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Puntata del 29/04/2007

BUONE VACANZE!

In onda domenica 29 aprile 2007

di - Economia

BUONE VACANZE!

Argomenti: Economia
Autori: Giovanna Boursier
Stagioni: 2007

MILENA GABANELLI IN STUDIO
L'Italia, lo dicono tutte le guide del mondo, è un paese unico e nessuno ce lo può replicare, il turismo è la nostra più grande risorsa e investire qui dovrebbe essere un'attività molto redditizia.

GIOVANNA BOURSIER
Perché ci avete chiesto 5 milioni di euro. Cosa abbiamo detto di sbagliato?

SERGIO D'ANTONI - viceministro sviluppo economico
No, non ve lo ha chiesto il Ministero dello sviluppo economico, ve lo ha chiesto la precedente gestione di Sviluppo Italia che ora non c'è più, quindi è una domanda che non va fatta a me. Perché mi sono mosso per cambiarli anche sulla base del fatto che facevano delle cose non giuste.

GIOVANNA BOURSIER
Ma io voglio sapere da lei se e che cosa abbiamo detto di sbagliato?

SERGIO D'ANTONI - viceministro sviluppo economico
Ma io ho visto la trasmissione, ho trovato che avete fatto un atto di denuncia. Tanto ne abbiamo tenuto conto da provvedere quindi..

GIOVANNA BOURSIER
Quindi secondo lei non abbiamo detto niente di sbagliato?

SERGIO D'ANTONI - viceministro sviluppo economico
No, assolutamente.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Se abbiamo detto qualcosa di sbagliato questa è l'occasione giusta per rimediare. L'intervista con il nuovo amministratore di Sviluppo Italia è concordata. Ci aspetta lo staff al completo ma anche una troupe che ci riprende. Il fatto è insolito.

GIOVANNA BOURSIER
Io non voglio essere filmata mentre faccio la mia intervista e il mio lavoro. Io sto facendo un'intervista per Report e mi ritrovo con una troupe che mi filma e mi riprende? Ma non mi è mai successo una cosa del genere, ma scusatemi eh!!

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Così insolito che alla fine la troupe esce. Ma registrano l'audio.

GIOVANNA BOURSIER
Visto che cominciamo così mi dica ci avete chiesto 5 milioni di euro, cosa abbiamo detto di sbagliato?

DOMENICO ARCURI - Amm. delegato Sviluppo Italia
Io non sono abituato a commentare questioni che accadono quando io non sono uno  dei protagonisti o quantomeno uno delle persone coinvolte. Io come lei sa sono arrivato qui da 4 settimane  la vicenda a cui lei fa riferimento ha a che fare con un tempo precedente. Offrirle la mia opinione da cittadino o da spettatore  o da utente della trasmissione non credo  rilevi.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Di Sviluppo Italia c'eravamo parzialmente occupati lo scorso ottobre e i vertici che nel frattempo sono stati sostituiti ci hanno citato per danni e la causa è in corso. La puntata si chiamava Cattivi Consigli e per chi la volesse vedere è disponibile sul nostro sito report.rai.it . Ad ogni modo Sviluppo Italia è un'agenzia governativa nata nel 99, una specie di Cassa del Mezzogiorno con l'obiettivo di attrarre investimenti esteri in particolare al sud. Però in questi anni pare che non abbia lavorato molto bene e il governo ha mandato a casa il vecchio cda e a febbraio ne ha nominato uno nuovo. I consiglieri ridotti da 9 a tre. Che si ritrovano sul tavolo un po' di gatte da pelare come ci racconta  la nostra Giovanna Boursier. 

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Sciacca e' una cittadina di 40mila abitanti che si affaccia sul bellissimo mare siciliano. Non può sfuggire a chi vuole investire nel turismo, e costruire villaggi vuol dire posti di lavoro, che qui mancano. Su questa spiaggia, che si chiama Verdura,  vogliono costruire lo Sciacca Golf Resort: due campi da golf,  200 camere di lusso, suite, ville residenziali, piscine, campi da tennis, centro benessere e un anfiteatro. Il progetto e' della Rocco Forte Hotels e Sir Rocco Forte  e' un inglese proprietario dei più prestigiosi hotel di lusso in Europa. A Roma possiede l'hotel de Russie.

GIOVANNA BOURSIER
Quanto costa tutto il progetto del Resort di Sciacca?

MORENO OCCHIOLINI - Amm. delegato Rocco Forte Hotel
Il progetto oggi ha un valore di 130 milioni di euro

GIOVANNA BOURSIER
Quanti ne mette lo stato e quanti ne mette la Rocco Forte?

MORENO OCCHIOLINI - Amm. delegato Rocco Forte Hotel
Lo stato dovrebbe ne mettere 44,5 e Sviluppo Italia dovrebbe mettere 7,5 come equity e il resto Roccaforte.

GIOVANNA BOURSIER
E la Regione quanto mette?

MORENO OCCHIOLINI - Amm. delegato Rocco Forte Hotel
2,9 milioni stanziati dal Cipe. Sono quelli necessari per il ripristino di tutta la falesia, quindi della costa. E questo è la Regione che si è presa questo impegno attraverso Sviluppo Italia, quindi il soggetto attuatore dovrebbe diventare Sv. Italia

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Sviluppo Italia è l'agenzia governativa che deve attrarre investimenti esteri e favorirne l'insediamento, cioè semplificare la vita dell'imprenditore straniero dandogli una mano nell'iter burocratico delle pratiche autorizzazioni e  finanziamenti.

GIOVANNA BOURSIER
Quanto vi è stata utile Sviluppo Italia?

MORENO OCCHIOLINI - Amm. delegato Rocco Forte Hotel
Beh, non ci è stata molto utile.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
A Sciacca Sviluppo Italia si è assunta l'onere, con i soldi della regione, di mettere a posto la costa.

ANGELO DI MARCA - LEGAMBIENTE
In questo caso diviene a tutti gli effetti stazione appaltante di un'opera pubblica che avrebbe potuto realizzare qualunque genio civile, qualunque comune, qualunque provincia.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
La regione poteva far da sola e mettere a posto questa costa che invece sta crollando. Perché Sviluppo Italia, per ora, non ha nemmeno cominciato.

GIOVANNA BOURSIER
Perché?

SERGIO D'ANTONI - viceministro sviluppo economico
No, non mi faccia questa domanda, questo appartiene alla gestione precedente, non tocca a noi mettere a posto coste di nessun genere, né a Sviluppo Italia.

DOMENICO ARCURI - Amm. delegato Sviluppo Italia
Io non sono sicuro che Sviluppo Italia debba mettere a posto la costa.

GIOVANNA BOURSIER
Guardi esiste un contratto...

DOMENICO ARCURI - Amm. delegato Sviluppo Italia
Non mi pare. Sviluppo Italia è il soggetto finanziatore dell'iniziativa.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Il contratto datato 27 gennaio 2005 dice che Sviluppo Italia fa quello che non dovrebbe fare, ovvero si impegna con Rocco Forte a risanare la costa. Questo è il bando di gara per i lavori, del 9 agosto 2006. Sempre in questa zona sviluppo Italia ha anche comprato dalla regione  alcuni terreni confinanti con il futuro resort.
Sono quelli della ex Sitas - società italiana terme Abano Sciacca. Da queste parti la storia della Sitas se la ricordano tutti.

ALBERTO MONTALBANO -Direttore "Otto e Mezzo"
La vicenda Sitas ha aspetti concreti e aspetti leggendari. Aspetti leggendari che parlavano della possibilità  di fare una specie di misto per cui contemporaneamente c'era da una parte il mare riscaldato artificialmente, quindi con i pesci tropicali e contemporaneamente su neve artificiale su una collina che domina Sciacca, con una funivia che portava direttamente dai tropici alle nevi del Trentino.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Eravamo negli anni 70 e per il mare tropicale  avevano persino comprato 2 orche, secondo le cronache pagate 400 milioni di lire dai fondi regionali.

GIOVANNA BOURSIER
Non son mai arrivate qua le orche?

ALBERTO MONTALBANO -Direttore "Otto e Mezzo"
No, per loro fortuna sono rimaste in Islanda.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Già allora si puntava sul turismo per creare occupazione e sviluppo. A comandare era la dc, e da queste parti aveva il suo bacino di voti Calogero Mannino, che poi diventò ministro,fu condannato per concorso in associazione mafiosa, la cassazione ha annullato la sentenza, l'ha rimandata alla Corte di Appello e in attesa di quella definitiva è diventato senatore dell'Udc e a Sciacca possiede questa proprietà.

ALBERTO MONTALBANO -Direttore "Otto e Mezzo"
Quando io ero bambino con l'allora ministro Calogero Mannino che promise dal palco  dove si tengono i comizi qui sulla piazza principale del paese, disse richiamate gli emigranti che qui ci sarà lavoro per tutti.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
La regione, dove all'epoca c'era Rino Nicolosi, finanzia la Sitas. Dovevano costruire 11 alberghi con impianto termale, 7 mila posti letto e dare lavoro a circa 8mila persone, di alberghi ne fecero 4 e 2 non  funzionano. 600 miliardi che però non sono finiti nel lavoro per tutti.

