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Puntata del 29/02/2004

Parzialmente scremati

in onda il 29.02.04

di - Economia

Parzialmente scremati

Argomenti: Economia
Stagioni: 2004
Autori: Paolo Mondani

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Ogni giorno ce n'è una: Mercoledì su tutte le prime pagine Antonio Fazio indagato a Trani nell'inchiesta sulla ex Banca 121, finita sotto il controllo del Monte dei Paschi di Siena. Un atto dovuto dicono i magistrati, "Noi siamo stati lineari e corretti" replica la Banca d'Italia. Secondo l'accusa i prodotti finanziari ad alto rischio erano un imbroglio.
Fra il 2000 e il 2001, per vendere i suoi prodotti Banca 121 aveva un testimonial miliardario e d'eccezione.

IMMAGINI SPOT BANCA 121 - TESTIMONIAL L'ATTRICE SHARON STONE

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Tanto al sicuro non è rimasto con i My way e 4 you, e nella trappola sarebbero finiti migliaia di risparmiatori. Ma quello di cui ci occuperemo questa sera sono le obbligazioni Argentina, Cirio, e inevitabilmente il caso dell'anno Parmalat. Ed è il primo processo penale al mondo per aggiotaggio, che vuol dire manipolazione del mercato da parte del mondo finanziario. Tutto comincia il 19 dicembre quando Bank of America dichiara di non avere mai avuto sul conto quei 4.5 miliardi di euro complessivi, che rappresentavano l'attivo della società. Questo significa che tutte le comunicazioni sociali della Parmalat a partire dal collocamento in borsa nel 1990, erano false.
Paolo Mondani

GIUSEPPE TURANI - giornalista de "La Repubblica"
Tanzi è un caso molto speciale che verrà studiato antropologicamente perché partire dalla bottega di salami, da Collecchio, e farne la più grande truffa finanziaria probabilmente del secolo! Significa che c'è qualcosa che va studiato. Non come materia di giudici ma di altre specialità.

AUTORE
A dicembre Parma si sveglia e trova Tangentopoli.

RISPARMIATORE DI PARMA
Il 15 gennaio sono andato in banca e un funzionario mi ha detto che era in previsione l'uscita in febbraio di obbligazioni, bond della Parmalat

D - Bond sicuri le ha detto?

RISPARMIATORE DI PARMA
Ha detto che alla scadenza avrebbero pagato senz'altro il valore nominale.

GIUSEPPE TURANI - giornalista de "La Repubblica"
Di falsificatori di bilanci è piena l'Italia e non ce ne è uno in galera. In un ambiente così in cui gli ultimi arrivati, tali erano questi di Collecchio, possono fare qualsiasi cosa e la fanno !E gli va bene per 15 anni di fila!

GIULIO SAPELLI - Economista
Hanno fatto una legge ad hoc per non far fallire Parmalat, che è già fallita tecnicamente, e continua ad andare avanti e invece sarebbe educativo altamente educativo se la Parmalat chiudesse i suoi battenti, così la gente impara che quando uno fa cose di questo tipo si chiude.

AUTORE
Nelle sentenze della sezione del riesame del tribunale di Bologna viene ricostruito cosa è accaduto negli ultimi giorni del crack Parmalat. Il 4 dicembre si viene a scoprire che i 600 milioni di dollari presso il fondo Epicurum alle isole Cayman semplicemente non esistono, l'8 dicembre non viene restituito il bond da 150 milioni di euro emesso da Parmalat. Ci pensa Enrico Bondi nuovo amministratore straordinario: restituisce i soldi il 12 dicembre ma scopre che 80 dei 150 milioni sono spariti, a quel punto il 15 dicembre si dimettono tutti, Tonna, Silingardi e Callisto Tanzi, dal consiglio di amministrazione ma si deve ancora scoprire la cosa più pesante: il conto presso la Bank of America intestato alla società Bonlat nientemeno che per 3,9 miliardi di euro è un conto inventato dai falsari di Collecchio.

D - Quanti bond Parmalat ha comprato lei?

RISPARMIATORE DI PARMA
Ho comprato 31.000 euro che è più della metà dei risparmi perché gli altri erano finiti in bond dell'Argentina e quindi ci sono dentro fino al collo.

AUTORE
Sergio Cragnotti fu il braccio destro di Raul Gardini che lo portò ai vertici di Enimont. Enrico Cuccia lo definì la fattucchiera, cioè un mago e uno stregone. All'esplosione di tangentopoli, per evitare troppi fastidi, Cragnotti rivelerà ai magistrati di Milano delle tangenti che Gardini aveva pagato ai politici. Nel '91 si mette in proprio e coi soldi di banca di Roma, banco di Napoli, Monte Paschi e Popolare di Milano compra il gruppo Cirio De Rica. Nel 92 acquista la Lazio con la quale nel 2000 vince lo scudetto. Indebitato, emette obbligazioni per un miliardo e 125 milioni di euro. A fine 2002 l'annuncio di insolvenza, sotto il peso dei debiti lascia la Cirio e tre settimane fa l'arresto per bancarotta con il figlio e il genero. Gli operai di Caivano temono che la Cirio riuscirà a vendere solo il marchio e che le produzioni verranno chiuse.

DIPENDENTE CIRIO
Di Cragnotti lo sappiamo bene è un finanziere e non un industriale perché se fosse stato un industriale ci sono anche industriali onesti.

CARMINE PERINO - Segr. Flai Cgil Napoli
Tutto il sistema Cirio che riguarda l'agricoltura non solo della regione Campania ma anche della regione Puglia, che riguarda l'agricoltura della Calabria e della Basilicata, riguarda circa 20.000 persone.

