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Puntata del 27/05/2007

La via del gas

In onda domenica 27 maggio 2007

di - Economia

La via del gas

Argomenti: Economia
Stagioni: 2007
Autori: Giorgio Fornoni

MILENA GABANELLI
E adesso passiamo all'inchiesta di oggi. Come vi avevamo anticipato parleremo di materia prima : di gas. Un combustibile che sta diventando più prezioso del petrolio. Un mercato impossibile da spiegare, e un affare sotterraneo, dove la parola trasparenza non ha senso. E quindi faremo quel che si può. Cominciamo da principio con il nostro Giorgio Fornoni.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Oltre il circolo polare artico, sotto la tundra siberiana, è nascosta la riserva di combustibili più grande del mondo. Un terzo della ricchezza della Gazprom arriva dai giacimenti naturali di gas attorno a Urengoy. Attraverso questa azienda statale controllata direttamente da Putin, il Cremlino conta di restituire alla Russia un ruolo da superpotenza mondiale.

UOMO
Vivo qui dall'81, ora sono in pensione, lavoravo per Gazprom, &mi piacerebbe andare via.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Sino agli anni '70, in queste pianure vagavano i nomadi allevatori di renne, poi piano, piano hanno abbandonato il loro territorio ai pozzi di perforazione, ai tubi, e ai camini di sfogo dei gas. Adesso Urengoy è una delle tante "città chiuse" dove sopravvive la vecchia Russia della nomenclatura confusa con la oligarchia dei nuovi ricchi. Appena arrivati, la polizia ci ha sequestrato il passaporto e in città siamo entrati solo con l'intervento di funzionari della Gazprom. Durante tutta la permanenza a Urengoy, ci seguiva una scorta dei servizi segreti che cambiava ogni giorno.

UOMO 1
Si, sono contento di lavorare a Gazprom, prendo abbastanza bene.

UOMO 2
Vivere qui non è facile&io ci abito da 23 anni...si lavorava sempre, ci fermavamo solo quando la temperatura scendeva sotto i -45 gradi. Adesso sono in pensione, e con tutto quel che ho lavorato non ho mai preso abbastanza da potermi comprare un appartamento.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
La neve e il freddo sono condizioni normali per chi lavora da queste parti. L'anno scorso qui si sono registrati 62 gradi sotto zero& Attraversiamo la linea immaginaria del Circolo Polare e dopo 5 ore sotto una bufera di neve arriviamo sull'impianto per l'estrazione di gas più grande del mondo. Quelle che vediamo sono le condutture che affondano nel terreno gelato e si perdono fino a 3000 metri di profondità. I giacimenti di gas sono come spugne porose, strati paralleli che galleggiano sopra quelli ancora più profondi dei condensati e del petrolio.

TECNICO GAZPROM
Ci troviamo sul pozzo del gas N° 16008. Qui lo raccogliamo in un collettore e lo mandiamo all'impianto di preparazione dove viene asciugato per renderlo adatto al trasporto. Per far funzionare il pozzo prima bisogna scaldarlo, e in questa fase molto gas esce in atmosfera, per evitare che diventi pericoloso , lo bruciamo.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Per imbrigliare il gas in pressione i pozzi sono controllati da enormi valvole. I tubi devono essere spurgati dalle impurità dell'acqua e dell'aria e il gas viene ogni tanto liberato sprigionando enormi fiammate. I tubi continuano fino all'impianto di lavorazione, dove il gas viene filtrato e depurato..

Tecnico Gazprom
Il gas ripulito viene mandato attraverso questa conduttura in un collettore intermedio , a un chilometro e mezzo nella tundra. Poi passa alle tubature principali che sono interrate e da lì viaggia verso l' Europa , spinto dalla sua pressione naturale, che arriva dal profondo della Terra a più di 40 km all'ora. La dentro si lavora il gas estratto per renderlo adatto al trasporto.

Responsabile impianto Gazprom
Questo impianto permette di dare al consumatore fino a 75 milioni di metri cubi di gas al giorno. E nei nostri giacimenti qui, di metri cubi ce ne sono circa 730 miliardi.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Da questo impianto e dagli altri che confluiscono lungo la strada, inizia il lungo viaggio del gas russo, che passando dall'Ucraina alla Polonia, arriva in un'Europa sempre più affamata di combustibile per produrre energia elettrica, per l'industria e per il riscaldamento delle nostre case. Un viaggio di Migliaia di chilometri, che potrebbe interrompersi in qualsiasi momento ostaggio di giochi politici ed economici, di governi e potentati locali. La crisi di fornitura dell'inverno 2005 in Italia è stata innescata proprio dal braccio di ferro tra Ucraina e Russia per i diritti di passaggio e il prezzo da pagare. La geografia dei tubi di distribuzione rappresenta la mappa del potere quando cambia il luogo di partenza, cambiano anche i pedaggi e quindi i rapporti di forza. Per esempio Il tracciato che parte dai nuovi giacimenti scoperti nel Mare di Barents non passerà più dall'Ucraina e Polonia, questo vuol dire che Putin potrà rafforzare le condizioni di monopolio della Russia nei confronti dell'intera Europa. Alla centrale operativa della Snam a San Donato Milanese, accedono solo gli addetti ai lavori. Protetto dall'eventualità di attacchi terroristici qui c'è il cuore del sistema di distribuzione su tutto il territorio italiano. Sulla parete scorrono i numeri relativi all'entrata e alla pressione del gas.

Tecnico Snam
In questo momento abbiamo 2.460 mila metri cubi che entrano in Austria, alla pressione di 51,3 barre. Attraversano l'Austria e poi arrivano fino al confine con l'Italia.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Una volta arrivato al confine italiano, viene preso in carico dalla Snam Rete Gas, a maggioranza Eni. E distribuito attraverso una ragnatela di 30.700 chilometri. Il gas arriva da cinque ingressi: quello algerino da Mazara del Vallo, quello libico da Gela, quello russo da Tarvisio, quello del Mare del Nord dal Passo Gres. Esiste un altro porto di ingresso per il gas liquefatto via la Spezia nel GNL di Panigalia.

GIANLUIGI POLGATTI - Responsabile centro telecontrollo Snam Rete Gas
L'anno scorso abbiamo avuto dalla Libia quasi 8 miliardi di metri cubi annuo, dall'Algeria quasi 25, dal nord Europa quasi 18, da Tarvisio circa 23, dal Gnl 3 miliardi e la produzione nazionale è stata di quasi 12 miliardi di metri cubi.


GIORGIO FORNONI Fuori Campo
In totale arrivano ogni anno 85 miliardi di metri cubi che saliranno a 95 entro il 2010, corrispondenti al fabbisogno nazionale. Ma la Snam Rete Gas potrà distribuire di più, perché sta ampliando la rete.