ALBERTO MONTALBANO -Direttore "Otto e Mezzo"
Non c'è stato lavoro per tutti, c'è stato molto lavoro per la magistratura. Il lavoro c'è stato ma solo nella fase di realizzazione degli alberghi che poi sono stati poi chiusi per tantissimi anni e aperti da un privato solo quando è crollata la prima repubblica.

GIOVANNA BOURSIER
Cioè siete pieni di hotel che non funzionano?

ALBERTO MONTALBANO -Direttore "Otto e Mezzo"
Si, c'è un albergo sul monte San Calogero inaugurato 3 volte e adesso la regione siciliana sta dando un altro contributo per ristrutturarlo per la quarta.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Ma erano i tempi della cassa del mezzogiorno e degli sprechi. Nel 2005 arriva Sviluppo Italia che compra i terreni della Sitas e li da alla sua controllata Italia Turismo. In 2 anni non ci ha fatto nulla.

DOMENICO ARCURI - Amm. delegato Sviluppo Italia
Stiamo facendo un villaggio turistico con Italia turismo

GIOVANNA BOURSIER
Cioè avete cominciato a costruirlo?

DOMENICO ARCURI - Amm. delegato Sviluppo Italia
Assolutamente si.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Questa foto è stata scattata una settimana fa e per ora non c'è nessun cantiere. Nel frattempo Sviluppo Italia finanzia il Resort di Rocco Forte che sta a un passo.

UOMO
noi riteniamo di avere tutte le condizioni per fare turismo. Quindi per noi va benissimo.

GIOVANNA BOURSIER
Uno dice portano soldi, turisti. Portano lavoro?

RAGAZZO
Si, soprattutto lavoro che è quello che manca

PARRUCCHIERE
Gli abitanti di Sciacca intanto non avranno più accesso al mare. Il demanio pubblico diventa privato e quindi tutti vengono addirittura scartati e messi in periferia.

DONNA
Là è una cosa  di alto livello che non è per noi. Si prendono le spiagge e ci lasciano senza niente. Che poi tutti i negozi è là e noi non vendiamo, il traffico c'è e buono pure. Ma soldi a noi non ci entra niente a Sciacca. Tra loro se lo gestiscono.

RAGAZZO
Spero che la mafia e la criminalità questa volta non c'entri.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Questa volta in Sicilia è sbarcato Sir Rocco Forte.  Attraverso un suo intermediario, che si chiama Barbieri, comincia a chiedere agli agricoltori di vendere i terreni. Si trattano i preliminari della vendita, ma niente caparra.

GIOVANNA BOURSIER
Voi la caparra non l'avete chiesta?

UOMO
No, no, assolutamente.

GIOVANNA BOURSIER
E però se per caso loro dicevano non compro più visto che sono passati parecchi anni, non avevate stabilito di metterci una caparra?

UOMO
No, no.
Si, se a un certo punto loro se ne andavano  e restavamo senza niente.

GIOVANNA BOURSIER
Ma non è una cosa che normalmente si fa? Quando uno compra una casa prima del  compromesso..

MORENO OCCHIOLINI - Amm. delegato Rocco Forte Hotel
Certo, è indubbio.
E infatti la difficoltà è stata spiegare ai singoli venditori che purtroppo, cioè noi abbiamo detto: o prendiamo tutti i terreni o se no non realizziamo il progetto, mi sembra logico no?

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Ma una signora si impunta e prima di impegnarsi a vendere chiede attraverso il suo avvocato una caparra. La Rocco Forte non accetta. L' avvocato rinuncia all'incarico, ma va in Procura e dichiara di essere stato minacciato. Il magistrato apre un'inchiesta e mette sotto controllo i telefoni. Questa è la conversazione fra uno degli intermediari,  Mimmo Ruvolo, e un agricoltore che deve vendere.

AL TELEFONO
Deve capire una cosa che vi sono persone che cambieranno la loro situazione su questo affare e c'è gente che è disposta a tutto purché si realizzi la cosa. Uno deve essere riflessivo in quello che fa, perché se due persone un domani bloccano tutta una situazione simile dove ci sono miliardi in giro e dove c'è, ascolti, dove ci può essere la mafia alle spalle, dove ci può essere gente che deve fornire calcestruzzi e muratura, falegnami, cioè vi sono interessi, qui, enormi. E quando la gente un domani saprà che Mimmo Ruvolo, faccio un esempio di me, blocca tutta questa iniziativa, io posso passare guai

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Il processo per estorsione si è chiuso un mese fa e la sentenza di primo grado condanna Ruvolo a 5 anni e 2 mesi. Alcuni dei terreni appartenevano a Elena e Roberto Merra, rispettivamente moglie e genero dell'onorevole Gianfranco Miccichè che nel governo Berlusconi era viceministro dell'economia con delega sul mezzogiorno. Decideva se e dove investire al sud. L'onorevole, sulla questione non vuole parlarci ma il progetto di Sciacca lo ha presentato in pompa magna.
Alle presentazioni c'era anche il sindaco.

GIOVANNA BOURSIER
Ma i terreni erano della famiglia  della moglie di Miccichè?

MARIO TURTURICI - Sindaco di Sciacca
Non  lo so, ne ho sentito parlare di questo però non so altro. Il viceministro Miccichè è venuto a inaugurare questa struttura perché ci credeva e ci crede.

GIOVANNA BOURSIER
Gianfranco Miccichè adesso è presidente dell' Assemblea regionale siciliana. In regione si sapeva che i terreni erano i suoi?

ROSSANA INTERLANDI- Assessore Regionale All'ambiente
No no io non sono al corrente di questo, non mi risulta. No.

GIOVANNA BOURSIER
Cioè non le risulta che siano stati venduti i terreni della signora Merra che è la moglie di Miccichè? Non ne sa nulla?

ROSSANA INTERLANDI- Assessore Regionale All'ambiente
No, no, non ne so nulla, non ho avuto neanche  possibilità di entrare nel merito di questa questione.

GIOVANNA BOURSIER
Perché stava sui giornali, quindi, la Regione, lui ora è presidente dell'Assemblea regionale, prima lui era viceministro dell'economia

ROSSANA INTERLANDI- Assessore Regionale All'ambiente
No, no, non ne sono al corrente, no.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Durante le indagini la procura sequestra i contratti di vendita ai Merra per più di 2 milioni di euro e dalle date si vede che saranno i primi a firmare gli atti. Ma ci vuole il piano di lottizzazione, che viene approvato in gran fretta nella  notte del 28 aprile 2004. L'ultimo giorno utile perché poi ci sarà il rinnovo del consiglio comunale e del sindaco di Sciacca.

GIOVANNA BOURSIER
Vuol dire che questo progetto aveva bisogno di un piano di lottizzazione perché si pagano meno tasse?

ALBERTO MONTALBANO -Direttore "Otto e Mezzo"
Se uno vende un terreno sul cui c'è piano di lottizzazione approvato, paga l'1% di spese di registrazione, altrimenti paga l'8%

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Il comune avrebbe quindi fatto uno sconto a Rocco Forte di 2 milioni di euro. Il progetto però non andava tanto bene e qualche mese dopo ne presentano un altro. Nella valutazione di impatto ambientale ci sono 33 prescrizioni, che significa "potete partire con i lavori ma modificate il progetto", cosa che non avviene. Legambiente fa un esposto e ad agosto scorso la procura li blocca. Si sta costruendo dove è vietato, poiché questa è un'area sic, cioè sito di importanza comunitaria. Inoltre il campo da golf non può arrivare fino alla spiaggia perché, dice la legge, è area demaniale.

GIOVANNA BOURSIER
Mi viene da chiedere: ma anche in Inghilterra si fa così, cioè uno comincia a lavorare e poi chiede i permessi e vede cosa si può fare oppure...?

MORENO OCCHIOLINI - Amm. delegato Rocco Forte Hotel
Non è andata proprio così. Sicuramente in Inghilterra non si fa così come non si dovrebbe fare così né in Italia, né in Germania, né da un'altra parte. Però i nostri disegni prevedono i campi da golf la dove sono cioè sul mare.

GIOVANNA BOURSIER
Nessun responsabile istituzionale, né Sviluppo Italia, né la regione, né gli enti preposti vi hanno mai detto il campo da golf sulla spiaggia non si può fare?

MORENO OCCHIOLINI - Amm. delegato Rocco Forte Hotel
No, assolutamente no.

GIOVANNA BOURSIER
Ma perché la verifica si fa dopo che i lavori sono cominciati. Possibile che uno prima comincia i lavori, spende soldi, soldi pubblici e privati e poi si accorge che non va bene le verifiche di impatto ambientale?

