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Puntata del 21/01/2001

L'ASSICURAZIONE CI SCARICA. PERCHE'?

IN onda domenica 21 gennaio 2001

di - Società

L'ASSICURAZIONE CI SCARICA. PERCHE'?

Autori: Giovanna Corsetti
Argomenti: Società
Stagioni: 2001
Inchiesta: Perché?

Giovanni Panzarella - cittadino testimone caso:
"Sono venuto qui a pagare, a rinnovare l'assicurazione e l'assicuratore mi ha comunicato che era stata disdetta d'ufficio".

In Italia l'RC-Auto, l'assicurazione per la responsabilita' civile, e' obbligatoria, deve essere esposta sull'auto, vale un anno e copre verso terzi.
Anche se a provocare l'incidente siamo noi, fino ad un miliardo e mezzo i danni li paga l'assicurazione.
Ogni italiano che acquista una macchina spende subito altri 2 o 3 milioni per assicurarla con una nuova polizza RC-Auto.
Ma perche' le compagnie dovrebbero mettere alla porta dei cosi' buoni clienti?
Andiamo a chiederlo direttamente alla compagnia che ha liquidato il nostro assicurato:

D - Nella sua agenzia, nella sua compagnia assicurativa, la Levante, qual e' stata quest'anno la percentuale dei contratti delle polizze disdette?

Vincenzo Lo Russo: agente assicurativo
"Nella mia agenzia, quasi tutte, quasi il 100%"

D - Invece nel resto del territorio nazionale ?

Vincenzo Lo Russo:
"Intorno al 30-35%."

D - In questo solo ultimo anno?

Vincenzo Lo Russo:
"Diciamo che in precedenza era molto minore"

D - Ecco perche' proprio adesso?

Vincenzo Lo Russo:
"Perche' il rapporto sinistri/premi era fortemente in calo e' stata una politica delle compagnie perche' il ramo auto non e' molto redditizio"

D - Se pago un premio e non ho incidenti sono un buon cliente, nel momento in cui pago il premio e ho un incidente, vengo disdettato, mi sembra di capire che sia questa la logica?

Vincenzo Lo Russo:
"La logica sostanzialmente e' questa"

Se la polizza non rende la compagnia non la rinnova, mapuo' farlo?
Lo chiediamo all'ISVAP, l'istituto che vigila sulle assicurazioni

D - Si puo' disdire una polizza obbligatoria per legge?

Francesco Petrillo - dirigente servizio tutela consumatori ISVAP:
"Il contratto prevede e ha sempre previsto, la possibilita' di disdire, cioe' di fare disdetta, sia per l'assicurato che per l'assicuratore"

D - Quale dovrebbe essere una corretta procedura da parte di una compagnia nel rescindere una polizza?

Francesco Petrillo:
"La disdetta deve essere esercitata entro 60 giorni dalla scadenza del contratto e deve essere fatta con raccomandata con ricevuta di ritorno".

D - E le compagnie lo fanno?
Lei ha ricevuto una raccomandata con cui la compagnia, 60 giorni prima della scadenza del contratto, le faceva sapere che non avrebbe rinnovato la sua polizza?

Giovanni Panzarella:
"Io non sapevo nulla, non mi e' arrivata nessuna comunicazione"

D - Ha sentito se altre persone si sono trovate nelle stesse condizioni ultimamente?

Giovanni Panzarella:
"Tante persone come me, si sono trovate nella stessa identica situazione: sono state disdette d'ufficio, senza aver ricevuto nessuna comunicazione da parte dell'assicurazione stessa"

Vediamo se all'ANIA, l'associazione delle assicurazioni, sanno dirci perche' quest'anno, tanta gente non viene riassicurata dalla sua compagnia?

Vittorio Verdone - ANIA:
"Non ci risulta che quest'anno le disdette contrattuali siano aumentate".

D - Il caso che si presenta ultimamente e' quello di un cittadino che sa della disdetta all'ultimo minuto, si trova senza un'assicurazione sulla propria macchina, non puo' circolare e in fretta e furia deve andare a cercarsi un'altra assicurazione, spendendo di piu'...

