Rai 3
Televideo

Puntata del 29/09/1999

2000: ODISSEA NEL PATTUME

In onda il 29 settembre 1999

di - Ambiente

2000: ODISSEA NEL PATTUME

Autori: Sabrina Giannini
Stagioni: 2000
Argomenti: Ambiente

MILENA GABANELLI in studio
La puntata di stasera è dedicata alla spazzatura.

Pubblicità del Ministero dell'Ambiente
"Forse non lo sapete ma i rifiuti hanno un valore. Separate carta, plastica, vetro e tutti gli altri rifiuti e riciclateli. Voi non butterete via soldi e l'ambiente ci guadagnerà. Dividere i rifiuti moltiplica i vantaggi".

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
"Dal '99 arriveranno bollette e cassonetti con il "chip". Si pagherà a peso". E' apparso sul Corriere della Sera dell'agosto del '98. Ed ecco un articolo che riprende la notizia, ma un anno dopo. Nessuno si era accorto che esisteva una riforma che è stata prorogata.

MILENA GABANELLI in studio
Questo è l'umido e questo è il secco sul quale si paga. Si doveva cominciare a pagare già dal 1 gennaio di quest'anno, pagare il rifiuto a peso: lo hanno fatto in pochi. Dal 1 gennaio dovevamo separare la carta dalla plastica, dall'alluminio: lo hanno fatto in pochi. Adesso mancano due mesi e poi scatterà la rivoluzione delle tariffe che, per capire come funziona, dovrebbe essere oggetto di un trattato.
Allora guardiamo la nostra Sabrina Giannini che è andata in 50 comuni d'Italia per cercare di capire qualcosa e che ha messo il naso in qualche paese straniero dove, chissà perché, le cose sono sempre più semplici.

ALBAIRATE

DONNA
Un bell'impegno, bisogna studiare bene la cosa per non sbagliare, altrimenti ci sono le multe!

MONZA

COMMERCIANTE
Che puzza che fa!

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Una commerciante di Monza si ritrova i rifiuti dei passanti nel suo bidone.


COMMERCIANTE (aprendo un bidone della spazzatura)
Guardi qua. E' assurdo, qui dovrebbe starci l'umido.

POMIGLIANO D'ARCO

VOCE FUORI CAMPO DI UOMO
E allora noi questa cavolo di mondezza dove la buttiamo?

MONZA

COMMERCIANTE
Ci troviamo sempre della roba non nostra!

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E questi rifiuti sono sul vostro "gobbone"?

COMMERCIANTE
Si e quando al mattino presto viene il signore della raccolta differenziata, non se la prende.

POMIGLIANO D'ARCO

DONNA IN MOTORINO
Io faccio la differenziata, la signora di fronte a me non la fa. Gli spazzini la prendono lo stesso così queste persone non imparano mai a farla!

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Come si dice in napoletano "spazzatura"?

DONNA N.1
A munnezza.

DONNA N.2
Noi diciamo ru.

RAGAZZO
Monnezza.

UOMO
La nettezza.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E adesso, a due mesi dall'ora X, cosa accadrà? Quello che spesso accade in Italia: ci sarà la corsa frenetica dei ritardatari a rincorrere chi è arrivato prima, chi ha rispettato i tempi, introducendo il nuovo sistema con la tariffa.
Noi vi mostreremo questi sistemi che, sospettiamo, verranno ben presto copiati dai tardoni, cioè da tutti gli altri.
Iniziamo da Albairate, in provincia di Milano.

Sono spariti i cassonetti ad Albairate. A parte il vetro che viene gettato ancora nelle classiche campane, la raccolta differenziata è compito di ogni cittadino. Come? Tra le proprie mura domestiche.

ALBAIRATE

DONNA N.1 (mostrando i propri bidoni della spazzatura)
Questo bidone è dove teniamo la plastica: ci mettiamo bottiglie dell'acqua e delle bibite e i contenitori dei detersivi. I vetri li teniamo a parte e poi li portiamo nelle campane distribuite nel paese. Qui teniamo i contenitori e le lattine di metallo che portiamo alla discarica il sabato. Qui c'è il contenitore dell'umido, che viene raccolto porta a porta due volte alla settimana. E qui la carta.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Un'invasione degli spazi del balcone e un occhio sempre attento al calendario che scandisce il giorno del prelievo dei diversi sacchi.
E voi il calendario di raccolta lo seguite bene?

DONNA N.2
Non proprio al 100%.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Ogni tanto sbaglia, dica la verità.

DONNA N.2
Qualcosa si.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Signora, le faccio un test. Qual è il giorno del ritiro della carta?

DONNA N.3
Tutti i lunedì.

DONNA N.1 (mostrando un bidone della spazzatura)
Poi abbiamo i contenitori del resto, di tutto ciò che non viene differenziato.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E questo è quello che sarà pesato?

