Rai 3
Televideo

Puntata del 22/05/2005

SAN GIULIANO: NON ABBIAMO SAPUTO DIFENDERLI

in onda il 22.05.05

di - Società

SAN GIULIANO: NON ABBIAMO SAPUTO DIFENDERLI

Autori: Bernardo Iovene
Argomenti: Società
Stagioni: 2005

PADRE DI UNA PICCOLA VITTIMA
Questa è la nuova struttura scolastica.

AUTORE
Questa è la nuova scuola?

PADRE DI UNA PICCOLA VITTIMA
Sì, dopo il crollo della Iovine hanno realizzato questa tensostruttura dove vanno i nostri figli, quelli che sono rimasti vivi.

AUTORE
Questo è il paese?

PADRE DI UNA PICCOLA VITTIMA
Questo è il paese.

AUTORE
Ma queste case distrutte sono lesioni del terremoto?

PADRE DI UNA PICCOLA VITTIMA
No, queste sono state abbattute dagli escavatori dei vigili del fuoco.

AUTORE
Sì? E perché?

PADRE DI UNA PICCOLA VITTIMA
E perché si doveva in un certo qual modo testimoniare che c’è stato un forte terremoto a San Giuliano, cosa che non è vera: c’è stata una piccola scossa e nient’altro. Tant’è vero che queste case, questa è una palestra, che sono a venti metri dalla scuola vivono ancora qui. La scuola era qui, andiamo di là, la scuola era qui. Molto spesso l’altra bambina chiede della sorella e a volte non so nemmeno cosa rispondere.

AUTORE
Quanti anni ha l’altra?

PADRE DI UNA PICCOLA VITTIMA
L’altra sei anni, frequenta la prima elementare.

AUTORE
Quanti anni aveva all’epoca?

PADRE DI UNA PICCOLA VITTIMA
Quattro anni aveva, e anche lei per parecchi mesi, subito dopo il terremoto non è stato facile gestirla perché ha avuto anche lei un trauma psicologico. E nonostante tutto con la nostra forza, con la nostra volontà, siamo andati avanti, non abbiamo avuto l’aiuto psicologico da nessuno, c’è stata solo la nostra forza di volontà, la forza ci è venuta perché dobbiamo giungere alla fine di questa storia così come ho promesso a mia figlia. E il finale di questa storia vogliamo capire perché i nostri bambini non ci abbracciano più, non corrono più, non giocano più insieme a noi. Qualcuno dirà:“ma sono passati tre anni ormai, è finito, ormai è dimenticata”. Per qualcuno, ma per noi no.

Repertorio

PIER FERDINANDO CASINI – Presidente della Camera
L’impegno che assume la Camera dei Deputati è quello di non dimenticare questi italiani così duramente colpiti nei loro più intimi affetti. Non dimenticare e operare perché tragedie analoghe non si ripetano mai più.

Giornalista
Poi dal Ministro dell’Interno una doppia conferma: la ricostruzione entro due anni dei comuni terremotati via subito ad una commissione d’inchiesta.

Dal Tg del 4 novembre 2002

GIUSEPPE PISANU – Ministro degli Interni
Per verificare la correttezza delle procedure amministrative e per accertare le cause tecniche del collasso. Di sicuro onorevoli colleghi non dimenticheremo.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
“Non dimenticare e operare” dicevano le alte cariche dello Stato nei giorni della tragedia. Per accertare le cause del collasso la procura di Larino aprì un’inchiesta che riguardava la sopraelevazione della scuola, un edificio nuovo e l’unico a crollare. I genitori dei 27 bambini, uniche vittime di quelle scosse, insieme alla maestra, ci hanno chiesto di tornare là , dove non c’è più cronaca da narrare, e come spesso accade le promesse si dimenticano. Il racconto è del nostro Bernardo Iovene

repertorio del 31/10/2002

DONNA
(Urlando) Ci sono i nostri figli la sotto, che cosa fate!

FEDERICA SCIARELLI – Giornalista
I nostri bambini li sotto lo sentite, è il grido di una delle mamme. La disperazione perché è crollata la scuola, una grande scuola dove tutti i bambini e i ragazzi di San Giuliano di Puglia, in provincia di Campobasso, andavano a fare lezione. Crollano i solai, poi alcune pareti come un castello di carta. Iniziano i soccorsi, si scava, si scava con le mani, le macchine sono troppo pericolose. E si contano i morti: i dati ufficiali parlano di quattro bambini ma il numero sarebbe salito, salito fino a nove. L’accusa di aver sottovalutato l’avvertimento di una prima scossa che c’era stata nella notte.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Il bilancio dei morti fu di 27 bambini più la maestra, e 38 feriti, alcuni con lesioni permanenti. Subito si parlò di una sopraelevazione fatta poco prima del terremoto, costruita in cemento su un edificio che invece era di pietra, la procura di Larino aprì un inchiesta.

PADRE DI UNA PICCOLA VITTIMA
Tanto, tanto clamore, tante promesse, tanti personaggi più o meno famosi sono passati per San Giuliano e ognuno ha fatto le sue promesse.

PADRE DI UN’ALTRA PICCOLA VITTIMA
Sia per quanto riguarda la ricostruzione che per quanto riguarda la giustizia. Tutti all’inizio: “Si sarà fatta chiarezza. Questa volta sarà sicuramente una giustizia veloce e democratica”. Sono passati 28-29 mesi e purtroppo questa è la realtà di San Giuliano. E la nostra soprattutto.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
La commissione d’inchiesta fu affidata a tecnici del Ministero delle infrastrutture che lavorarono per giorni su mappe di un’altra scuola, per poi accorgersi che non era quella crollata.

repertorio del 3/11/2002

CARLO AZEGLIO CIAMPI – Presidente della Repubblica
Non siamo stati in capaci di proteggere i nostri bambini.

Giornalista
La voce di Ciampi fa eco a quella della mamma che dal pulpito ha chiesto a tutte le autorità dello Stato schierate in prima fila scuole più sicure.
“Ha ragione” le ha risposto Ciampi. Quando una mamma dice “mio figlio è a scuola” deve pensare che sia nel posto più sicuro che esista.

PADRE DI UNA PICCOLA VITTIMA
Caro presidente Ciampi dove sono i suoi figli adesso? E cosa avete fatto per i vostri figli. Quelli erano nostri figli.
Il progettista non si è mai fatto trovare, non hanno potuto interrogare questo signore: una volta era in malattia, una volta era fuori, una volta…


MADRE DI UNA PICCOLA VITTIMA
Poi si vede in America anche un cantante famoso di presentarsi, presentarsi entro un ora. Qui non si presenta mai nessuno quando andiamo in Pretura, nessuno…

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Nessuno si rassegna perché, è vero il terremoto lesionò molte case, e un solaio provocò la morte di una signora di 50 anni, ma l’unico edificio a crollare in tutta la zona colpita dal terremoto fu la scuola.

ABITANTE DI SAN GIULIANO 1
Si può vedere da questa immagine dall’elicottero, l’unica struttura che si è sbriciolata è stata la scuola. Tutt’intorno le case sono rimaste in piede, hanno dato modo per persone che c’erano dentro, di uscire fuori

Padre Di Una Piccola Vittima
Crollo che poi prende solo la scuola lascia a desiderare la cosa, questa è tutta la storia insomma… di tutto quello che abbiamo visto.

AUTORE
Lei è il papà di?

PADRE DI UNA PICCOLA VITTIMA
Domenico, unico figlio.

