Rai 3
Televideo

Puntata del 08/05/2005

LIBERI MONOPOLI

in onda il 08.05.05

di - Società

LIBERI MONOPOLI

Autori: Giovanna Boursier
Argomenti: Società
Inchiesta: A confronto
Stagioni: 2005


DONNA

Una sera ricevo una telefonata dalla Wind Infostrada e mi dicono “signora vuole risparmiare?”, dico, “risparmiare in che maniera? “, “le faremo avere un certo numero di telefonate gratis. Diciamo che non ho detto né si né no. E invece proprio dal giorno io mi sono accorta che praticamente la linea era cambiata. Io vedevo chi mi chiamava, adesso ho soltanto la linea. Io rivorrei il contratto come era!

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
In Italia ci sono tante compagnie telefoniche, tutti promettono risparmi straordinari, ma non si capisce mai cosa conviene e alla fine, quando cambi, paghi sempre e comunque il canone alla Telecom.

GABRIELE POLO – Direttore del “Manifesto”
Quando Wind fece questa offerta che prevedeva il canone zero io decisi di aderire e sottoscrissi un contratto. Ho passato un anno a telefonare a Telecom, a Infostrada per farmi togliere stò canone che non era più previsto dal mio contratto. E mi rispondevano o call center o dischi preregistrati che non mi dicevano assolutamente nulla. Fino a che a un certo punto mi sono stufato, ho deciso di scrivere una lettera, l’ho fatta pubblicare dal giornale per cui lavoro e non sono passate 24 ore che sono stato contattato dall’ufficio stampa di Wind che mi assicurava che tutto era a posto, che non avrei più pagato il canone, non solo che mi avrebbero rimborsato, come poi hanno fatto, tutti i canoni pagati precedentemente.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
I patti vengono rispettati solo quando dall’altra parte c’è un cittadino che ha il potere di rendere pubblico un sopruso, altrimenti le cose vanno come a questa signora.

DONNA
Glielo lascio immaginare. Le ore al telefono per avere anzitutto qualcuno che mi rispondesse intanto sono soltanto degli intervalli, delle musichette, devi aspettare e poi devi magari fare un certo numero per avere quella risposta per quel reclamo. Insomma una cosa molto complessa.

SARA- clienteTim
Mi è successo che io qualche tempo fa ho mandato un messaggio ad un amico ed il telefono mi si è come bloccato. E quindi io ho fatto degli accertamenti per conto mio, ho controllato su Internet i messaggi che avevo mandato: ne risultavano 305 tutti verso lo stesso numero e a distanza di attimi praticamente l'uno dall'altro. Non è una cosa fisicamente possibile.

AUTRICE
Quindi ti hanno rimborsato e tutto bene.

SARA - cliente Tim
No, non mi hanno ancora rimborsato, anzi mi son sentita dire che c'è tanta gente strana al mondo.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Invece quando il telefono lo devi installare?

DONNA 2
Avevano detto 10 giorni, loro, quando l’ho chiesta, e in realtà mi hanno chiamato la prima volta dopo due settimane e adesso ne sono passati più o meno 20.

DONNA 2
Non sto chiedendo di fare una linea completamente. Teoricamente mi hanno spiegato che basta un cavetto perché la linea telefonica esiste già.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Basta un cavetto ma il telefono Sara non ce l’ha ancora. E nel frattempo è passato un mese e mezzo.
Anche in America, patria della liberalizzazione, a dettare legge sono sempre i vecchi monopoli.

AUTRICE
Quando lei ha fatto l’allacciamento del telefono com’è andata?

DONNA
No, nel giro di 24 ore vengono, sono molto veloci. Chiami la compagnia, fai l’appuntamento e loro arrivano. Si stabilisce il giorno ma nel giro di 24 ore.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Anche reclamare, verificare un guasto o una bolletta non è un problema.

DONNA
In genere ho risolto tutto telefonicamente. Si chiama l’operatore e risolve il problema. Ma anche con i problemi della bolletta telefonica. Mi avevano accreditato delle telefonate non mie, le ho contestate e me le hanno tolte.

AUTRICE
E ha pagato prima?

DONNA
No, mi hanno detto di detrarle dal totale.

AUTRICE
In Italia prima paghi e poi protesti.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Gli americani usano sempre di più il cellulare e così anche noi, nel paese delle comunicazioni, andiamo a comprarne uno.

Commesso negozio telefoni
Ecco 59 dollari e 99 centesimi per 850 minuti. E chiama gratis la sera e nel week-end. E anche le interurbane.

AUTRICE
Ma mi sta vendendo dei minuti?

Commesso negozio telefoni
Si, questa compagnia le da 600 minuti per 39 dollari.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
In America si comprano i minuti. Il cellulare te lo danno gratis e poi paghi il tempo in cui parli. Per esempio 600 minuti 39 dollari. Sera e week-end sono gratis e spesso anche chiamare un altro stato.

DONNA
Così io chiamo la California praticamente gratis.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
I tuoi minuti li consumi di giorno mentre sera e week-end chiami gratis gli amici, vicini e lontani. Alla fine, se non sfori, saprai sempre esattamente il costo della tua bolletta.

DONNA
Io non sono una che sta tanto il telefono, come può fare ad esempio un adolescente o un uomo d’affari, ma se mi attaccassi al telefono tutte le sere e usassi anche mille minuti extra, oltre ai miei 250 di giorno, alla fine avrei in totale mille e 250 minuti. Ma sempre a 60 dollari.

Commesso negozio telefoni
Fai un contratto e sai quanto pagherai la tua bolletta. Questo è quello che abbiamo in America.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
In Italia no. Siamo sempre attaccati al telefono ma, pensandoci bene, nessuno sa esattamente quanto costa la telefonata che sta facendo e certe volte nemmeno quanto sarà la sua bolletta.

AUTRICE
Lei sa quanto spende per una telefonata?

UOMO
No.

AUTRICE
Non lo sa davvero?

UOMO
Non mi sono mai reso conto sinceramente

DONNA
Veramente non ci ho mai pensato

UOMO
Ho 3 cellulari, Omnitel, Tim e Wind quindi uno dice faccio questa tariffa o quest’altra. Ma sono tutte uguali!

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Una volta c’era il gettone e sapevi esattamente quanto ti costava la telefonata, ma la vita cambia e il mercato si adegua. Le comodità si pagano e le promesse non sono contratti. Come vedremo ci sono altre bollette che nonostante le promesse invece di calare aumentano, per esempio la luce, ma cominciamo con l’acqua. Che non viene solo dal cielo, e quindi ha un costo, e quando la usi la paghi, però è un bene pubblico. Potrebbe mai diventare proprietà di un privato? Italia e Stati Uniti a confronto, di Giovanna Boursier.

AUTRICE
Voi bevete acqua in bottiglia o acqua del rubinetto?

DONNA
Noi beviamo l’acqua del rubinetto. Filtrata. Perché giù nello scantinato abbiamo un filtro che toglie le impurità delle tubature o altro. E poi abbiamo anche questa brocca che ha un filtro. Ė comoda, si mette in frigo ed è molto comune qui. Io bevevo l’acqua del rubinetto anche quando ero incinta, e questo è il risultato!

