Rai 3
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Puntata del 20/04/2003

PERCHE'...ANTICIPARE LE TASSE?

in onda il 20.04.03

di - Economia

Argomenti: Economia
Autori: Stefania Rimini
Stagioni: 2003
Inchiesta: Perché?

AUTRICE
Aprile, tasse in vista, è tempo di telefonare al commercialista.

LORENZO ALBERGHINI - dentista
Ho aperto l'attività l'anno scorso, ho assunto due assistenti e un igienista. Mi sono ritrovato quest'anno a fare i conti col commercialista , ho domandato quante tasse devo pagare e ho visto che questi soldi non ce li ho. Me ne mancano 20 mila, 20 mila euro. Sicuramente il dentista non fa pietà a nessuno, però insomma....

AUTRICE
Se perfino un dentista per pagare le tasse è costretto a prendere a prestito i soldi, chissà gli altri.
E la colpa è tutta dell'acconto.

DAVIDE DONATI - commercialista
L'acconto di maggio è esattamente il 40% del 98% di quanto versato per l'anno precedente.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
I soldi però li dobbiamo tirare fuori entro il 20 Giugno, ed è il 40% calcolato non sulla base di quello che uno ha effettivamente guadagnato e incassato fino a quel momento lì, ma sull'anno precedente. Se i tuoi clienti non ti hanno ancora pagato pazienza. Ma perché? e siccome bisogna dare una mano alla libera iniziativa...si è tenuto conto del fatto che anticipare tutte queste tasse per uno che ha appena aperto un'attività potrebbe essere un problema? Stefania Rimini

ANTONIO IORIO - Agenzia delle Entrate
Se lui prevede di guadagnare di meno nel 2003, perché gli sta andando male, può pagare meno di acconto? Se no oltre il danno ha pure la beffa, non solo guadagna di meno ma paga pure più tasse, perché le paga sul 2002.

D - Può? E' stato previsto dalla norma?

ANTONIO IORIO - Agenzia delle Entrate
Sì, è stato previsto, il problema è che poiché è un calcolo previsionale, se poi questa previsione non si avvera, lui deve andare a versare ora per allora e quindi paga delle sanzioni.

DAVIDE DONATI - commercialista
Quindi lo Stato dice: "mi dai il 98% suddiviso in due rate . Quaranta per cento del 98% a maggio e sessanta per cento del 98% (delle imposte dell'anno prima) durante l'anno. Oppure, le calcoli tu, in via presuntiva". Però se sbagliamo un versamento basato su un calcolo presuntivo, lo Stato poi ci applica le sanzioni.

AUTRICE
Quindi è vero che la legge ti offre un salvagente, ma se ti ci aggrappi rischi, perché se poi guadagni più di quello che avevi previsto, scattano le sanzioni sulle imposte che non hai anticipato, sanzioni che possono arrivare fino al trenta per cento. Ma all'estero mettersi in proprio è così difficile come da noi? In Gran Bretagna per esempio, abbiamo incontrato una collega giornalista free lance, quindi libera professionista. Era la fine di gennaio.

JANE KOKAN - giornalista free lance
Ecco, è ora di preparare la dichiarazione dei redditi per il 2002.

D - Non devi anticipare anche tu le imposte durante l'anno?

JANE KOKAN - giornalista free lance
No, fondamentalmente devo solo calcolare quanto ho fatturato (e spero che non sia troppo) , e pagare di conseguenza.
Penso che ci sarebbe una sollevazione popolare, la gente scenderebbe a dimostrare in piazza se introducessero in Inghilterra una norma così ridicola. Gli inglesi non l'approverebbero.

AUTRICE
Quindi la collega in Inghilterra non rischia di doversi indebitare con la banca per pagare le imposte, perché versa una cifra che ha già incassato e se le calcola sulla sua calcolatrice.
E in Germania? Siamo andati a vedere anche lì e il fisco tedesco è di quelli che i soldi li vogliono in anticipo, e anche tanti, ma per chi inizia un'attività almeno il primo anno prevede delle facilitazioni.

RALPH KRILL - consulente fiscale
Mettiamo che uno durante il primo anno di attività guadagni 10 mila euro: fino a questa cifra, il fisco tedesco non gli chiederà di pagare alcuna imposta.

AUTRICE
Anche in Germania, come da noi, chi fa fattura versa l'I.v.a. ogni tre mesi oppure tutti i mesi, e l'I.v.a. da loro non è il 20% ma il 16%. Al fisco tedesco non importa se la fattura è stata incassata o no, ma è prevista per il contribuente un'uscita di sicurezza.

