Rai 3
Televideo

Puntata del 16/03/2003

OCCASIONE TERREMOTO

in onda il 16.03.03

di - Società

OCCASIONE TERREMOTO

Stagioni: 2003
Autori: Bernardo Iovene
Argomenti: Società

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Buonasera. Apriamo la nostra seconda serie andando a rivangare i conti dei terremoti, e questo perché dopo 23 anni dall'Irpinia per esempio, continuiamo a pagare, anche se sono in pochi a saperlo! Conoscere come sono stati truffati tanti soldi può servire a prevenire.
Il 31 Ottobre c'è stato un terremoto in Molise, e adesso bisogna ricostruire. Di soldi ne sono arrivati tanti, tutta la brava gente e' andata in soccorso e sono anche state fatte promesse solenni. Dopo quasi 5 mesi cosa è successo a S. Giuliano?
Quello che vedremo è ciò che ha trovato il nostro Bernardo Iovene.

ANTONIETTA DI PIETRO
Visto che i soldi ci sono, ne sono arrivati tantissimi; ieri rileggevo la rassegna stampa, si parlava di 300 milioni di Euro. Con 300 milioni di Euro sistemi, non so se sistemi l'intero Molise ma se cominci bene sei a metà dell'opera.

ABITANTE - San Giuliano
Qua hanno fatto la corsa al danaro, non alla vita umana.

D- Ha perso proprio fiducia, dopo tre mesi?

ABITANTE - San Giuliano
Sì, sfiduciato quanto mai, non credo più a nessuno neanche al padre eterno perché è anche lui è contro di noi...

PAESE DI SAN GIULIANO 5 MESI DOPO

ABITANTE - San Giuliano
Il paese modulare sarebbe dovuto sorgere vicino al palazzetto e avremmo tenuto insieme la comunità, perché tutta la fascia esterna del paese è agibile e tutte le persone hanno la volontà di tornare nelle loro case.

CONFERENZA STAMPA DEL 3 NOVEMBRE 2003
Il Presidente del Consiglio ha annunciato che sarà costruita, con l'accordo con gli abitanti di S. Giuliano un nuovo paese. Berlusconi - realizzando un quartiere pieno di verde con le corsie separate per le auto , le bici, i pedoni, e in 24 mesi consegnare agli abitanti nuovi appartamenti funzionali

AUTORE
La volontà dei cittadini di San Giuliano e' quella di restare dentro al paese per non disgregare la comunità, ma non sono stati consultati nemmeno sulla collocazione dei prefabbricati e si chiedono: perché sono stati messi dall'altra parte della collina? e perché non sono stati messi vicino al palasport dove ci sono già gli allacci per luce gas e telefono? E poi con quali criteri sono stati assegnati e perché divisi per generazione? tutti i vecchi da una parte, i bambini da un'altra?

ABITANTE - San Giuliano
In quella strada che viene fatta ci andranno tutti gli ammalati e tutti i pensionati coppie o singoli: ci dovrebbero intitolare una via: via del tramonto.

ABITANTE - San Giuliano
Io ho due cugini invalidi, sono in cinque in famiglia, doveva esserci il modulo, dovevano essere i primi.

AUTORE
Eppure sono arrivati soldi per ricostruire l'intero Molise e a quattro mesi dal terremoto i cittadini che hanno la casa agibile non ci possono entrare per 200 metri di strada da terminare.

D - E la sua casa?

ABITANTE - San Giuliano
100% agibile

D - Lei ha la casa agibile e sta qua? glielo hanno spiegato perché?

ABITANTE - San Giuliano
Perché c'è un problema con il passaggio, appena sarà libero dovrei rientrare.

ANTONIETTA DI PIETRO
C'è un elicottero e ancora non lo abbiamo visto trasportare della macerie. Lo abbiamo visto trasportare dei container e quindi ci chiediamo come mai in 3 mesi sono state abbattute solo 12 case, con tanti vigili del fuoco al lavoro? e come mai non viene usato l'elicottero?

ABITANTE - San Giuliano
Quindi noi avremmo speso meno soldi per le case in legno, modulari avremmo fatto rientrare delle persone nelle proprie case liberando quel poco di strada che dal palazzetto porta alle case agibili e così avremmo ricreato la comunità, San Giuliano così l'abbiamo disgregata, hanno creato due San Giuliano.