DONNA 2
Molta gente usa un sistema di filtraggio. Ecco questo è il filtro e sostanzialmente l’acqua del rubinetto ci passa dentro, viene filtrata e poi esce di qui. Così se devo bollire l’acqua per la pasta uso quella normale del rubinetto e lo metto così e invece se voglio acqua da bere lo giro così.
Poi ho anche questo filtro che si può tenere nel frigorifero, questa brocca, che qui chiamiamo con il nome dell’azienda produttrice più nota, la Brita, che ha questo che filtra l’acqua.
Quindi si può usare indifferentemente l’uno o l’altro.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Nelle case italiane che acqua si beve?

RAGAZZA
Esclusivamente in bottiglia, gasata e non gasata, di tutte le marche perché di quella del rubinetto non ci fidiamo

AUTRICE
E perché non ci mettete un filtro?

RAGAZZA
Esistono?

AUTRICE
Esistono filtri che si possono attaccare al lavandino o brocche che si mettono in frigo.

RAGAZZA
Speriamo che li mettano subito in vendita visti i costi dell’acqua minerale, sinceramente.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Le brocche sono già in commercio ma si fa fatica a trovarle.

COMMESSA
Ecco, la brocca è questa. Queste le vendiamo al prezzo di 25 euro e 25 centesimi e il costo del filtro 19 euro e 65 e ne contiene tre.

AUTRICE
Ma perché le vendete solo voi? In fondo sono un modo per risparmiare anche?

COMMESSA
Perché da noi viene una clientela che vuole determinate cose.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
In America le comprano tutti e costano 12 dollari. Si trovano anche nei supermercati e le chiamano con il nome della marca più nota: Brita. Questo è il filtro, che si riempie con il carbone attivo, e una volta al mese bisogna cambiarlo. Gli Americani di solito bevono l’acqua del rubinetto e te la servono anche nei ristoranti.

CAMERIERA
Si è gratis

AUTRICE
Perché?

CAMERIERA
Perché la gente di New York preferisce l’acqua del rubinetto a quella in bottiglia perché è noto che normalmente è molto pulita.

AUTRICE
Ma non preferite vendere quella minerale? Non ci guadagnate di più?

CAMERIERA
Ci si guadagna di più, ma la gente preferisce questa qua.

CAMERIERE
Noi l’acqua la portiamo con il menù. Ė nel servizio, è normale

AUTRICE
Nei nostri ristoranti è normale un’altra cosa.

TECNICO
L’apparecchio è collegato all’acqua del rubinetto. Il filtro normalmente viene messo da una parte. Ecco in questo caso è stato messo…

AUTRICE
Ah, ecco, è questo.

TECNICO
Non fa altro che togliere il cloro in eccesso, dopodiché viene raffreddata l’acqua, addizionata di anidride carbonica e il gioco è fatto

AUTRICE
Ma questa la fate pagare

RISTORATORE


AUTRICE
E quanto costa questa?

RISTORATORE
Mi sembra due euro ogni bottiglia.

AUTRICE
E una bottiglia l’acqua normale…

RISTORATORE
È uguale, abbiamo lo stesso prezzo sia di questa che di quelle minerali.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Quello che a New York è gratis a Roma si paga 2 euro. Per noi se paghi è più buono. E infatti siamo i primi consumatori al mondo di acqua minerale e spendiamo ogni anno 3 miliardi di euro

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
L’acqua di Roma viene da qui , ma l’acquedotto non possiamo vederlo, giusto?

PATRIZIA VASTA - Acea Roma
(ride)

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Nemmeno a New York possiamo vedere l’acquedotto. Dopo l’11 settembre più niente!
Ma basta andare fuori, a Washington, e ci mostrano con orgoglio il loro acquedotto.

THOMAS JACOBUS – Acquedotto Washington
Non c’è niente di segreto anche se è ovvio che non facciamo vedere i particolari, non facciamo vedere proprio tutto. Ma, in generale, vogliamo che la gente sappia che acqua beve.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Questo acquedotto serve circa 1 milione di persone e preleva dal fiume Potomac,
Ma l’acqua com’è? Chi fa i controlli?

CYNTHIA DOUGHERTY – Environmental Protection Agency
Possiamo andare a controllare in ogni momento ogni acquedotto in tutto il paese.

AUTRICE
Ė pulita la vostra acqua?

CYNTHIA DOUGHERTY – Environmental Protection Agency
Ogni 6 anni rivediamo tutti i parametri e stabiliamo quelli da modificare. Per esempio di recente l’abbiamo fatto con l’arsenico, che è presente nell’acqua ma è pericoloso per la salute. Abbiamo abbassato i limiti a 0,01 milligrammi litro. Sopra non si può andare

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
L’arsenico nell’acqua esiste anche da noi. Cosa si fa per evitare che uno se lo beva?

PATRIZIA VASTA - Acea Roma
Si abbandona la sorgente e se ne utilizza un’altra. A meno che, in altre realtà è successo, che si è andati in deroga ai limiti della legge 31 del 2001.

AUTRICE
E quindi la gente si è bevuta l’arsenico?

PATRIZIA VASTA - Acea Roma
No, no, tenga presente che i limiti sono molto ma molto restrittivi, si parla di limiti ancora più restrittivi di quelli delle acque minerali per queste sostanze.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
A dire il vero i limiti sono uguali: 0,01 mg/litro, sia per le acque del rubinetto che per quelle minerali. Così sta scritto sulle tabelle del Ministero della sanità.

PATRIZIA VASTA - Acea Roma
Per quel che riguarda invece i parametri relativi alla presenza di sostanze tossiche o dannose per l’acqua sono analisi effettuati in laboratorio i cui risultati sono disponibili ma non in linea.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Non in linea significa che le analisi non si possono vedere. A Washington ci hanno mostrato tutte le analisi possibili.
Ma anche a Napoli.

FRANCESCA SANTAGATA – Responsabile qualità acquedotto Napoli
Tutti i giorni ci sono 5 persone che vengono inviate in vari punti della città o fuori della città e vanno a prendere i campioni. Questo è il campione chimico e questo è il campione microbiologico del punto che viene definito settimanalmente. Loro riportano l’ora e poi viene firmato dal prelevatore che effettua il prelievo sia quello chimico che quello microbiologico. E così sugli altri punti. Per esempio questo è il risultato di ieri: qua è 0.12 e il massimo è 1.5, quì è 9 e il massimo 250, qua 4 e il massimo è 5…vabbè!

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Secondo le analisi l’acqua di Napoli è buona, forse per questo la vogliono privatizzare.

AUTRICE
Lo sa che privatizzano l’acqua di Napoli?

UOMO 1
No, non lo sapevo, è un male…aumenteranno, sarà un casino.

AUTRICE
Lei è contento?

UOMO 2
No…perché? Andremo sempre peggio

UOMO 3
È un bene comune, penso sia così. Poi non so. Qua non comandiamo noi, comanda lo Stato.

