Rai 3
Televideo

Puntata del 23/03/2003

LASCIAMOLI BERE IN PACE?

in onda il 23.03.03

di - Salute

LASCIAMOLI  BERE IN PACE?

Stagioni: 2003
Autori: Sandro Tomà
Autori: Giovanna Corsetti
Argomenti: Salute
Inchiesta: Perché?

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Gli incidenti stradali sono una nostra battaglia personale, buonasera, la puntata di oggi, come buona parte di tutta la nostra serie sarà dedicata a trovare risposte ai tanti perchè che quotidianamente ci poniamo e a mostrare la comparazione con altri paesi europei.
Cominciamo con l'alcol. La prima causa di morte fra i giovani. Informazione zero. Che le donne devono bere meno degli uomini per esempio perché hanno minor capacità di metabolizzarlo. Ed e' bene saperlo, perché come vedremo si comincia a bere a 13 anni. Prendiamo questa birra, si chiama cannabis, cosa c'è scritto dietro? "La divina soluzione a tutti i mali". Ma in materia di pubblicità cosa dice la legge? La 125 del 30 Marzo 2001, articolo 13 dice, fra l'altro: è vietata la pubblicità che rappresenti in modo positivo l'assunzione di bevande alcoliche e super alcoliche. Pero' nessuno la rispetta. Perché?
Giovanna Corsetti e Sandro Tomà.


UMBERTO BARTOLI - Medico di base:
L'alcol fa parte della nostra tradizione

FEDERICO CASTELLUCCI - Direttore Generale Federvini:
Si stappa insieme e la si beve.

FRANCO FILIPPONI - Direttore Unità Trapiantologia Epatica Ospedale Cisanello Pisa:
Crea patologia, crea malattia.

AUTRICE
Cos' è l'alcol? E' il vino, la birra, un bicchiere di grappa o di cognac, e' l'aperitivo con gli amici, il digestivo e l'ammazzacaffe'.

AUTRICE
Bere e' un piacere che possiamo gustarci, ma dipende dalla quantità. Prendo la bottiglia, la apro, e comincio a versarne , ma quanto? Posso berla tutta, un bicchiere, quando devo fermarmi?

VALENTINO PATUSSI - Presidente Società Italiana Alcologia Università di Firenze Ospedale Careggi:
Non esiste una dose priva di rischio, e se poi qualcuno o chiunque di noi voglia bere, è bene che non superi due bicchieri di vino durante uno dei pasti principali per l'uomo e un bicchiere, un bicchiere e mezzo per la donna, queste sono quantità massime

AUTRICE
E se invece di 2 i bicchieri diventano 4, 5 o più cosa succede?

GIUSEPPE NICOLUCCI - Neurologo Ospedale S.M. Goretti Latina:
Il nostro organismo non ha bisogno di alcool, non ne ha la necessità.
L'alcool è una sostanza che viene riconosciuta come estranea al nostro organismo e quando si beve in eccesso l'alcool sovraccarica il fegato, una parte di questo sfugge al metabolismo del fegato e diventa fortemente tossico.

AUTRICE
Come dicevano gli antichi il veleno e' nella dose ma la gente lo sa?

GIUSEPPE NICOLUCCI - Neurologo Responsabile Servizio Algologia Ospedale S.M. Goretti Latina:
Pochi, pochi, perché è un'abitudine sociale, l'alcool lo ritroviamo dappertutto, lo ritroviamo nella convivialità, nelle nostre famiglie, sulle nostre tavole e quindi non è percepito come problema, così come non è percepito nemmeno come problema la quantità.

AUTRICE
E quindi quanto beviamo?

EMANUELE SCAFATO - Ricercatore Laboratorio ISS:
Dai dati ISTAT, almeno in Italia, si stima che all'incirca 4 milioni di italiani abusino di bevande alcoliche, e non sono pochi.

AUTRICE
Confortati dal fatto che tutti bevono e ci offrono da bere in segno di affetto e di amicizia, in Italia, oltre 4 milioni di persone, il 10% della popolazione adulta, ha gravi problemi di alcolismo e un altro 10% beve troppo e non lo sa!
Ma non siamo gli unici ad alzare troppo il gomito, lo stesso accade in tutta Europa e la ragione e' quasi sempre la stessa: bere troppo senza saperlo!
per questo in molti paesi hanno cominciato a dirlo chiaramente questa e' l'Olanda.

SPOT OLANDA DONNA (SOTTOTITOLATO)

Voce fuori campo dello spot:
Di solito quanto bevi?

Donna con bicchiere di vino in mano:
Scusa, qual era la domanda?

Voce fuori campo:
Di solito quanto bevi?

Donna con bicchiere di vino in mano:
Non molto, giusto un paio di bicchieri di vino

Voce fuori campo:
Cosa intendi per un paio?