DONNA N.1
Si ed è quello sul quale paghiamo.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Quando il sacco è pieno si applica un cartellino con un codice a barre contenente nome, indirizzo e codice fiscale di ogni nucleo familiare.
Quando i sacchetti finiscono si vanno a riprendere, gratuitamente, in vari negozi sparsi per il paese usando una tessera personale su cui vengono registrati i vari prelievi. In questo modo la base operativa è in grado di registrare ogni movimento, tenendo la popolazione sotto controllo. I sacchi sono, non a caso, trasparenti in modo che siano visibili gli errori al punto da rischiare una multa. La raccolta differenziata non è più una scelta è un obbligo.
Due volte alla settimana passa il camion: butta il sacco e mantiene il cartellino perché corrisponde ad una determinata famiglia. Ma il rifiuto non viene pesato, si deduce da un calcolo presunto fatto su un sacco pieno. Questo che vedete, per esempio (immagini di sacco della spazzatura), contiene 110 litri se viene riempito fino all'orlo con un margine di errore di pochi grammi, così tutti hanno interesse a riempirlo senza disfarsene troppo in fretta.
Alla fine del giro di raccolta i cartellini vengono decodificati dalla base operativa che registra così la produzione di rifiuti di ogni famiglia. Serviranno a fine anno al momento di preparare la bolletta personalizzata.
Per la cronaca: Albairate e gli altri nove comuni limitrofi (un totale di 30.000 abitanti) hanno applicato questo sistema dal 1 gennaio del '99, cioè da quando si doveva fare. I risultati? Per legge dovevano arrivare al 15% di raccolta differenziata, sono arrivati al 65%.

MERANO

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Merano e la gran parte della provincia di Bolzano, ha rispettato la legge: il 1 gennaio 1999 si doveva partire con la tariffa e così è stato fatto. Ma il sistema personalizzato della raccolta a domicilio era già pronto, anzi si può dire che sono stati proprio gli altoatesini i primi in Italia.
Eliminati dal paesaggio urbano, i cassonetti anonimi hanno lasciato il posto a quelli personalizzati: non esistono sacchetti ma un bidone per ogni utente e un microchip contenente i dati del legittimo proprietario, cioè di colui che pagherà il suo rifiuto 50 lire a litro. Quando il bidone è pieno viene portato in strada negli orari e giorni stabiliti e poi ritirato.
E così viene fatto con senso civico, come ho potuto verificare.
Anche qui non si pesa il rifiuto ma si deduce la quantità su un calcolo presunto, fatto a bidone pieno. Un computer di bordo registra lo svuotamento, l'ora e il giorno grazie ad un'antenna sul retro del veicolo.
Ovviamente il bidone viene messo in strada quando è pieno fino all'orlo, è più conveniente, anche se c'è chi esagera. C'è spazio per i furbi, naturalmente, un bidone può essere sovraccaricato dal legittimo proprietario o, peggio ancora, da qualcuno di passaggio che fa pagare ad altri il suo pattume. Ecco allora un suggerimento.

ING. ELMAN KNOLL - Dir. Tecnico Azienda Servizi Municipalizzati - Merano
A tutti coloro che dovessero iniziare con questo sistema, consiglio di mettere i lucchetti sui bidoncini e di stabilire da subito una tariffa per i bidoncini aperti o sovraccarichi. Noi stiamo pensando di mettere una tariffa doppia per il bidoncino sovraccarico.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Tutti i dati vengono immagazzinati dal centro operativo che, su quella base, calcolerà la tariffa. Per alleggerire il loro bidone gli altoatesini usano le campane della raccolta differenziata e le piattaforme ecologiche. Pur non avendo ancora introdotto la raccolta dell'umido, cioè dei resti di cucina, i cittadini di Merano hanno raggiunto il 50% di raccolta differenziata. Ma non è tutto qui.

ZAGAROLO

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Il genio italico poteva non sbizzarrirsi nel variopinto mondo del pattume?
Siamo nel paesino di Zagarolo, in provincia di Roma, in una data che passerà alla storia. Di Zagarolo, si intende.
Questa macchina che vedete è la prima di tante altre che verranno distribuite sul territorio del paese e che serviranno ai cittadini per la raccolta differenziata.

ING. MASSIMO MENDIA - Inventore macchina per la raccolta differenziata (su immagini di macchina per la raccolta differenziata)
Il meccanismo implica il riconoscimento della persona attraverso l'inserimento di un tesserino. La tessera va poi estratta dopodiché si può inserire la spazzatura. La macchina fa le sue valutazioni, decide che questo materiale è, per esempio, effettivamente plastica e lo scarica nella direzione prevista.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Fra una prova e l'altra abbiamo capito che i sensori ottici individuano il tipo di materiale, il peso e lo registrano sulla tessera personalizzata. Il materiale poi deve convogliarsi nei cassonetti giusti o nelle campane che verranno applicate in prossimità delle tre bocche. In base al peso e al tipo di materiale verrà calcolato uno sconto da operare sulla bolletta rifiuti.

