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Puntata del 23/04/2006

PUNTUALE COME UN TRENO - aggiornamento del 7 Ottobre 2003

in onda il 23.04.06

di

PUNTUALE COME UN TRENO - aggiornamento del 7 Ottobre 2003

Inchiesta: Com'è andata a finire
Autori: Giovanna Corsetti
Stagioni: 2006


MILENA GABANELLI IN STUDIO
Ferrovie dello stato. Ce ne siamo occupati per la prima volta nell'ottobre del 2003. E' finita con una causa a noi per 28 milioni di euro e 4 licenziamenti. Vi mostriamo una breve sintesi di quella puntata, le promesse fatte e a che punto siamo tre anni dopo.

Da "Report" del 7 Ottobre 2003

MACCHINISTA
Con la chiave di una moto...

AUTRICE
Prova ad aprirla, fai vedere che
non si apre è chiusa.

MACCHINISTA
Con la chiave di una moto...

AUTRICE
Inviolabile.

MACCHINISTA
Se io schiaccio questo pulsante e schiaccio uno qualsiasi di questi si aprono le porte. Infatti gli studenti di Genova avevano imparato perché quando volevano scendere andavano e ta ta ta scendevano. Tu venivi qua e le porte erano aperte. Hai capito che sicurezza?

AUTRICE
Nell'estate del 2003 per 4 mesi abbiamo viaggiato sui treni, sui binari, nelle gallerie delle ferrovie italiane, cercando di capire se sono ancora le ferrovie più sicure d'Europa.
Questo è ciò che abbiamo trovato.Partiamo dai treni, anzi, dalle dotazioni di bordo richieste da regolamento:
Cassette di pronto soccorso: dove c'erano erano vuote.

MACCHINISTA
Casco... non c'è niente dentro, cosa ti metti in testa?

AUTRICE
Attrezzi: pochi, vecchi e sporchi.

MACCHINISTA
Guarda che roba!

AUTRICE
Estintori.

MACCHINISTA
La revisione di questo qui è stata fatta nel Settembre del 2001, adesso siamo nel 2003, dimmi te, va fatta ogni 6 mesi!

AUTRICE
Su Trenitalia si viaggia senza medicinali, senza attrezzi e con gli estintori scaduti. E visti da fuori i treni non si presentavano meglio.

MACCHINISTA
...Coda irregolare... se si spegne anche l'altro fanale come fai a sapere che il treno finisce lì? Coda irregolare anche questo.

AUTRICE
Mezza luce dietro e mezza luce davanti. Ma la manutenzione la fanno? Siamo andati a controllare il libro del treno, cioè dove i macchinisti segnalano e annotano i guasti.

MACCHINISTA ANONIMO LIGURIA
Motrice scaduta... questa macchina è stata rifiutata. Non si riesce ad aprire il rubinetto in posizione corretta. Riparazione eseguita il 26/2.
Il 10/3 il guasto si ripeteva quindi non l'avevano fatto, hai capito?

AUTRICE
Lo stesso?

MACCHINISTA ANONIMO LIGURIA
Lo stesso o l'avevano fatto male, no?

AUTRICE
Riparazioni non fatte o fatte male.
Ma lasciamo Trenitalia e spostiamoci in casa di RFI, rete ferroviaria italiana, ossia chi possiede i binari. Accomodiamoci in galleria

MACCHINISTA ANONIMO
Ora possiamo notare che per un fatto di intensa umidità in galleria si verifica il fenomeno della nebbia che va ad aggiungere il problema della visibilità dei segnali.

AUTRICE
Gallerie strette, buie, senza impianti di illuminazione, aerazione, ventilazione, nulla. Nel 2003 lo avevamo fatto presente e ci avevano risposto così.

IDA D'ANTONIO - Comunicazione RFI
Le gallerie sono gallerie costruite nel secolo passato; sono gallerie sicure su cui stiamo lavorando per aumentare ancora la sicurezza della circolazione.

