Rai 3
Televideo

Puntata del 13/05/2007

ENTI INUTILI - Aggiornamento del 10/12/1998

In onda domenica 13 maggio 2007

di

Inchiesta: Com'è andata a finire
Autori: Stefania Rimini
Stagioni: 2007

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Torniamo indietro esattamente a dieci anni fa a vedere com'è andata a finire una vicenda che avevamo trattato appunto nel '98. Nel '98 avevamo denunciato l'aggravarsi di una malattia cronica che affligge la nostra pubblica amministrazione. Erano i comitati, uno per tutti i gusti, e centinaia di enti che continuavano ad esistere in vita nonostante fossero dichiarati morti ormai da anni. Tanto per fare un paio di esempi: l'Opera pia per la cura balneare marina di Milano,oppure l'Ufficio accertamenti e notifica sconti farmaceutici. Erano circa 400 gli enti da chiudere. Stefania Rimini ha ricostruito in parallelo la storia com'era ne '98 e come nel frattempo è cambiata.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
La "comitatite" è un morbo diffuso in tutti i ministeri. Si creano comitati su tutto, dai tabacchi, alla gastronomia, ai biglietti di ingresso e i membri hanno diritto a un bel gettone di presenza. La cura per guarire dalla "comitatite" l'avevano già cercata il governo Ciampi nel '93 e il ministro Bassanini nel '97. Si diceva: i comitati che non servono vanno soppressi.

GIANCLAUDIO BRESSA - Sottosegretario Dip.to Funzione Pubblica
Il dipartimento per la funzione pubblica alla fine di giugno dello scorso anno, così come il Ministero per le Politiche Agricole, il Ministero dell' Industria, del Tesoro, dei Lavori Pubblici, l'INPS, l'lNPDAP, hanno provveduto a fare un decreto ministeriale in cui dicevano "questi sono i comitati che ci servono per la nostra attività". Tutti quelli che non sono inseriti in questa lista sono considerati abrogati. Dal mese successivo alla pubblicazione della lista, nel caso nostro da luglio, una serie di comitati non sono più attivi.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Questo ce lo dicevano dieci anni fa e oggi ci dicono esattamente la stessa cosa, con la differenza che nel frattempo i comitati e le commissioni sono diventati 650, mentre si continua a ripetere che devono essere tagliati.

GIULIO SANTAGATA - Ministro per l'attuazione del programma
Su quelli attivi va portato un taglio del 30% dei loro costi e la loro durata è fissata in un massimo di 3 anni. Il che vuol dire che non ci dimenticheremo più dell' esistenza di un comitato che rimane silente in un cassetto a prendere il gettone, ma ogni tre anni viene posto a verifica.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Finora quindi i vari Ministeri hanno falciato 79 tra comitati e commissioni.
Per esempio il Ministero per lo sviluppo economico ha dato l'addio alla Commissione di controllo e verifica su progetti per la ceramica; addio anche al Comitato di coordinamento per la sperimentazione dell'attività di pesca dei molluschi bivalvi con draga idraulica, che stava al Ministero delle politiche agricole; non godremo più neanche dei servizi della Commissione Enalotto e della Commissione per la custodia delle matrici meccanizzate del Lotto, organismi soppressi dal Ministero dell'Economia; e addio anche al Comitato interministeriale per l'Antartide che stava al Ministero dell'Università e ricerca.
Chi vince il record dei tagliatori di teste è il Ministero dell'Ambiente, che ha totalizzato un risparmio di quasi 5 milioni di euro. Ma come hanno fatto?

GIANCARLO VIGLIONE - Capo di gabinetto Ministero Ambiente
Alcuni comitati li abbiamo soppressi, penso ad esempio alla segreteria tecnica che era nella direzione generale protezione della natura: ve n'erano due, una l'abbiamo soppressa e l'abbiamo accorpate in una sola; altre commissioni che ritenevamo essere eccessive come numero di componenti li abbiamo ridotti: erano circa 35, li abbiamo ridotti sotto i 30; altre commissioni, per esempio il comitato di vigilanza risorse idriche, dove ritenevamo che il numero di componenti fosse sufficiente e necessario, l'abbiamo lasciato inalterato riducendo soltanto del 30% il loro compenso.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Però se si riescono a fare le stesse cose con meno soldi e con meno gente, vuol dire che prima ce n'era troppa ed era strapagata. La riprova è quello che ci rimane in tasca lasciandoli a casa

STEFANIA RIMINI
Quindi quanto si è risparmiato?

GIULIO SANTAGATA - Ministro per l'attuazione del programma
Qualcosa più di 16 milioni di euro, arriviamo quasi a 18 se consideriamo anche gli Alti Commissari. I 650 comitati erano figli del fatto che ci si interessa sempre solo delle cose nuove. C'è un problema, va affrontato in un certo modo, il problema è risolto, spesso il comitato che ha concorso a risolvere quel problema rimane in vita quando non ce n'è più bisogno.

STEFANIA RIMINI
E continua a prendere il gettone?

