Rai 3
Televideo

Puntata del 13/11/2005

CLANDESTINI - aggiornamento del 18 aprile 2004

in onda il 13.11.05

di - Società

Inchiesta: Com'è andata a finire
Autori: Giovanna Boursier
Argomenti: Società
Stagioni: 2006



di Giovanna Boursier

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Questo é un CPT, un centro di permanenza temporanea. Ce ne sono 14 da nord a sud in tutto il paese. Inventati dalla legge Turco - Napolitano del 1998 servono a trattenere, per identificare, chi non ha il permesso di soggiorno e deve essere espulso. Chi viene beccato senza i documenti in regola finisce in questi centri. Nel 2003 vi sono transitate quasi 15.000 persone. Qui siamo a Milano, in Via Corelli, periferia est della città, sotto la tangenziale e vicino a un ex caserma: mura, filo spinato, forze dell'ordine all'esterno. Siamo in una strada pubblica e filmiamo il muro.

POLIZIOTTO
No, no, no, per cortesia se può smettere di riprendere.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Per i giornalisti nei CPT è impossibile entrare. È vietato dal Ministero degli Interni. Secondo la legge il clandestino viene trattenuto per essere identificato ed eventualmente rispedito al suo paese. L'identificazione deve avvenire entro un massimo di 60 giorni. Poi il clandestino esce comunque, con un foglio della questura dove sta scritto che se ne deve andare spontaneamente entro 5 giorni.

EUGENIO DI PRINZIO - Ispettore di Polizia Modena
A me non é mai capitato di vedere uno che si allontanasse dall'Italia volontariamente.

AUTRICE
Quanti sono quelli davvero espulsi?

ALFREDO MANTOVANO - Sottosegretario al Ministero degli Interni
All'incirca 30.000 su 105.000 poco meno del 30%.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Ma quanto costano questi posti e chi li gestisce? Nel rapporto della Corte dei Conti sulle spese sostenute per l'immigrazione c'è scritto che è difficile ricostruire i conti dei CPT, che ci sono utilizzi promiscui degli accreditamenti e difficoltà a ottenere dati certi, attendibili e significativi.

CARLO GIOVANARDI - Ministro Rapporti con il Parlamento
La gestione delle strutture é affidata ad associazioni ed enti di comprovata esperienza nel settore sociale come ad esempio le Misericordie d'Italia e la Croce Rossa Italiana, tenute ad assicurare il pieno rispetto della dignità delle persone. Ma devo dire che finora la visita ai Centri, particolarmente gli ultimi aperti, come quello di Modena, hanno fatto registrare situazioni che magari fossero alla pari anche, parlo della stessa Modena, nelle strutture ospedaliere nostre locali dove sicuramente non c'è un bagno per ogni quattro persone, con stanze a due letti, aria condizionata d'estate e condizioni ottimali.

AUTRICE
Ci dice quanto costa il suo CPT?

DANIELE GIOVANARDI - Presidente Misericordia di Modena
Adesso io non glielo so dire. Noi abbiamo calibrato una sistemazione alberghiera per singolo ospite.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Ci sono addirittura camere singole ma i conti non li sanno.

ALFREDO MANTOVANO - Sottosegretario al Ministero degli Interni
Mi pare di ricordare che l'istituzione di un Centro costi tra i 7 e i 10 miliardi di lire e la sua gestione annua tra 1 e 2 miliardi di lire.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Alla fine qualche conto lo troviamo: a Modena la convenzione é di circa 1 milione e mezzo di euro l'anno, a Bologna 1 milione e 600 mila e a Lecce 3 e mezzo. Poi però ci sono altri costi, per la vigilanza e gli affitti. Andiamo al Regina Pacis di San Foca, pochi chilometri da Lecce. Il direttore è don Cesare Lodeserto. Lui nel CPT ci abita.

AUTRICE
Senta ma me le dica allora queste cifre perché le sa. Non é possibile che io non riesca a sapere una cifra di un CPT?

DON CESARE LODESERTO - Direttore CPT Regina Pacis
Secondo me non potrà costare meno di 3 milioni e 500 euro l'anno. Chiaramente non può costare di meno. Noi attuiamo tutti gli stratagemmi possibili per fare uscire la gente da qua dentro. Ieri ho avuto una grande battaglia. Ho regolarizzato sul territorio italiano uno scafista albanese. Cioè, cioè, sa che significa?

AUTRICE
Ma gli scafisti non sono tanto brave persone?

