Rai 3
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Puntata del 14/04/2002

AMIANTO SUL MARE

in onda il 14.04.02

di - Ambiente

AMIANTO SUL MARE

Autori: Giovanna Boursier
Stagioni: 2002
Argomenti: Ambiente

AUTRICE
Monfalcone è in Friuli, in provincia di Gorizia. Nei cantieri navali più grandi d'Italia si costruiscono le navi.

Intervistato Guido Tonzar - ex-operaio Fincantieri
Andavamo a bordo, andavamo in officina, andavamo dappertutto. Avevamo teli di amianto, avevamo guarnizioni di amianto, avevamo amianto dappertutto, avevamo. Anche per l'ambiente si camminava senza mascherine, senza niente, perchè non si sapeva che faceva male, questa polvere. Perchè tutti quanti si lavorava senza nessuna difesa, senza nessuna precauzione. Niente, non si aveva niente!
I miei colleghi sono anche morti per l'asbestosi. Tutti quelli che lavoravano a bordo con me sono andati in prepensionamento per l'amianto. E io mi trovo con l'asbestosi. Mi trovo ammalato, non riconosciuto e con la malattia.

AUTRICE
Guido Tonzar è morto di cancro quattro mesi dopo questa intervista. Aveva 54 anni. E' morto per aver lavorato con l'amianto.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
L'amianto è stato l'isolante per eccellenza, usato nelle abitazioni, nei noti tetti in eternit, nelle carrozze dei treni, nella costruzioni di sommergibili e delle piu' recenti navi militari. Dagli anni 70 si sapeva che faceva male, ma la legge che ne vieta l'uso è del 1992. Quindi fino al '92 c'erano solamente le norme per la sicurezza sul lavoro, e se almeno quelle fossero state applicate forse oggi ci sarebbero meno persone ammalate. Chi sta pagando in Italia il prezzo più alto è proprio Monfalcone, dove ci sono i cantieri navali, e dove si chiede l'apertura di un processo per accertare le responsabilità. Giovanna Boursier.

AUTRICE
Amianto, dal greco "amiantos", significa "incorrutibile". E' un minerale. Viene estratto in miniera e, per successive frantumazioni, si ottiene la fibra purificata. Incombustibile, flessibile, molto resistente, ha trovato applicazioni in ben 3000 lavorazioni industriali, soprattutto come isolante termico.
Ma cosa succede se respiriamo della polvere di amianto?


CLAUDIO BIANCHI - responsabile dell'Istituto di Anatomia patologica di Monfalcone
Se si respira dell'amianto, l'amianto è fatto di aghi finissimi, microscopici, che penetrano attraverso le vie respiratorie e si depositano nel polmone.

D - E quindi cosa succede?

CLAUDIO BIANCHI - responsabile dell'Istituto di Anatomia patologica di Monfalcone
La patologia più classica, quella che si conosce da più tempo, è l'asbestosi.

D - Oltre all'asbestosi?

CLAUDIO BIANCHI - responsabile dell'Istituto di Anatomia patologica di Monfalcone
Oltre all'asbestosi ci sono i tumori. Questi sono stati riconosciuti molto pi· tardi dell'asbestosi come degli effetti dell'amianto. Il tumore più tipico, dovuto all'amianto, è il mesotelioma maligno della pleura.
Questa fotografia mostra delle placche - si chiamano placche pleuriche -, delle macchie bianche, e queste placche sono preziose perchè sono la testimonianza che una persona ha respirato amianto.

D - Cioè non ci possono essere quelle cose se uno non ha respirato amianto?

Dottor Claudio Bianchi responsabile dell'Istituto di Anatomia patologica di Monfalcone
No, no.

AUTRICE
Gli ultimi dati sulla mortalita per mesotelioma pleurico in Italia individuano quattro regioni al di sopra della media nazionale: Piemonte, Liguria, Lombardia e Friuli Venezia Giulia.

PIETRO COMBA - Istituto Superiore di Sanità
Nella cantieristica navale di Monfalcone le modalità di esposizione all'amianto nelle attività di costruzione, riparazione e demolizione delle navi sono state tali da portare a un'esposizione molto importante di un gran numero di lavoratori e dei loro familiari.

