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Puntata del 06/05/2004

IL BALLO DELL'INDEBITATO - AGGIORNAMENTO DEL 14/10/03

in onda il 06.05.04

di - Economia

IL BALLO DELL'INDEBITATO - AGGIORNAMENTO DEL 14/10/03

Argomenti: Economia
Inchiesta: Com'è andata a finire
Autori: Stefania Rimini
Stagioni: 2004

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Come è consuetudine a fine stagione ritorniamo un po' sui nostri passi e andiamo a riprendere alcune puntate là dove le avevamo lasciate per capire cosa è successo nel frattempo, se le cose sono migliorate o peggiorate. Gli argomenti di cui vi daremo un aggiornamento riguardano i rifiuti radioattivi, gli stipendi dei parlamentari, i fondi raccolti dal Pavarotti and Friends e destinati alla Liberia, ferrovie dello stato, il doping nel calcio e i bilanci delle squadre, le autorizzazioni per costruire nuove centrali elettriche, una strada che a Napoli finiva contro il terzo piano di una casa. Per cominciare: il debito pubblico.
Ce ne eravamo occupati in Ottobre e ad oggi è il più grande in Europa, questo vuol dire che se risalgono un po' i tassi d'interesse siamo nei guai. Per ridurlo abbiamo fatto condoni o vendite del patrimonio dello Stato. A questo proposito, ad ottobre avevamo visto che in Italia abbiamo 5 milioni di ettari di terreni per uso civico. Questi terreni non sono dello Stato e non sono dei comuni ma appartengono alle popolazioni locali , e servono per il pascolo o raccogliere la legna o farci le passeggiate. All'epoca per fare cassa il Parlamento stava pensando di privatizzarlo del tutto. Sono passati 8 mesi, e Stefania Rimini è ritornata in Trentino a vedere se è cambiato qualcosa.

AUTRICE
In Italia si stima che esistano 5 milioni di ettari di terreni di uso civico. Dai tempi del Medioevo appartengono alle popolazioni locali, che li possono sfruttare per raccogliere la legna o i frutti del bosco o per far pascolare il bestiame. Il concetto è quello del condominio: la terra di uso civico appartiene collettivamente alle famiglie del luogo, non è dei Comuni e neanche dello Stato. Ma visto che tanto a forza di occupazioni abusive il demanio civico si sta degradando, il Parlamento a settembre scorso stava pensando di privatizzarlo del tutto. Tanto per far entrare un po' di soldi per ripianare il debito.

AUTRICE
Voi che abitate qui, quelle cave lì sarebbero anche vostre?

RITA CIMADOM - Consigliere Comune di Fornace, Trento
Siamo i proprietari. Sono nostre nel senso che sono di tutta la popolazione.

AUTRICE
E a voi vi danno qualcosa?

RITA CIMADOM - Consigliere Comune di Fornace, Trento
Il ritorno per il Comune è una cosa veramente minima

AUTRICE
Di che cifre stiamo parlando?

RITA CIMADOM - Consigliere Comune di Fornace, Trento
Parliamo di cifre sulle 1800, 2500 lire al metro cubo di porfido. Dopodiché sappiamo benissimo che questo materiale viene rivenduto a 70, 80 mila lire al quintale.

AUTRICE
Chi fissa il canone per lo sfruttamento delle cave è il consiglio comunale. Qui nel comune di Fornace, il sindaco è anche uno dei cavatori più grossi.

RITA CIMADOM - Consigliere Comune di Fornace, Trento
E' la classica regola del più forte, il più forte che vuol dire i soldi. Perché i soldi vincono dappertutto. Aspetti che le apro... vede?

AUTRICE
Nel caso delle piste da sci, chi fissa il canone per le società impiantistiche è la provincia autonoma di Trento. Ma l'affitto non è proporzionato agli utili della società privata.

MAURO IOB - Avvocato
Una decina di miliardi di utili netti dichiarati dalla società, quindi non si discute..

D - E la comunità quanto prende?

MAURO IOB - Avvocato
E la comunità prende una quarantina di milioni. Cioè è del tutto sproporzionato.

AUTRICE
Intanto, mentre si aspetta la legge nazionale per sapere che fine farà il demanio collettivo, in Trentino han fatto una loro legge provinciale che dice ai Comuni: avete lasciato occupare? Fatelo ancora!
Ma le 86 comunità proprietarie delle terre si sono ribellate, hanno fatto ricorso al Tar e hanno vinto.
Intanto che si aspetta la nuova legge, i terreni del demanio collettivo continuano ad essere occupati abusivamente dai privati. Gli abusivi se la cavano pagando una cifra alla Regione, che libera il terreno dal vincolo dell'uso civico, così il terreno non è più demaniale e quindi il privato se lo può tenere.
Il problema è che alcune Regioni fanno tutto per conto loro senza passare prima, come dovrebbero, per l'ufficio del giudice degli usi civici.