AUTRICE
Tre anni dopo, sotto la grande galleria dell'Appennino, lunga oltre 18 km, tra Vernio e San Benedetto Val di Sambro, le cose stanno ancora così.

MACCHINISTA ANONIMO
Ecco, stiamo entrando adesso. E' una galleria monotubo, ci passano 2 binari, c'è una entrata e una uscita e basta, non c'è nient'altro, niente vie di fuga, niente accessi laterali, niente di niente.

AUTRICE
Ma è sempre così buia?

MACCHINISTA ANONIMO
E' sempre così buia, sempre. Per un po' vediamo delle lucine, poi non le vedremo più, vedremo solo quelle dei segnali.

AUTRICE
Non ci sono impianti...?

MACCHINISTA ANONIMO
Non c'è un impianto di illuminazione come non ci sono cartelli segnalatori, dei telefoni funzionanti soprattutto.

AUTRICE
Ma qui sotto i cellulari prendono?

MACCHINISTA ANONIMO
Ah, non sempre, in alcuni punti prendono e in altri punti non c'è assolutamente campo.

AUTRICE
Lo avevamo già segnalato nel 2003.
E anche su questo era stato preso un impegno.

IDA D'ANTONIO- Comunicazione RFI
Entro la fine dell'anno potremo parlare con il cellulare in tutte le gallerie da Bologna fino a Napoli.

AUTRICE
Non sotto questa.

MACCHINISTA
E comunque anche laddove prendono, il cavo fessurato porta poche utenze per cui si rischia anche di non poter lanciare un segnale di emergenza con il proprio cellulare di servizio.

AUTRICE
Infatti, nel piano d'emergenza di RFI per questa galleria, alla voce "cavo fessurato", cioè la tecnologia che consente ai cellulari di funzionare anche sotto le montagne, si legge che da qui sotto si può parlare contemporaneamente da 48 cellulari se si va a Bologna e da 24 se invece si va a Firenze.

INGEGNER MAURIZIO GENTILE- Direttore Compartimentale Infrastruttura Bologna- RFI
Quel documento lì, per quella parte specifica, è superato dal momento in cui abbiamo potenziato, quindi Marzo 2006 i lavori sono finiti, abbiamo potenziato il nostro sistema, per cui non è vero che ci sono 48 canali...

AUTRICE
Perché io stamattina non parlavo sotto quella galleria? Il mio cellulare non prendeva e come il mio gli altri.

INGEGNER MAURIZIO GENTILE- Direttore Compartimentale Infrastruttura Bologna - RFI
Questo bisognerebbe chiederlo ai suoi gestori  di telefonia...

AUTRICE
Però le gallerie sono le loro e c'è anche un decalogo per i passeggeri che raccomanda, in caso di incendio in galleria, di non tirare il freno di emergenza. Ma chi lo ha mai visto questo
decalogo? c'è?

MACCHINISTA ANONIMO
No, non c'è.

INGEGNER MAURIZIO GENTILE -Direttore Compartimentale Infrastruttura Bologna- RFI
Sono norme di comportamento che non sono necessarie, sempre.

AUTRICE
In caso di incendio in galleria si deve tirare il freno di emergenza o no?

INGEGNER MAURIZIO GENTILE-Direttore Compartimentale Infrastruttura Bologna - RFI
No

AUTRICE
Però nessuno lo sa.

Eppure saperlo sarebbe utile per
portar la pelle a casa

MACCHINISTA ANONIMO
...Manca un impianto idrico antincendio, se scoppia un incendio dobbiamo intervenire con gli estintori delle vetture.

AUTRICE
Impianto idrico ce n'è?

INGEGNER MAURIZIO GENTILE- Direttore Compartimentale Infrastruttura Bologna - RFI
L'impianto idrico è in costruzione in quanto la galleria è stata costruita senza impianto idrico.

AUTRICE
Secondo le linee-guida il personale l'incendio in galleria dovrebbe spegnerlo con gli estintori a bordo treno. E' vero?

