Telecom aveva comprato all'epoca e che ha smesso di comprare. Nel senso che c'è un progetto per la sostituzione di queste macchine che non parte mai perché è oberata da debiti e deve pagarsi i suoi debiti.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Il riferimento è ai 41,3 miliardi di debito che pesano sulla Telecom dai tempi della privatizzazione. Abbiamo chiesto alla Telecom di portarci dentro una delle sue centrali, ed eccole qua, le macchine dell'Italtel di cui parlava il tecnico.

STEFANO PILERI-direttore rete Telecom
Queste sono le centrali di commutazione numeriche.

STEFANIA RIMINI
Queste qui sono quelle che ha fatto l'Italtel.

STEFANO PILERI-direttore rete Telecom
In particolare queste sono quelle che ha fatto l'Italtel.

STEFANIA RIMINI
E' vero che sono obsolete?

STEFANO PILERI-direttore rete Telecom
Il primo progetto fu del 1982-83 cominciammo a mettere queste centrali in rete, quindi è una tecnologia che ha 23 anni.

STEFANIA RIMINI
Sono ancora quelle?

STEFANO PILERI-direttore rete Telecom
Sono ancora quelle, hanno un funzionamento perfetto per il servizio voce. Iniziando dal 2008 in dodici anni verranno progressivamente sostituite.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Allora non raccontava storie quel tecnico, nelle centrali ci sono veramente macchine vecchie di 20 anni, ma il direttore della rete ci assicura che funzionano e sarebbe un bel guaio se la rete si stesse rovinando, perché se la Telecom rivendesse la rete alla Cassa depositi e prestiti cioè allo Stato, l'onere di rimetterla a posto ricadrebbe sul contribuente.

STEFANIA RIMINI
Quindi nell'eventualità che volessero vendere la Telecom la rete è a posto?

STEFANO PILERI- direttore rete Telecom
La rete sta alla grande, dobbiamo continuare a innovare con nuovi servizi e noi ci stiamo riuscendo.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
La rete starà anche alla grande ma bisognerà fare la manutenzione a 200 mila armadi per garantire la riservatezza delle nostre telefonate ed evitare i guasti e da qui passa anche internet. I costi, inclusi la manutenzione della rete sono di 700 milioni di euro all'anno. La Telecom però possiede anche una macchina nuova.

STEFANO PILERI-direttore rete Telecom
Questo trasporta oltre mille gigabit al secondo quindi è un qualcosa che oggi può trasportare oltre 250 film contemporaneamente, un terarouter ne può trasportare 250 mila quindi possiamo stare tranquilli che possiamo evolvere tranquillamente con questa tecnologia.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Possiamo stare ancora più tranquilli se mettono a posto gli armadi da cui passa internet per arrivarci in casa anche perché con i fornitori la Telecom sta risparmiando un bel po'.

STEFANO PILERI-direttore rete Telecom
Dal momento in cui noi siamo stati privatizzati, quindi con... abbiamo impostato delle politiche di acquisto molto più aggressive, rigorose, cioè a dire abbiamo dei risparmi che vanno dal 30, 35% addirittura su alcune gare, sull'elettronica e sulle tecnologie digitali siamo arrivati al 45% di sconto rispetto ai prezzi di listino.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
E quando il cliente ottiene lo sconto e la crisi diventa globale, a casa del fornitore si sentono gli effetti. Per cui l'Italtel già nel '99 decideva di cedere in blocco la sua divisione sistemi, 3000 persone sparse in tutta Italia che andavano in giro a montare le antenne per la Telecom e che improvvisamente non le servivano più. Ma arriva un salvatore: Mario Mutti, laureato a Stanford, è un manager con una competenza in materia societaristica e finanziaria di chi sa come strutturare i gruppi, e una carriera ai vertici di aziende come la Standa, la Fininvest, la Parmalat finanziaria

MARIO MUTTI- ex presidente Tecnosistemi spa
Ho lavorato molto. Ho lavorato molto.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Nel '99 Mutti acquisisce la Italtel sistemi e la chiama Tecnosistemi. Nel giro di 4 anni è dichiarata insolvente e i dipendenti vanno tutti a casa, con le buone o con le cattive

DIPENDENTE TECNOSISTEMI CARINI 1
Ma porco d'un cane, guarda... .Si metta, si metta nella nostra...

DIPENDENTE TECNOSISTEMI CARINI 2
... io qui ci ho perso il posto di lavoro. Io sto qui a resistere dopo tre anni.

PAOLO PRESTIFILIPPO-dipendente Tecnosistemi Carini
La Tecnosistemi aveva debiti con tutti dopodichè siamo finiti tutti in cassa integrazione e non siamo mai più rientrati.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
I dipendenti sono in questa situazione nonostante il fatto che Mutti e soci avessero acquisito la Tecnosistemi ricevendo una dote dall'Italtel.

GIOVANNI BARBIERI-ex amministratore delegato Italtel
Questo signore acquisì una serie di impegni, di ordini da parte dell'Italtel per tre anni per manutenzione e installazione della rete mobile e sulla rete fissa per permettere...

STEFANIA RIMINI
L'Italtel avrebbe aiutato il signor Mutti per... .

GIOVANNI BARBIERI-ex amministratore delegato Italtel
Per eliminare il problema sociale...

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Ma lui cosa prometteva?

GIOVANNI BARBIERI-ex amministratore delegato Italtel
Grandi cose.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Di grande oggi purtroppo c'è rimasto solo il buco, oltre 400 milioni di euro e quindi noi contribuenti dobbiamo mettere mano al portafoglio.

FRANCESCO LADDAGA-Rsu Fiom Tecnosistemi
Oggi abbiamo un'assemblea dove i lavoratori chiedono conto di tre mensilità perché le liquidazioni le pagherà l'Inps quindi la collettività.

STEFANIA RIMINI
Quanti sono quindi quelli a cui è lo Stato deve pagare il tfr invece che il signor Mutti?

ANGELO PEDRINI- sindacalista Cub
1600 lavoratori che dovranno ricevere al momento del licenziamento riceveranno il tfr da parte dell'Inps.

DIPENDENTE TECNOSISTEMI CARINI 5
La mia condizione familiare è veramente precaria,sono separata e ho un figlio di 7 anni, vivo in affitto e non percepisco ovviamente nessun reddito dalla fine di Gennaio. Mi mantiene mia madre praticamente che è pensionata, la mia vergogna è tanta e non posso neanche andarmi a cercare un lavoro in nero perché con un bambino così piccolo nessuno mi offrirebbe un lavoro per quattro ore al giorno e neanche posso pagarmi l'asilo a pagamento o la scuola a pagamento che ovviamente potevo utilizzare mentre lavoravo.

MARIO MUTTI- ex presidente Tecnosistemi spa
Non gli chiedo di giustificare perché giustificare sulla propria pelle è difficile, e nemmeno di capire. La volontà era di creare un gruppo ancora più grande e ancora più forte, e se avessimo portato a termine questo piano oggi noi saremmo sicuramente una società con qualche migliaio in più di persone e qualche successo in più per tutti.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Di quale piano sta parlando il signor Mutti? Aveva rilevato Italtel Sistemi che non aveva più abbastanza lavoro da Telecom e 3000 dipendenti che stavano andando a spasso. Doveva avere una grande idea che è finita con un buco da 400 milioni di euro e i dipendenti a casa. Stavamo parlando di Tecnosistemi, che è il risultato della cessione a zero lire di un ramo dell'Italtel, con poco lavoro e 5 volte il personale che gli serviva, ma che portava in dote 3 anni di commesse. Il presidente di Tecnosistemi Mutti aveva un piano per rimetterla in piedi e dare lavoro a migliaia di persone. Invece dopo 4 anni finisce commissariata. Cosa è successo se lo sta chiedendo la procura di Milano che lo accusa di aver cagionato il dissesto della società anzi di cinque società, tutte figlie di Tecnosistemi di settori diversi ma collegati fra loro.

MARIO MUTTI- ex presidente Tecnosistemi spa
Sono tutte costole della casa madre che prendeva una parte e si creava con persone che si prendevano a cuore con speciale conoscenza del settore e si sviluppava un business.

STEFANIA RIMINI
Cioè è come dire che da un edificio unico ha diviso in tanti appartamenti per cogliere le diverse opportunità? Sì, con ciascuno la propria tecnologia.

