Rai 3
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Puntata del 30/03/2003

MANGIA LA FOGLIA

in onda il 30.03.03

di - Salute

MANGIA LA FOGLIA

Autori: Stefania Rimini
Stagioni: 2003
Argomenti: Salute

SANDRO VIGNOCCHI
Per ogni tazza un cucchiaio, poi la copri e per 10 minuti lo lasci in infusione. Eccoci.

D - E' una tisana rilassante?

SANDRO VIGNOCCHI
Sì.

AUTRICE
L'arancio amaro, Citrus Aurantium, contiene sinefrina . Secondo il Ministero della salute, 30 mg sono la dose massima giornaliera . E in questa tisana quanto ce n'è ?
Cerchiamo sull'etichetta, ma non c'è scritto. E non c'è scritto neanche che prima di prendere l'arancio amaro, gli ipertesi dovrebbero chiedere al medico, mentre è proprio sconsigliato per le donne incinte, in allattamento e per i bambini.
Non sarà che tutte queste cose uno preferisce saperle prima?

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Non so voi, ma io si. Bisogna però dire che per l'arancio amaro, se siamo fortunati le informazioni le troviamo perché da 6 mesi è diventato obbligatorio scrivere le avvertenze. Sta di fatto che è diffusa l'idea che in erboristeria trovi solo cose naturali che se non ti fanno bene male non fanno, il punto però non sono tanto le erbe sfuse, ma i prodotti preconfezionati, gli integratori, dove spesso ci finiscono erbe medicinali che come tali possono avere controindicazioni. Ma sono venduti senza foglietto illustrativo e anche nei supermercati dove nessuno ti spiega come usarli.
Perché? Stefania Rimini

AUTRICE
La legge sull'erboristeria è ancora quella del 1931. Negli anni trenta le erbe le vendeva il farmacista, che ne spiegava l'uso al cliente. Poi però il boom dell'industria farmaceutica ha comportato che i farmacisti lasciassero perdere le erbe per concentrarsi sul farmaco chimico, e così negli anni si sono diffuse le erboristerie. E anche se oggi gli erboristi sono sempre più spesso dei laureati, chiunque può mettersi a vendere le erbe. Tant'è vero che le trovi preconfezionate anche al supermercato.

AUTRICE
C'è un'erba per ogni cosa. Erbe per la menopausa.

FULVIA GALGANI, paziente
Gli estratti di soia per i disturbi&è andata molto bene e sono diminuite le vampe.

AUTRICE
Erbe per la gastrite.

ANNA ARRIGONI, paziente
Ho preso delle tisane di camomilla e delle compresse di aloe. E' passata completamente.

AUTRICE
Le erbe piacciono più dei farmaci, perchè sono naturali. C'è la convinzione radicata che se una cosa è naturale, non fa male. Bhe, attenzione, perchè a volte la natura può fare brutti scherzi. Prendiamo l'oleandro.

PAOLA MORO, Centro antiveleni ospedale Niguarda
L'oleandro rallenta il battito del cuore fino a fermarlo, per cui ci sono pazienti che possono morire. Ad esempio è capitato che alcune persone lo consigliassero per far dormire i bambini!

AUTRICE
Quindi un decotto di oleandro ti fa dormire sì, ma per sempre.

AUTRICE
Mettiamo che a una donna incinta serva un lassativo, va in erboristeria e compra un po' di senna per farsi un infuso, pensando che siccome è naturale non può dare problemi.

FLAVIANA BETTI, farmacista
Perché appunto essendo un lassativo irritativo, causa spasmi e quindi può comportare anche un inizio di contrazioni.

AUTRICE
Questi qui sono i semi del rìcino. Se ne estrae l'olio di ricino, ma se uno di questi semi, così com'è, va in bocca a un bambino lo spedisce all'altro mondo. Perchè contengono la ricina, quella che i terroristi volevano mettere nella metropolitana di Londra.
Ma si può morire anche con il prezzemolo.

PAOLA MORO, Centro antiveleni ospedale Niguarda
Ci sono delle donne che muoiono perché usano dei decotti di prezzemolo per abortire.

AUTRICE
E sì che oleandro e prezzemolo sono sostanze naturali, però possono avere effetti collaterali, esattamente come un altro vegetale che tutti abbiamo cominciato a mangiare fin da bambini.

