Rai 3
Televideo

Puntata del 25/11/2007

GLI APPALTATI

In onda domenica 25 novembre ore 21.30

di - Società

GLI APPALTATI

Stagioni: 2008
Argomenti: Società
Autori: Michele Buono
Autori: Piero Riccardi

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Buonasera oggi vedremo cosa hanno prodotto i contratti collettivi di lavoro che legano le mani, e una dirigenza pubblica che negli ultimi 20 anni ha rinunciato a governare il personale. Non si assume più. E il risultato sono tutti fatti nostri.

DONNA 1
Perché avete superato proprio qualsiasi prova di democrazia.

UOMO 1
Ah, invece come ci fate lavorare voi, lei sta tanto qui “caruccia”, tanto bella..., e gli infermieri che stanno nelle condizioni in cui stanno, è vero? Caro Carmelo diglielo te come sta a lavorà la gente qui dentro, diglielo te!

DONNA 1
Io non lo so tra me e lei sinceramente chi lavora di più!

UOMO 1
Ah non lo so! non è un problema , io solo che guadagno 1150 euro al mese capito “dottorè”?

DONNA 2
Uno si deve prendere le responsabilità che si deve prendere...

UOMO 1
Lei mi deve dire perché non assume, lei mi deve dire perché non assume dottoressa! Lei deve garantire l’assistenza, capito? Deve assumere personale che serve capito?

DONNA 1
Paga lei?

UOMO 1
No, paga la cittadinanza, con le proprie tasse!!!

DONNA 1
La cittadinanza paga con le proprie tasse....

UOMO 1
Senti per cortesia registri che adesso probabilmente oggi pomeriggio in sala operatoria viene utilizzato personale del servizio sanitario nazionale per fare attività intra moenia è stata bloccata le sedute d’ordinaria? Registra questa cosa. Bloccate le sedute dei cittadini che attendono da mesi e mesi per essere operati, per fare le operazioni de chi c’ha i soldi! Questa è la Sanità che voi garantite!!! Questa è la sanità che state garantendo!

DONNA 1
Non credo!

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Roma, Ospedale Sandro Pertini, ottobre 2007. Il sindacato RDB organizza un presidio di lavoratori esternalizzati, quelli di cooperative e ditte che danno appunto lavoratori all’ospedale. Passano per fornitura di servizi, ma loro i lavoratori capiscono solo che stanno lavorando per l’ospedale, che la ditta o la Coop è solo quella che paga. Stanno aspettando l’assessore alla Sanità del Lazio Augusto Battaglia. Che inaugura un nuovo reparto. Gira voce che debba venire anche la Ministra Turco ma forse no.

PIO CONGI – SINDACALISTA RDB CUB
Ministro Turco in Turchia, non possiamo dire altro perché non c’è, non c’è.

UOMO 1
La cosa scandalosa è che noi in questi giorni vediamo comparire per Roma dei manifesti stile Berlusconi con scritto: “Pane, amore e Sanità” .

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Già i cartelloni tappezzano le strade, le stazioni d’Italia. Grande, bella, l’infermiera che ci sorride incipriata come una bambolina di paese dell’est, ma a loro, ai lavoratori esternalizzati della sanità,quelli che lavorano in ospedale ma sono pagati da ditte e cooperative, quel cartellone suona come una beffa, soprattutto quel pane dello slogan appare un insulto.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Ce ne eravamo occupati l’anno scorso in due ospedali romani, il S. Andrea e il policlinico. Dove gli infermieri o gli archivisti non erano dipendenti dell’ospedale ma personale fornito dalle cooperative, il motivo è il blocco delle assunzioni. Avevamo visto che all’ospedale costa di più, il servizio è quel che è, ai lavoratori invece poche tutele e una busta paga magrissima. Nel corso dell’anno ci sono arrivate centinaia di segnalazioni da altri ospedali, case di riposo, università, asili nido, ministeri. Allora, visto che il giro d’affari è gigantesco, siamo andati a vedere se è proprio un sistema che sforna precari senza che il pubblico risparmi granché, e per noi utenti che tipo di servizi ci si ritrova alla fine della catena. L’inchiesta è di Piero Riccardi e Michele Buono.

LAVORATRICE 1
Lo stipendio sono circa 800-850....

DA REPORT 12/11/2006

LAVORATRICE 2
Se si vive con i genitori e non si ha la macchina...si sopravvive.

LAVORATORE 1
Circa 700-800...

UOMO 2
Guadagno 450 euro al mese.

DONNA 3
La busta paga è di 450.

DONNA 4
Lo stipendio oscilla dalle 700 alle 900 euro.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Aspettano l’assessore alla sanità che finalmente arriva e i lavoratori lo circondano. L’assessore promette, cinge con il braccio il sindacalista, e paternamente sussurra:

AUGUSTO BATTAGLIA
“ Ti sembro uno che non mantiene gli impegni?”

MANIFESTANTI
No, anzi!

AUGUSTO BATTAGLIA
E allora!!!

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
“E che sono uno che non mantiene gli impegni io?” dice l’assessore e mentre entra seguito dai medici e dirigenti per l’inaugurazione fuori gridano: “Assunzioni! Assunzioni! Assunzioni!”

UOMO 1
“Assunzioni! Assunzioni! Assunzioni!”

PIO CONGI – SINDACALISTA RDB CUB
Battaglia pinocchio!

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Pinocchio, lo stesso lo slogan che altri lavoratori di un altro ospedale romano gridavano un anno fa.

MANIFESTANTI
“Assunzioni! Assunzioni! Assunzioni!”
“Pinocchio, Pinocchio, Pinocchio, Pinocchio, Pinocchio!”

ERMINIA COSTA – SINDACALISTA RSU COBAS OSPEDALE SANT’ANDREA
Al Sant’Andrea, un anno dopo, non è stato stabilizzato nessuno dei lavoratori fantasmi che avevate visto nella precedente trasmissione di Report, anzi...in questo anno c’è stato un incremento dei lavoratori atipici dentro l’azienda.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Roma, Borgo Santo spirito, è la sede di Confcooperative, la potente centrale che raggruppa le coop bianche. Il Cupolone è lì, a un passo e d’altra parte Confcooperative come leggiamo sul suo sito si fonda sui principi della dottrina sociale della Chiesa di Roma e nel Consiglio nazionale tra Presidente, vicepresidenti e direttore generale siede un monsignore che supervisiona per conto della Cei, la conferenza dei vescovi italiani.

PIERO RICCARDI
Qual è la sua funzione? Don Checco Rosso, che cosa fa, qual è la sua assistenza a Conf. materialmente?

CARLO MITRA – VICE PRES. NAZIONALE CONFCOOPERATIVE
Fa l’assistenza spirituale, cioè nel senso che va in giro va nelle riunioni, nelle convention, parla con la gente, traduce sostanzialmente quelli che sono i concetti della dottrina sociale della chiesa nei confronti degli operatori, dei cooperatori, fa questo lavoro come farebbe...come fa un prete!

PIERO RICCARDI
Siar al S.Andrea è somministrazione di manodopera o no?

CARLO MITRA – VICE PRES. NAZIONALE CONFCOOPERATIVE
Di Siar non la conosco e dovrebbe andare a parlare con l’associazione a cui aderisce, perché...

PIERO RICCARDI
La Siar?

CARLO MITRA – VICE PRES. NAZIONALE CONFCOOPERATIVE
Siar non è una nostra cooperativa.

PIERO RICCARDI
E come no, appartiene a Team Service!

CARLO MITRA – VICE PRES. NAZIONALE CONFCOOPERATIVE
Non lo so se appartiene a Team Service, cosa c’entra Team Service con Siar.

PIERO RICCARDI
Cioè quelle sono amministrazioni di manodopera o no?

CARLO MITRA – VICE PRES. NAZIONALE CONFCOOPERATIVE
Comunque questo problema che voi sollevate, scusi per carità,non voglio sfuggire alle domande. Questo problema che voi sollevate che attualmente la presenza di cooperative dentro gli ospedali di Roma, parliamo di Roma, del Lazio, abbia delle implicazioni nel modo nel quale sono diciamo, realizzati gli ingaggi, l’appalto eccetera, non sia perfettamente un servizio. Non è una cosa che io nego.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Questi i costi dell’esternalizzazioni al Sant’Andrea che ci risultavano lo scorso anno, 7milioni e mezzo, oggi il sindacato dei Cobas ha fatto nuovi calcoli.

ERMINIA COSTA – SINDACALISTA RSU COBAS OSPEDALE SANT’ANDREA
Questo importo secondo noi per questo anno del 2007, sfiorerà dai 10 milioni e 500 ai 11 milioni di euro. Quindi con un incremento di oltre tre milioni su quello che era la stessa spesa per il 2005.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Roma, Policlinico di Tor Vergata. Questa è l’aggiudicazione di una gara per “affidamento del servizio di attività ausiliarie” tradotto: aiuto infermieri, tecnicamente Ota e OSS, Operatori Socio Sanitari, più specializzati. Attualmente gli aiuto infermieri al Ptv sono già forniti da una ditta, la Arcobaleno srl, 270 i lavoratori.
Ma quando arriviamo più che una sorpresa è uno choc. Ci dicono che, sì, lavorano come aiuto infermieri, ma il contratto è da pulitori, operai di 2° livello. Ci mostrano i contratti, ma chiedono anonimato.

LAVORATORE ANONIMO
Siamo contrattualizzato come pulitori. Questo è il mio contratto di lavoro che ho con l’azienda Arcobaleno.