Donna con bicchiere di vino in mano:
Un paio è più di uno

Voce fuori campo:
Dì la verità

Donna con bicchiere di vino in mano:
Bè quando comincio è difficile fermarmi

Voce fuori campo:
Dì la verità, quanto bevi normalmente?

AUTRICE
Ma perché in Italia nessuno ci avverte del rischio di bere troppo?

EMANUELE SCAFATO - Ricercatore Laboratorio ISS:
Era stato chiesto di poter utilizzare l'etichetta come mezzo per poter introdurre dei messaggi rivolti alla tutela della salute.

AUTRICE
Nell'aprile del 2001 e' stata approvata in Italia la prima legge europea sull'alcol e sui problemi alcool correlati.
Alcuni dei relatori avevano chiesto di poter scrivere sulle etichette delle bottiglie di alcolici non solo le qualità, ma anche qualcosa sulle controindicazioni come: bere in gravidanza fa male o non bere sul lavoro in tutte le mense c'è vino o birra, ma quasi mai si dice che molti infortuni sul lavoro sono causati dall'alcol.
Perché non e' stato scritto sulle etichette?

ON. ROCCO CACCAVARI - Direttore SERT Parma:
I produttori davano segnali di non condividere un'indicazione di questo genere perché avrebbe potuto determinare, forse, un abbattimento dei consumi,

AUTRICE
Produciamo ogni anno 50 milioni di ettolitri di vino più liquori, birra e distillati, per un valore di 20 miliardi di euro, il 2% del nostro pil, che da' lavoro a più di mezzo milione di persone.
E se l'alcol e' per tutti un buon affare, per lo Stato lo e' due volte perché sull'alcol, vino escluso, si pagano due tasse: l'I.V.A. come per tutti gli altri prodotti e l'Accisa, in tutto 5 milioni di euro.

FEDERICO CASTELLUCCI - Direttore Generale Federvini:
Questa è la fascetta fiscale contrassegno di stato con cui noi proviamo che abbiamo pagato la nostra imposta, la famosa Accisa, chiamata anche imposta fabbricazione spiriti.

AUTRICE
Perché non avete voluto messaggi di prevenzione sulle etichette?

FEDERICO CASTELLUCCI - Direttore Generale Federvini:
È un tipo di normativa che c'è in alcuni paesi, è una vecchia tradizione che culture proibizionistiche si portano dietro.

AUTRICE
Il direttore della Federvini, Federico Castellucci, si riferisce all'obbligo che c'è in Paesi come gli Stati Uniti, di scrivere sulle etichette delle bottiglie, come già avviene per il tabacco: attenzione nuoce gravemente alla salute.

VALENTINO PATUSSI - Presidente Società Italiana Alcologia Università di Firenze Ospedale Careggi:
Potevano essere messi anche messaggi positivi, così come viene intesa dai produttori, ad esempio, "bevi meno e bevi moderatamente".

FEDERICO CASTELLUCCI - Direttore Generale Federvini:
E come se io scrivessi su una confezione di un prodotto alimentare se ne mangi troppo fai un'indigestione potremmo anche usare come termine bevi ma non fare il salame.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
E perché no? Sulla lattina di questa bevanda che contiene caffeina c'è scritto "consumare moderatamente". Allora perché non scriverlo anche su una bottiglia DI birra o di whisky, come vediamo in questa pubblicità spagnola per esempio: "bere moderatamente, bere è una tua responsabilità. Anche la Spagna è un paese che con una grande produzione e lunga tradizione come la Francia, ma loro pagano l'Accisa sul vino noi no, noi abbiamo la tassazione europea più bassa. E i produttori italiani pur ricevendo come gli altri incentivi nazionali ed europei sulla produzione, fanno pubblicità come e dove vogliono in barba alle leggi. Che i paesi del nord Europa hanno qualcosa da insegnarci lo sappiamo, MA in questo caso anche il Sud dell' Europa fa meglio di noi. La Spagna per esempio, dove anche li' l'alcol fa i suoi 20.000 morti l'anno.
Per questo i controlli sono severissimi e i produttori mentre ti invitano a comprare e bere sono obbligati a dirti "stai attento", e lo fanno.

AUTRICE
Proprio cosi'! Guardate cosa c'è scritto sulla lattina di questa bibita che contiene caffeina:
"Consumare moderatamente".
E allora perché non scriverlo anche su una bottiglia di whisky? Cosi' per esempio bevi moderatamente, bere e' una tua responsabilità. Questa e' la Spagna. Anche in Spagna l'alcool ha una grossa tradizione e una grossa produzione, e anche qui fa i suoi danni, quasi 20mila morti l'anno.
Per questo i produttori qui, mentre ti chiedono di comperare e bere, sono obbligati a dirti di stare attento

NIEVES HERRERO YUSTE - Responsabile Comunale Antidroghe di Madrid:
Vogliamo che la gente capisca che bere è una responsabilità e quindi devono controllarsi e stare attenti perché la salute è una responsabilità.