D- E la sua casa?

ABITANTE - San Giuliano
Stamattina, come ieri, ho dovuto fare delle discussioni con i vigili perché dovevo entrare a prendere qualcosa per sopravvivere e loro mi hanno risposto che devono demolire...mah!

ABITANTE - San Giuliano
Come siamo ridotti male! Il muro di Berlino l'hanno abbattuto, le frontiere le hanno abolite, arrivo a casa mia e devo mostrare il passaporto.....che schifo.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Speriamo che questo signore non abbia ragione, ma "a pensar male spesso ci si prende" diceva uno che se ne intende. Gli esperti progettano di ricostruire una S. Giuliano da un'altra parte. Ma S. Giuliano ha un sosia in Irpinia, Bisaccia, un paese che ha goduto dei fondi per il terremoto, anche se non era stato danneggiato. Così 23 anni fa, siccome di soldi da spendere ce n'erano tanti si e' pensato di spostare il paese dall'altra parte della collina. Il sindaco di Bisaccia all'epoca era nientemeno che il Ministro per il Mezzogiorno.

AGOSTINO PELULLO - ex consigliere comunale di Bisaccia
Più di 250 miliardi sono serviti per distruggere una comunità
Bisaccia non aveva subito nessun crollo; il terremoto ha riattivato un fenomeno franoso, secolare. sull'onda di questa situazione il potente di allora il sen. De Vito è riuscito ad inserire il paese tra quelli disastrati, e quindi da ricostruire completamente.

D - Visto che è stata una scommessa, secondo lei è stata vinta o persa questa scommessa?

De Vito
Per me è stata vinta, non ho alcun dubbio che la scommessa è stata vinta.

AUTORE
La' il paese vecchio.. e dall'altra parte della collina quello nuovo progettato da un famoso architetto di Napoli, compreso la chiesa, ma le case con tutto questo cemento sono umide d'inverno e calde d'estate

ABITANTE di Bisaccia
Col vicino ci parlo poco e niente, ma non è qualcosa di personale ma qui c'è quell'allontanamento che giù, nell'altro paese non esisteva.

ANZIANA DONNA - abitante di Bisaccia
Beh tengo sempre un po' di nostalgia, guardo sempre la nostra casa, quella che tenevamo, si vede da qui&

AUTORE
La meta' degli abitanti del paese sono stati spostati quassù e si ritrovano a pregare in una chiesa circolare. E del paese vecchio cosa e' successo? le case, non abbattute, del centro storico, ormai di proprietà del comune, sono state ristrutturate, ma, adesso, sono disabitate o in vendita.

D - 250 miliardi sono serviti a distruggere una comunità?

DE VITO
Sono luoghi comuni di una minoranza stupida che non ha mai partecipato alla vita del paese, questa è la verità.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Se le vittime di una disgregazione sono stupide come andrebbe definito colui che ha voluto organizzato e attuato il trasferimento permanente di una comunità'? Una comunità che è stata abbagliata dal fiume di denaro e che ha accettato di essere spostata pensando di andare a stare meglio. Ora è' questo modello, in odore di speculazione che si vuole replicare a S. Giuliano? Chi lo sa! Ma rimaniamo in Irpinia, il terremoto del 23 Novembre 1980 e le scosse dei mesi successivi hanno prodotto questi numeri: 2735 morti, 8850 feriti, 280.000 senza tetto. Tre giorni dopo il disastro l'allora presidente della Repubblica Sandro Pertini, andò in visita e ricordando quella che fu una vergogna tutta italiana, il Belice del 67, fece questa dichiarazione.

SANDRO PERTINI - Presidente della Repubblica
"A distanza di 13 anni non sono state costruite ancora le case promesse, i terremotati vivevano ancora nelle baracche, eppure allora furono stanziate le somme necessarie. Mi chiedo? Dove è andato a finire questo danaro? chi ha speculato su questa disgrazia? E se c'è qualcuno che ha speculato, è in carcere come dovrebbe essere? Perché non c'è infamia peggiore che quella di speculare sulle disgrazie altrui".

