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Puntata del 25/11/2007

LA VIA DEL GAS - Aggiornamento del 27 maggio 2007

In onda domenica 25 novembre 2007

di - Economia

Argomenti: Economia
Inchiesta: Com'è andata a finire
Stagioni: 2008
Autori: Giorgio Fornoni

MILENA GABANELLI IN STUDIO
A proposito di gas, ne avevamo parlato il maggio scorso ed avevamo visto che uno dei nostri maggiori fornitori è Gazprom, ovvero la Russia, e che con loro quindi quindi bisogna trattare.

GIORGIO FORNONI FUORI CAMPO
Siamo stati a Novi Urengoi, oltre il Circolo Polare artico. E' il giacimento più importante del mondo, la riserva strategica che ridona alla nuova Russia di Putin il potere di un tempo e la possibilità di giocare da protagonista con l'Europa e le grandi potenze.
C' eravamo anche occupati del monopolio detenuto dall'Eni, l'Agenzia Nazionale degli Idrocarburi, sulla distribuzione e la vendita del gas in Italia, in netto contrasto con le direttive europee.

DA REPORT DEL 27 MAGGIO 2007

ALESSANDRO ORTIS - PRESIDENTE AUTORITY
Sulla separazione proprietaria  di SnamReteGas dal resto del gruppo Eni continuiamo ad insistere perché riteniamo che questa infrastruttura debba essere terza e siccome deve essere utilizzata da tutti i concorrenti in gioco non può essere nelle mani di uno di essi.

GIORGIO FORNONI FUORI CAMPO
Avevamo anche denunciato che nonostante il prezzo di partenza del gas in Italia sia uguale o addirittura inferiore al resto dell'Europa, il cittadino finisca per pagare bollette molto più care.

SIGNORA ANITA
Mi è arrivato 132 Euro di Gas, e quest'anno ho speso poco perché l'inverno è stato mite. Ma la fattura è arrivata 229 euro. Controllo, vedo che l'imposta consumo è 51 euro, l'Iva 38 euro, ho speso di più di tasse che di Gas.

GIORGIO FORNONI FUORI CAMPO
Ci e' stato impossibile capire qual e'  il reale  prezzo di base  pagato dall'Eni a Gazprom. Il colosso russo ha risposto con una serie di  "niet", e l'Eni si appellata alla riservatezza.

DA REPORT DEL 27 MAGGIO 2007

GIORGIO FORNONI
A che prezzo l'Eni compra il gas da Gazprom?

STEFANO CAO - Direttore Generale ENI
Ma guardi su specifici aspetti di tipo commerciale, come questo, è difficile entrare, sarebbe come dare un vantaggio competitivo ad altri. Direi che non è il caso di raccontare i prezzi.

GIORGIO FORNONI
Quanto paga l'Eni il gas a Gazprom?

ALESSANDRO ORTIS - Presidente Autority
Non lo sappiamo, e non conosciamo tutti i termini contrattuali.

GIORGIO FORNONI
Perché lei non sa a che prezzo l'Eni passa il gas a Gazprom?

PIERLUIGI BERSANI - MINISTRO PER LO SVILUPPO ECONOMICO
Perché è una contrattualistica questa che avviene in questo modo, cioè non viene in nessun modo registrata da autorità nazionali.

GIORGIO FORNONI FUORI CAMPO
Sulla mancanza di trasparenza  dei prezzi, giocano diversi fattori.  Siamo andati in Kazakhistan nell' impianto di Karachaganak. Ma proprio qui  l'Eni è in società con l'inglese British Gas, l'americana Chevron e la russa Lukoil  e quasi 10 miliardi di metri cubi di gas potrebbero essere trasportati direttamente in Europa  risparmiando e svincolandosi dalla Gazprom. In progetto c'è di portarlo direttamente in casa nostra.  

STEFANO CAO - DIRETTORE GENERALE ENI
Nel tempo e devo che siamo fiduciosi che ciò avverrà, è immaginabile che verranno costruite infrastrutture alternative.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
A maggio il direttore generale dell'Eni dice che si sta pensando a strutture alternative per portare il gas che l'Eni estrae in Kazakhistan senza passare dalla Russia, quindi dalla Gazprom che detta prezzi e condizioni. 4 giorni dopo la messa in onda della nostra puntata della struttura alternativa non si parla più. L'Eni annuncia che raddoppierà la produzione ma si continuerà a passare a dalla Gazprom e proprio 3 giorni fa c'è stato un incontro a Mosca con Prodi, Scaroni e Putin . Pensavamo che era possibile allontanarsi un po' invece il rapporto si salda. Giorgio Fornoni è tornato sull'argomento e vedremo come funziona, in un sistema di monopolio, il mercato parallelo.