ABITANTE DI SAN GIULIANO 1
C’è l’edificio gemello di quello, che è ancora in piedi…

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
La scuola materna adiacente, infatti, è rimasta in piedi.

GUIDO BERTOLASO - Protezione Civile
È ovvio l’ho sempre detto e non ho difficoltà a ripeterlo che è abbastanza strano che l’unico edificio che è completamente crollato in quel paese sia uno degli edifici più moderni.
È anche vero come ho detto che lì è stato riscontrato un “effetto sito” che ha amplificato quella che è stata la violenza del terremoto. Non sono però in grado di dire se questo giustifica quel crollo. A mio giudizio la magistratura sta facendo un lavoro molto buono, molto attento, molto scrupoloso.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Ma allora, se a crollare è stata solo la scuola, perchè si decise di evacuare il paese?

AUTORE
L’evacuazione del paese era necessaria?

GUIDO BERTOLASO - Protezione Civile
Mah direi che era assolutamente fondamentale perché dobbiamo ricordare che dopo la prima scossa di terremoto che accadde il trenta di ottobre, il giorno dopo praticamente alla stessa ora subimmo le conseguenze di una replica che diede il colpo di grazia a quelle che erano le fondamenta di parecchie palazzine di quel paese. Sebbene non fossero completamente crollate erano talmente lesionate da comportare l’inevitabile evacuazione della popolazione.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Le case, alcune molto vecchie, furono solo lesionate dalla seconda scossa, la scuola invece, che era stata appena ristrutturata, crollò. Perché?

NICOLA MAGRONE – Magistrato
Tutta la sopraelevazione poggiava su una struttura che a stento si reggeva da sé. I periti del Gip dicono che quella scuola, indipendentemente dal terremoto, era lì per lì per collassare.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
I periti del Gip affermano che prima dell’evento i coefficienti di sicurezza erano largamente inferiori alla norma, e che i valori di sicurezza della sopraelevazione avrebbero dovuto essere 5, invece erano la metà 2,5.

PADRE DI UNA PICCOLA VITTIMA
Un padre e una mamma si possono rassegnare di fronte a una malattia, a un incidente, ma di fronte a queste cose a queste negligenze…chi ha la responsabilità deve venire fuori, deve venire fuori e si deve mostrare in faccia, perché chi ha le responsabilità c’ha perso pure i figli sotto quella scuola ed è grave questo in Italia.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Per i genitori dei bambini i responsabili sono gli amministratori, in primo luogo il sindaco e l’assessore ai lavori pubblici, che sotto quelle macerie persero le loro figlie. E oggi sono accusati di omicidio colposo.

AUTORE
Senta lei ha sentito anche l’ex sindaco?

NICOLA MAGRONE – Magistrato
Io non l’ho sentito. Ho letto delle dichiarazioni. Io ho molto rispetto perché questa persona ha subito la morte di una bambina, e questo colloca obiettivamente questa figura in una dimensione tragica, e si merita il rispetto, l’attenzione e la moderazione anche nel trinciare, dire, esprimere giudizi. E tuttavia, con tutto il rispetto possibile per il sacrificio di questa bambina insieme ad altri ventisette, beh questo sindaco ha detto che non ha controllato nulla, i verbali sono quelli, gli è stato chiesto “ma lei sa se c’era in quello, sa se c’era questo, no non lo so”: cioè le classiche figure di sindaci che sgomitano per farlo e poi si rendono conto che sarebbe stato meglio non farlo il sindaco.

ANTONIO BORRELLI - ex sindaco di San Giuliano
Questa è la parte precedente, com’era prima la scuola, e questa è la parte che noi abbiamo sopraelevato. La parte che invece è crollata parte da questo punto e gira tutto l’angolo.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Il fatto ruota intorno alla sopraelevazione e ad un collaudo che non c’è mai stato.

ANTONIO BORRELLI - ex sindaco di San Giuliano
Alla fine del lavoro mi è stato rilasciato un certificato di agibilità e di abitabilità di questo edificio e quindi in seguito a questo si è permesso l’apertura della scuola.

NICOLA MAGRONE – Magistrato
Ha rilasciato un attestato, una specie di attestato, così…informale, che quasi dice “regge, tutto a posto”.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Questo è il certificato dove sta scritto: i locali sono idonei alla specifica destinazione d’uso. La data è del 11 settembre 2002. Dopo un mese e mezzo la scuola crollava. A firmarlo è il progettista, ingegner La Serra.

AUTORE
Senta questo è il certificato che lei ha rilasciato al sindaco di agibilità?

GIUSEPPE LA SERRA - Progettista e direttore dei lavori della scuola di San Giuliano
Sì, sì è il certificato che ho redatto in seguito ai lavori di adeguamento funzionale.

AUTORE
Cioè in questo certificato lei dice che la scuola era idonea per accogliere i bambini?

GIUSEPPE LA SERRA - Progettista e direttore dei lavori della scuola di San Giuliano
Io, sì ho certificato l’agibilità, esattamente.

AUTORE
E quindi i bambini potevano entrare nella scuola il giorno dopo aver rilasciato il certificato?

GIUSEPPE LA SERRA - Progettista e direttore dei lavori della scuola di San Giuliano
Certamente. Per me la struttura era idonea così come lo era, lo è stata negli anni precedente all’intervento da me effettuato.

NICOLA MAGRONE – Magistrato
La legge dice che per dare un certificato di agibilità, se lei si costruisce una casetta ha bisogno di un certificato di agibilità che non è dato così, è dato solo a condizione che sia preceduto, questo certificato, dal collaudo statico.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
La legge risale al 1987 e prevede l’obbligo del collaudo statico a chi intenda sopraelevare o ampliare un edificio.

AUTORE
Senta ma lei lo sa che c’è una legge dell’87 che dice che per rilasciare un certificato di idoneità c’è bisogno di un collaudo statico? Come mai qua non c’era?

GIUSEPPE LA SERRA - Progettista e direttore dei lavori della scuola di San Giuliano
Allora il collaudo statico non c’è perché il committente ha ritenuto di non doverlo fare, cioè non spettava a me fare il collaudo statico, nel modo più assoluto.

AUTORE
Ma lei non gliel’ha detto al sindaco che doveva fare questo collaudo?

GIUSEPPE LA SERRA - Progettista e direttore dei lavori della scuola di San Giuliano
Io al sindaco non ho detto che era necessario fare il collaudo perché non sono stato interpellato in tal senso.

AUTORE
Ma è obbligatorio però fare un collaudo statico, quando si sopraeleva un edificio.

GIUSEPPE LA SERRA - Progettista e direttore dei lavori della scuola di San Giuliano
Secondo la 87 sì.

AUTORE
La legge del 1987 sì, per cui…

GIUSEPPE LA SERRA - Progettista e direttore dei lavori della scuola di San Giuliano
Ma il collaudo statico, in ogni caso, secondo la legge dell’87, è riferito ai lavori effettuati, quindi i lavori effettuati sono stati eseguiti regolarmente e in ogni caso la legge lo prevede.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Con il collaudo statico sarebbero emerse le reali condizioni dell’edificio.

NICOLA AUGENTI - Docente di costruzioni in muratura consulente del pubblico ministero
Si è persa l’occasione di verificare le cattive condizioni di alcune zone delle strutture. Si sarebbero potute verificare queste situazioni, si sarebbe dovuto consolidare l’edificio e poi nulla impediva che si sopraelevasse.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Abbiamo raggiunto al telefono il tecnico del comune che doveva far collaudare l’edificio.

Tecnico del comune
(Al telefono) Mi dispiace non ho rilasciato mai interviste, tutto quello che esce sui giornali sono tutte chiacchiere campate in aria.