GIULIO SANTAGATA - Ministro per l'attuazione del programma
E continuava a prendere il gettone, ora non più.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Intanto sono stati considerati irrinunciabili e quindi continueremo a pagare il relativo gettone a 413 organismi tra cui: una Commissione consultiva per la libertà religiosa, una Commissione per l'assegnazione del vitalizio agli sportivi indigenti, un Osservatorio nazionale per la qualità del paesaggio, la Commissione italiana di storia militare, la Commissione permanente tecnico-artistica per l'esame dei conii delle varie monete, e c'è anche un Gruppo di lavoro "Ma che musica maestro". E mentre la Pubblica Amministrazione sfronda i comitati a livello centrale ci chiediamo quanti ne restano a livello regionale, e quanto ci costano? Prendiamo il Corecom, il comitato regionale che controlla il sistema delle comunicazioni. I Corecom servono a vigilare sul rispetto della par condicio, sulla tutela dei minori, erogano i contributi alle emittenti locali e fanno ricerche. Ogni Regione ne ha uno.

VITTORINO NAVARRA - partito Socialdemocratici
Se noi pensiamo ad esempio che questo comitato viene a costare la bellezza annuale di circa 300 - 350 mila euro solo per il pagamento dei compensi, moltiplichiamo questa somma per le 20 Regioni in Italia, ci si rende conto di quanto sperpero si fa oggi nelle Regioni dove viceversa ci sarebbe bisogno di spendere i soldi in un modo molto ma molto migliore.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Davvero i componenti dei Corecom prendono dei compensi così elevati?

PIER VITTORIO MARVASI - Pres. Corecom Emilia Romagna
Io come compenso Corecom credo di essere calibrato al 75% del compenso del consigliere regionale, cioè sono a 3.500& 3300 - 3400 euro al mese.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
In Lombardia il presidente del Corecom riceve un'indennità di quasi 5000 euro al mese mentre quello del Piemonte ne incassa addirittura 6.460. Ogni Regione fa come le pare e i compensi variano: in Abruzzo l'indennità mensile lorda del Presidente crolla a 1.800 euro e i componenti si accontentano di 600 euro. Sarà che il monitoraggio delle comunicazioni in Abruzzo è meno impegnativo? Intanto anche il numero dei componenti ondeggia: il Molise, il Friuli Venezia Giulia e la Calabria ne hanno 5, la Lombardia ne ha 6, il Lazio, la Toscana e il Veneto ne hanno 7, l'Emilia Romagna ne ha 9. E quante volte si fan vedere in ufficio?

PIER VITTORIO MARVASI - Pres. Corecom Emilia Romagna
Tipo.. direi che la presenza media dei componenti è un giorno o due alla settimana, e prendono direi un massimo i componenti di 2000 euro, un pochino di meno.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Ce n'è di gente che verrebbe a fare il membro del Corecom 1 o 2 volte la settimana a 2000 euro al mese, ma la nomina è politica e ciò vuol dire che anche se sei un plurilaureato, nel Corecom non entri se non ti ci manda un partito, con tanti saluti alle pari opportunità. Ma ne dobbiamo stipendiare addirittura 9 come in Emilia Romagna?

PIER VITTORIO MARVASI - Pres. Corecom Emilia Romagna
Noi abbiamo già proposto ufficialmente all'Assemblea legislativa, ai rappresentanti dell'Assemblea legislativa, di ridurre il numero dei componenti del comitato.

STEFANIA RIMINI
Cioè basta essere anche in meno?

PIER VITTORIO MARVASI - Pres. Corecom Emilia Romagna
Basta essere anche in meno.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Se i politici potrebbero anche essere qualcuno in meno, i funzionari operativi nei Corecom potrebbero anche essere qualcuno in più, perché devono sbrigare un'attività assai utile e in crescita: la conciliazione. Infatti da un paio d'anni ci si può rivolgere al Corecom per salvarsi da una bolletta stratosferica o per altri disservizi con la Telecom, la Vodafone e i gestori telefonici in genere.

FERNANDA PAGANELLI - dirigente responsabile Corecom Emilia Romagna
In un mese, per esempio nel mese di febbraio, abbiamo fatto 144 udienze.

STEFANIA RIMINI
E in un anno?

FERNANDA PAGANELLI - dirigente responsabile Corecom Emilia Romagna
In un anno, l'anno scorso ne abbiam fatte 1100 - 1200.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
La percentuale di conciliazioni raggiunte è del 60% e i tempi sono abbastanza rapidi.

FERNANDA PAGANELLI - dirigente responsabile Corecom Emilia Romagna
Ci attestiamo intorno ai 2 mesi per chiudere la pratica, dal momento in cui arriva al momento in cui viene conclusa la pratica.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
A svolgere questo servizio sono solo in 4.

ALBERTO DRUSIANI - funzionario Corecom Emilia Romagna
Io passo delle intere giornate al telefono insomma, quindi&

STEFANIA RIMINI
Per dare indicazioni alla gente?

