Rai 3
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Puntata del 22/05/2005

I PROCESSI ALL'AMIANTO - aggiornamento del 14 aprile 2002

in onda il 22.05.05

di - Salute

Inchiesta: Com'è andata a finire
Autori: Giovanna Boursier
Argomenti: Salute
Stagioni: 2005

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Era il 2002 e il dito era puntato su Fincantieri a Monfalcone. L'amianto era
l'imputato numero uno, ma era l'imputato anche in molti altri processi.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
L'amianto è stato usato tanto e ovunque in Italia: nei cantieri navali e in molte lavorazioni industriali, soprattutto ferroviarie, edili e siderurgiche. E ha ucciso e inquinato.
Noto il caso Eternit di Casale Monferrato: centinaia i morti, condannati presidente, amministratore delegato e direttori.
Sia di Grugliasco: 32 vittime, 6 amministratori condannati in cassazione.
OGR di Bologna: 60 i morti, processo ancora aperto contro 2 ex dirigenti.
Ferrovie dello Stato: sotto inchiesta alcuni ex dirigenti per non aver bonificato l'amianto nelle carrozze ferroviarie.
Casaralta di Bologna: denunciati 25 casi di mesotelioma e altrettanti di tumore polmonare, imputati il proprietario e un dirigente.
Breda ferroviaria di Pistoia: accertate dalla magistratura 17 morti per mesotelioma, 6 ex dirigenti rinviati a giudizio. Il processo riprende in aprile.
Avis di Castellamare di Stabia: la magistratura indaga su decine di quintali di amianto occultati sotto la fabbrica: 10 dirigenti indagati per inquinamento e omicidio colposo plurimo. A Taranto è sotto accusa l'Ilva, ma non solo: una perizia ha stabilito che sul territorio ci sono stati 105 casi di mesotelioma.
Fibronit di Bari: il numero dei morti è incerto, rinviati a giudizio l'ex amministratore delegato e l'ex presidente Fincantieri di Palermo: 32 operai morti, 5 dirigenti indagati per omicidio colposo. A Monfalcone, in Friuli, c'è la Fincantieri, società a partecipazione statale. Qui si costruiscono le navi, nel cantiere più grande d'Italia.

GUIDO TONZAR - ex operaio Fincantieri
Andavamo a bordo, andavamo in officina, andavamo dappertutto. Avevamo teli di amianto, avevamo guarnizioni di amianto, avevamo amianto dappertutto, avevamo. Anche per l'ambiente si camminava senza mascherine, senza niente, perché non si sapeva che faceva male questa polvere.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Guido Tonzar è morto di cancro 4 mesi dopo questa intervista. Aveva 54 anni. È morto per aver lavorato con l'amianto.

CLAUDIO BIANCHI - responsabile Istituto anatomia patologica Monfalcone
L'amianto è fatto di aghi finissimi, microscopici, che penetrano attraverso le vie respiratorie e si depositano nel polmone. La patologia più classica, quella che si conosce da più tempo, è l'asbestosi. Il tumore più tipico, dovuto all'amianto, è il mesotelioma maligno della pleura.

AUTRICE
Ma quanti sono i morti a Monfalcone?


CLAUDIO BIANCHI - responsabile Istituto anatomia patologica Monfalcone
Se non ci fosse l'amianto di mezzo dovremmo aspettarci un caso ogni 17 anni e invece ne vediamo circa uno al mese. Questa è la proporzione. Quest'anno ne abbiamo visti circa una ventina. Ed è presumibile che questo aumento che abbiamo avuto quest'anno sia riferibile a una forte attività del cantiere navale nei primi anni '60.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
È solo dal 1992 che usare amianto è proibito in Italia. La legge ne vieta "l'estrazione, l'importazione, l'esportazione, la commercializzazione e la produzione". Ma prima di allora l'amianto non era vietato.