IN STUDIO MILENA GABANELLI
In carcere non ci andò mai nessuno per gli scandali del Belice. E in Irpinia non si è placata la capacita' di speculare sulle disgrazie, perché i conti sono ancora aperti e a 23 anni di distanza vengono chiesti 4000 miliardi di vecchie lire, e nell'ultima finanziaria tiriamo fuori 107 milioni di euro per saldare il conto. Naturalmente per quel terremoto, come per tutti i terremoti, furono fatte delle leggi apposta.

D - Senta lei è stato Ministro per il Mezzogiorno e sindaco di Bisaccia per 15 anni?

SALVERINO DE VITO - ex Ministro per il Mezzogiorno
Sì, ministro per 4 anni.

D - Lei ha firmato qualche legge per il terremoto?

SALVERINO DE VITO - ex Ministro per il Mezzogiorno
Tutte.

D - Tutte le leggi le ha firmate lei?


SALVERINO DE VITO - ex Ministro per il Mezzogiorno
Tutte le leggi per il terremoto.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Quelle leggi prevedevano le modalità di assegnazione dei fondi, quanto a chi e dove. Dieci anni dopo, nel 1990 sulla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto si apre una commissione d'inchiesta presieduta da Oscar Luigi Scalfaro. Cosa si legge nella relazione? Che dopo 10 anni 28.572 persone vivono ancora nella roulotte e nei containers e 4.405 negli alberghi. Dalla relazione emerge che sono stati spesi 50.000 miliardi di vecchie lire, ma solo la metà erano realmente serviti per la ricostruzione.

D - Cosa ne pensa della Commissione Scalfaro?

SALVERINO DE VITO - ex Ministro per il Mezzogiorno
Il peggio che io possa pensare: la Commissione è stata quella che ha inventato quella vicenda di accuse, lo scandalo dell'Irpinia, l'ha inventato la Commissione Scalfaro.

D - Cioè l'ha inventata senza elementi reali?

SALVERINO DE VITO - ex Ministro per il Mezzogiorno
C'è stato qualcosa di più: Scalfaro con la Commissione d'inchiesta ha messo il punto di riferimento per diventare Presidente della Repubblica.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Questo non lo sappiamo perché Scalfaro oggi non accetta di parlarne. Quello che e' certo e' che quella relazione fu votata all'unanimità, da maggioranza e opposizione.
E ancora oggi è l'unico documento da cui partire per capirci qualcosa. Per capire per esempio dove sono finiti 25.000 miliardi.
Infatti qua dentro e' documentata lira per lira dove sono finiti i soldi. La relazione viene mandata alle procure, che archiviano. Allora parte un'ispezione ministeriale che accerta, che cosa? I finti terremotati, coloro che si costruiscono con denaro pubblico una casa nuova dove non ce n'è mai stata una vecchia. E poi i terremotati veri che vanno al raddoppio, che riescono cioè a farsene due di case. Ma come si fa? Partiamo da Calitri, un paese dell'epicentro, dove un cittadino qualunque si indigna e raccoglie prove per centinaia di truffe. Cominciamo dal caso che riguarda un tecnico comunale.

VITO MAIELLO
Aveva un deposito in un'altra strada. Ha fatto risultare che lui alla data del terremoto con tutta la famiglia abitava in questo deposito. Innanzitutto dichiarando, con una dichiarazione sostitutiva, che abitava in via Convento, che questo immobile lo utilizzava stabilmente come abitazione per sé e la propria famiglia. Nella scheda tecnica invece cosa risultava? Risaltava che era un deposito. Questa scheda tecnica, che è a tutti gli effetti un atto pubblico è stata cancellata la casella deposito ed è stata sbarrata quella di abitazione. Una manomissione di un atto pubblico con la complicità del capo ufficio tecnico.

AUTORE
Per questo caso i carabinieri hanno denunciato il tecnico comunale che e' anche il figlio del proprietario del deposito. Lo troviamo proprio all'ufficio tecnico.

D - VITO MAIELLO lo ha accusato che suo padre da un deposito ha fatto ricostruire un appartamento.

VITO GALGANO - Tecnico comunale di Calitri
Questo dice lui, non è vero perché è stata fatta un'inchiesta ed è stata chiusa..