MARIO MUTTI- ex presidente Tecnosistemi spa
Per cogliere le diverse opportunità, con ciascuno con la propria responsabilità, la propria tecnologia.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Metti che io ho pagato questo blocchetto di carta 100 milioni, lo scorporo in 10 blocchetti, poi c'è un perito che dice che ognuno di questi blocchetti vale 100 invece che 10. Così nel mio bilancio alla fine scrivo: 1000. Secondo l'accusa la tecnica in cui si riassume la vicenda di Tecnosistemi è questa. Ma ci chiediamo noi, a che cosa sarebbe servito? Mutti era l'azionista di maggioranza per cui avrebbe ingannato solo se stesso. C'erano forse dei contributi pubblici da convogliare magari su qualche conto corrente estero?

STEFANIA RIMINI
Ha preso contributi pubblici per gestire la sua società?

MARIO MUTTI-ex presidente Tecnosistemi spa
Neanche una lira, mai.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
La moltiplicazione delle società ad una cosa certamente serviva: a fare bella figura con gli analisti di Borsa mostrando che la Tecnosistemi operava su tanti mercati. In effetti, quello era stato fin dall'inizio il disegno di Mutti e dei suoi soci.

MARIO MUTTI-ex presidente Tecnosistemi spa
Da sempre avevamo avuto l'idea di arrivare in Borsa

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
E' logico, tutti vogliono andare in Borsa perché i soldi come azionista li fai così, quando il titolo schizza in alto i soci possono rivendere le azioni e rifarsi del capitale investito con un bel guadagno.

STEFANIA RIMINI
Ci può dire com'era il clima in azienda quando c'era lei e c'era il dottor Mutti?

ELISA GHIANDA-ex direttore risorse umane Tecnosistemi
L'inizio di questa azienda devo dire che è stato ottimo. I primi due anni sono stati anche buoni. Il terzo anno è iniziato una serie di segnali anche molto forti molto forti , delirio di onnipotenza,l'elicottero in azienda, l'aereo in azienda, quando si vedeva benissimo che i nostri clienti erano quelli di prima. Clienti nuovi, pochi, dove stiamo andando a prendere tutti sti soldi?

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
L'elicottero e l'aereo non sono affatto un segnale di delirio di onnipotenza. Sono una tattica di marketing, finalizzata a far trasparire all'esterno prosperità agli occhi degli analisti di Borsa. Poi, se vuoi entrare in Borsa agli analisti devi dimostrare anche che l'azienda fa utili, o perlomeno che li farà perché ha una gran quantità di contratti

MARIO MUTTI- ex presidente Tecnosistemi spa
Noi avevamo una quantità importante di contratti da svolgere in corso e quindi la nostra operazione di borsa era tesa a poter avere quei capitali finanziari per finanziare questi contratti

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
L'amministratore della Tecnosistemi poteva chiedere i soldi in prestito al mercato emettendo un'obbligazione, invece li va a cercare in un'operazione di borsa atipica, perché capita rarissime volte che in Borsa ci sia una azienda ricchissima di liquidi e senza una attività, come era la Freedomland, e Mutti la vuole scalare per poi fonderla con la sua Tecnosistemi

ELISA GHIANDA- ex direttore risorse umane Tecnosistemi
C'erano grandi comunicazioni abbiamo fatto una convention costata più di 1 miliardo in momenti in cui già era importante stare attenti alla lira, di grandi proclamazioni, adesso faremo Tecnosson piuttosto che adesso acquisiamo Freedomland, perché si diceva che aveva 400 milioni cash in cassa e non sapeva dove metterli, piuttosto che entriamo in Borsa, abbiamo avuto mesi di consulenti, banche che andavano e venivano ... eravamo al crac.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Nonostante tutti gli sforzi di Mutti, lo sbarco a piazza Affari non riesce, perché i suoi soci si tirano indietro all'ultimo momento, facendo naufragare la fusione con Freedomland.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Il punto è che quest'operazione di Borsa non essendo partita ha segnato il destino della Tecnosistemi?

MARIO MUTTI- ex presidente Tecnosistemi spa
Ha segnato completamente il destino della Tecnosistemi perché noi avevamo più di 400 milioni di euro di contratti o già firmati o in via di firma e da quel momento abbiamo cominciato a soffrire.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Nel giro di sei mesi con un debito di oltre 300 milioni di euro il gruppo Tecnosistemi cola a picco. Ma c'è qualcuno che in questa storia probabilmente si è salvato e sono i piccoli risparmiatori. Infatti ci chiediamo: che cosa poteva succedere se il dottor Mutti fosse riuscito a portare in Borsa la sua Tecnosistemi? Era un'azienda sana oppure lui e i suoi soci avrebbero scaricato sul mercato finanziario le perdite di un'azienda che non funzionava?

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Voi nel 2001 eravate in attivo?

MARIO MUTTI-ex presidente Tecnosistemi spa
Eravamo in pareggio nel 2000 e nel 2001 eravamo in attivo. E nel 2002 ancora di più.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Ma i lavoratori, per lo stesso periodo, riferiscono altre cose.

PAOLO PRESTIFILIPPO-dipendente Tecnosistemi Carini
Ottobre sett. 2001 è avvenuto il passaggio in Tecnosistemi. Si dai primi giorni cambiando il cappello Italtel con il cappello Tecnosistemi, abbiamo visto che telefonando ai fornitori alla persone con cui normalmente si lavorava tutto era cambiato, ci trattavano male ai limiti della scortesia. Chiedendo a destra e sinistra ci hanno detto ma guardate che la Tecnosistemi ha dei debiti con noi.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Le stime sul patrimonio della Tecnosistemi, in inglese due diligence, non erano concordi.

ELISA GHIANDA- ex direttore risorse umane Tecnosistemi
Sistemi informativi che non funzionano, non funzionano da tre anni, controllo di gestione che non si capisce mai, sti conti che non tornavano, chissà se era incapacità o se era volontà che non ci fosse trasparenza.

STEFANIA RIMINI
Non c'era trasparenza?

ELISA GHIANDA- ex direttore risorse umane Tecnosistemi
No. No.

MARIO MUTTI- ex presidente Tecnosistemi spa
Signorina... in assoluto la contabilità di nessuna azienda è mai a postissimo, non esiste nessuna azienda la cui contabilità aggiornatissima al giorno x, no... teniamo presente questo. La contabilità ha i suoi tempi ed i suoi metodi in funzione di quello che uno fa. Se uno fa solo un prodotto è chiaro che per lui la contabilità... e lo vende in tutto il mondo diventa facile, se uno ne fa mille diventa più difficile.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Ma questi mille prodotti erano redditizi? Perché a noi il manager della filiale in Brasile ha raccontato che si accettava di prendere commesse dalla Tim Brasile anche sottocosto.

GIUSEPPE MARIA ARMENIA- ex responsabile esercizio e manutenzione Tecnosistemi Brasile
Al che io non riuscivo a capire, mi sono opposto perché non riuscivo a capire come si poteva proporre un business che fosse già in negativo.

STEFANIA RIMINI
Cioè, vi era stato richiesto di vendere i vostri servizi sottocosto.

GIUSEPPE MARIA ARMENIA- ex responsabile esercizio e manutenzione Tecnosistemi Brasile
Mi era stato richiesto di abbassare sotto il livello di margine.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Metti che io sono la Tecnosistemi Brasile e devo fare un impianto per te che sei la Tim Brasile. A me l'impianto costa 100 ma pur di vendertelo te lo vendo a 90, anche se io ci rimetto 10. Ma quale può essere il motivo per assumersi una perdita? Vediamola nella stessa ottica dell'elicottero e del jet privato: per costruire un'immagine rivolta agli analisti finanziari di Borsa

STEFANIA RIMINI
Però il signor Mutti arrivava con il jet?

GIUSEPPE MARIA ARMENIA- ex responsabile esercizio e manutenzione Tecnosistemi Brasile
Ah sì, quella era una sua prerogativa.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Se tu azienda non generi utile, io analista ti boccio, ma io analista faccio fatica a dire se tu sei un'azienda che può generare utile quando hai migliaia di commesse non ancora chiuse e le fatture arrivano un po' alla volta..