PADRE ALEX ZANOTELLI - Comboniano
Privatizzare l’acqua vuol dire che lentamente le multinazionali stanno mettendo le mani sulle acque e poi ce le imbottiglieranno tutte e ce le venderanno. Cioè se oggi abbiamo 40/60 milioni di morti per fame all’anno, dovremmo fra poco, se privatizzeranno le acque, avremo 100/200 milioni di persone che muoiono di sete. Qui io mi ribello, come uomo e come cristiano: l’acqua, come l’aria, è un bene sacrosanto, è un diritto.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Ad occuparsi delle risorse idriche ci sono degli organismi che si chiamano ATO. Nel novembre scorso l’Ato della Campania, ha votato una delibera per affidare il 40% dell’acqua ai privati, perché secondo il vicepresidente dell’ATO tutto pubblico, che si dice “in house”, non sarebbe più possibile per legge.

LUCA STAMATI – Vicepresidente Ato
Io non so come dirlo, la legge non consente la gestione in house. Io personalmente, non come consigliere di amministrazione, ho chiamato Roma, Milano, persino Bruxelles, per trovare un cavillo, qualcosa che mi consentisse di farlo. Ma non è consentito dalla legge.

SERGIO CHIAMPARINO – Sindaco Torino
No. Se non sbaglio, ma non sbaglio, la legge prevede tutte le modalità di gestione del bene acqua, e cioè quella interamente pubblica, quella mista pubblica privata e quella di affidamento attraverso gara a un soggetto privato.

LUCA STAMATI – Vicepresidente Ato
Bisognava aspettare il pronunciamento della Corte europea perché siamo in attesa di questo pronunciamento. Nel frattempo io, cioè l’Ato, avrebbe perso 150 milioni di euro se entro il 31 dicembre non partivano le procedure.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Bruxelles ha dato una scadenza: se volete i soldi le gare d’appalto devono partire entro il 31 dicembre.

PADRE ALEX ZANOTELLI - Comboniano
Enormi interessi e affari. E qui mi spiego: cosa fanno queste multinazionali? Mettono soldi a disposizione della Comunità europea che li mette a disposizione dei comuni che hanno problemi – un comune come Napoli, cavoli, i miliardi gli vengono molto comodi. Ed ecco allora la pressione: vuoi questi soldi? Devi cedere. Ed ecco come entrano e come avviene il grande business dell’acqua.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Ci sono pressioni di organismi internazionali che spingono verso la privatizzazione dei beni e dei servizi. L’acqua è uno di questi. Ma privatizzarla significa darla in mano ad aziende che hanno il solo interesse di venderla e non certo quello di promuoverne il risparmio e la tutela. Eppure anche in una circolare del nostro Ministero dell’ambiente c’è scritto che la gestione pubblica (in house) è ormai considerata eccezionale e residuale.

LUCA STAMATI – Vicepresidente Ato
Non esiste alcun affidamento in house in Italia! Non lo ha fatto nessuno.

SERGIO CHIAMPARINO – Sindaco Torino
Nel nostro caso abbiamo una società interamente pubblica.

ROSA RUSSO IERVOLINO – Sindaco Napoli
Ora mi sembra che qui ci sia abbastanza una tempesta in un bicchiere d’acqua. Stavolta il bicchier d’acqua ci sta bene. Secondo il comune di Napoli l’acqua deve rimanere il più possibile in mano pubblica il che è sancito da un documento votato dall’organo sovrano del comune di Napoli che è il consiglio comunale.

AUTRICE
Il comune di Napoli però la delibera Ato l’ha votata?

ROSA RUSSO IERVOLINO – Sindaco Napoli
I rappresentanti del comune di Napoli, non il Comune di Napoli! E il consiglio comunale di Napoli li ha smentiti.

AUTRICE
Cioè non vi eravate parlati prima?

ROSA RUSSO IERVOLINO – Sindaco Napoli
No, non è che non ci eravamo parlati. Sono andati per i fatti loro.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Il Comune si è accorto solo dopo il voto di non essere d’accordo con i suoi rappresentanti. Ma intanto è già partita la gara d’appalto per la gestione dei privati e chiunque può partecipare.

AUTRICE
E se partecipa Caltagirone e si compra l’acqua di Napoli?

ROSA RUSSO IERVOLINO – Sindaco Napoli
Ma se partecipa Caltagirone al massimo può vincere il 40 per cento della messa a gara non può vincere quello che non è messo a gara. Quindi chiedo scusa ma il si compra l’acqua di Napoli è una cosa che non può accadere.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Ma il 40 per cento non è una bella fetta? Nel paese delle privatizzazioni l’acqua è pubblica.

THOMAS JACOBUS – direttore Acquedotto Washington
Questo acquedotto è pubblico ed è l’unico federale negli Stati Uniti.

MAY FIIL FLYNN- Public Citizen Washington
In America l’acqua è tradizionalmente pubblica ed è sempre stata amministrata dallo Stato e pagata con le nostre tasse

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
C’è però uno stato che ha già fatto quel che si teme a Napoli, il New Jersey.

MICHAEL GALLAGHER – Public Utilities State New Jersey
Circa il 40 per cento è pubblica, il resto è privato.

AUTRICE
Quindi voi avete una maggioranza privata?

MICHAEL GALLAGHER – Public Utilities State New Jersey
Si, circa il 60 per cento.

AUTRICE
Perché?

MICHAEL GALLAGHER – Public Utilities State New Jersey
Perché? È una bella domanda!

MAY FIIL FLYNN - Public Citizen Washington
La privatizzazione non ha avuto grande successo in questo paese. Abbiamo anche avuto brutte esperienze con queste compagnie private arrivate con le loro grandi promesse che poi non sono state in grado di mantenere.

AUTRICE
Per esempio?

MAY FIIL FLYNN - Public Citizen Washington
Avevano promesso di abbassare i prezzi e invece i prezzi salivano.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Ma quanto costa l’acqua in America, per esempio qui a Washington?

THOMAS JACOBUS – direttore Acquedotto Washington
Noi facciamo un gioco e diciamo che l’acqua costa meno del abbonamento alla tv.
Personalmente io e mia moglie con una casa di 3 camere paghiamo 90 dollari per 3 mesi.

MICHAEL GALLAGHER –Public Utilities State New Jersey
La media è di 30 dollari al mese per 7 mila galloni di consumo. Ma i consumi sono molto alti.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Consumando 1 mille litri al giorno più o meno pagano 30 dollari al mese.
E in Italia quanti litri consuma una famiglia media?

FRANCESCA SANTAGATA – responsabile qualità acquedotto di Napoli
Intorno ai 5 -600 litri giorno per 4 persone.

AUTRICE
E quanto paghiamo le nostre bollette?

FRANCESCA SANTAGATA – responsabile qualità acquedotto di Napoli
Questa famiglia pagherà poco più di 200 euro all’anno.

AUTRICE
Facciamo il calcolo del 2004 quanto ha pagato?

DONNA
Più di 300 euro.

AUTRICE
Quindi non è vero che l’acqua a Napoli costa 200 euro l’anno? Costa un po’ di più.

DONNA
Un po’ di più.