FRANCO CARLETTI - Commissario Usi Civici
E succede quindi che i giudici degli usi civici in prima battuta sono i consulenti regionali, i quali non giudicano niente, ma contrattano. Si fanno pagare per dichiarare che non ci sono usi civici. Questa è un'accusa, è una denuncia che faccio.

AUTRICE
E' andata così. Per tirar su dei soldi, a Capena, nell'alto Lazio, un giorno di qualche anno fa, si presenta alla porta di questi signori un perito della Regione. Il perito sosteneva che sui loro terreni c'era un vincolo di uso civico e che bisognava pagare per liberarli dal vincolo.

FRANCA e GIANFRANCO PAOLUCCI
A me sembra che chiedevano sui 12 milioni per liberare tutto quanto.

AUTRICE
Vengono coinvolte più di 50 famiglie, di cui qualcuna sborsa.
La maggioranza però vuole vederci chiaro e non si arrende.
Si va in giudizio ed è un diluvio di sentenze.

D - Quante sono le cause che sono venute fuori da questa storia?

MARIA TERESA M. PIGNONE DEL CARRETTO - Avvocato
315.

D - Quante cause ha perso la Regione fino adesso?

MARIA TERESA M. PIGNONE DEL CARRETTO - Avvocato
Tutte, tutte.

D - Alla fine quanto è costata alle casse pubbliche questa storia, tra periti e spese legali?

MARIA TERESA M. PIGNONE DEL CARRETTO - Avvocato
Tra spese di soccombenza e il resto, intorno al miliardo delle vecchie lire.

AUTRICE
Ma sarà vero che la Regione Lazio butta via un miliardo così? Abbiamo chiesto conferma, ma alla Regione preferiscono non rispondere.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
E' difficile far calare il debito se con una mano la pubblica amministrazione butta via i soldi e con l'altra, come vedremo, quando dovrebbe incassarli, non lo fa. Stiamo parlando dell'imposta sul valore aggiunto, che è diventata l'imposta sul valore sottratto.

D - E' facile o difficile in Italia evadere l'Iva secondo la sua esperienza?

ANONIMO EVASORE FISCALE
E' una cosa banalissima.

ANONIMO EVASORE FISCALE
Noi effettivamente non la pagavamo, tanto finche' lo Stato non ce lo chiede passeranno anni e quindi è un gioco che tutti quanti fanno dove si guadagna molto e se si sta attenti...

AUTRICE
Non si rischia poi troppo?

ANONIMO EVASORE FISCALE
Non si rischia nulla. Poi ci sono anche i soldi per pagare gli avvocati, per pagare tutto e quindi uscirne anche indenni.

AUTRICE
Semplice e sicuro. Evadere l'Iva conviene più di una rapina. L'ideale è il business dei cellulari, quello dell'informatica o quello delle auto.

OSWALD WIDMANN - Imprenditore
Qui si lascia tutto il settore in mano a dei delinquenti, che se uno vuole rimanere sul mercato non può farlo, deve chiudere. Perché il sistema fa acqua da tutte le parti.

AUTRICE
Il sistema per rubare l'Iva allo Stato ruota intorno alle società fittizie. Scatole vuote. Gli investigatori le chiamano "cartiere", perché servono solo a far girare della carta, ossia le fatture. Le cosiddette "cartiere" sono società che non tengono la contabilità, non dichiarano nulla, durano solo qualche mese e poi spariscono. In pratica sono evasori totali.

AUTRICE
Una delle società che ha emesso 30 miliardi di acquisti ha sede qui, ed è un campo di container.

Spesso le "cartiere" sono intestate a persone nullatenenti, a cui viene offerto uno stipendio in cambio di una firma. Sono i prestanome.

D - Di quante società era prestanome quindi lei?

ANONIMO EVASORE FISCALE
Mah, io ne ho avute diverse... sette, otto società in cui io ero come prestanome o persone compiacenti a me.

AUTRICE
Il nostro informatore è uno che ha cominciato come dipendente. Lavorava nel commercio dei prodotti informatici. Ma era uno sveglio e lo stipendio era troppo magro, quindi quando ha capito come funzionava il gioco, si è messo in proprio e ha aperto le sue società fittizie.
Cioè lei quanto fatturava per esempio?

ANONIMO EVASORE FISCALE
Mah, io sui 40-50 milioni di euro per ogni struttura.