GIANLUIGI POLGATTI - Responsabile centro telecontrollo Snam Rete Gas
L'accesso al nostro sistema è aperto a qualunque ulteriore operatore che avesse del Gas da consegnare ai propri clienti. Quindi ulteriori operatori sarebbero comunque serviti dalla nostra rete.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
In altre parole Monopolio. Eppure l'Italia dovrebbe conformarsi alla normativa Europea che impedisce a una stessa azienda di essere sia fornitore che distributore.

GIORGIO FORNONI
Perché non avete imposto all'ENI di uscire o di vendere la Snam Rete Gas?

ALESSANDRO ORTIS - Presidente Autority
Noi non possiamo imporlo, noi lo abbiamo continuamente suggerito e richiesto, con segnalazioni al Parlamento e al Governo, e sulla terzietà, sulla separazione proprietaria di Snam Rete Gas dal resto del gruppo ENI. Continuiamo ad insistere perché riteniamo che questa infrastruttura debba essere terza e siccome deve essere utilizzata da tutti i concorrenti in gioco non può essere nelle mani di uno di essi.

STEFANO CAO - Direttore Generale ENI
Francamente riteniamo che per essere le controparti credibili ai tavoli negoziali, quindi per poter ottenere le migliori condizioni del prezzo de Gas dai grandi fornitori internazionali, sia necessaria avere una struttura fortemente integrata anche verticalmente. Quindi in questo senso ci piacerebbe mantenere la proprietà di Snam Rete Gas.

PIERLUIGI BERSANI- Ministro dello Sviluppo economico
La rete è un oggetto molto delicato, molto delicato e quindi scorporarlo è un conto, sapere dove va a finire questa rete, è un'altro conto. Quindi io credo che il nostro paese debba avere, come dire, la padronanza dei propri sistemi a rete, e quindi bisogna fare l'operazione, man mano che emerge una possibilità di garantirci sul fatto, che stiamo parlando comunque di una rete nazionale, di una rete strategica e che non può essere affidato al primo che passa per strada.

MILENA GABANELLI
La normativa europea dice che per favorire la liberalizzazione del mercato chi vende e compra gas non può gestire anche la rete che lo distribuisce. La rete è un bene comune, e da lì devono passare tutti. La nostra è gestita dalla Snam Rete Gas, che è controllata dall'Eni. Che guadagna vendendo gas, ed è evidente che preferirà di far passare nella rete il suo, anziché quello di altri operatori. Per evitare un regime di monopolio bisogna separare la proprietà. In Europa lo hanno fatto tutti tranne la Francia, la Germania e naturalmente noi. L'autority dice s'ha da separare, ma non lo può imporre, l'Eni dice "sarebbe bene che ce la tenessimo, perché più grande sei e più potere contrattuale hai sui mercati esteri, Bersani dice "bisogna separare ma attenti bisogna capire a chi si va in mano". Intanto che ci stiamo a pensare chi si è offerto di comprare il 30% della snam? la Gazprom. Come dire che per evitare situazioni di monopolio, si affida la distribuzione a chi detiene già il monopolio mondiale. Quindi tutto in mano ad uno solo dalla Siberia alla porta di casa. Dentro casa ci siamo noi che paghiamo la bolletta.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Oggi la Snam gestisce i tubi fino alla periferia dei singoli comuni, poi la distribuzione casa per casa è nelle mani delle municipalizzate alle quali paghiamo la bolletta.

RENZO CAPRA - Presidente ASM
Andiamo alla materia prima, il gas vero e proprio che è il 33% il 41% son tasse, quindi il servizio sta dentro questo 10+4, la materia prima sta in questo 33% è qui che si fa unicamente, qui o prevalentemente qui, che si fa la concorrenza. Naturalmente noi possiamo far la concorrenza sulle tasse, IVA compresa.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Sappiamo anche che il prezzo del gas in Italia, per l'utenza industriale e commerciale, è lievemente inferiore al prezzo della media europea, 7 euro contro i 7,12. Il problema è che l'utente domestico non potendo scaricare le tasse, lo paga, rispetto al resto dei cittadini europei, molto di più. Infatti sullo studio Eurostat, si legge che, la media europea paga 11.62 euro, in Germania 13.83, in Francia 10.96 e in Italia 16.02.

GIORGIO FORNONI
Signora ma lei lo sa quanto lo paga il Gas?

SIGNORA ANITA
No. Aspetti che le faccio vedere la fattura che è arrivata. Ecco qua, mi è arrivato 132 Euro di Gas, e quest'anno ho speso poco perché l'inverno è stato mite. Ma la fattura è arrivata 229 euro. Controllo, vedo che l'imposta consumo è 51 euro, l'Iva 38 euro, ho speso di più di tasse che di Gas e questo non mi va.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Ma lo Stato non si accontenta , perché una parte del 41 per cento prelevato, sono tasse sulle accise, cioè tasse sulle tasse. Questa però è la fine del viaggio. All'origine invece quanti dollari paga l'Eni per esempio a Gazprom per avere 1000 metri cubi di gas? Abbiamo cercato nei documenti pubblici ma non appare nulla. Perfino in una relazione fatta dal presidente dell'Autority questa cifra misteriosa è coperta da omissis& Infatti questo documento recita: "& il costo medio unitario di Eni alla frontiera è risultato inferiore in media del (& omissis) per cento a quello dei suoi principali concorrenti (Enel, Edison, Plurigas Energia, e Dalmine Energia).

ALESSANDRO ORTIS - Presidente Autority
Lo ha detto anche la commissione Europea, sarebbe certamente opportuno che fossero resi disponibili alle autorità i dati nella loro completezza, tutti gli elementi contrattuali. In realtà, ovviamente, ci sono delle ragioni di riservatezza, a carattere commerciale che possono far considerare, come dire, riservati alcuni elementi. Ma io penso che questi elementi e questi criteri di riservatezza debbano essere superati, soprattutto nei riguardi delle istituzioni.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
La riservatezza infatti è solo nei riguardi delle istituzioni e della pubblica informazione, perché poi i nomi che girano sono sempre i soliti , che passano dall'Eni all'Autority, dall'Autority ai concorrenti dell'Eni. Per esempio il signor Angelo Ferrari fino a ieri - in qualità di controllore pubblico - aveva accesso ad informazioni confidenziali sul prezzo del gas, ma appena lascia l'incarico passa a dirigere un gruppo privato che di quelle informazioni potrebbe avvantaggiarsi. Angelo Ferrari, ora è presidente di Italcogim, la società di cui è parte Camfin di Marco Tronchetti Provera, per cui chi paga la bolletta all'Italcogim paga il gas a Tronchetti Provera.

ALESSANDRO ORTIS - Presidente Autority
Assolutamente da correggere di fatti come autorità ci siamo anche dati un codice di condotta, particolare e particolarmente severo, tenga presente che i membri del collegio dell'autorità, non possono assolutamente intrattenere rapporti con chi che sia, nel settore. Ne durante il periodo in cui sono in carica, ne durante 4 anni successivi al mandato.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Una volta erano i comuni a gestire la distribuzione con l'utenza di casa. Oggi tutto passa attraverso società municipalizzate a gestione privata che non hanno nessun rapporto con l'utenza finale.