SANDRO MORENA - commissione regionale amianto - Friuli Venezia Giulia
In realtà nel 1977 viene raggiunto un accordo fra azienda e sindacato che prevede, per l'amianto spruzzato, che è quello più pericoloso, l'immediata eliminazione e sostituzione con lana di roccia. Accordo che, evidentemente, non è stato rispettato.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
E comunque dal 1956 la legge sulle polveri obbliga i datori di lavoro a fornire ai lavoratori "i necessari mezzi di protezione". Dal 1965 fa anche esplicito riferimento all'amianto come causa di asbestosi e impone di far sottoporre i lavoratori a visite periodiche.
Ma i controlli, in fabbrica, si facevano?

TINA ZANIN - responsabile unità di Medicina del Lavoro della provincia di Gorizia
Lasciavano entrare con difficoltà.

AUTRICE
Anche se voi avreste avuto il diritto di entrare?

TINA ZANIN - responsabile unità di Medicina del Lavoro della provincia di Gorizia
Avremmo avuto il diritto di entrare, sì.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Rita Nardi è una delle tante vedove di Monfalcone. Ha perso il marito nel '94.


RITA NARDI - responsabile delle vedove Associazione Esposti Amianto Monfalcone
Loro non sapevano niente! Mio marito mi diceva sempre che loro non sapevano niente. Nell'ora di pausa, quando andavano in mensa, addirittura loro giocavano, si tiravano palle di amianto. Non sapevano niente. E io ho sempre detto a tutti, quando lui non ci sarà più io non starò zitta, qualcosa devo fare.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
E qualcosa hanno fatto le vedove di Monfalcone, si erano messe insieme e avevano denunciato Fincantieri. L'accusa era di omicidio colposo plurimo, omissione di misure di sicurezza ed epidemia colposa. La procura di Gorizia aveva aperto un fascicolo ed erano partite le indagini. Sono passati tre anni, si saranno concluse? Giovanna Boursier è tornata a Monfalcone.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Le vedove di Monfalcone aspettano il processo da più di cinque anni. Qualche mese fa il giudice per l'udienza preliminare ha chiesto al Pm di accorpare tutti i casi anziché continuare a esaminarli singolarmente sempre con gli stessi imputati: gli ex dirigenti della Fincantieri.
Adesso si parla di maxi processo con più di 600 fascicoli.

AMEDEO ZAMBONI - avvocato vedove Associazione esposti amianto Monfalcone
Il giudice dell'udienza preliminare ha deciso che invece sussisteva una diversa ipotesi di reato. Non singoli reati ma un caso di reato continuato cosiddetto.

AUTRICE
Allora il processo si fa?

DAVIDE BOTTEGARO - Associazione esposti amianto Monfalcone
Beh, noi ce lo auguriamo. E faremo di tutti perché venga celebrato e anche in tempi molto rapidi.

AUTRICE
Quali sono i tempi?

AMEDEO ZAMBONI - avvocato vedove Associazione esposti amianto Monfalcone
Questo è il problema. Nel senso che finora la procura della Repubblica di Gorizia stava disponendo un rinvio a giudizio ogni due mesi. Se invece ritiene che si possa accorpare il tutto in un'unica istanza di rinvio a giudizio può darsi che si faccia prima. Non lo so. Per ora non c'è un rinvio a giudizio.

RITA NARDI - Associazione vedove esposti amianto Monfalcone
Perché noi di concreto non sappiamo niente. Si farà questo maxi processo ma noi vogliamo i tempi! Quando! Un maxi processo comporta anni di dibattiti e noi dove saremo?

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
È noto che un maxi processo comporta tempi lunghi e che le nostre strutture giudiziarie sono inadeguate. E poi si parla di maxi processo ma il rinvio a giudizio non c'è ancora. Perciò le vedove di Monfalcone continuano a chiedere la verità mentre qui la gente continua a morire.