ROSSANA INTERLANDI- Assessore Regionale All'ambiente
Si è possibile infatti che questo accada. Perché i lavori che riguardano la Sicilia sono tanti. In questo momento noi abbiamo compiti di istruttoria, compiti di portare a termine le istruttorie e anche certamente la fase di controllo. Ma tutto questo richiede un investimento sul personale che è notevole per cui non si può temporizzare secondo le esigenze dei lavori ma secondo le esigenze della Regione.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
L'Assessorato all'ambiente della regione ha ben  379 dipendenti e forse non tutti fanno il loro lavoro. Invece il resort, che ha avuto aiuti dallo stato per portare sviluppo e posti di lavoro, ha cominciato a licenziare.

GIOVANNA BOURSIER
Lei è stato assunto con una promessa di lavoro per quanto tempo?

LAVORATORE LICENZIATO
Di più di anno e mezzo, 2

GIOVANNA BOURSIER
Poi è stato licenziato?

LAVORATORE LICENZIATO
Si, subito.

GIOVANNA BOURSIER
E perché?

LAVORATORE LICENZIATO
E perché dovevano fare riduzione personale e quindi eravamo in troppi. Non riesco a capire il motivo.

GIOVANNA BOURSIER
Se vi dicevano voi il campo da golf sulla spiaggia non lo potete fare andavate forse da un'altra parte?

MORENO OCCHIOLINI - Amm. delegato Rocco Forte Hotel
Ma sicuramente. Sicuramente

GIOVANNA BOURSIER
Se adesso la procura vi blocca i lavori cosa succede?

MORENO OCCHIOLINI - Amm. delegato Rocco Forte Hotel
Guardi noi speriamo che questo non succeda, e credo che il buon senso dovrebbe far sì che si trovino soluzioni e che si possa andare avanti. Se dovesse succedere questo chiaramente noi dovremmo capire su chi poterci rivalere.

GIOVANNA BOURSIER
Ma se se ne vanno, chiedono i danni, li paghiamo noi coi soldi pubblici?

SERGIO D'ANTONI - viceministro sviluppo economico
No, no, non paghiamo nessun danno. Se c'è un problema ambientale  non superabile non si paga nessun danno. Perché il problema ambientale fa parte proprio delle competenze istituzionali del comune e della regione nella concessione delle licenze.

DOMENICO ARCURI - Amm. delegato Sviluppo Italia
L'investimento di Rocco Forte è fermo perché l'assessorato all'ambiente io credo legittimamente ritiene che debba essere modificato per ritornare a norma secondo le leggi relative all'impatto ambientale.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Allora l'investitore straniero viene in Sicilia, che è già una zona unica al mondo, se può farne un'altra cosa unica al mondo: il campo da golf sulla spiaggia. Evidentemente gli è stato fatto credere che era possibile. In tutto questo Sviluppo Italia è  l'intermediario governativo che deve agevolare lo straniero che porta al sud soldi e sviluppo, invece entra anche in società sotto inchiesta, si fa dare soldi dalla regione per mettere a posto la costa,  ma poi siccome non è compito suo non lo fa e intanto la costa crolla, deve supervisionare i progetti, ma lo fa male e i lavori si fermano. Il risultato è che 10 giorni fa la procura ha messo i sigilli al cantiere.  Diciamo che più che favorire lo sviluppo fino a questo momento, in futuro speriamo di no, ha favorito come vedremo un po' di clientele. Dicevamo che Sviluppo Italia da un paio di mesi ha un nuovo vertice che dovrebbe riportare l'agenzia governativa alla sua missione originaria, e cioè attrarre investimenti esteri e smetterla di buttare denaro pubblico in operazioni che favoriscono gli amici. Le storie da affrontare per il nuovo vertice sono tante, anche quella di spartire una società  che si chiama Raphael, insieme a  proprietari eccellenti e pregiudicati. Siamo a Palermo.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Sempre nella prospettiva di rilanciare il turismo in Sicilia  dal 2000, Sviluppo Italia e' nel capitale della Raphael, che ristruttura alberghi. Uno e' il Federico II, gran lusso. Nella Raphael oltre a Sviluppo Italia ci sono i  fratelli Hopps e i 3 fratelli Cuffaro. Il più noto è Totò. Quando fecero la Raphael era assessore all'agricoltura. Gli Hopps sono 2, viticultori. Uno dei 2, Giacomo, è pregiudicato. Quando Sviluppo Italia entra nella Raphael era stato arrestato per malversazione e peculato. All' epoca amministratore delegato era Dario Cossutta.

GIOVANNA BOURSIER
Perché mettersi con un pregiudicato?

DARIO COSSUTTA - Amm. Delegato Sviluppo Italia nel 1999/2000
Allora le dico per me era impossibile sapere che questo signore era un pregiudicato se non fosse stato tra gli amministratori o direttamente nel libro soci della società. Come facevo a sapere chi era e quali cause aveva in corso?

GIOVANNA BOURSIER
Cioè uno che fa l'amministratore delegato di Sviluppo Italia non può controllare con chi si mette in società, cioè non c'è un modo per dire, soprattutto in Sicilia, io non mi metto con un pregiudicato?

DARIO COSSUTTA - Amm. Delegato Sviluppo Italia nel 1999/2000
Sicuramente bisognerebbe farlo, bisogna farlo e avremmo dovuto fare più attenzione. Mi prendo tutta la responsabilità del caso.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Cossutta nel 2000 ha lasciato la carica. Sono cambiati gli amministratori, ma Sviluppo Italia resta nella Raphael. I guai giudiziari per gli Hopps aumentano:  sono indagati per truffa allo stato. secondo l'accusa prendevano finanziamenti pubblici falsificando i documenti e senza averne titolo. Anche per la Raphael. Cuffaro, diventato presidente della regione, e' sotto processo per mafia

GIOVANNA BOURSIER
Presidente, sono Giovanna Boursier di Report, io vorrei chiederle dieci minuti per un'intervista?

SALVATORE CUFFARO - Presidente Regione Sicilia
Ci mettiamo d'accordo e la facciamo con calma. Mi avevano detto il mio ufficio stampa che c'eravate vi faccio chiamare non so chi ha il numero e ci mettiamo d'accordo

GIOVANNA BOURSIER
Prima o poi la facciamo?

SALVATORE CUFFARO - Presidente Regione Sicilia
Siii!

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Ce lo conferma anche via mail ma alla fine l'intervista non si fa.

GIOVANNA BOURSIER
Ma perché mi avete mandato una risposta dicendo a fine mese la facciamo sicuro?

AL TELEFONO
Si vede che ha cambiato idea.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Certamente chi può chiarire l'attività di Sviluppo Italia in questa regione, potrebbe essere il presidente della sede siciliana, il conte Lucio Tasca D'Almerita noto per i suoi vini pregiati. Riusciamo a raggiungerlo una sera al telefono.

AL TELEFONO
Si però la sua trasmissione è cattivella. Eh, ci devo pensare...

GIOVANNA BOURSIER
Ma noi diciamo delle cose non vere oppure...?

AL TELEFONO
No, mi sembra sempre molto astiosa, capito? Quindi preferisco evitare...

GIOVANNA BOURSIER
Va beh, magari mi fa girare la sede di Sviluppo Italia Sicilia?

AL TELEFONO
Senta onestamente, onestamente...

GIOVANNA BOURSIER
Nemmeno gli uffici?

AL TELEFONO
Senta onestamente ho visto un paio di trasmissioni sue e non partecipo. Assolutamente no!

GIOVANNA BOURSIER
Sviluppo Italia rimane nella Raphael?

SERGIO D'ANTONI - viceministro sviluppo economico
No, no, noi usciremo da tutte le società che non sono direttamente collegate ai compiti e alla missione principale.

DOMENICO ARCURI - Amm. delegato Sviluppo Italia
Sviluppo Italia uscirà dal capitale di Raphel a maggio 2007, ma non potrebbe non uscire perché questa è una previsione esistente all'interno delle fondamentali del finanziamento che Raphael ottenne da una società diversa da Sviluppo Italia.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
A Regalbuto invece, un paesino tra Enna e Catania, Sviluppo Italia sostiene il progetto Parco Tematico, un investimento colossale di oltre 600 milioni di euro. Ci aspetta l'onorevole Crisafulli, grande sponsor dell'operazione. Lo avevamo incontrato qualche mese fa in parlamento perché oltre a fare il deputato sedeva in vari cda.

GIOVANNA BOURSIER
Ma poi entra nel Consiglio d'amministrazione di Regalbuto?

VLADIMIRO CRISAFULLI - Deputato DS 
Purtroppo non c'è un Cda aperto al pubblico. Ma se ci fosse lo farei perché anche qui lo farei gratuitamente come nelle altre occasioni che mi hanno visto impegnato

GIOVANNA BOURSIER
Lei cosa c'entra con questa storia di Regalbuto?

VLADIMIRO CRISAFULLI - Deputato DS 
Sostanzialmente niente. Praticamente sono uno di quelli che si è convinto della bontà di questo progetto e  ma ha attivato il massimo della propria capacità di iniziativa per determinarne la realizzazione.

