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Puntata del 29/04/2002

LA GRANDE OPERA

In onda lunedì 29 aprile 2002

di - Società

LA GRANDE OPERA

Inchiesta: Com'è andata a finire
Autori: Stefania Rimini
Stagioni: 2002
Argomenti: Società

20 settembre 2001

Era il 29 dicembre 1992, quando il governo dà il via all' operazione Alta Velocità, appena tre giorni prima dell'entrata in vigore della direttiva europea che impone di fare gare d'appalto internazionali.
Per il rotto della cuffia le gare non si fanno e le Ferrovie dello Stato affidano i lavori direttamente all'IRI, all'ENI e alla FIAT, i più grandi gruppi industriali italiani, a condizione però che garantiscano tempi certi e costi certi.

A distanza di dieci anni, i tempi e i costi sono più che raddoppiati, e ci sono tratte come la Milano - Venezia e la Milano - Genova, dove non si è ancora aperto neanche un cantiere. Però i soldi le imprese li hanno incassati lo stesso: vedi questi fori di esplorazione sulla Milano Genova, che ci sono costati oltre 71 miliardi di vecchie lire, soltanto per essere abbandonati.

Fatto sta che il conto complessivo dell'Alta velocità è arrivato a 43 mila e passa miliardi e pesa interamente sulle tasche del contribuente italiano.

Com'è possibile che siamo arrivati a tanto?
Secondo alcuni osservatori è colpa del fatto che non si sono fatte le gare d'appalto.

IVAN CICCONI - Direttore Itaca e Quasco
Procedendo a gare d'appalto si potrebbero risparmiare 27.500 miliardi di lire.

AUTRICE
Secondo i costruttori invece hanno influito molto i tiremmolla con i comuni sui progetti.
Secondo altri esperti invece il peccato è originale e risiede nel primo progetto generale delle Ferrovie.
Nel frattempo, i treni veloci non ce li abbiamo ma, tanto per dirne solo una, nel Mugello gli scavi per l'Alta velocità hanno fatto seccare 50 sorgenti, e il giugno scorso la magistratura ha ordinato il sequestro di 15 cantieri perché pareva che i materiali smaltiti nelle cave fossero inquinati.
E non c'era solo il pericolo di inquinamento da rifiuti. Ben altro pericolo era quello in cui ci siamo imbattuti per caso a poca distanza da un cantiere dell'Alta Velocità sempre in Mugello: 30 chili di esplosivo al plastico così, abbandonato, su una strada pubblica.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Il fatto era stato denunciato a maggio dello scorso anno presso la stazione dei carabinieri di Vaglia. Siccome a noi non pare normale che qualcuno possa dimenticare 30 chili di plastico in un canale di scarico, a distanza di un anno abbiamo chiesto alla procura di Firenze, se potevano dirci qualcosa, quantomeno se ci sono indagini in corso. La risposta è stata: nessuna dichiarazione. Ma sull'alta velocità in questo anno sono cambiate diverse cose: si doveva ricorrere alle gare d'appalto internazionali per le nuove tratte e alcuni cantieri erano stati chiusi per i fanghi tossico nocivi. Stefania Rimini nuovamente sul binario un anno dopo, e il punto nodale era, ricordiamolo : tempi certi e costi certi.

AGGIORNAMENTO

AUTRICE
Ma ecco che cosa succede qui a Roccapriora, sulla tratta Roma - Napoli, dove devono costruire un elettrodotto di servizio per la linea ad Alta Velocità.
Di varianti per questo elettrodotto ne hanno fatte già tre. Invece di andar dritto fa tutto un giro, per non passare troppo vicino al Comune di S.Cesareo.

SARA LILI - residente di Roccapriora
Si è prevista la deviazione dell'intero tracciato dell'elettrodotto, allungandolo di 7 km, con una spesa aggiuntiva di circa 7 miliardi rispetto alla previsione iniziale.

AUTRICE
A forza di curvare per allontanarsi da S. Cesareo, l'elettrodotto dell'Alta Velocità è andato a finire a ridosso delle case di questi residenti di Roccapriora.

ABITANTE ROCCAPRIORA
Qui è pieno di case, questo non l'hanno considerato loro.

ABITANTE ROCCAPRIORA 1
Da una perizia fatta dalla Tav, casa mia sta a 19 metri e 20 dai fili dell'elettrodotto, ed è abitata. La sua sta ancora più vicino, a 8 metri e 30 dai fili, per cui...

AUTRICE
E le conseguenze che i residenti si attendono sono queste.

ABITANTE ROCCAPRIORA 2
Astenia, nausea, cefalea, alterazioni della capacità procreativa...