Vittorio Verdone:
"Casi di cittadini che, all'ultimo minuto conoscono la volonta' dell'assicuratore, di aver disdettato il contratto non possono verificarsi".

All'ANIA non risulta.
Per capire se il caso del nostro assicurato e della sua compagnia sono un'eccezione, come ci hanno detto all'ANIA, siamo andati da un giudice di pace, cioe' dove vanno a finire i contenziosi tra i cittadini e le compagnie di assicurazione.

D - Sono molti i casi di compagnie che non rinnovano le vecchie polizze?

Gianni Fazzari - giudice di pace:
"Circa il 30% del portafoglio polizze RC-Auto e le disdette delle utenze arrivano nei termini di disdetta gia' scaduti".

D - Le ragioni di queste disdette?

Gianni Fazzari:
"Quella piu' diffusa e' l'aver provocato un incidente. Questo cittadino, assicurato negli ultimi 5 anni con la stessa compagnia ha avuto semplicemente a maggio del 1999 un incidente per un milione 225mila lire di valore totale, pagato il 15 marzo del 2000, viene disdettata la polizza con lettera datata 15 settembre, pervenuta il 18 settembre per la scadenza contrattuale del 30 aprile del 2000".

D - In 5 anni questo assicurato ha versato circa 10 milioni ed e' costato meno di un milione e mezzo, e la compagnia lo scarta?
Puo' farlo?

Gianni Fazzari:
"Questo credo sia incredibile oltre che illegittimo".

D - E lei, come giudice di pace, cosa puo' imporre alle compagnie?

Gianni Fazzari:
"La condanna al risarcimento del danno che ha ricevuto il cittadino, nonche' il rischio che ha avuto, non avendo avuto la copertura assicurativa nei termini previsti dalla legge".

Un assicurato su 3 viene rifiutato perche' costa troppo.
L'assicurazione RC-Auto non e' piu' un buon affare, eppure e' un mercato che vale 25mila miliardi che ogni anno si dividono un centinaio di compagnie.
Di ogni 100 lire pagate dall'assicurato, 22 lire se ne vanno in tasse, 16 lire le compagnie le spendono in gestione e personale, tutto il resto serve per pagare i nostri incidenti, se ce ne sono, altrimenti sono 62 lire, ovvero oltre 15mila miliardi di potenziale guadagno.
Le compagnie dichiarano perdite per 3000 miliardi, ma perche' perdono tanto?
Quando un assicurato causa un incidente la compagnia calcola una cifra di risarcimento che equivale al costo reale del sinistro, per esempio 5 milioni, piu' un certo margine, diciamo un altro paio di milioni per eventuali spese non previste.
Si arriva cosi' a 7 milioni, ed e' questa la somma che la compagnia mette a riserva di sinistro, ossia alla voce spese.
E poiche' solo il 20 - 30 % dei sinistri viene pagato entro l'anno, per il restante 70 - 80% di casi in bilancio va a finire non la spesa reale, ma questa previsione maggiorata, con il risultato di bilanci sempre in rosso.
Cosi' nessuno e' in grado di sapere quanto realmente spendono le compagnie in risarcimenti.
Torniamo allora all'ISVAP a chiedere perche', quest'anno le assicurazioni non hanno piu' soldi per rinnovare le nostre polizze.

Francesco Petrillo:
"C'e' stato un provvedimento del governo sul blocco delle tariffe quindi le imprese..."

D - Non hanno potuto alzare i prezzi?

Francesco Petrillo:
"Non hanno potuto presentare tariffe adeguate".

D - Quali sono state le cause che hanno determinato questo blocco?

Francesco Petrillo:
"Il governo ha ritenuto necessario emanare un provvedimento d'urgenza per bloccare i premi e le tariffe"

Siamo andati a vedere di quanto erano aumentate le polizze.
Dal '94, dopo la liberalizzazione delle assicurazioni, il costo delle polizze e' piu' che raddoppiato, con un record: nel '99, i prezzi sono saliti 10 volte piu' dell'inflazione.
Uno scherzo che agli italiani e' costato 7mila miliardi, e ha costretto il governo a intervenire con un decreto blocca tariffe: per un anno, da marzo del 2000, fino al prossimo 29 marzo 2001 le compagnie non possono alzare i prezzi.
Ma con questo blocco il cittadino che vantaggi concreti ha quando rinnova la sua polizza?