MARIO MUTTI- ex presidente Tecnosistemi spa
Se uno fa la contabilità per commesse, perché noi lavoriamo per commesse, significa progetto impianto. Noi siamo arrivati ad avere 55mila commesse in un anno, allora lei capisce benissimo che un minimo di ritardo per avere la contabilità generale sulla gestione di queste commesse, lei ne ha bisogno.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Il punto è: queste 55mila commesse erano disegnate per realizzare un utile?

GIUSEPPE MARIA ARMENIA- ex responsabile esercizio e manutenzione Tecnosistemi Brasile
Quello che mi era stato detto dai responsabili. Non l'ordine di vendere a meno di quello, mi ha detto che se non riuscivo a vendere al prezzo giusto, pur di chiudere, abbassare il prezzo.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Cioè senza realizzare un guadagno.

STEFANIA RIMINI
Ma lei ha fatto presente questa cosa al signor Mutti?

GIUSEPPE MARIA ARMENIA- ex responsabile esercizio e manutenzione Tecnosistemi Brasile
Io con lui personalmente ho fatto presente che c'erano delle incongruenze nell'andare avanti in questa maniera, ho fatto presente ai miei responsabili diretti che era assurdo andare avanti così.

STEFANIA RIMINI
E cosa le ha risposto il signor Mutti?

GIUSEPPE MARIA ARMENIA- ex responsabile esercizio e manutenzione Tecnosistemi Brasile
Mi è stato detto che dietro c'era una strategia più complessa, che non potevo guardare il singolo business.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Incrociando le testimonianze che abbiamo raccolto la strategia più complessa era Freedomland, una bolla vuota con 400 milioni di euro in cassa e quotata in Borsa, tu ci cacci dentro la tua Tecnosistemi e il titolo schizza in alto, i tuoi azionisti vendono e ci guadagnano un sacco di soldi, ma le loro azioni le rivendono a chi? Al piccolo risparmiatore che quella mattina è andato in banca e gli hanno consigliato di comprare 5000 azioni della Tecnosistemi. Se poi l'azienda non genera utili perché il business era già nato in perdita e il titolo crolla, pazienza. Intanto tu e i tuoi azionisti ci avete già guadagnato i piccoli risparmiatori sono sparsi qua e là e non vi daranno neanche fastidio. Il finale di partita è con 2000 lavoratori in cassa integrazione che non si fidano dei 3 commissari che stanno cercando qualcuno a cui rifilare per 2 euro la Tecnosistemi.

FRANCESCO LADDAGA- rsu Fiom Tecnosistemi
Le voci che giravano è che queste tre persone, uno in particolare, era legato a Mutti.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Uno dei commissari, l'avvocato Luca Ponti, assisteva l'imprenditore Carlo Fulchir del gruppo Finmek quando questi era interessato a rilevare la Tecnosistemi. Dopo l'affare non si è combinato, ma che coincidenza.

STEFANIA RIMINI
Ma perché non vi fidate di questi commissari?

FRANCESCO LADDAGA- rsu Fiom Tecnosistemi
Sicuramente per noi è stato fatto poco.

STEFANIA RIMINI
Per voi è stato fatto poco?

FRANCESCO LADDAGA- rsu Fiom Tecnosistemi
Una cosa che... per noi è stato fatto poco. Una cosa che io ho male interpretato è che tutti gli uomini di Mutti e qualche inquisito dal giudice Orsi è stato fino alla fine, fino a poco tempo fa quando altre persone...

STEFANIA RIMINI
Cioè i commissari non li hanno mandati via.

FRANCESCO LADDAGA- rsu Fiom Tecnosistemi
Non li hanno mandati via. Dicevano che non potevano mandarli via.

STEFANIA RIMINI
Il dottor Mutti non avrebbe potuto metter piede in azienda dopo l'inizio dell'amministrazione straordinaria invece voi lo avete incontrato?

CARLO TANSI- rsu Fiom Tecnosistemi
Esatto è così. Noi lo abbiamo incontrato, lo abbiamo visto che saliva nel suo ufficio e quindi ci siamo subito preoccupati, siamo andati dai commissari e abbiamo chiesto l'allontanamento.

STEFANIA RIMINI
E cosa vi hanno risposto?

CARLO TANSI- rsu Fiom Tecnosistemi
Inizialmente ci hanno risposto che lui comunque era il presidente uscente, ma poi su nostra pressione lo hanno allontanato.

FRANCESCO LADDAGA- rsu Fiom Tecnosistemi
Io penso che un commissario la prima cosa che fa piazza pulita di tutto, mette i suoi uomini e cerca di fare un lavoro al disopra delle parti per verificare direttamente. Secondo la mia opinione di popolano, se io mi faccio spiegare delle cose da una persona che è coinvolta, c'è qualcosa che non va.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Cosa replicano i commissari?

LUCA PONTI-commissario Tecnosistemi
Come commissari preferiamo che sia il ministero a decidere se e come parlare con che formula. Mi dispiace.

STEFANIA RIMINI
Ok.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Non ci sono elementi per accusare i commissari di aver deviato dai loro doveri di terzietà, ma cos'hanno combinato finora?

PAOLO PRESTIFILIPPO- dipendente Tecnosistemi Carini
Abbiamo chiesto che venga annullato l'atto di cessione a questa società, ma in realtà questa cessione non l'annulla nessuno. I commissari dicono che è competenza del Ministero, il Ministero afferma che è competenza dei commissari per cui ci troviamo in un limbo.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Insomma alla fine è sempre colpa un po' di tutti e quindi di nessuno. Oggi l'intero CDA è indagato e dentro c'è anche Barbieri, l'ex amministratore delegato dell'Italtel che aveva ceduto un ramo d'azienda a Tecnosistemi. Sempre lui cede un altro ramo dell'italtel, quello di Santa Maria Capua Vetere ad un altro imprenditore e ad un altro gruppo poi finiti male: la Finmek di Carlo Fulchir.

STEFANIA RIMINI
Ma è stato lui che ha proposto di acquistare l'Italtel o è partito da voi?

GIOVANNI BARBIERI- ex amministratore delegato Italtel
Beh adesso Lei mi fa una domanda... non lo so chi ha fatto la prima avance, diciamo che ci siamo trovati ad avere degli interessi coincidenti.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Interesse dell'Italtel è quello di alleggerirsi di un peso, mentre quello della Finmek era quello di trasformare un problema in una opportunità di guadagno, ma non è andata così come abbiamo verificato sul posto qualche mese fa.

DIPENDENTE FINMEK S. MARIA CAPUA VETERE 1
Io sono vedova con 2 ragazzi disoccupati, ci hanno mandato a casa senza darci i nostri diritti, no tfr, no liquidazione, niente, sono 600 euro al mese. Vedete una mamma che non c'ha il marito, con due ragazzi disoccupati.

STEFANIA RIMINI
Cosa facevate dentro la Finmek?

DIPENDENTE FINMEK S. MARIA CAPUA VETERE 2
Montavo i telefoni.

STEFANIA RIMINI
E un giorno cosa Le hanno detto?

DIPENDENTE FINMEK S. MARIA CAPUA VETERE 2
Cosa mi hanno detto... Ho fatto 30 anni di lavoro e un giorno mi hanno buttato fuori hanno detto che dovevo uscire

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Eppure 5 anni fa, quando la Finmek di Carlo Fulchir ha rilevato questo stabilimento, aveva ricevuto in dote commesse per tre anni dall'Italtel, così da avere il tempo di ristrutturare e dare a queste persone del nuovo lavoro. E invece, cosa succedeva?

DIPENDENTE FINMEK S. MARIA CAPUA VETERE 3
Succedeva che il lavoro andava scemando. La direzione ha fatto finta di niente

DIPENDENTE FINMEK S. MARIA CAPUA VETERE 4
Un piccolo fatto particolarmente significativo: tra le trattenute fiscali sulla busta paga questa azienda le ha fatte, arrivati all'anno successivo al momento di restituirle ai lavoratori ne ha restituito solo una parte, ma com'è possibile che si fanno di queste cose

DIPENDENTE FINMEK S. MARIA CAPUA VETERE 5
Noi non vogliamo niente dalla fabbrica, vogliamo i soldi nostri. Con i soldi dell'Inps non possiamo campare.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Come si sia finiti in questa situazione ce lo spiega il direttore attuale della Finmek che ha chiesto il commissariamento.