CLAUDIO BIANCHI - presidente Lega italiana lotta contro i tumori Gorizia
Rispetto a un numero di mesoteliomi che venivano osservati presso l'ospedale di Monfalcone che era in un primo tempo sui 10 all'anno che poi è giunto addirittura alla cifra di 20, sembra che negli ultimi anni si sia raggiunta una cifra di oltre 30 all'anno.

DUILIO CASTELLI - ex operaio Fincantieri
Ci sono circa 2 mila morti qui a Monfalcone per l'amianto. È una strage, una strage, una guerra. C'era tanta di quella polvere, se io alzavo il braccio non mi vedevo la mano. Era una cosa spaventosa sai? Se lei pensa che noi eravamo 125 tra una ditta e l'altra e respirando questo amianto sono morti 121. Siamo rimasti in 4 noi.

RITA NARDI - Associazione vedove esposti amianto Monfalcone
Non si metta in mente nessuno che noi molleremo, nessuno si deve illudere che noi donne lasceremo questa causa.

AUTRICE
A Monfalcone, dopo più di 5 anni, il processo non c'è ancora. E in tutta Italia i processi ancora aperti restano tanti. Ma qualcuno, nel frattempo, si è concluso. Ex dirigenti a volte condannati altre assolti. Come alla Breda di Sesto San Giovanni: 2 ex dirigenti assolti per 6 operai morti.

EX OPERAIO
Pensavo che qualcosa doveva uscire. Invece non è uscito niente, assolti precisi, come quando non esiste niente. Un operaio deve morire per forza.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Giuseppe ex operaio alla Breda ha il cancro e, concluso il processo, torna in ospedale per la chemioterapia.
Alla Casaralta di Bologna, invece, gli ex dirigenti sono stati giudicati colpevoli. Le vittime sono almeno 42.

ALESSANDRO GAMBERINI - Avvocato
L'esito è stato di condanna nei confronti di quello che era all'epoca dei fatti il responsabile della sicurezza della fabbrica e cioè l'ing. Farina. Una condanna a un anno di reclusione.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Qui si facevano le carrozze dei treni e l'amianto si usava per coibentarle.

GUIDO CANOVA - ex operaio Casaralta
Chi faceva impianti elettrici, chi faceva impianti pneumatici era a contatto proprio con queste pareti coibentate.

AUTRICE
E adesso li hanno condannati i dirigenti Casaralta?

PINO BARILLARI - ex operaio Casaralta
Uno! l'ing Carlo Farina, che ha preso un anno. Che poi devo dire anche una cosa mi dispiace perché oramai ha tanti anni che non serve più a niente, ecco.

AUTRICE
Voi avete paura di ammalarvi?

EX OPERAIO CASARALTA 1
Beh certo noi abbiamo il terrore…noi conviviamo con questo stato qui. Ci dicono tutti che le aspettative nostre non sono quelle di una persona normale, però, può essere anche.

EX OPERAIO CASARALTA 2
Noi viviamo nel terrore perché quando dobbiamo andare a fare le lastre al torace non si dorme. E questo per noi è una pietra tombale che abbiamo sempre appoggiata qui sulla testa

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Secondo i dati dell'ISS nel decennio 1988-1997 ci sono stati più di 1.000 morti l'anno. Si prevede un picco di mortalità nel 2025 quando, solo in Italia, le vittime saranno quasi 30.000.
La legge del 1992 che ha proibito l'amianto ne ha anche imposto la bonifica. Ma la bonifica si fa?

ROBERTO RIVERSO - giudice del lavoro
Non c'è un censimento dell'amianto in ogni luogo e in ogni realtà italiana. Quindi anche su questo punto la legge non viene rispettata.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Alla stazione di Bologna le pietre tra i binari contengono amianto. Lo confermano le analisi dell'Arpa sui sassi prelevati dal binario numero 1. E specificano che non si può escludere la pericolosità. Anche perché su quelle pietre ci passano macchine e treni che possono muoverle e far volare le fibre.