PIERO RICCARDI
E cosa c’è scritto?

LAVORATORE ANONIMO
Fa riferimento a operaio secondo livello, impresa di pulimento multiservizi.

PIERO RICCARDI
Perché siete pulitori?

LAVORATORE ANONIMO
Eh questo è un inquadramento che ci ha fatto l’azienda non so sotto quale criterio, con quale procedura abbia potuto o sia quanto meno riuscita ad applicare questo tipo di contratto.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
E non lo capiamo neppure noi questa è la sede dell’RDB, il sindacato che si batte per far avere a questi pulitori il contratto sanitario.

PIERO RICCARDI
Chi è un operaio di secondo livello delle pulizie?

PIO CONGI – SINDACALISTA RDB CUB
Leggiamo il contratto. Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni esecutive che richiedono una generica preparazione professionale e conoscenze elementari di prodotti chimici. Appartengono altresì a questo livello per i primi 18 mesi di effettivo servizio gli impiegati esecutivi che svolgono semplici attività amministrative o tecniche che non richiedono particolare preparazione. Quindi ci sono pulitori, addetti al riassetto del governo locale, foresteria assimilabile, operai comuni addetti alla manutenzioni e pulizia aree verdi..

PIERO RICCARDI
E che c’entra con gli Ota e gli Oss?

PIO CONGI – SINDACALISTA RDB CUB
Ah non c’entrano assolutamente nulla!

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Questo è l’interno del Policlinico di Tor Vergata. Le immagini sono state realizzate con una telecamerina nascosta, un paio di settimane fa, incrociamo personale dell’Arcobaleno srl...quell’ operaio/pulitore di 2 livello sta trasportando sangue, anche quello che sta trasferendo il paziente su letto è un dipendente Arcobaleno...e anche quest’altra che aiuta un infermiere a medicare un anziano durante il giro letti mattutino è un’operaia pulitrice... ce ne sono perfino in camera operatoria, ... qui li vediamo maneggiare ferri chirurgici appena usati, per lavarli...per sterilizzarli, dovrebbero essere infermieri, specializzati, e invece il loro contratto dice ...pulitori! Da non credere. Facciamo una visura alla Camera di Commercio, prendiamo il bilancio e la ditta stessa, quella che li fornisce all’Ospedale si definisce “Impresa di Pulizie”. Ma perché un ospedale per prendere aiuto infermieri si rivolge ad una ditta di pulizie?

PIERO RICCARDI
Quando ti hanno inquadrato come pulitore voi che avete pensato?

AL TELEFONO LAVORATRICE COOPERATIVA ARCOBALENO 2002 AL TELEFONO
Lui mi ha detto: “Per il momento è così, non vi preoccupate, poi vi daremo il livello e tutto quanto”. Calcola non ci hanno fatto un contratto sanitario

PIERO RICCARDI
Quindi questi cercavano gente del mestiere però senza contrattualizzarla come se non fosse del mestiere.

AL TELEFONO LAVORATRICE COOPERATIVA ARCOBALENO 2002 AL TELEFONO
Brava.

PIERO RICCARDI
Per farti lavorare era necessario che tu avessi l’attestato vero?

AL TELEFONO LAVORATRICE COOPERATIVA ARCOBALENO 2002 AL TELEFONO
L’attestato in più ho portato il curriculum. Mi hanno detto: “L’attestato l’ha portato?” Sì si lo hanno preso e hanno fatto una fotocopia e mi hanno ridato l’attestato.

PIERO RICCARDI
Tu poi cosa gli hai detto quando lui ti ha detto che il contratto era da pulitore?

AL TELEFONO LAVORATRICE COOPERATIVA ARCOBALENO 2002 AL TELEFONO
Gli ho detto:”Scusi ma questo è un contratto di pulizia, io devo fare le pulizie o..... “no, no, no, no. Lei non deve fare le pulizie, lei deve aiutare gli infermieri!”. Al che questa cosa non è che mi è sembrata subito molto chiara.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Queste le buste paga...eccole 766 euro, 982, 909, 831 euro al mese, la paga oraria 6,55 lorde, l’Arcobaleno riceve dal Policlinico Tor Vergata 15 euro, più del doppio.
Il primo affidamento dell’appalto risale infatti al 23 maggio del 2001 e doveva durare 20 settimane.
E’ il capolavoro di quest’appalto: fare una prima gara minima, per 20 settimane appunto, procedere così alla prima assegnazione. Poi, basta prorogare e il gioco è fatto, prima per mesi, poi per anni. Di anni qui al PTV ne sono passati 6 e all’Arcobaleno di proroga in proroga di pulitori, alias aiuto infermieri, ne sono stati affidati 270. Una cifra enorme e qualcuno pensa che forse la corda potrebbe spezzarsi, che forse è meglio fare una gara d’appalto vera. E negli stessi giorni in cui l’assessore alla sanità del Lazio promette di reinternalizzare, al Ptv viene autorizzata una gara per la fornitura di 400.000 ore annue di personale Ota e Oss per tre anni, costo 16 milioni e 700 mila euro. Oggetto dell’appalto: quello che i 270 stanno già svolgendo: trasporto di materiale biologico...trasporto paziente....mantenimento posizioni terapeutiche ...insomma Ota e Oss...
E chi vince la gara? Indovinato, la Arcobaleno srl, l’impresa di Pulizie che da 6 anni fornisce gli aiuto infermieri che paga come operai di secondo livello. E se qualcuno si fa male sono fatti suoi, fatti privati.

DONNA ANONIMA
Non è proprio possibile, perché se un paziente mi cade e va davanti al giudice, il giudice mi risponde: “Signora com’è possibile? Lei non ci doveva neanche stare!” Un nostro collega si è preso un piantone, ha preso un calcio lì dove si sente meglio e l’Inail non gli ha riscontrato l’infortunio perché gli ha detto: “Questo non è il suo lavoro non lo puoi fare”.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
L’infermiera bambolina incipriata che ci sorride dal suo cartellone adesso sembra dirci: non è colpa mia. E’ vero, forse, è di tutti noi.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Certamente non dell’Inali che Se ti fai male non paga perché quella non è la mansione di un pulitore. E se ne lava le mani. Dovrebbe forse controllare l’Inps che prende contributi per un pulitore di 2° livello, che sono più bassi rispetto a quelli che invece spetterebbero ad un aiuto infermiere, e quindi quando il lavoratore andrà in pensione prenderà anche una pensione più bassa. Spetterebbe il controllo forse all’Ispettorato del lavoro? In 6 anni pare che non ci abbia mai messo il naso, la prima visita l’ha fatta mercoledì, dopo che si era sparsa la voce che eravamo andati a filmare.
E noi, pazienti, contribuenti del servizio sanitario, se ci capiterà di essere ricoverati, non sapremo mai se chi ci accudisce e controlla le nostre terapie è un infermiere dipendente dell’ospedale o un addetto alle pulizie dipendente da una società di pulizie, magari con il diploma da infermiere. Intanto si portano a casa 6 euro lordi all’ora invece dei 15 pagati dal policlinico. Andiamo a vedere chi sono quelli della Arcobaleno s.r.l.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Dalla visura camerale vediamo che Arcobaleno srl è di due azionisti al 50%, sono moglie e marito. Vediamo poi che il marito è Presidente anche di una cooperativa sociale, consigliere la moglie. La cooperativa, per non sbagliare, si chiama Arcobaleno 2 e stavolta l’attività è assistenza sociale.
Arcobaleno 2 l’avevamo incontrata nella precedente inchiesta sulle esternalizzazioni al Sant’Andrea, un ospedale romano sul Grande raccordo inaugurato dalla giunta di destra capeggiata da Storace. Ci arrivammo perché ditte e cooperative si spartivano infermieri, tecnici, ausiliari, magazzinieri, impiegati. Arcobaleno 2 era una di queste e forniva 66 infermieri all’ospedale. La fornitura di infermieri alle strutture del servizio sanitario nazionale è una un’attività a rischio zero e che rende. Dal bilancio della cooperativa vediamo che nel 2005 su un paio di milioni di euro di fatturato quasi la metà sono utili, 880 mila sono quelli su cui una società dovrebbe pagare le tasse, ma qui a parte 46 mila di Irap, nulla è dovuto al Fisco, perché, leggiamo, “dal punto di vista fiscale...la cooperativa raggiunge i requisiti richiesti dall’art 11 ecc ecc e gode pertanto dell’esenzione dalle imposte sui redditi (Ires)”. Tradotto, se le paghe di una cooperativa sono rivolte in maggioranza verso i propri soci le cooperative si dicono a mutualità prevalente e dunque non pagano le tasse sugli utili se li mettono a patrimonio indivisibile. Dunque il 30% degli utili vanno a finire a riserva legale indivisibile, il 3% ai fondi mutualistici per la promozione della cooperazione e il rimanente 67%, pari a mezzo milione di euro a riserva straordinaria e indivisibile. Risultato tasse zero e i lavoratori non vedranno un centesimo.
Ma chi sono le altre Coop del Sant’Andrea? Dunque, due sono coop rosse di Legacoop; due bianche Osa e Siar di Confcooperative, ma Osa è anche Compagnia delle Opere e Siar appartiene a Team Service, potente coop laziale il cui Presidente Emilio Innocenzi è nel Direttivo di Compagnia delle Opere. Team Service “nasce nell’85 da un gruppo di amici uniti dall’esperienza cristiana”.