GIOVANNA BOURSIER
Costerà 600 milioni di euro e il pubblico ne metterà 97 alla fine no?

VLADIMIRO CRISAFULLI - Deputato DS 
Si esatto.

GIOVANNA BOURSIER
E da quello che mi risulta li metterà solo a lavori finiti, completati.

VLADIMIRO CRISAFULLI - Deputato DS 
Si

GIOVANNA BOURSIER
Non metterà un soldo prima?

VLADIMIRO CRISAFULLI - Deputato DS 
No. Se non c'è l'opera realizzata non ci sono i soldi pubblici versati

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
L'investitore straniero questa volta e' una società franco-svizzera. Si chiama Atlantica Invest e investe davvero, quasi tutto di suo. Vogliono fare un enorme parco dei divertimenti col Colosseo, le piramidi, il far west in miniatura, l'area gastronomica siciliana e quella svizzera, il mare del nord e del sud, il villaggio vichingo e quello greco. 2 alberghi, 1 campo da golf, un'arena, 3 sale cinematografiche, ristoranti, pizzerie e parcheggi per 3.500 auto. Nella costruzione verranno impiegate 13.000 persone, 700 a regime. La regione ha stanziato 25 milioni per fare le strade. Dovrebbero arrivare frotte di turisti e bambini da ogni dove. Ad oggi hanno cominciato a comprare i terreni. Gli servono di 280 ettari.

GIOVANNA BOURSIER
Cioè non è che poi qua come a Sciacca ci troviamo i parenti del presidente della Regione?

MARIO CAVALLARO - Atlantica Invest
No, non abbiamo di queste presenze qualificate

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Qui Sviluppo Italia non mette un soldo ma dovrebbe solo facilitare l'investimento straniero. La storia va avanti dal 2001.

MARIO CAVALLARO - Atlantica Invest
Cioè lei pensi che noi abbiamo avuto 1 anno e mezzo di percorso a Sviluppo Italia, un altro anno di percorso al Ministero Sviluppo Economico e abbiamo fatto credo un centinaio fra riunioni, viaggi e così via. Ci vorrebbe innanzitutto una legge unica che faccia chiarezza per consentire per esempio a un investitore che arrivi dall'estero e dirgli guarda oggi tu mi spieghi mi cosa vuoi fare in Italia, ti diciamo entro 30 giorni di si o di no.

GIOVANNA BOURSIER
Invece questo non succede?

MARIO CAVALLARO - Atlantica Invest
No, gli investitori oggi devono pagarsi di tasca propria tutti gli studi di fattibilità, la disponibilità delle aree, devono pagarsi un sacco di tasse e balzelli di tutti i tipi sempre rimanendo nell'incertezza. Quindi abbiamo fatto in 3, 4 anni un percorso che in altre nazioni si riesce a fare in tempi più brevi.

DOMENICO ARCURI - Amm. delegato Sviluppo Italia
Io non so chi sia il rappresentante dell'Atlantica Invest se dice queste cose che lei mi riferisce io sono d'accordo con lui.

GIOVANNA BOURSIER
Lei lo sa chi sono quelli dell'Atlantica Invest che investono a Regalbuto?

SERGIO D'ANTONI - viceministro sviluppo economico
So che è una società svizzera, questo è quel che so.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Secondo le cronache Atlantica Invest è una società di progettazione nata a Basilea nel 2001 apposta per costruire questo parco in Sicilia. Parte del capitale è in mano alla Green Tree di Felix Andreas Soeri, un broker, finito più di una volta sotto inchiesta negli Stati Uniti. La filiale svizzera della sua società di brokeraggio finì al tappeto e chiusa nel 2001. Qualche mese prima dell'avvio di Regalbuto.

SERGIO D'ANTONI - viceministro sviluppo economico
Noi prima di qualsiasi uscita di denaro pubblico avremo certificati di prefettura, di antimafia, di garanzia assoluta, quindi non c'è nessun rischio.

GIOVANNA BOURSIER
Ma quelli stanno spendendo i soldi lì, hanno già comprato i terreni...

SERGIO D'ANTONI - viceministro sviluppo economico
Se sono in condizioni e secondo il protocollo di legalità che ogni provincia ha è verrà rispettato lo faranno, se non lo sono non lo sono. Cioè è un problema di legge.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Siccome il denaro esce ad opera finita, sarebbe meglio fare le verifiche prima delle promesse, così non si corre il rischio di fermare tutto a metà dell'opera magari con danno all'imprenditore. Comunque Sviluppo Italia oltre ad attrarre investimenti al sud dovrebbe anche dare una mano  all'azienda che ne ha bisogno, una volta si chiamava prestito d'onore.  Da quando abbiamo annunciato la puntata ci sono arrivate in redazione tutte queste segnalazioni, sono tante, sono di giovani imprenditori che si lamentano perché non riescono mai a chiudere le pratiche e finiscono col perdere i soldi che non hanno. La storia è sempre quella:  Sviluppo Italia accetta i progetti, dice all'imprenditore vai avanti e poi ti paghiamo le fatture. Poi fanno le verifiche e dicono abbiamo scherzato. In questo modo sotto la falce cade il farabutto ma anche la persona per bene.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Vicino a Brescia c'è l'Azienda Vinicola Boschi. 8 anni fa decide di ingrandirsi e chiede aiuto alla Ribbs che gli promette 13 miliardi di lire. Il proprietario è un signore gentile, Franco Metelli. Quasi rovinato per i debiti.

FRANCO METELLI - Azienda agricola Boschi
Nel 1999 è arrivata la lettera che era tutto approvato. Ecco qua: in data 3 maggio del 99 la Ribbs mi comunica che il Consiglio d'amministrazione  della Ribbs ha approvato in data 11 marzo 99 il piano specifico d'intervento riguardante l' azienda agricola Boschi.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Poi, per far ordine nelle varie aziende che danno aiuti di stato, la Ribbs viene inglobata in Sviluppo Italia. Metelli continua le sue pratiche e gli confermano il finanziamento.

FRANCO METELLI - Azienda agricola Boschi
Però volevano per il finanziamento le fatture quietanzate cioè pagare immediatamente i miei fornitori. Ciò che io ho fatto logicamente indebitandomi con le banche in attesa di questi 13 miliardi di finanziamento. E poi i soldi non sono mai arrivati.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Le banche gli revocano gli affidamenti e lo riempiono di ipoteche. Ha debiti per 30 miliardi di lire.

FRANCO METELLI - Azienda agricola Boschi
Se non avevano intenzione di fare i finanziamenti perché mi hanno tolto e diminuito i poteri, hanno scritto al notaio, han fatto dimettere il collegio sindacale.

GIOVANNA BOURSIER
Cioè sono intervenuti nella sua azienda?

FRANCO METELLI - Azienda agricola Boschi
Certamente! Avevo troppi poteri come amministratore unico, per il loro subentro mi han fatto diminuire i poteri con atto notarile, han fatto dimettere il collegio sindacale. Adesso poi passano gli anni e ci si dimentica e robe del genere. Ma signori veramente bisogna stare molto cauti perché questa gente non so se si rende conto che danni possono fare all'Italia.

GIOVANNA BOURSIER
Metelli ha quasi finito di pagare i creditori ma sono stati anni duri. E adesso ha fatto causa a Sviluppo Italia.

FRANCO METELLI - Azienda agricola Boschi
Si abbiamo fatto causa a Sviluppo Italia, loro si stanno appellando a tutte le virgole, che il mio avvocato ha sbagliato ad andare in tribunale, si ma tutti cavilli. Io veramente vorrei avere un incontro col presidente di Sviluppo Italia, con molta serenità dirgli quello che è successo.

GIOVANNA BOURSIER
Cosa gli direbbe?

FRANCO METELLI - Azienda agricola Boschi
Perché volete far del male alle aziende sane, non fatelo! Avete lì 1.200 impiegati. Io ho trovato gli impiegati lì a Sviluppo Italia che facevano battaglia navale quando andavo a chiedere le cose!

DOMENICO ARCURI - Amm. delegato Sviluppo Italia
Aspetto con tutta l'attenzione possibile che l' imprenditore di Brescia mi venga a spiegare.

SERGIO D'ANTONI - viceministro sviluppo economico
Quello che le posso garantire è che si chiude un'epoca e se ne apre un'altra, e questo signore non corre più i rischi che ha corso nell'epoca precedente. Questo lo posso garantire, lo avevo garantito nella vostra trasmissione precedente, lo abbiamo mantenuto secondo i programmi così come abbiamo detto.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Quello che è stato detto in campagna elettorale da Prodi è "Sviluppo Italia va chiusa", qualche mese dopo "è da snellire", poi "da accorpare", nella finanziaria si scrive che  entro il 31 marzo bisogna predisporre un piano di riordino e dismissioni, che entro il 30 giugno le controllate devono essere ridotte a tre. A fine aprile il piano di riordino ancora non c'è , le partecipate sono ancora 80 e le controllate 35. D'Antoni dice "siamo un po' in ritardo".  Sappiamo però che il nuovo vertice ha ridotto sprechi e tagliato qualche poltrona che vuol dire un risparmio di 1 milione e mezzo di euro all'anno. Le intenzioni quindi sono buone ...ma sul tavolo adesso c'è una società che tutti i politici vogliono salvare, in che mani finirà?

