Rai 3
Televideo

Puntata del 08/05/2005

DOPING NELLA STALLA - aggiornamento del 7 aprile 2002

in onda il 08.05.05

di - Salute

Autori: Sabrina Giannini
Inchiesta: Com'è andata a finire
Argomenti: Salute
Stagioni: 2005


VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Era il 19 dicembre del 2000 quando sul tavolo del dottor Barbarino giunse il risultato di un analisi fatta su di un bovino da carne. Secondo quell’analisi all’animale era stato iniettato un ormone, il boldenone.

Da Report del 7 aprile 2002

GANDOLFO BARBARINO – responsabile piano residui regione Piemonte
Allora, è un maschio, boldenone alpha: 4,6 pp. Quindi bisogna andare a fare il sequestro, le solite cose.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
A sequestrare l’allevamento andarono i Nas dei carabinieri, e come di routine c’erano anche i veterinari della sanità pubblica che dovevano prelevare il sangue dei bovini per confermare o meno la presenza dell’ormone illegale.

ALLEVATORE
Deve venire della gente a prelevare così, io la coscienza ce l’ho a posto..

AUTRICE
Guardi potrebbe essere ovunque, è per riprendere l'analisi, potrebbe essere ovunque.

ALLEVATORE
Non mi interessa. Il veterinario fa il suo lavoro il reporter vada da un’altra parte.

AUTRICE
E dove?

ALLEVATORE
Mah, da un’altra parte ma non in casa mia.

AUTRICE
Posso parlarle civilmente? Lei non c’è ci sono dei militari, devono fare un prelievo di routine. Lo fanno in centinaia di altri posti.

ALLEVATORE
Non mi interessa, vada in un altro posto, va bene?

AUTRICE
Perché non posso riprendere, fanno i prelievi per gli ormoni.

ALLEVATORE
Perché è una cosa privata.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Un affare privato ma al pubblico era destinata la carne di quei bovini, e le sostanze anabolizzanti usate per gonfiare gli animali sono vietate dall’Unione europea. Il doping zootecnico è reato in Europa. Ma soltanto se la seconda analisi conferma la presenza dell’ormone l’allevatore viene indagato di prassi per uso di sostanze illecite. E l’analisi confermò la presenza del boldenone.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
E dopo cosa è successo? Il boldenone è un ormone che gonfia gli animali, così pesano di più, ed è stato trovato in tanti allevamenti, ma è anche una sostanza che confonde le acque, perché un ormone molto simile viene prodotto dall’animale naturalmente. Gli allevatori si sono difesi dicendo che si trattava di una sostanza naturale, e dalla loro avevano il laboratorio di riferimento dell’unione europea che ha sede in Olanda. Il nostro Ministero della salute invece la pensava diversamente . Come è andata a finire ce lo racconta Sabrina Giannini

AUTRICE
Noi possiamo sapere ora cosa successe in sede giudiziaria a quell’allevatore, se ha pagato, se è stato assolto?

GANDOLFO BARBARINO – responsabile piano residui regione Piemonte
Molti dei procedimenti penali erano stati avviati e molti tribunali si sono orientati per una sentenza di assoluzione o di archiviazione.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Perché qualcosa è successo in questi anni. Eccome. Se migliaia di procedimenti sono stati archiviati è perché gli allevatori dalla loro parte avevano – nientemeno – gli esperti dell’Unione europea che consideravano il boldenone un ormone prodotto naturalmente dall’animale. La dottoressa Draisci dell’ Istituto superiore di Sanità invece la pensava diversamente. Dietro il boldenone c’era la mano dell’uomo che somministrava l’ormone.

ROSA DRAISCI – direttore reparto rischio chimico ISS
I dubbi erano non sulla natura endogena, ma i dubbi erano che quando si fa un’affermazione bisogna dimostrare e comprendere l’origine.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Ma il laboratorio della comunità europea con sede in Olanda non aveva prove per dimostrarlo. Così, l’Istituto superiore di sanità avviò una ricerca per conto suo finché un giorno arrivò la più importante delle prove.