DAL VIDEO PROMOZIONALE DI TEAM SERVICE

EMILIO INNOCENZI – PRESIDENTE TEAM SERVICE
La cooperativa Teamservice non è nata certamente da un progetto. E’ nata da un gruppo di amici. Avevamo un unico grande bisogno : il lavoro. Abbiamo iniziato con una passione ed un entusiasmo paragonabile ad un abbraccio fra amici che si sostengono reciprocamente. Ma noi non avevamo nessuna idea di quello che poi abbiamo fatto.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Dopo vent’anni Team service più che una coop è una holding da oltre 150milioni di euro di fatturato che si occupa di pulizie, ristorazione aziendale, servizi socio sanitari, gestione tributi, rifiuti. Nel 2007 il presidente di Team Service Emilio Innocenzi attraverso la Remaplast controlla il riciclaggio della plastica della Regione Lazio. Torniamo al Sant’Andrea e osserviamo un altro dato. Tra le società controllate da Team Service c’è anche Obiettivo Lavoro la più grande agenzia di lavoro interinale d’Italia. Obiettivo lavoro dopo essere nata come cooperativa, fondata da Legacoop, Confcooperative e Compagnia delle Opere, diventa S.p.a. e gli azionisti rimangono in due: Tangram e Omnium. Chi c’è dietro? Legacoop e Compagnia delle Opere. Se scorriamo l’elenco delle società fornitrici di lavoratori all’Ospedale Sant’Andrea, troviamo che gli interinali passavano appunto attraverso Obiettivo Lavoro.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Obiettivo lavoro è entrata quest’anno nell’inchiesta calabrese sulla gestione dei fondi europei. Abbiamo capito che il mondo cooperativo fa riferimento a due grandi mamme: da una parte legacoop, storicamente legata alla sinistra, e dall’altra Confcooperative che include le coop di Compagnia delle opere, un’associazione imprenditoriale, con più di 34.000 imprese fra coop e spa. Nasce per volontà di don Giussani con lo scopo di favorire “una concezione del mercato e delle sue regole in grado di comprendere e rispettare la persona in ogni suo aspetto, dimensione e momento della vita”. Vedremo come viene reclutato il personale.
Bene, in Italia, secondo i dati ufficiali, i precari sono 3milioni e 800mila, ma quelli che lavorano per le coop non sono contemplati, quantificare con esattezza il numero è complicato, ma si può dire che sono qualche milione, che lavorano in tanti settori pubblici. Ma la selezione del personale chi la fa? L’anno scorso eravamo stati al S. Andrea di Roma, e ai lavoratori esternalizzati incontrati nei corridoi, avevamo chiesto “ ma voi quando avete saputo che l’ospedale stava aprendo e cercava personale, a chi avete mandato il curriculum”?

DA REPORT 12/11/2006

PIERO RICCARDI
Chi l’ha chiamata? Lei ha cercato il lavoro?

LAVORATRICE 1
Io ho mandato un curriculum, mi hanno contattato e poi sono entrata a far parte di questa struttura.

PIERO RICCARDI
E dove l’ha mandato il curriculum?

LAVORATRICE 1
Nella sede centrale dov’è la sede della cooperativa Siar.

PIERO RICCARDI
Chi glielo aveva detto che cercavano personale?

LAVORATRICE 1
Avevo chiesti in giro e mi avevano detto che cercavano personale e praticamente di mandare questo curriculum e c’erano delle possibilità per entrare perché l’ospedale aveva aperto da poco e quindi serviva personale e quindi avrebbero fatte delle assunzioni tramite cooperative.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
La lavoratrice si guarda intorno, sorride, è imbarazzata e subito dopo, un’altra lavoratrice ci ferma, dice che la verità è un’altra, che la può dire se le garantiamo l’anonimato.

EX-LAVORATRICE COOPERATIVA
In realtà il curriculum non viene mandato alle cooperative ma direttamente a qualcuno dell’ospedale ad un dipendente dell’ospedale. E poi ti fanno un colloquio e decidono se assumerti o meno, e ti indirizzano direttamente alla cooperativa o alla società interinale, come è successo a me.

PIERO RICCARDI
E sono loro che hanno detto a quale cooperativa presentarti?

EX-LAVORATRICE COOPERATIVA
Si, si, sono stati loro.

PIERO RICCARDI
In questo caso era la Siar?

EX-LAVORATRICE COOPERATIVA
La Siar.

PIERO RICCARDI
Quindi la cooperativa è semplicemente un mezzo per entrare a lavorare in ospedale?

EX-LAVORATRICE COOPERATIVA
Sì.

PIERO RICCARDI
Una scatola che ti contiene insomma.

EX-LAVORATRICE COOPERATIVA
Sì non c’è altro modo a meno che non partecipi ad un concorso pubblico.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Insomma il curriculum si manderebbe in ospedale, l’ospedale seleziona e dice: “Tu in quella coop e tu in quell’agenzia interinale con l’interinale spartito tra Legacoop e Compagnia delle Opere. Torniamo a Confcooperative.

PIERO RICCARDI
All’ospedale S. Andrea siamo andati e dici: “Ma tu a chi lo hai portato il curriculum?” Dice....si guardavano imbarazzati e poi alla fine ci hanno detto: “Guardi noi il curriculum lo abbiamo portato alla direzione del personale, c’hanno assunto e hanno detto : “Tu vai nella cooperativa x, tu vai nella cooperativa x, e tu vai nell’agenzia interinale che in quel caso è Obiettivo Lavoro”. Cioè non è che entravano nella cooperativa perché credevano nel mondo...entravano nella cooperativa perché devono lavorare come ausiliari o infermieri. C’è poco da fare. Dopodiché non partecipano a niente.

CARLO MITRA – VICE PRES. NAZIONALE CONFCOOPERATIVE
Ma questo non mi scandalizza affatto, che uno entri nella cooperativa perché uno debba lavorare, anzi la cosa mi fa piacere perché è naturale. Una cooperativa di lavoro peraltro nasce per permettere alla gente di lavorare.

PIERO RICCARDI
Ma quelli vorrebbero entrare dentro l’ospedale e non nella cooperativa, perché dice guadagnerei un po’ di più, avrei delle garanzie maggiori, avrei le malattie, le cose....

CARLO MITRA – VICE PRES. NAZIONALE CONFCOOPERATIVE
Ma certo ci mancherebbe altro! Mica dico che hanno torto! Si facciano assumere dall’ospedale!

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Vorrebbero essere assunti dall’ospedale, semplicemente perché stanno lavorando per l’ospedale e vorrebbero uno stipendio che li faccia campare con dignità, e degli utili di una cooperativa a loro non importa nulla, perché essendo indivisibili, non li vedranno mai anche se sono stati anche loro a produrli, loro quegli utili vorrebbero vederseli in busta paga.
Ultimo bilancio disponibile fornito dalla Camera di Commercio, 1 milione 639 mila sono di utili esentasse, mezzo milione di euro a riserva legale 50 mila al Fondo di Confcooperative e 1 milione e 100 mila a riserva straordinaria, nemmeno un centesimo di ristorno ai lavoratori. Un’ ultima cosa: tra la lista dei fornitori di manodopera al S. Andrea Obbiettivo Lavoro è scomparsa, ora l’interinale è un’altra.

ERMINIA COSTA – SINDACALISTA RSU COBAS OSPEDALE SANT’ANDREA
Obiettivo Lavoro è scomparso, ma qua scompaiono, non so se sono le stesse che ricompaiono sotto un altro nome. Allora prima c’era Obiettivo Lavoro, poi c’è stato Turing, poi c’è stata Temporary, e adesso c’è Worknet.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Ora l’interinale è un’altra.
Cerchiamo qualche informazione: Worknet è una società di GI Group, creatura di Stefano Colli Lanzi, docente di economia aziendale alla Cattolica di Milano, Worknet è cresciuta veloce, come un fungo ed è vicina a ...Compagnia delle Opere.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
La differenza fra chi lavora per una qualunque società e una cooperativa è che chi lavora per la cooperativa può anche essere socio, e gli utili che contribuisce a produrre, nei casi che abbiamo visto non sono tassati, era raramente in tasca sua, perché sono un patrimonio indivisibile per permettere alla cooperativa di ingrandirsi. Solo che non parliamo di cooperativa agricola o casearia, ma di somministrazione di manodopera, vietata dalla legge, e gli utili derivano dall’intermediazione, e i lavoratori, quando scade l’appalto, transitano da una cooperativa all’altra. E’ evidente che poi ci sono tante cooperative che non lucrano sulla paga oraria e sicuramente spartiscono gli utili con i soci. Ma nel settore dei servizi i metodi che abbiamo visto sono abbastanza diffusi. A Gavirate per esempio, in provincia di Varese su una casa di riposo due cooperative, Arcobaleno 2002 e Primavera , e si contendono la fornitura di infermieri e ausiliari, la contesa è sulla busta paga, chi offre lo stipendio più basso vince.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Dunque a Gavirate, sul Lago Maggiore c’è una casa di riposo. Da 4 anni infermieri e personale sanitario sono forniti dalla cooperativa Arcobaleno 2002, il 31 dicembre scade l’appalto.

EX LAVORATRICI COOPERATIVE
Abbiamo lavorato con lui dal 2002 praticamente al 2005 finché lui poi ha perso l’appalto...
infatti poi noi abbiamo fatto il passaggio con l’altra cooperativa.

PIERO RICCARDI
Ma chi vi ha detto: “Dovete dare le dimissioni!” ?