D - E come avete fatto a convincere i produttori?

GONZALO ROBLES OROZCO - Delegato del Governo Antidroghe:
I produttori hanno capito che dovevano accettare delle regole, dovevano collaborare per risolvere un problema che preoccupa tutto il Paese, e comunque l'industria continua a funzionare e a guadagnare.

AUTRICE
L'economia va avanti lo stesso e la gente e' un po' più protetta ma ad alzare la voce quando si parla di alcool nel nostro Paese non sono solo i produttori.
Ai tempi della legge Giorgio Bocca scriveva "Lasciateci bere in pace" e Vittorio Feltri ad alcuni suoi lettori indignati dai consigli di prudenza nel bere rispondeva:
"In alto i calici, nuocerà alla salute ma fa tanto bene allo spirito"

GIUSEPPE NICOLUCCI - Neurologo Ospedale S.M. Goretti Latina:
Noi non vogliamo impedire alle persone di bere. Noi vogliamo soltanto informare le persone che bere è un comportamento a rischio e io posso accettare di rischiare 1 o rischiare 10

AUTRICE
in Italia ogni anno muoiono oltre 30 mila persone perché bevono troppo ma dell'alcol nel nostro paese si continua a dire solo questo: i colori del gusto, feste con ospiti naturalmente DOC, l'amaro positivo, quando la vita decolla, scelta chiara e decisa, 40° gradi di puro grano, sarà mica un biscotto!
L'articolo 13 della legge sull'alcool vieta alla pubblicità di rappresentare in modo positivo l'assunzione di alcolici e invece cosa si suggerisce: "Perché no?"

FEDERICO CASTELLUCCI - Direttore Generale Federvini:
D'altronde se le faccio vedere che quello che consuma il mio prodotto è una persona rattrista o sfigato come direbbero i giovani nelle situazioni estremamente negative mi pare un atteggiamento pubblicitario abbastanza strano.

AUTRICE
Anche questa pubblicità spagnola esalta il prodotto ma c'è scritto di bere moderatamente

SPOT BACARDI "BRUCIA LA NOTTE"

AUTRICE
Questa pubblicità e' stata censurata perché in contrasto con l'articolo 22 del codice di autoregolamentazione pubblicitaria che vieta di presentare modelli di consumo non ispirati a misura, correttezza e responsabilità.

ON. ROCCO CACCAVARI - Direttore SERT Parma:
La pubblicità ingannevole che assimila al consumo di alcol un grande successo o la capacità di conquistare è pericolosa perché sembra dare l'impressione che quel sogno si realizzi ma che invece lo mortifica.

AUTRICE
In altre parole dell'alcol non basta far vedere solo l'effetto euforico dei primi 2 bicchieri, ma bisogna anche spiegare cosa fanno 4 bicchieri. Come?
Cosi'!

SPOT OLANDA DO YOU KNOW DO YOU CARE (UOMO DONNA LITIGANO)
Ridono, una donna, un uomo, belli, ricchi con un bicchiere in mano ma poi la serata cambia e finisce male!
Cosi' tutti hanno capito che quando l'alcol e' troppo le donne le perdi. L'alcool può spezzarti il cuore.

AUTRICE
Questa era l'Olanda lo stesso fanno in Francia. I francesi sono gli unici in Europa a bere più vino di noi, ci battono di un litro, 59 a 58 a testa ogni anno ma loro, che bevono troppo, lo dicono chiaramente.

SPOT FRANCIA
Va meglio?
Sì, no!!!!
Non ti ho mai visto cosi
No malissimo!
Mi dispiace
Luisa non e' ubriaca, ha bevuto 3 bicchieri, ma poiché lo fa tutti i giorni e' ugualmente danneggiata.
In Francia ogni anno 23.000 persone muoiono delle conseguenze di malattie digestive e neurologiche provocate dall'alcol.

SCRITTA FINALE:
L'ALCOL, NON HAI BISOGNO DI ESSERNE UBRIACO PER MORIRNE.

AUTRICE
Ventitremila morti in Francia. In Italia, lo ripetiamo, più di 30.000 ogni anno, ma nessuno lo dice.

EMANUELE SCAFATO - Ricercatore Laboratorio ISS:
Di fatto l'informazione sull'alcol è un'informazione che stenta a passare.

AUTRICE
In Italia non si informa e non si rispettano le leggi neppure quando si tratta di minori.
La legge sull'alcol vieta la pubblicità diretta o indiretta di bevande alcoliche nei luoghi prevalentemente frequentati da minori di 18 anni.
Questo e' il Warner Village il villaggio cinematografico della Warner Bross fatto apposta, su misura per bambini e adolescenti ovunque c'è pubblicità di bevande alcoliche. Nelle sale i personaggi dei cartoni animati danno istruzioni e informazioni sul cinema, ma poi al momento della pubblicità : alcool a fiumi.