RENZO CAPRA - Presidente ASM
Il mercato, per il piccolo, è difficile che lo raggiunga, perché c'è poco interesse nel venditore. Il mercato fin da ora nel gas c'è ma per i grossi. Un milioni di metri cubi , tutti corriamo. Mille metri cubi, con le tariffe attuali, c'è da stare attenti magari più a non correre, che correre.

GIORGIO FORNONI
Perché?

RENZO CAPRA - Presidente ASM
Perché non è remunerativo, o scarsamente remunerativo.

GIORGIO FORNONI
Quindi il beneficio non ci sarà mai?

RENZO CAPRA - Presidente ASM
Il Monopolio che c'era prima, non era cosi trasparente e cosi chiaro per chi lo conosce, il mercato. Era però protettivo dei deboli. Mentre invece il mercato libero è "Homo homini lupus".

GIORGIO FORNONI
E così può succedere che la signora Laura di 84 anni, si trovi con il gas staccato per un disguido di cui non ha nessuna colpa

SIGNORA LAURA
L'altra mattina stavo facendo cuocere i fagioli ed ero qui. Tutto un tratto sento che non cuociono più, sa i fagioli fanno rumore quando cuociono. Vado a guardare ed è spento, spento il Gas, spenta anche la caldaietta. Era qui la pentola, guardo vedo che ne han bolliti anche fuori un po', dico allora hanno spento anche il Gas, dopo vado li ma non si accendeva più, allora ho guardato la e non ho visto più acceso.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Per il inserimento di un indirizzo sbagliato nella fattura, la signora ha passato un giorno ed una notte al freddo.

SIGNORA LAURA
Sono irresponsabili scusi eh! Almeno a dire, suonare il campanello e dire signora lei risulta insorgente sulla bolletta del GAS e perciò noi gli togliamo il metano, di modo che io sono almeno preparata. Ma cosi.

GIORGIO FORNONI
Perché l'avevano sigillata?

SIGNORA LAURA
Si, messo un piombino, mettono. Ma il 16 gennaio non si possono mica fare certe cose. A parte che dentro ci può essere anche un anziano, come adesso ci sono io o poteva esserci un bambino.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
La fattura era firmata Enel Gas che è il venditore, ma chi ha chiuso il rubinetto è la ASM di Brescia, titolare di un contratto di distribuzione.

RENZO CAPRA - Presidente ASM
Io non potevo, i miei non potevano non eseguire l'ordine, perché chi comanda è il venditore, non il distributore.

GIORGIO FORNONI
Vogliamo scusarci, dice una nota stampa di Enel - Gas, con la signora Bettoni per il disagio arrecato e che nulla le verrà addebitato per la riattivazione delle forniture.

IGOR GABUSI - Federconsorzi Brescia
Come Ferconsumatori Brescia abbiamo raccolto diverse posizioni dei consumatori, che si sono trovati sulla porta di casa a sottoscrivere contratti di passaggio da un operatore del Gas all'altro .E la fattispecie è nel Gas.

SIGNOR FEDERICO
Ero in casa, mezzogiorno e qualcosa, mi hanno suonato al portone prima no, e vado la e vedo uno che ha su il cartellino e mi dice sono qua dall'Enel Gas, io al momento ho capito il Gas appena, Enel Gas, c'è il contratto e mi dice lei ha uno sconto del 5%. Aveva un'insistenza tale,e va bene ho detto. Ho firmato, l'accordo li, mi ha fatto fare cinque, sei firme, vado in casa e vedo che su c'è un altro carta e che c'è un altro contratto di Wind del telefono, mi ha fatto firmare anche quello li senza saperlo. GIORGIO FORNONI Fuori Campo Nella provincia di Brescia la stessa cosa non è capitata solo al signor Federico.

SIGNORA 1
Facevano lo sconto del Gas e luce, io ci ho creduto, ho detto mi fanno un po' di sconto , ho firmato. E invece sono rimasta fregata, erano quelli di Infostrada.

UOMO
Noi avevamo il Gas con la Almea, è venuto un signore e mi ha offerto l'Enel Gas che mi facevano lo sconto per i pensionati, e mi hanno fatto firmare un contratto, dopo c'era un altro contratto per la Sky e anche per una carta di credito.

DONNA
Quando sono arrivata a casa e ho visto che mio marito avete firmato tante cose, mi ha dato tanto fastidio. Sono andata alla banca e mi sono fatta spiegare perché non capivo. E mi hanno detto che era una cosa molto grave, come era una truffa. E mi hanno mandato direttamente dal sig. Igor.

IGOR GABUSI - Federconsorzi Brescia
Il caso dei signori Tonelli, il particolare è che si sono presentati sulla porta di casa, una società di intermediazione che promuove molti utili per la casa che appunto proponeva il passaggio ad Enel Gas, ma contestualmente anche la sottoscrizione di un contratto per la televisione satellitare addebitato su una carta di credito a consumo. L'altro caso un passaggio invece a Enel Gas, e contestualmente hanno sottoscritto un contratto di telefonia.

UOMO
Non può questa gente qua andare a fregare dei poveri pensionati. Che vivono con una minima pensione, sono venute altre volte questi signori, e io le ho mandate via quasi a calci nel sedere.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Secondo le cronache Enel Gas attraverso una società di consulenza che offriva pacchetti multiutility, porta a porta, sarebbe responsabile di una serie di truffe ai danni degli utenti.

GIORGIO FORNONI
Chi è questa agenzia che va in giro?

IGOR GABUSI - Federconsorzi Brescia
L'agenzia si chiama Key21 gli abbiamo anche scritto e ottenuto una risposta,e declinano ogni responsabilità in quanto si avvalgono dei collaboratori che non hanno un rapporto di dipendenza con l'azienda.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Per evitare guai giudiziari si è arrivati ad un accordo che prevede la cancellazione dei contratti con Sky e carte di credito che erano stati promessi con uno sconto del 5 per cento sul gas. Ma la concorrenza dovrebbe servire a migliorare il servizio o serve a voi perché vi rubate i clienti anche truffando?

RENZO CAPRA - Presidente ASM
C'è dentro di tutto, c'è il piccolo che teme di essere sorbito dal grande, il grande che combatte con l'altro grande nel frattempo si mangia i pesci piccoli. C'è nel grande l'onesto del piccolo. Ma ci sono altri modi che vorrei dire perché a me danno un fastidio tremendo, è una lotta come al solito tra i poveri, ragazzini che vengono freelance li chiamano, a gettone e gli danno dai 15 a 18 euro per ogni contratto che portano a casa domestico.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Si risparmia col freelance, che cercherà di far quadrare il cerchio accaparrandosi contratti ad ogni costo, ma si risparmia anche sulla manutenzione della rete e degli impianti.

UOMO MANUTENZIONE
Stanno scavando per provare a riparare una perdita di Gas, che è stata rivelata nell'ambito della ricerca del sistematico di fughe di Gas. Una procedura delle nuove normative, degli impianti di distribuzione prevedono.