ABITANTE ROCCAPRIORA 3
Che poi io il treno non lo prendo nemmeno, quindi...


AUTRICE
Queste sono tutte le curve che fa l'elettrodotto.

ABITANTE ROCCAPRIORA 4
Noi vorremmo capire il motivo perché sono state fatte tutte queste curve, e questi 7 km in più e 8 miliardi in più, per salvare le terre di...

ABITANTE ROCCAPRIORA 5
...Dei consiglieri comunali!

ABITANTE ROCCAPRIORA 6
Noi non siamo contenti, precisamente.

D - Una strada ci sarebbe, vi fate eleggere tutti consiglieri, no?

AUTRICE
Gli interessati hanno ottenuto un incontro con il consorzio di costruzione e con il vice ministro alle Infrastrutture, per chiedere che l'elettrodotto fosse interrato. E cosa gli hanno risposto?

CLAUDIO FATELLI - Comitato Alta Velocità Roccapriora
Le risposte delle società e del vice ministro sono state che era troppo tardi, e che i lavori dovevano andare avanti il più velocemente possibile. E che costava troppo, l'interramento costava troppo.

AUTRICE
Troppo tardi. La nuova legge Lunardi intervenuta nel frattempo si propone di accelerare i tempi. Con la vecchia legge che dava voce in capitolo anche al più piccolo Comune, c'era chi riusciva ad ottenere varianti anche per non passare sul terreno del sindaco.
Con la nuova legge questo non sarà più possibile perché decide tutto il SuperCipe, ovvero il Comitato interministeriale, al quale è difficile che importi qualcosa del terreno del sindaco. Comunque per qualcuno che se ne è approfittato, pagheranno tutti gli enti locali, che improvvisamente la legge Lunardi mette fuori gioco dalla discussione sui progetti dell'Alta Velocità. E c'è chi se la sta vedendo brutta.

MIRKO BOLIS - Sindaco Grisignano di Zocco
Rischiano di farci in pratica un viadotto di 5 km su una lunghezza di 6 km di attraversamento del nostro Comune, grossomodo, all'altezza di 12/13 metri, sopra il quale ci passano i treni a 250 Km all'ora. Quindi può immaginare, con il paese che dista 350 metri dalla linea, se di notte si possa dormire a Grisignano, questa è la nostra paura.


D - E però con la nuova normativa non potete dire "no questa linea noi non la vogliamo fatta in questo modo?

MIRKO BOLIS - Sindaco Grisignano di Zocco
Esattamente.

AUTRICE
I sindaci del Nord Est vorrebbero che in questa zona invece che una serie di viadotti si facesse un tunnel e per farsi valere sono pronti anche a ricorrere alla Corte Costituzionale.
Più litigi, più ritardi.
E anche il tempo dei disagi si allunga: la cantierizzazione di Firenze, per esempio, durerà 9 anni. E gli effetti sono questi.

ELISABETTA MORI - Idra
I sei cedri del Libano che sono vecchissimi e formano un simbolo per la città di Firenze e per piazza Vittorio Veneto, parlano di trapianto. Hanno ingaggiato una ditta di Avignone che ci costerà ben 200 milioni ad albero, con il risultato che i sei cedri moriranno, perché sono troppo vetusti per poter sopportare un trapianto.

AUTRICE
Qui per esempio si sta costruendo il sotto passo alla futura tranvia, opera collegata all'Alta Velocità. Ma era proprio necessario?

FABIO CAMPRINCOLI - comitato tranvia Firenze - Scandicci
L'assurdità di questo cantiere è che serve solamente per evitare un semaforo. Questo semaforo avrebbe evitato di buttare giù tutti gli alberi e di risparmiare 15 miliardi.

AUTRICE
Quest'altra via è diventata un inferno.

RESIDENTE DI VIA DEL PIGNONCINO
Anche di notte è così, non è che c'è differenza tra ore di punta e non.

GIACOMO CARTI - comitato antitraffico
Questo è l'effetto dell'arrivo dell'Alta Velocità a Firenze. Tutto il traffico in entrata e in uscita è stato convogliato in questa strada


RESIDENTE VIA DEL PIGNONCINO
E' una cosa disumana, c'è un passaggio di 80 macchine in 1 minuto. Qui vede, sono stati messi dei vetrini che servono per controllare le crepe, la stabilità del terreno. Sicuramente un elemento è legato proprio al traffico.

GIROLAMO DELL'OLIO - Idra
E poi in una città come Firenze, pensate, i camion pieni di terra che vanno avanti e indietro. Questo è il rischio concreto che si presenta per anni per la città.