PAOLO LANDI – Segretario Adiconsum
Le tariffe variano da comune a comune e da acquedotto a acquedotto. Siamo di fronte a una giungla delle tariffe: si va dai 10 centesimi a 1 euro al metro cubo, 1 euro e mezzo al metro cubo. Quindi la differenza è abbastanza considerevole.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Alla fine paghiamo in media circa 30 euro al mese, più o meno quanto pagano gli americani. Ma loro consumano il doppio.

DONNA
Perché d’estate consumiamo per il giardino che è una tipica abitudine americana.

ERIK OLSON - NRDC
Però qui si vede che più consumi e più paghi. Se usi molta poca acqua paghi veramente pochi dollari, ma man mano che aumenti i consumi paghi di più, persino il doppio.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Anche in Italia più consumi più paghi perché l’acqua è preziosa.

PATRIZIA VASTA - Acea Roma
Man mano che aumentano i consumi le tariffe aumentano per disincentivare gli sprechi. Nello stesso tempo però vengono riconosciute delle tariffe agevolate per i consumi essenziali.

AUTRICE
Per esempio?

PATRIZIA VASTA - Acea Roma
Per esempio quello di cucinare, di lavare, di bere. Sono quantificati in 250 litri/giorno per appartamento.

PAOLO LANDI – Segretario Adiconsum
Però qui va aggiunta una cosa importante: che abbinato al costo dell’acqua, al metro cubo dell’acqua, c’è anche il costo della depurazione il che naturalmente fa raddoppiare il costo della bolletta. E la depurazione viene considerata non una tariffa ma una tassa per cui essendo una tassa quindi viene pagata anche se il depuratore non c’è.

AUTRICE
Anche voi pagate i servizi come tasse?

ERIK OLSON - NRDC
Paghiamo 7 dollari e 50 per pulire la nostra baia che è inquinata.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Alla fine negli Stati Uniti l’acqua costa meno che in Italia, non si privatizza e molti se la bevono.
Tanto che le industrie la imbottigliano pure. Andiamo in un supermercato e guardate questa: si chiama Dasani e si trova dappertutto. C’è scritto purified, purificata, e vuol dire che è semplice acqua del rubinetto, addolcita con qualche lavorazione chimica, poi imbottigliata e venduta. In questo caso dalla Coca Cola che però non è l’unico produttore che lo fa. Costa circa un dollaro e mezzo e la gente se la compra.

MAY FIIL FLYNN - Public Citizen Washington
Non so spiegarti il processo chimico ma è solo una questione di marketing. Perché le aziende sono solo interessate a venderti qualcosa che tu immagini ti faccia bene e non certo a dire che potresti berla semplicemente aprendo il rubinetto di casa tua.

AUTRICE
Si fa anche in Italia questa cosa qui?

PATRIZIA VASTA - Acea Roma
È un altro mestiere che non è fare i gestori del servizio idrico integrato ma è fare i venditori di minerali. Sicuramente le caratteristiche organolettiche dell’acqua distribuita a Roma potrebbero essere imbottigliate.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
In Italia la legge consente di imbottigliare acqua del rubinetto, e la Parmalat ci aveva anche provato, ma poi ci sono state le proteste dei consumatori e la storia si è chiusa lì.
Ma in America la gente quando se la compra sa cosa sta pagando?

UOMO
Che cosa è l’acqua purificata? Beh, suppongo acqua di sorgente con qualche processo di purificazione.

AUTRICE
Invece è acqua del rubinetto imbottigliata.

UOMO
Non ne avevo idea.

AUTRICE
E lo sa che in Inghilterra e in Francia è stata vietata?

UOMO
Ah sì? La Dasani?

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
La Dasani, perché gli inglesi non erano per niente contenti di pagare l’acqua del rubinetto e così l’hanno analizzata e hanno anche scoperto che conteneva bromato, una sostanza cancerogena. Così la Coca Cola ha dovuto ritirarla da tutti i punti vendita e bloccare le campagne di lancio in India, in Francia e in altri paesi europei. Negli Stati Uniti continuano a venderla? Ma è la stessa? Con il bromato?

ERIK OLSON - NRDC
Beh penso che possa esserci il bromato, così come in altre acque in commercio. Il problema è che qui abbiamo ben poche regole per le acque in bottiglia. Per esempio non sei obbligato a rivelare i contaminanti. E la gente non ha la minima idea della provenienza dell’acqua. Mi ricordo una marca che aveva le montagne disegnate sull’etichetta ma in verità la fonte era vicino a un parcheggio e una discarica.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
In Italia invece bisogna scrivere molto ma non proprio tutto.

ETTORE FORTUNA – presidente Mineracqua
Sull’etichetta bisogna riportare per legge le caratteristiche salienti di quell’acqua, cioè i minerali prevalentemente presenti per qualificare quell’acqua, un’acqua calcica o magnesiaca…

AUTRICE
E per esempio l’arsenico, dovete scrivere i valori dell’arsenico?

ETTORE FORTUNA – presidente Mineracqua
No, perché la legge è così strutturata: se lei è nei limiti non deve riportarlo perché che informazione dà al consumatore, non dà nessuna utilità. Se lei invece non è nei limiti stia pur tranquilla che lei quell’acqua non la puoi imbottigliare.

AUTRICE
Però ci potrebbe essere un’acqua che non contiene arsenico e un’acqua che lo contiene entro i limiti. Perché io non posso saperlo e scegliermi l’acqua che proprio non ce l’ha?

ETTORE FORTUNA – presidente Mineracqua
Ma questo da un punto di vista sanitario o igienico è pressoché indifferente.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Forse si, ma forse no. Intanto i limiti dell’arsenico sono appena stati ridotti a 0,01 milligrammi per litro, ma fino a gennaio di quest’anno le acque minerali che ne avevano di più ce le siamo bevute, e un certo numero di sottomarche sono state bocciate dal Ministero della salute perché le analisi non sono in regola. Però siamo più rigorosi degli americani. Rimane il fatto che vendere acqua minerale è un grande business, perché la materia prima, che è dello Stato, costa molto poco.
Talmente poco che ci si vergogna a dirlo.

AUTRICE
Quanto si paga per usare una fonte?

STEPHEN KAY – vicepresidente IBWA
Dipende dalle compagnie, è un’informazione privata. Dipende se l’affittano o la comprano, è un affare privato delle aziende. Quindi non esiste un modello fisso per dirle quanto costa. Per rispondere alla sua domanda. Non posso dirglielo.

AUTRICE
Ma ha detto che possono addirittura comprarsela giusto?

STEVEN KAY – Vicepresidente IBWA
Si è misto: possono comprarla o affittarla, dipende dalla fonte. Non c’è nulla di determinato.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Loro le sorgenti possono comprarsele, ma di cifre nessuno parla. La nostra legge, invece prevede un canone.
Nel 2004 in Lombardia da questi canoni la regione ha incassato in totale 143 mila euro, il Piemonte ancora meno.

AUTRICE
Quanto paga un’azienda per una fonte?

SALVATORE DE GIORGIO – Regione Piemonte
Come azienda minima per l’estensione territoriale in ettari attorno a 2 mila 582 euro l’anno.

ETTORE FORTUNA - Presidente Mineracqua
Dipende adesso dalle Regioni. Ci sono regioni dove qualche marca paga anche qualche miliardo l’anno di vecchie lire.

