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Puntata del 07/10/2012

I garanti

di - Economia

I garanti

Argomenti: Economia
Stagioni: 2013
Autori: Michele Buono

Il sistema delle Authority in Italia. Il loro ruolo per quanto riguarda la regolamentazione e la tutela degli interessi dei cittadini nei campi della finanza, dell'informazione, dell'energia, della tutela della concorrenza. La nomina dei Presidenti e dei Commissari di queste autorità è soggetta ai criteri della competenza, della trasparenza e dall'indipendenza dai poteri politici ed economici. Confronto fra l’Italia e il resto d’Europa. L'inchiesta metterà in evidenza alcune vicende correnti come la fusione in atto tra società quotate come Unipol, Fonsai, Premafin, Assicurazioni Milano per meglio capire il ruolo di autorità come Consob, Isvap e Antitrust.

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- Riceviamo quanto segue da Augusta Iannini

Gentile Signora,

ho visto per caso domenica sera la sua “ performance “ sulle autorità amministrative indipendenti.

Mi dispiace che, pur avendomi dedicato alcuni minuti al cianuro , con accostamenti suggestivi e foto di ..coppia ( non meritando nella sua testa di intransigente femminista un’identità esclusiva ), non mi abbia chiesto quel contraddittorio che ha invece proposto ad altri , senza successo

Sono così costretta ad affidare a questa mail alcuni spunti sui due argomenti più succulenti

a) Conflitto di interessi con la professione di mio marito, giornalista

Argomento pateticamente pretestuoso : il Garante per la privacy ha competenze trasversali : dalla sanità alle telecomunicazioni, ai minori, ai dati giudiziari , al lavoro pubblico e privato , all’informazione.

Ebbene, ho una nipote medico : sono forse in conflitto di interessi?

Ho un contratto con una compagnia di telecomunicazioni e con una di assicurazioni che detengono i miei dati personali: sono forse in conflitto di interessi?

Potrei continuare all’infinito, segnalandole che uno degli ex componenti dell’autorità che più si è occupato di rapporti con i giornalisti è Mauro Paissan, giornalista anch’esso, che ha scritto un bellissimo libro sul tema specifico.

Riprovevole?Non credo.

Dunque il conflitto di interessi non c’entra nulla, né giuridicamente né “eticamente”.

I conflitti che Lei paventa si risolvono con l’istituto dell’astensione , disciplinato anche dal codice etico dell’Autorità Garante , quando, in relazione al caso concreto oggetto di discussione , si ravvisano motivi di opportunità perché un membro dell’autorità debba passare la mano .Possono riguardare qualsiasi membro del garante che abbia svolto un’attività lavorativa nella sua vita precedente o abbia moglie e/o mariti o altri parenti che non siano disoccupati.

Emendamento Giachetti e norma salva –Iannini

L’emendamento presentato dal Ministro della Giustizia nel giugno di quest’anno riguardava l’estensione della proposta “Giachetti “ ai magistrati militari . Venne poi proposto un subemendamento del Governo ad un emendamento dell’onorevole Rao che prevedeva –quest’ultimo- alcune esclusioni temporali per le cariche elettive ( tra le quali rientra anche il Garante della Privacy i cui membri sono eletti dal Parlamento, diversamente da altre Autorità) . Il subemendamento del Governo che introduceva altre numerose eccezioni ,compresa quelle delle autorità indipendenti ,non riguardava quindi il mio caso specifico, già coperto in quanto carica elettiva .Il subemendamento venne comunque subito ritirato.

Il 4 ottobre 2012 tutte le agenzie e poi i più importanti quotidiani(ma non la Sua trasmissione ) hanno riportato una mia dichiarazione di totale disinteresse alla sorte dell’emendamento governativo sulla durata della permanenza dei magistrati fuori ruolo e delle relative eccezioni, avendo già maturato i requisiti per essere collocata a riposo e potendo comunque continuare a ricoprire il mio attuale incarico presso l’Autorità Garante.

Sono quindi altri i colleghi - tutti facilmente individuabili in ognuna delle eccezioni previste nell’emendamento governativo, che ricalca fedelmente un emendamento del PD – di cui Lei dovrebbe occuparsi.

Per facilitarLe il compito, La invito ad indirizzare il suo “formidabile” giornalismo d’inchiesta sui magistrati fuori ruolo presso la Presidenza della Repubblica, la Corte Costituzionale, gli organismi internazionali , che hanno superato complessivamente e da tempo il termine dei dieci anni . Ve ne sono alcuni fuori ruolo dal 1989, dal 1991, dal 1996 ,dal 1998: sarebbero tutti salvati dall’emendamento governativo.

Magari lo paragoni con il tempo che questi colleghi protetti dall’anonimato e dall’emendamento “Iannini” hanno dedicato alla giurisdizione e vedrà che la bilancia pende nettamente in mio favore avendo esercitato sul campo l’attività di magistrato per ventitré anni prima del distacco al Ministero della Giustizia.

 

Augusta Iannini

 

P.S.

Sono certa che lei non avrebbe problemi se io rendessi pubblica questa lettera, ma la mia correttezza mi impone di avere il Suo consenso per una eventuale divulgazione

 

- La risposta di Michele Buono: 

 

 Le Authority sono il tema della nostra inchiesta, la trasparenza nelle procedure di nomina e i possibili conflitti di interessi. Non ci siamo occupati dei magistrati fuori ruolo.

Quindi, abbiamo raccontato che quando la dottoressa Augusta Iannini – magistrato e capo dell’Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia - è stata nominata commissario dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, alla Camera dei deputati si discuteva da tempo della questione dei magistrati fuori ruolo e c’era un emendamento, del deputato Rao, che prevedeva delle deroghe per una serie di incarichi di magistrati destinati ad altre funzioni. Tra queste non c’era la deroga per i magistrati nelle Authority. A questo punto il nostro fuoco si è spostato sulla cronologia degli eventi: la dottoressa Iannini viene nominata commissario e il ministro Severino presenta una riformulazione di quell'emendamento che aggiunge un’altra deroga, quella per le Authority. Noi abbiamo messo in evidenza che in quel preciso momento c’era un conflitto di interessi: gli emendamenti per il Ministro li scrive l’Ufficio legislativo del Ministero e il capo di quell’ufficio era la dottoressa Iannini. Successivamente quel emendamento riformulato, in sede di dibattito in aula, viene ritirato dal Ministro. Per noi la questione è archiviata: un incidente di percorso a cui è stato posto un rimedio.

Il resto è storia parlamentare. Nel passaggio al senato - quando la dottoressa Iannini non è più al Ministero e quindi nemmeno in conflitto di interessi – il Ministro Severino ripropone praticamente quello stesso emendamento che sta per diventare legge.

L’altro possibile conflitto tra il ruolo attuale della dottoressa Iannini e quello di suo marito, il giornalista Bruno Vespa, è solo annunciato perché – l’abbiamo sottolineato – è affidato alla lealtà e professionalità indiscutibile delle due persone.

 

Michele Buono

 


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