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Puntata del 20/04/2003

PERCHE'...LE SENTENZE DI NULLITA'?

in onda il 20.04.03

di - Società

PERCHE'...LE SENTENZE DI NULLITA'?

Autori: Sabrina Giannini
Stagioni: 2003
Argomenti: Società
Inchiesta: Perché?

AUTRICE
No al divorzio perché il matrimonio è un'unione indissolubile.
Il papa lo ribadisce ogni anno in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario della Rota Romana, più nota come Sacra Rota, ovvero il tribunale della chiesa che da secoli i matrimoni li annulla, ma in quel caso, ovviamente, con la benedizione di Dio.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Lo abbiamo sempre chiamato annullamento e ogni tanto ancora ci sfugge, ma è sbagliato. Il termine giusto è "nullità". Si può annullare qualcosa che ha avuto per un certo tempo validità e poi per l'insorgere di qualche vizio viene appunto annullata. Una cosa nulla
invece non è mai esistita. Se la chiesa annullasse un matrimonio ne riconoscerebbe l'esistenza, e questo non può farlo in virtù del principio "l'uomo non separi ciò che Dio ha unito". La chiesa può invece dire "questo matrimonio non c'è mai stato, in chiesa si è svolta una farsa" e queste farse sono in costante aumento.
Immaginiamo che ci sia un perché. Sabrina Giannini

AUTRICE
Bologna: questo è uno dei 19 tribunali della chiesa con sede in Italia che ha competenza per le diocesi della Romagna, dell'Emilia, della Liguria e di San Marino.
Nel suo sotterraneo sono archiviati da 60 anni gli atti dei processi canonici che hanno portato all'annullamento di migliaia di matrimoni.
Il presidente del tribunale Flaminio è monsignore Ottani, che - codice canonico alla mano - dichiara nulli i matrimoni da una parte e dall'altra, come parroco, i matrimoni li celebra.

STEFANO OTTANI - Pres. Tribunale Ecclesiastico Flaminio
C'è attualmente una formula molto bella nel rito del matrimonio che pronunciano gli ospiti stessi che sono considerati ministri del matrimonio e se ricordo bene dice così "Io prendo te&".

AUTRICE
Allora, se l'uomo non può dividere ciò che Dio ha unito, perché la chiesa può dichiarare un matrimonio nullo?

STEFANO OTTANI - Pres. Tribunale Ecclesiastico Flaminio
Per la Chiesa, il matrimonio quando sia tale, cioè celebrato validamente, è indissolubile e l'unica possibilità di non considerarlo tale è verificare attraverso un regolare processo che ci siano stati all'origine degli elementi che ne abbiano impedito la costituzione.

D - Quindi voi andate alla ricerca di un vizio di origine?

STEFANO OTTANI - Pres. Tribunale Ecclesiastico Flaminio
Possiamo chiamarlo così, sì.

D - Ecco&Che può essere anche un vizio di origine talmente lontano di vent'anni, quindici anni, perché non c'è un limite, no?

STEFANO OTTANI - Pres. Tribunale Ecclesiastico Flaminio
La verità rimane quella anche dopo parecchi anni, anche dopo vicissitudini personali dei coniugi più disparate. La verità al momento del matrimonio rimane tale e su quello cade l'esame del Tribunale Ecclesiastico.

AUTRICE
Il tribunale della chiesa non tiene conto di ciò che è accaduto durante il matrimonio ma cerca le cause che hanno dato vita a un matrimonio che - in altre parole - non si doveva fare.
Ecco il questionario che il tribunale ecclesiastico lombardo invia a chi intende annullare il matrimonio: si può vedere che quasi tutte le domande si rivolgono al passato: per esempio se il fidanzamento è stato felice, se le famiglie erano contrarie, se ci furono possibili coercizioni della volontà, inganni, malattie psichiche, e se fin dal principio si intendeva procreare.

D - Senta le volevo chiedere. Lei sa per quali ragioni la Chiesa attraverso i suoi Tribunali Ecclesiastici può annullare un matrimonio?