D - Dice che i carabinieri avevano accertato questa cosa, non era vero?

VITO GALGANO - Tecnico comunale di Calitri
No, no.

VITO MAIELLO
Invece i carabinieri hanno accertato, con le testimonianze dei vicini, che effettivamente il signore in questione con tutta la famiglia abitava nella sua vera casa alla data del terremoto e non in quel deposito.

D - Quindi, i carabinieri, hanno accertato la tentata truffa?

VITO MAIELLO
No, la truffa; perché lui il contributo l'ha percepito. Oltre 101 milioni di lire.

AUTORE
Il caso e' stato archiviato, ma ricordiamoci che 101milioni di lire 20 anni fa, in un paesino del sud era una bella cifra! E di casi come questo se ne contano a centinaia, tutti archiviati. Alla fine il Consiglio Superiore della Magistratura manda un ispettore ad indagare sul posto per una anno e mezzo.

FRANCANTONIO GRANERO - Consigliere Corte di Cassazione
Certo devo dirle, è stato un lavoro i cui esiti danno un po' un senso di sconforto sul lavoro dell'essere magistrato, perché non è venuta nessuna indagine seria sulle denunce provenienti dai privati oppure sulle denunce che le forze di polizia avevano fatto nei confronti di privati.

VITO MAIELLO
In effetti, nel posto in cui s'ipotizzava che ci fosse c'era soltanto un rudere.

D - Cioè questo?

VITO MAIELLO
Sì, quest'ammasso di pietre senza malta senza calce, questa sarebbe stata la cosiddetta abitazione e l'interessato ha rilasciato una falsa dichiarazione attestando che lì ci abitava o che comunque c'era una abitazione "appoggio". Il rapporto della Polizia di S. Angelo dei Lombardi dichiara che è stato accertato l'inesistenza catastale prima e dopo il sisma di quel fabbricato.

AUTORE
E alla fine cosa e' successo: da questo rudere e' sorta con i nostri soldi, una bella villetta, eccola qua (immagini villetta)

D - Non ci abitano nemmeno?

VITO MAIELLO
No, sono ritornati in Germania. I veri terremotati stanno ancora nei prefabbricati e per molti di loro non c'erano nemmeno i soldi per sistemare la casa.

D - La Procura della Repubblica cosa ha fatto?

VITO MAIELLO
La Procura della Repubblica per ben tre volte ha archiviato il caso.

AUTORE
Un altro caso e' di una signora che non abitava a Calitri dal 1961, come risulta dal certificato di residenza.

VITO MAIELLO
Essendo emigrato a Roma nel '61, ma non solo non abitava a Calitri ma non esisteva neanche l'immobile che dichiarava essere la sua casa. Al catasto risulta che quella particella, dichiarata esistente alla data del sisma, era invece spenta dal 1968.

D - In pratica non esisteva niente dal 1968.

VITO MAIELLO
E' una pratica totalmente inventata, grazie alla quale ha percepito quasi 132 milioni

D - Tutte queste pratiche sono state accertate dai Carabinieri di dove?

VITO MAIELLO
Di S. Angelo dei Lombardi dal Nucleo Operativo Radiomobile.

D - Per cui c'è anche una notizia di reato?

VITO MAIELLO
Sono state denunciate 18 persone a piede libero fra i responsabili e i componenti della commissione tra cui il dipendente del catasto e i tecnici. Tutto questo è stato inviato alla Procura.

D - Com'è finita?

VITO MAIELLO
E' finita, come il solito, con un'altra archiviazione.

AUTORE
Anche questo caso e' legato al tecnico del comune.

D - Sua zia che non abitava qua, s'è costruita una casa con dei documenti falsi fatti da lei?

VITO GALGANO - Tecnico comunale di Calitri
Ma, questi documenti falsi, la procura non ha accertato questi documenti falsi; lui dice queste cose, deve rivedere queste sue convinzioni, ogni tanto non sta bene con il cervello.

VITO MAIELLO
Richiesta di archiviazione che viene accettata riportando la medesima motivazione con data 15/1/96, e anche questo caso è chiuso.