WARNER PUBBLICITA'

AUTRICE
La legge sull'alcol vieta la pubblicità di bevande super alcoliche nelle sale cinematografiche in occasione della proiezione di film destinati prevalentemente ai minori.
Il film in programmazione e' "Il Pianeta del tesoro" di Walt Disney. E non e' un caso, nella sala accanto stessa storia: prima un bel whisky e poi il film: "Harry Potter".
Le riprese sono state effettuate nel week-end dell'epifania con il cinema pieno di ragazzi. Se venisse applicata la legge il gestore dovrebbe pagare una multa fino a 20 milioni delle vecchie lire.
E invece pubblicità' dopo pubblicità' la voglia viene.

D - Quanti anni hai?

RAGAZZA MINORENNE:
13

D - Dove l'hai acquistata?

RAGAZZA MINORENNE:
L'ho acquistata al bar del cinema

D - Capita spesso?

RAGAZZA MINORENNE:

ON. ROCCO CACCAVARI - Direttore SERT Parma:
Non si può vendere alcol ai minori di 16 anni, c'è una legge, c'è già scritto e lei sa che una legge non è un buon consiglio, è un ordine secco! Che va rispettato ecco dov'è il problema, chi fa rispettare le leggi?

AUTRICE
Responsabile della salute pubblica e' il sindaco.
Abbiamo chiesto un'intervista al sindaco di Roma, l'onorevole Walter Veltroni, ma non ci e' stata concessa. Ci riceve invece la Confesercenti.

ERMES ANIGONI - Presidente Nazionale Confesercenti:
I locali non vendono vino o non vendono alcolici ai minori.

D - E se lo chiedono?

ERMES ANIGONI - Presidente Nazionale Confesercenti:
E' buona norma dire di no.

D - E secondo lei lo fanno?

ERMES ANIGONI - Presidente Nazionale Confesercenti:
Si

D - Cioè dicono di no?

ERMES ANIGONI - Presidente Nazionale Confesercenti:
Sì, credo proprio di sì.

AUTRICE
Forse ci siamo sbagliati! facciamo un ulteriore verifica nei bar.

D - Cosa avete comprato?

RAGAZZO MINORENNE:
Un Bacardi, un altro Bacardi.

RAGAZZO MINORENNE:
Una Nastro Azzurro.

RAGAZZO MINORENNE:
E un Campari mix.

D - Quanti anni avete?

RAGAZZI MINORENNI:
15, 15, 15, 17, 15

D - Vi hanno chiesto i documenti?

RAGAZZI MINORENNI:
No

D - E ve lo hanno venduto?

RAGAZZI MINORENNI:

D - E vi vendono abitualmente dell'alcool?

RAGAZZO MINORENNE
Sì, anche in altri posti.

RAGAZZO MINORENNE
Anche in altri posti

D - Non vi chiedono mai i documenti?

RAGAZZI MINORENNI:
No

AUTRICE
Entriamo nel bar che glielo ha venduto

D - Buonasera, questi sono ragazzi di 15 anni.

D - Non so se lei sa c'è una legge che vieta di vendere alcool a minori di 16 anni?

BARISTA:
E che vuol dire? Non gli ho chiesto la carta d'identità.

D - Volevo sapere se lei lo sa?

BARISTA:
Si lo sapevo però se mi capita non è che sto guardando lui che c'ha 15 anni o ce ne ha 42, capisci. Ma te lo dico perché, non perché non lo voglio fare ma perché c'ho tante cose da fare che è l'ultima cosa che mi viene in mente.

AUTRICE
Rispettare la legge e' l'ultima cosa
ma se l'occhio vuole la sua parte fra 42 e 16 una certa differenza c'è.

ERMES ANIGONI - Presidente Nazionale Confesercenti:
Non sono gli esercizi che possono determinare il fatto che i giovani minorenni bevano o meno alcolici, perché a minor costo i giovani vanno nei negozi, vanno nei supermercati, comprano le bevande e le vanno a bere dove non c'è nessuno che li controlla.

AUTRICE
Cosa vuol dire che possono comperare bevande alcoliche nei supermercati?
un minore può bere o no?

ALDO ZANETTI - Comandante Polizia Municipale Roma:
No, non può bere, somministrare significa non puramente acquistare ma consumare sul posto, un minore può ad esempio acquistarsi non solo in un bar, ma in un qualsiasi locale anche una bottiglia di whisky per capirci.

D - Cioè deve uscire da un negozio o da un pubblico esercizio a bottiglia chiusa?

ALDO ZANETTI - Comandante Polizia Municipale Roma:
Certamente.

D - E questo che senso ha nella tutela dei minori?

ALDO ZANETTI - Comandante Polizia Municipale Roma:
E questa è una bella domanda, in effetti il risultato è difficile da ottenere.