D - Ma quanti sono i morti a Monfalcone?


CLAUDIO BIANCHI - responsabile dell'Istituto di Anatomia patologica di Monfalcone
La zona di Monfalcone è un'area di circa sessantamila abitanti e quindi noi dovremmo aspettarci, se non ci fosse l'amianto di mezzo - visto che questo è un tumore molto raro nella popolazione generale se non c'è l'amianto - dovremmo aspettarci un caso ogni 17 anni, e invece ne vediamo circa uno al mese. Questa è la proporzione. Finora ne abbiamo visti più di 200, dal 1980 a oggi. Quest'anno ne abbiamo visti - alcuni casi non sono ancora ben definiti - circa una ventina. Quindi abbiamo avuto un ulteriore aumento. Ed è presumibile che questo aumento che abbiamo avuto quest'anno sia riferibile a una forte attività del cantiere navale nei primi anni '60.

D - Perchè? Ci si ammala dopo molti anni?

CLAUDIO BIANCHI - responsabile dell'Istituto di Anatomia patologica di Monfalcone
I periodi di latenza di questo tumore in media sono di 50 anni

D - E chi non ha lavorato in cantiere?

CLAUDIO BIANCHI - responsabile dell'Istituto di Anatomia patologica di Monfalcone
Si sono verificati molti casi di donne che hanno lavato i vestiti del marito, del fratello o del padre e che hanno poi sviluppato questo tumore.
In questa zona non esiste una famiglia, praticamente, che non sia stata in qualche modo colpita. Non solo, ma possiamo dire di più, che ci sono state molte famiglie, noi ne abbiamo registrate più di trenta tra Trieste e Monfalcone, che hanno avuto più casi dello stesso tumore nella stessa famiglia.

D - Ma da quando si sapeva che l'amianto faceva male?

ALESSANDRO MORENA - Associazione Esposti Amianto di Monfalcone
Data fondamentale è sicuramente gli anni '40 come prima indicazione del nesso causale tra inalazione di fibre di amianto e sviluppo di questa neoplasia particolare che è il mesotelioma della pleura, e anni '60, anni in cui viene definitivamente accertata, e comunque certificata, dalla comunità scientifica internazionale la cancerogeneità di questo materiale.

AUTRICE
Ma è solo dal 1992 che usare amianto è proibito in Italia. La legge ne vieta "l'estrazione, l'importazione, l'esportazione, la commercializzazione e la produzione". Ma prima di allora l'amianto non era vietato

ALESSANDRO MORENA - Associazione Esposti Amianto di Monfalcone
I datori di lavoro si difendono dicendo che loro non erano a conoscenza degli effetti dannosi di questo materiale. In realtà sono riuscito a recuperare dei documenti, relativi alla Fincantieri di Monfalcone, del '75 in cui, al punto primo, viene indicato l'Istituto di Medicina del Lavoro di Trieste per un'indagine relativa alle polveri di amianto. Nel 1977 viene raggiunto un accordo tra azienda e sindacato che prevede, per l'amianto spruzzato, che è quello più pericoloso, l'immediata eliminazione e sostituzione con lana di roccia. Accordo che, evidentemente, non è stato rispettato.

AUTRICE
L'amianto entrava ancora in cantiere nel 1985. Ubaldo Spanghero, ex delegato sindacale, ci fa vedere una bolla di consegna di quell'anno che documenta il trasporto di 600 chili di amianto, tredici sacchi di fibretta. Spanghero ci mostra anche altri documenti testimoniano come il consiglio di fabbrica continuasse a chiederne l'abolizione.

UBALDO SPANGHERO - ex delegato sindacale
Questa è dell'aprile del 1978: Le R.S.A. fanno notare che attualmente i pannelli isolanti usati a bordo delle costruzioni sono fatti di amianto o di materiali contenenti amianto.

D - Voi sapevate che l'amianto era così nocivo?

UBALDO SPANGHERO - ex delegato sindacale
No, no. Noi abbiamo cominciato a sapere e allora abbiamo detto se questo materiale fa male dobbiamo cercare di eliminarlo, praticamente.

