Rai 3
Televideo

Puntata del 01/10/2000

FARMACIE COMUNALI IN VENDITA

in onda il 01.10.00

di

Autori: Bernardo Iovene
Stagioni: 2001
Inchiesta: Perché?

In Italia le farmacie comunali, sono 1600, e sono dislocate, per la maggior parte nel centro nord.
In ogni quartiere i comuni hanno il diritto di precedenza sul privato.

La farmacia comunale e' stata considerata un obbiettivo prioritario da sindaci molto amati negli anni 50 come LA PIRA a Firenze, DOZZA a Bologna: si forniva un servizio e si garantivano i farmaci alle fasce piu' deboli della popolazione nelle periferie delle citta'.
Queste farmacie, oggi, sono una realta', sia come qualita' del servizio, sia dal punto di vista commerciale: sono tutte in attivo come aziende municipali, anche se c'e' qualche farmacia in perdita, come e' il caso della farmacia N. 14 in un quartiere periferico di Firenze che perde 80 milioni all'anno. Ma anche la numero 14 e' un servizio per la popolazione anziana del posto e puo' esistere proprio perche' e' comunale e perche' il bilancio attivo delle altre farmacie riesce a coprire il disavanzo di quelle con bilancio passivo.

In media le farmacie comunali sono il 20% del totale delle farmacie, ma citta', come Cremona su un totale di 20 farmacie hanno 14 di proprieta'.  A Milano le farmacie comunali sono 84 e hanno un attivo di 7 miliardi all'anno.

Dunque un patrimonio pubblico, che funziona, offre un servizio e porta soldi nelle casse dei comuni, eppure tutti i comuni le stanno dismettendo, cosa vuol dire?

Le stanno cedendo in blocco a una multinazionale tedesca " La Gehe" gia' leader in Europa come grossista dei farmaci e proprietaria di 1300 farmacie nei paesi dove non e' vietato possedere catene di farmacie, come l'Inghilterra e adesso l'Italia. Ma in Italia la legge dice che la titolarita' delle farmacie, se non e' pubblica, deve essere singola. Allora, come e' possibile che una multinazionale tedesca ha gia' acquistato tutte le farmacie comunali di Bologna e Cremona? Semplice, le hanno prese in gestione acquistando l'80% delle azioni per 99 anni. Ed e' il modello che vogliono seguire tutte le altre citta', da Firenze a Milano a Prato , dove e' gia' stata costituita una SPA che prevede la cessione dell'80% delle azioni. Il tutto e' presto spiegabile: "la strategia della Gehe in Italia e' di comprare le farmacie comunali" ci ha detto il dott. Parsons, direttore generale della Gehe Italia, ed e' per questo motivo che si presentano ai bandi di gara con offerte al di sopra del prezzo di mercato, pur di vincere " a tutti i costi". A Bologna, per esempio, la stima di base era di 70 miliardi, per le 22 farmacie comunali, i farmacisti bolognesi in consorzio avevano offerto 90 miliardi, e pensavano di vincere, ma la Gehe ha offerto 117 miliardi, 47 miliardi in piu' del prezzo di mercato. Stessa cosa a Cremona, i farmacisti del posto hanno offerto 36 miliardi, la Gehe 50 miliardi, 14 miliardi in piu'. Ecco perche' tutti i comuni si aspettano molti piu' soldi dal reale prezzo di mercato, quindi piuttosto che venderle singolarmente, tra l'altro perderebbero la caratteristica di rete che oggi hanno come sostegno al servizio sanitario, preferiscono vendere la gestione per un certo numero di anni. Il perche' stanno vendendo le farmacie comunali, e' presto intuibile, tra l'altro le farmacie non sono considerate "un fattore strategico per il comune", ci ha detto il sindaco di Cremona, e con quei soldi possiamo fare opere pubbliche. Dunque per i comuni e' un affare, che rischia pero' di diventare un monopolio, perche' da Cremona a Firenze, passando per Bologna, le farmacie possono diventare una catena in mano ad un'unica multinazionale.

LA CURIOSITA' :
E per finire una curiosita', il city manager del comune di Bologna, che ha gestito la cessione delle farmacie contro il parere sfavorevole anche di un referendum consultivo, adesso e' amministratore delegato della Gehe, cioe' ha prima gestito la vendita e poi e' passato a lavorare dall'acquirente.

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