SIGNORA 1
Annullare un matrimonio???

SIGNORA 2
Probabilmente perché non consumano il matrimonio, non lo so&ci saranno dei reclami.

SIGNORE 1
E' un motivo per cui non si possono avere dei figli, impotenza, piuttosto che sterilità femminile.

SIGNORA 1
La bigamia.

SIGNORA 4
Devo aver letto sul giornale il caso di una donna sposata con un uomo che poi non faceva la parte dell'uomo, ma era un omosessuale, quindi in questo caso penso che la Chiesa annulli il matrimonio.

AUTRICE
Contrariamente a quel che si pensa, chi avvia un processo per annullare il matrimonio non invoca quasi mai problemi o tendenze sessuali tenute nascoste prima delle nozze, e lo si può vedere da questo elenco dove l'impotenza come causa è soltanto l'un per cento.
La motivazione più frequente, invece, è l'esclusione della l'indissolubilità, in altre parole al momento del "sì" in chiesa si era già messo in conto la possibilità di divorziare.

STEFANO OTTANI - Pres. Tribunale Ecclesiastico Flaminio
Se non si assume questo impegno in realtà non si celebra un matrimonio, è solo un'unione provvisoria, transitoria, limitata e come tale il Tribunale Ecclesiastico, accertato questo stato di fatto, può dichiarare nullo il matrimonio fin dall'origine.

D - Quindi mi permetto di dire che queste persone comunque hanno mentito quando hanno letto la formula?

STEFANO OTTANI - Pres. Tribunale Ecclesiastico Flaminio
Purtroppo si tratta di una vera e propria simulazione che è, sì, una menzogna e in quanto tale, costruito su una menzogna non si può edificare un vero matrimonio.

AUTRICE
Il 40 % dei matrimoni infatti viene annullato a causa di questa simulazione, di questa menzogna.
Visto che stiamo parlando di bugiardi: e se la menzogna la dicessero davanti al tribunale ecclesiastico?

STEFANO OTTANI - Pres. Tribunale Ecclesiastico Flaminio
La sua domanda e le sue considerazioni toccano uno degli aspetti essenziali del Diritto Canonico che potrebbe essere considerato un diritto debole perché il Tribunale non ha i carabinieri per andare& per obbligare le persone a presentarsi e non commina sanzioni ad un teste mendace e così via.

AUTRICE
Certo, saranno tutti in buona fede, ma i testimoni chiamati per riferire di fatti e parole che risalgono ai tempi del matrimonio cosa ricordano e cosa dicono davanti ai giudici?

GIANFRANCO DANIELE - Testimone
Il primo fu per questo mio amico e lui mi disse "guarda devi andare a testimoniare e non c'è niente di strano, cioè non è che bisogna andare a raccontare grandi cose, l'unica cosa che ti chiedo è se quando ti faranno domande specifiche, evidenzierai questi due fattori.

D - Che erano?

GIANFRANCO DANIELE - Testimone
Il fatto appunto che loro, cioè lui si era sposato perché sapeva che comunque se le cose non andavano bene, c'era il divorzio, e l'altro, Il fatto che non aveva avuto figli perché non li voleva.

STEFANO OTTANI - Pres. Tribunale Ecclesiastico Flaminio
Le possibilità per discernere la veridicità delle deposizioni sono uno dei patrimoni davvero ormai trimillenari del diritto cui si ispira il Diritto Canonico.

GIANFRANCO DANIELE - Testimone
Il secondo caso invece è quello di mio fratello che è un modo molto più eclatante perché lui si era separato dopo sei mesi, quindi&volevano sapere se uno si era sposato sapendo il rito religioso che cosa comportava e quindi se pensavano all'indissolubilità del matrimonio e al fatto di poter fare poi dei figli e quindi una famiglia.

D - Davanti alla menzogna non sempre si può tutto?