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Oggi la Cit è un grafico enorme. Sono tutte scatole vuote. A Milano, per esempio in via Paleocapa, ci dovrebbe essere la sede di Vacanze Italiane.

GIOVANNA BOURSIER
Buongiorno, Rai Tre volevo sapere se c'era la Compagnia Vacanze.

DONNA
No.

GIOVANNA BOURSIER
No?

DONNA
Questo è lo studio del ragioniere Mariani.

GIOVANNA BOURSIER
Mi è stato detto la seconda porta a destra entrando.

DONNA
Forse perché aveva la sede legale qua in questo studio.

GIOVANNA BOURSIER
La ragazza non sapeva nulla!

PORTIERE
Io ce l'ho domiciliata ma l'han tolta.

GIOVANNA BOURSIER
Adesso al posto della sede della Compagnia vacanze che cosa c'è?

PORTIERE
Ma c'è sempre stato lo studio commercialista.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
In via Saffi invece dovrebbe esserci Cit Viaggi.

GIOVANNA BOURSIER
Buongiorno. Posso sapere se c'è la Cit qui?

PORTIERE
Non c'è più, trasferita, via Dante numero 6.

GIOVANNA BOURSIER
Perché? Sul sito risulta qui.

PORTIERE
Niente, trasferito.

GIOVANNA BOURSIER
In via Dante?

PORTIERE
Numero 6.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
In via Dante c'e' un agenzia che doveva avere tavola calda, bar e gelateria. E' tutto in abbandono.

GIOVANNA BOURSIER
Tutto abbandonato qui?

UOMO
Tutto abbandonato si. E c'è un sacco di materiale abbandonato. Pagato.

GIOVANNA BOURSIER
Questa sarebbe stata la cucina praticamente?

UOMO
Si. Questa è quella che era chiamata la stanza tecnica, ci dovevano essere tutta una serie di attrezzature come puoi vedere anche qui è in stato di semi abbandono. Condotta in una maniera professionale e corretta avrebbe fatturato decine di milioni di euro all'anno questa agenzia qua in centro.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Invece oggi ha un buco di 600 milioni di euro, è intervenuto il  governo e sta cercando qualcuno a cui venderla. La Cit, o  Compagnia Italiana Turismo è nata nel 1927, era la grande azienda di stato del turismo nelle mani di ferrovie. Gestita con la logica degli enti statali, ha accontentato clientele e regalato biglietti a politici parenti e amici. A metà anni 90 è  un carrozzone dalle sedi prestigiose, senza aver mai chiuso un bilancio in attivo. Si comincia a privatizzare e Ferrovie ne vende una parte a Calisto Tanzi. La società si chiama Parmatour, ed entrerà poi nel crak Parmalat. Quel che resta, ovvero agenzie che gestiscono la biglietteria per il governo e le istituzioni, tour operator in italia e all'estero, viene venduto da Ferrovie nel 98. Questa volta c'è una gara pubblica, e a contendersi i resti del carrozzone alla fine rimangono Tanzi, sotto inchiesta per l'acquisto Cit di 3 anni prima, e Gianvittorio Gandolfi, un imprenditore varesino che commercia  elettrodomestici nel terzo mondo, ma che possiede una piccola società turistica la Progetto spa.  La spunta Gandolfi con un'offerta di quasi 32 milioni di euro, ma ne tirerà fuori solo 23, perché il resto sono debiti.

GIOVANNA BOURSIER
Si può dire che doveva comprare Tanzi e invece compra lei?

GIANVITTORIO GANDOLFI
Vedendo le dimensioni dei partecipanti era chiaro che sicuramente il favorito non poteva che essere un gruppo delle dimensioni allora di Tanzi, mentre noi eravamo sulla scena nazionale sostanzialmente degli sconosciuti.

GIOVANNA BOURSIER
Cioè leggendosi i documenti che abbiano usato lei solo per far vedere che la gara era trasparente?

GIANVITTORIO GANDOLFI
Questo non lo so.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Se la compra indebitata e in perdita, e oggi è una società insolvente e in amministrazione straordinaria. Quindi la patata bollente ritorna al governo che incarica un commissario di  salvare il salvabile e vendere al miglior offerente. Occorre fare i conti con 50  dichiarazioni di insolvenza, tra Cit spa - capogruppo - e controllate, con le indagini delle procure e migliaia di creditori. Compresi i lavoratori in cassa integrazione.

DIPENDENTE 1
Noi siamo in cassa integrazione e facciamo una settimana si e una no.

DIPENDENTE 2
Non prendiamo gli stipendi da 3 mesi ormai.

DIPENDENTE 3
So che ci sono stati nostri colleghi morti di crepacuore per questa situazione.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Cit spa era la holding, con sedi a Varese e Roma. A Varese non hanno nemmeno i soldi per aggiustare l'ascensore.

UOMO
Mi dispiace ma purtroppo non siamo molto agiati dato il nostro status.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Gli uffici sono deserti. A Roma l'agenzia di viaggi dentro il Ministero degli Esteri era uno dei gioielli di Cit

MARCO DEGL'INNOCENTI - CIT Viaggi
Noi avevamo anche importantissime sia camera dei deputati che il senato, 2 agenzie anche quelle importantissime, per chi guarda la Cit come soggetto leader di turismo. Perché avere Camera, Senato, Corte dei conti, Ministero esteri, infrastrutture, il Coni. Cioè noi eravamo una potenza.

GIOVANNA BOURSIER
Quindi di biglietti ne facevate?

MARCO DEGL'INNOCENTI - CIT Viaggi
Tanti, tanti. Al ministero degli esteri nel clou della sua attività anche 36 miliardi di lire in un anno.

GIOVANNA BOURSIER
Quindi buon business.

MARCO DEGL'INNOCENTI - CIT Viaggi
Un grandissimo business.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Che adesso e' in mano ai francesi, perché qui al Senato i biglietti ai senatori li fa la Carlson Vagon lit, del gruppo francese Accor.

IGNAZIO ABRIGNANI - Ex commissario Cit
Io non so se i francesi avrebbero fatto entrare una società italiana alla camera e al senato. Perché oggi tutto sommato i nostri deputati vanno in giro e c'è qualcuno all'estero che sa benissimo dove vanno. Questo forse è un tipo di riflessione che insomma qualcuno dovrebbe fare.

GIOVANNA BOURSIER
Ma come è possibile arrivare a questa situazione, i biglietti mica li regalavano a tutti!

MARCO DEGL'INNOCENTI - CIT Viaggi
Alla lunga l'azienda ha annullato lentamente il pagamento delle forniture sia alle Ferrovie che alla Iata.

GIOVANNA BOURSIER
Cioè le forniture sono i biglietti. Quei biglietti venivano pagati da qualcuno che prendeva l'aereo?

MARCO DEGL'INNOCENTI - CIT Viaggi
Esatto.

GIOVANNA BOURSIER
Però perché non venivano pagati alla Iata?

DIPENDENTE
Perché probabilmente non era quello in quel momento l'interesse a pagare e invece i soldi venivano dirottati da qualche altra parte.

GIOVANNA BOURSIER
Cioè dove andavano i soldi?

DIPENDENTE
Questo è quello che la procura sta indagando in questi giorni.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Andiamo con ordine perché la storia e' lunga e alle procure ci arriveremo. Ritorniamo da Gandolfi che quando si compra Cit, nel 98, i 23 milioni per pagarla non ce li ha. Se li fa prestare da un banchiere varesino, Giuseppe Vimercati, Mediocredito Lombardo. A fianco di Gandolfi, nel cda Cit, c'è Ubaldo livolsi, fiduciario di Berlusconi e con ottimi rapporti con la finanza e le banche.

GIOVANNA BOURSIER
I soldi per pagare Cit mi risulta che glieli dà Medio Credito Lombardo?

GIANVITTORIO GANDOLFI
Si totalmente.

GIOVANNA BOURSIER
E cosa aveva preso Medio Credito Lombardo?

GIANVITTORIO GANDOLFI
Medio Credito Lombardo aveva preso in garanzia le azioni di Cit e fideiussioni evidentemente mie.

GIOVANNA BOURSIER
Quindi se lei non restituisce i soldi loro si tengono Cit. Funziona così?

GIANVITTORIO GANDOLFI
Si.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Gandolfi per rimborsare le banche vende il suo gioiello: la filiale inglese, Cit Inghilterra. E' un po' come comprare una macchina e per pagarla vendo il motore.

GIANVITTORIO GANDOLFI
In realtà è stato un privarsi di un bene importante ma che poi è servito a consolidare tutto il resto del gruppo.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Per consolidare vende anche l'agenzia di galleria Vittorio Emanuele, a Milano. adesso c'è Louis Vuitton, e ripaga il suo debito con mediocredito che nel frattempo è diventata Banca Intesa. Ma Gandolfi è sempre più debole con le banche.