AUTRICE
40-50 milioni di euro su cui si evadeva l'Iva?

ANONIMO EVASORE FISCALE
Sì.

AUTRICE
Questo signore deve allo Stato 80 milioni di euro. E questo è uno, come lui ce ne sono altri cento. La riforma delle pensioni è poca roba rispetto alle cifre che rimangono in tasca agli evasori dell'Iva.

ALESSANDRO MANCINI - Sostituto Procuratore
Questo è un fenomeno criminale di gravità devastante, perché siamo nell'ordine di centinaia di milioni di euro di evasione all'anno. Basti pensare alle somme che le persone che gestiscono queste "cartiere" in qualche modo riescono a realizzare, sono di quest'ordine ecco.

AUTRICE
Questa, per esempio, è una fattura per la vendita di prodotti informatici per 258 milioni di lire. Con questa si son fatti 43 milioni in un colpo solo. Quest'altra volta, con una fattura da 233 milioni si sono portati a casa più di 38 milioni facili facili.
La società dichiarava di aver sede in via Piemonte a Bussolengo, Verona.
Siamo andati a vedere.
Eccola. E' solo una vecchia casa di paese.
Ma com'è possibile che nessuno dei controllori se ne sia accorto in tempo utile?

ANONIMO EVASORE FISCALE
Non è che vanno a verificare se esisti o se non esisti, chi sei o chi non sei. Se io domani mattina mi sveglio e voglio aprire la mia ditta presso il comando della Guardia di Finanza, lo faccio e la Guardia di Finanza non lo sa. Posso aprirla anche presso un cimitero, presso una tomba.

D - Tutte queste fatture però devono pur passare per una banca. Com'è che la banca non verifica?

ANONIMO EVASORE FISCALE
Io lasciavo solo di interessi passivi, per questioni di valuta e di scopertura di conto, ogni anno lasciavo dai 500 milioni al miliardo di lire di interessi passivi. E quindi vuol dire guadagno per la banca. Io facevo delle battute tipo "vi mantengo io".

D - E loro?

ANONIMO EVASORE FISCALE
Gli andava bene.

AUTRICE
Strano è che questa evasione da centinaia di milioni di euro nasce da una legge. Tutto inizia nel '93, dall'apertura dei confini. I paesi dell'Unione Europea avevano aliquote Iva differenti. Per non far torto a nessuno si stabilì che negli scambi tra i paesi membri temporaneamente sarebbe stato sospeso il pagamento dell'Iva.

Quindi per esempio, quando una ditta italiana compra dalla Germania, compra senza Iva. Viceversa quando la ditta italiana vende a un cliente tedesco, il cliente tedesco non le versa l'Iva e la ditta italiana va a farsela rimborsare dal nostro Fisco.
Questo sistema ha dato l'idea per le truffe. Basta mettersi d'accordo con un finto compratore estero e si possono fare delle finte esportazioni, che danno diritto a soldi veri: i soldi del rimborso dell'Iva.

GUIDO RISPOLI - Sostituto Procuratore
L'esportatore fittizio va a chiedere allo Stato, presenta una domanda di rimborso dell'imposta sul valore aggiunto perché è a credito. Dice allo Stato "guarda che io ho diritto al rimborso Iva perché ho pagato un'Iva che poi non riesco più ad incamerarmi, perché ho venduto all'estero.
Incamera l'Iva e nel momento in cui incamera l'Iva, questa Iva viene completamente truffata.

AUTRICE
E' un carosello fiscale dove girano solo delle carte, che transitano per una cartiera, cioè una società che fa il "lavaggio" dell'Iva, la evade, dura qualche mese e poi scompare.
C'è poi un altro sistema di carosello fiscale, dove la merce invece viene effettivamente spedita, dall'estero in Italia, ma si fa finta che, prima di arrivare a destinazione, sia transitata per altre società.

GUIDO RISPOLI - Sostituto Procuratore
Quindi questi due soggetti, la cartiera e il filtro, sono due soggetti che vengono interposti, secondo le nostre ricostruzioni, proprio per permettere al destinatario finale di ottenere la merce ad un prezzo più concorrenziale.

AUTRICE
Il destinatario finale chi può essere?

GUIDO RISPOLI - Sostituto Procuratore
Un grande distributore di microprocessori o di telefoni, per l'esperienza nostra di Bolzano. Italiano sì, perché noi perseguiamo fatti che si realizzano in Italia.

AUTRICE
Viene interposta una cartiera per non pagare l'Iva. Perché senza l'Iva la merce di fatto costa meno e quindi arriva al vero destinatario finale a un prezzo inferiore.
Quindi chi è che tira i fili di questo ingranaggio?