STEFANO OTTANI - Pres. Tribunale Ecclesiastico Flaminio
Sì, ma io sono contento di poter dire che l'unico giudice è il Signore ed è quello che poi conosce fino in fondo.

testo 8
E' vero& ma si può mentire pur avendo giurato sul Vangelo di dire la verità e magari per tornare a sposarsi una seconda volta con l'abito bianco. ma si può ricorrere ai tribunali della chiesa anche per un'altra ragione&

INTERVISTA A TESTIMONE CHE DESISERA RIMANERE ANONIMO

D - Ecco, come mai lei ha deciso, cioè lei cosa aveva fatto una pratica di divorzio civile, inizialmente?

" Sì, certo, normale".

D - Normale& si è rivolto alla Sacra Rota perché è un credente?

"Più che altro su con siglio del mio avvocato perché era l'unica possibilità di chiudere definitivamente questa faccenda."

D - Cosa vuol dire chiudere definitivamente?


"Diciamo che era l'unica possibilità per chiudere i conti con lamia ex moglie in quanto con la pratica civile questi conti potevano invece protrarsi per molto tempo, mentre con l'annullamento della Sacra Rota questo qua, questo problema veniva a cessare perché al momento dell'acquisizione di questo annullamento cessano assolutamente tutti i diritti e i doveri dei coniugi e quindi io cessavo di avere dei doveri verso la mia ex moglie."

D - Per doveri intende, doveri economici?

"Economici, ovviamente. La mia ex moglie avrebbe potuto pretendere da me molti soldi, in questo modo invece si poteva tagliare la testa al toro".

AUTRICE
Sì, le cose stanno così: annullando il matrimonio presso il tribunale ecclesiastico si può evitare di pagare gli alimenti all'ex coniuge.

ANGIOLA VANCINI - avvocato civilista e canonista
Questo è vero, ma è necessario però che la sentenza di nullità pronunciata dal tribunale ecclesiastico venga riconosciuta valida, efficace, nell'ambito dell'ordinamento civile.

AUTRICE
Quindi si va davanti a un giudice dello Stato che con un procedimento semplice riconosce che il matrimonio è nullo anche per lo Stato e così gli ex coniugi tornano nubili e celibi.
E non c'è più bisogno di divorziare, visto che il vincolo del matrimonio non c'è più.

ANGIOLA VANCINI - avvocato civilista e canonista
Perché chiude le sue pendenze davanti all'autorità della chiesa e davanti all'autorità statuale.

AUTRICE
Tra queste pendenze c'è anche il mantenimento dell'ex coniuge.
Il problema è proprio questo: nel momento in cui il tribunale dello Stato riconosce che il matrimonio è nullo non può intervenire a tutela del coniuge economicamente più debole, cosa che invece fa nei casi di separazione e divorzio.

ANGIOLA VANCINI - avvocato civilista e canonista
Lei capisce che questo meccanismo mostruoso può comportare delle conseguenze drammatiche.
Mettiamo il caso di una donna che dopo trent'anni di matrimonio - visto che la dichiarazione di nullità può arrivare anche dopo trent'anni di matrimonio e non solo dopo un anno o due come erroneamente si pensa - spesi nell'interesse della famiglia, spesi ad accudire il figlio, ad accudire il marito, a fare progredire il marito nella carriera, si ritrova magari a sessanta, sessantacinque anni a dover pensare di rimettersi a lavorare perché il marito non è più tenuto a darle nemmeno l'assegno di mantenimento.

AUTRICE
Cosa può fare allora chi subisce questa situazione? Al massimo può chiedere un assegno di mantenimento per soli tre anni.
Assegno però che non è automatico e si ottiene soltanto avviando un nuovo processo civile.
A volte questa richiesta scatena una guerra processuale tra ex coniugi che può durare anche anni, passando da cause e ricorsi, perfino in Cassazione.

ANGIOLA VANCINI - avvocato civilista e canonista
E' un meccanismo che può andare a svantaggio, per primo, della persona economicamente più debole, che sostiene dei costi non solo morali ma anche economici che può non poter sopportare.