ING. MASSIMO MENDIA - Inventore macchina per la raccolta differenziata
La macchina rileva anche il volume del materiale inserito per cui calcola il peso specifico ma, sulla base del volume, la macchina conosce il grado di riempimento dei contenitori, che possono essere di qualunque tipo come campane, cassonetti o qualunque cosa.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Qui non si pesa il rifiuto ma ciò che rifiuto non è più. I cassonetti a Zagarolo resteranno, dunque. Questo però è un pericolo perché il cassonetto è una bocca anonima e dentro può entrarci di tutto. E poi starà ai cittadini e al loro senso civico valutare se varrà la pena penare tanto per uno sconto o buttare tutto qui dentro.

MILENA GABANELLI in studio
Ma come si pagava fino ad oggi lo smaltimento del rifiuto? Con una delle tasse più ingiuste basata sulla metratura della casa. Adesso finalmente pagheremo quello che realmente consumiamo, almeno dovrebbe essere così. In realtà, oltre a quello che consumiamo, pagheremo anche una quota fissa in più per tappare un buco di bilancio che già sappiamo sarà causato da coloro che prenderanno la loro spazzatura e l'andranno a buttare da qualche parte. Quindi i bravi pagheranno anche per tutti gli altri. Eppure ci sono metodi più semplici e anche più equi che basterebbe copiare. Vediamo.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Perché siamo in Svizzera? Perché è qui che possiamo avere un'idea del sistema che fa pagare al cittadino il rifiuto che veramente produce. Si chiama tassa sul sacco e si paga semplicemente acquistando un sacchetto. E' il sistema più lineare del mondo, senza tanti problemi.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE (osservando un sacco della spazzatura)
In pratica questo da quanto è? E' il minimo dei litri?

VERONICA - Cittadina del cantone di Zurigo
Questo è il minimo, 17 litri, e questo sacco costa uno franco e 50.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Sarebbero più o meno 2000 lire. Ogni quanto riesci a riempirlo?

VERONICA - Cittadina del cantone di Zurigo
2 settimane, perché faccio la separazione delle altre cose: lattine, bottiglie, carta.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
I prezzi variano in base alla zona e ogni sacco ha il colore della città in cui si abita. Questo per evitare che si acquistino sacchetti che costano meno in altri quartieri o zone del cantone. Ovviamente c'è un interesse immediato a buttare il meno possibile dentro il sacchetto e quindi un incentivo forte a fare la raccolta differenziata separando e recuperando il più possibile. Ma questo è lasciato alla libertà individuale, al senso civico.
Se tu non compri questo sacco non paghi la pattumiera, non paghi la tassa. Come fanno loro a sapere che tu li butti abusivamente da qualche parte. Controllano?

VERONICA - Cittadina del cantone di Zurigo
Ci sono controlli però non so come li fanno. So che in qualche modo hanno trovato gente alla quale hanno fatto pagare una multa di 2000 franchi, due milioni e passa. Ma non so se è vero.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Per la cronaca: questo semplicissimo sistema esiste in tutta la Svizzera, escluso un cantone. Indovinate quale. Si, il Canton Ticino.
Un sistema semplice, no? Ma in Italia quanti comprerebbero un sacchetto per pagare la tariffa? E' chiaro che il bidone del vicino è sempre più verde e inoltre anonimo. Ma far sparire un rifiuto non sarebbe poi così facile se sparissero tutti i cassonetti, come hanno fatto a Merano dove, in fretta e furia, hanno deciso di eliminare tutti i cassonetti perché dai paesi vicini venivano a buttare la loro spazzatura. Quanti rifiuti trovavate al giorno?

ING. VITTORIO ZUCCATTI - Dir. Tec. Azienda Servizi Municipalizzati - Merano
Circa due, trecento tonnellate.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Vedete? Basta poco per convincere i vicini che è meglio cambiare. Il sistema innanzi tutto deve funzionare ma si fa in fretta a sentirsi dei fessi in mezzo a tanti furbi. Perché gli incivili non buttino più per strada i rifiuti ci vuole senso civico ma ci vogliono anche multe salate e le piattaforme ecologiche che accolgano il rifiuto. Ad Albairate, addirittura, si pesano i rifiuti nell'ecocentro e si accumulano così punti sulla tessera per avere sconti sulla tariffa.
Ma questa riforma rischia di arenarsi in due terzi del paese. Nel pattume si specchia un'Italia a tre velocità.

SAN GIUSEPPE VESUVIANO

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
La Campania è la prima regione delle cinque meridionali ad aver avuto un commissario straordinario del governo che gestisse i rifiuti. Non c'è paese civile al mondo ad avere una situazione analoga: in pratica la gestione del pattume se l'è presa in carico il governo, togliendola dalle mani delle aziende in odore di camorra e dagli amministratori locali che della "mondezza" troppo spesso hanno fatto la loro ricchezza. E mentre i reati per i tangentisti si prescrivono, il danno economico-ambientale lo paghiamo noi.
L'area del casertano, grazie ad un decreto, avrà 400 miliardi per le bonifiche, per le discariche autorizzate dagli amministratori quasi mai a norma di sicurezza ambientale e per i buchi abusivi in cui è entrato di tutto, come questi, i tristemente famosi "laghetti" della zona del casertano, in prossimità della Baia Domizia. Uno spreco della bellezza assediato dal rifiuto.
La gente adesso è inviperita, non con i tangentisti, non con i camorristi (quello è ovvio) ma con il commissario straordinario, cioè con il governo.