ANONIMO EVASORE FISCALE
Sono le grandi aziende. Sono le grandi aziende che alla fine chiedono i rimborsi Iva. Sono aziende che sono collegate anche politicamente, sono appoggiate.

AUTRICE
Quindi se vi siete mai chiesti com'è possibile che i computer e i cellulari costino sempre meno, adesso sapete perché. Al limite se faccio fare cinque giri all'estero a questo telefonino, alla fine costerà zero.

ALESSANDRO MANCINI - Sostituto Procuratore
Questo sistema consente, attraverso il ribasso del prezzo del bene (pensi ad un telefono cellulare, un computer, un'autovettura), di pagarlo molto meno. E quindi paradossalmente il consumatore avverte solo effetti "benefici", seppure in modo perverso.

AUTRICE
Qui per esempio si vede come 960 pezzi partono dall'Italia a 207 mila lire e dopo aver girato per l'Europa tornano in Italia a 205. Le duemila lire di ribasso ce le hanno rimesse le casse pubbliche.
Questi computer su cui lavora la Guardia di Finanza nel tribunale di Forli' sono stati forniti dall'Olidata, una grande azienda quotata in Borsa. Nello stesso tribunale, due porte più in là, sempre l'Olidata è sotto processo per truffa aggravata ai danni dello Stato. Secondo l'accusa, avrebbe ottenuto un ribasso fraudolento del prezzo grazie a un carosello fiscale che coinvolge prestanomi e cartiere. Che sia vero o no, comunque la gara per la fornitura alla pubblica amministrazione ormai è stata vinta.
Nell'industria dell'evasione fiscale l'impunità è la regola.

Lei è andato in carcere per questa vicenda?

ANONIMO EVASORE FISCALE
Io no. Perché sono stato abile. Perché ho capito dov'è la debolezza.

AUTRICE
Ma queste persone che sono dei prestanome, se sono stati evasi per esempio 30 miliardi, dovrebbero restituirli?

ALESSANDRO MANCINI - Sostituto Procuratore
Devono restituirli, bisogna poi vedere se hanno la possibilità economica per poterlo fare. Il più delle volte non ce l'hanno.

AUTRICE
E quindi, finisce così?

ALESSANDRO MANCINI - Sostituto Procuratore
E quindi purtroppo, sì.

AUTRICE
I soldi bisogna andarli a riprendere da chi sta dietro ai prestanome. Gli inquirenti hanno già recuperato milioni di euro ma è come vuotare un lago con il cucchiaino. E i mezzi non glieli danno: al punto che gli investigatori delle dogane devono pagarsi le chiamate di servizio di tasca loro.
Chi rispetta le regole, come questo imprenditore, viene buttato fuori dal mercato. E a nulla sono servite le sue denunce ai nostri governanti e alla Commissione europea.

OSWALD WIDMANN - Imprenditore
Ho avuto sempre un po' la netta impressione, dopo un primo momento di interesse, che l'argomento fosse trattato così, tiepido tiepido. In quanto che, il ragionamento di base è quello lì: "Beh, già l'economia non sta andando troppo bene, non dobbiamo creare ulteriori ostacoli", allora sull'altare della libertà di circolazione viene sacrificato tutto.

AUTRICE
Certo ai grandi distributori questa situazione fa comodo, la concorrenza sleale fa vendere. La domanda è: il destinatario finale, quello che vende a 100 una cosa che vale 115, è un inconsapevole o sa benissimo che cosa stanno facendo le altre pedine del gioco?

ANONIMO EVASORE FISCALE
Chi ha i soldi è a conoscenza.

D - Perché non può essere diversamente?

ANONIMO EVASORE FISCALE
Non può essere diversamente perché in questo mercato ci vogliono soldi. Quindi un piccolo imprenditore non ha la capacità di investire milioni di euro. Noi siamo degli strumenti, siamo delle pedine. Noi acquistiamo, muoviamo, facciamo, quindi spendiamo anche di nostro delle risorse economiche. Poi qualcuno schiaccia il bottone e dice "adesso basta, non ci servi più".

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Valgono a poco le esortazioni a recuperare competitività, se è basata sulla frode, e l'imprenditore onesto è fuori mercato. Tanto per dare un'idea: nel 2003 frode ed evasione di Iva hanno fatto un buco di 2 miliardi di euro. Visto che le cartiere sono nate da una norma, se ne potrebbe fare un'altra che uniforma le aliquote Iva tra i diversi paesi dell'Unione, così tutti la pagano all'origine e non ci sarebbe bisogno di vendere questo e quello per abbattere il nostro mostruoso debito.

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