GIANVITTORIO GANDOLFI
Nel momento in cui, tra virgolette, c'eravamo indeboliti sul fronte bancario dall'altro c'era necessità di rafforzarsi attraverso l'alleanza con un gruppo internazionale che garantisse un respiro diverso.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
L'alleato forte lo trova nel colosso francese della gestione alberghiera, Accor. Cit tira fuori altri soldi che non ha, e con Accor fanno l'operazione Venezia. Il miglior posto al mondo dove investire sul turismo. Si comprano l'isola di Saccasessola per farne un albergo esclusivo. Sono passati 5 anni ma per andare a saccasessola  non c'è nemmeno il vaporetto.

DONNA 1
Saccasessola? Beh so che è dalle parti della Giudecca però Saccasessola non ci sono mezzi che vanno lì.

DONNA 2
Una volta c'era ma adesso non c'è proprio il servizio

GIOVANNA BOURSIER
Quindi l'unica è prendere un taxi?

DONNA 1
Provare a chiedere, si.

GIOVANNA BOURSIER
Eccola qua. l'isola che non c'è.

GIOVANNA BOURSIER
Quanti anni sono che lo devono fare?

UOMO
Son 2 anni che siamo fermi.

GIOVANNA BOURSIER
Son 2 anni che siete fermi. E perché?

UOMO
Sono finiti i soldi.

GIOVANNA BOURSIER
Son finiti i soldi. Ma per quanti anni ci avete lavorato?

UOMO
Per 4 anni.

GIOVANNA BOURSIER
Per 4 anni e poi si è fermato. E questo doveva essere l'hotel?

UOMO
Tutta l'isola.

GIOVANNA BOURSIER
Tutta l'isola doveva diventare un hotel.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
L'albergo di Saccasessola è uno dei beni immobili più preziosi di Cit. E' stata messo in vendita con i lavori in corso, per fare cassa e pagare i creditori.

GIOVANNA BOURSIER
Quanto vale oggi Saccasessola?

ANTONIO NUZZO - Commissario Cit
Ha un valore straordinariamente importante. Posso dire cosa vale come bilancio, quindi ciò che è stato speso per  Saccasessola, intorno ai 100 milioni.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Senza soldi e privo delle agenzie che rendevano di più, Gandolfi costruisce nuovi villaggi. Il suo ragionamento è: se investo al sud lo stato mi aiuta. E in effetti ottiene finanziamenti pubblici per un progetto in Basilicata, a Scanzano Ionico. Costruisce un residence e un hotel. Ma il progetto prevedeva altri 4 villaggi, però  non li hanno mai fatti.

GIOVANNA BOURSIER
Questo non l'han fatto, questo nemmeno e tutto questo nemmeno.

UOMO
Esatto.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Su 112 milioni di investimento in Basilicata lo stato ne stanzia quasi la metà. 51 circa. Ad oggi ne ha erogati circa 30.

GIOVANNA BOURSIER
Questo invece è stato fatto con soldi del Cipe?

UOMO
Questo si, questo si. Questo è l'unico finito E realizzato, aperto.

UOMO
Perché noi dovevamo poi fare il residence a fianco, dove c'è quella specie di recinto.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Invece del villaggio neanche l'ombra e anche nella piana di Sibari, poco distante, su questi terreni, erano in programma 3 villaggi.

GIOVANNA BOURSIER
Cioè questo è il villaggio che dovevano fare con un accordo?

UOMO
Tre villaggi.

GIOVANNA BOURSIER
Tre villaggi.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
La procura di  Varese sta indagando per truffa aggravata ai danni dello stato e distrazione di fondi pubblici. Si chiedono dove siano finiti i finanziamenti per i contratti di programma. C'era un progetto anche a Pietrelcina, dove masse di pellegrini visitano i luoghi di padre pio. La Cit doveva costruire un grande albergo, mai  cominciato.

GIOVANNA BOURSIER
Lei i finanziamenti per fare questo e questo li ha presi poi i villaggi non si fanno. Dove sono finiti quei soldi. Cioè se li è presi lei?

GIANVITTORIO GANDOLFI
No! I finanziamenti sono stati deliberati e il gruppo Cit ha avuto accesso solo a delle anticipazioni.

GIOVANNA BOURSIER
E dove sono questi soldi se alcuni valevano per Pietrelcina, Pietrelcina che non è neanche cominciato?

GIANVITTORIO GANDOLFI
Prima di arrivare alla fase realizzativa lei ha tutta una serie di operazioni da realizzare, che sono la fase progettuale, la fase di approntamento del cantiere e quanto altro. Quindi mi sembra che questo possa essere una sufficiente risposta per il momento. Tenga conto che su questa vicenda oltretutto è aperta un'indagine della magistratura per cui.

GIOVANNA BOURSIER
Ma il cantiere lì non c'è? A Pietrelcina non c'è niente?

GIANVITTORIO GANDOLFI
Cosa le devo dire mi scusi?

GIOVANNA BOURSIER
Glielo chiedo in un altro modo: vende Cit Inghilterra, vende la galleria Vittorio Emanuele, ha contratti Cipe del 2001 e del 2002, questi soldi sono finiti dove?

GIANVITTORIO GANDOLFI
Guardi i soldi sono tutti evidenziati e dettagliati nei bilanci Cit, alcuni utilizzati forse per rientrare da delle posizioni bancarie. Purtroppo il perfezionamento e la conclusione di questi contratti di programma coincidono con la mia uscita da ruolo da Amministratore delegato di Cit.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Gandolfi se ne va da cit nel 2003. usavano gli anticipi del Cipe per pagare i debiti con le banche? A quanto pare le banche quando gli hanno prestato i soldi hanno messo una condizione: la quotazione in borsa che avviene nel 2002 al mercato ristretto.

GIOVANNA BOURSIER
E cosa prevedeva questo accordo?

GIANVITTORIO GANDOLFI
Prevedeva la quotazione entro il 2002.

GIOVANNA BOURSIER
Se non si arrivava a quotazione? Gliela prendevano?...

GIANVITTORIO GANDOLFI
Non so, non riesco a vedere cosa sarebbe successo.

GIOVANNA BOURSIER
Ma nel contratto cosa c'era scritto? O la quoti oppure ci dai le tue azioni?

GIANVITTORIO GANDOLFI
Non ricordo cosa c'era scritto nel contratto.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Secondo Gandolfi ogni volta che in Cit entravano un po' di soldi, sia denaro pubblico per fare investimenti, sia per la vendita di biglietti, le banche se li prendevano per tappare i debiti. Che però non calano mai. L'uomo giusto per rimettere a posto i conti potrebbe essere Ubaldo Livolsi. che viene nominato presidente.

GIOVANNA BOURSIER
Perché a gennaio del 2003 lei decide di lasciare la mano a Ubaldo Livolsi?

GIANVITTORIO GANDOLFI
Per tanti motivi.

GIOVANNA BOURSIER
E non me ne dice uno.

GIANVITTORIO GANDOLFI
No.

GIOVANNA BOURSIER
Perché c'è Livolsi dentro Cit?

GIANVITTORIO GANDOLFI
Livolsi era innanzitutto un manager di chiara fama e soprattutto un manager di levatura nazionale se non internazionale.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Altri nomi di levatura nazionale sostituiscono tutta la dirigenza: Giovanni Natali è amministratore delegato e nel consiglio entrano Tarak ben Ammar, ex cda Mediaset, Salvatore Sciascia, ex direttore dei servizi fiscali Mediaset finito in carcere per aver pagato tangenti alla Guardia di finanza nei controlli su Telepiù, Jean Robert Reznik direttore di Accor e Arcangelo Taddeo, pugliese, ex tecnico comunale

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Arcangelo Taddeo diventerà gran sacerdote di questa storia ma ci arriveremo. Intanto  i nuovi manager mettono da parte Gandolfi, che è uno dei tanti imprenditori italiani che fanno acquisti senza soldi, quindi molto amati dalle banche perché gli affari alla fine li fanno principalmente loro. Con il nuovo corso per rimettere i conti a posto si cambia strategia, basta con i villaggi si punta direttamente sulle agenzie di viaggio e tour operator. Era appena stata acquistata senza soldi l'agenzia di viaggi dell'Alitalia, Italiatour. Un gioiello, che però in un paio d'anni fallisce.

GIOVANNA BOURSIER
Come si fa a far fallire Italiatour?

ANDREA CAVOLA - Segretario nazionale SDL- Trasporti
E questo è quanto noi ci chiediamo come sindacato. A nostro giudizio è stata una volontà  precisa non c'è stata volontà di farla funzionare come azienda ma probabilmente è stata utilizzata come serbatoio economico, dal quale prendere soldi e non invece sfruttarla per quello che era.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
L'obiettivo era migliorare i conti per poi quotarsi in borsa al mercato allargato.  Nel 2004 però la consob impugna il bilancio. C'è un'operazione poco chiara: Cit ha venduto a 90 milioni degli immobili a una sua partecipata, Progetto, che è di Gandolfi. Gli immobili però, dice Gandolfi, valgono 60. Cit registra in bilancio una plusvalenza di 30 milioni.