DON CESARE LODESERTO - Direttore CPT Regina Pacis
E chi é bravo? Io sono bravo? Lei ha detto di no dalle domande che mi ha fatto. Quindi che vuole da me? Questa é ragazza, una ragazza che ha fatto 4 anni di carcere: sfruttamento della prostituzione. Benissimo, io l'ho portata qui e le ho detto "io ti farò avere un permesso di soggiorno". Dice "è impossibile!". Anche molte volte i preti mi dicono: "Don Cesare ma queste donne rimangono incinte?". Ma é bello! Cioè sa qui anche si conoscono, si innamorano. E che fai?

AUTRICE
Cioè quali donne rimangono incinte?

DON CESARE LODESERTO - Direttore CPT Regina Pacis
No, molte volte le mie ragazze tornano a casa e dicono "Don Cesare ho un problema". E che é successo? "Eh, sono in stato di gravidanza".
Ma sa quanti moldavi io ho trattenuto qui con il permesso di soggiorno? Inimmaginabile. Infatti i moldavi mi sono molto grati per questo. Io ho portato a casa 1.472 donne moldave.

AUTRICE
Riportate là?

DON CESARE LODESERTO - Direttore CPT Regina Pacis
Riportate lì. Perché lì ho 5 strutture. Vede quante cose non si sanno?

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Don Cesare Lodeserto è stato rinviato a giudizio insieme a 6 operatori, 10 carabinieri e 2 medici. L'accusa é di gravi violenze e pestaggi contro gli immigrati che la notte del 22 novembre 2003 cercavano di scappare dal CPT.

MARCELLO PETRELLI - Avvocato
Alcune persone sono state tenute per le braccia e per le gambe mentre qualcun altro cercava di fargli ingoiare della carne di maiale cruda spingendogliela in gola con il manganello.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
I centri di permanenza si chiamano temporanei perché servono ad identificare il clandestino, se è il caso poi viene espulso. Siccome la clandestinità non è punibile con il carcere, e difficilmente il clandestino se ne va di sua spontanea volontà succede che se viene ribeccato ritorna lì dentro. Una gigantesca macchina che gira a vuoto e molto costosa perché sulla gestione di questi centri non c'è nessuna trasparenza. Il direttore di S. Foca, un prete, è stato addirittura denunciato. A distanza di un anno e mezzo Giovanna Boursier è tornata sul pezzo.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Tribunale di Lecce, 22 luglio scorso: siamo alle battute finali del processo contro don Cesare Lodeserto, 6 operatori, 2 medici e 10 carabinieri. La parola alla difesa: don Cesare ascolta. Quando parla l'accusa si alza e se ne va. Il verdetto arriva nel pomeriggio. La sentenza è di condanna: 1 anno e 4 mesi per lesioni personali, abuso dei mezzi di correzione, omissione di intervento, abuso di potere e violazione dei doveri di chi ricopre una carica pubblica. Condannati anche 7 carabinieri, 2 medici e 4 operatori del CPT. Tra le accuse confermate quella di aver costretto gli immigrati musulmani a inghiottire della carne, ficcandogliela in gola con il manganello.

PASQUALE CORLETO - Difensore Don Cesare Lodeserto
Che un uomo, un prete di quel livello, abbia potuto quanto meno assistere e non intervenire - potrebbe essere questo l'esito della condanna - ad un episodio di questo genere significa creare un problema di conflitto tra religioni che ad onor del vero mi lascia perplesso.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Chiaramente ci sarà il ricorso in Cassazione. Ma intanto il CPT è stato chiuso. E nemmeno adesso è accessibile. Ci sbattono il cancello in faccia anche senza le guardie.

SIGNORE AL CANCELLO
Non possono entrare!&

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Proviamo a chiamare la ditta che lo sta ristrutturando.

AUTRICE
Vedo che ci sono dei lavori che state facendo voi, ma non è più un Centro di permanenza?

SIGNORE AL TELEFONO
Si, ma adesso ci sono le ragazze madri.

AUTRICE
Ah adesso ci sono le ragazze madri.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Ci dicono che ci sono le ragazze madri. Cioè quelle che denunciano il racket della prostituzione e che avevamo visto l'anno scorso nella zona retrostante il CPT. Mentre stiamo per andarcene esce uno dei condannati al processo. Ma perché è qui dove sono rimaste le ragazze madri? Come è possibile visto che, insieme a don Cesare Lodeserto e altri operatori dell'ex CPT, è tra gli indagati di un nuovo processo e proprio sulle donne in protezione?
Tra i programmi previsti con i soldi pubblici c'è anche quello dell'inserimento nel mondo del lavoro. A quanto pare qualcuno taglieggiava sulla paga.

FRANCESCO CALABRO - Avvocato
Queste ragazze erano state sentite nel corso dell'incidente probatorio hanno detto non solo di essere state assunte senza contratto ma anche di esser state pagate 3 euro all'ora. Vengono contestati, io non mi riferisco ai singoli imputati ma alla generalità delle imputazioni - minacce, calunnia, ingiuria, abuso dei mezzi di correzione, sequestro di persona, esercizio irregolare delle attività di intermediazione nell'avviamento al lavoro, violazione del testo unico sull'immigrazione, c'è una violenza sessuale.