AUTRICE
Per esempio?

ETTORE FORTUNA - Presidente Mineracqua
Può pagare anche un miliardo e mezzo cioè da 500 a 750, 800 mila euro.


AUTRICE
Per esempio? Me ne dica una?

ETTORE FORTUNA - Presidente Mineracqua
Per esempio la Levissima che è in Lombardia paga un canone significativo.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Lo chiediamo alla Levissima che ci rimanda a Mineracqua. Allora proviamo con la Regione.

Funzionario Regione Lombardia al telefono
Io sui miliardi adesso dipende da cosa si intende per miliardi perché qui noi abbiamo un incamerato che è di circa 3 miliardi e mezzo all’anno e quindi che paghi tanti miliardi Levissima mi sembra appunto un po’ strano.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Questi 3 miliardi sono la somma complessiva pagata alla regione Lombardia da una trentina di aziende, per il canone di superficie e di l’imbottigliamento. Quindi è difficile che la Lievissima, da sola, paghi miliardi. Invece sicuramente li incassa vendendo la sua acqua minerale.

ETTORE FORTUNA - Presidente Mineracqua
Il problema è che le leggi non le facciamo noi, le fa la Regione. E se la sua regione fa una legge che le è favorevole lei, lei non va a sollecitare la regione perché gliela cambi, giusto? Cosa fa però: essendo una cittadina corretta, come noi siamo imprenditori corretti, dice che è disponibile ad accettare tutte le nuove leggi, fatele però, anche per uscire da queste polemiche.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
L’Umbria è forse la regione d’Italia più famosa per le acque minerali e sono famose le sorgenti di Nocera Umbra. Tanto che la Rocchetta vuole fare altri prelievi.

UOMO 1
Noi venivamo qui da bambini a giocare e berla con le mani. L’acqua non è solo nostra, è di tutti e la nostra paura è che scompaia questo fiume

UOMO 2
Se si asciuga il mulino non gira più, il mulino dell’olio e quello del grano.

UOMO 3
Noi difendiamo un bene demaniale pubblico contro prelievi scriteriati.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Perché da questa sorgente si prelevano e imbottigliano già 28 litri al secondo che è il massimo consentito da un protocollo firmato una decina di anni fa

UOMO 1
Se loro rispettano il protocollo d’intesa che più di 28 litri al secondo non prelevano da questa zona va tutto bene.

UOMO 4
50 anni fa nessuno aveva l’acqua in casa. Oggi si consuma molto di più. Tra vent’anni se andiamo di questo passo la Regione stessa ci rimette. Il contrario deve fare la regione non lei che insiste dare l’acqua, dare l’acqua.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
C’è una domanda che fa fatica a trovare risposta, le fonti sono un bene demaniale da sfruttare, tutelare e conservare, se le regioni le affittano alle aziende perché non se le fanno pagare bene? La risposta potrebbe essere che poi le bottiglie verrebbero vendute più care. Ma è indispensabile bere l’acqua minerale se quella del rubinetto è potabile? E adesso un altro confronto con gli Stati Uniti su un altro servizio pubblico: la luce. Il libero mercato, ci hanno detto, farà calare la bolletta. Per il momento è aumentata, ma il processo è solo all’inizio, e gli inizi si sa, sono sempre tormentati. Negli Stati Uniti invece la liberalizzazione è collaudata da tempo, quindi guardando loro forse possiamo comprendere in prospettiva se le cose per gli utenti miglioreranno o cambieranno solo i beneficiari del conto corrente.

DONNA
Se non sto attenta e faccio partire contemporaneamente il ferro da stiro e lavastoviglie oppure il ferro da stiro e, insomma due elettrodomestici insieme, salta immediatamente.

AUTRICE
Facciamo la prova?

DONNA
Si. Mettiamo in forno.

AUTRICE
Di solito quanto tempo passa?

DONNA
Pochissimo. Sono le otto e 23. Più di cinque minuti, secondo la mia esperienza, non resistono.

AUTRICE
È successo. Che ore sono?

DONNA
Sono le otto e 30

AUTRICE
Quindi sono passati 7 minuti.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
In tutta Italia stanno sostituendo i vecchi contatori con i nuovi e in tempi brevi tutto il paese avrà il contatore digitale. Ma intanto si resta al buio.

DONNA
Adesso bisogna scendere nei sotterranei. Ogni tanto incontro anche qualcuno nel condominio alle ore più impensate che sta scendendo giù perché non ha avuto l’accortezza di stare attento. Tutti quanti abbiamo questo problema.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Nel centro di Bologna i nuovi contatori ci sono già. In questo palazzo li hanno messi da più di 2 anni. Eppure tutti si lamentano: basta accendere due elettrodomestici insieme e la luce salta.

AUTRICE
In questo palazzo quante persone abiteranno? Un centinaio?

DONNA
Un centinaio di persone.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Tutte con un contratto da 3kw come la maggior parte delle famiglie italiane. Solo che i vecchi contatori avevano un margine di tolleranza largo e se superavi i 3 kw la luce non saltava. Questi si resta al buio. Ma adesso l’Enel dice che si può arrivare ai 4 kw per 3 ore consecutive.

PAOLO LANDI – Segretario Adiconsum
Devo dire che Enel aveva fatto un’operazione abbastanza maldestra in quel periodo che poi siamo intervenuti ed è rientrata, dicendo alle famiglie se vi salta c’è solo una cosa da fare: passate a 4 kw e mezzo. Così la spesa per la bolletta sarebbe quasi raddoppiata. Poi siamo intervenuti nei confronti dell’Autorità dell’Energia e questa pubblicità è stata ritirata.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Ė stata ritirata ma il problema è rimasto. Riaccendiamo forno e lavatrice e torniamo in cantina con un elettricista. Perché la luce è saltata di nuovo.

ELETTRICISTA
È saltato sì. Lei ha superato la potenza in un modo consistente. Lei ha consumato oltre 4 kw, 4 kw e 370 per l’esattezza.

AUTRICE
Ma è possibile con due elettrodomestici in funzione? Due elettrodomestici di casa…

ELETTRICISTA
Sì, direi di sì

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
E visto che forno e lavatrice li usiamo tutti vuol dire che non basta nemmeno la tolleranza a 4 kw. Allora perché ci mettono i nuovi contatori e ci lasciano 3 kw che non reggono niente?

ELETTRICISTA
Personalmente ho messo un po’ di malizia in queste cose e sono arrivato a pensare che l’installazione gratuita di questi contatori è semplicemente virtuale. Magari con questo stratagemma uno potrebbe pensare uno è costretto a fare poi il contratto da 4 kw e mezzo.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
La morale è che: o usi un elettrodomestico per volta, oppure fai un contratto da 4 kw, che costa 200 euro in più.

ELETTRICISTA
Sì.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Però si potrà avere la tariffa multioraria, che vuol dire un bel risparmio facendo per esempio la lavatrice di notte. Così sta scritto sulle pubblicità dell’Enel.

Telefonata con call center Enel:

ADDETTO ENEL
Buonasera sono Flora.

LORELLA
Buonasera. Io volevo attivare le nuove tariffe, la tariffa sera.

