Rai 3
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Puntata del 11/10/2015

Non per soldi ma per denaro

di - Società

Non per soldi ma per denaro

Argomenti: Società
Stagioni: 2016
Autori: Paolo Mondani

English version below

Lo scorso giugno il tribunale di Roma ha messo sotto inchiesta alcuni dirigenti di Rai, Mediaset, La7 e Infront. L'indagine ruota intorno all'imprenditore David Biancifiori che secondo i magistrati otteneva appalti in cambio di soldi e assunzioni. Sotto osservazione è l'edizione di Sanremo del 2013.

In Rai pesa anche l’inchiesta giudiziaria su mafia capitale: Giuseppe Ietto era considerato un prestanome del boss Massimo Carminati e gestiva i bar Rai di Roma e Torino. La Rai stessa ha accertato altre vistose irregolarità in molte altre gare d'appalto. Quali responsabilità emergono dalle inchieste interne della Rai?

Infront è la società advisor della Lega di serie A per i diritti televisivi. Biancifiori curava per loro la regia delle partite di calcio a San Siro. Anche alcuni dirigenti Infront avrebbero preso soldi in cambio di appalti.

La storia di Infront inizia nel 2001, quando Sepp Blatter, il plenipotenziario della Fifa ora travolto da indagini americane e svizzere, decise di liberarsi della società che fino ad allora si era occupata dei diritti tv dei mondiali di calcio, passandoli proprio a Infront. Oggi, Infront è in mano a una multinazionale cinese ed è guidata dal nipote di Blatter, Philippe. La filiale italiana di Infront ha attualmente in mano il calcio italiano: è Advisor della Lega Calcio per la commercializzazione di tutti i diritti media nazionali ed internazionali dei campionati italiani di calcio di Serie A e B, Coppa Italia, Supercoppa Italiana e Campionato Italiano Primavera.

L'anno scorso si è tenuta la gara per l'assegnazione dei diritti triennali della serie A. L'Autorità Antitrust ha aperto un'istruttoria per accertare se l'accordo finale ha leso la concorrenza e la procura di Milano sta indagando per ostacolo alla vigilanza.



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PRECISAZIONE DEL 18/10/2015

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Mi preme una precisazione relativa alla puntata di domenica scorsa. Ci scrive l’avvocato del dipendete rai Quattrociocche, sospeso dall’azienda perché indagato per corruzione in quanto avrebbe accettato denaro e altre utilità dall’imprenditore Biancifiori, che prendeva gli appalti per Sanremo, ci scrive che per quel che riguarda l’impianto audio video relativo al matrimonio della figlia, ha prodotto al Tribunale una fattura di pagamento.



NOTA DEL 08/02/2019

Dopo la nostra puntata dell’11 ottobre del 2015, i pubblici ministeri di Milano Pellicano, Filippini e Polizzi (il 13 marzo del 2017) chiedono l’arresto degli indagati Silva, Bogarelli e Ciocchetti. Nella richiesta si sostiene che i tre abbiano costituito una associazione a delinquere finalizzata a commettere una serie indeterminata di delitti, tra i quali turbativa d'asta (in relazione ai diritti tv per il mercato estero), autoriciclaggio, truffa aggravata, ostacolo alle funzioni di vigilanza, evasione fiscale, per governare i processi di sfruttamento dei diritti audiovisivi derivanti dal gioco del calcio. Tale associazione per i pm "ha operato dal 2009 fino a tutto il 2015" e vi avrebbe ricoperto un ruolo importante anche Adriano Galliani (indagato), allora dirigente del Milan Calcio e vice presidente della Lega. Su questa richiesta d’arresto, nel maggio 2017, il Gip di Milano Manuela Accurso Tagano ha respinto la tesi della Procura sostenendo che non si trattasse di una associazione a delinquere ma al massimo di una " lobby".

A questa decisione, la Procura di Milano si appella e qualche mese dopo (luglio 2017) il Tribunale del Riesame di Milano ribadisce il no agli arresti dei manager di Infront, ma nel farlo motiva anche la non rilevanza penale delle condotte che i pm inquadravano invece come turbative d’asta, autoriciclaggio, ostacolo all’attività di vigilanza della Covisoc sui bilanci delle società di calcio e associazione a delinquere. Per i giudici del Riesame - Cesare Tacconi, Paola Pendino e Valeria Alonge - gli indagati hanno soltanto massimizzato i proprio profitti in un’ottica imprenditoriale, che però non ha arrecato danni alla Lega Calcio.

Infine, ad aprile 2018, sempre il gip di Milano Manuela Accurso Tagano archivia definitivamente l’indagine sui diritti Tv del calcio a carico tra gli altri dell’attuale senatore Adriano Galliani, di Marco Bogarelli, ex numero uno di Infront, di Giuseppe Ciocchetti, ex CEO di Infront, di Riccardo Silva, patron della societa’ Mp&Silva, e dei presidenti della Lazio, del Genoa e del Bari, Claudio Lotito, Enrico Preziosi e Gianluca Paparesta.

Si allega, per opportuno aggiornamento, il Decreto di archiviazione disposto nei confronti dei Signori Marco Bogarelli, Giuseppe Ciocchetti e altri dal Tribunale di Milano – Sezione dei Giudici per le indagini preliminari il 19 aprile 2018.




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