AUTORE
Appunto sarebbe un’occasione per ristabilire la sua verità.

Tecnico del comune
Ma io non verità né da ascoltare né da mettere in pubblico, non mi interessa la ringrazio tanto.

NICOLA MAGRONE – Magistrato
Ho sostenuto ripetutamente e sostengo che quella era una costruzione abusiva, letteralmente abusiva. Non c’era uno straccio di documentazione, ma a cominciare dal progetto a finire al collaudo, a finire alla verifica dei materiali usati, nulla: una scuola pubblica costruita di fatto.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Ma l’ingegnere mi mostra i lucidi e la documentazione vecchia e nuova relativa alla scuola.

GIUSEPPE LA SERRA - Progettista e direttore dei lavori della scuola di San Giuliano
Io non possiedo più gli originali in quanto è stato tutto sequestrato dalla magistratura.

AUTORE
Ci sono le copie.

GIUSEPPE LA SERRA - Progettista e direttore dei lavori della scuola di San Giuliano
Io attualmente ho solo queste due copie qua che riguardano i disegni qua…

AUTORE
(Indicando un disegno) È crollata tutta questa zona qua.

GIUSEPPE LA SERRA - Progettista e direttore dei lavori della scuola di San Giuliano
È crollata fino qua.

AUTORE
Tutta questa zona.

GIUSEPPE LA SERRA - Progettista e direttore dei lavori della scuola di San Giuliano
Sì esatto tutta questa zona.

AUTORE
E questa qua è la sopraelevazione.

NICOLA MAGRONE – Magistrato
In questo caso ci troviamo in una situazione nella quale nemmeno le norme prebelliche sono state rispettate, cioè nessuna. Qui non si tratta di accusare qualcuno, non hai rispettato, non ti sei accorto che la zona era stata dichiarata…questo è un di più. Quello che si contesta è: non hai rispettato nessuna delle norme, né quella sul cemento armato, né quella sull’acciaio, né quella sul collaudo statico, sul progetto, sui calcoli. Non c’è lo straccio di un calcolo.

GIUSEPPE LA SERRA - Progettista e direttore dei lavori della scuola di San Giuliano
Io i calcoli li ho fatti.

AUTORE
Ma ce li ha?

GIUSEPPE LA SERRA - Progettista e direttore dei lavori della scuola di San Giuliano
Per una strana situazione che si è venuta a creare purtroppo non li ho perché l’hard disk si è bruciato e quindi ho dovuto sostituire l’hard disk e prendere tutto…

AUTORE
Ce li aveva sul computer, e sono spariti?

GIUSEPPE LA SERRA - Progettista e direttore dei lavori della scuola di San Giuliano
Sì, esattamente, così come è sparito tantissimo altro materiale, altro lavoro.

AUTORE
Detto questo lei si è convinto che quella scuola è crollata per il terremoto.

ANTONIO BORRELLI - Ex sindaco di San Giuliano
Io credo fondamentalmente di sì. La scuola molto probabilmente era fatta con determinati criteri che erano quelli utilizzati cinquant’anni fa. Però che quella scuola, molto probabilmente se non ci fosse stato il terremoto sarebbe stata in piedi altri cento anni di questo ne sono sicuro.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Ma il terremoto che ruolo ha avuto nel crollo, la zona era sismica o no?

NICOLA MAGRONE – Magistrato
In ogni caso, la zona di San Giuliano era stata dichiarata ad alto rischio sismico prima del terremoto.

GIUSEPPE LA SERRA - Progettista e direttore dei lavori della scuola di San Giuliano
Sì se avessi saputo che San Giuliano era a rischio sismico come poi è stato detto, insomma sicuramente avrei messo in allarme l’amministrazione comunale, d’altra parte anche loro non ne sapevano nulla.

AUTORE
Quindi lei dice che non sapevano che questo era un territorio sismico…

ANTONIO BORRELLI - Ex sindaco di San Giuliano
No io nella maniera più assoluta non sapevo che era un territorio sismico, fino ad adesso si era costruito, fino al 2002 si era costruito così come si era costruito in passato.

AUTORE
Senta insomma lei non si sente responsabile?

GIUSEPPE LA SERRA - Progettista e direttore dei lavori della scuola di San Giuliano
No, io responsabile del crollo della scuola non mi sento affatto responsabile, nel modo più assoluto. Quindi io ho pianto per quei bambini che sono rimasti sepolti sotto quelle macerie. E capisco perfettamente il dolore dei genitori in qualunque modo esso si sia manifestato in questi anni. Però non mi sento responsabile. No.

Repertorio

Tg del 1 novembre 2002
Da poco più di ventiquattrore non esiste più un’intera classe. Sono morti tutti i bambini della prima elementare della scuola di san Giuliano di Puglia che ieri mattina dopo la scossa si è accartocciata su se stessa. Erano 9, erano i più piccoli, i più indifesi. Si trovavano nella parte della scuola più colpita dal sisma. Sono stati schiacciati dal cemento armato. Gli anno trovati con le mani sul viso, le braccia alzate come se volessero proteggersi dal peso dei solai e di una sciagura che il destino ha voluto far capitare in questa zona del centro Italia.
La loro classe era l’ultima, quella in fondo all’edificio, nella classe c’era anche la figlia più grande del sindaco di questo piccolo centro in provincia di Campo Basso, un uomo che ora non può dare nemmeno sfogo alla propria disperazione, visto che deve coordinare il lavoro di molte persone.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Il sindaco è stato rinviato a giudizio qualche settimana fa insieme agli assessori che hanno approvato la delibera dove si diceva che era tutto a posto, poi il costruttore, il direttore dei lavori, il tecnico comunale, coloro che secondo la procura di Larino hanno fatto in modo che quella scuola ci fosse e che quella scuola crollasse. Ricordiamo infatti che tutte le altre case, più vecchie, sono rimaste in piedi. La popolazione però fu immediatamente evacuata e la morte di quei bambini ha scosso il paese e innescato una straordinaria gara di solidarietà.


GUIDO BERTOLASO - Protezione Civile
La risposta degli italiani fu impressionante perché furono raccolti circa 14 miliardi e quindi questo ci ha permesso di costruire le prime 150 casette che poi sono state completate con l’aiuto dello Stato.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
In poco tempo, grazie alla raccolta del Corriere della sera e del tg 5 fu costruito il villaggio temporaneo per gli sfollati. La solidarietà arrivò anche agli altri paesi del cratere. A Bonefro il villaggio è una donazione della Regione toscana, gli arredi, dei tassisti di Firenze, le scuole e la mensa della Stampa di Torino, dell’università cattolica di Milano e di Lottomatica. A Colletorto le casette sono state donate dalla Regione Valle d’Aosta, dalle Marche e tanti altri ….una solidarietà finalizzata e tempestiva.
Al comune di San Giuliano è poi arrivata anche la maggior parte dei soldi non legati a progetti.

LUIGI BARBIERI - Sindaco di San Giuliano
Noi abbiamo i dati aggiornati a fine 2004. Le donazione pervenute al comune di San Giuliano di Puglia si aggirano attorno a 4 milioni e 900 mila euro

AUTORE
Milioni di euro sono anche finiti nelle tasche di farabutti che si sono inventati conti correnti falsi.

NICOLA MAGRONE – Magistrato
Hanno aperto conti presso le banche per miliardi, per miliardi. E i soldi venivano da ovunque: dall’Africa, dall’Asia, dall’America e i soldi sono spariti, sono tutti spariti.E noi li abbiamo scoperti. E molti li abbiamo scoperti.