FILIPPO CENOBI
Durante la giornata mangiavo una decina di questi bastoncini e una sera ho avuto una crisi tremenda, lì per lì per avere un infarto. Non sapevo bene cosa potesse essere, sicché mi sono sdraiato in terra, ho chiamato un'ambulanza e ho detto io muoio.

AUTRICE
Fatte le analisi, la diagnosi è stata: rabdomiolisi , ossia danni muscolari.

FILIPPO CENOBI
Il dottore mi ha fatto la domanda: hai mangiato per caso liquerizia?
Mi è venuto in mente che proprio in quel periodo lì mi sono mangiato quasi tutta la scatola, nell'arco di una ventina di giorni.

AUTRICE
Gli abusi si pagano, però il naturale può dare effetti collaterali anche senza esagerare.

KATIA BONCIUCCI, paziente
I miei figli avevano la tosse e il raffreddore, tutti e due. Sono andata in erboristeria e ho chiesto se mi davano delle cose per fare un aerosol per sciogliere un pochino il raffreddore, diciamo per calmare un po' la tosse, perché era una cosa lieve. Mi hanno dato delle cose a base di propoli. Si era sciolto tutto, la tosse, il raffreddore, tutto, solo che purtroppo erano venuti questi attacchi di asma.

D - Da propoli?

KATIA BONCIUCCI, paziente
Sì da propoli, perché dopo non l'abbiamo usato più e non l'ha avuto più

AUTRICE
Uno è allergico alla propoli, lo sa e non la prende più. Facile, ma non è sempre così facile. Se ne è accorta una signora che ha cominciato ad avere dei problemi dopo aver preso uno sciroppo di erbe depurative per il fegato.

MARIELLA MENCHI, paziente
Un gran prurito alla pelle e addirittura avevo la pelle che un pochino andava a sollevarsi.

D - Un'orticaria?

MARIELLA MENCHI, paziente
Sì, ecco.

D - Però sopra non c'era scritto?

MARIELLA MENCHI, paziente
No. Sopra non c'erano delle indicazioni per cui io potevo pensare ad un fatto del genere.

AUTRICE
Vediamo che cosa c'è dentro lo sciroppo preso dalla signora.

ROBERTO BARBAGLI, medico fitoterapeuta
CARCIOFO 9%, TARASSACO 5%.

AUTRICE
Quindi è un comune sciroppo depurante a base di tarassaco e carciofo.

ROBERTO BARBAGLI, medico fitoterapeuta
Ma come si sa il tarassaco e il carciofo, entrambi, sono sostanze che contengono lattoni sesquiterpenici che possono dare in soggetti predisposti reazioni allergiche.

AUTRICE
A questa signora non basta stare alla larga dal tarassaco e dal carciofo, perchè la sostanza che ha dato allergia è presente anche in parecchie altre piante. Il problema è: come si fa a saperlo se non è scritto in etichetta?

ROBERTO BARBAGLI, medico fitoterapeuta
Ormai il suo organismo è ipersensibilizzato all'uso di queste sostanze e quindi all'assunzione di una nuova sostanza scatterebbe un meccanismo allergico più importante.

AUTRICE
Ma perché l'etichetta non segnala la possibilità di allergie? Semplice: perchè non è richiesto dalla legge. Quella che regola l'erboristeria, infatti, è una vecchia legge del 1931, che non obbliga le aziende a fare determinate analisi sul contenuto dei loro prodotti. Ma il fatto è che il contenuto di una pianta può variare notevolmente.

STEFANO MORINI, chimico, Ospedale S. Giuseppe Empoli
Sono tutte e due all'essenziale di timo e in uno il componente principale è il timolo, nell'altro il linalolo.


AUTRICE
L'indagine che bisogna fare per sapere cosa c'è dentro un olio essenziale si chiama "gascromatografia" e non costa poco.

STEFANO MORINI, chimico, Ospedale S. Giuseppe Empoli
L'indagine è un po' dispendiosa, questo è sostanzialmente il motivo per cui non viene troppo spesso eseguita.

AUTRICE
Magari le aziende che non fanno le analisi risparmiano, ma chi paga siamo noi.

STEFANO MORINI, chimico, Ospedale S.Giuseppe Empoli
Se non sappiamo praticamente qual è il costituente principale presente nel preparato che compriamo, usiamo una cosa al posto di un'altra con esiti che possono essere i più svariati, ma non positivi.

AUTRICE
Ma esattamente che cosa deve andare a cercare il consumatore sull'etichetta di un prodotto erboristico?