AUTRICE
I minori possono comperare alcolici ma devono bere dove nessuno li vede!

D - Loro sono minorenni?

BARISTA:
Sì, penso di sì.

D - Hanno meno di 16 anni

BARISTA:
Ho paura di sì.

D - E lei ha dato dell'alcool, forse anche un superalcolico

BARISTA:

D - Sa che c'e' una legge in Italia che vieta?

BARISTA:
Certo e se me ne viene un altro glielo do.

AUTRICE
Lui dice: lo rifaccio vediamo cosa dice il codice: arresto fino ad un anno se venisse applicata la legge secondo voi lo rifarebbe? Invece se la prende con i ragazzi per la presenza delle telecamere.

ALDO ZANETTI - Comandante Polizia Municipale Roma:
No, beh, io sinceramente spero non sia così disastrosa la situazione come lei la descrive, comunque guardi a Roma la polizia municipale fa controlli a tappeto.

AUTRICE
Controlli a tappeto? Vediamo quando sono entrati in questo bar l'ultima volta

BARISTA:
L'unica volta che è venuta è ai mondiali del '90. Se no altrimenti è una cosa normale non ti chiede niente nessuno questo è il paese, lo saprai meglio di me.

AUTRICE
Anche in Spagna c'è una legge sull'alcool e i minori, ma e un po diversa: proibisce l'acquisto, il consumo, la vendita, la somministrazione. la distribuzione di alcol ai minori, di 18 anni, e non di 16 ovunque ci sono cartelli come questo mentre in Italia non e' scritto da nessuna parte perché la legge non lo prevede . E se poi qui qualcuno fa finta di non avere capito.

ZARRASA GALLARDO - Sergente Polizia Municipale Madrid:
Ci hanno segnalato un bar che vende alcol ai minori.

ZARRASA GALLARDO - Sergente Polizia Municipale Madrid:
Lo sa che è proibito vendere alcolici ai minori? Non lo sa? Mi faccia vedere la sua licenza di vendita. Ce l'ha la licenza?

AUTRICE
Quando siamo entrati il proprietario del negozio stava vendendo della birra a due ragazzi di 16 anni ed e' stato denunciato.
Questo e ciò che ora rischia.

PONZALO ROBLES OROZCO - Delegato del Governo Antidroghe:
Dobbiamo proteggere i minori e quindi abbiamo previsto forti multe, fino a 300mila euro che è, sicuramente una grossa cifra, ma non è poi molto se paragonata al ritiro della licenza.

AUTRICE
Fino a 300 mila euro di multa e negozio chiuso per chi ci riprova! E qui lo chiudono sul serio!

ZARRASA GALLARDO - Sergente Polizia Municipale Madrid:
In quel negozio abbiamo trovato spesso dei giovani che comperavano alcolici. E' stato chiuso e ora è un negozio di parrucche.

D - Come mai fate tutti questi controlli?

NIEVES HERRERO YUSTE - Responsabile Comunale Antidroghe di Madrid:
Perché abbiamo visto che, da qualche anno i ragazzi iniziano a bere alcool sempre prima, non più a 16-17 anni ma dai 13 anni.

AUTRICE
Il 60% dei ragazzi spagnoli beve troppo e troppo spesso, lo stesso accade in quasi tutti i paesi europei .
Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità in Europa un ragazzo su quattro muore perché beve troppo. Nei giovani tra i 14 e i 24 anni l'alcool costituisce la prima causa di morte. E lo stesso accade in Italia.

EMANUELE SCAFATO - primo Ricercatore Laboratorio Epidemiologia e Biostatistica ISS:
I giovani bevono per ubriacarsi, il "bidge drinking" cioè il bere per far baldoria, il bere come appartenenza al gruppo, come omologazione, se si beve si è dentro il gruppo, se non si beve si è emarginati.

D - Che eta' avete cominciato a bere alcolici?

Ragazzo Minorenne:
Verso i 14 anni.

D - Ma perché bevete?

RAGAZZO MINORENNE:
All'inizio per farsi grandi.

RAGAZZO MINORENNE:
Poi un po' te piace.

RAGAZZO MINORENNE:
Alla quarta, quinta birra cominci a stare un po' allegroccio.

D - Cosa rischiano i ragazzi quando bevono troppo?

MAURIZIA BRUNETTO - Dir. Gastroenterologia Ospedale Cisanello:
L'organismo del quindicenne è un organismo che non ha ancora raggiunto la sua maturazione, il danno, mina in modo definitivo una struttura che sta trasformandosi.

D - Quanto bevete?

RAGAZZO MINORENNE:
Parecchio, Parecchio.

D - E le ragazze, le vostre coetanee, bevono come voi o più?

RAGAZZO MINORENNE:
No vabbè qualcuna anche di più.