RALPH KRILL - consulente fiscale
Puoi dire al Fisco "non voglio pagare le imposte per del denaro che non ho incassato". Il Fisco ti richiederà di firmare una dichiarazione, con cui ti impegni a saldare il tuo debito fiscale quando avrai incassato le fatture. Dopodiché nel momento in cui ti arriveranno effettivamente i soldi sul conto, solo allora pagherai le imposte.

AUTRICE
In Italia invece l'impresa deve pagare l'I.v.a. alle date prefissate anche se i soldi non sono arrivati. Solo il libero professionista ha la possibilità di non anticipare l'I.v.a., perché può emettere un "avviso di parcella" e poi fare la fattura nel momento in cui incassa.
Ma se abbiamo visto che all'estero gli uffici finanziari riescono a venire un po' incontro al contribuente, perché in Italia le imposte sul reddito si devono riscuotere in anticipo?

ANTONIO IORIO - Agenzia delle Entrate
Proprio per avvicinare il guadagno al pagamento delle imposte. Io quest'anno, nel 2003, ho guadagnato. Per cui con gli acconti si cerca parzialmente di far pagare già nello stesso anno in cui c'è stata la ricchezza, anche le imposte.

AUTRICE
Fatto sta che lo Stato i soldi li vuole in anticipo anche quando è in lite con il contribuente. In sostanza ti dice: "prima me li dai e poi discutiamo".

STEFANO MONDINI - doppiatore
Noi appunto, essendo trattati sia da lavoratori autonomi che da lavoratori indipendenti, abbiamo quasi una doppia contabilità, e questo ci crea problemi con gli uffici del Fisco. Attualmente ne ho uno in corso per il 1996 di una cifra che è circa 18 milioni fra sanzioni e tasse che dovrei teoricamente dare allo Stato.

D - E questi bisogna anticiparglieli allo Stato?

STEFANO MONDINI - doppiatore
Se non scatta una sospensione, sì.

D - E poi, se uno ha ragione?

STEFANO MONDINI - doppiatore
Verrà rimborsato....tra qualche anno.

AUTRICE
Quando è lui a dover pagare invece, improvvisamente lo Stato non ha più l'ossessione della puntualità, come sanno bene tutte le imprese che forniscono i loro beni o servizi al settore pubblico.

D - Chi vi deve pagare qui in Campania è l'Asl?

FABRIZIO CERINO - amministratore delegato Nephrocare
E' l'Asl, in sostanza.

D - E vi pagano in tempo?

FABRIZIO CERINO - amministratore delegato Nephrocare
No, purtroppo no. Loro dovrebbero pagare nel termine di 90 giorni. La realtà che noi viviamo oggi è quella di un ritardo nei pagamenti che a volte si avvicina a più di un anno, sostanzialmente.

AUTRICE
Nei pagamenti le più puntuali sono le Università, i più ritardatari sono gli ospedali: anche due anni per pagare una fattura. E la motivazione qual è?

IVANO BATTAGLIA - responsabile commerciale Lab Service Analytica
Che i fondi non sono arrivati, non sono disponibili, non sono ......erogati.

AUTRICE
Il problema è grave soprattutto per chi importa dall'estero, perchè nel resto d'Europa al 30° giorno i fornitori vogliono avere i soldi in banca se no bloccano le consegne.

ALVARO FIGNA - presidente Lab Service Analytica
"Noi siamo importatori di strumentazione, siamo costretti a pagare i nostri fornitori a 30 giorni, 40 massimo. Contro una media di 120/180 giorni e più in passato, che è il termine medio di pagamento del nostro cliente abituale italiano"

AUTRICE
Quindi che cosa succede quando lo Stato ritarda nei pagamenti? Succede che le imprese sono costrette a funzionare come una banca, perché pagano gli interessi al posto suo. Ma siccome le imprese non intendono rimetterci gli interessi , va a finire che aumentano i prezzi, e quindi il maggior costo dovuto ai ritardi si scarica alla fine sul cittadino contribuente.

ALVARO FIGNA - presidente Lab Service Analytica
Penso che si possa parlare da un minimo di 10 a un massimo di 20/25% in più.

D - Per il cittadino?

ALVARO FIGNA - presidente Lab Service Analytica
Esatto. Di maggiorazione sul prezzo del prodotto che noi vendiamo.

AUTRICE
Per esempio in Campania il 90% del servizio di emodialisi è garantito dagli ambulatori privati. I tempi con cui alcune Asl pagano le fatture sono di 300 giorni. Quindi qual è il rischio per i 5000 pazienti della Campania in terapia dialitica ?