MASSIMO MERCATI, direttore commerciale Aboca
Il primo punto è quello di andare a vedere il principio attivo, cioè la sostanza che è effettivamente efficace per realizzare l'azione che si vuol conseguire e il principio attivo viene espresso con un titolo.

AUTRICE
Se non c'è scritta la titolazione, posso comprare un prodotto che magari non serve a niente, ma io non lo so.
Dato che la maggior parte delle aziende non scrive un bel niente sui propri prodotti, si è mosso il Ministero della Salute, che da qualche mese ha cominciato a cercare di capire che cosa c'è dentro agli integratori a base di erbe. L'autorità sanitaria ha chiesto che tutte le etichette le vengano notificate.
Comunque in certi casi continuerà a non essere necessaria un'autorizzazione preventiva. E' il caso delle tisane di erbe tradizionali, come questa, fatta da alcune monache benedettine.

FABIO FIRENZUOLI, Azienda Ausl 11 Empoli
Sì, sì, sì&salutare, non ha controindicazioni&fa bene a tutto, guarda lì&

D - Che cosa c'era dentro?

FABIO FIRENZUOLI, Azienda Ausl 11 Empoli
C'era il camedrio fra le altre cose&guarda c'è scritto qua&Bhè, il camedrio è una pianta tossica per il fegato.

D - E le monache lo mettevano nella tisana?

FABIO FIRENZUOLI, Azienda Ausl 11 Empoli
Sì.

AUTRICE
Quando hanno saputo che il camedrio è tossico, le monache lo hanno tolto e ora fanno la "nuova tisana alle erbe salutari". Ma, e quelli che se la sono bevuta nella vecchia ricetta? Questa pianta era stata dichiarata veleno dal Ministero della Salute nel '96 e quindi andrebbe tenuta sotto chiave e venduta con la ricetta. E invece, eccola qui sugli scaffali di un'erboristeria.

ERBORISTA
Noi tradizionalmente lo utilizziamo soprattutto per, come posso dire, per favorire la circolazione, mettiamola così, però non lo so bene che proprietà abbia. E' una pianta che viene utilizzata tra l'altro pochissimo.

AUTRICE
E per fortuna che viene utilizzata pochissimo: è velenosa.

ERBORISTA
Due anni fa, era stato sospeso, diciamo, più che ritirato, sospeso,
poi è stato riammesso.

D - E perché?

ERBORISTA
Ah, non lo so, bisognerebbe chiederlo al Ministero della Sanità.

AUTRICE
E chiediamolo al Ministero: il Camedrio si può vendere oppure no? La risposta è: no, solo in farmacia. L'erborista quindi non era bene informato.

LINA TRAGNI, Associazione erboristi Unerbe
Allora, noi abbiamo chiesto che venga allegato al nuovo testo di legge, la tabella delle piante che non possono essere vendute in erboristeria perché tossico-velenose e poi abbiamo allegato anche una tabella dei prodotti erboristici, di quelli che noi intendiamo vengano definiti e identificati come prodotti erboristici, da vendere in erboristeria e in farmacia, comunque con la presenza di un erborista, certo.


AUTRICE
Secondo la futura legge, il prodotto erboristico potrà essere preparato, venduto e spiegato solo da un erborista laureato oppure da un farmacista.
Mentre fino a oggi, in Italia, chiunque poteva vendere prodotti erboristici, anche uno che fino al giorno prima faceva il ferramenta.

LINA TRAGNI, Associazione erboristi Unerbe
Non la può chiamare erboristeria, ma può aprire un esercizio commerciale nel quale esita prodotti erboristici

AUTRICE
Ma è sufficiente imporre all'erborista di essere un laureato, per informare correttamente il consumatore?
Dalla nuova legge infatti restano esclusi gli integratori alimentari erboristici, che si potranno continuare a vendere dappertutto. Ce n'è per mandar via la pancia o per ritrovare la memoria, per diventare magri come una modella.


NIKOLINA KADREVA, erborista
Sì. La gente li chiede molto, utilizzano prodotti assolutamente ed esclusivamente naturali.

AUTRICE
Saranno tutti naturali, ma abbiamo visto che questo non è una garanzia di sicurezza. Ci sono fra gli altri anche integratori che miscelano un gran numero di erbe.

LAMBERTO MONTI, Società italiana di Fitoterapia
Prendo&per esempio ...ci sono degli integratori alimentari, in cui ci sono dieci, quindici ingredienti diversi, chi lo sa cosa succede lì dentro.