INGEGNER MAURIZIO GENTILE-Direttore Compartimentale Infrastruttura Bologna- RFI
Certo, a bordo treno ci sono dei sistemi di spegnimento dell' incendio che sono gli estintori. Nelle... in alcune nicchie della galleria ci sono altri sistemi di estinzioni  incendio a schiuma, quindi estintori sostanzialmente

AUTRICE
Quanti?

INGEGNER MAURIZIO GENTILE- Direttore Compartimentale Infrastruttura Bologna RFI
Adesso non... non me lo ricordo quanti.

AUTRICE
Se scoppia un incendio a metà galleria?

MACCHINISTA ANONIMO
E' un bel problema perché la cosa più importante per uscire vivi da una galleria è uscire e portare fuori il treno con tutti i viaggiatori. Capite bene che sono km da farsi a piedi.
Voi immaginatevi un incendio in un posto completamente buio, ansia, panico, la gente che urla, nessuna illuminazione, mancanza di senso di orientamento, è questa la condizione che dobbiamo immaginare.

AUTRICE
Forse è meglio di no.
Ma come dovrebbe essere una galleria sicura?

MACCHINISTA ANONIMO
Devono avere degli impianti idrici antincendio, devono avere delle nicchie attrezzate, l'illuminazione, perché la gente deve potersi orientare, dei cartelli indicatori e poi devono essere accessibili anche ai mezzi di soccorso. Qui c'è massicciata, come vedete, in questo momento, c'è del pietrisco; dei camion, delle camionette, delle ambulanze non potrebbero accedere a questa galleria.

AUTRICE
E infatti già nel 1997 RFI aveva redatto un piano di intervento per rendere più sicure le vecchie gallerie, ma dopo quasi 10 anni sotto questa ancora si aspetta.
Però di gallerie che funzionano ce ne sono, eccone qui una: lo Schlern tunnel, accessoriato di tutto: cartelli di ogni genere, cavo fessurato ad abbondare, nicchie attrezzate, luci che si dosano alla bisogna come nel salone di casa.
E guardate come si fanno le esercitazioni antincendio.
E non siamo all'estero, siamo sulla Verona - Brennero e lo Schlern tunnel, o galleria Sciliar, è di proprietà RFI e questo è il loro materiale video interno.
Perché, se vuoi andare in Austria, non ti fanno passare se non fai le cose per bene.
Invece sotto l'Appennino nostrano tutto resta come all'inizio del secolo scorso.

MACCHINISTA ANONIMO
E' una galleria che non ha nessun tipo di ventilazione, per cui tutto quello che si produce rimane dentro lì. Questo vale anche per le polveri...

AUTRICE
Da che cosa si generano?

MACCHINISTA ANONIMO
Da sedimenti che vengono prodotti dalla massicciata o introdotte dai treni...

AUTRICE
E' pericolosa?

MACCHINISTA ANONIMO
Beh, questa è una domanda che dovreste fare all'Istituto di Sanità, io non ho alcun dato e come me nessun ferroviere.

AUTRICE
Sono domande che voi avete fatto?

MACCHINISTA ANONIMO
Sì, ma nessuna risposta certa è  stata mai data, ma certamente non è qualcosa che è consigliabile respirare.

AUTRICE
Cioè la respiriamo noi viaggiatori?

MACCHINISTA ANONIMO
La respiriamo noi che ci lavoriamo su e voi viaggiatori se il treno è un treno che ha i finestrini, ma penso anche a quei viaggiatori che viaggiano su treni che hanno impianti di aria condizionata, perché io vorrei essere sicuro che davvero i filtri degli impianti di aria condizionata li cambino con una certa frequenza.

INGEGNER MAURIZIO GENTILE- Direttore Compartimentale Infrastruttura Bologna- RFI
Questi documenti sono stati tutti quanti forniti, sono stati illustrati, sia da me, dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione e dai medici competenti che seguono i lavoratori

AUTRICE
Lei ha queste risultanze relative a quella galleria? Può darcele?

INGEGNER MAURIZIO GENTILE- Direttore Compartimentale Infrastruttura Bologna- RFI
Certo, ve le posso dare.