GIOVANNI NATALI - Amm. delegato CIT nel 2003
No, non è giusto. Noi vendiamo degli immobili a 90 perché esisteva una perizia

GIOVANNA BOURSIER
Però vi serve una plusvalenza di 30?

GIOVANNI NATALI - Amm. delegato CIT nel 2003
Non ci serve la plusvalenza di 30 ci serve portar fuori gli immobili al prezzo giusto e poi chiaramente portare dentro la liquidità.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
In questo documento la società di certificazione Deloitte dice che le perizie non vanno bene. E che Cit non avrebbe dovuto mettere in bilancio un credito verso Gandolfi, perché inadempiente. Il bilancio è firmato da Ubaldo Livolsi. La Consob conferma: il credito non è esigibile. Borsa italiana chiede conto e la quotazione al mercato allargato salta. La procura di Milano sta indagando per falso in bilancio e truffa al mercato.

GIOVANNA BOURSIER
Questa operazione su cui si ferma la Consob è un'operazione in cui c'è dentro anche lei, potrebbe essere un falso?

GIANVITTORIO GANDOLFI
Guardi se ci sono delle indagini in corso la pregherei di non farmi domande perché ogni cosa va chiesta nei luoghi e sedi appropriate.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Livolsi non concede interviste perché ci sono indagini in corso, ma in un colloquio alla domanda "lei ha firmato un bilancio falso?"  la risposta è: "in bocca a lei è una parola troppo grossa". Gandolfi per pagare gli immobili a Cit chiede un maxiprestito a Banca Intesa e Unicredito, di 56 milioni. In cambio gli fanno ipotecare gli immobili e anche tutte le sue azioni. Gli danno i 56 milioni di euro e lui ne versa 42 e mezzo a Cit. I soldi però in azienda non ci sono e a fine anno Gandolfi gli restituisce anche gli immobili, ipotecati. I conti non tornano. Chi è a conoscenza dei fatti la spiega così.

UOMO
Capisce? C'è soldi per tutti? Intesa se ne porta dentro 31, 20 più 11.

GIOVANNA BOURSIER
E Cit glieli dà?

UOMO
Sì, nelle persone di Natali, di un po' di gente che poi se ne andrà via dopo 2 mesi.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Da queste carte salta fuori che fra Cit e Intesa era stato fatto un accordo nel quale si dice: tu presta a Gandolfi i 56 milioni e noi ci impegniamo a dartene 12 al più presto. Questo perché Intesa vuol rientrare di una linea di credito a breve.

GIOVANNA BOURSIER
E come è possibile che una banca dà quei soldi e poco dopo rientra, gliene dà 50 e rientra di 30?più della metà.

GIOVANNI NATALI - Amm. Delegato nel 2003
Sono 2 cose diversi: Cit è un soggetto e Progetto italiano è un altro soggetto. Progetto Italiano ha comprato degli immobili, Cit deve incassare il credito nei confronti di Progetto Italiano, con l'incasso di quei soldi cosa fa? In parte li utilizza per la gestione normale e in parte li utilizza proprio per  ridurre il suo debito.

GIOVANNA BOURSIER
Ma è normale che una banca concede un maxifinanziamento e poi si prende dei soldi per rientrare da linee di credito o dovrebbe aspettare?

ANTONIO NUZZO - commissario Cit
Accade nella pratica bancaria. Ora se ne discutiamo in generale indipendentemente da Cit questo può accadere e non sempre ciò si può ritenere corretto. Ma prescindiamo dalla vicenda Cit. Nella vicenda Cit i fatti da lei richiamati sono oggetto di verifica.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
La storia è molto complicata, ma proviamo a spiegarla. Cit è indebitata da anni, le banche attraverso linee di credito, che avevano sempre concesse, l'hanno sempre tenuta in piedi. Ad un certo punto Intesa, forse perché capisce che la storia si mette male, vuole rientrare. Per essere sicura di riuscirci deve trasformare le linee di credito a breve non garantite, in crediti. E come si fa? Con le ipoteche. I nuovi amministratori per rimettere a posto i conti  vendono immobili che varrebbero 60 milioni ma ne mettono a bilancio 90. Sarebbe un falso, e la Consob scrive che quel credito non è esigibile perché chi glieli deve dare, ovvero Gandolfi, non ce li ha. A questo punto come al solito se li fa prestare, 56 milioni , la banca in cambio  ipoteca gli immobili chiede in pegno tutte le sue azioni societarie. In sostanza Intesa da una parte eroga 56 milioni di credito, dall'altra grazie ad un accordo, rientra di 30, si ritrova con tutti gli immobili ipotecati e il 35% del capitale azionario. Intesa è praticamente proprietaria di Cit, e potrà anche partecipare alla spartizione delle spoglie. 

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Siamo a giugno 2004 e Banca Intesa dunque conduce il gioco. Cit non sa più a che santo votarsi, e rispunta Gandolfi che riprende in mano la baracca, per soli 2 mesi. Ma non conta più nulla: il suo ultimo atto è quello di andare da Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e chiedere l'intervento della legge salva imprese, meglio nota come Legge Marzano.

GIANVITTORIO GANDOLFI
Per difendere questa realtà che stava evidentemente subendo enormi difficoltà ed enormi pressioni dal sistema finanziario.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Il commissario del governo arriverà nel 2006. Livolsi, che aveva firmato il bilancio impugnato da Consob, viene nominato Advisor di Cit, e scrive il piano finanziario per il salvataggio: i soldi li mette Sviluppo Italia. Ma Sviluppo Italia non ci sta.

MASSIMO CAPUTI - Amm. delegato Sviluppo Italia dal maggio 2002 a maggio del 2005
Diciamo che l'operazione Cit, che poi non è stata fatta sotto la mia gestione e credo che non sia stata fatta nemmeno dopo, è un'operazione che ha assorbito tantissimo tempo ma era tecnicamente assolutamente infattibile da questo punto di vista.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
La gestione è nelle mani del governo, Sviluppo Italia e banche, le perdite sono di 5 milioni di euro al mese. Fallisce Italiatour e falliscono quasi tutte le agenzie estere, un giro d'affari di circa 250 milioni all'anno. l'agenzia di New York se la ricordano persino i portieri.

UOMO
Vi ricordate che erano qua?

UOMO 2
E' l'ufficio vuoto qui sopra.

UOMO
È un ufficio vuoto?

UOMO
Si

UOMO
Cosa è successo? Sono andati via?

UOMO 2
Si, se ne sono andati. Era un'agenzia italiana

UOMO
Sa cosa è successo?

UOMO 2
No, è stata chiusa.

UOMO
E da quando se ne sono andati?

UOMO
poco più di un anno fa.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Anche a Parigi la Cit non c'è più. aveva ben 8 agenzie. Fallisce anche l'agenzia svizzera, amministrata da Candia Camaggia, ex manager Finivest Svizzera e moglie del cugino di Berlusconi, e l'agenzia in Belgio, amministrata da Luca Danese, nipote di Andreotti ed ex sottosegretario ai trasporti. In Italia invece si insiste. Viene nominato un comitato di garanzia con Arcangelo Taddeo per Cit, e a rappresentare il governo invece c'è Stefano Coen, avvocato di Gianni Letta. L'obiettivo è di vendere ma nessuno la compra. Intanto l'azienda è bloccata e aumentano i creditori. Quelli di Scanzano Ionico lavoravano per i villaggi.

GIOVANNA BOURSIER
Lei anche lavorava per la Cit e non è stato pagato?

UOMO
Si. Io sono fornitore di acqua potabile.

GIOVANNA BOURSIER
È rimasto a secco?

UOMO
Sono rimasto a secco

UOMO 1
Io sono il responsabile di una ditta che si chiama la Verde e Ambiente e che si occupa della gestione del verde di tutte le strutture della Cit. Abbiamo un pregresso aziendale di circa 350 mila euro.

GIOVANNA BOURSIER
Se uno dovesse fare qui una somma del credito Cit qua?

UOMO 2
Superiamo di gran lunga il milione e mezzo di euro!

GIOVANNA BOURSIER
Quanti sono i creditori di Cit?

ANTONIO NUZZO - commissario Cit
Centinaia, migliaia, ma tenga presenta che parliamo di 17 società i cui rapporti economici sono stati fermati un certo giorno e da quel momento tutti quelli che avevano una posizione di credito hanno dovuto dichiararla in tribunale. Quindi questi numeri sono indubbiamente significativi ma è tipico di una procedura fallimentare.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
L'ultimo amministratore delegato Arcangelo Taddeo se lo ricordano tutti.

GIOVANNA BOURSIER
Taddeo se lo ricordano tutti perché?