Repertorio dal Tg3 del 16 febbraio 2004
Farmaci proibiti somministrati senza precauzioni e controlli a polli, bovini, conigli, pesci persino a fagiani e quaglie. I carabinieri del nucleo antisofisticazione di Bologna hanno scoperto un’organizzazione diffusa in tutta Italia, arrestando 54 persone e indagandone altre 44 su disposizione della procura di Rimini.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Oggi, a due anni e mezzo da quell’operazione, siamo in attesa dell’inizio del processo. Le prove sono custodite in questo deposito di Bologna. Tra le tonnellate di farmaci, compresi alcuni catalogati come cancerogeni e somministrati un po’ a tutti gli animali da allevamento, dai pesci ai polli, sono state ritrovate anche le sostanze dopanti.

MARCELLO GALANZI – comandante NAS gruppo Roma
Questi che vediamo invece sono tutti ormoni ad effetto anabolizzante: questo è il boldenone e questi sono kocktail che contengono boldenone e altre sei sostanze.

AUTRICE
Alla faccia della produzione endogena!

MARCELLO GALANZI – comandante NAS gruppo Roma
Sì, infatti molti sostenevano che erano prodotti naturalmente dagli animali e il nostro ritrovamento, primo in Europa in notevoli quantitivi, e ha dimostratola natura esogena.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
La natura esogena del boldenone, ovvero sintetizzato in un laboratorio clandestino e pronto per essere somministrato agli animali. Altroché ormone naturale.

ROSA DRAISCI – direttore reparto rischio chimico ISS
Ė stato immediatamente comunicato che c’era stato il sequestro in Italia e in quel caso anche gli olandesi hanno dovuto tener conto di questo avvenimento.

AUTRICE
Diciamo che il ritrovamento è stato importante…

ROSA DRAISCI – direttore reparto rischio chimico ISS
Ė stato importante in quanto è stato poi la conferma dei risultati di diverse ricerche condotte da diversi enti di ricerca.

MARCELLO GALANZI – comandante NAS gruppo Roma
Ovviamente una volta che è stata ufficializzata la cosa, il boldenone non è stato più trovato negli animali e tutte le analisi successive hanno dato esito negativo.

AUTRICE
E allora verrebbe da sorridere e dire: “Ma come veniva prodotto dall’animale..

MARCELLO GALANZI – comandante NAS gruppo Roma
E adesso non lo produce più”.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Delle due l’una: o tutti i bovini italiani – miracolosamente - hanno mutato di colpo il loro metabolismo smettendo di produrre il boldenone, oppure gli allevatori senza scrupoli hanno smesso di somministrarlo.
In massa e in tutta Italia. Che coincidenza… proprio quando l’Unione europea aveva condiviso l’opinione degli esperti italiani catalogando il boldenone come una sostanza che poteva essere introdotta illecitamente nell’animale.

GANDOLFO BARBARINO – responsabile piano residui regione Piemonte
Nel 2002 per il boldenone erano state eseguite 10 mila 293 analisi, mille e 23 positività, un indice di positività di quasi il 10 per cento sui controlli eseguiti. Però il 2002 è stata la punta massima. Da lì poi dopo queste misure che sono state adottate c’è stato il tracollo.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Da mille bovini trovati positivi all’analisi del boldenone nel 2002 si è passati, l’anno successivo, a soli trenta animali. E l’anno scorso ancora meno.

ROSA DRAISCI – direttore reparto rischio chimico ISS
Sulla questione boldenone c’è una raccomandazione europea che ha definito qual è il criterio analitico per poter distinguere e dichiarare un trattamento, un vitello trattato.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Resta da capire perché il laboratorio di riferimento dell’Unione europea che, ripetiamo ha sede in Olanda, insistesse tanto nel definire naturale il boldenone. Noi italiani importavamo ed importiamo tonnellate di carne bovina dall’Olanda. La situazione era paradossale. A proposito: da dove venivano i flaconi ritrovati dai Nas contenete boldenone? Dall’Olanda.