COOMMISSARIO STRAORDINARIO (parlando da un palco)
Sul nostro territorio ci sono tonnellate di fango tossico, o almeno si sospetta che così sia, in quanto da vari anni a questa parte, in particolare negli ultimi, si stanno verificando degli indici di mortalità di malattie tumorali veramente gravi e che gettano lo sconforto in tutte le nostre famiglie.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Non ci sono più buchi per la spazzatura nel sud ed il commissario è andato in tilt.


GIOVANNI ROMANO - Responsabile rifiuti Legambiente Campania
Il prefetto di Napoli, in qualità di commissario straordinario per l'emergenza rifiuti, solo per la parte che riguarda la ricerca di siti per lo smaltimento dei rifiuti, ha individuato in quest'area la possibilità di localizzare una discarica che dovrebbe servire il consorzio Napoli4, un consorzio di 400.000 abitanti. All'interno del Parco Nazionale del Vesuvio vorrebbe realizzare una discarica in cui raccogliere questi rifiuti.

PASQUALE RAIA - Consiglio Direttivo Ente Parco Nazionale del Vesuvio
Noi come Ente Parco abbiamo perduto un ricorso al TAR il quale ha dato ragione alla Prefettura che vuole riaprire la discarica.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Avete capito bene: il rappresentante del governo vuole fare una discarica in un parco nazionale, un'area protetta o che tale dovrebbe essere. I patti erano che mentre il commissario pensava all'emergenza, gli amministratori di regione e provincia avrebbero dovuto pianificare inceneritori e avviare la raccolta differenziata. Questo non è stato fatto.
Verso Pomigliano d'Arco, area vesuviana. Ovvero il primo paese che, nonostante il sistema paralizzante, ha deciso di fare la raccolta differenziata. Noi siamo arrivati all'inizio di questa rIvoluzione.

POMIGLIANO D'ARCO

UOMO IN MOTORINO
Se si deve fare si deve fare dal primo all'ultimo, con coerenza.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
La gente dice che gli spazzini per semplificarsi il lavoro buttano i frutti della raccolta differenziata nello stesso camion, organico insieme al rifiuto.
Non è vero che buttate tutto insieme?

OPERATORE ECOLOGICO
Non è vero. Forse all'inizio, per aiutare i cittadini ad imparare.

DONNA IN MOTORINO
Qualche mattina che sono nervosi non vogliono prendere niente.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Da quando siete passati dall'indifferenziata alla differenziata gli uomini e i mezzi sono gli stessi?

ING. ANTONIO DE FALCO - Presidente Somigliano Ambiente
Gli uomini si i mezzi no, sono aumentati di circa nove unità.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Quindi per loro è aumentato il lavoro.

ING. ANTONIO DE FALCO - Presidente Somigliano Ambiente
Ma attualmente riescono a gestire il servizio organizzati in modo diverso.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Non devono fare gli straordinari.

ING. ANTONIO DE FALCO - Presidente Somigliano Ambiente
No, adesso no.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E prima, quando finivano il giro in due ore cosa succedeva? Andavano a casa?

DONNA E UOMO IN MOTORINO
Non vogliono fatica'.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
I furbi rischiano di averla vinta sui bravi cittadini, quelli che si dannano tanto a separare e in una zona popolare della città, dove quasi nessuno aveva obbedito, sono stati rimessi i cassonetti di prima. L'amministrazione, anziché dare multe e sanzioni, come avrebbe dovuto, l'ha data vinta ai negligenti. Una sconfitta dichiarata, un cattivo esempio per chi crede nella raccolta differenziata.

VOCE FUORI CAMPO DI TASSISTA
Qui adesso hanno rimesso i classici cassonetti verdi. Loro avevano detto: domattina inizia ma non ci hanno dato nulla per farci iniziare, allora noi 'sta cavolo di mondezza dove dovevamo buttarla? Figurati che qualcuno, addirittura, la mattina usciva di casa per andare a lavorare a Benevento e la buttava lì, a 100 chilometri.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Voi dovreste portarla fuori dalle 11 di sera alle quattro del mattino.

VOCE FUORI CAMPO DI TASSISTA
Si io sbaglio, indubbiamente, non dovrei portarla alle nove di mattina. Però gli anziani come fanno?

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
A Pomigliano, in pratica, la spazzatura bisogna portarla fuori dalle 11 di sera alle quattro del mattino.

VOCE FUORI CAMPO DI TASSISTA
L'anziano non può mica aspettare le 11 se va a dormire alle otto e mezza!