ADDETTO ENEL
Allora: intanto con il suo contatore non è possibile fare quello che mi sta richiedendo signora. Deve essere un contatore teleletto e telegestito, non lo è il suo. Quindi signora non lo può fare, primo. Ora vediamo i suoi consumi: lei non può farlo signora perché ha tariffe molto basse. Quanti siete in famiglia?

LORELLA
Siamo tre.

ADDETTO ENEL
Già paga tariffe bassissime signora.

LORELLA
No, guardi rispetto ai miei consumi io spendo tantissimo.

ADDETTO ENEL
Ma allora vuole venire a lavorare al posto mio?

LORELLA
No, io sto parlando delle mie tasche, di quello che tiro fuori normalmente.

ADETTO ENEL
Lei consuma 2 mila 360 kwatt in un anno e le nuove tariffe sera, week-end devono superare i 2 mila 600 kwatt, altrimenti non convengono. Lei già paga tariffe più basse di tutta Europa.

LORELLA
Allora chi è che consuma più di me?

ADDETTO ENEL
Tutti, meno che lei signora!

LORELLA
Perché secondo loro consumo poco. Guardi qua! (bolletta di 350 euro)

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
La signora consuma 2 mila 360 kwatt all’anno, la media di una famiglia italiana è di 2 mila 500. Quindi è nella media. Il punto è che le tariffe notturne convengono solo a chi consuma molto. Basterebbe dirlo in modo chiaro e sarebbe tutto più semplice.

AUTRICE
Ma voi ce li avete i contatori digitali?

RAGAZZA
Questo è il nostro contatore. E non credo proprio che sia digitale. Ė un vecchio modello.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Nella supertecnologica New York hanno ancora i vecchi contatori. A Washington invece sono digitali ma la luce non salta mai perché i contatori non sono tarati a tre kwatt ma a 12, e poi paghi quello che consumi.

UOMO
Qui vedi il totale che abbiamo usato da quando è stato installato e poi adesso si illumina e vedi quello che stiamo consumando in questo momento.

AUTRICE
E così puoi leggere quanto stai consumando?

UOMO
Sì.

AUTRICE
Quindi avrai anche le tariffe multiorarie?

UOMO
Si. Nelle ore di picco costa molto, poi c’è un orario intermedio e un prezzo medio. E questa è la fascia serale, la più economica.

AUTRICE
Se usi l’energia di sera la paghi meno?

UOMO
Esatto, costa meno, circa il 25 per cento di meno.

FREDERICK BUTLER – Commissioner Public utilities State New Jersey
Noi stiamo ancora lavorando e per adesso le tariffe orarie sono ancora limitate. Voi in Italia avete fatto meglio.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Veramente mica tanto visto che chi ha il contatore nuovo non è proprio contento.

TYSON SLOCUM – Direttore ricerche Public Citizen Washington
Tutta questa enfasi sulle tariffe orarie è soprattutto dovuta al fatto che da quando c’è la deregulation le tariffe stanno solo aumentando. Allora il governo e le aziende dicono che è il consumatore che deve gestire meglio i suoi consumi e le sue tariffe. Si dà la responsabilità al consumatore. E io d’estate, nelle giornate in cui si muore di caldo, dovrei dire a mia nonna di spegnere il condizionatore perché costa più caro.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
In America l’energia è sempre stata gestita da privati. Ma il meccanismo era più o meno come in Italia. Noi avevamo solo l’Enel, loro le grandi industrie monopoliste, come la ConEdison a New York o la Pepco a Washington, ma erano controllate e regolamentate dagli stati.

TYSON SLOCUM – Direttore ricerche Public Citizen Washington
E il monopolio privato, ma molto regolato, produceva l’energia più efficiente ed economica del mondo.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Poi anche in America, come da noi, alla fine degli anni ’90 è arrivata la liberalizzazione, o deregulation: e le grandi aziende hanno dovuto cedere centrali e produzione, e adesso chiunque può produrre energia.

TYSON SLOCUM – Direttore ricerche Public Citizen Washington
Il 95 per cento delle famiglie americane continua ad avere i vecchi fornitori monopolisti perché i nuovi non sono in grado di fornire energia a prezzi migliori.
Così adesso anche molti di coloro che sostengono la liberalizzazione ammettono che non ci sarà mai diminuzione dei prezzi per le famiglie

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Questo perché nonostante il mercato libero i vecchi monopoli si sono tenuti la rete di trasmissione. Così l’energia passa sempre sui loro cavi e i nuovi produttori, quando la vendono, possono guadagnare solo sul prezzo di vendita. E alla fine la legge la detta sempre il vecchio monopolista.

MARY BETH HUTCHINSON – Pepco Washington
Per gli altri fornitori è difficile se non impossibile competere e fare prezzi più bassi dei nostri.

AUTRICE
Cioè siete i migliori?

MARY BETH HUTCHINSON – Pepco Washington
Di gran lunga.

TYSON SLOCUM – Direttore ricerche Public Citizen Washington
Ti dicono: “ehi, adesso puoi scegliere!”. Ma per la gente non significa niente. L’elettricità è l’elettricità, non è come gli altri prodotti. Per questo non funziona. Perché al cliente interessa solo poter accendere la luce e pagare prezzi ragionevoli.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Anche in Italia da sei anni il mercato dell’energia è stato liberalizzato. Però le famiglie potranno scegliersi il produttore solo a partire dal 2007. Adesso l’energia ce la compra l’Acquirente Unico. Solo le aziende possono scegliersi liberamente il fornitore. Almeno in teoria…

NANDO PASQUALI – Amministratore delegato Acquirente Unico
Pochissimi, quasi nessuno, ha scelto proprio per la difficoltà di muoversi in un mercato che è complicato. Non so se le famiglie sono in grado di fare queste operazioni.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Probabilmente no, ma questo è quello che viene decantato ovunque. Sta di fatto che ora chi tratta per noi compra dal fornitore leader, cioè dall’Enel. Sarebbe questo il libero mercato?

NANDO PASQUALI – Amministratore delegato Acquirente Unico
Io glielo dico: è un po’ drogato perché ci sono delle società che sono pubbliche come l’Enel. L’Enel è una società protetta perché l’Enel deve fare grandi utili perché deve dare ritorno agli investitori che hanno comprato le azioni ma anche al Tesoro che ha bisogno di soldi fino all’ultimo centesimo. Capito? Quindi non c’è una vera concorrenza, non una c’è vera concorrenza. Capisce?

PAOLO LANDI – Segretario Adiconsum
Resta il fatto che le nostre tariffe sono tra le più elevate per quanto riguarda l’energia elettrica.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
C’era venuto questo sospetto. Ma se il Ministero del tesoro (quindi lo Stato) è azionista dell’Enel, non ha nessun interesse ad imporre o sollecitare una vera concorrenza perché più cara è la boletta e più incassa. E la nostra è la più cara d’Europa. Se ne avete una a portata di mano provate a guardarla: insieme alle quote fisse , il consumo le tasse erariali e locali paghiamo anche 11 indecifrabili voci fra le quali leggiamo: copertura fra perdite standard ed effettive, vuol dire che sulla rete si perde energia e noi la paghiamo; copertura degli squilibri del sistema di perequazione e dei meccanismi di integrazione – chissà cosa sono; copertura degli squilibri fra il sistema di perequazione e costi d’acquisto - Saranno i loro costi. E paghiamo anche gli sconti che l’Enel ha fatto alle Ferrovie dello Stato più di 30 anni fa.
Alla fine quanto ci costa il nostro kwatt e quello americano tenendo conto che loro la luce se la mangiano?