AUTORE
Per esempio dove?

NICOLA MAGRONE – Magistrato
Mah, in tutta Italia

AUTORE
In tutta Italia?

NICOLA MAGRONE – Magistrato
In tutta Italia! No, non era un fenomeno di qua.

AUTORE
Erano conti correnti lanciati dove?

NICOLA MAGRONE – Magistrato
Su internet! Uno andava alla banca e dice “apri un conto corrente” dice, faccio dico… conto corrente “solidarietà per i bambini, solidarietà per il Molise, solidarietà per…”

AUTORE
Quanti soldi avete calcolato?

NICOLA MAGRONE – Magistrato
Molto. Questione di miliardi, questione di miliardi… No, non è un euro. Questione di miliardi!

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Arrivò anche il cordoglio dello stato, sentito e commosso, insieme alle promesse e tanti buoni propositi.

repertorio del3/11/2002

SILVIO BERLUSCONI – Presidente del Consiglio
Mi sono intrattenuto con amici architetti per mettere a punto un’ipotesi di progetto per una nuova San Giuliano, realizzando un quartiere pieno di verde con la separazione completa delle automobili dai percorsi per i pedoni e le biciclette. Potrebbe portare in 24 mesi a consegnare agli abitanti di San Giuliano dei nuovi appartamenti funzionali innovativi, costruiti secondo le nuove tecniche della domotica in un ambiente verde.

BEPPE PISANU – Ministro degli Interni
Il Presidente del Consiglio dei ministri ha assicurato che entro 24 mesi il comune di San Giuliano e gli altri colpiti dalla calamità saranno riconsegnati alla completa e normale fruibilità dei residenti.

Giornalista
Verrà costruito anche, ha aggiunto Berlusconi, sulle macerie della scuola un monumento per ricordare il sacrificio dei bambini e della loro maestra. Quel che conta, ha concluso, è stare vicino alle popolazioni e che tutto si svolga con tempestività e senza nessun ritardo burocratico.

SILVIO BERLUSCONI – Presidente del Consiglio
Vorrei in quest’occasione, dare davvero delle risposte con dei tempi assolutamente contenuti e soprattutto certi.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
A due anni e mezzo San Giuliano è ancora un paese fantasma. Solo 80 famiglie sono potute tornare nella propria casa, e l’unica cosa certa, dopo 30 mesi è che, sulle macerie della scuola ci sono ancora le macerie, l’area è sotto sequestro giudiziario e subisce i tempi della giustizia e l’unico monumento è la croce che i vigili del fuoco lasciarono in quei giorni. La ricostruzione di San Giuliano non è mai iniziata.

UOMO
Pazienza, stiamo aspettando. La ricostruzione? Avverrà. Quando avverrà non lo so, comunque avverrà.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Il ritardo sembra essere stato causato dalle lotte intestine fra la vecchia e la nuova amministrazione, negli errori di procedura e nei ritardi nell’approvazione del piano di ricostruzione.

LUIGI BARBIERI – sindaco di San Giuliano
Il 30 luglio del 2004, a un mese dal nostro insediamento, abbiamo avuto finalmente il piano approvato, secondo la legge 286 del 2002.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
A 30 mesi dal terremoto, della nuova San Giuliano, per il momento, abbiamo solo il plastico. Ma i tempi, a sentire il nuovo sindaco e il delegato della Presidenza del consiglio, sarebbero imminenti..

CLAUDIO RINALDI – provveditore alle opere pubbliche
Noi prevediamo veramente di cominciare nei prossimi giorni…

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Speriamo! Per ora la maggior parte dei cittadini vive ancora nelle casette prefabbricate.
Nel vecchio paese è stata demolita tutta la zona che va dalla scuola al corso principale.

AUTORE
Era necessario demolire tutto?

LUIGI BARBIERI – sindaco di San Giuliano
Beh forse molti fabbricati non avevano danni serissimi da consigliarne la demolizione. Qui c’era ad esempio un bar, c’è ancora l’insegna.

AUTORE
Questi bar sono stati trasferiti nell’insediamento nuovo?

LUIGI BARBIERI – sindaco di San Giuliano
Sì, hanno ricevuto un modulo commerciale nell’insediamento, nei centri commerciali realizzati; quindi comunque gli è stata data la possibilità di riprendere l’attività dopo qualche mese, naturalmente, però tutti hanno riaperto l’attività. L’insediamento ha ricreato una sorta di paese; quindi c’è un parco giochi per bambini, la piazza, i locali commerciali che erano presenti prima del terremoto a San Giuliano, quindi comunque è un posto accogliente ma che non ci appartiene, sicuramente.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Tutta la comunità è stata trasferita qui , ma la vita di paese non c’è più.

UOMO 1
Qua arrivati alle cinque vedi qualcuno, poi è un deserto. Vedi quelle cinque o sei persone, queste siamo. Vedi se è vita..

UOMO 2
Con la speranza che si riprenda il più presto possibile, uno non è che può essere ottimista o pessimista, interessante è che noi ci danno al più presto possibile la possibilità di ritornare alle nostre case. Con la speranza, ci hanno promesso tante cose, si dovrebbe quagliare e non si quaglia.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
E tutto è provvisorio, in attesa…di tornare di là, dove vivevano prima.

Repertorio
Ai sindaci dei centri più colpiti, Ciampi ha detto che gli aiuti arriveranno e saranno tali da non spingere nessuno a lasciare la propria terra.
Poi una visita ai bambini ancora ricoverati negli ospedali di Larino e Termoli.

DONNA
Mio marito fa l’idraulico

AUTORE
Fa l’idraulico… lo fa qui?

DONNA
Si prima del terremoto lavorava a Imola, dopo il terremoto non è voluto tornare su visto che ci stava lavoro qua, all’inizio, ha lavorato qua per il tempo della ricostruzione del villaggio.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Dopo il terremoto tanti emigrati, per lo più piccoli artigiani e imprenditori che lavoravano in Emilia Romagna, sono tornati a San Giuliano. Si sono costituiti in consorzio con gli imprenditori del posto e hanno ottenuto i lavori per la costruzione del villaggio. A villaggio finito ritorna la disoccupazione.

AUTORE
Lei quanti anni ha?

UOMO
54 quasi!

AUTORE
Adesso cosa farà?

UOMO
Ah non lo so, aspetto ancora un po’, se no devo andare via. Andrò da qualche parte dove si lavora.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Non solo, ma le imprese del consorzio dicono di non aver ricevuto il saldo.

ENZO FRANCARIO - imprenditore
Si deve procedere al saldo dei lavori effettuati, questo è un po’ il senso delle cose. Tutto ciò a distanza di oltre due anni non avviene. Noi non vogliamo puntare il dito contro nessuno, però come terremotati facciamo questa forma di denuncia.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Nella sede del consorzio ci mostrano tutti i lavori svolti di giorno di notte e con la neve.

AUTORE
Avete una cifra di quanto avanzate dal soggetto attuatore?

ROMUALDO DI STEFANO – vice presidente consorzio Sisma 31/10/2002
Certamente, l’abbiamo quantificata intorno ai due milioni di euro.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Il referente diretto per il consorzio è il provveditore alle opere pubbliche del Lazio che è stato incaricato dalla Presidenza del consiglio come soggetto attuatore.

AUTORE
Non sono due milioni di euro?