Paolo Petri - funzionario servizio tutela consumatori ISVAP:
"Be'h se la riaccende con la stessa compagnia e non ha causato sinistri nell'ultimo annualita', il contratto naturalmente deve essere rinnovato con la vecchia tariffa, spesso ci telefonano perche' gli agenti non vogliono riassumere gli stessi contratti".

D - E se vanno presso un'altra compagnia, cosa succede?

Paolo Petri:
possono avere dei notevoli incrementi di costi.

Il blocco dei prezzi non si applica ai nuovi assicurati, ai quali le compagnie sono libere di chiedere un prezzo maggiore.
Questo spiegherebbe meglio perche', nell' ultimo anno, le compagnie preferiscono non rinnovare le vecchie polizze, obbligando i cittadini a stipularne una nuova ad un costo piu' alto.
Sembrerebbe quasi che le compagnie si passino i clienti per aggirare il blocco delle tariffe imposto dal governo.
Come dire fatta la legge trovato l'inganno, ma il governo che la legge l'ha voluta cosa fa? Perche' non interviene?

Cesare De Piccoli - sottosegretario Ministero dell'Industria:
"Perche' le cattive abitudini sono dure a cambiare quindi forme appunto per eludere la legge, comunque ci saranno, anche se, io mi auguro che le compagnie abbiano oramai capito fino in fondo che non possono rivalersi sui cittadini onesti attraverso un aumento indeterminato delle polizze".

Di fatto resta solo un augurio perche', come ci spiega lo stesso sottosegretario all'industria, nel tempo del libero mercato, lo stato non puo' intervenire piu' di tanto, gli unici a poter fare qualcosa sono le associazioni dei consumatori o l'istituto di vigilanza e li' ritorniamo, allo sportello reclami dell'ISVAP, per capire che diritti ha il cittadino.

Paolo Petri:
"il cittadino ha il diritto di riproporre il contratto alla compagnia stessa e la compagnia ha l'obbligo di accettare questo contratto, perche' se e' vero che l'RC-Auto e' obbligatoria per i cittadini e' altrettanto vero che e' obbligatoria per le compagnie".

Il cittadino scaricato dalla propria assicurazione puo' dunque pretendere di essere riassicurato.
Torniamo allora all'ANIA per sapere perche' le compagnie disdicono le polizze pur sapendo che sono obbligate, per legge a rinnovarle.

Vittorio Verdone:
"l'assicurato e' in una botte di ferro perche' puo' pretendere che il contratto si rinnovi alle stesse condizioni di premio dell'anno scorso".

D - ecco pero' l'esperienza dice un'altra cosa, dice che chi ha riacceso una nuova polizza RC-Auto, dopo che era stata disdetta la vecchia, ha pagato di piu'.
Cioe' non e' un modo che usano le compagnie, per arginare, almeno in parte, questo blocco delle tariffe?

Vittorio Verdone:
No.

D - I clienti riaccendono pagando un po' piu' di quello che pagavano un anno fa, perche' ancora non c'era il blocco?

Vittorio Verdone:
"Questa e' una visione un po' da grande fratello, non la trasmissione televisiva, ma da grande fratello orwelliano, le compagnie che si scambiano gli assicurati, non esiste ne' in cielo ne' in terra, stiamo parlando di un assicurato che sia stato riassunto come rischio dalla stessa compagnia".

D - Ma non succede sempre, spesso non li rivogliono.

Vittorio Verdone:
"Deve succedere quando c'e' una richiesta, deve succedere perche' lo prevede la normativa".

D - E a lei, come normativa vuole, la sua vecchia compagnia ha rinnovato la polizza, alla fine?

Giovanni Panzarella:
"L'assicuratore mi ha detto che l'assicurazione ha dato la disdetta e basta!"

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