AUTRICE
Ragazzi o ragazze per tutti la stessa cosa: bevono troppo, troppo presto e troppo spesso.
Ma come mai improvvisamente tutti questi giovani si sono messi a bere? Se lo e' chiesto l'Europa intera in una conferenza mondiale sui giovani e l'alcol, a Parigi nel 1995, e queste erano alcune delle risposte.

MICHEL CRAPHELET - Rappresentante OMS Conferenza di Parigi 1995:
L'industria sostiene che per recuperare i minori consumi degli adulti sia necessario che i giovani comincino a bere

AUTRICE
Le politiche di prevenzione e informazione, in molti paesi hanno corretto e ridotto il consumo di alcol negli adulti e quindi ora deve cominciare a bere chi non ha mai bevuto: i giovani detto e fatto, ma come?

UMBERTO BARTOLI - Medico di Base:
L'industria stessa ha fornito delle bevande come gli alcol pops come i designer drinks, che hanno aumentato molto il consumo di alcol specialmente nelle categorie più giovani.

D - Cosa sono gli alcol pops?

VALENTINO PATUSSI - Presidente Società Italiana Alcologia:
Sono bevande miste tra limone e alcool a bassa gradazione, in cui la percezione dell'assunzione dell'alcol è minima, se ne beve di più, un po' come le sigarette mild ecco.

D - In che senso?

GIUSEPPE NICOLUCCI - Neurologo Ospedale S.M. Goretti Latina:
Un giovane che non ha mai bevuto certo non può bere sostanze super alcoliche e quindi dargli una bibita che ha un basso contenuto alcolico, a mio giudizio significa abituarlo a sopportare.

D - Cioe' creare la tolleranza?

GIUSEPPE NICOLUCCI - Neurologo Ospedale S.M. Goretti Latina:
Creare un meccanismo di tolleranza.

D - E quali sono quelli più diffusi?

VALENTINO PATUSSI - Presidente Società Italiana Alcologia:
Una birra che si chiama delirium tremens, è chiaro che il termine è un termine attraente, è pubblicitariamente rivolto principalmente ai giovani.
C'è quest'altra birra ad esempio che si chiama Cannabis Power.

D - Cosa c'e' scritto sulle etichette?

VALENTINO PATUSSI - Presidente Società Italiana Alcologia Università di Firenze Ospedale Careggi:
Una birra nata per tutti quei guerrieri ed amanti che per primi avevano scelto cannabis "The original". La storia continua.

AUTRICE
Se abbiamo capito bene come le sigarette mild e light furono inizialmente prodotte per far fumare donne e giovani, cosi' gli alcol pops servono ad acchiappare i giovani, a fare in modo che inizino a bere prima e di più e senza neppure accorgersene, ingannati dal sapore di limone o ananas, ma intanto l'alcol in corpo entra e sviluppa tolleranza, cioè prepara a sopportare dosi maggiori.

ZARRASA GALLARDO - Sergente Polizia Municipale Madrid:
Aspettatemi qui

AUTRICE
Per evitare che i giovani continuino a bere in Spagna, il paese del bottillon, delle bevute per strada e' stato vietato proprio di bere per le strade e chi continua a provarci deve stare attento e pronto a scappare.

ZARRASA GALLARDO - Sergente Polizia Municipale Madrid:
Visto come funziona? Funziona perché facciamo continui controlli e perché sanno che li denunciamo.

AUTRICE
Qui pero' agli alcool pops non hanno risposto solo con denunce e controlli.

NIEVES HERRERO YUSTE - Responsabile Piano Municipale contro le Droghe di Madrid:
"La sera e la notte giovane", è un programma di prevenzione che offre agli adolescenti, a partire dai 12-13 anni fino ai 24, uno spazio per stare insieme agli amici, con il loro gruppo senza dover per forza bere.

AUTRICE
Ce n'è per tutti! Ogni genere di divertimento, sport e musica per tutto il fine settimana quanto costa?.

NIEVES HERRERO YUSTE - Responsabile Comunale Antidroghe di Madrid:
Due euro, più o meno, che da diritto a 2 consumazioni, non alcoliche.

AUTRICE
E per chi invece non si unisce alla comitiva ci sono altri modi per spiegare che bere quando si e' troppo giovani fa male!

PONZALO ROBLES OROZCO - Delegato del Governo Antidroghe:
Nelle nostre campagne cerchiamo di utilizzare oggetti a cui i ragazzi tengono
Qui, per esempio, si vede un telefonino tritato in un frullatore e poi la domanda: "TU LO FARESTI?"
La morale di tutto questo è così come distruggeresti mai il tuo telefonino o il tuo motorino, che sono cose a cui tieni molto, perché allora distruggi te stesso? Devi avere la capacità di dire di no, di divertirti senza bere.

D - E funzionano queste campagne?

NIEVES HERRERO YUSTE - Responsabile Comunale Antidroghe di Madrid:
Abbiamo recuperato il 60% dei giovani, che per noi significa che hanno ripreso gli studi e ridotto i comportamenti a rischio ed il consumo di alcool.