AUTRICE
Il giudice dello stato è evidente, può fare ben poco per tutelare il coniuge lasciato privo di sostentamento.

ANGIOLA VANCINI - avvocato civilista e canonista
Non può farlo perché purtroppo siamo a una normativa del 1929 a cui il legislatore dello Stato italiano, dal 1929 ad oggi, non ha ancora messo mano lasciandosi sfuggire l'occasione dell'introduzione del divorzio, lasciandosi sfuggire la riforma del diritto di famiglia del 1975, lasciandosi sfuggire la riforma della materia divorzire del 1987.

AUTRICE
Per i politici italiani il problema evidentemente non esiste. Eppure sono numerose le sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione che invocano a gran voce l'intervento del legislatore affinché tuteli il coniuge economicamente più debole nei casi di annullamento. Sono passate 14 legislature e niente è cambiato.
Perché? Risponde la senatrice Alberti Cesellati che di professione è anche un avvocato canonista e docente di diritto ecclesiastico è firmataria di un disegno di legge che dopo vent'anni dovrebbe recepire tutta la complessa materia matrimoniale stipulata al tempo del concordato tra Stato e Chiesa.

M. ELISABETTA ALBERTI CASELLATI - Presidente Commissione Pari Opportunità Senato
Tra le molte che sono rimaste così un po' vaghe sulle quali occorre mettere un punto.

D - Un punto?

M. ELISABETTA ALBERTI CASELLATI - Presidente Commissione Pari Opportunità Senato
Un punto fermo.

AUTRICE
Un punto fermo significa sistemare la questione una volta per tutte, magari già facendo una modifica a questo progetto che, così com'è, la questione non l'affronta per niente, perché?

M. ALBERTI CASELLATI - Presidente Commissione Pari Opportunità Senato
Perché è chiaro che anche una legge matrimoniale deve tener conto degli accordi tra lo Stato e la Chiesa.

AUTRICE
Al professor Vitali, che ha fatto parte della commissione degli studi che hanno portato alla revisione del concordato del 1984, abbiamo chiesto se e' vero che per risolvere la faccenda si deve anche sentire il parere del Vaticano.

ENRICO VITALI - Prof. Diritto Ecclesiastico Univ. Milano
Direi proprio di no. Direi che riguarda esclusivamente la competenza del legislatore dello Stato. Siamo puramente nel regime patrimoniale e quindi direi che chiedere un intervento o un accordo anche della Santa Sede sarebbe un di più.

AUTRICE
Lo Stato dunque e' sovrano. Basta vedere che la Spagna, paese che come noi ha stipulato un concordato con la santa sede, ha risolto il problema facendo una semplice modifica del codice civile.

ENRICO VITALI - Prof. Diritto Ecclesiastico Univ. Milano
Che ha fatto una norma che stabilisce le conseguenze, che sono conseguenze "effetti comuni alla nullità, alla separazione e al divorzio".

AUTRICE
Le conseguenze civili sono le stesse sia che si tratti di separazione, di divorzio o di nullità quindi il giudice stabilisce un assegno di mantenimento usando in tutti i casi gli stessi criteri.

D - Siamo forse rimasti tra i paesi cattolici ad avere un'assenza di riparazione?

ENRICO VITALI - Prof. Diritto Ecclesiastico Univ. Milano
Guardi però, non direi che siamo rimasti gli ultimi in quanto paesi cattolici; siamo rimasti gli ultimi in quanto il legislatore non ci ha pensato.