GIUSEPPE BIESUZ-direttore generale Finmek
Abbiamo verificato che questa società era stata venduta a un terzo, la quale società venduta a un terzo si era accollata una parte consistente ed importante dei debiti del gruppo Finmek e abbiamo però verificato che era una vendita simulata, fittizia e nulla. Lei di fatto fa scomparire una fetta dei debiti del gruppo e li pone in una società che non ha più alcun rapporto con il gruppo.

STEFANIA RIMINI
Invece dietro c'erano sempre loro?

GIUSEPPE BIESUZ-direttore generale Finmek
Dietro quell'operazione lì abbiamo verificato come le ho detto prima era un'operazione assolutamente simulata e nulla.

STEFANIA RIMINI
Era come vendere a se stessi?

GIUSEPPE BIESUZ-direttore generale Finmek
Esatto.

STEFANIA RIMINI
E questo con i poveri lavoratori di S. Maria Capua Vetere dentro?

GIUSEPPE BIESUZ-direttore generale Finmek
Certo.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Il fondatore della Finmek Carlo Fulchir ha incaricato i suoi legali di replicare, ma ci dicono che non ne sanno niente.

STEFANIA RIMINI
A lei non risulta che sia stato sollevato dal commissario e dal Direttore Generale il fatto che il bilancio era diverso da ciò che appariva? Che c'era un buco...

ANTONIO FRANCHINI-difensore Carlo Fulchir
No, negli atti in nostro possesso che sono pochissimi perché siamo in una fase di...

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Ma l'ha sentito nella precedente trasmissione quando lo diceva.

ANTONIO FRANCHINI-difensore Carlo Fulchir
No, non l'ho vista la precedente trasmissione, mi dispiace ma...

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
No no.

GIUSEPPE BIESUZ-direttore generale Finmek
L' indebitamento che avevamo verificato era superiore al miliardo di euro.

STEFANIA RIMINI
Che però non compariva dalle carte?

GIUSEPPE BIESUZ-direttore generale Finmek
No. Pare che il commissario abbia rilevato 300 400 mila operazioni straordinarie di scritture contabili all'interno del bilancio.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
E a cosa mai potevano servire 300/400 mila operazioni straordinarie all'interno del bilancio? Vediamo se almeno questo riusciamo a farcelo spiegare dai legali del signor Fulchir.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
300mila operazioni contabili a cosa possono servire?

LUCA PONTI-difensore Carlo Fulchir
Io le sto parlando di un gruppo che avevo un'ottantina di manager, aveva 25/30 stabilimenti in tutto il mondo, aveva 6000 persone, cioè aveva tutto uno staff, cioè la redazione del bilancio voglio dire che è un atto compiuto,ripeto parlo per esempio di un atto che non mi compete aveva 20/25 persone protagoniste nella stesura di questo documento che è fondamentale come documento informativo cioè Fulchir fin tanto che è restato aveva un disegno, un sogno, ma pensare che Fulchir andasse a fare le 300mila operazioni, andasse alla Di.com, facesse il bilancio, a questo punto siamo più vicini a un mago Houdini che a un imprenditore

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Senza scomodare il mago Houdini , è possibile che in un bilancio ci siano 300.000 operazioni contabili straordinarie senza che il capo Fulchir ne sappia nulla? Questo tipo di imprenditori in America li chiamano "bottom feeders" e sarebbero i pesci che mangiano i resti che arrivano sul fondo.
E' un'attività rischiosa ma redditizia se sei un manager bravo. Da noi questi tipi di pesce non ci sono, la tecnica dei grandi gruppi invece per sfilarsi da una situazione drammatica è quella di dar via l'azienda quasi gratis, insieme alla promessa di lavoro per 3 anni. Lo ha fatto la Fiat con la Magneti Marelli quando l'aveva parcheggiata alla Finmek. In questo modo Fulchir si ritrova un impero di 19 stabilimenti.
La carriera del "bottom feeder" all'italiana comincia in Friuli in un granaio.

STEFANIA RIMINI
Non ci sono i Fulchir? C'è qualcuno nella casa?

VICINO DI CASA FULCHIR
Ci sono sì, sono andati via, adesso. Anche di là è tutto serrato.

STEFANIA RIMINI
Ma Carlo, Carlo Fulchir lo vedete qui?

VICINO DI CASA FULCHIR
No, non se lo vede mai quello. Non posso dire niente.

STEFANIA RIMINI
Ma comunque loro sono una famiglia importante in paese?

VICINO DI CASA FULCHIR
Non credo

VICINO DI CASA FULCHIR
Lei se lo ricorda lei Carlo Fulchir?

ANEDI BASALDELLA- Mugnaio
Altro che, hanno cominciato da zero, sul solaio, a fare apparecchiature elettroniche. Era il boom dell'elettronica e sono partiti.

STEFANIA RIMINI
Quindi lui aveva messo insieme un gruppo di amici in un granaio?

NATALINO GIACOMINI-ex segretario Fiom Cgil Friuli Venezia Giulia
Dal granaio ad un laboratorio molto più ampio che è un laboratorio artigianale impostato sempre qui a Buja e da lì il grande passo nella realizzazione dello stabilimento qui nella zona artigianale della Elektron. Così iniziò. Mi pare di poter dire che lui denotava già rispetto ad altri l'unica caratteristica importante che era quella della lungimiranza, cioè guardare sempre un po' più in là.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Nonostante la grinta, la prima azienda di Carlo Fulchir la Elektron qui a Buja finisce in concordato fallimentare.

STEFANIA RIMINI
Ma quindi lui qui a Buja aveva fallito?

NATALINO GIACOMINI- ex segretario Fiom Cgil Friuli Venezia Giulia
Era destinato al fallimento. Il concordato recuperò lo stabilimento e lui ripartì da Padova. D. Ma con che soldi? Probabilmente con quelli che aveva recuperato da quell'esperienza di Buja.

LUCA MARCUZZO-Sindaco di Buja
Io posso dire che è un imprenditore, e nel momento in cui sceglie di fare un'attività lo fa soprattutto per la sua convenienza, quindi quando uno lavora, lavora per la sua convenienza propria però alla fine bisogna guardare quello che rimane, e io credo che quello che rimane oggi è un'attività di 260 dipendenti che comunque lavora e ha un suo spazio di mercato, che sia gestita da altre persone ovviamente questo sì.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Quello che rimane è il portafoglio vuoto per tutti gli obbligazionisti sparsi in giro per l'Italia che hanno prestato al gruppo Finmek di Carlo Fulchir 150 milioni di euro, mai restituiti. Mentre la famiglia Fulchir qualcosa da parte se l'è messo, sempre se stiamo a sentire quel che raccontano in paese.

STEFANIA RIMINI
Conosce Fulchir?

BARISTA
Sì, il padre di Carlo, di Loreto. E' anni che non lo vedo.

STEFANIA RIMINI
Ma è vero che si era fatto la Ferrari?

BARISTA
La Ferrari l'ho vista. Ho visto il padre con la Ferrari.

STEFANIA RIMINI
E' vero come dicono in paese che avevano rapporti con De Mita? De Mita è stato visto qua?

ANEDI BASALDELLA-Mugnaio
Sì, quando giravano in cattive acque,che c'è stato il boom dell'elettronica e poi ha dovuto fermarsi un po'.

STEFANIA RIMINI
Perché l'ha visto lei Andreotti che è venuto qua?

ANEDI BASALDELLA-Mugnaio
No. Non l'ho visto io.

STEFANIA RIMINI
E De Mita?

ANEDI BASALDELLA-Mugnaio
No, non l'ho visto io, però ci sono stati perché l'indomani Fulchir ha fatto così...

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Il signor Carlo Fulchir sa come curare le pubbliche relazioni: si va dal semplice restauro della chiesa qui a Buja al più impegnativo sostegno al settimanale di Marcello Dell'Utri. Per non parlare della presenza dei politici nel consiglio d'amministrazione delle sue aziende: si va dal capo della segreteria tecnica di Bersani, Umberto Minopoli, al deputato democristiano Michelangelo Agrusti. Tra i collaboratori figura Riccardo Pugnalin, già coordinatore per Forza Italia. Il compenso per lui risulta essere di 180mila euro. Ma nonostante una prima linea così ben nutrita, possiamo ben dire che il gruppo Finmek ha seminato sconquassi occupazionali, come per esempio è successo nell'azienda friulana Seima elettronica.