PONZALO ROBLES OROZCO - Delegato del Governo Piano Nazionale contro le Droghe Ministero degli Interni:
Questo successo delle campagne si deve soprattutto al fatto che le maggiori aziende del Paese e i mezzi di comunicazione hanno dato tutto il loro appoggio gratuitamente, mettendoci a disposizione spazi pubblicitari e strutture.

AUTRICE
Dal 94 ad oggi, lo stato spagnolo ha speso in campagne di prevenzione oltre 3 milioni di euro ma il loro valore e' molto piu' alto.
Se lo stato avesse dovuto pagare strutture e spazi pubblicitari concessi gratuitamente dalle aziende il costo sarebbe stato di 26 milioni di euro ma ancora nulla in confronto a quanto uno stato spende per i danni provocati dall'alcool.

VALENTINO PATUSSI - Presidente Società Italiana Alcologia:
Si parla di un 5-6% del prodotto nazionale lordo come spese generali.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
E queste spese generali, che sono quasi 50 miliardi di euro in cosa vanno? In Sanità per esempio. Secondo l'OMS l'alcol provoca quasi il 10% di tutte le nostre malattie.
Bisogna bere meno. Invece a breve in farmacia dovrebbero vendere "alcol sorb". Visto che il vizio c'è guadagnamoci sopra, tu bevi poi prendi qualche pastiglia che dovrebbe annullare gli effetti dell'alcol. Così freghi l'etilometro, ma forse, non freghi il fegato.

FRANCO FILIPPONI - Dir. Trapiantologia Epatica Ospedale Cisanello:
L'alcol determina danni praticamente su tutti gli organi

AUTRICE
Guardate per esempio cosa succede al fegato.

MEDICO CHIRURGO:
Questa è la faccia inferiore del fegato sano con l'Ilo epatico, la vena porta e questa è l'arteria.
Il fegato cirrotico, malato, come vediamo il volume è nettamente inferiore a quello che abbiamo visto prima, sta in una mia mano.

D - E l'alcool cosa fa?

MEDICO CHIRURGO:
Tutti questi noduli, sono noduli di rigenerazione è il fegato che cerca di rispondere all'insulto che ha avuto e che ha portato alla cirrosi e la cirrosi non sono altro che questi noduli, è una rigenerazione imperfetta.

AUTRICE
Il 20% dei letti degli ospedali e occupato da persone con problemi alcool correlati e non sono solo i malati, ma anche le vittime di violenze, risse e incidenti stradali dovuti all'alcol.

GIULIANO PIERLEONI - Ispettore Polizia Stradale Bologna:
Una mattina, di sabato mattina, alle 6 e 15 circa, un'autovettura ha invaso la corsia opposta scontrandosi frontalmente con un'altra autovettura.

D - Era ubriaco?

GIULIANO PIERLEONI - Ispettore Polizia Stradale Bologna:
Sì, esatto e purtroppo ha perso la vita il ragazzo che andava a lavorare ma la cosa più grave, più triste, è che oltre al dolore, alla morte, quando si devono avvisare i genitori si arriva in questi posti dove ci sono i condomini con dei silenzi di tomba e si sente solo suonare il campanello di un appartamento.
Quando dicono: "Chi è?" Noi ci qualifichiamo: "Polizia Stradale", dall'altra parte si sente un vuoto "Oddio è successo qualcosa" e quando arriviamo noi purtroppo sono brutte notizie.
Se si perde un proprio caro per colpa di uno che guidava ubriaco e che non ha rispettato le regole diventa veramente difficile da accettare.

AUTRICE
I morti per incidente stradale, nel nostro paese sono oltre 8000 ogni anno, 4000 sono dovuti all'alcol e sono soprattutto giovani in Spagna la situazione non e' migliore per questo hanno aumentato i controlli per l'alcol test.

POLIZIOTTO DI MADRID:
Stiamo facendo dei controlli preventivi sull'alcol.

AUTRICE
E' vietata la vendita di alcolici dopo le ore 22.00

EMILIANO MARTIN GONZALES - Vice Direttore Piano Nazionale Antidroghe:
Il numero di incidenti stradali si è molto ridotto e questo grazie ai controlli e abbiamo anche visto che negli ultimi due anni c'è stata una forte riduzione del consumo di alcool, ben l'8% in meno.

AUTRICE
In Francia, Inghilterra, Spagna e molti altri paesi europei e' vietato vendere alcolici in autostrada in Italia e' vietato servire super alcolici dalle ore 22 alle 6 del mattino, ma se si compera tutta la bottiglia non c'è problema.
E' mezzanotte vogliamo vedere ci servono un goccetto?

D - Un caffè e un whisky

DIPENDENTE AUTOGRILL:
Whisky? Dopo le 22 non si possono, in autogrill, vendere superalcolici.