1 DONNA DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
Per sono gente senza cuore hanno pensato soltanto a loro e non agli operai e alle famiglie e anche ai figli.

2 DONNA DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
Incivili.

D - Come mai le viene la parola incivile?

2 DONNA DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
Perché non sono stati corretti nei confronti degli altri.

3 DONNA DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
Con due milioni al mese non si possono mettere in banca i soldi.

D - Lei ce l'ha il conto in banca?

3 DONNA DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
No.

D - Mai avuto?

3 DONNA DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
No.

D - Quanti giorni l'anno lavorate per la Cirio?

UOMO DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
Una quarantina.

D - E quanti soldi prendete?

1 UOMO DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
A seconda delle ore che facciamo.

D - E durante il resto dell'anno che lavoro fate?

1 UOMO DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
Sono disoccupato.

D - Con che banca ce l'ha il conto?

2 UOMO DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
San Paolo.

D - Sa che il San Paolo di Torino è una delle banche più esposte nel caso Parmalat?

2 UOMO DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
Sì, lo so.

D - Che riflessioni ha fatto?

2 UOMO DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
Mi sono ripreso i soldi in banca e li ho messi "in coppa" alla posta.

DIPENDENTE CIRIO
La cosa più preoccupante è che se Cragnotti ha fatto duemila miliardi di debiti e la Cirio valeva un miliardo, le banche come hanno fatto a darci questi soldi?

2 UOMO DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
Se la fabbrica non va avanti, che fine faranno questi operai e impiegati e per colpa di chi?

AUTORE
Il banchiere di Tanzi e Cragnotti è Cesare Geronzi, il dominus di Capitalia, indagato per bancarotta fraudolenta aggravata in relazione al crack Cirio e per truffa in relazione all'emissione dei bond della ex società di Cragnotti. È l'uomo dei debiti: la Fininvest è indebitata e lui garantisce, i Ds sono indebitati e lui garantisce, Tanzi e Cragnotti sono indebitati e lui garantisce. Una superpotenza anche nel calcio dove la sua banca presta soldi alle squadre e protegge la Gea World la società che intermedia i contratti di calciatori e allenatori…creatura di Peppe de Mita figlio di Ciriaco, Alessandro Moggi figlio di Luciano, Francesca Tanzi figlia di Callisto, Andrea Cragnotti figlio di Sergio e Chiara Geronzi figlia di Cesare… tutti giovani e di famiglia solida.
Collecchio è sulla vecchia via francigena verso Parma, ovunque prosciuttifici, salumifici, caseifici, il signorotto di questa terra benedetta Callisto Tanzi ha provocato il più grande crack finanziario della storia, 14,3 miliardi di euro, 28 mila miliardi di vecchie lire.

1 DIPENDENTE PARMALAT
Nessuno di noi pensava a una cosa del genere, nel senso che Parmalat e il nome stesso di Tanzi sono stati negli anni passati una certezza, una sicurezza.

2 DIPENDENTE PARMALAT
Lavoravamo bene, vendevamo e tutto. Mi sono stati offerti questi bond dalla Cassa di Risparmio di Parma. Li ho acquistati. Meglio di me che vedevo che le cose andavano bene!

3 DIPENDENTE PARMALAT
Sul latte ci sono stati dei risultati eccezionali, sulla Santal, sullo yogurt.

2 DIPENDENTE PARMALAT
Sì, una cosa più grande di Tangentopoli, perché qua le cifre che leggiamo sui giornali sono il bilancio di una finanziaria.

D - Quanti bon d ha acquistato lei?

2 DIPENDENTE PARMALAT
Non lo dico.

AUTORE
Bond è la parola inglese che significa obbligazione, si tratta cioè di un titolo di credito, in soldoni è un prestito accordato da un grande investitore tipo una banca o da un piccolo risparmiatore all'impresa privata che lo emette. La Parmalat aveva emesso bond per circa 8 miliardi di euro comprati per lo più da piccoli risparmiatori attraverso le banche.

2 DIPENDENTE PARMALAT
Sembra un mezzo per le banche per non tirare fuori i soldi. Sembra, a leggere i giornali, che avessero capito che la situazione finanziaria della Parmalat non era chiara. Quale modo migliore, per continuare a farle avere soldi e non perdere i suoi crediti, che emettere dei bond?

La lira che fine avrebbe fatto?

D - E che impressione avevate di un uomo come Tonna ad esempio?

ANTONIO MATTIOLI Segr. Flai Cgil Parma
Borioso, presuntuoso, autoreferenziato, per cui a Tonna contestavamo l'emissione di bond. In un'azienda quotata in borsa, quando tu emetti bond, sollevi due dubbi: uno, che la liquidità sia falsa, non ci sia o eventualmente che l'espansione finanziaria richieda ulteriore liquidità. Le prime risposte furono quelle dell'espansione, le seconde: "sono affaracci miei, sono io che decido e queste cose non vi riguardano".

AUTORE
Marco Rosi guida la Confindustria di Parma ed è il signor Parmacotto, "accattatevillo" come dice Sofia ovvero compravetelo.

D - Chi è Callisto Tanzi?

MARCO ROSI - Presidente Parmacotto e Confindustria Parma
La domanda non è giusta. "Chi era", le posso rispondere. Chi è, la risposta, purtroppo, alla luce di quanto sta avvenendo è che era un truffatore.

ANTONIO MATTIOLI Segr. Flai Cgil Parma
Quella di Parma è una economia molto appoggiata al credito. Lavora con l'indebitamento. Fra l'altro il Presidente della Confindustria di Parma, Rosi, è uno che d'indebitamento ne sa qualcosa.

D - La Parmacotto ha contratto dei debiti con le banche, verrebbe da dire da che pulpito critica uno come Callisto Tanzi.

