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Puntata del 29/04/2002

ACQUA PAGATA ACQUA REGALATA (Aggiornamento)

In onda lunedì 29 aprile 2002

di - Ambiente

ACQUA PAGATA ACQUA REGALATA (Aggiornamento)

Inchiesta: Com'è andata a finire
Autori: Bernardo Iovene
Stagioni: 2002
Argomenti: Ambiente

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Milano, città europea che scarica la sua fogna a cielo aperto.
La legge, del 1976, impone a tutte le città italiane il depuratore. Siamo nel '98 e una città come Milano il depuratore non ce l'ha.
Eppure i milanesi pagano da anni nella bolletta il costo per depurare l'acqua, per la precisione in un condominio la depurazione che non c'è costa 697.000 ogni 4 mesi.
La fogna di Milano finisce nel Lambro e da li' nel Po. A Ferrara che bevono l'acqua del Po hanno la bolletta dell'acqua più cara d'Italia perché ripulirla è costosissimo.
In altre parole, in 22 anni non sono riusciti a mettersi d'accordo su chi dovesse prendersi l'appalto.


12 novembre 1998

Milano città senza depuratore da 20 anni. Il trattamento delle acque prelevate dai 600 pozzi della falda di Milano, che avviene solo dal 1994, nonostante sia stata accertata la presenza di inquinati pericolosi dovuti agli scarichi industriali della zona nord di Milano, fin dagli anni 60, quindi lo scarico delle acque reflue nel fiume Lambro, che affluisce nel Po, senza depuratore.

LE CURIOSITA': l'acqua potabile di Ferrara arriva dal Po, e passa attraverso un trattamento costosissimo (la bolletta dell'acqua è la più cara d'Italia) dovuto alla grossa presenza di inquinanti pericolosi a cui contribuisce la città di Milano.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Era il 1998. Bernardo Iovene è andato a vedere se dopo 4 anni è successo qualcosa.

AGGIORNAMENTO

AUTORE
Assessore, sono passati quattro anni, adesso può rispondere delle sue responsabilità sul depuratore di Milano?

DOMENICO ZAMPAGLIONE - assessore all'Ambiente Comune di Milano
Ma certo su tutto il sistema di depurazione di Milano.

AUTORE
Prima di vedere a che punto è il sistema di depurazione, che comprende tre depuratori, vediamo cosa è successo in questi quattro anni. Innanzitutto la Comunità europea ha aperto una procedura di infrazione che prevede di multare l'Italia perché Milano non ha ancora i depuratori. Di quanto è la multa?

GABRIELE ALBERTINI - Sindaco di Milano
Di 29 miliardi al giorno, poi si trattava di stabilire se era il Comune o lo Stato italiano a doverli pagare.

AUTORE
Per questo motivo l'allora ministro Ronchi nominò un commissario straordinario che si occupasse in tempi stretti del depuratore.

EDO RONCHI - presidente Sviluppo Sostenibile
Io proposi e portai avanti il commissariamento affidato al Prefetto, il sindaco invece voleva che il commissario fosse o il sindaco stesso o altro componente dell'amministrazione comunale.

AUTORE
Ma sindaco e giunta protestano, nel frattempo cambia il ministro che decide di nominare il sindaco commissario e l'assessore sub commissario.

DOMENICO ZAMPAGLIONE - assessore all'Ambiente Comune di Milano
Che cosa è un commissariamento? Sostanzialmente è la possibilità di utilizzare una normativa speciale che può derogare dalle leggi ordinarie.

AUTORE
Derogare dalle leggi ordinarie significa non dovere discutere né con la giunta, né con il consiglio comunale, né con le associazioni, qualsiasi decisione sui depuratori, quindi dare inizio ai lavori con poteri speciali.

NADIA VOLPI - Italia Nostra
Con il commissariamento il sindaco fa il controllore di se stesso.

D - Non c'è una contraddizione, un po' un paradosso. Voi siete, come comune, inadempiente e poi siete commissari di voi stessi?

GABRIELE ALBERTINI - Sindaco di Milano
Può darsi che noi non saremo stati dei fulmini di guerra, può darsi anche che sia stato assegnato a un presunto inadempiente un potere straordinario, però quello che non ha fatto il passato di trent'anni può essere fatto nel presente e nel futuro dei prossimi due o tre.

AUTORE
Costruire un depuratore è dovere di un comune, Albertini è sindaco da cinque anni e dice che i depuratori si faranno tra due o tre. E per farli ha avuto i poteri speciali del commissariamento. Questo commissariamento costa centinaia di milioni di lire, stanziati per decreto dal Ministero dell'Ambiente che vanno in tasca al commissario e ai sub commissari, tra i quali ci sono sia l'assessore che il sindaco, leggiamo: Albertini Gabriele riceve un compenso di 150 milioni di lire all'anno per fare quello che normalmente è previsto dalle sue mansioni. Si vede che per mettere fine a questa fabbrica del Duomo non c'era alternativa, e allora, dopo due anni di poteri speciali, vediamo a che punto è la situazione.
Su tre depuratori, uno è in costruzione e l'assessore è talmente soddisfatto che mi porta a vedere i lavori.