AUTRICE
Ecco i documenti, e c'è scritto che è tutto apposto, ma sempre secondo loro perché chi certifica è l'ufficio sanitario della stessa Rfi.
Ma andiamo avanti.
Tutta la linea ferroviaria è suddivisa in tratte di 1500 metri.
I segnali dicono al macchinista se la tratta successiva è libera o meno. Questo per garantire uno spazio e un tempo di frenata adeguati. Ma siccome tutti possiamo sbagliare, incluso il macchinista,è stato progettato un sistema che anticipa nella motrice di che colore sarà il segnale.

AUTRICE
Questo cos'e'?

MACCHINISTA ANONIMO
Mi indica che il segnale ha cambiato l'aspetto da rosso che mi impediva di partire passa a verde. Quando passa in un codice restrittivo, quindi da un verde a un giallo, o da un giallo a un rosso, io devo riconoscere, essere vigile, di avere assimilato che il segnale è cambiato e se io non schiaccio entro 3 secondi, il treno automaticamente si ferma quindi adesso... questa per noi è una sicurezza

AUTRICE
Sicurezza garantita dal sistema di ripetizione del segnale.
Su ogni tratta un cavo elettrico trasmette lo stato del segnale dal binario al treno. Un lampeggiante riproduce in cabina il colore del semaforo avvertendo il macchinista, 1500 metri prima, se il segnale sarà rosso, giallo o verde e comunque in caso di errore ci pensa il sistema a rallentare o a frenare. Come dire, guidare ad occhi chiusi, peccato però che questa sicurezza abbia dei buchi.

MACCHINISTA ANONIMO
Inspiegabilmente qua la modificazione finisce.

AUTRICE
Questa è la Liguria.

MACCHINISTA ANONIMO
Quel segnale là ti dice che c'è assenza codice.

AUTRICE
E questa era la Toscana.
Ma cosa succede dove il sistema di ripetizione del segnale non c'e'?

MACCHINISTA ANONIMO
Perdo questo importante accessorio che ferma il treno in caso di mio malore o di mia dimenticanza nel rispettare i segnali. Mi devo alzare per staccarlo.

AUTRICE
C'è solo da sperare che il macchinista non sbagli mai perché altrimentiè facile immaginare quale sia il rischio.

MACCHINISTA ANONIMO
...e si sa che in ferrovia gli incidenti sono avvenuti proprio nei tratti non codificati, brevi o lunghi che essi siano

AUTRICE
E' successo a Solignano il 4 giugno 2000: morti 5 macchinisti in uno scontro frontale fra due merci.
E' successo ancora a Casalecchio sul Reno, vicino Bologna, il 30 settembre 2003, 1 morto e 150 feriti.
Ed è risuccesso il 7 gennaio 2005 a Crevalcore: 17 morti.
A Solignano, Casalecchio e Crevalcore la ripetizione di segnale non era attiva.

MILENA GABENELLI IN STUDIO
Per l'incidente di Crevalcore è indagato l'amministratore delegato di RFI dalla procura di Bologna. Permane il licenziamento ai quattro ferrovieri che non hanno impedito alla nostra collega di fare il suo lavoro. Sempre per questioni legate alla sicurezza recentemente c'è stato un altro licenziamento. Quello che noi sappiamo è che negli ultimi tre anni la lista degli incidenti è lunga, e la dinamica è sempre la stessa: un semaforo che qualcuno vede di un colore diverso da quello che è o dovrebbe essere . L'ultimo è dello scorso dicembre a Roccasecca, due morti e 11 feriti. Errore umano è stato detto. Giovanna Corsetti quel giorno era lì.

MACCHINISTA ANONIMO 
I rottami che stanno sul primo binario, per terra, quelli sono i resti della cabina di guida, che è appiattita, completamente appiattita.