GIANPAOLO ROCCASALVA-segretario Fiom Cgil Alto Friuli
Per quanto riguarda Seima elettronica...

STEFANIA RIMINI
Che cosa promettevano?

GIANPAOLO ROCCASALVA-segretario Fiom Cgil Alto Friuli
Quando sono arrivati nel 2000 hanno promesso che si sarebbero impegnati in maniera completa nello sviluppo di commesse nel settore automobilistico. Io posso dire tranquillamente che il Seima elettronica non si è fatta neanche una scheda nel settore automobilistico. Sono arrivati, hanno lavorato per un anno sviluppando il lavoro che avevano gia, nel 2002 perso commessa importante quella dell'Ibm celestica e da lì sono cominciati i problemi nel senso poco lavoro, molta Cassa integrazione e alla fine il fallimento dopo un anno e mezzo.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Secondo la difesa la Finmek non manteneva le promesse solo perché gli altri non le mantenevano con lei. Cioè tutte le commesse che viaggiavano col gruppo in crisi non arrivavano mai, e restava solo la crisi. La cosa migliore da fare è quella di rifilarla a qualcun altro. E così Fulchir cede un po' di stabilimenti ad un altro "bottom feeder" all'italiana, Massimo Pugliese.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Massimo Pugliese era venuto ad aprire una segheria nella zona d'origine di Carlo Fulchir in Friuli, poi la segheria è fallita ma i due hanno continuato a fare affari l'uno con l'altro. Il gruppo Pugliese rileva dalla Finmek di Carlo Fulchir una serie di aziende, tra cui la Magneti Marelli. Sotto la voce "consulenza" incassano cifre di tutto rispetto, sia Pugliese che Fulchir. Per esempio 500mila euro alla F.Invest di Fulchir e 185mila euro alla Pufin dei Pugliese. Ma in questi passaggi ci sono anche società estere che incassano per consulenze, come la società Deltaverne, 8 milioni di euro, sede in un paradiso fiscale, o la società inglese Starvern, 660mila euro, ma chi c'è dietro?

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Chi sono questi della Starvern?

LUCA PONTI- difensore Carlo Fulchir
La Starvern io non ho conoscenze dirette ma io immagino sia una società che ha eseguito una prestazione, ma non c'è nessun collegamento diretto con il signor Fulchir.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
La Starvern la ritroveremo più avanti, ma intanto cerchiamo di capire, l'imprenditore Massimo Pugliese partner d'affari di Carlo Fulchir. Andiamo a fare un giro al suo paese Frigento nell'Irpinia.

CLIENTE BAR 1
Quello fa un po' di tutto ma io specificamente non sono mai riuscito a capire che cosa fa di specifico proprio, questa è la verità.

CLIENTE BAR 2
Ma quello è amico di tutti, comunque è un bravo ragazzo come tutta la famiglia, tutto il paese penso che lo stimi

CLIENTE BAR 3
Durante la settimana non si fa vedere, sabato e domenica è il classico paesano, gli piace la vita del paese si fa il giro del paese, la passeggiata classica, il bar, a messa".

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Marco Pugliese è nel partito di Di Pietro, mentre Massimo Pugliese è anche proprietario dell'Avellino calcio e dirige la squadra con il figlio di De Mita.

CLIENTE BAR 2
Dei politici c'è stato Di Pietro, c'è stato Mastella. De Mita anche, il figlio è Ads dell'Avellino prima che l'Avellino scendesse in serie C.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Massimo Pugliese si era candidato sindaco alle ultime elezioni ma i suoi concittadini non gli hanno concesso la fiducia.

CLIENTE BAR 4
Non è roba nostra.

CLIENTE BAR 5
Al Comune ha avuto una batosta di 700 voti in meno, già si vede quanto gli voglion bene.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
E dell'azienda di Pugliese, la Ixfin a Marcianise, provincia di Caserta, che si sa in paese?

CLIENTE BAR 6
E' fallita di recente, sì, ma il fallimento oggi non è più una piaga. E' normale, anzi è un titolo di merito!"

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
La Ixfin del gruppo Pugliese, è fallita a luglio anche se aveva appena ricevuto 15 milioni di euro di contributi pubblici.

DIPENDENTE IXFIN MARCIANISE 1
Non ci credo più perché ci hanno preso sempre in giro: ci hanno sempre detto bugie,si verificava sempre il contrario di quello che dicevano.

DIPENDENTE IXFIN MARCIANISE 2
Era crisi gia da un bel po', stiamo andando avanti così da anni.

DIPENDENTE IXFIN MARCIANISE 1
Qua si sentiva dire insomma che sto Pugliese stava investendo, invece io sento dire che deve solo ricapitalizzare l'Avellino Calcio e l'azienda che fine faceva? Siamo falliti.

DIPENDENTE IXFIN MARCIANISE 4
Ero in cassa integrazione, sono rientrato qualche volta, io mi occupavo qui in azienda di qualità e vedevo comunque uno sconforto, perché entravo e si vedeva che non c'era nessun tipo di rilancio, era tutto come un gioco.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Ma la Ixfin ha prodotto qua dentro le schede elettroniche per le lavatrici Merloni e oggi per una società che fa saldatrici, un business che non dà lavoro a migliaia di persone. Allora quale piano industriale Massimo Pugliese?

DIPENDENTE IXFIN MARCIANISE 5
C'erano comunque in cantiere, da quelle che sono state le carte che abbiamo visto dei progetti che potevano darci del lavoro tipo la vendita di Machine, queste macchine di distribuzione automatica, avevano parlato di telecamere per la videosorveglianza.

GIANCARLO ATTENA- dipendente Uni.com Ixfin Marcianise
Ma non è che era un buon prodotto, non era neppure un piano industriale, perché anche ammesso che questa telecamera, nella migliore delle ipotesi, fosse andata a buon fine era un prodotto che poteva dare lavoro ad un numero irrisorio di persone, qualche decina , qua si parla di centinaia di persone, quasi mille persone. Quindi comunque era un piano industriale che non poteva reggere come non potevano reggere nessuno dei piani industriali che ha presentato Pugliese in questi anni, a cominciare dall'auto del futuro, pure osannata dai sindacati, l'auto del futuro, non so come fanno a credere.

GIUSY ARENA
Che cos'è quest'auto?

GIANCARLO ATTENA- dipendente Uni.com Ixfin Marcianise
E non lo so non e che l'ha vista mai! Bisognerebbe chiedere a qualcuno. L'auto del futuro. È l'auto che verrà, il futuro è sempre futuro, non è mai presente! Comunque non si è più vista, non è stata nemmeno iniziata come tante altre cose, come i materiali compositi, la larga banda... ma chi li ha visti mai! Solo piani sulla carta. Era solo una scusa per mettere d'accordo l'azienda, i sindacati, il governo per cacciare i soldi in questo pozzo senza fine".

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
23 milioni di euro, più 18,4 milioni di euro, più 2,3 milioni di euro, più 15 milioni di euro: sono i contributi pubblici per questa azienda che nonostante tutto con 50 milioni di euro di debiti a luglio ha fatto fallimento.

GIANCARLO ATTENA- dipendente Uni.com Ixfin Marcianise
Secondo me il fallimento è la più grande invenzione che possa esistere, perché col fallimento non si paga più nessuno. E quindi a un certo punto il fallimento può essere un ottimo escamotage per venirne fuori, perché se uno pensa a tutti i debiti accumulati, a tutti soldi non pagati, al tfr dei nostri colleghi di Aversa, che sono stati costretti a venire qua...

ANTONELLO ACCURSO- Uilm
Oggi ci sono 900 persone in difficoltà e la politica sapeva tutto perché tutti i passaggi della Ixfin sono stati fatti davanti alla politica, il sindacato ha sempre informato le massime cariche dello stato, Ministero delle Attività Produttive e Presidenza del Consiglio. Qui si sono succeduti un sacco di politici: è venuto Cosentino, Marzano, Di Pietro, Mastella.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Mastella è venuto qua? Sarà una coincidenza, perché quando a luglio chiediamo di intervistare Pugliese, il suo ufficio stampa ci fa sapere che Massimo non ha tempo perché fra l'altro deve sposarsi con una nipote del ministro Mastella .