GIULIANNA FUSCO - Associazione campana ambulatori emodialisi
Che gli ambulatori di emodialisi non possano più assicurare la terapia agli ammalati, perché non sono in grado di pagare i dipendenti, perché non sono in grado di pagare le tasse, perché non hanno più credito dalle banche. Sta di fatto comunque che tutte le Asl pagano gli stipendi ai loro dipendenti, quindi devo ritenere che delle risorse le abbiano. Come vengono destinate, è cosa da chiedere ai direttori generali.

AUTRICE
Chiediamolo al direttore generale dell'Asl Napoli 1. Come mai non rispettate i 90 giorni per i pagamenti?

al telefono Angelo Montemarano, Direttore generale Asl Napoli 1
"C'era proprio mancanza di disponibilità. La Regione Campania ha dovuto fare un mutuo di 1600 miliardi di vecchie lire. Ieri, l'altro ieri, ho firmato dei mandati e siamo arrivati a settembre 2002, a tutto settembre 2002. Quindi sono 6 mesi di ritardo, 180 giorni, che è una media diciamo, tutto sommato, che è consentita. E' quasi uno standard a livello nazionale".

AUTRICE
Insomma, sei mesi di ritardo è lo standard nazionale. Ma chi è responsabile? Siamo risaliti al terminale ultimo e abbiamo chiesto un'intervista a quello che tiene i cordoni della borsa cioè il Ministero dell'Economia:

Al telefono:

"Il dottore in questo momento non c'è, se mi lascia il suo recapito telefonico..."

Autrice: "Io veramente sto già chiamando diverse volte e non riesco mai a parlarci. Noi stiamo cercando di capire perché le aziende che lavorano per il settore pubblico devono aspettare sei mesi per essere pagate. Siccome chi le paga sono le Asl abbiamo chiesto alle Asl per esempio e ci hanno risposto perché non ci sono i soldi sufficienti, siccome le Asl prendono i soldi dalle Regioni, secondo le Regioni è lo Stato che non gli dà i soldi abbastanza perché il fondo sanitario nazionale, secondo loro, è sottostimato. A questo punto quindi abbiamo pensato di chiedere al Ministero dell'Economia se si riesce a trovare un motivo, se ci aiutano a trovare un motivo per capire perché questi fondi non arrivano. Mi fa sapere?"

"Ok"

AUTRICE
Ma alla fine il Ministero dell'Economia non ci ha dato udienza e quindi il motivo per cui alle imprese non arrivano i soldi in tempo non siamo in grado di spiegarvelo. Fatto sta che le imprese le imposte sul reddito le devono pagare puntualmente.

FABRIZIO CERINO - amministratore delegato Nephrocare
Circa 3 miliardi sono ancora sospesi.

D - Però su questi avete già pagato le tasse?

FABRIZIO CERINO - amministratore delegato Nephrocare
Su questi abbiamo interamente pagato le tasse, così come abbiamo pagato le tasse nell'anno 2000 su importi che abbiamo incassato non più tardi del 2002.

AUTRICE
L'assurdo è che se io fornisco allo Stato e lo Stato mi paga in ritardo, è previsto che io possa ritardare a mia volta soltanto il versamento dell'I.v.a., ma non quello delle imposte sul reddito, perché?

ANTONIO IORIO - Agenzia delle Entrate
Questa è una bella domanda. Perché purtroppo ai fini delle imposte sui redditi, la tassazione avviene per periodo di imposta, che è svincolato dall'ingresso dei soldi, per capirci. Per l'impresa, per motivi economici ma previsti dal codice civile, il ricavo non è l'incasso, ma è praticamente la vendita.

AUTRICE
Che tradotto significa: se tu azienda hai incassato meno a me, Stato, non importa e se a pagarti sono io non mi importa lo stesso anche se nel frattempo è entrata in vigore una direttiva europea che fissa i termini di pagamento a 30 giorni, passati i quali automaticamente scattano gli interessi. Sarà vero?

GIULIANNA FUSCO - Associazione campana ambulatori emodialisi
Siamo lontanissimi da questo. E per favore metteteci in condizioni se non altro di pagare le tasse allo Stato.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Insomma il cittadino deve comportarsi in modo responsabile, ed è giusto, è meno giusto piazzare una multa del 30% se uno si è sbagliato, ed è da usurai chiedere di anticipare le tasse su fatture che lo Stato salda con anni di ritardo, senza nemmeno sentirsi in dovere di spiegare il perché.
Lo Stato sembra essere invece più comprensivo verso coloro che non hanno mai versato una lira, verso i ladri, che con un condono tombale che va dal 4 all'8% su milioni o miliardi di tasse mai pagate, chiudono la partita.
E' giusto che ci sia la possibilità di redimersi dai peccati, pagando qualcosa che però suoni almeno come una punizione, non un premio.

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