GIORGIO FORNONI FUORI CAMPO
Del progetto "Nabucco"  che attraverso il Mar Caspio avrebbe permesso di importare il gas direttamente a casa nostra  saltando la Russia,  non si parla piu' . Ma perché il governo che sigla gli accordi dell' Eni non spinge per favorire l'importazione diretta.

PIERLUIGI BERSANI - MINISTRO PER LO SVILUPPO ECONOMICO
Il problema di portare diciamo sull'opera le risorse minerarie di cui anche l'Eni è proprietario eccetera passa per dei problemi che sono problemi di attraversamento di aree, di zone. E credo che nella strategia dell'Eni pensare di diciamo condurre delle scelte che come qualcuno chiede bypassino totalmente il rapporto con la Russia diciamo sia un'intenzione poco realistica.

GIORGIO FORNONI FUORI CAMPO
Dunque Gazprom, ovvero la Russia di Putin, controlla gli spostamenti degli idrocarburi verso l'Europa attraverso il dominio delle rotte di trasporto. Alle compagnie straniere restano soltanto gli appalti sugli impianti tecnici di estrazione, ma i rubinetti di gas e petrolio restano saldamente nelle mani russe. Nella partita sta entrando oggi con sempre maggiore forza anche il Kazakhistan che ospita i giacimenti. Nel suo territorio passa anche il gas che proviene da Turkmenistan e Uzbekistan e le tangenti da pagare sui 50 miliardi di metri cubi l'anno che lo attraversano non sono tutte alla luce del sole. Nel surreale lusso di Hastana, la nuova capitale del  Kazakhistan, c'e' il riflesso di questa enorme ricchezza e forse della corruzione che c'e' dietro il mercato ufficiale  un mercato gestito dalla KazRosGaz  società kazaka in joint venture con Gazprom.

ANONIMO
C'è un mercato parallelo: allora, la  KazRosGaz  acquista il gas dalla KPO, il Consorzio guidato dall'Eni per poi venderlo a Gazprom, ma una parte  viene venduto direttamente dai soci che si spartiscono i guadagni. A comprare è la Georgia e l'Ucraina con la quale si sa per certo ci sono state trattative.

GIORGIO FORNONI FUORI CAMPO
L'Ucraina è un crocevia obbligato per il gas: e il monopolio l'ha in mano la Rosucrenergo. Anche questa una società  controllata dalla Gazprom.

OLEKSIY FEDOROV - PORTAVOCE NAFTOGAS
Il gas che passa per il territorio dell'Ucraina rappresenta l'80 per cento di tutto il gas russo esportato verso l'Europa. Arriva dal Turkmenistan, Uzbekistan e Kazakhistan.
Ne deriva che l'Ucraina, come paese di transito, ha un ruolo strategico. La Rosucrenergo, è la sola società Ucraina che  fornisce gas, ed è controllata al 51% da gazprom, che stabilisce anche il prezzo: 130 dollari ogni 1000 metri cubi.

VOLODYMYR L. SAPRYKIN -ESPERTO UCRAINO -DIRETTORE PROGRAMMI ENERGIA
Il business del gas non è trasparente. almeno 10-12 miliardi di metri cubi acquistati dalla Rosucrenergo per il mercato interno, sono rivenduti  ai paesi dell'Europa.

GIORGIO FORNONI FUORI CAMPO
La Rosucrenergo ha  la sede in Svizzera e la Novaya Gazeta sostiene che i proprietari della sono sconosciuti. E si sospetta  che la sua attività non sia del tutto trasparente. Infatti l'Ucraina rivende circa metà del gas destinato all'uso interno ed e' inevitabile il sospetto che si alimenti un mercato parallelo.

VOLODYMYR L. SAPRYKIN -ESPERTO UCRAINO -DIRETTORE PROGRAMMI ENERGIA
Se per esempio Rosucrenergo vende il gas all'Ucraina per 130 dollari, alla Polonia o all'Ungheria lo vende ad un prezzo  che arriva sui  200 dollari.