MARCO ROSI - Presidente Parmacotto e Confindustria Parma
Dipende se voi volete dare ascolto ad alcuni fogli oppure no. Noi abbiamo un bilancio pubblicato. Abbiamo un 35% di indebitamento sul fatturato dopo un'acquisizione molto onerosa che abbiamo fatto un anno e mezzo fa. Non credo che la nostra sia un'azienda indebitata.

D - Vi dicono: ora fate le verginelle…

MARCO ROSI - Presidente Parmacotto e Confindustria Parma
Noi siamo un sistema imprenditoriale, e Parmacotto è inserito in questo sistema imprenditoriale, sano, forte e dedito al lavoro. Come ho detto in più occasioni, ci si alza al mattino presto e si finisce la sera tardi.

AUTORE
Anch'io mi sono alzato di mattina presto e nel tessuto imprenditoriale sano la visibilità era scarsa, direzione aeroporto Giuseppe Verdi di Parma. Questa è la parete dell'hangar dove Barilla tiene il suo aereo privato, ci ha messo anche la pubblicità ma qui la grandeur di Tanzi dà il meglio di sé, nello stesso hangar Callisto ci teneva anche il suo aereo e ovviamente ci fece mettere la pubblicità…ma un giorno disse: voglio un aereo più grande di quello dei Barilla, e quindi anche un hangar più grande e se lo fece costruire. È questo enorme cubo di cemento dal quale partiva con il suo splendido bombardier. Bombardier bd 700 global express come leggo su internet, niente male davvero…
Lo gestisce la eli air, compagnia aerea della Parmalat, ma dicono di non sapere dove sia, l'ufficio stampa dice che a gennaio è stato portato fuori italia per fare manutenzione, ma non sanno dove. L'aereo del mistero. Aeroporto di Ginevra, l'aereo non è arrivato qui alla metà di gennaio, ma il 17 dicembre, e i piloti sarebbero stati invitati a tornare a Parma in treno. Philippe Roy addetto stampa dell'aeroporto mi dice che se non faccio domande su Tanzi mi accompagna a vedere il suo aereo che vale nientemeno… eccolo qui, posso avvicinarmi a non più di 50 metri…60 milioni di dollari e soltanto 5 anni di vita, ma quanti uomini potenti non disdegnavano un passaggio! E quanti politici aveva finanziato, da destra al centro a sinistra.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
E' sempre lì a Ginevra e le autorità dell'aeroporto dicono che non è mai stata fatta nessuna manutenzione. Sappiamo che era in leasing e che la società si chiama Leasingroma, del gruppo Capitalia. Sarà stato restituito visto che un aereo da 60 milioni di dollari costa dei soldi? La compagnia della Parmalat dice di no, l'ufficio stampa della Parmalat dice di no, lo staff del commissario Bondi dice di si, la Leasing Roma non parla. Un bel mistero!
Se fosse un romanzo, il tesoro di Tanzi sarebbe nascosto dentro ai sedili, visto che per ora non è stato sequestrato il libro di bordo e tantomeno perquisito.E torniamo a Parma, al consiglio d'amministrazione e al comitato di controllo due organi che dovrebbero essere indipendenti e che invece facevano insieme i pranzi di natale.

AUTORE
Massimo Ferrari è stato un alto dirigente di Capitalia, poi se ne è andato senza rammarico.

MASSIMO FERRARI - ex direttore Fineco Capitalia
Sono andato a rileggermi la relazione sulla corporate governance della Parmalat presentata all'assemblea che ha approvato il bilancio del 2002.

AUTORE
Per corporate governance si intende l'insieme delle regole per il controllo manageriale e direttivo atte a ridurre per esempio il rischio di frodi.

MASSIMO FERRARI - ex direttore Fineco Capitalia
Questo comitato che per il codice di autodisciplina doveva essere composto in prevalenza da consiglieri indipendenti, e il nostro auspicio è che sia composto esclusivamente da consiglieri indipendenti, era composto dal Presidente Luciano Silingardi, che faceva delle perizie per conto della Parmalat, da Francesco Giuffredi e da Fausto Tonna che era il direttore finanziario di Parmalat.

GIUSEPPE TURANI - giornalista de "La Repubblica"
La strada è molto semplice. Basta imporre che tutte le società quotate abbiano nei loro consigli di amministrazione una maggioranza di consiglieri indipendenti, cioè non legati al gruppo di controllo.

AUTORE
Parmalat vuol dire latte e yogurt e un infinita' di altri marchi come Kir, Pomi' Panna chef, Santal. 139 stabilimenti sparsi in 30 paesi del mondo. Canada Stati Uniti, Australia, Cina, Sudafrica, Cuba, Argentina, Venezuela, Brasile e persino in Colombia e in Ecuador. 36356 dipendenti di cui quasi 15 mila solo in sudamerica.

GIULIO SAPELLI - Economista
È un'azienda che industrialmente ha sempre avuto degli enormi problemi. Problemi di margini, perché è difficilissimo fare soldi sul latte. Se vendo una cosa a cento lire e ne spendo centoventifarla, è spaventoso! Parmalat non era più la piccola azienda in cui si lavorava su prodotti di nicchia e di altissima qualità e non era ancora neanche diventata una grande multinazionale come la Nestlè. Aveva sempre cercato di nascondere la sua bassa produttività. Come? Facendo acquisizioni.

AUTORE
Acquisizioni a raffica, solo nel 1999 per 632 milioni di euro, nel 2000 per 718 milioni di euro, nel 2002 per 179 milioni di euro. Spesso sono state acquisizioni di aziende indebitate fatte per coprire i propri debiti, debiti che coprono debiti, le cifre venivano poi occultate con trucchi contabili, connivenze dei revisori e transiti incontrollabili nei conti dei paradisi fiscali.