AUTRICE
Ma il fatto che adesso noi non troviamo più il boldenone, significa che non usano più sostanze illecite oppure c’è uno scenario completamente diverso, meno ottimistico?

GANDOLFO BARBARINO – responsabile piano residui regione Piemonte
Diciamo che oramai è provato che storicamente si modificano i protocolli di trattamento degli animali come avviene anche nel doping uamno.

AUTRICE
Praticamente che cosa succede?

GANDOLFO BARBARINO – responsabile piano residui regione Piemonte
Che cambiano le molecole, si cercano nuove tipologia di trattamento per bypassare il controllo ufficiale, il controllo pubblico.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Una volta scoperti cosa fanno? Si adeguano e raggirano i controlli. In che modo? Con i cocktail chimici. Nel 2000 la sanità pubblica piemontese fece analizzare questi flaconi sequestrati in un allevamento di vitelli a carne bianca. Il risultato confermò che quei flaconi contenevano miscele di cortisonici, miscelati e modificati quanto bastava per renderli invisibili ad ogni controllo. Da allora è cambiato poco. In tempi più recenti e in altre regioni, anche i Nas dei carabinieri hanno trovato altri cocktail.

MARCELLO GALANZI – comandante NAS gruppo Roma
Loro adottavano appunto la tecnica di preparare altri cocktail che contenevano dei bassi dosaggi di ogni sostanza che però messi insieme, come diceva Totò, è la somma che fa il totale, avevano l’effetto desiderato anabolizzante di ingrassare l’animale. La provenienza è nord europea.

BARTOLOMEO BIOLATTI - Università degli Studi di Torino - Facoltà di medicina veterinaria Responsabile scientifico della ricerca finanziata dalla Regione Piemonte

GANDOLFO BARBARINO – responsabile piano residui regione Piemonte
Questo vede è un sequestro fatto in Olanda di quei preparati, quei flaconcini che vede qua. Si è trovato praticamente in questi flaconi un cocktail che era costituito da 9 androgeni, un estrogeno, un gestageni e due cortisonici. Quindi in tutto praticamente 13 sostanze diverse a bassissime dosi.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Questo è solo l’ultimo preparato clandestino scoperto per caso.
Per quanti anni sia stato utilizzato senza essere scoperto dai controlli non si sa dove, lo possiamo immaginare. Questo commercio non ha confini, proprio come l’Unione Europea. Si avvale di chimici capaci che sono sempre un passo avanti rispetto alle autorità sanitarie. Purtroppo dobbiamo dire che non è cambiato nulla in cinque anni. Sarà perché non ci sono alternative oppure perché le alternative non si vogliono trovare? Quattro anni fa Eravamo al macello di Torino per seguire la prima fase di una ricerca finanziata dalla regione Piemonte. Lo studio voleva verificare se era possibile trovare qualche traccia dei trattamenti illegali sugli organi degli animali.

Da Report del 7 aprile 2002

BARTOLOMEO BIOLATTI - Università degli Studi di Torino - Facoltà di medicina veterinaria Responsabile scientifico della ricerca finanziata dalla Regione Piemonte
Qui c'è il pene e un pezzo di uretra pelvica. Gli ormoni sessuali. Questi (testicoli) vanno in atrofia, diminuiscono di volume e le cellule della linea seminale scompaiono.
Succede anche nell'uomo quelli che fanno body building, diventano impotenti. Impotenti no, hanno una azospeermia, difetti degli spermatozoi. Se una grossa partita di animali presenta una mammella differenziata noi abbiamo la forte convinzione che sia stato utilizzato l'ormone sessuale a scopo anabolizzante.
Animali di cinque mesi eh, sono come bambini.Il timo risente dell'effetto dei cortisonici.
Il cortisone viene impiegato insieme agli anabolizzanti anche se non è un anabolizzante. Ha alcuni effetti benefici sugli animali. Intanto viene dato a fine del ciclo, quando l'animale è stanco: il cortisone fa star bene, mette appetito, l'animale mangia di più.
Però alcuni allevatori sostengono che ha un effetto anche sul colore delle carni.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Qualche mese dopo arrivò il risultato. Allarmante. Il 70 per cento dei timi degli animali presentava alterazioni, una conferma dell’uso massiccio del cortisone. E un terzo degli animali giovani presentava alterazioni agli organi sessuali, alterazioni causate dalle sostanze anabolizzanti.