GIORGIO FORNONI FUORI CAMPO
Cosa significa mercato parallelo? Che fuori dai monopoli e dalle trattative ufficiali, altre società acquistano e vendono gas. Una di queste ha a che fare con Massimo Ciancimino figlio di Vito l' ex sindaco di Palermo condannato per mafia.  

DAL TG3 DEL 10 MARZO 2007
Condannati Massimo Ciancimino a 5 anni e 8 mesi, Gianni Lapis professore di diritto tributario a 5 anni e 4 mesi, stessa pena è stata inflitta Giorgio Ghiron, avvocato con studio a Roma, sede a Napoli, Londra e New York, il figlio di Don Vito e i suoi prestanome avrebbero cercato di riciclare le immense ricchezze dell'ex sindaco di Palermo, reinvestendolo in un colossale progetto per importare in Italia il gas russo di Gazprom bypassando le forniture dell'Eni.

GIORGIO FORNONI FUORI CAMPO
 "Gaza Nostra" titolava la Novaja Gazeta, uno dei pochi giornali russi indipendenti e per il quale scriveva Anna Politkovskaya, alludendo con fin troppo facile gioco di parole al nuovo potere della mafia e al mercato del gas.

 MASSIMO CIANCIMINO
Tutte le operazioni mie nella commercializzazione del gas non sono state oggetto di nessuna imputazione e di nessuna condanna al processo di primo grado.

GIORGIO FORNONI
Ma come ha fatto lei ad entrare nel giro del gas?

MASSIMO CIANCIMINO
Parlare con Gazprom per avere materia prima era inutile. La materia prima disponibile sul mercato per un possibile contratto di gas parallelo potrà avvenire soltanto da Turkmenistan e dal Kazakhistan, percui il primo passo che abbiamo fatto è di avvicinarci alla famiglia del presidente del Kazakhistan Nazarbayev per poter attingere ad un contratto di metano, come li chiamate voi, paralleli.

GIORGIO FORNONI FUORI CAMPO
Ma poi il gas bisogna  trasportarlo in Italia e  c'e da superare l'ostacolo dell' Ucraina.

MASSIMO CIANCIMINO
Percui abbiamo trovato opportuno mettere in mezzo anche una società ucraina. Una volta che avevamo chiuso tutto questo cerchio ovviamente avevamo bisogno di una società italiana che facesse da frontman per poter chiudere questi rapporti e nascondere o non far vedere tutto quello che era anche nostro interesse non far vedere quali erano i nostri approvvigionamenti. Questa società l'avevo individuata nella Fingas, una società del professor Lapis.

GIORGIO FORNONI FUORI CAMPO
Ma a far saltare l'affare e' stata l'inchiesta della magistratura che cercava il tesoro di Don Vito,  che gli inquirenti sospettano fosse il socio occulto delle società  che hanno operato nell'affare del gas. Questo è il contratto di compravendita tra la Fingas di Lapis, uomo di fiducia di Ciancimino con la società Ucraina Revne.
Un documento del  17 settembre 2004 ed è la conferma del rapporto di compravendita per 30 miliardi di metri cubi di gas fornito dalla ditta Ucraina Revne alla Fingas di Ciancimino.  Dovevano  essere  consegnati  a Baumgarten in Austria, ai confini con l'Italia.

MASSIMO CIANCIMINO
Per me Revne è una delle tante scatole che servivano a nascondere i  veri proprietari del contratto a monte del metano. Il tutto sempre sotto il controllo dei kazaki e dei russi.

GIORGIO FORNONI FUORI CAMPO
Questo documento  conferma la possibilità di  consegnare a Baumgarten, in Austria, fino a 12 miliardi di metri cubi di gas all'anno, partendo dal Kazakistan  e che vede come terminale   la   misteriosa società ucraina Revne . E' un'operazione chiamata " swap"  concordata con la Gazprom. E' cosi che il presidente kazako Nazarbayev  ha accumulato le sue ricchezze?

GIORGIO FORNONI
Tutte le ricchezze, Nazarbajev, come se le è fatte secondo lei?

MASSIMO CIANCIMINO
Con la vendita di prodotti energetici.

GIORGIO FORNONI
Come, se non si può portare fuori niente dal Kazakistan?

MASSIMO CIANCIMINO
Con mercati paralleli. Sicuramente il mercato degli swap è l'alternativa, è sicuramente la strada che percorre il Kazakhistan.