D - E quando avete detto questo?

UBALDO SPANGHERO - ex delegato sindacale
Noi già dal '75, '76, '77, in quegli anni là. Al nostro livello abbiamo fatto di tutto per fare eliminare questo amianto. Ogni anno, ogni volta che si facevano queste riunioni, ci dicevano: sì, guarderemo di sostituirlo, faremo in modo che venga sostituito. Informiamo i tecnici, informiamo tutti quelli che dovevano impegnarsi su questa cosa. Però le cose sono andate avanti per anni, troppi anni.

AUTRICE
Dal 1956 la legge obbliga i "datori di lavoro a fornire ai lavoratori necessari mezzi di protezione. Dal 1965 fa anche esplicito riferimento all'amianto come causa di asbestosi e impone di far sottoporre i lavoratori a visite periodiche.
Ma i controlli, in fabbrica, si facevano?

D - Lei era responsabile della Medicina del Lavoro?

DOTTOR ROBERTO RIAVEZ - ex responsabile della Medicina del Lavoro di Monfalcone
Di Monfalcone, sì.

D - Quando?

DOTTOR ROBERTO RIAVEZ - ex responsabile della Medicina del Lavoro di Monfalcone
Fino al 1987. L'esposizione più grossa era alla Fincantieri, allora Italcantieri. E però lì noi non abbiamo potuto fare un granchè.

D - Perchè

DOTTOR ROBERTO RIAVEZ - ex responsabile della Medicina del Lavoro di Monfalcone
Perchè quella volta i servizi di Medicina del Lavoro non avevano, come dire, una veste ispettiva fiscale. Non potevamo entrare in uno stabilimento se l'azienda diceva che non potevamo entrare. Non eravamo l'ispettorato del lavoro, per intenderci.

D - E l'azienda non vi faceva entrare?

DOTTOR ROBERTO RIAVEZ - ex responsabile della Medicina del Lavoro di Monfalcone
No. C'erano rapporti piuttosto problematici.

D - quando è arrivata lei si facevano controlli dentro la Fincantieri?

TINA ZANIN - responsabile unità di Medicina del Lavoro della provincia di Gorizia
Si facevano controlli dentro la Fincantieri. I miei colleghi andavano.
Se volete, aldilà dell'intervista, vi dico che c'erano grossi problemi.

D - Cioè? Non si poteva andare a vedere?

TINA ZANIN - responsabile unità di Medicina del Lavoro della provincia di Gorizia
Lasciavano entrare con difficoltà.

D - Anche se voi avreste avuto il diritto di entrare?

TINA ZANIN - responsabile unità di Medicina del Lavoro della provincia di Gorizia
Avremmo avuto il diritto di entrare.

D - Ma che dati avete sulla mortalità?

TINA ZANIN - responsabile unità di Medicina del Lavoro della provincia di Gorizia
Noi abbiamo tutti i dati adesso. Dal 1994 noi facciamo tutta la parte epidemiologica della mortalità e morbilità per tumori polmonari e per mesoteliomi.

D - Quindi una trentina di casi nel 2001?

TINA ZANIN - responsabile unità di Medicina del Lavoro della provincia di Gorizia
Tra l'uno e l'altro sì.

D - Tutte persone che lavoravano in Fincantieri?

TINA ZANIN - responsabile unità di Medicina del Lavoro della provincia di Gorizia
Gran parte sì. Creda era la Fincantieri

D - Lei sa dirmi quanti casi voi, come Medicina del lavoro, avete segnalato alla magistratura?

TINA ZANIN - responsabile unità di Medicina del Lavoro della provincia di Gorizia
Sul centinaio all'anno. In questi ultimi anni circa cento denunce le facciamo direttamente.

AUTRICE
Rita Nardi è una delle tante vedove di Monfalcone. Ha perso il marito nel '94.

RITA NARDI - responsabile delle vedove dell'Associazione Esposti Amianto di Monfalcone
Loro non sapevano niente! Mio marito mi diceva sempre che loro non sapevano niente. Nell'ora di pausa, quando andavano in mensa, addirittura loro giocavano, si tiravano palle di amianto. Non sapevano niente.
E io ho sempre detto a tutti, quando non ci sarà più io non starò zitta, qualcosa devo fare.