AUTRICE
Da noi non si richiedono dati sugli integratori salutistici ,come si richiederebbero per i farmaci. I prodotti a base di erbe non devono curarti, devono solo darti un po' di beneficio. Quindi non sono obbligatorie analisi e prove sperimentali di tossicità e di efficacia pari a quelle dei farmaci.
Prendiamo ad esempio questo qui.

FABIO FIRENZUOLI, Azienda Ausl 11 Empoli
Ecco fra le altre contiene una pianta che è la consolida maggiore, che contiene, ormai sappiamo da oltre vent'anni contenere degli alcaloidi pirrolizidinici, si chiamano, epatotossici.

D - Cioè che vuol dire?

FABIO FIRENZUOLI, Azienda Ausl 11 Empoli
Cioè tossici per il fegato e addirittura cancerogeni.

AUTRICE
Ma è possibile che vendano un prodotto con un ingrediente cancerogeno ? Chiediamolo all'azienda: come mai nel vostro prodotto c'è dentro la consolida?

AL TELEFONO UN SOCIO DELLA ECOL S.A.S

"La consolida, sì&la consolida era presente, la consolida maggiore."

Autrice:
"Quindi adesso?"

SOCIO DELLA ECOL S.A.S "Non c'è più la consolida maggiore, sì perché con la nuova letteratura la consolida maggiore è risultata essere cancerogena quindi non viene più utilizzata."

Autrice:
"Quindi l'avete tolta?"

SOCIO DELLA ECOL S.A.S
"Sì."

Autrice:
"Ecco&da quando?"

SOCIO DELLA ECOL S.A.S
"Ma guardi&credo che l'abbiamo tolta un anno e mezzo fa."

AUTRICE
Insomma, appena l'azienda ha saputo che quell'erba è cancerogena, non ce la mette più. Ma questo prodotto si vende da 14 anni e la gente che lo ha comprato si è mangiata anche l'erba nociva. Oggi a quanto pare le vecchie confezioni non sono state ritirate dal mercato, e quindi questo vuol dire che i rivenditori devono esaurire le scorte? Secondo il Ministero della Salute quella pianta non avrebbe mai dovuto essere venduta in un alimento, fatto che dovrebbe essere largamente noto agli operatori del settore.
Intanto, le reazioni avverse nei prodotti a base di erbe finora segnalate all'Istituto superiore di sanità sono una quarantina.
E infatti c'è preoccupazione per esempio al centro antiveleni del Niguarda di Milano, perché secondo loro, in caso di intossicazione con un prodotto a base di erbe, resta comunque difficile intervenire

PAOLA MORO, Centro antiveleni ospedale Niguarda
Con questi prodotti siamo ancora più con le mani legate perché questi studi pre-clinici non vengono fatti.

D - Per cui per voi diventa molto difficile capire da che cosa esattamente dipende l'intossicazione che c'è stata.

PAOLA MORO, Centro antiveleni ospedale Niguarda
Esatto.

PAOLA MORO, Centro antiveleni ospedale Niguarda
Ad esempio abbiamo avuto casi di intossicazione da piombo per consumo di alcuni preparati ayurvedici perché le erbe che compongono questi prodotti vengono trattate con degli utensili fatti con leghe di piombo e anche altri metalli e anche qui la diagnosi di intossicazione da piombo per il consumo di questi prodotti è arrivata in ritardo, cioè solo quando il medico nel sospetto non riuscendo a trovare la causa, ci ha chiamati.

AUTRICE
Quello che preoccupa diversi medici italiani è che per fare gli integratori erboristici vengono utilizzate nella stragrande maggioranza dei casi, delle vere e proprie piante medicinali.

LAMBERTO MONTI, Società italiana di Fitoterapia
Sono farmaci e quindi devono seguire le regole dei farmaci.

AUTRICE
La questione non è solo astratta, perché alcune piante in libera vendita in realtà sono così potenti da modificare l'azione di altre medicine.
E' il caso della ginkgo biloba, molto popolare per i suoi effetti sulla memoria e sulla circolazione.
Sugli integratori alimentari a base di ginkgo è diventato obbligatorio scrivere delle avvertenze.

FLAVIANA BETTI, farmacista
Se si stanno assumendo farmaci anticogulanti e antiaggreganti piastrinici consultare il medico prima di assumere il prodotto. Perché ci sono dei farmaci che purtroppo a memoria i pazienti anziani non si ricordano. Però i farmaci che servono per tenere fluido il sangue possono interagire con la ginkgo.