GIUSEPPE TURANI - giornalista de "La Repubblica"
Questi si comprano squadre di calcio, nel caso di Tanzi inventano tutto un settore turistico, comprano atolli. Chiaramente a un certo punto è scattato un meccanismo per cui hanno perso la dimensione di quello che erano.

AUTORE
Leggiamo nelle carte dei magistrati che Fausto Tonna direttore finanziario di Parmalat ammette che i bilanci del gruppo venivano sistematicamente falsificati da parecchi anni e a tale scopo si erano create due società offshore con sede nelle Antille, la Curcastle e la Zilpa a tale scopo. Ciò fino al '98, allorché venne ideata la Bonlat con sede nelle Cayman Island. Queste creazioni servivano a occultare le sistematiche distrazioni di denaro in favore di Tanzi e delle società Parma calcio Parma tour e altre facenti capo a lui stesso e ai suoi famigliari.

MASSIMO FERRARI, Ex direttore Fineco Capitalia
Perché ci sono dei paesi come l'Ecuador o la Colombia dove è difficile capire o immaginare quale tipo di interessi industriali vi possano essere.

AUTORE
Ma come faceva Callisto Tanzi a distrarre i soldi della Parmalat a suo favore? li prendeva da una sua società del sudamerica, li faceva trasferire al paradiso fiscale delle isole Cayman, poi al paradiso fiscale americano dello stato del Delaware, quindi al paradiso fiscale del Lussemburgo e infine al paradiso fiscale di Malta dal quale ripartivano verso una sua società a Parma. A quel punto pero' dell'origine dei soldi non si sapeva più nulla.

D - Si può pensare al riciclaggio?

MASSIMO FERRARI - ex direttore Fineco Capitalia
Questo non sta a me dirlo. Certo ogni sospetto in questa vicenda può essere lecito.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Riciclare vuol dire far fare al denaro un giro tale per cui se ne perde l'origine.In questo caso si ipotizza, non è detto che sia vero, che la famiglia abbia preso i soldi dalla cassa e se li sia messi in tasca dopo averli fatti transitare anche dalla Colombia e dall'Ecuador. C'è chi si chiede quali interessi industriali potessero esserci in questi due paesi. Intanto però le casse Parmalat erano vuote e si è pensato di riempirle attingendo alle tasche dei risparmiatori.

AUTORE
Il signor Giuseppe desidera parlare nell'oscurità, è un siciliano venuto a Milano nel '43 a fare il dirigente centrale della Comit, oggi Banca Intesa.

D - Poi succede che lei smette di lavorare in borsa. Perché?

SIGNOR GIUSEPPE
Smetto di lavorare in borsa perché nasce mia figlia. La cosa mi sconvolge notevolmente. Mi aspettavo un figlio normale invece mia figlia è nata down.

AUTORE
E da allora comincia a investire tutti i suoi soldi per il futuro di sua figlia Quando ha cominciato a comperare bond?

SIGNOR GIUSEPPE
Ho iniziato a comperarli un paio di anni fa: Argentina, Cirio, Parmalat.

AUTORE
Mi può dire quanto ha speso?

SIGNOR GIUSEPPE
Poco più di duecento milioni. L'Argentina possiamo anche definirla una creatura della Banca Commerciale perché la Banca Commerciale è in Argentina dal 1910. Quindi lei vuole che una banca commerciale lì dal 1910 non sappia cosa stia succedendo in quel paese? Ma a chi la racconta?

D - E invece Cirio e Parmalat?

SIGNOR GIUSEPPE
Cirio e Parmalat sono esplosioni tipo mortaretto. Uno ci si trova dentro e subisce.

D - Lei dice che le banche non sapevano?
SIGNOR GIUSEPPE
No, le banche sapevano, non tutte ma sapevano. Per semplici ragioni di bilancio: la prima cosa che la banca richiede è il bilancio.

D - Però dicono che perlomeno nel caso di Parmalat il bilancio fosse falso

SIGNOR GIUSEPPE
Lì però è un altro ragionamento. Se il bilancio è falso, la banca se ne accorge. Lo denuncia e punto e basta. Il bilancio nella sua falsità contrasta non poco con la realtà. Dato che la banca è informata della realtà, la banca automaticamente si accorge del falso.

AUTORE
La legge valida fino al 1 gennaio 2004 dice che le società per azioni non possono emettere bond in quantità superiore al loro capitale sociale per aggirarla quasi tutte le imprese italiane sono andate in Lussemburgo come risulta da questo documento di Bankitalia, parliamo di Pirelli, Telecom, Fiat, Parmalat, Italenergia, Cofide De Benedetti fondiaria, Cirio, Benetton, Impregilo, Barilla e c'è anche un'impresa pubblica come l'ENI. Ma molte di queste aziende e molte banche hanno società controllate nei paradisi fiscali, come dimostra la tabella di borsa italiana, insomma Tanzi non era solo, e dal due gennaio la poca trasparenza di banche e imprese è legalizzata dal nuovo diritto societario che permette alle società di rastrellare soldi dai risparmiatori per un importo doppio rispetto al loro capitale sociale.
Organizzata dalle associazioni dei consumatori questa gente protesta perché si sente imbrogliata dalle banche.. sono davanti a palazzo Kock sede della banca d'Italia a Roma.

RISPARMIATORE
Sono un possessore di 150 milioni di vecchie lire di bond Parmalat. Mi servivano per integrare la cassa integrazione. Li ho comprati attraverso il San Paolo Imi di Torino.

RISPARMIATORE 2
Sono carta straccia. Non li vuole più nessuno. Eccoli qua i bond Parmalat. Carta straccia. I controllori non esistono.