CLAUDIO RINALDI – provveditore alle opere pubbliche
Non sono assolutamente due milioni di euro, sono la certificazione di quelli che sono gli atti contabili…

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Le cifre non si trovano, la paura è che tanti lavori svolti d’urgenza non vengano riconosciuti un esempio è il campo sportivo.

ENZO FRANCARIO - imprenditore
Noi ci siamo purtroppo ritrovati nell’aver operato, però senza capire il motivo non siamo stati pagati. Cioè la storia non si è chiusa, cioè..

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
La certificazione finale spetta alla protezione civile.

GUIDO BERTOLASO – protezione civile
Quando c’è una situazione di emergenza, prima si costruisce e poi si parla, quindi ci sono dei problemi, ma sono convinto che con un po’ di buon senso, con un po’ di equilibrio alla fine si risolverà tutto. Ma quello che non è stato pagato è assolutamente marginale rispetto all’importo complessivo.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
In questione pare che ci siano dei lavori urgenti eseguiti per l’arrivo di Berlusconi a San Giuliano. Abbiamo rubato questa confidenza dal direttore della banca locale, ci perdonerà.

ANTONIO LIBERATORE – direttore Banca di credito cooperativo Colletorto
Quando doveva arrivare Berlusconi, è chiaro che si muoveva in questo senso qua.

AUTORE
Per cui venivano fatti dei lavori..

ANTONIO LIBERATORE – direttore Banca di credito cooperativo Colletorto
Da quello che mi dice il presidente del consorzio di questo poi si è trattato.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Alla fine queste aziende, nonostante gli auspici del Presidente della repubblica, stanno nuovamente emigrando verso il Nord, invece chi ha intenzione di rimanere ha fatto degli investimenti, invogliato da un decreto del commissario straordinario che dava contributi per affitti e investimenti.

ANGELO MICHELE IORIO – presidente regione Molise
Io ho preso una decisione per favorire la ripresa dell’attività produttiva, cioè per favorire quegli artigiani, quei commercianti che, per effetto del terremoto non avevano più dove commerciare o fare la propria attività, mi sembra un’operazione valida.

ROMUALDO DI STEFANO – vice presidente consorzio Sisma 31/10/2002
Io ho comprato delle attrezzature con difficoltà, le sto pagando ed oggi mi hanno detto che i soldi non ci spettano. Non vedo come può rinascere San Giuliano di Puglia. Cioè questa è una tragedia nella tragedia.

ANGELO MICHELE IORIO – presidente regione Molise
A me risulta però un’altra cosa: che si sia non realizzata per effetto di chi non aveva titolo di richiedere questo contributo, perché lì valeva per quelli che hanno avuto il danno diretto dalle proprie strutture. È questa la disfunzione che c’è.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Il decreto prevede che sia il sindaco a controllare che i richiedenti abbiano i requisiti previsti, e tutti avevano i requisiti richiesti, ma tutte le domande provenienti da San Giuliano sono state respinte, eppure il presidente della Regione dice di mantenere gli impegni.

ANGELO MICHELE IORIO – presidente regione Molise
Non credo che abbia mai tradito un impegno che ho preso. Io sto cercando di essere attento a prendere degli impegni, ma quando li prendo li mantengo.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Un’altra promessa messa nero su bianco è il prezzo del terreno che è stato espropriato a una ventina di proprietari per costruire la nuova mega scuola di San Giuliano.

AUTORE
Ascolti, ma voi avete fatto un contratto? Lei ha dato la sua terra a quanto al metro quadrato?

Donna che ha subito l’esproprio
Di 16 euro. Di comune accordo.

AUTORE
Avete qua un contratto, lo può far vedere?

Donna che ha subito l’esproprio
Sì. ( Mostrando il contratto). Questo è il prezzo al metro quadro. 16 euro.

AUTORE
È un contratto firmato? Da chi?

Donna che ha subito l’esproprio
Tutto firmato.

AUTORE
Dal soggetto, attuatore Rinaldi?

Donna che ha subito l’esproprio
Sì, Rinaldi. Quindi dopo l’epifania, loro mi hanno detto: “Non è possibile più mandarvi questi soldi, perché c’è stato un errore”. Dico: “cosa un errore?” “Perché è stato sopravalutato, e quindi ci vorrà del tempo, dobbiamo rimischiare tutte le carte”.

AUTORE
Quindi quel contratto che avete firmato non vale più?

Donna che ha subito l’esproprio
Non vale più.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Da 16 euro gliene vogliono dare 8 e se non accettano alla fine ne prenderanno 4, e questo nonostante un contratto firmato dal delegato della Presidenza del consiglio.

AUTORE
Questa è la sua firma?

CLAUDIO RINALDI – provveditore alle opere pubbliche
Questa sì è la mia firma.

AUTORE
Sull’esproprio che dava 16 euro?

CLAUDIO RINALDI – provveditore alle opere pubbliche
Esattamente.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Non è stato facile, ma alla fine abbiamo capito che se un terreno viene valutato 16 euro, secondo un ex articolo del dpr se ne prendono 8.

CLAUDIO RINALDI – provveditore alle opere pubbliche
È un articolo della norma stessa prevede che il valore delle 16 euro, più il reddito dominicale diviso due porta sostanzialmente agli 8 euro al metro quadrato.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Ma agli acquirenti di questo dimezzamento del prezzo nessuno aveva parlato.

CLAUDIO RINALDI – provveditore alle opere pubbliche
Probabilmente nessuno gliela detto, per carità. Certo, certo.

AUTORE
L’errore sta là probabilmente?

CLAUDIO RINALDI – provveditore alle opere pubbliche
Certo, certo, può essere che l’errore sta là.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Non è che sia un errore da poco. Comunque dopo 2 anni e mezzo a San Giuliano non è stato ricostruito nulla, nonostante sia stata seguita una via accelerata per l’analisi geologica, del territorio e della ricostruzione. E i tanti soldi arrivati. Non c’è nulla di torbido, probabilmente tanta incompetenza ed errori di procedura nell’applicare la legge. Ma la cosa curiosa è quel che è successo a un paese non molto lontano, che di danni ne aveva avuti si e no.
A San Giuliano abbiamo visto, non è stato ricostruito nulla, ma la zona colpita dalle scosse riguarda anche altri 14 paesi, che fortunatamente non hanno avuto morti e non sono stati evacuati, ma molte case sono state dichiarate inagibili. E quindi bisogna metterle a posto. L’enormità della tragedia di San Giuliano ha aperto i cordoni di molte borse, e piano piano i paesi colpiti da 14 sono diventati 90.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
I comuni dei paesi immediatamente vicini invece non hanno avuto morti e non sono stati evacuati, però molte case sono state dichiarate inagibili.

AUTORE
Allora lei dice se non è pronto San Giuliano allora voi avete perso le speranze?

DONNA
Là ci sono stati i morti e non ancora incominciano, e qua noi stiamo perdendo quasi la speranza perché sono già due anni ancora cominciano a far niente.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
I finanziamenti per questi paesi sono limitati e avranno un iter più lento rispetto a San Giuliano.

UOMO
Fino ad adesso non è stato fatto niente, praticamente forse stanno finendo a due anni e mezzo ancora le perizie di stima, e non si sa quando comincerà, quando verrà in qualche modo riorganizzata la situazione, perché noi andiamo avanti ad ordinanze, non abbiamo una legge quadro, come è successo per l’Umbria.

UOMO
A tutt’oggi la ricostruzione pesante privata è ferma.

AUTORE
I soldi ci sono?