EX LAVORATRICI COOPERATIVE
Non proprio le dimissioni. C’han detto che la cooperativa Primavera ha detto che sarebbero subentrati loro, dal primo febbraio infatti e se volevamo rimanere a lavorare lì, dovevamo passare con loro praticamente.

PIERO RICCARDI
E diventare soci?

EX LAVORATRICI COOPERATIVE
Diventare soci della Primavera.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Proviamo a capirci qualcosa e torniamo indietro a fine del 2005 all’inizio di questa storia.
La Casa di Riposo, che vuole rinegoziare i termini dell’appalto, il 12 dicembre 2005 invia alla Arcobaleno 2002 questa lettera di invito a una trattativa privata, ma chiede che prima venga firmata una bozza in cui per gli ausiliari si accetta una offerta di costo orario di 13 euro e 50.
Arcobaleno 2002 non ci sta.
Marco Pioppi è il Presidente di Arcobaleno 2002 cooperativa, lo incontriamo nello studio del suo avvocato.

PIERO RICCARDI
13,50 erano la paga oraria?

MARCO PIOPPI – PRES. “COOPERATIVA ARCOBALENO 2002”
Che la fondazione avrebbe dato per fatturarlo, per il personale.

PIERO RICCARDI
Per il personale?

MARCO PIOPPI – PRES. “COOPERATIVA ARCOBALENO 2002”
Si, per il personale. Io da questi 13 e 50 dovevo pagare anche gli stipendi. Ed è una tariffa fuori dal mondo perché comunque ci sono le tabelle ministeriali, che ho qua, che dicono che i costi del personale ausiliario sono più elevati. In ogni caso, non accettammo questa cosa...

PIERO RICCARDI
Non ci stavate, era troppo basso?

MARCO PIOPPI – PRES. “COOPERATIVA ARCOBALENO 2002”
Era troppo basso.

PIERO RICCARDI
Perché 13 euro e 50 era poco, quanto doveva essere il minimo?

MARCO PIOPPI – PRES. “COOPERATIVA ARCOBALENO 2002”
Mah, la tabella ministeriale che ho qua dice che il costo per un’Asa è 16 euro e 10.

PIERO RICCARDI
Un’Asa è...

MARCO PIOPPI – PRES. “COOPERATIVA ARCOBALENO 2002”
E’ un’Assistente Socio Sanitario.

PIERO RICCARDI
E come facevano questi signori ad offrire 13 e 50?

MARCO PIOPPI – PRES. “COOPERATIVA ARCOBALENO 2002”
Non lo so, so che la Cooperativa vincente è entrata ad un prezzo addirittura inferiore.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
13 e 41, questo è il costo orario che offre la Cooperativa per azioni Primavera. E si aggiudica l’appalto.

EX LAVORATRICI COOPERATIVE
Che Pioppi avrebbe perso l’appalto l’abbiamo saputo dalla nostra caposala e ce lo ha detto per caso una mattina, “guardate che Pioppi al primo febbraio è fuori perché ha perso l’appalto ed entra un’altra cooperativa”
E infatti poi abbiamo fatto il passaggio con altra cooperativa...

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Cerchiamo di incontrare il presidente della cooperativa vincente, per capire se 13.40 l’ora va bene lo stesso anche se la tabella ministeriale dice euro 16.50.

PIERO RICCARDI
Lei mi sta dicendo che 13 e 50 ci può anche stare e che 14, questa tabella ministeriale si può anche non rispettare...

QUINTINO MAGARO’ – PRESIDENTE COOPERATIVA PRIMAVERA
Il termine non rispettare è contra legem si può superare...
Con dei criteri legittimi tali per cui evidentemente vi può essere una riduzione che certamente non può essere da affamatore di popolo.
..la malattia, la gravidanza e l’infortunio sono parametri variabili c’è chi si ammala tanto e chi s’ammala poco, l’altro è il diritto allo studio, c’è chi fa dei corsi di formazione e chi non li fa, ma soprattutto c’è i cosiddetti permessi sindacali .

PIERO RICCARDI
Però mi scusi è come se lei stesse dicendo...qui si prevede la malattia, la gravidanza e l’infortuno medio, il diritto allo studio... la formazione professionale, i permessi sindacali, se i lavoratori non si possono ammalare, non si possono mettere...

QUINTINO MAGARO’ – PRESIDENTE COOPERATIVA PRIMAVERA
Ha ragione!

PIERO RICCARDI
Quindi che questa tabella è carta straccia?

QUINTINO MAGARO’ – PRESIDENTE COOPERATIVA PRIMAVERA
Lei deve essere però...Allora se mi toglie questo affare proprio in camera caritatis le dico che non deve dire così perché sta sbagliando perché qui c’è scritto mediamente lavorato. Allora lo Stato nella tabella ministeriale mi deve scrivere mediamente lavorato.

PIERO RICCARDI
Quindi è questa la...furbata?

QUINTINO MAGARO’ – PRESIDENTE COOPERATIVA PRIMAVERA
No ma non è una furbata. Perché io al di là dei vantaggi giuridici che sono quelli dell’incidenza irpef ridotta, e così via e ho una malattia ridotta, non ho permessi sindacali che in minima parte, c’ho poca gente che va in maternità, c’ho poca gente che va in malattia, mi perdoni ma è documentato! E’ da 17 anni che lavoro così? Quindi, evidentemente, questa tabella deve essere interpretata, ma non lo dico io, lo dice lo Stato.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Roma, Ministero del lavoro, proviamo a chiedere all’ufficio competente su queste tabelle. Hanno un valore oppure no?

PIERO RICCARDI
Noi abbiamo chiesto e hanno detto: “ Noi non c’abbiamo malattie, non c’abbiamo gravidanze, non fanno riunioni sindacali cioè alla fine....

CLELIA VALLE – DIRETTORE DIVISIONE IV – MINISTERO DEL LAVORO
L’oscillazione ripeto non può essere...è tanto, il totale costo orario è tanto....è variabile...

PIERO RICCARDI
Del 30%?

CLELIA VALLE – DIRETTORE DIVISIONE IV – MINISTERO DEL LAVORO
No assolutamente!

PIERO RICCARDI
Del 20%? Massimo del 5-6%

CLELIA VALLE – DIRETTORE DIVISIONE IV – MINISTERO DEL LAVORO
5,6,7%...

PIERO RICCARDI
Perché vale la pena partecipare ad un appalto senza guadagnarci niente?

QUINTINO MAGARO’ – PRESIDENTE COOPERATIVA PRIMAVERA
E qui è un’altra denuncia che fate bene a porre a tutti, non solo alle cooperative, anche alla società e ce ne sono tante! Per poter partecipare oggi ad una gara pubblica bisogna avere il fatturato.

PIERO RICCARDI
Cioè dovete essere forti, ci vuole una cooperativa che deve fare un fatturato alto.

QUINTINO MAGARO’ – PRESIDENTE COOPERATIVA PRIMAVERA
Alto e quindi ci serviva il fatturato d’impresa di 800 mila euro, per questo il fatturato che dobbiamo dare come impostazione tra Asa, Oss e infermieri.

PIERO RICCARDI
Cioè questo appalto vi serviva per raggiungere un certo fatturato....

QUINTINO MAGARO’ – PRESIDENTE COOPERATIVA PRIMAVERA
Che ci permetteva di andare oltre.

PIERO RICCARDI
Quindi anche a rimetterci non fa niente?

QUINTINO MAGARO’ – PRESIDENTE COOPERATIVA PRIMAVERA
In questo caso rimetterci, mi permetto di dire relativamente, se lei mi dice a non guadagnare, ecco questo sì.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Insomma il ragionamento è chiaro, quell’appalto serviva ad altro, ad aumentare il fatturato, per raggiungere altri appalti più lucrosi. Anziani della casa di cura e lavoratori solo un mezzo.

PIERO RICCARDI
Siete entrate a Primavera ma poi a un certo punto siete rimaste senza lavoro?

EX LAVORATRICI COOPERATIVE
...Si...Io me ne sono andata, mi sono licenziata, me ne sono andata io.

PIERO RICCARDI
Perché?

EX LAVORATRICI COOPERATIVE
Perché comunque non mi trovavo più a lavorare li...per il tipo di lavoro e anche per primavera.

PIERO RICCARDI
Perché,cos’è che non andava?

EX LAVORATRICI COOPERATIVE
Tutto comunque, anche lo stipendio.

PIERO RICCARDI
Quant’era lo stipendio medio al mese?

EX LAVORATRICI COOPERATIVE
850.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Ma c’è anche chi viene pagato con ritenuta d’acconto, 7 euro lorde tutto compreso senza ferie né malattie, magari per non rimetterci troppo su quest’appalto che, è vero che serve a far fatturato e non importa se ci si rimette, ma che diamine!, tutto ha un limite!

PIERO RICCARDI
Ovviamente è un’illazione quella che magari avete preso del personale pagandolo a ritenuta d’acconto per esempio.

QUINTINO MAGARO’ – PRESIDENTE COOPERATIVA PRIMAVERA
C’è una gara d’appalto che parla chiaro dove evidentemente se ciò si è verificato si paga lo scotto. Più che ritenuta d’acconto mi permetto di dire, quando c’è una persona che fa buco di una giornata, stiamo parlando di un pubblico servizio, io devo garantire il servizio all’anziano e per un giorno solo non faccio in tempo a far l’assunzione e spesso sono obbligato a coprire con un contratto occasionale, di un giorno.

PIERO RICCARDI
Ma un turno di un giorno o di più giorni?