ROSARIO TREFILETTI - Federconsumatori
Bisogna sanzionare chi ha messo in mutande centinaia di migliaia di famiglie d'Italia.

RISPARMIATORE 2
È San Vittore l'unico protettore del risparmiatore.

FEDERICO MEROLA - Esperto finanza internazionale
Il caso Parmalat è frutto di un grande abbaglio collettivo dove la società di rating ha messo sotto osservazione per molto tempo la società ma ha formalizzato il down rating, solo poco prima del crollo finale.

AUTORE
Rating o classamento creditizio rappresenta la probabilità che l'emittente, ovvero lo stato o l'impresa, non siano in grado di onorare i propri obblighi di pagamento. Per questo ci sono delle agenzie internazionali come la Standard & Poor's che forniscono quotidianamente il parametro di rischio, che si esprime con lettere dalla tripla A "ottimo", alla D "fallimento". La standard & Poor's ha preso in esame i bilanci falsi di Parmalat e aveva dato "il suo voto": cioè un discreto. Perché non si sono accorti di nulla?

MARIA PIERDICCHI, Managing director Standard and Poor's
Noi ci dobbiamo fidare dei dati che la società ci fornisce. È chiaro che è solo dopo quel mancato pagamento che la liquidità è diventata una questione ma non solo per noi ma per tutto il mercato. Nessuno metteva in dubbio il pagamento di un bond di cento milioni di euro.

AUTORE
Come dire che alla carte false di Tanzi, ci credevano tutti. Infatti, ad un certo punto a Parmalat non è bastato l'appoggio di Luciano Silingardi capo della cassa di risparmio di Parma e Franco Gorrieri presidente della Banca del Monte, ma ha dovuto farsi aiutare da Capitalia, San Paolo Imi, Bankintesa e molte altre banche. Ma per piazzare i circa 8 miliardi di euro in bond sono stati necessari altri aiuti… ecco perché i magistrati hanno indagato Giampiero Fiorani, amministratore delegato della popolare di lodi ed altri tredici dirigenti di union de Banque Suisse, Jp Morgan, banco Santander, Deutsche Bank, Morgan Stanley, Bank of America e Nextra, società legata a Bankintesa.

GIUSEPPE ZADRA - Direttore generale ABI
Non ci pare che quanto è successo, per quello che ne sappiamo, mostri un mal funzionamento del sistema. Ci sono sicuramente stati dei casi singoli di colpa e di errore. Sarebbe assurdo negarli ma non vedo elementi per dire che denotino un non funzionamento o un mal funzionamento del sistema, io sinceramente non ne vedo gli elementi.

GIUSEPPE TURANI - giornalista de "La Repubblica"
Non credo che qualche truffatore di Collecchio, che faceva truffe alla Totò falsificando le fatture con lo scanner, sapesse organizzare una truffa di queste dimensioni e di questa sofisticatezza. Lì c'è l'impronta di grandi banche internazionali. La SEAT infatti è stata individuata e ha già chiesto i danni.

ELIO LANNUTTI - Adusbef
Bisogna anche fare un'indagine per verificare questa commistione di rapporti fra banche e imprese, questo fenomeno di imprenditori di credito che acquistano il 2% delle azioni delle banche. Poi entrano nei comitati esecutivi delle banche e danno, loro, ordini al comitato fidi che deve verificare se quell'azienda, loro, è meritevole o meno di credito.

IMMAGINI DELLA SEDUTA DEL 27 GENNAIO 2004 SENATO DELLA REPUBBLICA: AUDIZIONE DI ANTONIO FAZIO

GIORGIO LA MALFA - Presidente commissione Finanze Camera dei Deputati
E gli italiani come cittadini quando hanno dovuto mettere mano al portafogli per sistemare i 18 mila miliardi del Banco di Napoli, della Cassa di Risparmio Vittorio Emanuele Orlando di Palermo e del Banco di Sicilia? E gli italiani come risparmiatori quando si sono trovati nel portafoglio i titoli argentini o i titoli Cirio o Parmalat, incoraggiati dalle banche che adesso lo ammettono? Lei stesso Governatore ha detto: "ridategli indietro i soldi".

AUTORE
Perché le banche non l'hanno informata?

SIGNOR GIUSEPPE
Guardi che la cosa ancora più grave è che io mi sono attivato in banca non solo in quanto collega ma in quanto padre di mia figlia. E questo era noto. Io possedevo 100 e 99 li avevo già girati a favore di mia figlia.

IMMAGINI DELLA SEDUTA DEL 27 GENNAIO 2004 - SENATO DELLA REPUBBLICA: AUDIZIONE DI ANTONIO FAZIO

GIORGIO LA MALFA - Presidente commissione Finanze Camera dei Deputati
Le chiedo cosa ha fatto la Banca d'Italia per assicurare l'efficienza.

ANTONIO FAZIO - Governatore Banca d'Italia
Benissimo…

GIORGIO LA MALFA - Presidente commissione Finanze Camera dei Deputati
Non benissimo!

ANTONIO FAZIO - Governatore Banca d'Italia
Benissimo, posso risponderle!

GIORGIO LA MALFA - Presidente commissione Finanze Camera dei Deputati
Aspetti, abbia la pazienza di ascoltare questa perorazione. Non vorrei che ci fosse un conflitto di interessi. Come ha accennato l'on. Tabacci, la Banca d'Italia è stretta sul problema.
AUTORE
E il problema è che Bankitalia è una società per azioni nella quale il gruppo Intesa ha il 27 per cento, San Paolo Imi il 17, Capitalia l'11, Unicredit il 10 e cosi' via. Nel resto del mondo la proprietà dello Stato va dal 50 al 100 per cento solo in Italia i privati hanno il 100 per cento della banca centrale e allora ouò Bankitalia tutelare gli interessi dei risparmiatori e insieme quello dei suoi padroni?