ANGELO MICHELE IORIO – presidente regione Molise
Non c’è tutta la disponibilità per tutta la ricostruzione del Molise quindi per tutti i terremoti. Noi abbiamo stabilito un ordine di priorità e un ordine di comportamento.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
A parte San Giuliano, la priorità fino ad oggi è stata data a chi ha subito danni entro i 20 mila euro. Secondo la protezione civile i comuni coinvolti nel terremoto erano 14.

GUIDO BERTOLASO – protezione civile
Successivamente, quando poi la gestione del post terremoto è stata affidata come d’abitudine alla Regione Molise, questa mappa si è allargata, come sempre accade.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Come sempre accade , quando si è trattato di stabilire dove e a chi destinare i benefici della legge, i comuni da 14 sono diventati 90.

AUTORE
Senta ma perché ha allargato l’area del terremoto da 14 comuni a 89, a quanto? A 90 comuni?

ANGELO MICHELE IORIO – presidente regione Molise
Io l’ho estesa a tutti i comuni che hanno segnalato danni per effetto dell’onda sismica che c’è stata in Molise. Le verifiche sono state serie e puntuali, lo saranno sempre di più e credo che non valga la logica, o almeno non ho condiviso la logica che il terremoto si valuta per il grado di sismicità che si è realizzato nella scossa, a mio giudizio vale anche la logica del danno che si è realizzato per effetto di quella scossa.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
E così capita che mentre nelle zone più colpite tutto è fermo, c’è chi non ha perso tempo, e leggi alla mano ha rifatto da cima a fondo tutto il paese che era fuori dal cratere del terremoto. È successo a Guardalfiera.

AUTORE
Ha fatto domanda per i 20 mila euro?

UOMO 1
Sì.

AUTORE
Sta già facendo i lavori?

UOMO 2
Sì, è questa qua, stanno lavorando.

AUTORE
Ha fatto domanda per i 20 mila euro?

UOMO 3
Sì.

AUTORE
Ha fatto domanda per avere i 20 mila euro?

UOMO 4
Sì, esatto.

AUTORE
Ha fatto domanda per i 20 mila euro?

UOMO 5
Sì, ma già li hanno fatti i lavori.

AUTORE
Ha fatto domanda per i 20 mila euro?

UOMO 6
Sì.

AUTORE
Ma l’hanno fatta tutti qua la domanda? Tutto il paese più o meno?

UOMO 3
Sì, l’hanno fatta tutti, sì.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Il sindaco si è dato da fare, ha riunito tutta la popolazione in assemblea e li ha convinti a fare la domanda. In questo modo ha rimesso a nuovo il paese e tutti gli sono riconoscenti.

AUTORE
Sta ristrutturando?

UOMO 4
Sì, grazie al sindaco di Guardialfiera, abbiamo ottenuto tutti i nostri desideri.

UOMO 5
Grazie al sindaco che ci ha premuto di…

AUTORE
Ha fatto pressione per fare la domanda?

UOMO 3
Soprattutto al sindaco di Guardialfiera che si è impegnato, perché sennò altri comuni nessuno si è impegnato, altri comuni non hanno avuto queste cose.

AUTORE
Ci fa vedere i suoi danni?

UOMO 7
Ma stanno su al tetto, come fa a vedere.

AUTORE
Non si vedono?

UOMO 7
Al tetto.

AUTORE
Adesso ci piove dentro?

UOMO 7
Sì, ci piove.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Ci piove.. Ma non tanto da non abitarci con tutta la famiglia. Ma a parte il danno ai tetti, tutti quelli che hanno una crepa come questa hanno ricevuto, per metterla a posto, 20 mila euro, e così si sono rifatti anche la facciata.

AUTORE
Voi come impresa, non avete fatto interventi inferiori ai 20 mila euro? Cioè comunque il prezzo veniva 20 mila euro?

IMPRENDITORE GUARDIALFIERA
Il prezzo sempre 20 mila euro, cioè 20 mila euro che poi praticamente sono 16 mila di lavoro il resto è iva e spese tecniche eccetera eccetera. Anche perché non è che fanno distinzione prima, la casa ha avuta la lesione, praticamente non è che vanno a vedere mo’ per questa lesione ci vorrebbero 3 mila euro, 10 mila euro, hanno fatto tutto 20 mila euro, praticamente.

AUTORE
Qua c’è stato un problema?

DONNA
Sempre per il terremoto, che corrisponde da quella alla parte esterna della casa.

AUTORE
Anche qua avete fatto domanda?

DONNA
Sì, pure qui, sì.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Del resto per ottenere il finanziamento bastava la perizia di un tecnico privato.

AUTORE
Quante perizie ha fatto in questo paese?

GEOMETRA GUARDIALFIERA
Mah, penso una settantina più, non le ho contate.

AUTORE
Solo lei, quanti geometri siete?

GEOMETRA GUARDIALFIERA
Siamo parecchi ci sono anche altri colleghi di fuori.

AUTORE
Li ha fatti tutti di 20 mila euro?

GEOMETRA GUARDIALFIERA
Sì, sì.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Le ditte che eseguono i lavori arrivano anche da altre regioni.

OPERAIO EDILE
Si lavora. Stiamo rimettendo a posto il paese.

AUTORE
State lavorando parecchio qua?

OPERAIO EDILE 1
Mah ci stanno molti forestieri che lavorano e ci stanno pure delle imprese guardiesi che lavorano per il paese ristrutturando queste case che sono state danneggiate dal terremoto.

AUTORE
Sono tutti per i 20 mila euro i lavori che fate?

OPERAIO EDILE 2
Sì, adesso per il momento sì.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
E tutte le imprese ringraziano il sindaco.

AUTORE
Siete contenti del lavoro?

OPERAIO EDILE 3
Sì, grazie al sindaco, comunque.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Ed ecco il sindaco, orgoglioso ci mostra le ristrutturazioni.

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Qua tutti quanti anche questo palazzo, quello di fronte, quella gialla. Come potete vedere Guardialfiera…

AUTORE
Si sta rimettendo a nuovo?

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Ci sta qualche sindaco che si lamenta perché non ha i finanziamenti. Però i finanziamenti arrivano dietro a un lavoro, a delle progettazioni. Il comune di Guardialfiera l’ha fatto e quindi noi ci siamo attivati e stiamo realizzando tutto.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Insomma qui il sindaco sa come muoversi, invece in uno dei paesi più colpiti, a Colletorto, c’è chi si è dovuto rifare il tetto a proprie spese, perché nessuno lo ha informato.

DONNA
Abbiamo dovuto fare tutto quanto il tetto, tutto l’abbiamo dovuto rifare.

AUTORE
E non ha fatto in tempo a fare la domanda dei 20 mila euro?

DONNA
Non ho fatto in tempo, oppure non lo sapevo. Io sono una persona anziana sto qua, nessuno mi dice niente.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Torniamo a Guardialfiera, la scuola, come tutte le scuole del Molise è stata chiusa, il sindaco sa che se hai il progetto i finanziamenti arrivano prima, allora si è fatto, “donare” il progetto e ha subito ottenuto il finanziamento per ristrutturarla.

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Abbiamo avuto un decreto di circa 2 milioni e 800 mila euro.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
I lavori di adeguamento sono già iniziati.

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Pure il comune eh, il comune ha avuto un decreto di quanto? 120 mila euro e l’ho ristrutturato. Ora vi ci porto al comune. Ma non solo, abbiamo avuto pure il decreto della chiesa. Ora abbiamo appaltato i lavori, il finanziamento è di 387 mila euro, quindi mi auguro che a Natale, siccome qui si è fatto per 19 anni il presepe vivente… Questa è la casa comunale, l’abbiamo ristrutturata da poco, era tutta intonacata, l’abbiamo fatta in pietra…

AUTORE
Sempre dopo il terremoto, sempre con i fondi per il terremoto?