AUTRICE
Le vedove di Monfalcone si sono riunite in un'associazione. Alcune di loro, più di un anno fa, hanno sporto denuncia contro Fincantieri, accusando l'azienda di omicidio colposo plurimo, omissione di misure di sicurezza ed epidemia colposa. Adesso sperano e chiedono che si apra un processo.
Il Consiglio comunale ha deliberato di costituirsi parte civile in caso di procedimento. La procura di Gorizia sta indagando. L'avvocato Gastone Dall'Asen è uno dei difensori delle vedove.

GASTONE DALL'ASEN - Avvocato dell'Associazione Esposti Amianto di Monfalcone
Data la quantità delle morti si è presentato un esposto nel quale si chiedeva che si procedesse per il reato di omicidio colposo plurimo ed evidenziando anche la possibilità di considerare il più grave reato di strage.

D - ma fino al '92 l'amianto non era vietato e quindi si poteva anche non sapere?

GASTONE DALL'ASEN - Avvocato dell'Associazione Esposti Amianto di Monfalcone
Nessuno può dire di non sapere. Ma non è necessario sapere o non sapere. La conoscenza effettiva non è il dato che discrimina la condotta colposa o meno di un datore di lavoro. E qui stiamo parlando di un datore di lavoro che non è un datore di lavoro qualsiasi. Qui stiamo parlando di una grandissima industria pubblica.

D - Quindi esistono degli indiziati?

RICCARDO CATTARINI - Avvocato difesa dirigenti Fincantieri
Esistono degli indiziati. Questo è un dato pubblico.

D - E ci sono responsabilità?

RICCARDO CATTARINI - Avvocato difesa dirigenti Fincantieri
L'amianto non è stato usato se non all'interno dei limiti di legge. E mi chiedo: ci può essere una responsabilità per un utilizzo di una certa sostanza all'interno dei limiti di legge e seguendo tutte le prescrizioni che la legge dà per l'utilizzo? Recentemente il tribunale di Venezia ha detto di no.

D - Ma fino a quando hanno usato l'amianto?

RICCARDO CATTARINI - Avvocato difesa dirigenti Fincantieri
Io so perfettamente che la Fincantieri ha abolito l'amianto da qualsiasi tipo di lavorazione prima che la legge lo vietasse.

D - Ma se sapevano che faceva male perchè hanno continuato a usare quella roba?

RICCARDO CATTARINI - Avvocato difesa dirigenti Fincantieri
La legge segue l'evoluzione tecnica, non l'anticipa mai. Ed è tradizionale, nel nostro sistema legislativo, che delle sostanze delle quali si conosce la nocivita vengano limitate ma non vengano abolite.

D - Si usavano protezioni?

RICCARDO CATTARINI - Avvocato difesa dirigenti Fincantieri
So per certo che tutto questo materiale veniva messo a disposizione dei lavoratori e ci sono le ricevute.

AUTRICE
Archivi e ricevute non possiamo vederli. Fincantieri non vuole parlare. Rifiuta qualsiasi intervista. E anche i tentativi telefonici non sono sono andati a buon fine.

D - Volevo chiederle se sarebbe possibile fare un'intervista con lei?

Intervistato al telefono: cerchi di trovare qualche altro, ci sono tante persone.

Autrice al telefono: Io volevo anche la voce dello stabilimento, di allora, di come lavoravate?

Intervistato al telefono: io sono arrivato nel momento in cui era già successo tutto, se le interessa questo.

D - Ma perchè lei quando è arrivato?

Intervistato al telefono: Io sono arrivato all'inizio degli anni '70.

Autrice al telefono: E negli anni '70 non si usava più l'amianto?

Intervistato al telefono: Lo veda all'esterno con quelli che c'erano prima di me, ok?

Autrice al telefono:
Io volevo solo che lei sapesse che in qualche modo io devo dar conto ai telespettatori di quello che io e lei ci siamo detti.