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E poi la gente si lamenta della grandezza dei sacchetti e del numero dei prelievi. A Pomigliano è stato applicato un sistema valido per il nord senza valutare i reali consumi di cibi freschi del sud. Quindi il rifiuto umido è molto più alto rispetto ad altre parti d'Italia.
E' sufficiente quel sacchetto?

DONNA
No è piccolino, troppo piccolo.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Come fa allora: ne fa due, tre, quattro. Dove li accumula?

DONNA
Li metto un cantina.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Puzzano?

DONNA
Moltissimo. I cani e i gatti li strappano e puzzano in una maniera terribile.

MARIANNA FRAGALA' - Assessore Ambiente - Pomigliano d'Arco
La questione è: c'è un decreto Ronchi che ci obbliga a raggiungere il 35% di raccolta differenziata. Noi, con il solito sistema dei cassonetti e delle campane per strada, ne raggiungevamo lo 0,46%.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Una provocazione quella di Pomigliano d'Arco, coraggiosa ma fatta senza la programmazione e l'organizzazione necessaria, che ha sconvolto le abitudini dei napoletani con pretese assurde. Una sfida che potrebbe finire come questi rifiuti, nel bellissimo Parco del Vesuvio.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE (su immagini di rifiuti di plastica)
Questa è la plastica del differenziato? Pensi che veramente sia venuto un camion a portarla?

PASQUALE RAIA - Consiglio Direttivo Ente Parco Nazionale del Vesuvio
Si, qua era pieno. Era tutto materiale differenziato. C'erano bottiglie di plastica, alluminio e vetro.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E' il massimo buttare la differenziata in un parco!

AUTRICE
Il rifiuto migra pericolosamente. Ma per capire la portata di questa rivoluzione della pattumiera che sta coinvolgendo tutta l'Europa, dobbiamo andare in Germania.

 

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Sono stati i tedeschi i primi, già nel '91, a riorganizzare la pattumiera. Volevano dimostrare al mondo intero che questa rivoluzione si poteva fare e ci sono riusciti. E quando è uscito inaspettatamente il decreto sconvolgendo tutti, i tedeschi hanno obbedito. A Monaco di Baviera il sistema è semplice e lineare: tre bidoni e su uno soltanto, il resto, si paga una tariffa che si basa sul numero di svuotamenti, quindi sulla reale quantità.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE (su immagini di incaricato che apre i portoni dei palazzi)
Il sistema unico di Monaco si chiama full service, il servizio completo della gestione dei rifiuti. Non esistono portinai per portare fuori o dentro i bidoni della pattumiera perché ci pensa l'incaricato del servizio.
Sono stati gli abitanti a decidere questa assistenza domiciliare. Pur pagando di più hanno un servizio che non li obbliga a spostare il bidone. E non è poco.
La legge ha posto fin da subito l'obbligo di rispettare il principio dell'equità ed è stato fatto. Qui, a livello condominiale, a differenza degli italiani che preferiscono un bidone personale, si opta per la convivenza del cassonetto. L'amministratore poi suddivide il costo per ogni inquilino. Chiudere i cassonetti nei container non solo permette di nascondere la spazzatura dalla vista ma evita migrazioni varie e la possibilità di buttare il proprio pattume nel bidone altrui.
Ma l'impegno invidiabile i tedeschi lo mettono altrove, in una supercapacità di differenziare il rifiuto unica al mondo. Vale sempre la solita regola: più si differenzia, meno si paga.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Qui siamo in un paese della Baviera dove il rifiuto viene suddiviso addirittura in 11 tipi diversi di frazione. Poi c'è il via vai alle campane, dalle sette alle 19 per non disturbare. La carta, il vetro differenziato nelle tre colorazioni: verde, marrone e bianco, perché più si seleziona e più si ricicla. I tappi a parte.
Ci vuole un computer per ricordarsi tutto, voi direte. Macché! Dietro il grande senso civico dei tedeschi sta un sistema efficiente che esige dal cittadino ma che fornisce un servizio accurato, attento, che in otto anni si è andato perfezionando. Se tra mille rifiuti avete un dubbio, per esempio:
Secondo te un preservativo è naturale?

GEORGETTA - Cittadina bavarese
Non lo so deve domandare ad un uomo&

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Basta chiamare il servizio consulenza che è pronto a fugare ogni dubbio e incertezza.

GEORGETTA - Cittadina bavarese
Quando tutto è a posto portano via la spazzatura, se invece non è a posto, la prima volta ti lasciano un bigliettino. La seconda volta di fanno la multa.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Tu hai ma preso una multa?

GEORGETTA - Cittadina bavarese
No.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Ma qui, al di là del controllo dei gestori, c'è anche un controllo della gente? Se sbagli a buttare qualcosa c'è qualcuno che ti denuncia?

