Rai 3
Televideo

Puntata del 23/10/2005

GAMBE ROBOT

in onda il 23.10.05

Salute

Inchiesta: Goodnews
Argomenti: Salute
Stagioni: 2006

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Ci sono notizie difficili da inquadrare come buone, perché dipende da come le guardi. Per esempio se uno rimane senza una gamba è una notizia pessima, ma non ci può fare nulla, sapere invece che c'è una soluzione potrebbe essere un'ottima notizia. Succede in America, ce lo raccontano Benedetta Brevini e Paolo Magagnoli.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
La robotica insieme all'informatica hanno aperto orizzonti fino a pochi anni fa inimmaginabili per la medicina. Tanto da poter ridare normalità a vite segnate per sempre dalla perdita degli arti, come quella di Cameron Clapp, 19enne di Santa Barbara, California.

CAMERON CLAPP
Abitavo dall'altra parte della strada di un binario del treno e allora, era il settembre del 2001, avevamo costruito un piccolo monumento in memoria delle vittime dell'11 settembre che consisteva in una dozzina di candele accese.Io avevo passato alcune ore con i miei amici vicino al monumento e più tardi quella notte, ricordo di essere andato sui binari per godere della magia delle candele: è l'ultima cosa che ricordo...sono stato colpito dal treno e quando mi sono risvegliato all'ospedale non avevo più le gambe fin sopra al ginocchio e il mio braccio destro fino alle spalle.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Da allora, da quel terribile risveglio, Cameron ne ha fatta di strada: cammina, sale e scende le scale, grazie a delle protesi di alta tecnologia: le C-leg, che lo hanno reso indipendente dalla sedia a rotelle.

CAMERON CLAPP
Le protesi mi permettono di vivere la mia vita in modo pieno, senza limitazioni.

AUTRICE
Fai tutto da solo?

CAMERON CLAPP
Si, faccio tutto da solo.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Ci riesce davvero, senza l'aiuto di nessuno. Ogni mattina si infila le protesi e se le istalla in modo autonomo per affrontare una intera giornata. Tutto questo nonostante i primi medici lo avessero scoraggiato.

CAMERON CLAPP
Il primo medico mi ha detto che al 90% dei casi, sarei rimasto per tutta la vita su una sedia a rotelle e che forse avrei camminato solo il giorno del mio matrimonio e forse il giorno della laurea. Il dottore non diceva queste cose a me direttamente, ma non ha mai dato speranze alla mia famiglia.

KEVIN CARROLL - Vice Presidente Hanger Inc
Purtroppo accade che per amputati gravi i dottori diano poche speranze. Ed è quello che è successo anche a Cameron. La sua famiglia però ha rifiutato quella terribile sentenza, e ha convinto il figlio che un giorno avrebbe potuto camminare.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Le C-leg con i loro sofisticati microchip, hanno segnato il punto di svolta della vita di Cameron.

KEVIN CARROLL - Vice Presidente Hanger Inc
All'interno di questo ginocchio ci sono dei sensori computerizzati che rilevano e monitorano l'angolo che si crea a seconda dei movimenti della protesi e il monitoraggio continua fino alla totale estensione della gamba.Il microprocessore valuta ad esempio quanto sta andando veloce la gamba, facilitando e amplificando il movimento quando il ritmo è più veloce e rallentandolo se necessario.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
I microprocessori sono la vera rivoluzione di queste protesi perché permettono un monitoraggio continuo del movimento e il conseguente adattamento della protesi al suolo mentre si cammina.

KEVIN CARROLL - Vice Presidente Hanger Inc
Ci sono sensori anche a livello della caviglia che permettono di rilevare se uno si trova sulla punta dei piedi o sul tallone. Il vantaggio di questo meccanismo è che se una persona sta percorrendo un pendio ad esempio, il segnale arriva immediatamente dalla caviglia al ginocchio e, come se davvero ci fossero muscoli reali, il ginocchio si piega artificialmente, senza il rischio di cadute.

DAVID LABOUDY
Quando utilizzavo le vecchie protesi per camminare, a volte sono finito per terra: con queste, che ho da un anno e mezzo, non sono mai caduto.

CAMERON CLAPP
Faccio molto nuoto, grazie anche a una protesi al braccio che ha una specie di pinna. Inoltre, corro, corro moltissimo.Sono l'unico al mondo che corre senza due gambe e un braccio& e faccio delle vere e proprie gare di atletica.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
I risultati sono senza dubbio stupefacenti. Recentemente Cameron ha corso i cento metri in 18 secondi.