ALBERTO DRUSIANI - funzionario Corecom Emilia Romagna
Sì, chiederò il risarcimento alla Regione perché mi viene un'orecchia tanta, insomma.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Al Corecom si rivolgono anche le aziende per recuperare i loro crediti con gli utenti morosi, ma dopo aver attivato la procedura non si presentano all'udienza di conciliazione, soprattutto la Vodafone.

FERNANDA PAGANELLI - dirigente responsabile Corecom Emilia Romagna
Il problema è che noi perdiamo tempo perché dobbiamo istruire la pratica, dobbiamo protocollare, istruirla, convocare le parti, fare un calendario, tenere una giornata riservata a Vodafone perché l'utente per esempio potrebbe anche venire, perché magari ha voglia di concludere e di trovare un esito rispetto a questa pratica di morosità, ma mancando l'ente gestore non può trovare un accordo.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
E si sprecano tempo e soldi. Come avviene nella lotta per disfarsi definitivamente degli enti inutili, morti ma non sepolti. Nove anni fa nel nostro servizio ne avevamo contati oltre 300, che continuavano a costare dai 9 agli 11 miliardi di lire l'anno. Della loro liquidazione si occupava l'Ispettorato Iged, che aveva a che fare con enti che stavano sopravvivendo a se stessi anche da 50 anni. Tutta colpa dei contenziosi.

UGO LA CAVA - Ispettorato Liquidazione Enti Disciolti
Lei pensi che io ho ancora circa 9000 contestazioni.

STEFANIA RIMINI
Per che cosa?

UGO LA CAVA - Ispettorato Liquidazione Enti Disciolti
Di vario genere. Dal personale degli enti soppressi a contestazioni con privati.
Contestazioni qualche volte anche con altre strutture pubbliche, contestazioni anche con le Regioni.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Per esempio per disfarsi di questo terreno, che valeva si e no 300 mila lire, ci sono voluti oltre 70 anni.

LORENZO BRIANCESCO - Ispettorato Liquidazione Enti Disciolti
Di questo terreno, 130 mq, non si riesce a trovare da dove proviene, però risultava in carico dell'UEN.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
L'UEN, Unione Edilizia Nazionale, era l'ente proprietario di questo terreno. Risultava soppresso ai tempi del fascismo ma finché non si vendevano tutti i suoi beni rimaneva in giro.

RAFFAELE COSTA - deputato Forza Italia
Non possiamo pensare che ci sia un ente come l'Unione Edilizia Nazionale - che è stata soppressa nel 1923 con un provvedimento a firma Mussolini, Corvino e De Stefano, tre ministri dell'epoca & La pratica è ancora ferma perché ci sono ancora due linguine di terra di poche centinaia di metri quadrati che devono essere vendute. Magari non valgono niente e quando saranno vendute i soldi basteranno sì e no per pagare gli avvocati che hanno seguito queste procedure.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Anche l'ente "Orfanotrofio della Marina Militare" di Napoli, soppresso nel '74, aveva delle case che sono state occupate e non si riesce a liberarle. Lo stesso accadeva alle case dell'INAM a Livorno.

LORENZO BRIANCESCO- Ispettorato Liquidazione Enti Disciolti
Abbiamo per l'Inam a Livorno un immobile che era in procinto di essere venduto, quando è successo il disastro della Moby Prince. Ci sono state delle associazioni di familiari dei caduti che non avevano un posto dove andare e praticamente il Comune gli ha indicato questo nostro immobile. Si sono insediate lì dentro e solo recentemente siamo riusciti a liberarlo.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
L'Ente Colombo, creato per le celebrazioni delle Colombiadi a Genova, era stato soppresso nel '93 ma nel '98 girava ancora per i tribunali, a causa di una serie di contenziosi. E oggi?

STEFANIA RIMINI
Quanti ce ne sono ancora da chiudere adesso di questi enti?

PIER PAOLO CENTO - Sottosegretario Ministero Economia e Finanze
Ne abbiamo 101 ancora in piedi, che sono in fase di liquidazione. Anche a causa dei contenziosi giudiziari che sono in piedi. Io mi auguro&

STEFANIA RIMINI
Praticamente di questi enti inutili ce ne libereremo definitivamente quando?

PIER PAOLO CENTO - Sottosegretario Ministero Economia e Finanze
Entro il 2008 noi chiudiamo questi enti, massimo primo semestre del 2009.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Ci auguriamo che sia la volta buona, perché questi enti morti viventi ancora ci succhiano 1 milione e 207mila euro, che è quanto paghiamo alla Fintecna, la società che ha ereditato dall'Ispettorato il compito di liquidarli.

PIER PAOLO CENTO - Sottosegretario Ministero Economia e Finanze
Però voglio dare questo dato che è importante, la liquidazione degli enti ha portato 1 miliardo e 35 milioni di euro, 1 miliardo e 40 milioni di euro già nelle casse dello Stato, quindi un vantaggio già ce l'abbiamo avuto.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Pensate un po' che vantaggio se si riuscisse a chiuderli tutti, visto che ci sono voluti 10 anni per chiuderne 300, se si va avanti così fra 3 anni dovremmo essere a posto.

Rai.it

Siti Rai online: 847