GIORGIO FORNONI FUORI CAMPO
Grazie allo swap, cioe'  uno  scambio, il Kazakistan, vende il gas a Gazprom, perché obbligato dalla legge del 2006 in quanto il colosso russo ha il monopolio dei tubi, e poi a un prezzo gia' stabilito  lo ricompra al confine per piazzarlo sul mercato parallelo. 

MASSIMO CIANCIMINO
In questo momento vende il gas a Gazprom a 24 dollari e si fa fare degli swap su Baumgarten ad un prezzo pattuito tra loro e Gazprom e il giochino è fatto, non è difficile.

GIORGIO FORNONI FUORI CAMPO
Un giochino quello del mercato parallelo  che conviene anche a Gazprom.

GIORGIO FORNONI
Questo non era un mercato regolare?

MASSIMO CIANCIMINO
No era sicuramente un mercato parallelo, è una strada parallela che si stava creando Gazprom al di fuori di quelli che erano i contratti istituzionali già in piedi con i grandi enti distributori del gas vedi Eni, vedi Eon.

GIORGIO FORNONI FUORI CAMPO
E  uno dei terminali del mercato parallelo messo in atto da Kazakhistan e Gazprom  e'  come abbiamo visto e' la  misteriosa società ucraina Revne  che  prende il nome dalla cittadina. Questo è il municipio di Revne, un paesino alla periferia di Kiev, in Ucraina. Un luogo poverissimo, lontano da qualsiasi centro economico di potere. Chiedo della società Revne&

IMPIEGATA REVNE
E' lì, oltre la strada. Ci ho lavorato due anni senza prendere lo stipendio. Quella società è una vergogna. Volete parlare con il direttore? Vi do io il numero di telefono".

GIORGIO FORNONI FUORI CAMPO
Mezz'ora dopo, il direttore ci aspetta sulla porta di un vecchio caseggiato di stile sovietico. Saliamo al secondo piano, tutto è in abbandono. Entriamo nel malandato ufficio del direttore, che da un cassetto tira fuori dei documenti. Anche una corrispondenza che l'avvocato Ghiron, amministratore del patrimonio di Ciancimino manda a Sisovich, amministratore della Revne. E' una lettera tra la Revne e la Naftogas, la società ucraina che trasporta il gas.

 OLEKSIY FEDOROV - PORTAVOCE NAFTOGAS
Questa compagnia non è mai esistita nella storia della Naftogas Ucraina.

 AL TELEFONO L'AMMINISTRATORE DELLA RENVE SISOVICH
La ditta ha chiuso ormai un anno e mezzo fa, inoltre ora sono in Germania per cui non possiamo vederci.

GIORGIO FORNONI
E' in Germania ora?

AL TELEFONO L'AMMINISTRATORE DELLA RENVE SISOVICH
Si sono lontano. Inoltre non posso dare nessuna informazione, i nostri proprietari me lo hanno proibito. Ora la ditta ha chiuso, non esiste più nulla.

GIORGIO FORNONI
Ma chi sono questi proprietari?

AL TELEFONO L'AMMINISTRATORE DELLA RENVE SISOVICH
Degli stranieri, io ero il direttore di questa ditta. Non posso dirle nulla, perché ci sono stati dei problemi: sui giornali hanno scritto delle sciocchezze, per cui siamo stati costretti a chiudere.

GIORGIO FORNONI
Che giornali sono?

AL TELEFONO L'AMMINISTRATORE DELLA RENVE SISOVICH
Il Sole 24 Ore e la Nova Gazeta. Non ho diritto di dire di più. 

GIORGIO FORNONI
Ma perché lei non comprava e rivendeva gas in maniera regolare? Che bisogno aveva di comprare questo gas parallelo?

MASSIMO CIANCIMINO
Perché gas regolare in Italia ed Europa non c'è n'é. Il mercato è completamente saturo. Oggi lei mi insegna che il problema non è venderlo il gas, il vero problema di tutti i trader che si occupano di energia è di trovarlo il gas.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Si trova solo su concessione di chi possiede i pozzi, e i tubi. La liberalizzazione di fatto non c'è mai stata e cosa succede dall'estrazione al paese compratore lo sanno solo quei due o tre. Tutto quello che noi sappiamo è che in Kazakhistan il gas estratto per esempio dall'Eni prima di arrivare in Europa passa dai 14 dollari ogni 1000 metri cubi a 280 euro.

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