AL TELEFONO UNA EX LAVORATRICE DI UNA COOPERATIVA
Un mese..

PIERO RICCARDI
Questa era per esempio per trenta giorni, la ritenuta di accanto.

QUINTINO MAGARO’ – PRESIDENTE COOPERATIVA PRIMAVERA
Non è che c’è scritto tu farai tutti i turni da lunedì a x in questa maniera. Io mi devo garantire che se per caso una persona mi va in malattia all’improvviso non mi prendo penalità pubblica quindi prendo la persona e le dico: “ Tu nell’arco di un mese mi fai le sostituzioni un’ora, come magari x tempo di due ore o 10 giorni a contratto occasionale”.

AL TELEFONO UNA EX LAVORATRICE DI UNA COOPERATIVA
Un mese.. mi hanno dato un turno normale con scritto mattino, pomeriggio e sera

PIERO RICCARDI
E quelle erano prestazioni occasionali pagate a sette euro l’ora senza...

AL TELEFONO UNA EX LAVORATRICE DI UNA COOPERATIVA
6,71 senza avere le malattie, le ferie, niente.

PIERO RICCARDI
Certo, certo, con la prestazione occasionale non si hanno tutte queste cose.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Dettagli e sentimentalismi. Bisogna guardare avanti. E il bell’appalto arriva, nella grande Milano addirittura, E’ il gran salto: Milano Ristorazione, due lotti per un totale di 5 milioni di euro per distribuire il cibo nelle scuole, 5 milioni per organizzare solo un bel po’ di lavoratori, soci lavoratori, rigorosamente esternalizzati. Chi altro vediamo spartirsi i lavoratori? Una nostra vecchia conoscenza: Team Service, sì, quella che possiede Siar cooperativa che dà i lavoratori al Sant’Andrea di Roma, che possiede Obiettivo Lavoro ecc ecc. Storia finita? Mica tanto! Il Presidente di Confcooperative Varese è l’avvocato Claudio Marelli, lo stesso che troviamo nel Consiglio di Amministrazione della Cooperativa Primavera che vince l’appalto. Ancora, l’ex presidente di Confcooperative Varese è nella Fondazione che gestisce la Casa di Cura di Gavirate e che dà l’appalto alla coop Primavera il cui Presidente è nel direttivo di Confcooperative Varese.. Insomma un bel gruppetto di amici e il cerchio si chiude.
Cerchiamo l’avvocato Marelli presidente di Conf, che prima accetta di fare un’intervista poi ci dice che i superiori – chissà chi sono – gli hanno vietato di farla.

AL TELEFONO CLAUDIO MARELLI – PRESIDENTE CONFCOOPERATIVE – VARESE
Questo non significa nulla non ci è stata nessuna influenza da parte nostra sulla gara.
La fondazione Casa di Riposo assegnata questa gara alla cooperativa Primavera se l’ha assegnata avrà ritenuto che era l’offerta più vantaggiosa.

EX LAVORATRICE COOPERATIVE
Ci trattano come pacchetti, è vero.

EX LAVORATRICE COOPERATIVE
Dei gioppini e poi professionalità devo dire che noi ce l’abbiamo. E’ brutto.

EX LAVORATRICE COOPERATIVE
E’ uno schiavismo in pratica. E’ una parola brutta però è così.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Per partecipare alle grandi gare d’appalto, abbiamo capito, bisogna avere un fatturato alto e per produrlo si accetta tutto, anche quando non guadagni, né tu, né chi lavora per te. La logica è quella di ingrandirsi, senza rischi, perché lo strumento è il personale che ruota, e il denaro, pubblico. Chiudiamo la parentesi sanitaria e andiamo all’università. Quella di RomaTre è nata nel 1992, e ha quarantamila studenti. A lavorare in portineria, biblioteche, protocollo, servizio informazioni ci sono ex cococo, a progetto, interinali e dipendenti dalle cooperative. Che da 10 anni transitano da una coop all’altra. Quella di turno è la 29 giugno.

LAVORATRICE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
Che lavoro all’interno dell’università sono circa 9 anni insomma...sono stata prima dipendente di una cooperativa, poi sono diventata socia di un’altra e ora sono di nuovo dipendente della “29 giugno”. Sono entrata perché ero un’invalida civile...sono un’invalida civile purtroppo e avevano bisogno di raggiungere una determinata quota perché essendo una cooperativa sociale avevano bisogno di raggiungere almeno il 30% di lavoratori svantaggiati. Ci sono stati dei problemi di Tfr non nella cooperativa dove lavoravo io, però di fatto ci sono stati dei soldi che sono mancati per il Tfr dei lavoratori di 2 di queste cooperative.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Ma la Regione Lazio ci mette una pezza e il Tfr sparito se lo accolla tanto paga Pantalone. Poi ad aprile 2007 altra gara d’appalto. La vince un nuovo consorzio Cns, legato alla Lega delle Cooperative che lo gira alla Coop 29 Giugno: questo è il capitolato: 10 milioni e 800 mila in tre anni. Non male! Per fare cosa? Leggiamo: “Il servizio consisterà nell’allestimento di presidi permanenti e fissi, presso i locali di portineria delle sedi dell’Ateneo”, parole pompose per dire: “Noi vi diamo le portinerie, voi ci mettete i portieri”. Poi ancora: “Sorveglianza e chiusure delle biblioteche, fattorinaggio, insomma...sembra proprio una fornitura di manodopera più che un servizio e alle cooperative è vietato fornirla, dalla legge. Roma, sede della Coop 29 Giugno, Salvatore Buzzi è il suo Presidente.

PIERO RICCARDI
In portineria avete voi il capitolato? Dice: “Noi mettiamo la portineria voi mettete i portieri”...

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
Grosso modo è questo.

PIERO RICCARDI
Grosso modo è questo. E allora perché una cooperativa deve, qual è il valore aggiunto di una cooperativa in un appalto del genere?

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
Ma questo non lo deve chiedere a me, lo dovrebbe chiedere al committente perché vuole avvalersi di... perché intende esternalizzare e non assumere.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Al Committente, ovvero all’Università neppure vale la pena chiederlo, la risposta sarebbe “ C’è il blocco delle assunzioni!”. Ma sarebbe la verità? Roma, sede della Legacoop che raduna le coop rosse a cui aderisce la 29 Giugno.

FRANCO TUMINO – PRES. NAZIONALE COOP. SERVIZI – LEGACOOP
Fuori verbale, il cliente, siccome non ne poteva più di queste 4 cooperative, che gli costavano e basta, ci ha chiesto di fare questo sforzo, di partecipare a questa gara..

PIERO RICCARDI
E non è somministrazione?

FRANCO TUMINO – PRES. NAZIONALE COOP. SERVIZI – LEGACOOP
Ma abbiamo fatto una cortesia al cliente, perché siccome già ci lavorano con appalti più seri che dovevano dire, non era in condizione di fare altro il cliente, perché quei soci lì, quei lavoratori che si sono lamentati con voi una parte sono dei tristi figuri.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Che sia somministrazione di manodopera pare che lo sappiano tutti, fuorché chi deve controllare sugli appalti e i tristi figuri li incontriamo in biblioteca...al protocollo...in segreteria studenti. Tutti lavoratori, quelli della cooperativa che lavorano gomito a gomito con gli interni.

ANONIMO
Specie noi nelle biblioteche, come dicevo prima, gli ordini diciamo così, li prendiamo dai direttori. Magari abbiamo avuto le direttive sempre dai direttori e non dalla cooperativa perché la cooperativa non sa assolutamente quello che facciamo.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Ordini da università stipendi e diritti da cooperativa. Una cosa è certa, i lavoratori di Roma 3 passati sotto l’appalto della cooperativa 29 Giugno, nella cooperativa non sono voluti entrare.

LORENZO PRATICO’ – LAVORATORE “COOP. 29 GIUGNO” – DELEGATO CGIL
Siamo tutti dipendenti della cooperativa, soci non ce ne sono in quanto il socio intanto non può usufruire del codice 18 essendo comproprietario della cooperativa, quindi il socio per essere licenziato non ha bisogno neanche...basta che il consiglio d’amministrazione della cooperativa lo sfiducia e a quel punto perde anche il posto di lavoro, con la riforma della legge 30, che c’è stata...

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
20 sono entrati ma gli altri no.

PIERO RICCARDI
20 su 150 è pochino...

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
E’ pochino...però non ci conoscono ancora, ma perché loro... c’è una grande conflittualità fra le 4 cooperative. Si sono denunciate, ci sono dei processi in corso...prima di noi. Le ripeto, c’è una conoscenza delle cooperative dal loro punto di vista che è un po’ negativa però...se vogliono noi li accogliamo a braccia aperte.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
La 29 giugno è una coop sociale, ovvero almeno il 30% dei soci deve essere svantaggiato, carcerati, disabili, tossicodipendenti. Su questi non si pagano contributi e anche gli altri soci hanno dei vantaggi. Rompere il rapporto con i soci svantaggiati significa perdere agevolazioni. E’ quello che è successo alla 29 giugno quando vince l’appalto di pulizie presso alcune Asl romane e all’AMA. Il 29 giugno vincendo l’appalto acquisisce un pacchetto di 80 lavoratori, il problema è che sono tutti normodotati.

PIERO RICCARDI
Perché dovete partecipare ad un appalto dove è chiaro che non è nella vostra missione?

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
No, le nostre missioni erano, le nostre missioni sono le pulizie...

PIERO RICCARDI
Ma siete sociali quindi vi si sballava il...