DOMENICO ZAMPAGLIONE - assessore all'Ambiente Comune di Milano
Una grande soddisfazione: Milano sta facendo gli impianti. Non è più uno scherzo, non è più una promessa.

D - Non ci crede neanche lei?

DOMENICO ZAMPAGLIONE - assessore all'Ambiente Comune di Milano
Non è che non ci credo, glielo sto dicendo come una soddisfazione personale che, mi permetta, è proprio quella che volevo avere prima o poi, adesso ce l'abbiamo.

AUTORE
Lasciamo il primo cantiere e andiamo al secondo, quello di Milano sud dove però non c'è nulla.

D - Ma qui non c'è ancora niente.

DOMENICO ZAMPAGLIONE - assessore all'Ambiente Comune di Milano
Non c'è ancora niente. Vediamo se troviamo una bella foto&

(L'assessore fa vedere al giornalista il progetto su carta del depuratore)

D - La fine dei lavori assessore?

DOMENICO ZAMPAGLIONE - assessore all'Ambiente Comune di Milano
La fine dei lavori, due anni dall'inizio dei lavori.

AUTORE
E infine andiamo sul luogo del terzo impianto che sarà accostato al depuratore, questo sì in regola, del Comune limitrofo di Peschiera Borromeo ma anche qui il depuratore milanese dobbiamo immaginarlo perché non c'è nulla.

DOMENICO ZAMPAGLIONE - assessore all'Ambiente Comune di Milano
Siamo in territorio di Peschiera Borromeo, questa zona qui è la zona su cui sorgerà il raddoppio.

D - Quando inizieranno i veri e propri lavori per il depuratore?

DOMENICO ZAMPAGLIONE - assessore all'Ambiente Comune di Milano
Entro tre mesi più o meno.

AUTORE
Prima o poi i lavori inizieranno, anche perché sarebbe inspiegabile il contrario, visto i poteri straordinari concessi dall'allora ministro dell'Ambiente Bordon. Al quale abbiamo chiesto un parere con il senno di poi.

WILLER BORDON - senatore
Le notizie non sono confortanti, siamo ancora in alto mare, questo è il punto, con il rischio di essere condannati dalla Corte di Giustizia perché gli impegni non sono stati mantenuti. Adesso si parla del 2004 siamo ben al di là di quelli che erano i tempi necessari.

AUTORE
Veramente se tutto va bene si parla del 2005.

DOMENICO ZAMPAGLIONE - assessore all'Ambiente Comune di Milano
Quindi a questo punto dovrebbero tutti e tre gli impianti essere funzionanti nel 2005.

AUTORE
Se tutto va bene perché ci sono dei ricorsi sull'assegnazione di un appalto. E poi l'attuale Ministero dell'Ambiente ha già fatto sapere che i progetti così come sono non vanno bene ma vanno adeguati.

D - Senta comunque il Ministero dell'Ambiente vi ha fatto delle prescrizioni?

GABRIELE ALBERTINI - Sindaco di Milano
Sì, sono prescrizioni che sono già state condivise in parte e che sono state inoltrate agli assegnatari perché adeguino il loro progetto a queste prescrizioni.

AUTORE
Quindi si devono riadeguare i progetti e il sindaco rassicura ma noi leggiamo dai documenti del Ministero che dai progetti mancano: indagini archeologiche, monitoraggi di acqua, aria, rumore, odore, un sistema di disinfezione, bisogna ridurre l'altezza di edifici, manca la copertura delle vasche, la portata dello scarico per prevenire inondazioni nonché un piano per la gestione dei fanghi.

NADIA VOLPI - Italia Nostra
Dal nostro punto di vista è che se non ci fosse stato il ministero il comune di Milano non ci avrebbe detto assolutamente niente per cui a questo punto i cittadini si sarebbero trovati un depuratore sbagliato, inserito in un paesaggio sbagliato, senza coperture, con tutte le conseguenze senza avere nessun beneficio per la cittadinanza.

D - Le accuse delle associazioni sono quelle che avete cominciato a costruire il depuratore per evitare la multa ma non sapete neanche ad esempio dove mettere i fanghi che produrrà.

GABRIELE ALBERTINI - Sindaco di Milano
Questo è un argomento tecnico molto delicato per il quale in realtà stiamo lavorando e trovando soluzioni e comunque nei termini di realizzazione degli impianti e dunque di pieno sviluppo delle attività anche questo problema sarà risolto.