IMMAGINI DELLA SEDUTA DEL 27 GENNAIO 2004 - SENATO DELLA REPUBBLICA: AUDIZIONE DI ANTONIO FAZIO

GIORGIO LA MALFA - Presidente commissione Finanze Camera dei Deputati
In passato la Banca d'Italia è stata spesso attaccata dal mondo politico…

ANTONIO FAZIO - Governatore Banca d'Italia
Certo.

GIORGIO LA MALFA - Presidente commissione Finanze Camera dei Deputati
Anche se non da tutto perché una parte la difendeva. Ma quando il mondo politico attaccava quella Banca d'Italia che noi amavamo, quella di Baffi e Sarcinelli, il mondo politico protestava perché la Banca d'Italia era troppo severa, perché non consentiva il finanziamento dei Caltagirone, dei Rovelli, il salvataggio dei Sindona. Oggi, e me ne dispiace, lei non può dire che il mondo politico attacca perché lei è stato severo. Perché tutte le persone che come me esprimono delle perplessità sulla condotta sua e della sua banca lamentano la vostra debolezza, la vostra partigianeria, parzialità.

ANTONIO FAZIO - Governatore Banca d'Italia
Le banche sono state indotte in grave errore. Moltissime sono state indotte in errore, anche la Deutche Bank. Io non so se voi avevate delle informazioni: lei sapeva delle difficoltà della Parmalat? Se lo sapevate avreste dovuto dirlo. Io non lo sapevo, anche se cominciavano ad arrivare dubbi ma mi dicono che…avevi capito la difficoltà della Parmalat tu o no?

"Governatore, per favore, non intavoliamo dialoghi, risponda alle domande della commissione".

ANTONIO FAZIO - Governatore Banca d'Italia
Ci si meraviglia che non si sapesse. Non sapevano la Morgan Stanley, la Deutche Bank, l'Unicredito, il Credit Suisse di Boston. Evidentemente non erano solo le banche italiane che non avevano capito ma tutto il sistema bancario. Mi sembra che purtroppo nessuno, compresi noi, sapesse. Mi chiedo: se qualcuno afferma che sapeva da tempo, perché non ha fatto riferimento ai giudici o alla Consob?

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Non c'è molto da ridere, chi avrebbe dovuto sapere, prima di tutto, è la banca d'Italia perché fra i suoi compiti c'è quello di vigilare sulla trasparenza del sistema bancario, c'è un settore che si chiama "centrale rischi". Antonio Fazio ha detto, lo abbiamo sentito, "io non sapevo, non me ne sono accorto". Allora vuol dire che non ha fatto bene il suo mestiere, o che non era in grado di farlo! Anche se sicuramente in buona fede Magari. E quindi? Cosa dovrebbe fare oggi il capo di una istituzione che non ha saputo evitare quello che è sotto agli occhi di tutti?
Se ci fossero dei dubbi diamo un occhiata alle carte della Procura di Monza sul caso Cirio.

AUTORE
Walter Mapelli ha indagato 33 dirigenti di banche che avrebbero truffato i risparmiatori vendendo bond Cirio.

WALTER MAPELLI - Magistrato procura di Monza
Noi stiamo cercando di verificare esclusivamente se alcuni istituti di credito abbiano venduto titoli Cirio ai propri clienti consapevoli dello stato di difficoltà del gruppo Cirio, venendo poi rimborsati in parte delle loro esposizioni nei confronti del gruppo Cirio, con gli importi raccolti dal gruppo Cirio attraverso la vendita delle obbligazioni da parte del circuito bancario.

GIUSEPPE ZADRA - Direttore generale ABI
A me sembra molto dietrologa come tipo di interpretazione. Tenga presente che abbiamo alcuni operatori che aiutano l'impresa a organizzare un prestito e poi, decine, centinaia di banche che vendono quei titoli, che non hanno con quell'impresa nessuna relazione.

AUTORE
Le banche non sanno cosa vendono, e il risparmiatore non sa cosa compra, un gioco nel quale la banca non ci rimette mai! Questi sono i documenti raccolti dalla guardia di Finanza nell'inchiesta di Monza. Dai verbali si legge che i bond Cirio erano riservati esclusivamente a investitori istituzionali cioè banche e assicurazioni, invece sono stati venduti solo ai risparmiatori privati. E non solo. Una volta raccolto il denaro attraverso i bond che ne fa Cragnotti? Come si vede ne rida' buona parte proprio alle banche. Ma le banche sapevano che Cragnotti era agli sgoccioli? Questo documento, che elenca le esposizioni delle banche verso la Cirio, dimostra che tra il 1999 e il 2002, nei tre anni precedenti il fallimento, le banche sono progressivamente rientrate dei debiti-Cirio e si sono disimpegnate. Cragnotti ha raccolto coi bond 1 miliardo e 125 milioni di euro, la meta' di questi sono andati a ripianare i suoi debiti con le banche, al San Paolo sono tornati 79 milioni di euro, 58 al gruppo Intesa, 53 a Capitalia, 18 all' Antonveneta, 12 alla Banca Nazionale del Lavoro e cosi' via. Prova del nove è questo verbale del comitato esecutivo della banca Antonveneta il cui ex amministratore delegato è indagato a Monza. data 6 novembre2000, 2 anni prima del fallimento Cirio, il comitato esecutivo scrive: fido da considerare a rientro e non più ripristinabile, entrare nell'ordine di idee di disimpegnarsi dal gruppo e invece sono andati avanti altri due anni a piazzare bond.
A gennaio i tranvieri milanesi scioperavano per l'aumento dello stipendio, ma l'Atm non ha i soldi, perché?