SANDRO MORENA - commissione regionale amianto - Friuli Venezia Giulia
Siamo circondati dall'amianto. Basti pensare non solo alle coperture in eternit ma ancora a tutto l'amianto dentro gli stabilimenti industriali ma anche dentro a alcune strutture pubbliche come ad esempio scuole e ospedali.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Resistente, economico, ignifugo e isolante prima della legge del '92 l'amianto si usava ovunque: tramezzi e pannelli per i tetti, condotte e tubi per l'acqua potabile, carrozze ferroviarie, automobili, tessuti ignifughi e persino in oreficeria.
Nelle scuole e in altri edifici l'amianto è stato usato soprattutto come isolante, acustico e termico, spruzzato sulle pareti.
Sappiamo che fa male quando si respirano le fibre mentre se è fermo, come nei famosi tetti in eternit, non dovrebbe essere pericoloso

CLAUDIO BIANCHI - presidente Lega italiana lotta contro i tumori Gorizia
L'amianto è pericoloso se si ha un rilascio di fibre. Certamente è da dire che l'eternit nonostante il suo nome che parrebbe significare l'eternità non è per niente eterno e l'inquinamento è in grado di sgretolare anche questo materiale eterno e quindi di liberare le fibre nell'ambiente.

Casaralta di Bologna

GUIDO CANOVA - ex operaio
Sono coperture di eternit che sono fibre di amianto. Questi reparti ultimamente, anche quando era abolito l'amianto dal '92 sono sempre stati chiusi e quando per esempio pioveva si vedeva il pavimento pieno di pulviscolo e di fibre di amianto. Penso per esempio ai cittadini vicini che qui c'è il vento e il rischio è ancora tuttora molto presente.

CLAUDIO BIANCHI - presidente Lega italiana lotta contro i tumori Gorizia
Per quanto riguarda il rischio derivante dalla presenza di amianto nelle scuole, negli asili, nelle piscine eccetera qui la situazione è estremamente incerta. Non sappiamo quale è questo rischio. E sappiamo che purtroppo in varie regioni sono stati segnalati dei casi di mesotelioma in insegnanti che avevano prestato servizio in scuole coibentate con amianto.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Un cittadino che ha un tetto di eternit, un bambino che va in un asilo dove c'è dell'amianto, che cosa possono fare?

VITO TOTIRE - presidente Associazione esposti amianto
Ogni cittadino dovrebbe poter contare su un sistema di smaltimento gratuito.

AUTRICE
E può o non può contare su un servizio smaltimento gratuito?

VITO TOTIRE - presidente Associazione esposti amianto
In questo momento non può contare quasi in nessun posto d'Italia con l'eccezione del comune di Casale Monferrato dove mi risultano gratuiti gli smaltimenti entro 200 metri quadrati di tettoia.

SANDRO MORENA - commissione regionale amianto Friuli Venezia Giulia
C'è una situazione drammatica con dei costi altissimi per cui è evidente che il risultato di tutto questo è che la gente si autobonifica con i rischi connessi e poi butta queste scorie magari nelle campagne intorno.

CLAUDIO BIANCHI - presidente Lega italiana lotta contro i tumori Gorizia
A un certo punto il porto di Napoli è stato scelto come terminal del trasporto di amianto dalla repubblica popolare cinese, che è uno dei maggiori produttori mondiali, ai paesi dell'area mediterranea. Ora: è stato chiesto come mai è possibile che dopo la legge del '92 delle navi straniere contenenti amianto arrivino a un porto italiano e da qui siano mandate? È stato risposto che questi sono fuori dai confini. Secondo il diritto marittimo non arrivano in Italia, in teoria, anche se arrivano in Italia. E quindi vediamo che questa è una delle mille vie attraverso le quali i lavoratori e tutti noi possiamo essere esposti all'amianto anche dopo la legge del 1992.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Ricordiamo che la legge che obbliga a non avere più l'amianto fra i piedi risale a 13 anni fa. E tutto quello che è stato fatto è giusto la foglia di fico, si attendono i commissari straordinari.

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