BARTOLOMEO BIOLATTI - Università degli Studi di Torino - Facoltà di medicina veterinaria Responsabile scientifico della ricerca finanziata dalla Regione Piemonte
Questo è un vitello di cinque mesi che presenta un discreto sviluppo della mammella rispetto a questo che è un soggetto normale, non trattato e la mammella è molto più ridotta.
Ecco questo per farle vedere le alterazioni macroscopiche. Questa è un'ovaia di un soggetto normale e questa di uno trattato con ormoni.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
E oggi? Il Ministero della salute si è accorto di quello studio e ha avviato un progetto pilota che sarà completo a giorni e che ha coinvolto più regioni. Questo è il resoconto di un controllo a tappeto fatto nei macelli piemontesi.

AUTRICE
Siete andati lì senza avvisare nessuno?

GANDOLFO BARBARINO – responsabile piano residui regione Piemonte
Sì, senza avvisare, quindi c’è un’iperstimolazione di questi organi dovuti a sostanze…Sì, sostanze estrogene in particolare. Si dice comunque emorragica, perché l’impressione è di questo qui. Anche perché la scelta degli animali è del tutto casuale. Qui la scomparsa della cresta tracheale, questo è minimo di trattamenti con betagonisti. Questo è un timo toracico di un bovino che praticamente è atrofizzato, però le ripercussioni sull’organo sono veramente terrificanti, ed essendo questo un organo importantissimo dal punto di vista immunitario.

AUTRICE
Lei come veterinario, se dovesse andare in un allevamento dove non sono trattati gli animali, queste alterazioni non le avrebbe mai viste?

GANDOLFO BARBARINO – responsabile piano residui regione Piemonte
Assolutamente non le avrei viste, sono cose molte remote e improbabili. In definitiva i sospetti 33 per cento dai primi riscontri che abbiamo abbiamo la conferma che non era una realtà piemontese ma che coinvolgeva altri territori, altre regioni.

VOCE DELL’AUTRICE FUORI CAMPO
Questo sistema consentirebbe di individuare gli allevatori disonesti e orientare i controlli solo sui sospetti. Un metodo indiretto per scoprire i furbi a tutela degli allevatori onesti che sono la maggioranza ma forse meno potenti. speriamo che in Italia si adotti presto questo sistema per perseguire gli allevatori che frodano infine: Perché l’Unione europea non rende obbligatorio questo metodo in tutti gli stati?. Pur sapendo che è valido e scientifico? E pur sapendo che le cifre ufficiali dei piani residui sono tranquillizzanti in tutti i paesi ma lontanissimi dalla realtà? Stando così le cose dobbiamo pensare che si sia scelto –deliberatamente, anzi politicamente - di spuntare le armi dei controllori e lasciare che le merci circolino senza avere troppi paletti. Meglio che la porta di tutti gli allevamenti intensivi resti chiusa. meno si vede quel che succede là dentro e meglio è. Per il mercato, si intende.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Il controllo sugli organi bersaglio permette di capire se all’animale sono stati somministrati farmaci o ormoni. Siccome sai esattamente la provenienza dell’animale, possono scattare controlli mirati su quell’allevatore e sarebbe la fine dei cocktail dopanti. Allora Ci si aspetta che il Ministero della salute ordini questi controlli a livello nazionale e che l’unione europea estenda l’obbligo a tutti i paesi membri. A tutela degli allevatori onesti e della nostra salute.

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