D - Cioè la ginkgo non li fa più funzionare?

FLAVIANA BETTI, farmacista
Li fa funzionare troppo, quindi diventa alto il rischio di emorragia.

AUTRICE
Ma in questo caso la segnalazione sull'etichetta sarà sufficiente a proteggere il consumatore della ginkgo dal rischio di un'emorragia ?

FLAVIANA BETTI, farmacista
Anche se io gli chiedo "lei prende antiaggreganti piastrinici o anticoagulanti?", lui magari lo prende ma non lo sa che lo sta prendendo. Quindi ho bisogno di informarmi su tutta la terapia medica che fa e poi mi rendo conto se li prende o meno e in quel caso la Ginkgo Biloba è sconsigliata

AUTRICE
Un'altra pianta medicinale molto venduta anche sotto forma di integratore è un efficace antidepressivo naturale: l'iperico.

GUIDO CECCOLINI, farmacista
Va molto in voga, diciamo che può curare tutti i piccoli disturbi dell'umore, però alcuni studi recenti hanno evidenziato come l'iperico possa avere delle interazioni anche con altri farmaci, per esempio possa diminuirne l'effetto.

AUTRICE
Si va da quelli antiaids agli antitumorali, alla pillola anticoncezionale.

D - Mi prendo l'iperico perché sono giù di morale e invece resto incinta?

FLAVIANA BETTI, farmacista
Ah, se non lo usa correttamente sì.

AUTRICE
Non c'è scritto niente perché secondo il nostro Ministero della Salute gli integratori di iperico sono sicuri a condizione che si stia sotto i 7 mg al giorno considerando il principio attivo '"ipericina".
Peccato che secondo l'industria, a una simile dose l'iperico non serve.

MASSIMO MERCATI, direttore commerciale Aboca
Il limite stabilito dalla nuova circolare è ripreso dalla normativa aromi per uso alimentare e quindi un limite troppo basso perché l'iperico in quel dosaggio possa avere un'azione efficace.

AUTRICE
Invece secondo alcuni medici è tutto il contrario: alle dosi stabilite dal Ministero, il prodotto potrebbe essere ugualmente troppo efficace, perché è stato limitato il principio attivo sbagliato.

LAMBERTO MONTI, Società italiana di Fitoterapia
Non è proprio vero.

D - Non è l'ipericina quella che fa?

LAMBERTO MONTI, Società italiana di Fitoterapia
Non è quella che fa.

D - Qual è quella che fa?

LAMBERTO MONTI, Società italiana di Fitoterapia
L'iperforina

AUTRICE
Ma siccome il Ministero non ha detto che bisogna andarci piano con l'iperforina, secondo loro c'è il rischio che in questo modo, in Italia, si possano produrre dei veri e propri farmaci antidepressivi che poi si possono vendere né più né meno come delle caramelle al miele.

LAMBERTO MONTI, Società italiana di Fitoterapia
Esatto, diventa la pillola della felicità.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
E non c'è bisogno della ricetta, ma se il consumatore trova l'iperico sia come integratore in erboristeria sia come farmaco in farmacia, pero', non si capisce più niente! Le erbe sono dei farmaci o degli alimenti speciali? E come si regolano nel resto d'Europa? Abbiamo passato in rassegna la Germania e l'Inghilterra.
In Gran Bretagna addirittura non ci sono nemmeno le erboristerie perché si vende tutto nei supermarket della salute dove è raro che qualcuno ti sappia dare qualche nozione. Ma la vera differenza e' che chi vuole curarsi con le erbe lo può fare nelle cliniche erboristiche dove vieni effettivamente curato con metodi naturali. Se invece comprate un prodotto a base di ginseng sperate di capire che cosa c'è dentro?

AUTRICE
In Gran Bretagna l'equivalente dell'erboristeria è il "negozio della salute", health shop. Anche in Gran Bretagna non ci vuole un titolo di laurea per vendere le erbe. Anche da loro i prodotti erboristici sono considerati integratori alimentari e in quanto tali non regolamentati.

EDZARD ERNST, Dipartimento medicine complementari, Università di Exeter
Oggi come oggi non c'è nessuna garanzia che un prodotto a base di ginseng comprato in Inghilterra contenga veramente del ginseng. Non è obbligatorio scrivere quanto ce n'è dentro. I prodotti ne possono avere di più o di meno, ma comunque non c'è nessuno che poi va a controllare. Inoltre abbiamo diversi studi che dimostrano che il livello dei consigli dati al consumatore nei negozi che vendono erbe e integratori salutistici è molto basso.