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
Non sapevamo che ci sarebbe stato l’indulto! L’indulto non è che uno c’ha la palla di vetro...c’è l’indulto. Con l’indulto a noi praticamente ci hanno liberato 30, 35 detenuti per fortuna loro e quindi abbiamo perso i requisiti. Noi non sapevamo che il Parlamento avesse approvato l’indulto. Abbiamo partecipato perché era un’occasione per partecipare e per crescere.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Per crescere è cresciuta la 29 giugno. La cooperativa sociale è uno dei nodi di una rete intricata fatta di consorzi, cooperative, srl, società dentro società. In molte, il nome del presidente di 29 Giugno ritorna, come quello del suo vice.

PIERO RICCARDI
In parecchie?...

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
Di Eriches si però Eriches è un consorzio....

PIERO RICCARDI
Entra tra consigliere, presidente....Cda...per lo meno una quindicina.

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
Esatto! Questo è il gruppo che noi abbiamo creato nel corso di 20 anni e ne siamo veramente orgogliosi.

FRANCO TUMINO – PRES. NAZIONALE COOP. SERVIZI – LEGACOOP
Facciamo un esempio: se una cooperativa ritiene necessario per espandersi ed essere più competitiva sul mercato comprare un’azienda privata perché questo gli fa aumentare il fatturato la fa entrare in un mercato in cui in quel momento non è presente ecc. per la teoria cooperativa dovrebbe svolgere una larga informazione a tutti i soci, ma se lo fa probabilmente l’affare sfuma non so se mi spiego...Quindi noi molto spesso lo diciamo noi per primi abbiamo la figura di un Presidente che in realtà decide tutto lui perché ha tali qualità rispetto alle qualità medie dei soci che poi alla fine i soci accettano passivamente si fidano ecc.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Se abbiamo capito bene il Presidente di una Coop spesso decide tutto lui perché è più sveglio e le qualità medie dei soci sono quelle che sono e accettano...passivamente! E allora un’occhiata proviamo a darla noi. Sarim immobiliare è una Srl di 29 Giugno coop, e presidente del consiglio d’amministrazione, per non sbagliare, è il Presidente di 29 giugno. Nelle note al bilancio troviamo che nel corso del 2006 la Sarim immobiliare compra il 49% di un’altra immobiliare la Sial Srl.

PIERO RICCARDI
Senta, a proposito di crescita abbiamo letto che nel 2006 Sarim immobiliare acquista il 49% della SiAl, che aveva un terreno di 3 ettari e mezzo, dove c’era il campo nomadi...

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
Si.

PIERO RICCARDI
Dove voi lavorate anche con la Eriches 29.

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
No, no lì non lavoriamo, lì lavorano altre cooperative.

PIERO RICCARDI
“Nell’ambito della quale la Eriches, nostra collegata, esegue il servizio di accoglienza insieme alla Cooperativa Impegno per la promozione”.

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
Questo non lo facciamo più.

PIERO RICCARDI
Adesso è rimasta solo impegno?

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
E’ rimasta solo impegno!

PIERO RICCARDI
Quindi voi c’avete solo il terreno adesso?

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
Insieme ad Impegno promozione abbiamo solo il terreno.

PIERO RICCARDI
Solo il terreno.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Andiamo a curiosare e scopriamo che Si. AL è di 2 persone. Scarichiamo il bilancio e vediamo che alla fine del 2005 quasi tutte le voci sono zero. 10.000 euro è il capitale netto: le quote dei due soci; zero il Tfr; zero le tasse, insomma sembra proprio una scatola vuota. Perché allora la Sarim immobiliare alias 29 Giugno cooperativa sociale, dovrebbe entrare in una scatola vuota?

PIERO RICCARDI
La Sarim compra il 49% di Sial durante l’appalto...

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
Credo, non mi ricordo bene, nel 2006 o 2007?....non mi ricordo bene le date precise comunque durante...

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Sarim entra in Si. AL il 16 giugno quando ancora è una scatola vuota come si ricava dalla visura catastale, 3 giorni dopo il 19 giugno Si. Al sembra entrare in possesso di alcuni terreni agricoli che stanno nel parco di Decima Malafede, un’area protetta e in edificabile, anche se in mano a privati. Inoltre su quei terreni c’è un campo nomadi trasferiti li da un ordinanza del sindaco Veltroni nel settembre del 2005.

DAL TG3 DEL 14/9/2005
Dalle prime ore di questa mattina si sta smantellando quello che era ritenuto il campo nomadi più grande di Roma, lo storico campo di vicolo Savini, abitato da 800 persone di cui 250 bambini.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
La decisione del sindaco di Roma di trasferire un campo nomadi di quelle dimensioni in un’area protetta fa storcere il naso a molti, siccome l’area è sotto tutela della Regione Lazio il presidente Marrazzo accetta ma con questo decreto stabilisce per il 15 giugno 2006 la data ultima inderogabile per lo smantellamento del campo. Ora vediamo attentamente le date: il 15 giugno è la data ultima per sgomberare il campo, ma non si sgombra un bel niente. Il giorno dopo, il 16 giugno, Sarim Immobiliare compra una scatola vuota, la Si.AL, tre giorni dopo, il 19, la SI.AL entra in possesso proprio di quell’area dove sorge il campo nomadi. La data del 15 giugno che era inderogabile verrà prorogata per altre tre volte. Il campo nomadi dopo 2 anni è ancora lì.
Chi ha consigliato alla Sarim di entrare in Sial e alla Sial di comprare proprio quei terreni?

PIERO RICCARDI
Perché un immobiliare si compra un terreno su cui sorge un campo nomadi in un’area protetta?

RANIERO MAGGINI – PRESIDENTE WWF LAZIO
L’interesse immobiliare non sono io a dirlo, è quella di edificare, quindi...chissà, se col tempo naturalmente quell’area mancasse, come dire il suo obiettivo, potrebbe vedere la proposta di qualcuno nei perimetri.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Chiaro, un’area protetta sottoposta a deroga, seppure a tempo, è un’area protetta un po’ di meno. Ma ci sono altri interrogativi inquietanti. Allegato al decreto della Regione Lazio troviamo questa mappa catastale che indica l’area soggetta a deroga. Non sembra coincidere con il campo nomadi che appare più grande, la deroga coincide invece con il perimetro di terreni acquistati da Sial, Sarim il 29 giugno.
Un’altra coincidenza: questo atto del Comune di Roma che propone l’acquisto di terreni, sempre sulla stessa area protetta per uso campi di accoglienza in caso di emergenza.
Vengono indicate le particelle da acquistare, queste che abbiamo colorato in verde. Ma perché il Comune esclude dall’acquisto questi terreni colorati in fucsia? Che sono proprio quelli su cui c’è il campo nomadi, i terreni acquistati da Sial , Sarim il 29 giugno e su quale il Comune pagherebbe 240 mila euro, cifra però smentita dal Comune.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
La 29 giugno è una cooperativa sociale. Significa che per legge deve avere fra i suoi soci almeno il 30% di svantaggiati. Partecipa non si sa perché ad un appalto dove i lavoratori devono essere invece tutti normodotati, e questo rischia di sballare le quote e rischia di perdere lo status di cooperativa sociale, per mantenerlo, come nell’alta finanza cede un ramo d’azienda, e ne fonda un’altra. La cooperativa sociale da una parte, e una coop servizi dall’altra. Sta di fatto che è diventata una grande cooperativa, con dentro tante società fra cui la Sarim immobiliare, che acquisisce un’altra immobiliare che si compra i terreni dove sta il campo nomadi, che di proroga in proroga non sgombra mai, e un giorno magari quel terreno lo rivenderà al comune. E poi c’è la gestione del campo nomadi. Vediamo a quanto ammonta l’appalto e come viene assegnato.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Un campo nomadi di queste dimensioni spostato da un giorno all’altro non è uno scherzo e va gestito. Bisogna chiamare qualcuno, ma chi? Il lavoro viene definito urgente. Eh si che di tempo ce ne sarebbe stato perché i nomadi da sgomberare a vicolo Savini stanziavano da vent’anni. Insomma stante l’urgenza, le procedure si sa, devono come dire, affrettarsi e vengono invitate 3 Cooperative.

PIERO RICCARDI
Voi qui eravate dentro queste 3?

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
Faccia vedere...

PIERO RICCARDI
Coop Formula è vostra?

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
No, non esiste coop Formula. No, non c’eravamo dentro noi. Noi abbiamo fatto poi, insieme...dopo che è stato fatto lo sgombero, l’impegno della Promozione l’abbiamo fatto come richieste, abbiamo diviso in parte la gestione del campo...

PIERO RICCARDI
Perché lo prende prima Impegno per la Promozione, infatti qui viene assegnato ad Impegno per la Promozione, ed entra dopo Eriches, entra dopo?

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
Esatto, entra dopo.

PIERO RICCARDI
E qui non c’eravate in nessuno?

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
No, nessuno! Non abbiamo gestito noi quella fase.

PIERO RICCARDI
E Coop Formula non è vostro?

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
Coop Formula non esiste, non c’è Coop Formula. Veramente, non c’è!

PIERO RICCARDI
No, no, sta scritto qui in quello del comune.

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
Cioè non siamo noi.

PIERO RICCARDI
Non siete voi Coop Formula?

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
Non siamo noi.

PIERO RICCARDI
E invece con il consorzio Casa della Solidarietà non c’avete niente a che fare?