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Sì. Le faccio vedere come potete immaginare il lavoro è stato fatto perché tutte le case sono tappezzate e colorate, quindi questi colori indicano le schede che hanno fatto all’epoca quando è successo il sisma. Questa è un’occasione da sfruttare tutti, tutti.

AUTORE
Cioè lei parla del terremoto?

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Sì, del terremoto.

AUTORE
Come occasione?

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Sì, come occasione, ma è logico, perché questi comuni non hanno mai avuto.. la Regione Molise è stata abbandonata sempre, quindi era un’occasione giusta per fare in modo, che come hanno fatto l’articolo 15 per dare la ripresa produttiva, per ridare al patrimonio edilizio di queste piccole realtà.. sennò qua non ci viene più nessuno. Io, guarda quello me l’hanno regalato.. io ho fatto venire Veltroni qui. Questo è l’unico comune.. io ho avuto, vi dico ancora di più, io con delle lettere di aiuto, io ho fatto una lettera a tutte le città d’Italia, io ho avuto come finanziamenti di donazione, 200 mila euro. Mi dovevano dare una macchina, guarda…

AUTORE
Alla Ford l’ha chiesta?

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
È con commozione e speranza che vengo a importunarvi.. Sono il sindaco di Guardialfiera, un paese terremotato di 1200 abitanti situato a ridosso dell’omonimo lago sulla sponda nord del Biferno. Siamo sbigottiti ed annientati: senza chiesa, senza ambulatorio, senza farmacia, senza asilo, senza scuole, senza più il bel luogo di incontro e di formazione per soggetti disabili. Questo è il centro di ippoterapia. Anche il cimitero è dichiarato inagibile, adesso vi ci porto. Un paese transennato e puntellato con il campanile che è diventato l’emblema del paese: piegato ma non caduto. Abbiamo bisogno di aiuto: abbiamo disperato bisogno di un trattore con vomere per riaprire le nostre strade ora intasate da detriti…

AUTORE
Ve l’hanno mandato?

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
No, vabbé. Me l’hanno donato il comune di Potenza. Una spazzatrice per il paese me l’ha donato il comune di Moncalieri.

AUTORE
Ha mandato una lettera dappertutto?

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Cioè una lettera.

AUTORE
Quando scriveva però le lettere la faceva un po’ più tragica?

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
E certo però quando scrivevo che quello era inagibile, però era vero, però..

AUTORE
La metteva un po’ tragica?

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Per avere un aiuto …

AUTORE
Per chiedere aiuto bisogna fare una tragedia?

REMO GRANDE – sindaco di Guardalfiera
No, una tragedia no, perché poi io sono andato pure agli altri comuni. Quando sentivo gli altri comuni alla televisione dicevo: Oh, Madonna quelli stanno peggio di me. All’inizio io stavo pure un po’ zitto, andavo in giro negli altri comuni e dicevo: ma questo è come Guardialfiera. Eppoi io..

AUTORE
Anche gli altri la facevano tragica?

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Sì, io mi sono attivato e mi sono trovato bene.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
E si è attivato benissimo, ad esempio i comuni del cratere avevano diritto a soldi per fronteggiare l’emergenza, il nostro sindaco non era nel cratere ma li ha chiesti lo stesso e ottenuti.

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Vedi questo viene dal Presidente del consiglio dei ministri, io ho avuto 100 mila euro, come pronto intervento. Ho fatto la domanda e li ho avuti. Qua si vede “amici di Guardialfiera” questa è la curva sud di Roma: ha raccolto in quella partita 15 mila e 500 euro, ci ha dato l’assegno e noi per quel contributo l’abbiamo vincolato al campo di calcio.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Il sindaco ha scritto addirittura a Papa Woityla che gli ha regalato la mensa per l’asilo.

AUTORE
L’ha donata il Vaticano?

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Sì, sì il Vaticano.

AUTORE
Cioè lei ha scritto pure al Vaticano?

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Sì, sì al Vaticano.

AUTORE
Al Papa?

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Sì, è logico.

AUTORE
Lei ha fatto la solita letterina?

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
No, questo tramite alcune conoscenze che avevo, tramite anche l’associazione Molise di Roma, siamo riusciti ad arrivare anche al Papa.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Per gli sfollati invece ha richiesto solo 5 casette provvisorie, sono pronte solo adesso, ma se le è fatte costruire in cemento armato, così quando non ce ne sarà più bisogno le affitterà ai turisti che arrivano sul lago.

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Ma c’è la legge. Come le casette in legno, io ho optato per queste casette in cemento armato. Sono costate pure di meno. La regione, c’era la legge, sempre fatta dal Governo, mi ha dato queste possibilità e io le ho sfruttate. Resteranno di proprietà comunale. San Giuliano là hanno avuto i miliardi forse.. secondo me non li riescono pure a spendere. Lì stiamo facendo un finanziamento sempre regionale di 250 mila euro. Questa è la riqualificazione, questo è il teatro, che sarà un 300 mq questo teatro all’aperto con i gradoni.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
La legge per le zone terremotate prevede anche finanziamenti per lo sviluppo del territorio.

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Ho inserito un altro progetto con un importo di 350 mila euro per l’allevamento degli asini da collocare nel comune di Guardialfiera; che può essere una cosa strana, però ve lo dico perché è importante questo discorso: è importante perché un litro di latte degli asini va da 10 a 15 euro a litro. In più, il latte degli asini è ottimo per i neonati. Vi dicevo il centro di ippoterapia e comunità alloggi per circa 500 mila euro.

AUTORE
Sempre un articolo che è una conseguenza del terremoto questo qui?

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Sì è una conseguenza del terremoto sempre per la ripresa produttiva.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
In Molise ci sono 22 mila frane, questa per esempio è quella di Colletorto uno dei paesi più colpiti del terremoto, il paese è bloccato e il nuovo sindaco ha chiesto in Regione e a Roma, ma non ha ottenuto risposte sicure.

AUTORE
Cioè lei non ha i soldi per mettere a posto?

Sindaco di Colletorto
Non ho i soldi e non ho neanche gli strumenti. Ci sono una serie di livelli che giustamente vanno considerati e io non so proprio che fare.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Questa invece è una delle frane di Guardialfiera, ma il nostro sindaco i soldi per sistemare tutto li trova.

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Qua ci hanno dato il finanziamento sempre con la legge 183, sempre da Roma. Qui c’era un muro belvedere, è crollato e quindi ora con il finanziamento dell’alluvione, non con il terremoto ma con l’alluvione, abbiamo avuto 500 mila euro e ci abbiamo fatto una paratia di pali del 1 mille e due. Quel monte sta camminando perché spinge sopra la frana. Abbiamo fatto fare un progetto esecutivo e con questo progetto esecutivo ora chiederò i soldi sia a Roma, al mInistero, ai grandi rischi, sia alla Regione Molise. Però se non c’è il progetto e non faccio la richiesta non avrò mai i finanziamenti e le frane resternno sempre così.

AUTORE
Cioè lei non si piange addosso?

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
No, perché per qualunque cosa c’è un rimedio. E sennò uno non deve fare il sindaco, si deve dimettere, e non deve fare più l’amministratore, perché poi i cittadini vanno dal sindaco. E quindi il sindaco o si attiva oppure dice vabbé me ne sto a casa, quindi faccio il papà.

AUTORE
Quella è la sua bambina?