GEORGETTA - Cittadina bavarese
Ci sono anche quelli.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE (su immagini dell'inceneritore)
Vedete, sistema efficiente, controlli severi. Ma questo è servito per completare i successi, successo che è andato oltre ogni previsione.
Questo è l'inceneritore sud di Monaco ed è stato chiuso due anni fa perché sono dimezzati i rifiuti da incenerire. La legge vieta in modo assoluto di incenerire gli imballaggi, siano essi di plastica, vetro o alluminio: vanno recuperati e basta, senza deroghe.
E, caso unico al mondo, a Monaco, pur di ridurre la plastica, si è posto il divieto di usare imballaggi usa e getta nei parchi organizzati sul suolo comunale. Questa lavastoviglie viaggiante viene affittata dal comune a chiunque voglia fare una festa: 200 marchi per 200 coperti, si mangia a rotazione. Una guerra alla plastica e all'usa e getta, e nella città dell'Oktober Fest non è poco.

MILENA GABANELLI in studio
Bravi i tedeschi: hanno deciso che bisognava riciclare tutto e lo hanno fatto. Hanno deciso che bruciare la plastica inquina e hanno smesso di bruciarla. Ma allora tutta la plastica che non sono riusciti a riciclare dove è andata a finire? Provate a indovinare.

AUTRICE
In Italia.

DAL TG3 PIEMONTE DEL 5 AGOSTO 1997

SPEAKER
Entrano allora le nostre telecamere ad Asti nel deposito delle balle delle scorie di plastica andate a fuoco ieri: 6000 tonnellate di bottiglie, resine e taniche pressate. Sempre stanotte la Prefettura che aveva allertato l'unità di crisi, ha escluso pericoli tossici e di inquinamento ma ha consigliato agli abitanti della zona tra il cimitero e la piscina comunale di tenere chiuse le finestre in un raggio di 300 metri.

AUTRICE
La plastica tedesca era finita in un ex stabilimento alimentare.

DOTT. LUCIANO TARDITI - Magistrato Procura di Asti
Quando uno snodo del genere viene individuato, per ritorsione e per cancellare le prove, misteriosamente il deposito in cui si trova il materiale incriminato va a fuoco, aggiungendo danno ecologico a danno ecologico.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Luciano Tarditi è il magistrato di Asti che ha scoperto la mega truffa italo-tedesca grazie all'aiuto investigativo della Guardia Forestale che ha individuato, in un mese di indagine, come con il sistema della fatturazione falsa veniva venduta e acquistata plastica che mai avrebbe potuto essere trasformata.

DOTT. LUCIANO TARDITI - Magistrato Procura di Asti
Noi lo abbiamo appurato sentendo centinaia di operatori del settore che ci hanno detto: "voi siete pazzi se credete che questo materiale si possa trasformare, questo è buono per la discarica".

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Vera e propria spazzatura, quindi, che ha riempito i depositi di mezza Europa e d'Italia, come questo che vedete a Monsanica, in provincia di Bergamo. Ma perché i tedeschi avevano interesse a sbarazzarsi della loro plastica? Perché: 1. non potevano bruciarla negli inceneritori, perché inquina;
2. perché lo stato offre enormi contributi a chi si occupa di smaltire e riciclare i rifiuti.
E allora ecco trovato il sistema per corrompere delle aziende italiane che prendevano parte del contributo e vendere a loro questa plastica che veniva certificata come riciclabile ma che di fatto poteva finire soltanto in discarica.

AUTRICE
Pensate se avessimo fatto noi una cosa del genere: i tedeschi ci avrebbero disintegrati in sede di commissione europea.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E' molto grave quello che è successo?

EDO RONCHI - Ministro dell'Ambiente
Si perché la plastica trattata è destinata al riutilizzo e quindi non era uscita dal circuito dei rifiuti. Quindi è stata esportata come fosse un prodotto industriale. A mio parere in maniera scorretta perché, in realtà, era ancora un rifiuto, non era trattato per il riutilizzo. Però questo è l'escamotage che hanno usato alcuni produttori tedeschi.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Ma non è tutto qui: i pionieri della rivoluzione del pattume stanno svendendo i loro prodotti della raccolta differenziata in impianti di riciclaggi italiani, pur di liberarsene. Ma ci chiediamo: che senso può avere considerare i frutti della raccolta differenziata una risorsa per poi regalarli? Forse per dimostrare al mondo intero quanto sono bravi, loro, a riciclare i rifiuti? Usando gli impianti degli altri, però.
EDO RONCHI - Ministro dell'Ambiente
Questo può crearci un po' di problemi nel mercato della carta riciclata e del vetro riciclato. Abbiamo una concorrenza con prezzi più bassi nella carta che proviene dal riciclo della Germania, perché lì viene incentivata con contributi pubblici, e lo stesso avviene per il vetro.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
I tedeschi, pur di dimostrare quanto sono bravi a fare la raccolta differenziata, mettono a repentaglio quella degli altri.
Chi ha fatto la raccolta differenziata fino ad ora forse non ci ha guadagnato nulla a livello economico ma ha avuto la soddisfazione di essersi allineato al resto dell'Europa civile e di aver ridotto la quantità di rifiuti da portare in discarica (ormai cosa insostenibile per l'ambiente), quindi di aver inquinato meno aria e acqua e di aver creduto in una rivoluzione antispreco dove quasi ogni rifiuto può tornare a vivere come risorsa.
E ai riciclatori resta di aver creduto e avviato un importante settore dell'industria del riciclaggio in cui siamo tra i migliori d'Europa.