NINO CORTORILLO - Segretario FILT CGIL Milano
La vicenda dei bond noi l'abbiamo conosciuta ovviamente dalla stampa. C'è stata qualche prima indiscrezione dalla quale abbiamo appreso che da un investimento realizzato attraverso banche o finanziarie legate ai bond della Cirio, Atm avrebbe iscritto a bilancio una perdita pari a 5 milioni di euro. Certo che per noi è molto problematico, a seguito di questa vicenda, sentirci dire dall'impresa che per dare ai lavoratori dell'Atm di Milano una cifra modesta, stiamo parlando di 25 euro, l'impresa e il Comune non hanno risorse a disposizione e le risorse andrebbero trovate esclusivamente aumentando i carichi di lavoro, riducendo le pause, eliminando anche le pause mensa.

AUTORE
E cosi' mentre Cragnotti ha tolto il sonno anche ai tranvieri di Milano la procura di Roma che lavora sul crack ha indagato Rainer Masera presidente di san paolo imi e Giampiero Fiorani presidente della banca Popolare di Lodi, loro dicono che non sapevano nulla.
Dal verbale di interrogatorio del 7 gennaio: Fausto Tonna dice che alcuni dirigenti di banche italiane ed estere come Citibank, Bank of America, JP Morgan, Monteparma e Popolare di Lodi "erano a conoscenza della nostra reale situazione finanziaria" "almeno dal marzo o aprile del 2003, se non già dal 2001"Anche gli analisti di Caboto/Bankintesa, in questo rapporto del marzo del 2003, davano credito a Parmalat e pero' sapevano che le cose andavano male, questo è il disastroso grafico della performance, e nella valutazione dicevano "riguadagnare la fiducia degli investitori non sarà facile"…fiducia tradita dai falsi conti della Parmalat, eppure nell'estate del 2001 il governo approvava una legge che depenalizzava il falso in bilancio.

LIBERO MANCUSO, Presidente Corte di Appello Bologna
Prevedeva essenzialmente la riduzione della pena massima iniziale che veniva portata da 5 anni a 4 anni. Questo significava il dimezzamento dei termini prescrizione. Una volta questo reato prevedeva un termine di prescrizione di 15 anni c questa piccola riforma, il termine di prescrizione veniva portato a 7 anni e mezzo, cioè una durata inferiore a quella media di un processo penale. P cui in maniera assai astuta, con questa semplice riduzione di pena, veniva in qualche modo depenalizzato il falso in bilancio, con questa semplice riduzione di pena.

D - Perché mai nessun processo sarebbe durato così poco…

LIBERO MANCUSO - Presidente Corte di Appello Bologna
Nessun processo per falso in bilancio è durato così poco.

D - Con questa legge è possibile indagare sui 15 anni di falsi bilanci fatti da Tanzi?

LIBERO MANCUSO - Presidente Corte di Appello Bologna
Su Tanzi e Parmalat non dico nulla. Per quanto riguarda la questione della prescrizione, è chiaro che sono coperti dalla prescrizione tutti i fatti costituenti reato che vengono accertati 5 anni dopo il loro compimento.

GIUSEPPE ZADRA - Direttore generale ABI
Ci è sembrato di dover segnalare in Parlamento che probabilmente va riaccentuata la gravità delle false comunicazioni perché se un caso come Parmalat è successo vuol dire che già le sanzioni precedenti, pur serie, erano in un certo senso non sufficienti a essere un deterrente per coloro che fabbricano i falsi.

GIULIO SAPELLI - Economista
I paesi anglosassoni hanno un numero infinito di società quotate in borsa e quelle in cui si sono rivelati questi scandali sono una esigua minoranza. Proporzionalmente sono nulla rispetto a noi. E poi per quelle che sono state scoperte, le sanzioni, in primo luogo quelle del mercato, sono state terribili una grande società di revisione , la Arthur Andersen, è scomparsa. Una grande società come Enron è fallita.

AUTORE
Lei conosce questa proposta di legge del deputato Sergio Cola di Alleanza Nazionale che prevede la sostanziale depenalizzazione della bancarotta fraudolenta?

LIBERO MANCUSO, Presidente corte di appello tribunale Bologna
Sì, la conosco. Prevede delle pene assolutamente insignificanti che non permettono neanche gli arresti domiciliari e che quindi consentono una sostanziale impunità dell'imprenditore che distrae danaro, che lo consegna a creditori preferenziali e che crea danni all'economia nazionale oltreché a soci, creditori e risparmiatori.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
La proposta di legge sulla bancarotta fraudolenta è in discussione alla Commissione Giustizia della Camera mentre la legge introdotta due anni e mezzo fa dall'attuale maggioranza ha cambiato in maniera radicale la gestione degli affari. Prima la normativa tutelava la trasparenza del mercato e la competizione leale, oggi invece si tutela il patrimonio dei soci e dei creditori. Norme complicate e farraginose il cui scopo finale e il depotenziamento fino alla neutralizzazione dell'effetto punitivo del reato.

GIANNI IPPOLITI
Per tutti i risparmiatori italiani, non c'è cosa peggiore del dubbio quindi diamo una certezza: i soldi delle obbligazioni argentine non li rivedremo mai più.

AUTORE
L'imbroglio ai creditori dei bond emessi dallo stato argentino fino alla fine del 2001 è tre volte più grande dell'imbroglio Parmalat: coinvolge 450 mila risparmiatori che hanno perduto 50 mila miliardi di vecchie lire.

RISPARMIATORE
Non è assolutamente giusto che uno stato venga qui da noi a proporci dei bond e poi, quando è il momento di pagare, richiami la sua sovranità di Stato. E non solo! Come inadempiente ci vuole dire addirittura quello che ci deve restituire. È la prima volta al mondo che succede una cosa del genere.