DOMENICO ZAMPAGLIONE - assessore all'Ambiente Comune di Milano
Salvo il fatto che non si vogliono le puzze e quindi il Ministero dell'Ambiente dice studiatemi eventualmente le possibili coperture, e noi lo faremo. Abbiamo avviato tutto il monitoraggio dell'area, vediamo adesso quanto puzza.

D - Ma non lo avete fatto ancora?

DOMENICO ZAMPAGLIONE - assessore all'Ambiente Comune di Milano
Stiamo facendo, stiamo facendo, il monitoraggio, il primo piano è stato approvato.

AUTORE
Dunque salvo ricorsi e adeguamenti dei progetti, se tutto va bene siamo al 2005. Intanto i cittadini di Milano finché non sono finiti i depuratori devono pagare sulla bolletta una depurazione che non c'è.

D - Senta i cittadini milanesi lo stanno pagando questo depuratore.

SINDACO
Lo hanno già pagato, sono 500 miliardi di fondi già accantonati destinati proprio a questa funzione e come si vede, dopo molti anni in cui sono stati accumulati, in questo momento sono in corso delle spese correlate a questa entrata.

AUTORE
Ma se hanno già pagato non si spiega perché sulla bolletta i cittadini di Milano continuino a pagare oltre al consumo dell'acqua, che parte da 182 lire, 500 lire al metro cubo per una depurazione che non c'è. Ma c'è chi si è stancato di pagare per esempio l'Istituto Nazionale Tumori.

GIANNI LOCATELLI - Istituto nazionale dei Tumori
Canone diritti servizi disinquinamento acque: un miliardo 131 e rotti. Ovviamente i consumi dell'acqua sono di più, quelli che paghiamo.

D - E quanto pagate?

GIANNI LOCATELLI - Istituto nazionale dei Tumori
Siamo intorno ai 400 - 500 milioni di consumi di acqua.

D - Cioè voi pagate 500 milioni all'anno per il consumo di acqua e&

GIANNI LOCATELLI - Istituto nazionale dei Tumori
E un miliardo e 100 quasi 200 lire per la depurazione delle acque!

AUTORE
L'istituto ha fatto ricorso, ha vinto e la tassa non la pagano più.

GIANNI LOCATELLI - Istituto nazionale dei Tumori
E' stata riconosciuta iniqua o perlomeno non costituzionale dal giudice a cui siamo ricorsi.

AUTORE
Un miliardo all'anno risparmiato che andrà sicuramente a buon fine.

BASILIO RIZZO - consigliere comunale
Se molti si decidessero a fare ricorso le cose forse sarebbero pesanti per l'amministrazione comunale, infatti sta correndo ai ripari per far fare una "leggina" che copra questa eventualità.

D - Ma mi tolga una curiosità: ma quando saranno costruiti questi depuratori i cittadini milanesi pagheranno meno sulla bolletta?

GABRIELE ALBERTINI - sindaco Milano
Questo è un aspetto che non può essere definito in questa sede, nel senso che si pone questo problema essendo stata depurata l'acqua di Milano non è appropriato che i cittadini paghino per la depurazione .

AUTORE
Quindi finché non sono iniziati e finiti i lavori bisogna pagare. Morale della favola: i commissari sembrano soddisfatti chi nominò i commissari un po' meno, insomma la colpa non è mai di chi deve vigilare.

WILLER BORDON - senatore
Siamo di fronte ad un dato, ci saranno mille giustificazioni ma la realtà è che Milano continua a non avere un depuratore. Fate qualcosa.

D - Il massimo è già stato fatto, dare potere straordinario a&

WILLER BORDON - senatore
Più di dare poteri di emergenza&ci vuole lo stato di guerra! Ma speriamo di non dovere arrivare a tanto soltanto per fare un depuratore!

D - Ho sentito Bordon l'ex ministro, non era molto soddisfatto&

GABRIELE ALBERTINI - sindaco di Milano
Non era soddisfatto?&vabbè ma io mica devo parlare devo fare i depuratori&quando lei fa vedere le immagini, parlano da sole, se lei fa vedere più immagini dei depuratori che le interessa delle mie parole!

AUTORE
Le immagini dei depuratori, quando ci saranno, le faremo vedere. Intanto vi facciamo vedere queste immagini suggestive. Questo non è un fiume (immagini di un canale) ma la fogna di Milano a cielo aperto a due passi dalle case che dà da mangiare a tanti gabbiani e che scorre, senza depurazione, nei fiumi quindi nel Po che sfocia nel mare Adriatico.
Dobbiamo aggiungere altro?

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Morale della favola: per non aver rispettato la legge in materia di trattamento delle acque della città di Milano, 4 giorni fa la Corte di Giustizia europea ha condannato la Repubblica Italiana. La sentenza è definitiva.

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