TREVIGLIO

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Questo è lo scarico della cucina della città di Treviglio, in provincia di Bergamo. Non è finito in discarica, nell'inceneritore, ma diventerà terriccio di qualità che, tradotto in soldi, frutterà un risparmio di 20 miliardi solo per la provincia di Bergamo, come se lo stesso prodotto fosse finito in discarica.
Pensate a quanta risorsa sprecata. E' possibile che ci abbiamo pensato solo adesso? Eppure guardate questo filmato di 50 anni fa.

Immagini di repertorio in b/n

Nulla si distrugge

SPEAKER
Avete mai pensato, donne che alla casa dedicate tutta la vostra vita, uomini che in casa non trascorrete che l'indispensabile, dove finisca tutto ciò che la vita domestica rifiuta e che a voi sembra diventato inutile? Ogni città ha i suoi sistemi di raccolta. A Milano, per esempio, ogni casa dispone di appositi recipienti. Proviamo a seguirne uno nel suo viaggio quotidiano.
I recipienti discendono dal treno così come vi sono saliti, meccanicamente. E meccanicamente vengono vuotati. La massa dei recuperi è stata intanto sottoposta ad una prima energica pulitura. Liberata dal terriccio, che si avvia anche esso verso la sua utilizzazione, essa deve essere ora divisa. Prima è la volta della carta che viene rapidamente aspirata e avviata agli impianti di verificazione. Quindi sono i barattoli e i materiali ferrosi ad essere raccolti da un'elettrocalamita dentro appositi furgoncini. Inoltre, affinché nulla del recuperabile vada perduto, una ulteriore selezione viene compiuta a mano.
Questo, invece, è alluminio. Vecchie pentole e capsule delle bottiglie del latte che forse ritorneranno tali dopo una breve esistenza come pani. Produzione: 2 quintali al giorno. Quanto abbiamo visto entrare nello stabilimento come rifiuto ne esce ora come materia prima.
Da altre macchine escono intanto grossi rotoli di carta. Cosa sarà stata questa carta in origine? Fatture, cambiali, lettere d'amore. Una domanda che certo non vi siete mai fatta: quante calze consumano le donne in una grande città? Gli uomini osservino e riflettano. Le donne stiano a vedere che cosa accade di quel loro indumento così prezioso. Dopo la sterilizzazione se ne ottiene una massa asciutta e pulita. Il poco della primitiva lievità ritorna con la partitura ma è cosa di poca durata: la materia è trasformata, può dunque essere filata, tessuta e convertita in quello che meno vi aspettate. Un poco di pazienza e vedrete. Questi tappeti non oscureranno magari il pregio di quelli persiani ma sono tuttavia assai ricercati fuori d'Italia.

Fine del repertorio

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Meglio tardi che mai. Il nostro destino di super riciclatori è avviato adesso. Ma non si pensi che basta riciclare per essere perfetti ambientalisti: è produrre meno rifiuto il vero obiettivo, il punto numero uno della rivoluzione, come dice il decreto Ronchi e la direttiva comunitaria. Ma si fa poco per questo e chissà perché nessuno ne parla. Presto detto. Il 40% del nostro rifiuto è imballaggio, in volume occupa il 60% della pattumiera e quando torniamo dalla spesa la gran parte finisce proprio là e là finisce anche il 50-60% dei soldi che abbiamo lasciato al negozio. Di 26 milioni di tonnellate di rifiuto prodotte in un anno da tutti gli italiani, nove sono imballaggi.

AUTRICE
Gli imballaggi inquinano: o vanno in discarica o vanno riciclati. Cosa prevede la legge? Che il produttore di imballaggio di qualsiasi materiale, ma anche coloro che mettono dentro il prodotto o coloro che lo vendono, debbano pagare una sorta di ecotassa che, tra le altre cose, paghiamo noi. Questa ecotassa, che si chiama contributo Conai, dovrebbe arrivare alle persone che hanno fatto la raccolta differenziata entro il 1 gennaio 1999. Secondo voi è arrivata?

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Questi benedetti soldi del Conai, da parte del produttore degli imballaggi, a voi sono arrivati?

GIOVANNI PIOLTINI - Assessore Serv. Tecnologici - Albairate
No, non è arrivato niente. A questo punto bisognerà avvertire il Conai.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E al Conai ci hanno risposto che le aziende non avevano ben capito che dovevano pagare questa ecotassa. Ma adesso hanno messo la coscienza a posto: chi ha fatto la raccolta differenziata vedrà poco o nulla. "Passata la festa gabbato lo santo".
Imballaggio: è questo il business del secolo, ecco perché nessuno parla di riduzione. La logica dell'usa e getta si specchia nella logica consumistica dove è conveniente per il sistema usare e sprecare. Ma sarà vero?