GIORGIO FORNONI
Quante buche sono state fatte già?

UOMO MANUTENZIONE
Quattro.

GIORGIO FORNONI
E quante ne dovete fare?

UOMO MANUTENZIONE
Ancora una o due.

GIORGIO FORNONI
Di quanti metri?

UOMO MANUTENZIONE
400 metri, 500 metri.

GIORGIO FORNONI
400 metri, cinque riparazioni?

UOMO MANUTENZIONE
Si.

GIORGIO FORNONI
Ma anche la rete era rotta?

UOMO MANUTENZIONE
Anche la rete era rotta ma, adesso qui bisogna solo riparare e basta.

GIORGIO FORNONI
Ma perché non cambiate anche la rete?

UOMO MANUTENZIONE
Perché non fanno questi interventi di sostituzioni di tubature perché non vogliono mica spendere, perché costerebbe molto, molto di più, cambiare le tubature piuttosto che ripararla.

MILENA GABANELLI
Le municipalizzate stipulano contratti con i comuni per gestire la distribuzione del gas dentro alle città e dentro ai paesi, da contratto chi distribuisce deve tenere in ordine le tubature. Ed è pagato per questo: un 10% sul costo della bolletta. Le nostre tubature sono spesso vecchie e da sostituire, perché hanno una vita media di una trentina d'anni. Siccome quel 10% lo incassi comunque sia che tu ripari che sostituisci, e notoriamente riparare costa meno&il gioco va da sé, infatti le municipalizzate si onorano degli utili. Buon per loro, finché non salta per aria qualcosa. La tendenza è ognuno per sé, grazie ad un uomo che invece ha pensato di più al paese.

ENRICO MATTEI - PRESIDENTE ENI DAL 1953 AL 1962
Abbiamo bisogno di lavorare e non possiamo più andare all'estero come dei poveri emigranti che non hanno nessun altra forza che le proprie braccia. Noi vogliamo andare anche noi come imprenditori, con l'assistenza tecnica e con tutto quello che un paese moderno come il nostro oggi può dare.

UOMO
Qui mi ricordo che veniva anche a Mattei. Era lui il capo.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Già nel 1944, a Caviaga, un paesino presso Lodi, era stato scoperto un importante giacimento di gas metano. Il più grande d'Europa. Attraverso l'Agip, Mattei avviò una rete di distribuzione di 6.000 chilometri, nello sfruttamento del gas l'Italia degli anni '50 era al terzo posto nel mondo, dopo Stati Uniti e Unione Sovietica. Mattei fu il primo a scommettere sull'uso del gas naturale, anche come alternativa al petrolio, e si mise in concorrenza diretta con i giganti delle sette sorelle che allora controllavano il mercato mondiale. E' opinione diffusa che Mattei abbia pagato questa scelta con la vita. Nello strano incidente aereo del 1962 alle porte di Milano.

FRANCESCO GUIDI - Ex Ufficio stampa Enrico Mattei
In piena Guerra Fredda, lui capi che, un accordo con la Russia , che ha delle grandi riserve sia di petrolio, sia di gas, sarebbe stato molto importante.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Dopo un anno e mezzo di trattative, Scaroni e Miller, a metà novembre 2006 firmano a Mosca l'accordo - quadro che consiste, tra l'altro, nella proroga delle forniture di gas dalla Russia all'Italia fino al 2035 e Gazprom in compenso ottiene l'accesso a vendere direttamente gas sul mercato italiano già dall'aprile di quest'anno.

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI Russia
I giornali hanno scritto più gas all'italia, è tutta una balla, è tutta una menzogna. Perché nessuno dice che esiste una legge, in Russia, si chiama la cosiddetta legge sull'esportazione del gas che da il monopolio assoluto alla Gazprom e l'esportazione di gas. Cosa significa questo, che qualsiasi quantitativo di gas che possa essere trovato o nello sviluppo di giacimenti, dovrà essere ceduto, bocca-pozzo, alla Gazprom. Quindi poi sarà la Gazprom a decidere se lo vuol vendere in Cina, o se lo vuol vendere in Europa, o se lo vuol vendere in Italia, quindi in Italia come tale non verrà niente. Scaroni ha definito l'accordo storico. Io sono stato due volte in Russia, e i russi ridendo hanno detto, Scaroni ha detto il vero, ma è storico perché per la prima volta per la storia la Russia varca le Alpi, come il gas, come le varcò con il grande generale Suworow, in questo caso è storico.

GIORGIO FORNONI
Sui giornali però abbiamo letto più gas all'Italia?

GIUSEPPE ODDO - Inviato Il Sole 24 Ore
Sul mercato del gas si pongono grossi problemi di trasparenza. Il differenziale tra il prezzo offerto alla fonte dalla Gazprom al momento della vendita e il prezzo di rivendita del gas sui mercati occidentali è talmente elevato da creare situazioni di scarsa trasparenza che possono dar luogo a facili occasioni di guadagno privato. L'Eni non espone nel suo bilancio nemmeno il prezzo al quale acquista il gas dai suoi fornitori.

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Il prezzo è tabù e guai chi lo sa io penso che nessuno neppure nel Governo italiano che il maggior azionista seppure di maggioranza relativa sappia queste cose, e nessuno deve saperla, perché la ricchezza in questo caso va nascosta.

GIORGIO FORNONI
A che prezzo l'Eni compra il gas da Gazprom?

STEFANO CAO - Direttore Generale ENI
Ma guardi su specifici aspetti di tipo commerciale, come questo, è difficile entrare, sarebbe come dare un vantaggio competitivo ad altri.

GIORGIO FORNONI
Visto che si parla di trasparenza, di qui in questo mondo, possiamo definire trasparenza non conoscere tutto?

STEFANO CAO - Direttore Generale ENI
Bè, sicuramente la trasparenza è un elemento importante del mercato, però anche la competitività mi permetta di dire che è un elemento importante. Il momento che tutti quanti rendessero disponibile l'informazione, ovviamente sarebbe parte della trasparenza, finché un elemento della competizione ognuno cerca di giocare con le carte migliori la propria partita commerciale.

GIORGIO FORNONI
Quanto paga l'Eni il gas a Gazprom?

ALESSANDRO ORTIS - Presidente Autority
Non lo sappiamo, e non conosciamo tutti i termini contrattuali. GIORGIO FORNONI Fuori Campo Non è dato sapere quale sia il prezzo concordato tra Eni e Gazprom per l'acquisto di gas fino al territorio italiano. "E' un segreto politico" è l'unica spiegazione che abbiamo avuto. La sede della più grande corporation della nuova Russia è in questo grattacielo alla periferia di Mosca.