AUTRICE
C'è una violenza sessuale?

FRANCESCO CALABRO - Avvocato
Si, è questa. Poi le toccava il seno la baciava lasciandole un segno sul collo.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Rispetto all'anno scorso sono stati costruiti altri 2 CPT: uno a Gradisca, in provincia di Gorizia, e uno a Bari. Questo è quello di Gradisca, un ex caserma vicina al confine. Ci sono le forze dell'ordine ma dentro è deserto. Non è ancora in funzione, ma nei documenti che siamo riusciti a trovare ci sono i preventivi di spesa: 17 milioni e 219.819 euro. Questo è quello di Bari, nella zona dell'aeroporto, e le cifre di spesa per la costruzione sono di 7 milioni 643.562 euro. Ma nemmeno questo è funzionante e a Bari, per il momento, per le identificazioni c'è solo questa baraccopoli, Bari Palese. Ma allora perché li hanno costruiti spendendo quasi 25 milioni di euro???

FRANCESCO MARTONE - Senatore
C'è una voce totale che riguarda di 136 milioni 375.740 euro. 122 milioni e rotti di euro vengono spesi soltanto per dare soldi agli organi, alle associazioni che gestiscono i CPT. Questi sono fondi pubblici, del pubblico contribuente, che vengono investiti in un sistema che non funziona. Insomma l'idea è di continuare a versare acqua in un colabrodo e questo colabrodo prima o poi bisogna o buttarlo via o comunque tapparlo. E invece il governo vuole continuare a versare acqua in questo colabrodo. Il problema è capire l'acqua che cola in questo colabrodo nelle tasche di chi va.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
È difficile capirlo e continua a dirlo anche la Corte dei Conti. Nel nuovo rapporto sulle spese per l'immigrazione scrive che è difficile, "se non addirittura non fattibile", la quantificazione dei costi e che il reperimento dei dati dal Ministero "non è risultato agevole richiedendo tempi lunghi e reiterati solleciti". A Lampedusa lo stato paga ogni giorno 43 euro per immigrato, esclusa la mensa. Il 15 settembre scorso 13 parlamentari europei sono entrati nel Centro. Al termine della visita Borghezio dichiara:

MARIO BORGHEZIO - Deputato
Il centro oggi si presenta come un centro in grado di accogliere con dignità e fa onore al nostro paese.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Perché in un Centro dove normalmente si ammassano centinaia di persone quel giorno ce n'erano 11. Hanno detto che gli sbarchi erano pochi per le cattive condizioni del mare. Ma come sono andate veramente le cose lo ha scoperto una troupe de La7 appostata da giorni a Lampedusa. Il Centro era appena stato ripulito e svuotato: centinaia di immigrati vengono caricati su cargo militari e aerei charter con destinazione ignota. Ammanettati. E Borghezio lo sapeva.

MARIO BORGHEZIO - Deputato
Io sono già stato ieri, ho assistito a questa partenza, mi pare una cinquantina di clandestini che sono stati portati in Libia con aereo diretto.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
L'europarlamentare della Lega Nord conosceva persino la destinazione. E probabilmente sapeva anche che il CPT di Lampedusa normalmente non fa "onore" al nostro paese. La testimonianza è di Fabrizio Gatti, giornalista dell'Espresso, che è riuscito a entrarci fingendosi un kurdo, Bilal, arrivato dal mare.

FABRIZIO GATTI - Giornalista
Dopo gli interrogatori e la registrazione delle impronte digitali vengo trasferito dentro la gabbia vera e propria del CPT di Lampedusa. E all'interno vedo tutti gli immigrati messi seduti per terra. Mi viene detto, in maniera brusca, vai in fondo, muoviti, muoviti. Vado in fondo e vedo che dove siamo noi, là in fondo, ci sono liquami per terra. Ci accovacciamo sulle caviglie l'acqua usciva da una porta, dove poi ho visto erano i gabinetti che sono stati sempre con il pavimento ricoperto di liquami ed escrementi. Un carabiniere dice al collega là in fondo falli sedere e ci dobbiamo sedere in quei liquami. Io lì mi aspettavo di trovare personale della Misericordia in realtà non c'erano, c'erano soltanto carabinieri. Visto che la Misericordia entra nel centro per le pulizie quando riescono a farle, per la distribuzione dei pasti, ma tutto il rapporto con le persone rinchiuse nel centro viene gestito e tenuto da personale militare, appunto i carabinieri, nonostante quanto all'esterno le autorità italiane, il governo italiano avevano sempre raccontato.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Hanno sempre raccontato che i centri sono gestiti dalla Misericordia, la Croce Rossa e altre associazioni. Come sappiamo pagati per questo, dallo Stato, con contratti che prescrivono anche cosa devono dare agli immigrati.