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
Li conosciamo però non abbiamo rapporti con Casa della Solidarietà.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Casa della Solidarietà ha la sede legale in Viale Castrense 51 a Roma, lo stesso indirizzo di Maika immobiliare, di cui è presidente lo stesso Buzzi. Maika è dentro Sarim e Sarim appartiene a 29 Giugno che è socia del Consorzio Formula Solidale che ha sede a Viale Castrense 51. Ma viale Castrense 51 è davvero affollata perché c’è la sede della cooperativa “Un sorriso” che è di Simonetta Gatta, l’altra socia di Si.AL, che ha i terreni del campo nomadi e che sta dentro Sarim immobiliare che ci riporta a 29 giugno Coop.

PIERO RICCARDI
A Castrense 51 dove poi ci sono molte società vostre tra l’altro..

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
Non, non nostre, abbiamo solo la Sial c’abbiamo, che è in comune che è 51% Impegno per la promozione e 49% ...Sarim...quindi 29 giugno, quindi c’è solo quello.

PIERO RICCARDI
Formula Solidale?

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
Non siamo noi Formula Solidale, è un consorzio Formula Solidale.

PIERO RICCARDI
In cui è presidente...Lei?

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
No,no...consigliere al quale aderisce la nostra cooperativa...ecco forse questa è Formula Solidale...non lo hanno scritto per intero.

PIERO RICCARDI
Ah ecco questa è Formula Solidale, quindi eravate voi?

SALVATORE BUZZI – PRESIDENTE “COOPERATIVA 29 GIUGNO”
No, noi siamo soci del Consorzio.

PIERO RICCARDI
Soci del Consorzio. Uhm....

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Per spostare il campo nomadi viene fatto un appalto, per legge gli appalti che superano una certa cifra devono seguire certe norme di trasparenza. Ma se io l’appalto lo spezzetto, lo faccio diventare piccolo piccolo allora sono io che chiamo chi voglio. Se leggiamo qui, vediamo che l’appalto di gestione del campo nomadi viene affidato per 9 giorni, così la cifra non mi supera i limiti e poi faccio le proroghe anche perché 850 nomadi non spariscono nel nulla in 9 giorni.
Infatti Il primo affidamento va dal 14 settembre al 22 settembre 2005, la cifra 125 mila 305 euro. Poi arriva la prima proroga per il mese di settembre e ottobre per 555mila 788 euro.
Segue la seconda proroga per novembre e dicembre 2005 e stavolta gli euro salgono a 858 mila 467. Dopo due mesi la proroga è di un milione 87 mila euro. Un’ultima cosa: Sarim Immobiliare-29 giugno coop, entra anche in Rogest Srl, una scatola che dal bilancio 2005 non mostra attività. Qui dentro ci troviamo con il 50% la Team Service coop, la stessa Team Service che abbiamo visto fornire infermieri al Sant’Andrea di roma attraverso la sua controllata Siar cooperativa, che entra nell’appalto di Milano ristorazione, che è collegata al riciclaggio della plastica nel Lazio attraverso il suo Presidente a sua volta legato a Compagnia delle Opere. Ancora una volta Legacoop e Compagnia delle Opere.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Premesso che il mondo cooperativo dio lo benedica, svolge un ruolo sociale importantissimo c’è tanta gente che ci crede e lavora bene, detto questo noi siamo partiti da lavoratori che dicono “faccio il portiere all’università, a dirmi cosa devo fare è l’università ma a pagarmi, è oggi una cooperativa e domani un’altra”. E inseguendo quest’altra che gestisce disabili ed ex carcerati, siamo finiti ai campi nomadi alle società immobiliari, alle srl, consorzi, altre cooperative, dove il fine sociale non si comprende più. In mezzo “lo strumento”, quelli che servono per mandare avanti la baracca pubblica, che non sono più selezionati attraverso un concorso e per i quali lo stato stanzia 16 euro all’ora e abbiamo visto a volte ne incassano la metà. Andiamo verso la prima infanzia.
L’Italia invecchia, si fanno pochi figli perché con gli stipendi che abbiamo visto finora è un po’ dura e perché i figli, se lavori da qualche parte li devi mettere. Gli asili nido ci mancano. Roma rispetto a gran parte d’Italia non è messa male, però un terzo degli asili comunali sono gestiti da privati in convenzione, perché il pubblico si sta via via disimpegnando.

MANIFESTANTE 1
Siamo diventati una sorta di elastico vivente per cui dovremmo in pratica tappare i buchi non solo con le mani, con i piedi, illudendoci in qualche maniera di essere in pratica ancora delle educatrici. Non lo siamo più. Ci avete trasformato in colf educative, vergogna!

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Roma, ottobre, è passato appena un mese dalla riapertura degli asili nido e le educatrici comunali sono già sul piede di guerra. Sono qui sotto l’assessorato alle Politiche sociali da cui dipendono. Sono tante. Le più arrabbiate sono le supplenti giornaliere.

MANIFESTANTE 2
Dopo 11 anni che fai da tappabuchi perché: “Devi andare a...” e vai, “Devi andare a...” e vai, un giorno che è... “No, oggi non servi, non ti chiamiamo...” Cioè, questo è il lavoro della precaria. Lo accettiamo, va bene, e adesso mi chiami a 3 ore!

MANIFESTANTE 3
Stiamo a casa e aspettiamo la chiamata che può essere alle 9, alle 10, alle 11, a mezzogiorno, anche all’1 possono chiamare. Non abbiamo neanche la certezza di lavorare comunque, di lavorare comunque tutti i giorni. Io ho lavorato 3 giorni nel mese di settembre.

MANIFESTANTE 4
Il problema è che io, se non lavoro e sto aspettando fino alle 2, e magari posso prendere...no un part-time, un qualsiasi altro lavoro in nero...cioè, un lavoro in nero significa baby-sitteraggio no, è ovvio no? Il lavoro in nero tanto è l’unica cosa perché se io vado a prendere un altro tipo di lavoro glielo devo dire. Loro devono fare un conteggio e se supero anche di un’ora, loro non mi chiamano più.

PIERO RICCARDI
Però man mano poi entreranno magari queste giornaliere...

CATERINA FIDA – Sindacalista RDB Cub
Queste no! Queste assolutamente no, sono fuori dal concorso, dal processo di stabilizzazione. Queste persone qua hanno pochissime possibilità di entrare al Comune. La loro lotta è proprio questo, perché gli viene diminuito il lavoro e nello stesso tempo non gli viene data nessuna garanzia futura poi per le assunzioni.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
E’ la vita da supplente, nulle possibilità di entrare, 3 ore di lavoro massimo per campare, in attesa della chiamata. Questo per i nidi comunali. il fatto è che dal 2001 a oggi il Comune di Roma ha puntato decisamente sulla privatizzazione. A fronte di 33 nuovi asili comunali ne sono stati aperti 109 privati o meglio sono stati convenzionati, che significa che i nidi già c’erano e il Comune gli compra i posti. Motivazione: gli costa meno.

PIERO RICCARDI
Ma Quindi investite nei privati perché costano di meno?

MARIA COSCIA – ASS. POLITICHE EDUCATIVE COMUNE - ROMA
Non solo per questo perché pensiamo che una possibilità...

PIERO RICCARDI
Comunque costano di meno?

MARIA COSCIA – ASS. POLITICHE EDUCATIVE COMUNE - ROMA
Obiettivamente costano di meno, costano di meno.

PIERO RICCARDI
Avete aumentato quest’anno di circa 100 euro le tariffe delle convenzioni?

MARIA COSCIA – ASS. POLITICHE EDUCATIVE COMUNE - ROMA
...il 15%.

PIERO RICCARDI
Il 15%...Quindi sulla tariffa massima?

MARIA COSCIA – ASS. POLITICHE EDUCATIVE COMUNE - ROMA
Mediamente vuol dire che, come Le dicevo prima, un costo medio di un bambino è intorno ai 700 euro.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Scorrendo il nuovo tariffario vediamo che per l’orario massimo, dalle 7 e 30 alle 18, il comune paga 825 euro a bambino al mese. Ma quanto paga un privato? Chiamiamo un asilo nido convenzionato e diciamo che vogliamo iscrivere nostro figlio.

PIERO RICCARDI
Quanto costa quella dalle 7 e 30 alle 18 e 30?

ASILO 1
Fino alle 18 e 30 sono...520!

PIERO RICCARDI
Altro asilo, altra telefonata.

ASILO 2
Che orario dovrebbe fare il bambino?

PIERO RICCARDI
Dalle 7 e 30 alle 18.

ASILO 2
Sono 550 signora.

PIERO RICCARDI
E’ la fascia oraria che chiaramente quella che costa di più?

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Insomma se il comune si presentasse da privato, pagherebbe il 40% di meno. Che siano un business gli asili nido convenzionati con i comuni? Tre anni fa il giornale dei vescovi, Avvenire, presenta un progetto: il Consorzio Pan. Creare asili nido di qualità a prezzi ragionevoli. Obiettivo aprirne 300 in 3 anni: “la solidarietà non è più San Martino che dà metà del suo mantello, oggigiorno San Martino ha un’industria di mantelli” firmato Compagnia delle Opere, Legacoop e Consorzio Cgm di Confcooperative, che insieme fanno il 70% dell’impresa sociale italiana. E così è stato. Sono nati gli asili nido col bollino.

PIERO RICCARDI
Assessore, non è che i nidi privati costano di meno perché si risparmia sui lavoratori?