SERGEI KUPRIYANOV - Portavoce Gazprom
Le do qualche cifra di bilancio. Gazprom estrae circa 548 miliardi di metri cubi di gas all'anno, sono i dati dello scorso anno. Solo in Europa ne vendiamo 156 miliardi di metri cubi. In Italia vi forniamo circa 22 miliardi di metri cubi di gas ogni anno. La capitalizzazione di mercato della nostra compagnia è di circa 260 miliardi dollari. Una cifra che fa di noi una delle maggiori compagnie al mondo.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Questa compagnia era stata privatizzata da Eltsin e con Putin è tornata al controllo che nasce dal patto di ferro tra politica, economia e servizi segreti. Sta di fatto che questo colosso è riuscito a far piazzare la Russia al terzo posto nel mondo per riserve auree accumulate. Ma fino a quando dureranno le scorte di gas?

SERGEI KUPRIYANOV - Portavoce Gazprom
Le nostre scorte di gas non possono esaurirsi, Stiamo facendo ricerche, e ci sono altri giacimenti da scoprire. Quando sarà disponibile la tecnologia potremo struttura anche quelli in cui il gas si trova sotto forma di gas-idrati sono giacimenti immensi. Direi che il gas in Russia non finirà.

GIORGIO FORNONI
È vero che Gazprom vende più gas di quanto ne produce?

SERGEI KUPRIYANOV - Portavoce Gazprom
Sì, è così. Lo acquistiamo anche in Turkmenistan, Uzbekistan, giacimenti sul mare del nord, e in Kazakistan.

GIORGIO FORNONI
Ma Turkmenistan, Uzbekistan e Kazakistan hanno già stipulato contratti con la Cina e a breve dirotteranno su quei gas dotti gran parte del loro gas. Allora forse non sono cosi forti come vogliono far credere.

MASSIMO NICOLAZZI - ex Responsabile ENI Kazakhstan
E' tutt'altro che escluso che la Russia non si trovi in difficoltà a dover mantenere i propri impegni di fornitura, almeno in maniera concettuale.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Certo è che Gazprom ha un enorme potere sullo scacchiere internazionale. L'Europa ha bisogno di gas e si trova in una condizione di sudditanza, mentre sulle ex province dell'impero torna il giogo coloniale.

REPERTORIO TG
"E proprio poco fa è arrivata la notizia che la società Gazprom ha interrotto i negoziati con la Georgia per la distribuzione del gas".

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
La Georgia ha chiesto di aderire alla NATO e ai Russi non piace. Appoggia i ceceni e ai Russi non piace. Alla fine il prezzo del gas si alza. Sta di fatto che Gazprom applica prezzi diversi attraverso la simpatia dimostrata verso il Governo di Putin, infatti Moldova paga 170 dollari, ogni 1.000 metri cubi, Georgia 235, Ucraina 130, Armenia 110, Bielorussia 105.

SERGEI KUPRIYANOV - Portavoce Gazprom
Posso dirle che entro l'anno prossimo, questo sistema di disparità sui prezzi finirà.

GEORGY SATAROV - Presidente Associazione contro la corruzione
Non ci credo. E' lo strumento politico del Cremlino.. e continuerà ad utilizzarlo anche in futuro. I prezzi sono alti, ma i Paesi europei non si preoccupano troppo di trovare fonti alternative di energia e quindi non c'è opposizione, e finché da noi ci sarà questo regime politico, ci sarà sempre la minaccia del ricatto. ne sono certo.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Oggi i soci di Gazprom, controllano la quasi totalità di televisioni, radio, giornali e mezzi di informazione.

SERGEI KUPRIYANOV - Portavoce Gazprom
C'è qualcosa di vero e qualcosa di falso. Ma come lei sa il business dei media, è utile alla nostra compagnia.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Gazprom, controllato ai vertici da agenti del KGB è anche al centro di tutti gli scandali legati alla corruzione che attraversa l'economia della nuova Russia.

GEORGY SATAROV - Presidente Associazione contro la corruzione
Da 2000 gli uomini del KGB si sono infilati in tutte le strutture politico amministrative.

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Il fatto che il rappresentante dell'Eni Ernesto Ferlenghi abbia ricevuto la cittadinanza russa ha determinato molto scalpore. E' pratica che la cittadinanza venga data non soltanto non necessariamente o non solamente se tu hai una moglie o una madre ecc, ma anche se sei di una determinata utilità per il paese, allora io posso fare una domanda conoscendo benissimo il paese: per cosa è stata data questa cittadinanza?

MILENA GABANELLI
Lo sa per esperienza?

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Lo so per esperienza.

MILENA GABANELLI
E cioè qual è stata la sua esperienza.

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
L' esperienza è che mi fu offerta e rifiutai.

MILENA GABANELLI FUORI CAMPO
Il dottor Ferlenghi attraverso l'Eni ci fa sapere che è stato assunto dall'Eni a Mosca nel 1998 e che la cittadinanza russa gli era stata concessa prima nel 1995.

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
E' assolutamente falso perché io come capo della rappresentanza dell'Enel a Mosca, come responsabile, firmavo ogni anno la richiesta di accreditamento come cittadino straniero per il dottore Ernesto Ferlenghi. Se avesse avuto la cittadinanza russa non ci sarebbe stato bisogno perché la cittadinanza russa è prioritaria sulle cittadinanze di altri paesi. Devo dire ancora di più che io stesso ho assunto nel '98 Ferlenghi e nella dichiarazione non si è assolutamente parlato di essre cittadino russo, ma quale cittadino italiano e io come responsabile che l'ho fatto assumere posso dire con tutta responsabilità che se lui avesse dichiarato di essere cittadino russo, non sarebbe mai stato assunto all'Eni.

MILENA GABANELLI
Questo perché?

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Questo perché è un posto di grande responsabilità che non è solo responsabilità dell'azienda Eni, è responsabilità dell'azienda Italia, perché l'Eni è il baluardo nella sicurezza approvvigionamenti energetici all'Itala.

MILENA GABANELLI
Il fatto di aver concesso la cittadinanza russa che cosa significa?

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Significa& è inquietante, significa molte cose e significa sapere da che parte sta Ferlenghi.

MILENA GABANELLI
Cioè?

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Non so, ditemelo voi. Se ripeto che non sarebbe stato assunto come cittadino russo, il resto ne consegue.

MILENA GABANELLI
Senta lei è stato responsabile dell'Eni a Mosca, ha ricevuto mai proposte di collaborare dalle autorità russe?

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Si, ho avuto proposte di collaborare con le autorità russe, le ho respinte perché c'erano determinate condizioni che io non accettavo, io non volevo nessunissima condizione, volevo essere completamente libero.

MILENA GABANELLI
Che tipo di collaborazione le chiedevano?

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Di aiutare il paese.

MILENA GABANELLI
Russo?

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Russo.

MILENA GABANELLI
Ed è compatibile con la carica che lei aveva?

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
No.

MILENA GABANELLI
E quella è la condizione per ottenere la cittadinanza?

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Sì.

MILENA GABANELLI
E secondo lei è stata chiesta la stessa cosa al signor Ferlenghi?

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Senz'altro, altrimenti non l'avrebbe ricevuto.