DIPENDENTE IXFIN MARCIANISE 6
"Mi sento adesso una persona inutile, purtroppo perché sono stato fatto fuori in un momento che alla mia età nessuno mi prende "

DIPENDENTE IXFIN MARCIANISE
E' un tunnel senza uscita, il tunnel ce l'ha l'uscita? Noi no. Tante stronzate, scusate la parola!

DIPENDENTE IXFIN MARCIANISE 7
Ho 25 anni e abbiamo un futuro incerto. Questo è quanto. Purtroppo qua nessuno più è imprenditore, sono tutti finanziatori, nessuno più ha interesse a fare un prodotto finito, a mandare avanti un'azienda, vogliono tutti fare un'azienda appoggiata sulle spalle del governo, questo, perciò siamo troppo rovinati.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Una parte di quelli che stanno qui in mezzo all'autostrada sono già stati ceduti 6 o 7 volte, rimbalzando da Fulchir a Pugliese a Luppi e ancora a Pugliese. All'inizio della catena di passaggi di proprietà c'è un ex manager della Texas Instruments, e del gruppo Finmek. Sergio Vicari, oggi in società con la Finmek, è l' amministratore delegato di un'azienda che gode di contributi comunitari, che è più facile ottenere se la sede è ad Alghero. La società si chiama Di.Com

STEFANIA RIMINI
La Di.com che cosa sta producendo?

EUGENIO DE MARTINO- Consulente marketing Di.com
Sta producendo in questo momento due prodotti, un proiettore senza fili e un ricevitore chiamato V Box.

STEFANIA RIMINI
E a cosa serve?

EUGENIO DE MARTINO- Consulente marketing Di.com
Questo ricevitore è in grado di recepire tutti i contenuti multimediali del pc senza fili.

STEFANIA RIMINI
Cioè cosa succede?

EUGENIO DE MARTINO- Consulente marketing Di.com
Il vantaggio di questa tecnologia è che consente questa unica possibilità al mondo, nel senso che non ci sono altri prodotti nel mondo in grado di trasferire soprattutto un filmato video.

STEFANIA RIMINI
Senza fili.

EUGENIO DE MARTINO- Consulente marketing Di.com
Senza fili

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Per l'innovazione il Ministero della ricerca ha approvato un contributo di 3,5 milioni di euro mentre il Ministero dello Sviluppo economico ha approvato un contributo di 10 milioni di euro perché questi videoproiettori dovevano dare lavoro a una trentina di persone in Sardegna.

STEFANIA RIMINI
Adesso ultimamente quanti dipendenti aveva in sede la Di.com?

SERGIO VICARI- amministratore delegato Di.com
Ultimamente la Di.com aveva circa 7 dipendenti.

STEFANIA RIMINI
In sede?

SERGIO VICARI- amministratore delegato Di.com
Sì.

STEFANIA RIMINI
Quando siete andati alla Di.Com, che cosa avete trovato?

ALESSANDRO TROISI- comandante nucleo polizia tributaria provinciale Sassari
Un dipendente contabile e 1 computer in uso in quel momento. La Di.com esisteva in un appartamento, in un attico ad Alghero di 180 metri quadri

STEFANIA RIMINI
nella sede, ci dovevano essere le linee di produzione per produrre questi video proiettori?

ALESSANDRO TROISI- comandante nucleo polizia tributaria provinciale Sassari
Per produrre le schede elettroniche per i videoproiettori, sì.

STEFANIA RIMINI
Voi comunque state producendo questi proiettori? Sì o no?

SERGIO VICARI- amministratore delegato Di.com
Siamo al livello dell'industrializzazione, siamo nella fase preliminare di produzione, d'accordo?

STEFANIA RIMINI
Cioè questo che abbiamo visto dove lo avete prodotto?

SERGIO VICARI- amministratore delegato Di.com
Questo l'abbiamo prodotto In Cina.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Il contributo pubblico però l'hanno preso per produrre in Sardegna e dar lavoro ai Sardi. Per il momento invece dei 30 sardi a cui dovevano dare lavoro, con il nostro contributo a quanto pare lavorano i cinesi, mentre alla Di com il Ministero ha già erogato 3 milioni e mezzo di euro

ALESSANDRO TROISI- comandante nucleo polizia tributaria provinciale Sassari
Abbiamo trovato una serie di fatture che facevano fronte a questo importo di 3 milioni e mezzo di euro che è stato erogato.

STEFANIA RIMINI
Cioè chi è che aveva emesso queste fatture?

ALESSANDRO TROISI- comandante nucleo polizia tributaria provinciale Sassari
Due società estere, una con sede in Gran Bretagna e una con sede a Madeira.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Sede a Madeira in Portogallo vuol dire che la società ha meno obblighi dal punto di vista contabile. La Guardia di finanza a volte scopre gente che va là e per 2 o 300 euro si compra una fattura bella e pronta.

ALESSANDRO TROISI, comandante nucleo polizia tributaria provinciale Sassari
La società con sede a Madeira avrebbe dovuto consegnare il software e quella in Gran Bretagna avrebbe dovuto consegnare i macchinari, beni di produzione.

STEFANIA RIMINI
E invece cosa è successo?

ALESSANDRO TROISI, comandante nucleo polizia tributaria provinciale Sassari
E invece abbiamo trovato solo la carta, e cioè le fatture.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
L'amministratore delegato della Di.com è pronto a spiegare tutto sull'acquisto del software.

SERGIO VICARI- amministratore delegato Di.com
La parte che abbiamo acquistato all'estero è una licenza multipla, ok, l'abbiamo acquistata a circa 4 milioni di euro.

STEFANIA RIMINI
Cara?

SERGIO VICARI- amministratore delegato Di.com
Non è cara. E' il prezzo del mercato.

STEFANIA RIMINI
Questa società estera come si chiama?

SERGIO VICARI- amministratore delegato Di.com
Si chiama Nobletech.

STEFANIA RIMINI
Con chi ha trattato la vendita alla Nobletech ?

SERGIO VICARI- amministratore delegato Di.com
Bah ! Sono dettagli che risalgono a 5 o 6 anni fa.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Allora, ve lo diciamo noi, l'amministratore della società Nobletech è un certo Heliodoro Garcia Rodriguez.

ALESSANDRO TROIS- comandante nucleo polizia tributaria provinciale Sassari
Rodriguez dalle carte che abbiamo acquisito dovrebbe essere l'amministratore della Nobletech, la società con sede in Madeira.

STEFANIA RIMINI
Ma voi l'avete sentito, sete riusciti a parlarci?

ALESSANDRO TROIS- comandante nucleo polizia tributaria provinciale Sassari
No, non siamo riusciti a identificarlo, nè a sentirlo evidentemente .

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Dopo aver pagato 4 milioni di euro a uno che non ha mai visto in faccia, il signor Vicari non si ricorda se l'ha conosciuto.

STEFANIA RIMINI
Questo Heliodoro Garcia Rodriguez... Non l'ha conosciuto?

SERGIO VICARI- amministratore delegato Di.com
Guardi... (ride). Io guardo la sostanza, guardo il prodotto che ho, ok...

STEFANIA RIMINI
Cioè non lo ha conosciuto?

SERGIO VICARI- amministratore delegato Di.com
Non ricordo ma non è necessario neanche conoscerlo.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Poi c'erano i macchinari, che per giustificare i contributi della legge 488 dovevano essere comprati nuovi. I macchinari vengono ordinati a una società inglese, la Starvern.

ALESSANDRO TROISI- comandante nucleo polizia tributaria provinciale Sassari
Secondo noi i macchinari indicati in fattura non esistono

SERGIO VICARI- amministratore delegato Di.com
I macchinari con il contributo della Finmek avremmo dovuto comprare i macchinari,abbiamo comprato i macchinari. L'ha seguita completamente la Finmek questa storia e i macchinari sono stati spediti alla Finmek per essere testati.

STEFANIA RIMINI
Spediti?

SERGIO VICARI- amministratore delegato Di.com
Sono stati spediti dal fornitore presso gli stabilimenti...

STEFANIA RIMINI
Chi era?

SERGIO VICARI- amministratore delegato Di.com
Da una società inglese di cui non ricordo il nome, in ogni caso tutta questa parte qui l'ha seguita la Finmek. Quindi io ho praticamente...

STEFANIA RIMINI
La Starvern?