AUTRICE
Il 20 dicembre 2005 il treno interregionale 2361 partito da Roma termini e diretto a Campobasso tampona  alle ore 15 il treno regionale 3361 fermo sul binario 1 della stazione di Roccasecca.
Muoiono 2 persone e 11 restano gravemente ferite. Un guasto evita il peggio. Nella prima carrozza del treno
Roma - Campobasso è rotto il riscaldamento, fa troppo caldo e i viaggiatori si sono spostati.
Al momento dello scontro la carrozza è quasi vuota. Il treno per Campobasso non aveva fermate nella stazione di Roccasecca.

MACCHINISTA ANONIMO
I macchinisti hanno sempre sostenuto, sia dai verbali... che i segnali erano disposti a via verde.

AUTRICE
Per i macchinisti il segnale era verde, per ferrovie invece il segnale era rosso: ed rfi precisa "la linea è dotata di sistemi di sicurezza e tutto era funzionante": errore umano, hanno sbagliato i macchinisti

MACCHINISTA ANONIMO
Se queste macchine erano dotate della ripetizione in macchina dei segnali si sarebbe evitato sicuramente l'impatto.

AUTRICE
Vuol dire che la ripetizione di segnale, cioè il sistema che arresta il treno se il macchinista sbaglia o passa con il rosso, era attiva sulla linea, ma non su quel treno per Campobasso.

MACCHINISTA ANONIMO
Quel tipo di treno è un treno molto vecchio. Non è in grado di dialogare con nessun sistema tecnologicamente avanzato.

AUTRICE
Binario e treno devono poter parlarsi, è la condizione minima di sicurezza, lo dice anche un documento del 2001 di Rfi: "sulle linee ferroviarie attrezzate con la ripetizione di segnale possono viaggiare solo locomotori in grado di  riceverla".
Ma nel 2002 Rfi ci ripensa e con una lettera precisa che questa norma vale solo per le nuove locomotive, le vecchie possono continuare a circolare lo stesso, anche senza dialogare con il binario. Perché?

INGEGNER SILVIO MARTINELLI -Direttore Compartimentale Movimento Roma -RFI
Non mi risulta questa norma, signora.

AUTRICE
Questa lettera del 2002 un anno dopo, nel 2003, è diventata legge, dove si annunciava anche a breve un piano di dismissione per le vecchie locomotive. Sono passati 3 anni e non è successo nulla.

MACCHINISTA ANONIMO
La cosa che mi ha dato pure fastidio è stata un'altra cosa, che queste macchine hanno continuato a farle circolare anche dopo l'incidente, anche oggi lo hanno fatto.

AUTRICE
Non ha insegnato nulla?

MACCHINISTA ANONIMO
No

INGEGNER SILVIO MARTINELLI - Direttore Compartimentale Movimento Roma-  RFI
Quei locomotori non hanno problemi, le norme sono rispettate e possono circolare.

AUTRICE
Un locomotore che non è in grado di leggere i vostri sistemi di sicurezza lei lo definisce senza problemi?

INGEGNER SILVIO MARTINELLI - Direttore Compartimentale Movimento Roma - RFI
No, non ha problemi.

AUTRICE
Se quel locomotore avesse avuto a bordo un captatore e il macchinista avesse sbagliato il segnale cosa sarebbe accaduto?

INGEGNER SILVIO MARTINELLI - Direttore Compartimentale Movimento Roma- RFI
Succede che il treno si ferma.

AUTRICE
E quindi non c'è l'incidente?

INGEGNER SILVIO MARTINELLI -Direttore Compartimentale Movimento Roma -RFI
Quindi non c'è l'incidente.

AUTRICE
E possiamo dire per logica che nel caso di Roccasecca se quel locomotore avesse avuto il captatore sarebbe stato fermato?

INGEGNER SILVIO MARTINELLI - Direttore Compartimentale Movimento Roma- RFI
E' ovvio che si sarebbe stati in grado di fermare il treno, questo è evidente, se il sistema era funzionante.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Che il sistema non funzionava lo spieghi anche ai familiari delle persone che non sono più tornate a casa. Certo che per i dirigenti di Ferrovie ammodernare la linea è un grande impegno, richiede tempo, e quindi bisognerebbe passarne di più sui binari e meno dagli avvocati.

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