AUTRICE
Tutta la terra scavata sarà portata via dai camion e raccolta nel quartiere di Firenze Nova, dove sarà caricata su vagoni merci. Queste persone hanno la sfortuna di abitare nelle vicinanze del punto di raccolta.

CARMINE LETTIERI - Comitato Firenze Nova
Assolutamente noi non siamo contenti.

AUTRICE
C'è qualcuno che dovrebbe essere contento? Sì, c'è. Grazie alla nuova legge, possono festeggiare i costruttori di gallerie, in particolare il Cavet, che scava sulla Firenze Bologna. La legge di Lunardi, che con la sua azienda di famiglia ha contribuito alla progettazione delle gallerie dell'Alta velocità, gli leva le castagne dal fuoco, quando dice che da ora in poi le terre scavate dalle gallerie non devono più essere considerate rifiuti.
E' molto meno contenta la Regione Toscana, che quelle terre le aveva trovate un po' inquinate dagli oli, tanto che si era arrivati al sequestro dei cantieri.

TOMMASO FRANCI - Assessore Ambiente Regione Toscana
Sì, sono stati trovati questi oli soprattutto nei materiali, nei fanghi, nei materiali che vengono movimentati nei piazzali dei cantieri. Questi effettivamente sono dei veri e propri rifiuti speciali, dovevano essere trattati come tali e invece venivano smaltiti come se fossero semplici terre di scavo.

AUTRICE
La legge Lunardi semplifica la vita agli scavatori di gallerie. Metti che abbiano 20 tonnellate di smarino, cioè terra di scavo da smaltire e le vogliano mettere in un posto che può contenerne 200: la soglia di contaminazione non si calcola su 20, ma su 200. E' come dire che per misurare l'inquinamento dell'acqua di Porto Marghera lo si divide per tutta l'acqua dell'Adriatico.
E la conseguenza qual è?

GIOVANNI BARCA - Dirigente area rifiuti Regione Toscana
Se c'è una partita di materiale che è molto contaminata, si confonde con la media di tutte le altre che non lo sono. Quindi se quella partita per l'appunto va in un luogo ad elevata sensibilità ambientale, può dare dei problemi comunque.

D - Perchè?

GIOVANNI BARCA - Dirigente area rifiuti Regione Toscana
Perché è concentrata in un punto.

AUTRICE
E quanto ci metterebbe la sostanza inquinante a raggiungere le falde acquifere?

GUGLIELMO BRACCESI - geologo
Se abbiamo un terreno molto permeabile e una falda molto superficiale, il tempo che un inquinante ci metterà ad arrivare in falda è molto ridotto, anche nell'ordine di qualche giorno.

AUTRICE
Inoltre, non essendo più soggette al regime dei rifiuti, le terre di scavo benchè contaminate, possono essere riutilizzate liberamente, senza l'obbligo di denuncia preventiva alla Provincia. E se poi un domani inquinassero una falda, va a sapere chi ce le ha messe là.

TOMMASO FRANCI - Assessore Ambiente Regione Toscana
Questo noi lo impediremo in ogni caso.

D - Che cosa?

TOMMASO FRANCI - Assessore Ambiente Regione Toscana
Che vengano collocati degli smarini con quei livelli di contaminazione degli oli, perché noi lo consideriamo un pericolo per l'ambiente.

D - Ma la legge dice che lo possono fare.

TOMMASO FRANCI - Assessore Ambiente Regione Toscana
La legge è una legge che non rispetta le direttive europee e noi riteniamo di poter applicare direttamente il contenuto delle direttive europee.

AUTRICE
La domanda d'obbligo è da rivolgere al Ministro Lunardi: perché quello che fino a ieri era da considerarsi un rifiuto, oggi non lo è più?
La domanda è stata fatta a gennaio, rifatta a febbraio e risollecitata ad aprile. Ma il Ministro non aveva mai tempo.
E passiamo ai contratti affidati senza gare d'appalto, che riguardano le tratte dove i lavori non sono neanche mai partiti. Quei contratti erano stati rescissi, con soddisfazione delle Ferrovie. Ora il Governo li resuscita, ma questo per l'Antitrust non va bene, perché?

RITA CICCONE - Segretario generale Antitrust
Secondo noi non va assolutamente bene, innanzitutto perché c'è un obbligo, che deriva dalla nostra appartenenza all'Unione Europea, di fare delle gare europee in caso di appalti di questo tipo. E' solo attraverso una gara che si ha il miglior risultato, perché se si è in beata solitudine si possono evidentemente alzare i prezzi.

AUTRICE
Anche sul perché non si fanno più le gare d'appalto dovrebbe rispondere il Ministro, ma come abbiamo già detto, non aveva tempo.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Morale: niente gare d'appalto e diluizione del rifiuto.

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