FABIO MASSIMO VISCONTI - Acea
Ha un costo che completamente vestito si aggira intorno ai 12 centesimi di euro al kwatt.

MARY BETH HUTCHINSON – Pepco Washington
Da noi la media è 7 - 8 centesimi al kwatt ora

FREDERICK BUTLER – Commissioner Public utilities New Jersey
10 centesimi al kwatt ora.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Comprese le tasse. Quanto sono le tasse?

CHRIS OLERT – Conedison New York
Circa il 20 per cento.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Da noi le tasse sono un po’ meno del 20 per cento. Solo che poi sulle tasse ci paghiamo anche l’Iva. Mi spieghi il perché?

FABIO MASSIMO VISCONTI - Acea
Noi siamo obbligati per decreto a calcolare l’Iva su tutto l’ammontare. Poi questa non è una spiegazione del perché ma semplicemente chiarire come esiste una posizione molto chiara riguardo a questa domanda da parte degli enti competenti.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
In altre parole il nostro governo impone la tassa sulle tasse.

AUTRICE
Ma anche voi pagate l’Iva sulle tasse?

TYSON SLOCUM – Direttore ricerche Public Citizen Washington
No, non esiste Iva in America. E questa è una cosa buona.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
In Italia, paghiamo anche altro che gli americani nemmeno si sognano. Per esempio anche da voi le tariffe aumentano per la seconda casa?

MARY BETH HUTCHINSON – Pepco Washington
No, da noi purtroppo no. Un costo è un costo.

CHRIS OLERT – Conedison New York
Non può esserci una tassa su chi ha più case. Anche perché a New York ci sono molte persone ricche che hanno più case, più appartamenti.

AUTRICE
E chi la casa di proprietà non ce l’ha?

FREDERICK BUTLER – Commissioner Public utilities New Jersey
Se sei povero ci sono dei programmi per aiutarti a pagare la bolletta. Insomma se sei tra le persone con un reddito molto basso noi ci preoccupiamo che non arrivi mai a pagare più del 6 per cento del tuo introito per l’elettricità o il gas.

AUTRICE
Cosa intendete per povero?

FREDERICK BUTLER – Commissioner Public utilities New Jersey
Ha ragione. Ė povero chi guadagna meno di 20 mila dollari all’anno

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Da noi non esistono i programmi per i poveri e chi guadagna 15.000 euro paga come gli altri. Il nostro governo, nonostante i solleciti dell’Autority, non ha ancora stabilito qual è la soglia di povertà.

PAOLO LANDI – Segretario Adiconsum
Abbiamo un meccanismo di contare l’energia che consumiamo abbastanza strano. Nel senso che per i primi mille 800 kwatt di consumo su base annua abbiamo una tariffa diciamo agevolata, molto scontata. Oltre invece abbiamo tariffa piena. Per cui il costo dell’energia varia a seconda di quanto uno ne consuma.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Più consumi più paghi. Così alla fine chi può permettersi di andare al ristorante e in lavanderia, non è mai a casa e consuma poco paga i suoi kwatt di meno, mentre la famiglia che cena a casa, fa la lavatrice consuma più kwatt e li paga tanto. E poi ci sono anche storie come questa.

PIETRO SANSONETTI – direttore Liberazione
È successo che ci è arrivata una bolletta della luce di 4 mila e 737 euro e 44 centesimi. E a noi francamente ci è sembrata un po’ troppo alta e soprattutto non sappiamo dove trovare 4 mila 737 euro in pochi giorni. Perché è successo questo? Ma mi pare di aver capito noi stiamo in questa casa da 5 anni e in 5 anni effettivamente pagavamo piuttosto poco, perché pagavamo 40-50 euro a bimestre, poco più di 20 – 30 euro al mese ed evidentemente non sono mai stati letti i contatori della luce che pure stanno nell’androne.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
A Roma l’Acea specifica che è tenuta a fare solo un tentativo di lettura all’anno, così va a finire che molti cittadini ricevono bollette con consumi presunti. Poi arrivano i conguagli e i guai.

PIETRO SANSONETTI – direttore Liberazione
Abbiamo provato prima a telefonare ma telefonare è inutile perché c’è un disco, non c’è niente da fare. Allora abbiamo mandato un fax sia all’Acea sia all’Autorità dell’Energia, nel fax abbiamo spiegato le cose. Per ora la risposta non è stata molto incoraggiante perché ci è arrivata una seconda lettera dell’Acea che ci informa che o paghiamo entro pochi giorni, entro il 28 aprile, oppure ci staccano la luce. E adesso vediamo che cosa succede. Siamo in attesa. Siamo stati ieri al supermercato, abbiamo comperato delle scatole di candele molto grandi, abbiamo decine di candele, siamo pronti a restare al buio. Ci dispiace perché non possiamo vedere la televisione.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Però l’Enel informa che adesso possiamo pagare la bolletta al bar o in tabaccheria.

BOLLETTA AL BAR

BARISTA
No da noi no, in alcuni punti sì
.
AUTRICE
Al bar? No.

BARISTA
No ma in alcuni posti sì.


BARISTA
Si, ma solo con il bancoposta e certe volte non accetta nemmeno bancoposta. Per cui è un eufemismo diciamo questo pagamento.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Il bar devi trovarlo e devi avere il bancoposta. A New York la bolletta si paga anche in gioielleria.

RAGAZZA
Buonasera. Devo pagare la mia bolletta.

CASSIERA
Sono 33 dollari e 82 centesimi. Ecco, questa è la sua ricevuta.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Negli Stati Uniti quando hai un problema ti rivolgi direttamente alle Autorità e non alle aziende. E le dispute si risolvono in luoghi simili a dei tribunali. Questo è quello di Albany, la capitale dello stato di New York. E qui siamo nel New Jersey

FREDERICK BUTLER – Commissioner Public utilities New Jersey
I 5 commissari si siedono lì e sono come la giuria di una corte. Io ad esempio sono stato uno dei commissari in un caso molto controverso, una questione di linee elettriche che la gente non voleva vicino a casa. C’erano 400 persone davvero molto arrabbiate. Siamo stati a discutere per più di 5 ore: non puoi volere la luce e non i tralicci! Comunque abbiano trovato un accordo e ridotto il numero di linee.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Questa è una bolletta italiana: per 743 kwatt sono 154 euro. Questa è americana: per 760 kwatt 139 dollari. L’americano quindi paga di meno. C’è da dire però che quel che noi consumiamo in 2 mesi loro lo consumano in uno. In Italia il consumo medio per una famiglia è di 2 mila e 500 kwatt all’anno. E qui?

FREDERICK BUTLER – Commissioner Public utilities New Jersey
7.200 all’anno. Cioè 3 volte tanto.