SERGIO VICARI- amministratore delegato Di.com
La Starvern esatto.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
La Starvern è sempre la stessa società che aveva incassato 660 mila euro a titolo di consulenza quando il gruppo Finmek aveva ceduto la Magneti Marelli al gruppo Pugliese. Il signor Vicari ordina i macchinari proprio alla Starvern, che in precedenza, non si sa perché, li aveva comprati dalla Finmek di Ronchi dei Legionari e poi, ancora non si sa perché, non li aveva ritirati, li aveva lasciati là.

CHIARA LUCCHETTO- rsu Fiom Finmek Ronchi dei Legionari
Esemplificativo proprio delle speculazioni che sono state fatte sono le inchieste portate avanti dal Commissario straordinario che hanno dimostrato ad esempio che i macchinari dentro lo stabilimento sono stati venduti ben 18 volte senza mai spostarsi da dove erano.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Ma a cosa servirebbe in questo caso far finta di aver venduto e poi comprato dei macchinari che non si sono mai mossi? Servirebbe ad ottenere il contributo pubblico senza investire un quattrino di soldi propri.

STEFANIA RIMINI
Cioè la legge 488 cosa richiede?

ALESSANDRO TROISI - comandante nucleo polizia tributaria provinciale Sassari
Obbliga un rapporto soci all'ingresso della...

STEFANIA RIMINI
Che vuol dire cosa?

ALESSANDRO TROISI - comandante nucleo polizia tributaria provinciale Sassari
Che vuol dire portare dei soldi per poter far fronte al finanziamento.

STEFANIA RIMINI
Cioè lo stato dice: "Io i soldi te li do... ."

ALESSANDRO TROISI - comandante nucleo polizia tributaria provinciale Sassari
"... Però tu fai un apporto soci cioè tu comunque metti dei soldi."

STEFANIA RIMINI
La Finmek ce li ha messi?

ALESSANDRO TROISI - comandante nucleo polizia tributaria provinciale Sassari
E la Finmek non mette i soldi ma mette un credito, cioè mette un credito creato fittiziamente.

STEFANIA RIMINI
In che modo?

ALESSANDRO TROISI - comandante nucleo polizia tributaria provinciale Sassari
Emettendo una fattura nei confronti della Starvern società inglese, che a sua volta emette fatture nei confronti della Di. com. A questo punto il credito vantato dalla Finmek viene ceduto alla DI.Com come se fosse un apporto soci e nella realtà non abbiamo un passaggio di denaro ma solamente una cessione di un credito.

STEFANIA RIMINI
E i macchinari arrivano?

ALESSANDRO TROISI - comandante nucleo polizia tributaria provinciale Sassari
E i macchinari non arrivano e sinceramente dopo un'attività di perquisizione che abbiamo fatto anche in altre sedi non abbiamo rinvenuto questi elementi di produzione.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
L'amministratore della Di.com addossa la responsabilità al socio, la Finmek di Carlo Fulchir.

SERGIO VICARI- amministratore delegato Di.com
Deve considerare una cosa importante ok , io da due anni, ok mi trovo con un socio ok che è bloccato, dove questo socio ha il 50% e lei sa benissimo che le decisioni hanno bisogno del consenso, mi trovo davanti un commissario che ha bisogno dell'approvazione del Ministero quindi deve capire che negli ultimi due anni le cose si sono rallentate in una maniera micidiale, ok?

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Il socio Fulchir però manda a dire attraverso i suoi legali che lui con la Di.com di Alghero non c'entra niente.

ANTONIO FRANCHINI- difensore Carlo Fulchir
Non c'entra proprio nulla nel senso che era un azionista di minoranza, aveva una rete formale e non ha mai messo piede ad Alghero e nel, mi pare marzo 2003, mi potrei sbagliare di un mese aveva cessato anche questa partecipazione.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Ma la Guardia di Finanza per una volta la pensa come il signor Vicari: secondo loro il signor Fulchir in questa storia c'entra.

ALESSANDRO TROISI- comandante nucleo polizia tributaria provinciale Sassari
Quindi Fulchir e gli altri amministratori che sono stati sottoposti ad indagine ricoprivano nel periodo che abbiamo verificato il ruolo di amministratore all'interno della Di.Com

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Intanto alla fabbrica Finmek di Ronchi dei Legionari, provincia di Gorizia, dove si dovrebbero trovare i famosi macchinari, in che situazione si trovano i lavoratori?

DIPENDENTE 1 FINMEK RONCHI DEI LEGIONARI
Siamo in cassa ormai quasi da un annetto.

STEFANIA RIMINI
Che prospettive ha adesso lei?

DIPENDENTE 2 FINMEK RONCHI DEI LEGIONARI
Nessuna ho 44 anni, cosa vuole...

DIPENDENTE 1 FINMEK RONCHI DEI LEGIONARI
Ma lei vorrebbe tornare a lavorare? Be sì.

CHIARA LUCCHETTO- rsu Fiom Finmek Ronchi dei Legionari
Questo stabilimento alla fine del 2001 impiegava quasi 600 lavoratrici e lavoratori , ha avuto un ingrandimento nel corso del tempo un accrescimento nel corso del tempo grazie anche ai fondi pubblici il problema è che ci sono state delle speculazioni finanziarie sulla pelle dei lavoratori e lavoratrici che sono gli unici alla fine che rischiano di pagare tutte queste speculazioni perdendo il loro posto di lavoro.

ALESSANDRO TROISI- comandante nucleo polizia tributaria provinciale Sassari
Noi abbiamo proceduto a segnalare il fatto alla procura della Repubblica, il Ministero delle attività produttive è stato informato delle indagini in corso. In questo momento le banche concessionarie hanno fermato le erogazioni in attesa di sviluppi ulteriori. Nel frattempo abbiamo proceduto ad effettuare un sequestro preventivo nei confronti di un immobile di Alghero e di un'autovettura, una Ferrari che deteneva il Vicari.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Il signor Vicari può consolarsi con la Onda Communications, società che va bene e che importa dalla Cina telefonini che poi vende alla Telecom. E dentro c'è pure il nipote di Marco Tronchetti Provera.

SERGIO VICARI- amministratore delegato Di.com
No, la società Onda non sono soci di Tronchetti Provera.

STEFANIA RIMINI
Ma c'è il figlio di Roberto Tronchetti Provera che...

SERGIO VICARI- amministratore delegato Di.com
Fa parte del Cda, ma non è socio della società.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Del resto il socio di Vicari, Carlo Fulchir, aveva come presidente nel gruppo Finmek Roberto Tronchetti Provera, il fratello di Marco, che quindi risulta indagato pure lui per bancarotta per distrazione. Intanto il suo nome è servito a far prendere una bella fregatura a un bel po' di gente che ha comprato a suo tempo le obbligazioni della Finmek.

RITA CORBETTA- pensionata
Sì, abbiamo acquistato queste obbligazioni della Finmek su consiglio del nostro promotore finanziario sia perché avevano ottimo tasso d'interesse, sia perché pur non essendo quotate erano garantite da nomi di prestigio dei manager tipo il fratello di Tronchetti Provera. Poi nel 2004 c'è stata questa dichiarazione di insolvenza e non abbiamo più visti né capitale né interesse...

STEFANIA RIMINI
E ora vorreste saper qualcosa?

RITA CORBETTA
E come? E come vorremmo sapere qualcosa, a che punto siamo!

STEFANIA RIMINI
Gli obbligazionisti recuperano quello che hanno investito?

GIUSEPPE BIESUZ- direttore generale Finmek
Credo che sia difficile ottenerlo.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
I piccoli risparmiatori vengono per ultimi e quindi hanno poche speranze di recuperare i loro soldi. Questa è la lista, perfino una "provincia italiana delle suore di Santa Croce di Sondrio" ha finanziato la Finmek per 200mila euro. Mentre i dirigenti della Finmek indagati per il crac sono stati ammessi al passivo e potranno riavere i soldi prima dei risparmiatori, sempre se si riesce a vendere le aziende del gruppo.
Adesso infatti il rischio è che i compratori siano più interessati a rivendersi l'immobile che a risanare le società. E' quello che temono i lavoratori della Cpg di Caluso, dato che se li voleva comprare la ditta di infissi che sta dall'altra parte della strada

ANDREA GARRAMONE- progettista Cpg
Perché mettere insieme un'azienda che esporta in tutto il mondo e una che fa lavoro conto terzi e fa infissi, quali sono i vantaggi, noi non conosciamo quali sono i vantaggi. Da quello che sappiamo, dai giornali locali, l'azienda Komarek ha perso qualcosa come 1 milione euro all'anno negli anni scorsi.