D - Lei faceva parte di un consiglio di amministrazione di una banca piccola o grande?

Consigliere di amministrazione banca (in anonimato)
Piccola, molto piccola. Ero una socia.

D - La sua banca ha acquistato bond?

Consigliere di amministrazione banca (in anonimato)
Sì.

D - E li ha rivenduti o li ha ancora in portafoglio?

Consigliere di amministrazione banca (in anonimato)
No, li ha rivenduti tutti, non ne ha neanche uno.

D - E quando li hanno rivenduti?
Consigliere di amministrazione banca (in anonimato)
Secondo me in tempi già molto sospetti.

D - Cioè a dire? A ridosso dei fallimenti?

Consigliere di amministrazione banca (in anonimato)
Sì, è riuscita a non averne neanche più uno.

RISPARMIATORE
Ognuno di noi si è rivolto alla propria banca ed è stato tradito. A me adesso non interessa che vengano fuori con patti chiari ora che ci ritroviamo con danni per miliardi.

AUTORE
Mi chiedo: ma dove è finito tutto il denaro raccolto coi bond argentini?

RENATO SANDRI - Comitato Creditori Argentina
Noi ci siamo fatti l'idea che in Argentina di denaro ne sia arrivato molto poco, noi riteniamo che il sistema bancario internazionale possa effettivamente possedere il denaro che astrattamente dovrebbe essere in Argentina. È evidente che aveva potere decisionale e quindi il Fondo Monetario Internazionale era perfettamente consapevole di quale sarebbe stato l'esito finale dell'economia argentina.

D - Ma visto che ritenete responsabile il Fondo Monetario Internazionale, non è che farete causa anche a loro?

RENATO SANDRI - Comitato Creditori Argentina
Noi non rinunceremo ai nostri diritti quindi il Fondo Monetario verrà citato in giudizio.

AUTORE
A rovereto si ritrovano in assemblea le famiglie del ceto medio, accusano le casse rurali di aver riempito il loro portafoglio di bond argentini.

RISPARMIATORE
La mia posizione è quella di chi non ha in nessun modo acquistato questi titoli. Se li è trovati nel proprio portafoglio e basta.

D - Può dirmi la banca e l'importo?

RISPARMIATORE
La banca è la principale di Biella. L'importo è di 300 milioni.

RISPARMIATRICE
Non mi hanno chiesto quanto volessi investire. L'hanno deciso loro e punto.

D - E quanto le hanno impegnato?

RISPARMIATRICE
Quaranta milioni.

D - E che banca era?

RISPARMIATRICE
La Cassa Rurale.

DONNA
Volevo chiedere se posso partecipare alla causa, che non ci sia conflitto di interessi, essendo dipendente di una banca. Il mio datore di lavoro mi ha detto che faccio la figura di paperino perché avrei dovuto conoscere i rischi a cui andavo incontro. Io non faccio parte dell'ufficio titoli, lavoro in un altro ufficio e a me non vengono dati gli strumenti materiali che i colleghi dell'ufficio titoli invece hanno.

D - Quanto?

RISPARMIATORE
Molto rilevante.

D - Non vuole dirmelo?

RISPARMIATORE
Due milioni di dollari.

D - Dove ha lavorato?

RISPARMIATORE
Soprattutto in Argentina, in Sudamerica.

D - È stato in Argentina, quanto tempo?

RISPARMIATORE
Trent'anni.

D - Cosa faceva, mi racconti

RISPARMIATORE
Avevo una casa di altamoda.

RENATO SANDRI - Comitato Creditori Argentina
Noi chiederemo alla magistratura di accertare una circostanza: quanti bond argentini erano nel possesso, negli asset dei fondi comuni di investimento controllati dalle banche nel momento in cui l'Argentina è fallita. Noi sappiamo già quale è la risposta: nulla. Le banche, nel momento in cui è accaduto il default argentino, non avevano nei loro fondi comuni d'investimento neanche un titolo argentino. Cosa significa questo? Significa che hanno fatto dell'insider trading.

AUTORE
Insider trading è la compravendita vantaggiosa di titoli da parte di chi è in possesso di informazioni riservate.

D - La sua banca, secondo lei, poteva aver saputo in anticipo che prodotti argentini come i Parmalat e i Cirio fossero prodotti a rischio?

Consigliere amministrazione banca (in anonimato)
Sicuramente sì. Si sentono Certo! Si sentono impuniti e impunibili. E poi scoperti illimitati, garanzie zero, Per gli amici, per i parenti, per i figli, per chicchessia. Poi invece, l'imprenditore normale che non ha conoscenze, non ha appoggi, deve fare la scalata del monte Bianco per avere 10 milioni di vecchie lire di scoperto di conto. Non parlo di grosse cifre. E lì vogliamo sapere, lo rivoltiamo come un calzino!

GIULIO SAPELLI - economista
Qui in questo paese non c'è sanzione! Non c'è sanzione! Tra un po' di anni i signori che hanno fatto queste cose usciranno e si goderanno i soldi che hanno portato in qualche paradiso. La Parmalat non avrà insegnato nulla perché non andrà fallita e andrà avanti così, e questa è l'Italia! Prima "ma anche gli americani, anche gli inglesi…" e no ragazzi c'è una bella differenza tra paesi civili e paesi incivili.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Se l'Italia è questa però non sarà neanche tutta colpa delle banche o della politica, il male forse sta anche nella cultura di un paese dove ognuno pensa per sé. Le cose potrebbero cambiare se tutti i risparmiatori, quelli truffati sul serio, decidessero di unirsi ed esercitare i loro diritti, senza patteggiare.

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