UOMO
Perché c'è stato un periodo di gestione un po' strana, cioè sembrava non più un gruppo ma un bene familiare, che veniva gestito da familiari.

GIOVANNA BOURSIER
Ma è vero che arrivava qua con la  porche?

UOMO
Si, si, col Ferrari pure.

GIOVANNA BOURSIER
Col Ferrari.

UOMO
Disgustava un pochettino gli operai che non venivano pagati

GIOVANNA BOURSIER
Cioè la gente non era pagata e lui arrivava qua con la porche?

UOMO
E beh lui si può permettere quello che vuole se sono soldi suoi

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Non erano soldi suoi. La porche era stata acquistata con i soldi dell'azienda, poi venduta a  67.000 euro, che però non sono finiti nelle casse della Cit.  L'amministratore Taddeo con la carta di credito aziendale faceva molte spese, elencate in questo documento riservato: tra il 2003 e il 2005 compra Bulgari, Intimissimi, la Cicogna, Lacoste. Qui c'è scritto fornitori atipici. Per  gioielli e orologi spende  306 mila euro: bracciale Salvini, 9.400 euro, centrotavola Bucellati 1.620 euro, conchiglie e foglie 7.200 euro.

GIOVANNA BOURSIER
Conchiglie e foglie Bucellati ne compra per 7.200 euro. cosa sono?

UOMO
Saranno varie foglie.

GIOVANNA BOURSIER
Uno che si compra un centrotavola, centrotavola in argento Buccellati 1620 euro

UOMO
Sarà un centrotavola che facciamo noi, centrotavola con più foglie

GIOVANNA BOURSIER
E quanto costa?

UOMO
Siamo intorno a quella cifra 1500- 200 euro

GIOVANNA BOURSIER
E poi ha comprato 25 orologi di marca: Frank Muller, 13.000 euro, Zenith con brillanti, 2.770 euro, in oro 15.500 euro e  in oro Q. P. 39.000 euro.

UOMO
Lo Zenith è questo orologio.

GIOVANNA BOURSIER
Quello che costa 39.000 euro?

UOMO
Esatto, Orologio manifattura molto ricercato come orologio.

GIOVANNA BOURSIER
Si vende molto questo orologio qua?

UOMO
No è un orologio per amatore. Penso che sia un amante dello Zenith, è una marca che si è riposizionata nel lusso da 5 o 6 anni a questa parte.

GIOVANNA BOURSIER
Ma a chi erano destinati tutti questi oggetti di lusso?

AL TELEFONO ARCANGELO TADDEO
Vi chiedo scusa ma ritengo che vanno dati prima i chiarimenti nelle sedi opportune

GIOVANNA BOURSIER
Però io nel pezzo parlo di lei, ho anche dei conteggi di spese se lei mi spiegasse che cosa sono?

AL TELEFONO ARCANGELO TADDEO
Io la ringrazio e darò le risposte nelle sedi opportune.

GIOVANNA BOURSIER
Qualche anno fa quando Taddeo era consigliere d'amministrazione di Cit e utilizzava la carta di credito con cui ha fatto tutti questi acquisti, rilasciava interviste più volentieri.

ARCANGELO TADDEO
La Cit svolge questo ruolo  da quando è stata privatizzata nel '98  ed ha rafforzato il suo sistema commerciale oggi abbiamo circa 120 agenzie di viaggi in Italia e nel mondo. La presenza capillare sul territorio nazionale all'estero e soprattutto in Europa ma anche negli Stati Uniti ci permette di dare un servizio adeguato alle istituzioni

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
3 anni dopo non c'è più niente. E oggi Taddeo è nella lista dei creditori Cit. Al tribunale fallimentare ha chiesto circa 11 milioni. Riguardano le consulenze che lui, in qualità di dirigente, assegnava a se stesso e alla  sua società di architettura, Decontra.  Per comodità era sullo stesso pianerottolo. Anzi, gli uffici erano comunicanti.

GIOVANNA BOURSIER
Questo è ancora Cit, questo è Cit?

DONNA
Si

GIOVANNA BOURSIER
A ecco hanno tolto il muro...qui ci sono gli uffici. Qui chi ci stava? L'architetto Taddeo, stava qua?

DONNA
Sì.

GIOVANNA BOURSIER
Ma chi lo pagava l'affitto?

DONNA
La Cit credo. La Cit o Decontra, questo non glielo so dire. Però sono stati dati in comodato d'uso, questi locali comunque sono Cit.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
A marzo 2006 la Cit, alla fine, entra in Marzano e il Tribunale fallimentare di Milano dichiara il gruppo insolvente. Primo commissario è Ignazio Abrignani, nominato dal ministro Scajola.  Era anche nel cda di Sviluppo Italia che controllava Italia Turismo dove era entrata a Banca Intesa. A ottobre Prodi ha nominato il nuovo commissario.

ANTONIO NUZZO - commissario Cit
Quando arrivo il mio tentativo evidente è di verificare anzitutto se può essere ristrutturata, cioè se può  tornare operativa con mezzi propri e, concluso che non è possibile per ragioni tecniche e numeri, oggi il complesso industriale è messo in vendita.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Dieci giorni fa sono scesi in campo in 26: anche Italia Turismo che, per ora, è di Sviluppo Italia.

ANTONIO NUZZO - commissario Cit
L'obiettivo è quello di trovare un imprenditore che elabori un piano industriale credibile che consenta il pagamento di un prezzo giusto e la ripresa per un tempo ragionevole e la fine di mesi e anni ormai di sofferenza di questa azienda.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Negli ultimi tre anni il buco è passato da 300 a 600 milioni. Borsa Italiana, che aveva sospeso le azioni, un mese fa le ha revocate.

GIOVANNA BOURSIER
Oggi agenzie estere in che condizioni sono?

ANTONIO NUZZO - commissario Cit
Pessime.

GIOVANNA BOURSIER
Le agenzie italiane?

ANTONIO NUZZO - commissario Cit
Sono in condizioni sicuramente assai difficili.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Ad accertare  le responsabilità saranno le procura di Varese e Milano.

GIOVANNA BOURSIER
Ma in questa storia c'è la possibilità che si indaghi per bancarotta fraudolenta?

ANTONIO NUZZO - commissario Cit
E' una possibilità.

GIOVANNA BOURSIER
Ma è lei che ha fatto fallire CIT?

GIANVITTORIO GANDOLFI
Sicuramente io ho commesso degli errori: ho commesso l'errore di non saper valutare la crisi post 11 settembre, ho commesso forse l'errore di spingere azienda verso un'espansione troppo accelerata, quindi colpe ne ho.

GIOVANNA BOURSIER
E c'è possibilità che si indaghi per un falso in bilancio fatto per esempio da Ubaldo Livolsi?

ANTONIO NUZZO - commissario Cit
Non rispondo a una domanda che evoca responsabilità individuali. Gliel'ho già detto.

GIOVANNA BOURSIER
Lei e Livolsi avete fatto un falso in bilancio?

GIOVANNI NATALI - Amm. Delegato CIT nel 2003
No

GIOVANNA BOURSIER
Cioè la Consob sbaglia a impugnare quel bilancio?

GIOVANNI NATALI - Amm. Delegato CIT nel 2003
Si.

GIOVANNA BOURSIER
I crediti erano esigibili?

GIOVANNI NATALI - Amm. Delegato CIT nel 2003
Tanto è che li abbiamo incassati all'85%.

GIOVANNA BOURSIER
E poi però li avete dati a Banca Intesa?

GIOVANNI NATALI - Amm. Delegato CIT nel 2003
Abbiamo pagato i debiti che avevamo.

GIOVANNA BOURSIER
Se ci fosse un'ipotesi di bancarotta fraudolenta si potrebbe tirare dentro anche Banca Intesa che si è presa quei 31 milioni di euro?

ANTONIO NUZZO - commissario Cit
Non le rispondo.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO
Da quello che emerge le banche hanno continuato a erogare finanziamenti a un'azienda decotta. E adesso che è in vendita, anche loro chiedono conto ed essendo garantite sarebbero le prime ad incassare.

GIOVANNA BOURSIER
Banca Intesa è tra i creditori?

ANTONIO NUZZO - commissario Cit
Banca Intesa è tra i creditori, come molte altre banche.

GIOVANNA BOURSIER
E quanto è debito con banche?

ANTONIO NUZZO - commissario Cit
Sono sicuramente cifre importanti direi superiori ai 150 milioni di euro

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Calcolando che la vendita di Cit si gioca sui 200 milioni di euro se 150 se li portano a casa le banche per i fornitori e coloro che hanno lavorato per Cit rimangono le briciole, a meno che non si configuri il reato di bancarotta preferenziale. Cosa significa, che qualora l'indagine della magistratura dovesse dimostrare che le banche hanno avuto qualche responsabilità, sarebbe meglio per loro rinunciare ai crediti garantiti, come le ipoteche , così ci sarebbero più soldi da spartire fra quelli che da anni attendono il dovuto e di garanzie non ne hanno mai avute.

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