D - Un amaro?

ALTRO DIPENDENTE AUTOGRILL:
Forse gli amari sì.

DIPENDENTE AUTOGRILL:
Sì dai l'amaro non è mica una cosa forte, fa digerire.

UN RAMAZZOTTI

AUTRICE
Fa digerire, ha 31 gradi, 10 più del consentito. Nessuno rispetta la legge, perché anche qui mancano i controlli esattamente come succede nei locali.

ERMES ANIGONI - Presidente Nazionale Confesercenti:
Premesso che noi, ma non credo nessuno lo voglia, vogliamo locali piantonati dalle forze dell'ordine e dagli etilometri, per l'amor di Dio.
Dissento, perché la gente ha voglia di libertà, la stragrande maggioranza ha voglia di stare bene.

AUTRICE
Certo, peccato pero' che non sempre la voglia di star bene va a finire altrettanto bene come fanno vedere in Inghilterra.

IMMAGINI SPOT INGLESE

La stessa cosa fanno in Spagna.

PONZALO ROBLES OROZCO - Delegato del Governo Antidroghe:
Molti ragazzi muoiono perché guidano sotto l'effetto dell'alcool e per questo cerchiamo di convincerli a non bere facendo vedere quali sono gli effetti di due soli bicchieri.

AUTRICE
In Italia invece le campagne di prevenzione si fanno cosi!

SPOT VALENTINO ROSSI GUIDA PRUDENTE

VOCE OFF:
Nome

VALENTINO ROSSI:
Valentino Rossi:

VOCE OFF:
Consigli per i motociclisti

VALENTINO ROSSI:
Non bere prima di guidare

VOCE OFF:
E mettere sempre il?

VALENTINO ROSSI:
Casco

VOCE OFF:
Il?

VALENTINO ROSSI:
Casco, e 2, e prudenza, sempre

VOCE OFF:
Valentino come fa la tua moto?

AUTRICE
Il titolo di questo spot e' guida prudente. Vi sembra prevenzione vedere uno degli idoli dei giovani, con il casco pieno di birra?

FILIPPO TERZAGHI - Direttore AssoBirra:
No, no, ma in questo messaggio era proprio era un messaggio non so ripeterle, non vorrei neanche sbagliare con le parole corrette, ma invitava alla moderazione proprio con il legame con la sua professione che non deve aver nulla a che vedere con il consumo di alcool in contemporanea.

AUTRICE
A no? e allora sentite quest'altro spot.

SPOT VALENTINO ROSSI TRASFERTA

VOCE OFF:
In trasferta cosa ti porti?

VALENTINO ROSSI:
La moto, il casco e la birra.

FILIPPO TERZAGHI - Direttore AssoBirra:
Uno dei target dei produttori di birra ci sono i giovani, e se uno vuole vendere ai giovani deve utilizzare una persona che piace ai giovani.

AUTRICE
E allora via, moto, casco e birra per vendere ai giovani. Nonostante il codice di autoregolamentazione pubblicitaria vieti di associare la guida di veicoli all'uso d bevande alcoliche.

VALENTINO PATUSSI - Presidente Società Italiana Alcologia:
Sì, è in palese contraddizione però se la regolamentazione è un autoregolamentazione, naturalmente i produttori possono tranquillamente fare i loro spot.

D - E che senso ha?

VALENTINO PATUSSI - Presidente Società Italiana Alcologia:
E' un senso di automantenimento.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Appunto! I produttori si sono dati un codice, lo hanno pubblicato e poi lo violano. Sull'alcol non rompiamo le scatole! Proviamo a risentire il pensiero del presidente della Confesercenti, cioè colui che rappresenta i bar i ristoranti e gli alberghi, vale a dire coloro che l'alcol lo vendono.
La gente ha voglia di libertà! Certo, vorrebbe sicuramente avere la libertà di tornare a casa vivo senza essere stirato da un ubriaco, che può permettersi di bere quanto vuole, e salire in macchina perché nessuno lo fa soffiare dentro a un etilometro. I locali piantonati dai controlli, per l'amor di Dio! Se è per quello Non ci sono né gli uomini né gli etilometri. In Veneto ne funzionano 4 quando ne servirebbero 600 per fare una seria prevenzione. Ma non ci sono i soldi . Allora invitiamo i 630 deputati e 320 senatori che si sono aumentati lo stipendio nell'ultimo anno passando da 13000 a circa 15000 euro netti al mese, a un gesto di civiltà: sottraete dalla vostra busta paga 1000 euro a testa ogni anno, da mettere nell'aumento di organico della polizia stradale e poi autorizzatela anche a fare controlli preventivi. Perché oggi, per chi non lo sapesse, puoi fare l'alcol test ad un automobilista solo in presenza di gravi indizi, cioè se va via così o puzza come una damigiana. Intanto le strade diventano cimiteri.


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