MILENA GABANELLI
Il signor Mario Reali è stato per 25 anni l'uomo Eni a Mosca, quello che ha tenuto i rapporti con Gazprom e ha partecipato in prima persona alla stipulazione di accordi e contratti. Secondo lui, lo dice lui, un alto dirigente di una compagnia occidentale, non può ottenere rapporti di cittadinanza con il paese in cui opera. Perché non è più chiaro per quale paese lavori. Ad ogni modo per capire qualcosa in più dei prezzi e del mistero che avvolge il mercato del gas siamo andati in kazakhistan dove l'Eni è presente in un consorzio che estrae gas. Però non lo importa in Italia, ma lo svende. A chi?

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Karachaganak è stato sempre un mistero, oppure come diceva Churchill un enigma nel mistero.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Per capire dove nasce la vorticosa spirale che fa crescere enormemente il prezzo del gas dalla produzione al consumo, siamo andati in Kazakhstan, una delle più grandi riserve energetiche planetarie.

PAOLO CAMPELLI - Dirigente ENI
Il campo di Karachaganak si estende per 30 km più o meno dall'altezza da quella fiaccola, in quella direzione e ha una larghezza di 15 km. E' uno dei più grandi giacimenti al mondo.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Nel giacimento di Karachaganak l'Eni è presente in un consorzio internazionale che chiama Kpo insieme all'inglese British Gas, all'americana Chevron e alla russa Lukoil. L'Eni è arrivato quaggiù nel 1997 per estrarre petrolio.

NARCISO PIFFARI - Geologo ENI
Quei tre camini che vediamo in alto sono i tre compressori che sono stati installati per la prima volta nel mondo.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Ma prima di arrivare al petrolio però c'è il gas, inquinato di acido solfidrico e per essere purificato viene mandato ad un impianto che dista 120 chilometri, in territorio russo.

TECNICO
"La quantità massima di gas che legalmente dobbiamo reiniettare come accordo con lo stato almeno di 40% del totale del gas prodotto dal field.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Questo gas viene venduto dall'Eni ad una società khazaka che a sua volta che a sua volta lo vende a 140 dollari ogni 1000 metri cubi, alla Gazprom. Quello stesso gas la Gazprom lo venderà in Europa a 280 dollari. Ma perché l'Eni non lo porta direttamente in Italia..

MASSIMO NICOLAZZI - Ex responsabile ENI kazakhistan
Karachaganak è un giacimento che da solo è in grado di produrre un 20% degli attuali consumi italiani.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Per trovare una risposta bisogna andare in Kazakhistan, ad Astanà, una fantascientifica città nata dal nulla per volere del presidente Nazarbaev. Viali lastricati di marmo, e grattacieli in acciaio e vetro, con facciate laminate di rame e d'oro, disegnati dai più famosi architetti.. Ma da dove nasce la fortuna di Nazarbaev?

UOMO ANONIMO
Molti soci delle società che commercializzano idrocarburi vengono costituite all'estero e tra i soci figurano amici e parenti del presidente Nazarbaev. Su alcuni conti svizzeri erano stati trovati 700 milioni di dollari ai quali lui aveva accesso diretto. Questi soldi sono poi rientrati.

SERIKBAI ALIBAEV - Ex parlamentare
Nazarbaev ha i giudici schierati con lui e non risponde al popolo né sullo scandalo dei soldi esteri, né sui contratti. E nemmeno noi deputati possiamo fargli alcuna domanda. Tutto Il settore energetico è in mano al marito di sua figlia. È a capo di una corporation che tratta sia gas che petrolio&pertanto il guadagno rimane tutto in famiglia.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
La corporation in joint venture con Gazprom e che compra dal consorzio di cui fa parte l'Eni, si chiama KazMunaiGas. Un grande anfiteatro , sormontato da due torri e da un gigantesco arco ospita gli uffici della società collegata al clan del presidente.

NURLAN P. KAZINBET - Portavoce Kazmunaygas
Quella casa bianca laggiù in fondo è la casa del Presidente. Là c'è l' amministrazione del paese.

GIORGIO FORNONI
Perché il consorzio vende a voi il gas di Karachaganak ad un prezzo così basso?

NURLAN P. KAZINBET - Portavoce Kazmunaygas
Direi che non è vero. Il prezzo è determinato da domanda e offerta. Comunque queste sono informazioni riservate.

MARIO REALI - Ex responsabile ENI Russia
Perché già nel 2005-2006 questo gas si è continuato a venderlo alla Gazprom e alla Kazmunaygas attraverso la casa Rurgas? E come dice c'è anche un bell'articolo dell'espresso a 25 dollari per 1000 metri cubi. Anche se è un gas sporco, almeno il suo valore sul mercato è almeno quattro volte tanto. Dovrebbe essere almeno cento, logicamente ben lontano dai 250/270 il quale arriva sul mercato europeo.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
In realtà sono ben meno di 25 dollari ogni mille metri cubi. Il portavoce della società Kazmunaygas, che acquista dal consorzio per venderlo a Gazprom, alla fine si sbilancia.

NURLAN P. KAZINBET - Portavoce Kazmunaygas
E' 14&

GIORGIO FORNONI
Il prezzo non si può dire?

STEFANO CAO - Direttore generale ENI
E' un prezzo che oscillato nel tempo, da valori molto bassi a valori che erano fino ad un minimo che erano di sette dollari ogni mille metri cubi fino ad un valore che è più del doppio nel tempo.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Anche se è un gas sporco, il prezzo di 14 dollari ogni mille metri cubi corrisponde ad un ventesimo di quello che viene praticato dal Gazprom sul mercato europeo. Per non sottostare ai ricatti di Gazprom bisognerebbe investire per far arrivare il gas a Baku, dove può essere inserito nei gasdotti diretti in Europa, senza passare dalla Russia.

MARIO REALI - Ex responsabile ENI Russia
Perché nella trattativa di cui si è già parlato in questo accordo che Scaroni definisce storico non è stato inserito questo punto? Oppure mandato verso il blustream o mandato verso l'Europa? E' stato risposto che i russi non ce lo permetto, benissimo. Ma anche se così fosse se c'è, se ci fosse un ostacolo di trasportarlo verso l'occidente, perché viene svenduto? E' una domanda che io avevo fatto già nel 2001 sul condensato, perché questo condensato viene svenduto? Cosa c'è dietro? E nessuno mi ha dato la risposta, anzi sono stato trattato in malo modo e io me ne sono andato dall'Eni e poi ho avuto le minacce di morte ma quello&si onora l'ha avuta anche Mattei e poi le hanno realizzate.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Da allora sono passati tanti anni, la minaccia rimane purtroppo una pratica diffusa, e speriamo che si fermi lì. Allora sono 10 anni che l'Eni estrae gas dal kazakhistan, ma quel gas viene svenduto ad un 20esimo del prezzo che noi paghiamo quando arriva in Italia. Non ci pare normale, ma le ragioni non sono note. Certo è che se quel gas lo importasse direttamente in Italia il paese avrebbe solo da guadagnarci. La posizione dell'Eni è "ci stiamo lavorando". Intanto che ci lavorano noi andiamo in pubblicità e poi in Africa, da dove arriva la maggior parte del nostro gas. Tutto noi ci ricordiamo il calo di fornitura dalla Russia nell'inverno 2005 ma noi importiamo gas anche dall'Algeria, anzi è il primo fornitore di gas all'Italia, e siccome sta potenziando la sua rete di gasdotti verso la Sicilia e verso la Sardegna, in futuro potrebbe arrivarne anche di più. Quindi il terrore di rimanere a secco se un giorno la Russia decidesse di chiudere i rubinetti, si affievolisce almeno un po'. Ma in Africa ci siamo anche noi, già dai tempi di Mattei, esattamente in Egitto.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Port Said, sul delta del Nilo è uno scalo obbligato per le navi petroliere e porta container che attraversano il Canale di Suez, sulla rotta tra il Mediterraneo e il Golfo Persico. Ma nel mare di Port Said ci sono anche importanti giacimenti di gas. Questa è la piattaforma DARFIL.