Commessa negozio cucine
Gli spazi sono molto grandi ma soprattutto la richiesta di elettrodomestici è maggiore. Ad esempio questo potrebbe essere un tipico frigorifero italiano mentre la richiesta da parte di un americano è quasi sempre di questo tipo. E questa è la richiesta di dimensione minima per un forno che deve poter contenere un tacchino il giorno del ringraziamento. Di solito al forno si accompagnano altri tipi di elettrodomestici: c’è un doppio forno, un forno a vapore. Insomma di solito c’è un’intera parete di elettrodomestici.

FREDERICK BUTLER – Commissioner Public utilities New Jersey
Noi spesso la sprechiamo. Molte case hanno 5 televisioni, 4 videoregistratori e ci sono sempre elettrodomestici in funzione.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
In America “grande è meglio”. Però sono molto diffusi i frigoriferi e le lavatrici a basso consumo.

Commesso negozio elettrodomestici
Si, il basso consumo. Perché ha senso! Ecco l’etichetta del basso consumo. Questo modello di frigorifero consuma 572 kwatt all’anno. I range di risparmio li stabilisce il governo federale. Un frigo non deve consumare più di 686 kwatt. Questo super efficiente consuma 597.

AUTRICE
Anche lei ha il basso consumo a casa sua?

Commesso negozio elettrodomestici
Ma naturalmente!

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Roosvelt Island, al n. 586 della Main Road abitano 400 famiglie.

DONNA
Andiamo giù. Tutti i condomini a New York sono così, tutti quanti. A meno che tu non hai il tuo appartamento con delle regole particolari in genere hanno tutti la lavanderia in comune…1 dollaro e 25, vedi. Si inserisce, si mette il detersivo e poi si fa partire. Ce ne sono altre di qua…e queste sono le asciugatrici. Ed è 35 minuti e 35 minuti

AUTRICE
Un’ora e dieci per fare il bucato?

DONNA
Sì.

AUTRICE
Secondo lei è un buon modo per fare il bucato?

UOMO
È ottimo.

AUTRICE
Perché?

UOMO
Perché scendi giù, metti nella lavatrice, poi risali per una ventina di minuti, poi scendi e metti il tuo bucato nell’asciugatrice, pieghi la tua roba ed è fatto.

AUTRICE
Ed è un modo per risparmiare energia?

UOMO
Sì, a New York sì.

STEVEN NADEL – Direttore American Energy Efficient Economy
Dal 1973 con le politiche di risparmio e efficienza abbiamo risparmiato più del 30 per cento dell’energia. Solo nel 2003 tra gli elettrodomestici a basso consumo e quello che hanno fatto le aziende abbiamo risparmiato circa 650 miliardi di dollari.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Per esempio con il teleriscaldamento, o cogenerazione, che vuol dire produrre energia e calore insieme, usando il calore residuo delle centrali che normalmente si spreca. Quasi tutta Manhattan è riscaldata così. Il vapore non si spreca e con la stessa quantità di combustibile si fanno elettricità e riscaldamento.

CHRIS OLERT – Conedison New York
La cogenerazione è veramente un sistema di risparmio. Si raddoppia l’efficienza perché con lo stesso combustibile fai elettricità e vapore per il riscaldamento. Tra i nostri clienti ci sono anche il palazzo dell’Onu e il Rockfeller Centre.

AUTRICE
Davvero?

CHRIS OLERT – Conedison New York
Sì,sì.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
A Civitavecchia l’acqua della centrale potrebbe riscaldare due volte l'intera città: invece la scaricano in mare. Sempre nel Lazio, a Tor di Valle, invece, non buttano via niente. Anche Brescia è virtuosa, dal 1972. Nel resto del paese non se ne parla. In compenso anche noi negli ultimi anni abbiamo comprato più della metà degli elettrodomestici a basso consumo. I piani per risparmiare energia qui ci sono, ma sul fronte delle energie rinnovabili siamo bassi. Non si arriva al 6 per cento.

FREDERICK BUTLER – Commissioner Public utilities New Jersey
È meno del 2 per cento e solo nel New Jersey l’eolica è zero.

CHRIS OLERT – Conedison New York
In tutto lo stato di New York c’è un solo impianto solare in funzione.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Per trovare un impianto vero di energia eolica bisogna andare nel deserto californiano. Per fare l'eolico ci vuole vento. E in questa valle il vento ti porta via! Anche noi abbiamo un po’ di eolico, ma lo mettiamo nelle valli dove il vento non c'è! Con l’energia pulita siamo a quota 7 per cento. Un po’ di solare lo troviamo su un tetto vicino alla stazione Termini.

ALDO STRACQUALURSI – Acea
Questo impianto riesce praticamente ad assolvere all’energia richiesta da circa 20 famiglie.

AUTRICE
E quanto costa un impianto così?

ALDO STRACQUALURSI – Acea
Circa 400 milioni dei quali circa il 60 per cento verranno restituiti.

AUTRICE
E se io volessi farmelo nel mio condominio mettiamo proprio con 20 famiglie?

ALDO STRACQUALURSI – Acea
Lo stato, tra regione e ministero dell’ambiente, possono rimborsare fino al 70 per cento.

PAOLO LANDI – Segretario Adiconsum
Fino a oggi questo era impedito perché la legge vietava a qualsiasi persona di produrre energia se non acquistandola dall’Enel. Una cosa assurda e incredibile, ma era così. Ora questa legge sulle energie alternative, sulla cosiddetta micro-cogenerazione esiste già, è già legge, c’è l’esigenza di un regolamento di attuazione e questo regolamento di attuazione naturalmente non si riesce a farlo venire fuori perché le resistenze chiaramente sono enormi.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Gli Stati Uniti sono il paese che succhia più energia al mondo. Luce diurna in tutte le città tutta la notte, consumi astronomici, nelle case c’è ogni sorta di elettrodomestico. La produzione arriva dal petrolio, ma soprattutto carbone e nucleare. Le centrali atomiche sono più di 100. Una delle più grandi sta a Waterford, nel Connecticut. La puoi vedere dal treno. Volevamo chiedere quanto producono. Al telefono non ci hanno risposto. Ingenuamente ci siamo presentati al primo ingresso. Esce la vigilanza. Ci chiedono se siamo russi, poi il passaporto e il visto. Ci perquisiscono e quando trovano sugli appunti elenchi di centrali e acquedotti, chiamano la polizia e ci arrestano. Poi arriva l’FBI: l’accusa è di terrorismo. Ci rilasciano dopo 6 ore. Il nucleare è vietato.

MILENA GABANELLI
Gli Stati Uniti oggi sono un paese messo in sicurezza. Recentemente una troupe americana che si era avvicinata via mare alla centrale che abbiamo appena visto , è stata fermata dagli elicotteri dell’FBI. Riassumendo sul costo della luce: loro pagano il kwATT un po’ di meno di noi, solo in alcuni stati ci sono le tariffe multiorarie, è vero che sono diffusissimi gli elettrodomestici a basso consumo, ma nelle loro case ci sono frigoriferi che noi mettiamo nelle mense aziendali. Noi consumiamo meno, fortunatamente, e promettiamo quel che di fatto non si potrà mantenere.

 

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