MARIA COSCIA – ASS. POLITICHE EDUCATIVE COMUNE - ROMA
Una delle condizioni fondamentali che abbiamo posto nella convenzione è quella di rispettare i contratti nazionali collettivi nazionali. Ovviamente la contrattazione avviene tra datori di lavoro e organizzazioni sindacali a quel livello dove viene definita la remunerazione...

PIERO RICCARDI
Voi potete solo dire rispettate il contratto e basta?

MARIA COSCIA – ASS. POLITICHE EDUCATIVE COMUNE - ROMA
Noi non solo diciamo di rispettare i contratti ma verifichiamo che i contratti siano rispettati e Le dicevo che uno dei motivi di revoca della convenzione è il non rispetto dei contratti di lavoro.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
E allora proviamo anche noi a controllare. Scriviamo un curriculum da educatrice professionale e lo spediamo a tre asili nido convenzionati con il Comune di Roma, gli asili col bollino di qualità del Consorzio Pan, quelli di Lega e Cdo. Dopo qualche giorno telefoniamo.

PIERO RICCARDI
Ma voi che contratti fate?

AL TELEFONO DONNA
A progetto!

PIERO RICCARDI
Il progetto quanto dura, quante mensilità?

AL TELEFONO DONNA 1
Dipende...ci sono progetti che durano un anno scolastico e ci sono progetti che durano magari 2 o 3 anni. A seconda dei municipi e a seconda dei progetti purtroppo.

PIERO RICCARDI
E che tipo di contratti fate?

AL TELEFONO DONNA 2
I contratti da socio, si, socio lavoratore della cooperativa.

PIERO RICCARDI
Quindi a tempo indeterminato?

AL TELEFONO DONNA 2
Si diciamo...a scadenza della commessa.

PIERO RICCARDI
Però io non lo perdo il lavoro se cade la commessa, oppure può succedere?

AL TELEFONO DONNA 2
Eh...può capitare come in tutte le società insomma...quando la Fiat chiude i lavoratori vanno a casa insomma.

PIERO RICCARDI
Senta, un’informazione: voi che tipo di contratti fate?

AL TELEFONO DONNA 3
Contratti a collaborazione, a progetto!

PIERO RICCARDI
Quanto dura il progetto?

AL TELEFONO DONNA 3
Mah, solitamente annuali.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Risultato: 1 contratto da socio-lavoratore a tempo determinato, quanto dura la convenzione con il comune e 2 contratti a progetto.

PIERO RICCARDI
Come fa un educatore a essere a progetto? Che autonomia c’è, dovevi rispettare degli orari?

DONNA ANONIMA
Si dovevo rispettare degli orari perché c’erano diversi turni, l’orario d’apertura alle 7,30 e poi scalava di mezzora in mezzora successivamente però io tutte le mattine dovevo stare lì e lavorare 7 ore e 45.

PIERO RICCARDI
E all’incirca quant’era di media lo stipendio?

DONNA ANONIMA
Lo stipendio era all’incirca di 804.00 nette

PIERO RICCARDI
Abbiamo visto dai contratti che andavano da settembre a giugno....

DONNA ANONIMA
Da settembre a luglio, fine luglio sì. E agosto non veniva pagato.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
L’essenza di un contratto a progetto è tutta lì, paghe basse, contributi previdenziali dimezzati, e siccome sei autonomo 11 mesi di paga possono bastare e risparmio sulle ferie.

PIERO RICCARDI
Ci sono lavoratori con contratto a progetto?

MARIA COSCIA – ASS. POLITICHE EDUCATIVE COMUNE - ROMA
Questo ovviamente è come Le dicevo prima fa parte di quelle che sono le regole che riguardano il lavoro dipendente, quindi qualcuno lo fa ma la gran parte invece non usa questa possibilità che viene offerta.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Forse le sarà sfuggito, forse sarà un lapsus, ma lei stessa definisce le educatrici lavoratrici dipendenti. Ma allora che c’entra il contratto a progetto? Certo che così gli asili nido privati vi costano di meno anche se voi li pagate di più che un privato. Però non capiamo ancora come un asilo nido privato possa assumere le educatrici a progetto. Scoviamo un accordo sindacale: Cgil, Cisl e Uil da una parte e Compagnia delle Opere dall’altra. L’accordo regolamenta i contratti a progetto nelle imprese sociali. Ma i conti non tornano. Roma, sede Alai Cisl, il presidente nazionale ha firmato l’accordo. Gli facciamo sentire le nostre telefonate.

PIERO RICCARDI
Il progetto quanto dura, quante mensilità?

AL TELEFONO DONNA 5
Dipende...ci sono progetti che durano un anno scolastico e ci sono progetti che durano magari 2 o 3 anni. A seconda dei municipi e a seconda dei progetti purtroppo.

IVAN GUIZZARDI – PRESIDENTE ALAI CISL
E’ chiaro che qui siamo di fronte al..., dopo io vi risponderò su questa cosa, qui siamo di fronte al fenomeno in cui c’è un risparmio del pubblico e si rivolge a strutture che non mettono più...che mettono, come dire, a disposizione le cose personali a costi inferiori rispetto che al pubblico.

PIERO RICCARDI
Insomma, ci marcia il comune allora?

IVAN GUIZZARDI – PRESIDENTE ALAI CISL
No, io non so se ci marcia, non so se ci marcia, sto dicendo che forse è l’unica condizione.

PIERO RICCARDI
A parole siamo tutti contro il precariato...

IVAN GUIZZARDI – PRESIDENTE ALAI CISL
No io non sono contro il precariato...

PIERO RICCARDI
Un’educatrice che oggi abbiamo intervistato, quanto guadagni? 800 euro. Lavora 7 ore e 40. gli straordinari non me li pagano, le malattie dopo 10 giorni non me le hanno più date. Stiamo creando un mondo brutto.

IVAN GUIZZARDI – PRESIDENTE ALAI CISL
Questo ci conceda non l’ho creato.. noi stiamo intervenendo per fare in modo che queste disparità siano in qualche modo meno evidenti?

PIERO RICCARDI
Questo accordo gli dà la possibilità di applicare questo contratto a progetto anche agli educatori, e alle educatrici, questo sto dicendo.

IVAN GUIZZARDI – PRESIDENTE ALAI CISL
Questo accordo pone dei limiti alcune regole di un fenomeno che già esisteva.

PIERO RICCARDI
Questo qui sta al di qua della legge Biagi.

IVAN GUIZZARDI – PRESIDENTE ALAI CISL
No, non è al di qua della legge Biagi.

PIERO RICCARDI
Se io lo applico a un educatore, è meno della legge Biagi.

IVAN GUIZZARDI – PRESIDENTE ALAI CISL
C’è da domandarsi se a un educatore si può applicare questo?

PIERO RICCARDI
Io credo di no, lei che ne pensa?

IVAN GUIZZARDI – PRESIDENTE ALAI CISL
Io...anche io a dispetto di un lavoratore dipendente che fa le sette ore, che fa le cose penso di no.

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
Siamo contenti, anche se tirato fuori con le pinze il sindacalista ammette che no, un’educatrice non può essere contrattualizzato a progetto. Sentito Assessora? Ce n’è di che controllare di queste convenzioni perché è giusto che il comune risparmi ma non sui lavoratori. Un’ultima chicca, della serie “gli asili nido sono un business. Come ti trasformo il bebè in un mutuo”. Sul sito leggiamo che partner del Consorzio Pan è Banca Intesa, finanzia chi vuole mettere su un asilo nido col bollino. Ma trasforma anche in mutuo le rette a carico delle famiglie. Mutuo asilo nido,72 mesi ovvero sei anni. Precari e indebitati dalla nascita. A proposito di mutui e precari vi ricordate questa pubblicità di Banca Intesa di questa estate?

PUBBLICITA’ BANCA INTESA

PIERO RICCARDI FUORI CAMPO
C’ha creduto anche questa insegnante precaria che è andata con il compagno a farsi il mutuo per la casa, ma la storia è andata diversamente.

PIERO RICCARDI
Che documentazione vi hanno chiesto?

INSEGNANTE PRECARIA
Mi avevano chiesto i contratti per 18 mesi lavorativi in due anni. Io li ho portati, c’hanno incoraggiato dicendoci che eravamo i perfetti candidati a questo tipo di mutuo, quindi noi siamo andati avanti tranquillamente. Io personalmente ho informato anche i mie datori di lavoro disponibilissimi. Siamo andati avanti con le pratiche della casa, abbiamo dato anche la caparra, poi abbiamo continuato a chiamare, continuavano a dirci si si, comunque con la valutazione economica, con i garanti ci rientrate, è solo una valutazione sociologica, questo ci hanno detto, comunque non ci sono problemi, hanno continuato a dire così per più di dieci giorni fino a quando siamo arrivati alla data del compromesso e il giorno del compromesso c’hanno chiamato e c’hanno detto, o meglio ho dovuto chiamare io e c’hanno detto che non avevano accettato il mutuo dalla direzione.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
E poi va a finire così. Grazie a dirigenti incapaci che hanno permesso di far finire nel settore pubblico di tutto, magari anche più del necessario, ad un certo punto si è detto basta assunzioni. Ma siccome la vita va avanti e il personale serve, prendendolo da fuori si è detto costa meno. E così si è creato un apparato parallelo con relative connessioni, non si è risparmiato, il servizio non è migliorato, e milioni di persone con uno stipendio, parole del governatore Draghi, sotto i 1000 euro al mese, non sempre, non garantiti, i più bassi d’europa. Gente che non spende, e alla fine tutta l’economia del paese va in crisi...o alla canna del gas

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