AUTRICE
Hai avuto delle lenzuola monouso?

FABRIZIO GATTI - Giornalista
Mi sono state date la prima notte quando sono entrato poi quando mi hanno trasferito nella gabbia mi hanno fatto capire che non dovevo prenderle perché ne avrei trovate altre nella gabbia e in realtà ho dormito su materassini infestati da pulci e ho dormito due notti all'aperto.

AUTRICE
Un sapone?

FABRIZIO GATTI - Giornalista
No.

AUTRICE
Bagno schiuma?

FABRIZIO GATTI - Giornalista
No.

AUTRICE
Spazzolino?

FABRIZIO GATTI - Giornalista
No.

AUTRICE
Abiti nuovi?

FABRIZIO GATTI - Giornalista
No, i minorenni che erano con noi dicevano di aver depositato i soldi alla segreteria del Centro, molti hanno chiesto, io stesso ho chiesto in inglese che fossero restituiti quei soldi e un ragazzo della Misericordia ha spiegato a un carabiniere che faceva da interprete che non c'era nessuno che poteva restituire i soldi, per cui il carabiniere con metodi bruschi ha fatto un segno con la mano dicendo in sostanza, facendo capire che non dovevamo più tormentarli con la storia dei soldi e così siamo stati trasferiti e quei ragazzi sono partiti senza soldi.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Delle persone rinchiuse nei CPT solo in 40% viene rimpatriato. Gli altri escono con il foglio di via in tasca.

FABRIZIO GATTI - Giornalista
Veniamo portati alla questura di Agrigento, lì ci danno 3 fogli veniamo caricati su un treno e abbandonati ai nostri destini.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Per quale motivo si insista su una strada che non porta da nessuna parte lo chiediamo a chi li ha istituiti.

LIVIA TURCO - Deputato
Lei ha perfettamente ragione perché l'identificazione risulti efficace più che i centri servono gli accordi bilaterali. Allora io sono per rivedere anche l'esperienza fatta da noi, cambiamo anche il nome, trattenuti per il minor tempo possibile, non più di 10 giorni.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Se è un fallimento anche per chi li ha inventati allora perché da oltre un anno aerei carichi di immigrati partono per la Libia? Sono tutti libici i clandestini che arrivano in Italia? Avrebbe dovuto risponderci il ministro Pisanu ma non lo ha fatto. Nell'ultima relazione della Corte dei Conti c'è scritto che abbiamo firmato
un accordo con la Libia e che ha anche un costo. In più il nostro governo sta finanziando la costruzione di 3 Centri per il rimpatrio degli stranieri. Anche questo non ce lo spiegano ma lo leggiamo nell'ultimo rapporto del Viminale sulla sicurezza. Il primo centro è a Garyan, vicino a Tripoli. Guido Ruotolo, giornalista della Stampa, ci è andato.

GUIDO RUOTOLO - Giornalista
È un campo a tutti gli effetti con recinti, mura alte un metro con 4 metri fra virgolette regolamentari di reti metalliche. Sono soprattutto container, sia per donne che per uomini, container sui 1.000 posti letto.

AUTRICE
Ma tu hai capito perché noi dobbiamo finanziare la costruzione 3 centri in Libia?

GUIDO RUOTOLO - Giornalista
Fa parte degli accordi siglati due anni fa tra Italia e Libia. Quest'anno, 2005, fino ad oggi, siamo a metà novembre sono circa 18.000 i clandestini arrivati via mare a Lampedusa. In Libia almeno 40.000 ne hanno bloccati quest'anno. I libici sono disposti a tenerli per farli rimpatriare, fanno il lavoro sporco degli italiani, diciamolo brutalmente.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Questo è un video del governo libico. Si vede la polizia nel deserto fra i cadaveri degli immigrati. Non possiamo sapere come sono morti, ma sappiamo che questa è la Libia. E che questa è la strada di entrata e forse anche di uscita.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Oltre al centro in Libia pagato da noi in Italia nell'ultimo anno ne sono stati costruiti altri due la tendenza è di costruirne altri. Per contenere i costi, nel maxi-emendamento del Governo è prevista la gara d'appalto unico, con la quale si dovrà stabilire che i costi saranno uguali sia a Gorizia che a Lampedusa. Rimane il fatto che là dentro ci finiscono i delinquenti ma anche le badanti e i rifugiati e molto spesso le identificazioni non vengono fatte. Più del 50% degli espulsi continua a restare qui, perché chi ha fatto debiti per pagare uno scafista non se ne andrà mai via volontariamente.

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