STEFANIA RIMINI
Quindi voi non è che avete voglia di fare la stessa fine insomma?

ANDREA GARRAMONE- progettista Cpg
Noi non vorremmo far la stessa fine.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Non ci mancano le idee nuove, ma il contesto in cui si realizzano è quello del contributo pubblico a pioggia, erogato a fronte di carte che girano e non di ispezioni sul posto. Pertanto il rischio di truffe è altissimo, e i posti di lavoro promessi rimangono pezzi di carta, intanto la cassa integrazione la paghiamo noi.

Stavamo parlando della Finmek, il più grande gruppo italiano di elettronica che si è preso per 2 lire tante aziende in crisi, le doveva risanare e invece sono andate a picco. Comunque si profila una soluzione per 600 lavoratori negli stabilimenti di Caluso, Genova, Ariccia, Ronchi dei Legionari e S.Marco Evangelista. Ma altri mille restano a spasso.

GIUSEPPE BIESUZ-direttore generale Finmek
Il problema più grosso resta il grande perimetro del gruppo Finmek, gli stabilimenti di L'Aquila, S. maria Capua Vetere e Pagani, dove c'è il grosso dell'occupazione , trattativa non si è chiusa.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Da questo disastro si chiama fuori almeno in parte il fondatore del gruppo, Carlo Fulchir

ANTONIO FRANCHINI- difensore Carlo Fulchir
Il signor Fulchir nell'autunno 2002 dismette tutte le cariche gestionali e operative all'interno del gruppo.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Ma se lui non c'entra più niente dall'autunno 2002, a che titolo controfirma un documento del governo del 10 marzo 2003?

STEFANIA RIMINI
Questa qui è la firma del signor Fulchir? Questa qua in fondo, una curiosità giusto così perché questo è l'accordo per lo stabilimento dell'Aquila, per la Finmek l'ultima in fondo?

ANTONIO FRANCHINI- difensore Carlo Fulchir
Guardi io conosco pochissimo... non so... forse l'avvocato Ponti...

STEFANIA RIMINI
E' la sua firma ?

LUCA PONTI-difensore carlo fulchir
Sì.

STEFANIA RIMINI
Ma non avevate detto che lui non ci entrava più niente?

LUCA PONTI-difensore carlo fulchir
Lui ha cessato da tutti i suoi ruoli gestori in un certo momento storico, questo non significa che non ha cercato, che ha continuato attivamente perché il gruppo era sempre riconducibile a lui così come accade abitualmente sui giornali, ogni volta si dice fondato, fondato, fondato, è un gruppo che affettivamente era chiaramente nel cuore di Fulchir, Fulchir ha continuato a lavorare perché il gruppo potesse continuare a crescere

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Con questa logica affettivamente io e voi andiamo a firmare la pace in Medio Oriente, visto che è una cosa che sta a cuore a tutti. E pensare che lo stabilimento Finmek dell'Aquila l'hanno chiamato Finmek Solutions. Solutions di che?

DIPENDENTE 1 FINMEK L'AQUILA
La Finmek qui a L'Aquila non ha avuto successo. Si sono ripetute le varie vicende come in tutti gli stabilimenti nel resto d'Italia.

DIPENDENTE 4 FINMEK L'AQUILA
Non è antidemocratico, è uno schifo, il problema qua è stato quello che nel momento in cui noi 300 non eravamo tesserati, allineati, coperti con il sindacato e l'azienda ci siamo trovati in mezzo a una strada.

OPERAIO 1 FINMEK L'AQUILA
Lo Stato ci mette 30 milioni di euro in questa società per riprender l'attività qua a L'Aquila e dopo pochi mesi c'è il fallimento totale, cioè si dichiara lo stato d'insolvenza.

STEFANIA RIMINI (fuori campo)
Se sono trenta o se sono due milioni e mezzo, di questi soldi nessuno dice niente, ormai sono andati. Ma perché il Ministero dà soldi ad un soggetto che da due anni non presenta bilanci?

STEFANIA RIMINI
I lavoratori vorrebbero sapere perché...

GIANFRANCO BORGHINI- Consulenze vertenze ministero sviluppo economico
No no dica lei perché i lavoratori sono un termine molto generico. Lei vuole sapere perché si è fatta una società con Finmek.

STEFANIA RIMINI
Si certo. Cosa aveva cercato di dimostrato di saper fare Carlo Fulchir fino a quel momento.

GIANFRANCO BORGHINI- Consulenze vertenze ministero sviluppo economico
Le spiego. Siccome non c'è nulla di personale ovviamente, quindi la cosa è molto oggettiva, allora l'amministrazione contattò tutti i produttori sia internazionali che italiani del settore per individuare qualcuno che fosse disposto a fare quell'operazione. L'unico gruppo che accettò di considerare quell'ipotesi dello stabilimento dell'Aquila fu la Finmek.

DIPENDENTE 1 FINMEK L'AQUILA
Quando si presentò questa possibilità noi cominciammo a ricevere fax da altre società della Finmek che stavano a S .Maria Capua Vetere che stavano non so dove che ci avvertivano "Attenzione non firmate nessun accordo perché qui già va male, non possono comprare anche voi, cioè non avrebbe senso questa cosa, non avete le commesse ed è una società che non ha soldi, che sta cadendo a pezzi"

STEFANIA RIMINI
Però lo sapevate ad esempio che i lavoratori lì ricevevano i fax dagli altri stabilimenti della Finmek in giro per l'Italia che dicevano " State attenti che qui non ci pagano gli stipendi, non pagano i fornitori... "
GIANFRANCO BORGHINI- Consulenze vertenze ministero sviluppo economico
No questo no, questo di non pagare gli stipendi e i fornitori no.

STEFANIA RIMINI
Non vi risultava... ?

GIANFRANCO BORGHINI- Consulenze vertenze ministero sviluppo economico
Non risultava.

STEFANIA RIMINI
Altrimenti non li avreste... coinvolti.

GIANFRANCO BORGHINI- Consulenze vertenze ministero sviluppo economico
No tenga conto che... no. L'alternativa per i lavoratoti dell'Aquila e della Frecstronics che era la chiusura e la cessazione dell'attività.

DIPENDENTE 2 FINMEK L'AQUILA
Noi siamo stati cacciati fuori dalla Frecstronics, che era una multinazionale che già c'era, assunti dalla Finmek e messi in cassa integrazione lo stesso giorno.

STEFANIA RIMINI
Però a voi non risultava che avesse dei problemi?

GIANFRANCO BORGHINI- Consulenze vertenze ministero sviluppo economico
Il gruppo Finmek... .

STEFANIA RIMINI
... a voi?

GIANFRANCO BORGHINI- Consulenze vertenze ministero sviluppo economico
A me personalmente no e neanche all' amministrazione. Fu immediatamente sottoposta alla verifica di Sviluppo Italia. L'analisi fu fatta da Sviluppo Italia perché noi non abbiamo le competenze per valutare la struttura finanziaria di un gruppo come Finmek, sono le società specializzate che fanno questo tipo di valutazione.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
A dare una mano alle aziende in crisi una volta c'era un ente pubblico, la Gepi, morto 10 anni fa, ma siccome il problema è rimasto, la soluzione è stata Fulchir e la sua Finmek. Tirano un sospiro di sollievo i politici, le istituzioni, i sindacati. Poi l'azienda comincia ad andar male, ma fanno tutti finta di niente. Noi non sappiamo come risolvere il problema dell'occupazione e non siamo degli analisti, quello che sappiamo è che ad un certo punto la Finmek smette di pagare gli stipendi. Non paga più i fornitori e magari ha anche i bilanci truccati. Ma il Ministero delle Attività Produttive che adesso si chiama dello Sviluppo Economico non lo sa. Chi dovrebbe saperlo è Sviluppo Italia che è un' agenzia governativa specializzata in questo tipo di valutazioni, ma non se ne accorge. Chi sono i manager di Sviluppo Italia, che cifre manovrano e cosa sviluppano nel nostro Paese, lo vedremo in una delle prossime puntate.

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