Intervistato al telefono: Io spero che lei non abbia registrato perchè se no veramente andrò in polizia!

AUTRICE
E' dunque impossibile avere risposte alle nostre domande. Anche a quelle sull'oggi. La legge, adesso, impone bonifiche totali e verifiche biennali. E l'amianto è stato sostituito dalla lana di roccia. Ma cosa si sa sulla lana di roccia?

TINA ZANIN - responsabile unità di Medicina del Lavoro della provincia di Gorizia
Noi diamo le indicazioni come se fosse amianto. Noi diamo le stesse indicazioni operative.

D - Cioè noi siamo abbastanza sicuri che tra 30 o 40 anni non ci troveremo con la stessa situazione?

TINA ZANIN - responsabile unità di Medicina del Lavoro della provincia di Gorizia
E come facciamo a essere sicuri? Adesso utilizzano di più i mezzi di protezione. Tra l'altro la lana di roccia, lana di vetro, sono fibre che irritano per cui è più facile che i lavoratori mettano i mezzi di protezione.

D - Ma i controlli adesso si fanno?

TINA ZANIN - responsabile unità di Medicina del Lavoro della provincia di Gorizia
Posso dire che ancora ci sono problemi con la Fincantieri. A entrare.

D - Voi avete diritto di entrare?

TINA ZANIN - responsabile unità di Medicina del Lavoro della provincia di Gorizia
Noi abbiamo diritto. Però non ci rendono le cose molto semplici. L'anno scorso sono venuti qua dalla Fincantieri a dire che devono entrare solo gli ufficiali di polizia giudiziaria quando in realtà i pubblici ufficiali devono entrare. E' che di noi adesso hanno abbastanza paura per cui o scappano, perchè abbiamo visto dei fuggi-fuggi nelle navi incredibili: arrivano quelli dell'azienda sanitaria! E tutti scompaiono.

AUTRICE
Monfalcone potrebbe quindi essere un simbolo. Il simbolo di una storia che non riguarda solo questo luogo. L'amianto è stato usato nei cantieri navali ma anche in molte altre lavorazioni industriali, in primo luogo quelle ferroviarie, edili e siderurgiche.
L'amianto, insomma, è stato usato tanto e ovunque nel nostro paese. L'elenco degli esposti alla magistratura, dei processi chiusi e aperti sarebbe lungo.
Noto il caso Eternit di Casale Monferrato: centinaia i morti, condannati presidente, amministratore delegato e direttori.
Sia di Grugliasco: 32 vittime, 6 amministratori condannati in cassazione.
OGR di Bologna: 60 morti, processo ancora aperto contro due ex-dirigenti.
Ferrovie dello Stato: sotto inchiesta alcuni ex-dirigenti per non aver bonificato l'amianto nelle carrozze ferroviarie.
Casaralta di Bologna: denunciati 25 casi di mesotelioma e altrettanti di tumore polmonare, imputati il proprietario e un dirigente.
Breda Ferroviaria di Pistoia: accertate dalla magistratura 17 morti per mesotelioma, 6 ex-dirigenti rinviati a giudizio, il processo riprende in aprile.
Avis di Castellamare di Stabia: la magistratura indaga su decine di quintali di amianto occultati sotto la fabbrica, 10 dirigenti indagati per inquinamento e omicidio colposo plurimo.
A Taranto è sotto accusa l'Ilva, ma non solo: una perizia ha stabilito che sul territorio ci sono stati 105 casi di mesotelioma.
Fibronit di Bari: il numero dei morti è incerto, alcune fonti parlano di 145 decessi, rinviati a giudizio l'ex amministratore delegato e l'ex presidente.
Fincantieri di Palermo: 32 operai morti, 5 dirigenti indagati per omicidio colposo.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
E questo è il passato. A quell'epoca forse non c'erano alternative all'amianto, e come in tante altre situazioni le conseguenze si pagano oggi.
E' il prezzo per aver migliorato le condizioni di vita. E' un prezzo sempre sopportabile quando a pagarlo sono gli altri. Se queste vicende pero' devono insegnare qualcosa, è certamente la cautela, poichè è la cautela di oggi a preparare un futuro più sicuro.

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