AUTRICE
Non è una questione di competenza della Chiesa, e' vero, ma la Chiesa non si e' mai preoccupata di eliminare il problema della possibile speculazione che si può fare dei suoi tribunali per ragioni meramente economiche. In fondo la Chiesa quando vuole, consiglia e propone ai politici. Lo dimostra il vademecum rivolto proprio ai politici cattolici militanti pubblicato lo scorso gennaio dalla Conferenza Episcopale Italiana dove si critica apertamente la convivenza e si esorta a salvaguardare e tutelare la famiglia fondata sul matrimonio.
Intanto i matrimoni annullati dai tribunali della chiesa sono in vertiginoso aumento. Nel tribunale che ha sede a Bologna, ad esempio, nel 1997 le cause introdotte furono 357, nel 2001 539.
e' cosi' in tutti i tribunali ecclesiastici.
C'è un perché. L'aumento è iniziato nel 1998, quando i tribunali della chiesa sono diventati economici.
Oggi i tribunali ecclesiastici sono alla portata di tutti.
E' infatti finita l'era degli annullamenti celebri come quello di Carolina di Monaco, e questo perché i tribunali della chiesa attingono dal fondo dell'8 per mille dell'IRPEF.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Con questo 8 per mille la chiesa fa tante cose, fra le quali anche pagare gli avvocati a chi non ha risorse finanziarie sufficienti. Per tutti gli altri invece il costo da affrontare per una sentenza di nullità, sono 400 euro di spese piu' l'onorario dell'avvocato, che pero' non può chiedere più di 2000 euro. Prima dell'introduzione di questo nuovo corso era ben altra cosa. Una rivoluzione introdotta proprio dalla conferenza episcopale italiana, la stessa che bastona i politici quando vogliono abbreviare i tempi di attesa per il divorzio. Ma perché sono state abbassate le tariffe?

STEFANO OTTANI - Pres. Tribunale Ecclesiastico Flaminio
Perché la Chiesa prende atto della storia e di fronte ad una crescita così evidente dei fallimenti matrimoniali anche in una società di tradizioni cristiane, la Chiesa non può disinteressarsi di questa situazione e di fatto è intervenuta.

REPERTORIO SERVIZIO TG1 DEL 28 gennaio 2002
"I giudici dei tribunali ecclesiastici sono di manica larga. Si assiste così ad una sorta di via cattolica al divorzio. L'altolà del Papa è duro nella forma e nella sostanza, chi pretendesse di infrangere le disposizioni legislative concernenti le dichiarazioni di nullità del matrimonio è fuori dalla Chiesa."

AUTRICE
Questo altolà del Papa risale a 5 anni fa, nel frattempo i tribunali ecclesiastici hanno quasi raddoppiato il numero di sentenze di nullità. Eppure soltanto un anno fa il Papa si rivolgeva agli avvocati che lavorano nei tribunali dello Stato affinchè arginassero il fenomeno del divorzio.
Il fallimento di un matrimonio è comunque e sempre un dramma personale ma la separazione e il divorzio tutelano almeno i diritti del coniuge più debole. Purtroppo la stessa cosa non accade nei casi di annullamento e finché chi siede in Parlamento non farà niente per risolvere questo problema, continueremo a leggere, fra le pagine di internet, pubblicità come questa di un avvocato abilitato ad esercitare presso la Rota Romana.
"per ogni tribunale ecclesiastico italiano, per una sentenza canonica che, una volta riconosciuta in Italia elimini il problema degli alimenti all'ex coniuge&."

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Da una lettura rozza alla fine emerge che ricorrere al tribunale ecclesiastico conviene perché non si pagano gli alimenti, spendi meno di un divorzio, e te la cavi in tempi rapidi. Infatti per ottenere un divorzio oggi devono passare 3 anni dalla separazione civile per dare tempo alla coppia di ripensarci ed eventualmente ricomporre l'unione. Il compito del tribunale ecclesiastico invece è quello di chiarire in fretta se il matrimonio non è valido per dividere 2 persone che sarebbero concubine.
E' vero che sono stati introdotti i corsi per preparare all'indissolubilità del sacramento ma nessuno è mai stato bocciato. E allora per sapere se ad essere in crisi è il sentimento religioso o il portafogli forse basterebbe introdurre l'obbligo dell'assegno di mantenimento al coniuge più debole.



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