AUTRICE
Quello che gli inglesi hanno di diverso rispetto a noi è il "medical herbalist" , un erborista-medico, che è abilitato dalla legge a curare con le erbe, pur non essendo laureato in medicina.

AUTRICE
Quindi la vera differenza rispetto a noi è che gli inglesi che vogliono medicarsi con le erbe non vanno in un'erboristeria sperando di trovare uno coscienzioso, ma vanno in una clinica erboristica, da uno che ha studiato 4 anni come curare con le erbe. E... funziona?

PAZIENTE
Mi sto curando con le erbe cinesi e mi trovo molto bene.

D - Ve le passa il servizio sanitario nazionale?

PAZIENTE
Non ancora, ma presto i medici erboristi saranno iscritti in un registro nazionale e la gente potrà accedere alle loro cure tramite il servizio sanitario nazionale, che quindi le rimborserà.

D - In che maniera prescrive le erbe ai suoi pazienti?

MICHAEL MC INTYRE, erborista-medico
Per ogni paziente c'è una ricetta separata e indipendente di erbe diverse mescolate insieme, sette, otto, nove erbe, miscelate in un'unica formula. A dir la verità parecchie erbe le coltivo da solo. Ed è bello: quando i pazienti arrivano qui vedono questo bel panorama, respirano l'aria fresca, si sentono bene. E non c'è l'odore di ospedale.

D - Che genere di malattie può curare lei?

MICHAEL MC INTYRE, erborista-medico
Io curo parecchie malattie croniche, come per esempio l'artrite, l'emicrania, l'irritabilità intestinale, e alcune malattie acute non troppo serie, come la bronchite, il raffreddore, il mal di gola.
Ma ci tengo a dire che i pazienti li mando sempre da un dottore se ritengo che abbiano bisogno della medicina ortodossa.

AUTRICE
E in Germania com'è? Nelle reformhaus tedesche si vende di tutto, dagli zoccoli agli alimenti biologici, ma se voglio per esempio l'iperico, nell'erboristeria tedesca lo trovo solo sotto forma di the, non concentrato.
Questo invece è l'iperico concentrato: è una medicina e l'ho dovuto comprare in farmacia. Perché la differenza tra la Germania e l'Italia è che se voglio un'erba medicinale in forma concentrata la trovo per lo più solo in farmacia. Il motivo è che in Germania, già da 25 anni, le erbe sono regolamentate come veri e propri farmaci , con un foglietto illustrativo che riporta indicazioni, posologia, dosaggio, controindicazioni, avvertenze e precauzioni.
Gli esperti tedeschi non vedono di buon occhio gli integratori salutistici a base di erbe medicinali, che in Italia sono ammessi purché stiano sotto la dose farmacologica.

FRITZ H. KEMPER, consulente Emea, Agenzia europea per la valutazione del farmaco
Personalmente io non userei mai un rimedio erboristico, cioè un integratore alimentare a base di erbe, per affrontare un qualsiasi disturbo di salute. Perché uno paga, ma non può essere sicuro che è efficace.

AUTRICE
In conclusione, visto che quello delle erbe è un settore estremamente confuso e che fino ad oggi ogni paese ha fatto a modo suo, l'Unione Europea ha deciso di metterci mano. Nel giro di due o tre anni, chi usa le erbe potrà aspettarsi più chiarezza e più garanzie.

FRITZ H. KEMPER, consulente Emea, Agenzia europea per la valutazione del farmaco
Da una parte ci saranno i farmaci a base di erbe che si sono dimostrati efficaci o attraverso delle prove cliniche, oppure attraverso una lunga esperienza d'uso di 30 anni. Tutto il resto saranno integratori alimentari, per i quali non possiamo fare nessuna promessa di una specifica efficacia, impossibile.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
"Nessuno può dire se gli integratori alimentari servono a risolvere qualche problema di salute" dice uno degli esperti del settore, ma il mercato è enorme.
E secondo la Federazione erboristi italiani, la nuova legge sull'erboristeria sarebbe costruita su misura per la grande industria degli integratori . Per esempio potrebbe essere che sulla confezione di un integratore a base di ginkgo si possa scrivere "aiuta a rafforzare la memoria" e potrà essere venduto da chiunque, se invece la vendi in foglia di ginkgo in erboristeria, da qualche parte si dovrà scrivere " non si sa se funziona", e chi vende deve essere laureato.

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