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Lagundo, Alto Adige. E' qui l'unica latteria d'Italia che ha scelto di vendere il latte nella bottiglia in policarbonato, materiale innovativo e resistente che permette di essere riutilizzato fino a 100 volte. Costa come il latte impacchettato nel tetrapak, che però può essere usato solo una volta e poi finisce in discarica perché non è possibile riciclare due materiali accoppiati come la plastica e l'alluminio. E come se le alternative ci sono! C'è il sistema della cauzione del vetro, che in Italia non decolla mai.
La provincia di Bolzano è l'unica in Italia che ha investito anche soldi in una politica per la riduzione del rifiuto: dal marchio verde dei negozianti che vendono usando meno imballaggio possibile ai negozi che promuovono la cauzione del vetro sensibilizzando i clienti.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE (all'interno di vari supermercati)
La grande distribuzione non ha interesse a ridurre ma a vendere. Abbiamo trovato soltanto tre grandi magazzini in tutta Italia che offrono prodotti con meno imballaggio grazie ad un sistema di ricambio: si paga l'imballaggio una sola volta, non si paga la pubblicità, si riduce il trasporto. E il prezzo si dimezza, o quasi. Chiedete e vi sarà dato. Forse.
Questa, per esempio, è acqua alla spina, Busnago, in provincia di Milano.
Questo è detersivo alla spina, a Magenta, provincia di Milano. Guardate qui i prezzi come calano senza l'imballaggio.
Questo è vino alla spina, a Firenze. Vino? Rigorosamente toscano, così non si sprecano i soldi del trasporto che, fra le altre cose, inquina.
Ecco: non si paga imballaggio, pubblicità, trasporto e si risparmia fino al 50%. Però è scomodo: non possiamo riempirci il carrello di ricariche tutte le volte che andiamo a fare la spesa. E' molto più comodo portarsi a casa prodotti belli e imballati! E poi schiacciarli, selezionarli, riprenderli e infine buttarli al posto giusto.
Ma siamo proprio convinti che sia più comodo e conveniente?

MILENA GABANELLI in studio
Ecco qua la nostra Sabrina Giannini, autrice del programma che abbiamo appena visto.
Tu dove abiti, in uno di questi paesini dove si fa per bene la raccolta differenziata?

SABRINA GIANNINI
No, a Milano.

MILENA GABANELLI in studio
A Milano pesano già i rifiuti?


SABRINA GIANNINI
No, assolutamente no. Si fa la raccolta differenziata da molti anni. Milano è stata la prima.

MILENA GABANELLI in studio
Il nord è così esaltato ma, in realtà, la raccolta si fa nei paesini, dove è tutto molto più semplice. Tu sei convinta che dal 1 gennaio dell'anno prossimo tutta l'Italia peserà il rifiuto, lo separerà&..

SABRINA GIANNINI
No, assolutamente impossibile. Con la fantasia perché, fra le altre cose, non viene detto che è stata data un'ulteriore proroga, al massimo otto anni di proroga, per i più lenti, per quelli che non hanno ancora raggiunto la tariffazione. Va anche detto che la gran parte delle spese di raccolta del sud non vengono pagate dal sud ma coperte da un fondo straordinario con i soldi di tutti gli italiani.

MILENA GABANELLI in studio
Fondo di lire?

SABRINA GIANNINI
350 miliardi.

MILENA GABANELLI in studio
Alla faccia!
Questa cosa della ricarica mi sembra un'idea furba. Ma ci sono solo tre supermercati in tutta Italia che lo fanno?

SABRINA GIANNINI
Si ci sono pochissimi ipermercati che lo fanno e non sono neanche delle grandi distribuzioni.

MILENA GABANELLI in studio
E non c'è nessuno che sta cercando di trovare il modo di eliminare gli imballaggi?

SABRINA GIANNINI
Si è un problema di imballaggio, che crea volume e peso e quindi rifiuto. Certamente esistono dei laboratori segreti che stanno studiando queste alternative che dovrebbero essere imballaggi che si sciolgono assieme al prodotto. In uno di questi laboratori italiani, a Casalpusterlengo, ho cercato di vedere un brevetto ma non me lo hanno mostrato poiché temono lo spionaggio industriale.

MILENA GABANELLI in studio
E' più facile entrare in una discarica allora?


SABRINA GIANNINI
Si ma non in quella di Mozzanigo.

MILENA GABANELLI in studio
Ricordiamo che quella di Mozzanigo è la discarica nella quale i tedeschi ci regalavano la loro plastica non riciclabile. Perché è stato così difficile?

SABRINA GIANNINI
Perché ci sono voluti mesi di ricerche e di richieste burocratiche: prima c'è voluta l'autorizzazione del magistrato, poi del Corpo Forestale, poi del proprietario del deposito. Una cosa infinita.

MILENA GABANELLI in studio
Insomma finisce all'italiana. Dispiace dirlo ma così è.
Grazie Sabrina e grazie ai nostri telespettatori.

Rai.it

Siti Rai online: 847