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Sì, quella è la mia bambina. Quella è la seconda poi sta arrivando la terza.

AUTORE
La fa giocare sulla frana?

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Eh sì, è abituata perché io vengo da origini di contadini. Cioè questo è il politico, cioè il sindaco attivo. E ora per esempio l’anno prossimo si rivolta, questo è il secondo mandato, la gente mi vuole. Io mi presenterò per il terzo mandato esce la legge o non esce la legge, io mi presento lo stesso.
Tetto in legno, questa è un’altra 20 mila euro, anche questa.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Il sindaco non si ferma più, l’elenco dei finanziamenti ottenuti è lungo.

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Ho avuto circa due miliardi e ci abbiamo rifatto la rete idrica, la fognatura eppoi abbiamo risistemato la pietra che c’era.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Mi riporta nel suo ufficio, mi mostra altri finanziamenti.

AUTORE
Secondo lei, se non c’erano i 18 morti arrivavano questi soldi?

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Secondo me no. Non voglio fare l’elenco, ma io sono stato negli altri comuni. Ad eccezione di due o tre comuni che hanno avuto.. San Giuliano, Collotorto..quelli lì vicino…

AUTORE
Santa Croce?

REMO GRANDE – sindaco di Guardialfiera
Meno..

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Proprio a Colletorto abita la madre della maestra morta sotto il crollo della scuola, la sua casa è inagibile e vive nei prefabbricati.

AUTORE
Che cos’è che non va?

MADRE DELLA MAESTRA DECEDUTA
Non va niente, col terremoto se ne arricchita di gente, sono arricchiti tutti per i soldi di chi è morto là sotto. E i soldi sono di quelli che sono morti là sotto e quelli che hanno fatto male il servizio.

AUTORE
Cioè lei dice che senza l’impatto emotivo di quelle morti là non sarebbero arrivati tutti questi soldi?

MADRE DELLA MAESTRA DECEDUTA
Certo, quale paese ha avuto per il terremoto tanti soldi quanti ne hanno avuti loro, tutti i benefici e tutte cose, per il fatto dei 27 bambini. Che se non c’erano i bambini avevano voglia..

AUTORE
Lei che cosa ha avuto, signora?

MADRE DELLA MAESTRA DECEDUTA
Io non ho avuto niente.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Non ha avuto niente, ma sta aspettando giustizia, come i genitori dei 27 bambini.

NICOLA MAGRONE – Magistrato
Cioè c’è questa tendenza a rimuovere il problema della morte di questi bambini. Questo è il destino di tutte le vittime. Quando si arriva al momento giudiziario diventano un peso. Non lo sopportano più. Perché è la recita della solidarietà dura dura dura ma poi non la sopportano più. Ma quelli vogliono davvero giustizia? Per loro i bambini vivono ancora in quanto loro si battono perché giustizia sia resa. Ed è questa componente emotiva che è molto pesante.

VOCE DELL’AUTORE FUORI CAMPO
Questo è il monumento che stanno costruendo all’entrata del cimitero, ed è qui che ogni giorno si incontrano i genitori.
E qui ci hanno chiesto di raccogliere il loro dolore che non passa. Per poterlo spartire, per non rimanere soli .

MADRE DI BAMBINI DECEDUTI
Questi sono i nostri gemelli: Luca e Gian Maria. Il sedici di aprile avrebbero compiuto dodici anni. Gli piaceva molto disegnare. Sono più di due anni che tutti i giorni veniamo qua, sempre, come un chiodo fisso che abbiamo…perché non si può assolutamente, noi non possiamo proprio rassegnarci a questa morte. Loro sono arrivati tardi e la soddisfazione che mi stavano dando era una cosa troppo grande, e di colpo, perderli così è impossibile.

MADRE DI BAMBINO DECEDUTO 1
Quella mattina che se ne è andato a scuola è andato contento, felice ma io veramente quando non l’ho visto più tornare, che è successo quello che è successo, avevo la speranza, avevo tanta speranza, pregavo il Signore “salva tutti”, non solo mio figlio, ma tutti, purtroppo lui è rimasto laggiù, forse il Signore l’ha voluto con sé. Se non vengo qui sto male perché mi dà sicurezza, mi dà forza, mi dà tutto.

MADRE DI BAMBINO DECEDUTO 2
Questa è la foto del loro ultimo compleanno, ed è sicuramente molto difficile accettare la realtà tutti pensavamo che il tempo avrebbe un po’ curato le nostre ferite ma non è stato così, anzi il tempo peggiora sempre di più la nostra situazione. Noi abbiamo bisogno di un punto e di ripartire, anche se sappiamo che nulla potrà farceli tornare indietro, però abbiamo bisogno delle risposte perché altrimenti noi…la nostra vita è ferma, è ferma al trentuno ottobre.

MADRE DI BAMBINO DECEDUTO 3
A volte ci si chiede perché, perché è toccato a loro e non a noi, la cosa che non accettiamo è che tutto è finito nell’oblio, nessuno ci pensa più e questa giustizia che ritarda non ci dà pace. È come una malattia che giorno dopo giorno ti consuma, quello che ti manca di più è la gioia, la gioia di un figlio, la gioia che come tutti i genitori, uno pensa…li vede crescere.

MADRE DI BAMBINO DECEDUTO 4
Ha detto “mamma sono contento oggi è l’ultimo giorno poi sto a casa con te”. L’ho aspettato, l’ho aspettato invece non è più tornato. L’ho aspettato, l’ho aspettato e forse lo aspetto ancora.

MADRE DI BAMBINO DECEDUTO 5
Giovanna è morta immediatamente, non si rese conto di niente è rimasta su una sedia seduta. Il soffitto è crollato su di lei. Quello che mi è stato detto. Giovanna e d Melissa giocavano sempre insieme, si volevano bene. La stessa Melissa è stata tirata fuori il giorno dopo, di pomeriggio.

MADRE DI BAMBINO DECEDUTO 6
Non dovevano morire, in questo modo.

PADRE DI BAMBINO DECEDUTO
Ricordando appunto anche le parole del nostro Presidente, quando disse che non eravamo stati capaci di difendere i nostri figli. Se li vogliamo difendere veramente, è bene che giungano delle risposte vere, precise, perché quello che è accaduto può essere considerato un sacrilegio, quindi ci saranno delle responsabilità dirette. Ed è appunto a questo che noi miriamo, per vederli, per sentirci e per vederli con un animo sereno, perché anche quando sarà fatta giustizia, per noi purtroppo sarà una magra consolazione.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Prima di tutto vogliono e pretendono che siano stabilite le responsabilità. E vogliono anche tornare a vivere nelle loro case dalle quali sono stati mandati via,e nei tempi promessi, cioè ieri. Poi tutti sappiamo che nemmeno la luna potrà portare via il peggiore dei dolori.
Quello che i genitori hanno chiesto a noi , e quindi a voi, che in questo momento ci state guardando, è qualcosa che non siamo abituati a fare. Di accompagnarli mentre vanno a trovare i loro bambini, e di ascoltarli. Così questa sera forse, saranno un po’ meno soli.
Il Presidente della Repubblica ha detto “non abbiamo saputo difenderli”, e ha fatto quel che ha potuto: Il mese scorso ha conferito ai 27 bambini e alla loro maestra, la medaglia d’oro. Chi si è solennemente impegnato faccia lo sforzo di tornare a S. Giuliano a controllare di persona che la ricostruzione, che deve partire a giorni, cominci sul serio. Anche se dovrebbe pensarci il presidente della regione Molise, per l’occorrenza nominato commissario straordinario.

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