GIUSEPPE PASI - Manager area Egitto
Questi sono i cavi di perforazione sono dei jcapp Che stanno perforando dei pozzi offshore.

GIORGIO FORNONI
Quanti ne avete di questi impianti?

GIUSEPPE PASI - Manager area Egitto
Attualmente in Egitto sono 14. Ogni tubo di questi è un pozzo che porta su la produzione per la separazione e poi per l'immissione nel seeline per il trasferimento, il trattamento finale del gas a terra che è l'impianto che andremo a vedere dopo. Producono circa 6 milioni di metri cubi al giorno.

LEONARDO MAUGERI - Esperto ENI
Contrariamente a quello che tutti possono pensare petrolio e gas non si trovano in grandi laghi sotterranei, in grandi caverne sotterranee, ma si trovano letteralmente in strutture geologiche fatte come questa che se le vedete a occhio nudo è una pietra, non si vedono tracce di petrolio dentro, ma si possono solamente notare tracce oleose qua in superficie. Ecco una roccia come questa è una roccia porosa, con le sue porosità contiene petrolio e gas naturale che sono rimasti intrappolati lì per millenni e anzi intrappolati qua dentro hanno subito quel processo di trasformazione chimica che poi li resi gas.

VINCENZO MELI - Field general manager
Il collettore va nel separatore, il separatore ha il compito di separare l'acqua dal gas all'uscita di questo mammellone, tecnicamente così detto che separa l'acqua dal gas e smaltiamo l'acqua attraverso quella griglia.

GIORGIO FORNONI
E dove va a finire l'acqua?

VINCENZO MELI - Field general manager
In seeline che va a finire direttamente al field&

GIORGIO FORNONI
Non è che la scaricate in mare?

VINCENZO MELI - Field general manager
L'acqua non va mai scaricata in mare.

HAMED HARBY - Tecnico
Questa è l'uscita del gas dall'impianto di trattamento. Una parte andrà alla rete egiziana , l'altra all' impianto di liquefazione di Damietta, per poi essere esportato in Europa.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
All'impianto di Damietta si accede solo accompagnati passo passo da scorte di sicurezza. Qui l'Eni gestisce insieme ad altre società, il più grande impianto di liquefazione di gas al mondo. La liquefazione consente di concentrare i volumi in una massa liquida mantenuta a meno 161 gradi. Questo è l'unico sistema per poterlo trasportare con navi cisterna, rendendo così le società di distribuzione autonome dalla rete fissa dei gasdotti e quindi dal ricatto dei paesi che li controllano.

TECNICO
Dopo la liquefazione il GNL viene mandato nei due serbatoi. Ognuno contiene 150.000 metri cubi di gas. Questo è un carico diretto in Spagna.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Il 60 per cento di questo gas viene mandato in Spagna. Ma perché l'Eni, che è una società italiana, non lo manda in Italia? La risposta è che il rapporto degli impianti di rigassificazione tra Spagna e Italia è di 7 a 1.

PIERLUIGI BERSANI - Ministro dello Sviluppo Economico
Al 2010 avremo bisogno di 100 miliardi di metri cubi di gas, dice "ma ne avete già 88, sommando il potenziamento del tubo algerino, il potenziamento del tubo russo più o meno ai 100 ci si arriva". Sì si arriva ai 100 ma per mettersi in sicurezza ci vuole 120. Noi non possiamo fatevela dir così "farsi il segno di croce tutti gli inverni e sperare che tutto vada bene, questo sistema come il nostro non può permettersi questa cosa. Quindi noi nella prospettiva non siamo in sicurezza e non siamo in sicurezza per le quantità e per anche la parzialità del nostro approvvigionamento che viene legato sostanzialmente a due soggetti. Allora noi abbiamo bisogno di avere tre o quattro gassificatori da qui al 2010 per metterci in condizioni minime di sicurezza, di diversificazione e un minimo di quel tanto di sovracapacità che ci consenta di agire sui prezzi.

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Un rigassificatore è un impianto con un grande serbatoio che ritrasforma il gas prelevato dalle navi, che lo trasportano liquefatto a meno 161 gradi, allo stato gassoso, e con il calore aumenta il suo volume di 600 volte. Oggi In Italia ne abbiamo uno solo, quello dell'Eni di Panigalia, con una capacità di 4 miliardi di mc; tre sono in costruzione: Brindisi, Portoviro di Rovigo e Livorno. Ma Il cantiere di Portoviro è in gravi difficoltà perché gli ambientalisti e gli enti locali hanno bloccato i lavori. Stop anche per il cantiere di Brindisi.

REPERTORIO TG
"Una presunta tangente da 360 milioni di vecchie lire per le autorizzazioni connesse alla realizzazione del rigassificatore della British Gas del porto di Brindisi, sarebbe ala base dell'inchiesta della Procura di brindisi che questa mattina ha portato all'arresto di 5 persone. Ed il sito dove erano iniziati i lavoro degli impianti di rigassificazione un affare da 800 milioni di euro è stato sequestrato".

GIORGIO FORNONI Fuori Campo
Altri 8 sono in attesa di autorizzazione, due dei quali nel Golfo di Trieste;

ALESSANDRO METZ - Consigliere regionale Friuli Venezia Giulia
Serve quest'ingresso di gas in Italia? Secondo la World Oil and Gas Review del 2006 in quanto il dato del 2007 non è ancora aggiornato, no non ci serve il gas nel senso che tra quello che produciamo, quelle che sono le nostre riserve e quello che noi importiamo noi siamo già assolutamente coperti da questo punto di vista, quindi perché avere in questo momento 12 richieste di progetti in Italia? Perché alcuni ministri affermano che 4 servono assolutamente subito e gli altri da valutare più avanti? Perché il presidente Illy, ma non solo lui, sembra quasi che ormai sia diventato un degno a quasi di distinguo da mettere sulla giacchetta da presidente della regione&

RICCARDO ILLY - PRESIDENTE Regione Friuli Venezia Giulia
In questa zona ne potevano anche proporre 10 perché il mercato è liberalizzato perché bisognerà vedere anche se uno o due o anche dieci, sono ambientalmente compatibili. Può darsi benissimo che l'esito finale dell0'impatto ambientale sia di dire che il Golfo di Trieste che è un golfo di dimensioni abbastanza piccole, con una profondità media del mare piuttosto bassa, perché siamo sui 20-22 metri non possa sostenere più di un terminal, questa è una cosa abbastanza probabile.

