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Puntata del 31/05/2000

PERCHE' ALCUNI PROCESSI NON ARRIVERANNO MAI ALLA SENTENZA FINALE?

in onda il 31.05.00

di - Società

PERCHE' ALCUNI PROCESSI NON ARRIVERANNO MAI ALLA SENTENZA FINALE?

Autori: Sabrina Giannini
Stagioni: 2000
Argomenti: Società
Inchiesta: Perché?

MILENA GABANELLI in studio
L'ultimo perché è dedicato alla giustizia. La legge dice che chi sbaglia paga ma un decreto invita le procure a stabilire quali reati punire e quali reati accantonare. Qualcosa non torna e il perché ce lo racconta Sabrina Giannini.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E' il 1991 quando due persone muoiono per aver inalato ossido di carbonio. Gli addetti della manutenzione sono i responsabili, non c'è dubbio secondo i periti.
Ma in 9 anni la giustizia non è riuscita ad arrivare ad una condanna di colpevolezza definitiva. E mai più la darà.

CLAUDIO TESTINI
Sembra che i miei alla fine si siano ammazzati da soli&

 


VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Ma reati impuniti ce ne saranno sempre più grazie all'articolo 227 del decreto n.51 del 1998. La giustizia è intasata di processi lunghi? Ecco questa norma che chiede ai giudici di scegliere per processi da portare avanti, quelli più gravi e importanti, a scapito di quelli da abbandonare.
E secondo la procura di Genova ci sono reati di serie A da perseguire, di serie B da seguire se c'è tempo e quelli di serie C, da abbandonare. Ma i reati non dovrebbero essere tutti da punire?
Davvero verranno abbandonate delle indagini?

DOTT. FRANCESCO LALLA - Procuratore Aggiunto - Procura di Genova
Si purtroppo verranno abbandonate delle indagini. Noi ci siamo trovati a gestire qualcosa come 27.000 fascicoli in 18,20 persone. Allora ci siamo fatti i nostri criteri di priorità e poi abbiamo avuto la chiarezza di dire che una certa fascia di processi non avremmo mai potuto affrontarla.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E giaceranno in eterno al quinto piano della Procura. Chi ha commesso i seguenti reati stia tranquillo: ingiuria, piccoli furti, truffe al di sotto dei 10 milioni, reati considerati minori, ma sempre secondo discrezione del giudice.

DOTT. FRANCESCO LALLA - Procuratore Aggiunto - Procura di Genova
Appena ho letto questo articolo di un giornalista famoso mi sono molto irritato come magistrato. Ancora una volta si scaricano sulle nostre spalle delle scelte che non dovrebbero essere nostre, devono essere del legislatore. In fin dei conti questa era un'occasione per fare un'amnistia.

AVV. ENRICO DELLE PIANE - legale di Claudio Testini
Il pubblico ministero ha l'obbligo di perseguire tutti i reati, non di andare a scelta, come fanno per esempio in certi stati.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Infatti la norma chiede al magistrato di scegliere, andando contro la legge che invece lo obbliga a procedere su tutti i reati in ordine di arrivo e non di gravità.

DOTT. FRANCESCO LALLA - Procuratore Aggiunto - Procura di Genova
Ma in realtà, dietro lo schermo di questa apparente chiarezza della norma che diceva solo "dimmi cosa mandi avanti", c'era implicita una previsione che qualcosa sarebbe stata lasciata indietro e quindi l'ultima parte abbandonata.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Che azzeccagarbugli, vero? Per non tirarsi addosso l'ira della gente parlando di amnistia, il governo ha pensato bene di tirare fuori questa soluzione ambigua, passando così la patata bollente ai giudici. E' pur sempre un'amnistia, ma strisciante.

DOTT. FRANCESCO LALLA - Procuratore Aggiunto - Procura di Genova
E' un'amnistia strisciante però un'amnistia non fatta da chi ha il potere di farla ma da chi non ha il potere di farla, cioè noi.

AVV. ENRICO DELLE PIANE - legale di Claudio Testini
Si perché oggi in questa situazione c'era poco da fare, tanto vale dirlo. Però allora è meglio l'amnistia perché lo stato la stabilisce con delle regole uguali per tutti e non che a Genova chi ha tanto da fare manda il reato in prescrizione e non se ne occupa più e magari dove c'è meno da fare, in una sede minore, questo reato viene perseguito e giunge al processo. Perché allora giochiamo alla lotteria!

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Già, una lotteria. Infatti questa norma non mette tutti i cittadini sullo stesso piano. Milano non si è ancora data dei criteri di priorità mentre a Genova verranno abbandonati i processi che si prescrivono nei prossimi tre anni, a Bologna nei prossimi due. E a prescindere dalla gravità del reato. Si chiude prima ancora che si abbia tempo di chiudere. Come dire: tanto non ce la faremo mai.
Per esempio: cosa direbbe l'avvocato Magnesio ad un suo cliente indagato per spaccio di una piccola quantità di stupefacenti?

AVV. GUIDO MAGNISI
Mi seccherebbe dirgli "dormi sonni tranquilli perché tanto la macchina della giustizia non ce la fa e tu sei fuori dai criteri di priorità". Mi seccherebbe. Lo tranquillizzerei dicendo che la giustizia è in una situazione tale per la quale il suo processo si farà, se e quando lo si farà.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E così la giustizia italiana d'ora in poi cambierà da procura a procura. In altre parole: se i delinquenti più scaltri entrassero in possesso dei diversi criteri di priorità, potrebbero cambiare città per commettere reati dove sanno di farla franca. Meglio spacciare piccole dosi a Bologna, preferibile non inquinare a Genova, che non te la fanno passare liscia, per esempio.

AVV. GUIDO MAGNISI
La situazione è in questi termini: mentre una struttura ospedaliera dà una risposta a tutti, con tempi probabilmente diversi, sul terreno della salute, sicuramente noi non siamo più in grado di dare una risposta a tutti in termini di giustizia.

DOTT. FRANCESCO LALLA - Procuratore Aggiunto - Procura di Genova
C'è già una tendenza di qualcuno, anche all'interno della magistratura, di interpretare questa norma anche per il futuro.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E per il presente qualcuno avvertirà le vittime che non avranno mai giustizia e che quindi è inutile che continuino a spendere i soldi dall'avvocato?

AVV. GUIDO MAGNISI
Si figuri se con tutte le montagne di fascicoli che ci sono dovessero prenderne ciascuno e scrivere: si comunica alle parti che questo procedimento rientra nella categoria gruppo A, sottolettera C&. Mai più.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Mai più. Non lo saprà l'imputato che la fa franca e non lo sa la vittima del reato che spera inutilmente che la giustizia faccia il suo corso.

CLAUDIO TESTINI
Tre mesi fa la vicenda giudiziaria è stata chiusa per prescrizione di reato. E l'immagine che mi è rimasta, quando sono uscito dall'aula del tribunale, è quella di uno degli imputati che si è alzato, sorridendo allegramente, ha stretto mani a destra e a sinistra, consapevole che comunque nessuno gli avrebbe mai fatto nulla. Non avrebbe mai pagato.
E' stato bello perché gli avvocati della difesa hanno fatto la loro arringa, hanno chiesto l'assoluzione, si sono ritirati in camera di consiglio e poi sono usciti fuori dicendo che il caso era finito in prescrizione.
E' stato molto spettacolare ma veramente una buffonata.

MILENA GABANELLI in studio
Però possiamo finalmente dare libero sfogo alla sincerità, visto che l'ingiuria figura tra quei reati che non verranno puniti.

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