CAMERON CLAPP
Ho dovuto fare esercizi ogni giorno, attraverso l'utilizzo di diverse protesi per tutto il periodo di riabilitazione e alla fine ho ricevuto queste, che hanno migliorato la mia mobilità completamente.

AUTRICE
Con le C-leg puoi anche guidare un'auto?

CAMERON CLAPP
Si, certo, nelle protesi c'è una seconda modalità che mi permette di guidare, stabilizzando la gamba destra in modo da poterla utilizzare spostandomi dal freno all'acceleratore senza problemi e poi ovviamente uso la protesi del braccio per il volante senza nessun tipo di modifica dell'auto.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Ovviamente la tecnologia non può fare tutto da sola: le c-leg sono protesi reattive, che aiutano il movimento, ma l'impulso deve arrivare dal paziente.

CAMERON CLAPP
Non posso dire alle mie gambe di alzarsi da sole soltanto con un impulso dal mio cervello, sono protesi reattive, non attive , cioè reagiscono al mio movimento.

KEVIN CARROLL - Vice Presidente Hanger Inc
La perdita di un arto è qualcosa di molto simile alla perdita di un familiare, la madre, il padre, qualcuno di molto vicino alla famiglia. Per questo la motivazione è importantissima, se ad esempio Cameron non fosse stato spronato e sostenuto dalla sua famiglia, questo sarebbe stato sufficiente per farlo rimanere per sempre sulla sedia a rotelle.Noi, come dottori abbiamo il dovere di spronare i pazienti, di creare grandi aspettative di recupero attraverso le nuove protesi tecnologiche. Se ci aspettiamo di più dal paziente, otterremo anche di più.

CAMERON CLAPP
E' chiaro che con le protesi ci sono un po' di difficoltà, ad esempio salire le scale non è semplice come scenderle, ma sono fiducioso, perché la tecnologia migliora e io sono certo, devo essere certo, che nel futuro ci saranno altri strumenti a disposizione per quelli come me.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Il futuro di cui parla Cameron non è per nulla lontano, visto che per gli scienziati è questo il momento più entusiasmante e più rivoluzionario della storia delle protesi. A confermarlo il prof Prof. Hugh Herr, che abbiamo incontrato al Media Lab del Mit di Boston.

HUGH HERR - Direttore Biomeccatronica Media Lab MIT
E' un momento eccezionale nella ricerca scientifica: da una parte la robotica che utilizza l'intelligenza artificiale nelle protesi esterne con risultati grandiosi, dall'altra la ricerca che si sta conducendo in tutto il mondo per impiantare nei tessuti muscolari dei sensori, che potremmo chiamare protesi interne e che trasportano l'impulso dal cervello alla protesi.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
E infatti e già stato brevettato un meccanismo bionico, il Bion, che si istalla nel corpo umano e permette di fare arrivare gli impulsi del cervello alla protesi meccanica.

HUGH HERR - Direttore Biomeccatronica Media Lab MIT
Uno di questi sistemi è un impianto bionico di 1 cm di lunghezza e 2 mm di diametro, così piccolo da poter essere impiantato nei tessuti muscolari. Questo meccanismo è in grado di recepire gli impulsi che arrivano dal cervello al muscolo e comunicarlo alla protesi meccanica tramite dei microprocessori. In questo modo un amputato può pensare un movimento e la protesi meccanica reagisce all'impulso nervoso. Proprio come una gamba umana.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
L'era dell'uomo bionico è quindi vicina, se si pensa che secondo le stime della fondazione Alfred Man, il dispositivo sarà disponibile sul mercato nel giro di due o tre anni. E di certo, il grande progresso di questo settore della ricerca scientifica in America è dovuto anche all'aumento dei fondi, conseguente alla triste coincidenza della guerra in Iraq, che sta rimpatriando negli Usa molti giovani soldati con mutilazioni.Lo stesso Prof Herr, che ha perso le gambe nel lontano 1982 non si sarebbe allora aspettato una tale incredibile rivoluzione.

HUGH HERR - Direttore Biomeccatronica Media Lab MIT
Io ho perso le gambe nel 1982, mentre stavo scalando una montagna nel New Hampshire. Dopo l'incidente, ho deciso che tutti i miei sforzi dovevano essere impiegati per migliorare le protesi convenzionali.Certo non avrei immaginato l'incredibile progresso di questi ultimi dieci anni, e ora forse non posso immaginare cosa potrà succedere nei prossimi 10 anni! Stiamo vivendo tempi straordinari!

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