PIERLUIGI BERSANI - Ministro dello Sviluppo Economico
Nel mondo ci sono 51 rigassificatori, la spagna ne ha 4 e ne sta facendo altre 3, la Francia ne ha due e ne sta facendo altri 2, il Giappone ne ha 25. i gassificatori non sono affatto quelle bombe che sta dicendo. Il gas non viene compresso,non risulta che ci siano incidenti significativi nei 51 gassificatori nel mondo e tutti quelli che ne stanno facendo altri che sono in tutto 70 in progettazione non hanno le preoccupazioni che pare ci siano nel nostro contesto.

GIORGIO FORNONI FUORI CAMPO
Per evitare di dare i numeri a caso leggiamo le tabelle. Terminali di rigassificazione per paesi nel 2006:Belgio 1, Cipro 0, Francia 2, Germania 0, Grecia 1,Irlanda 0, Italia 1, Lettonia 0, Olanda 0, Polonia 0, Portogallo 1, Spagna 5, Svezia 0, Inghilterra 1. Le proposte dicono: 0 per il Belgio, 1 per Cipro, 3 per la Francia, 1 per la Germania, 2 per la Grecia, 1 per l'Irlanda, 13 per l'Italia.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Vogliamo fare i rigassificatori perché abbiamo paura che la Russia ci chiuda i rubinetti e per essere competitivi sul prezzo. L'Eni però potrebbe portare direttamente in Italia il gas prodotto in Kazakistan senza passare dalla Russia e quindi dalla tagliola Gazprom, ma per ora non si fa. Si potrebbe portare in Italia il gas prodotto in Egitto ma siccome da lì può arrivare solo liquefatto ci vogliono i rigassificatori, che non abbiamo. Bisognerà costruirne qualcuno. In sostanza il gas non manca ce n'è,quello che non si conosce è il prezzo. Quel che è certo è che siamo tra i paesi messi meglio al mondo con il tubo che ci fornisce dalla Sicilia, dal Friuli e dalla Piemonte e a breve dalla Sardegna. E in Europa invece, siamo anche l'unico paese che ha presentato domande per costruire 13 rigassificatori. Molte di queste domande sono fatte da società straniere che vorrebbero venire qui a fare magazzino. Tutto questo mentre l'Europa sta sviluppando sempre di più le fonti energetiche alternative. Quelle che poi non lasciano poi ai figli brutte eredità.

RETTIFICA

MILENA GABANELLI IN STUDIO

Domenica scorsa era dedicata al gas, era stato sollevato il problema della cittadinanza russa concessa all'alto dirigente Eni a Mosca Ernesto Ferlenghi. Ne parlava il Dottor Mario Reali, ovvero colui che aveva assunto Ferlenghi. DA REPORT DEL 27/05/2007

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Il fatto che il rappresentante dell'Eni Ernesto Ferlenghi abbia ricevuto la cittadinanza russa ha determinato molto scalpore. E' pratica che la cittadinanza venga data non soltanto non necessariamente o non solamente se tu hai una moglie o una madre ecc, ma anche se sei di una determinata utilità per il paese, allora io posso fare una domanda conoscendo benissimo il paese: per cosa è stata data questa cittadinanza?

MILENA GABANELLI
Lo sa per esperienza?

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Lo so per esperienza.

MILENA GABANELLI
E cioè qual è stata la sua esperienza.

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
L' esperienza è che mi fu offerta e rifiutai.

MILENA GABANELLI FUORI CAMPO
Il dottor Ferlenghi attraverso l'Eni ci fa sapere che è stato assunto dall'Eni a Mosca nel 1998 e che la cittadinanza russa gli era stata concessa prima nel 1995.

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
E' assolutamente falso perché io come capo della rappresentanza dell'Enel a Mosca, come responsabile, firmavo ogni anno la richiesta di accreditamento come cittadino straniero per il dottore Ernesto Ferlenghi. Se avesse avuto la cittadinanza russa non ci sarebbe stato bisogno perché la cittadinanza russa è prioritaria sulle cittadinanze di altri paesi. Devo dire ancora di più che io stesso ho assunto nel '98 Ferlenghi e nella dichiarazione non si è assolutamente parlato di essre cittadino russo, ma quale cittadino italiano e io come responsabile che l'ho fatto assumere posso dire con tutta responsabilità che se lui avesse dichiarato di essere cittadino russo, non sarebbe mai stato assunto all'Eni.

MILENA GABANELLI
Questo perché?

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Questo perché è un posto di grande responsabilità che non è solo responsabilità dell'azienda Eni, è responsabilità dell'azienda Italia, perché l'Eni è il baluardo nella sicurezza approvvigionamenti energetici all'Itala.

MILENA GABANELLI
Il fatto di aver concesso la cittadinanza russa che cosa significa?

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Significa& è inquietante, significa molte cose e significa sapere da che parte sta Ferlenghi.

MILENA GABANELLI
Cioè?

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Non so, ditemelo voi. Se ripeto che non sarebbe stato assunto come cittadino russo, il resto ne consegue.

MILENA GABANELLI
Senta lei è stato responsabile dell'Eni a Mosca, ha ricevuto mai proposte di collaborare dalle autorità russe?

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Si, ho avuto proposte di collaborare con le autorità russe, le ho respinte perché c'erano determinate condizioni che io non accettavo, io non volevo nessunissima condizione, volevo essere completamente libero.

MILENA GABANELLI
Che tipo di collaborazione le chiedevano?

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Di aiutare il paese.

MILENA GABANELLI
Russo?

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Russo.

MILENA GABANELLI
Ed è compatibile con la carica che lei aveva?

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
No.

MILENA GABANELLI
E quella è la condizione per ottenere la cittadinanza?

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Sì.

MILENA GABANELLI
E secondo lei è stata chiesta la stessa cosa al signor Ferlenghi?

MARIO REALI - Ex Responsabile ENI - Russia
Senz'altro, altrimenti non l'avrebbe ricevuto.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Il legale di Ferlenghi ci ha fatto pervenire una dichiarazione dell'Ambasciata Russa nella quale si dichiara che il signor Ferlenghi è cittadino russo dal 1995 in base all'art. 18.a della legge sulla cittadinanza della federazione russa. I dubbi però rimangono aperti, perché Mario Reali avrebbe quindi garantito all'Eni che si trattava solo di cittadino italiano e non era vero. Inoltre: può un cittadino russo rappresentare una società strategica come l'Eni in territorio russo e condurre trattative con i russi? Di chi fa l'interesse? Sono domande che rimangono aperte.

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