VITO GALGANO - Tecnico comunale di Calitri
Non è mai successo nulla, tutto archiviato.

AUTORE
Ma come si faceva ad avere il contributo? Bastava un atto notorio e la perizia di un tecnico che quantificava il danno, definita " perizia giurata", e il compito delle commissioni comunali era quello di approvare.

FRANCANTONIO GRANERO - Consigliere Corte di Cassazione
La perizia giurata sull'immobile danneggiato o distrutto dal terremoto era uno dei cardini su cui ruotavano tutto il sistema dei contributi e dei fondi per la ricostruzione; i tecnici del luogo facevano la perizia giurata, erano poi quegli stessi tecnici che in veste di amministratori pubblici erogavano i contributi.

SALVERINO DE VITO - ex Ministro per il Mezzogiorno
Non è che all'epoca la struttura tecnica del comune era in condizione&aveva un geometra e non è che aveva questa grande struttura.

D - Ma alla fine chi li controllava questi tecnici? C'era un organo di controllo?

SALVERINO DE VITO - ex Ministro per il Mezzogiorno
Per le perizie giurate c'è la magistratura, perché se ha scritto il falso il tecnico che ha fatto quella perizia giurata uno lo manda davanti alla magistratura.

D - Cioè si progettava si approvava e si controllava...ed erano gli stessi.

FRANCANTONIO GRANERO - Consigliere Corte di Cassazione
Sì, si progettava si approvava e si controllava...ed erano le stesse persone.

AUTORE
Guardiamo a caso fra le migliaia di truffe. Questo per esempio e' un rudere acquistato 3 anni dopo il terremoto. Allora, questo era il casolare di partenza, diciamo?

VITO MAIELLO
Sì, casolare di partenza che non risulta catastalmente e in nessuno strumento notarile.

AUTORE
Bastava una dichiarazione falsa e il rudere veniva trasformato in villa.
E questo è il rogito del 1983, cioè acquistato tre anni dopo il terremoto, il certificato di residenza che prova che non abitava nel rudere ma nella sua vera casa, e l'erogazione del contributo.

AUTORE
E di casi come questi, cioè di gente che si e' fatta la casa nuova con il denaro pubblico, senza averne diritto, sono almeno 5000!

FRANCANTONIO GRANERO - Consigliere Corte di Cassazione
E di queste 5000 notizie di reato abbiamo il 62% di archiviazione. Lì c'è stato un fenomeno di rimozione, nel senso che i magistrati inquirenti che dovevano essere il motore giudiziario, di fronte a questi fatti non li hanno mai considerati reati.

AUTORE
Poi c'è il capitolo delle opere pubbliche, come le strade, le scuole, le chiese: dall'accertamento dei carabinieri emerge che gli incarichi di progettazione non venivano affidati ai tecnici del comune ma a tecnici esterni amici di amici e pagati profumatamente. La scusa era: l'ufficio tecnico del comune, detto Utc e' oberato di lavoro!

VITO MAIELLO
E' uno dei tanti rapporti dei carabinieri appare evidente la determinazione degli amministratori "di assicurare lauti guadagni al tecnico a discapito di altri professionisti".

D - Queste sono tutte pratiche che riguardano i tecnici?

VITO MAIELLO
Alcune, nemmeno tutte; non solo, ma sono stati affidati incarichi per opere pubbliche mai finanziati che si sapeva che non sarebbero state finanziate:

D - Risulta sulla delibera che c'era il segretario comunale sfavorevole?

VITO MAIELLO
Sì, ecco qua, (legge documento) "Parere sfavorevole. Parere non favorevole, segretario comunale". Sempre in relazione a questi casi.

AUTORE
I casi dei tecnici esterni, che ci mostra Maiello, sono decine e tutti accertati dai carabinieri.

D - La conseguenza di tutte queste denunce?

VITO MAIELLO
E' stata sempre una: archiviazione.

AUTORE
Migliaia di illegalità finite nel nulla, non c'è mai stato un processo e chi e' stato all'opposizione per 20 anni, come il sindaco di Calitri, un paese inserito nella lista dei 37 comuni disastrati, non ricorda nulla di irregolare.

VITO MARCHITTO - Sindaco di Calitri
Non risultano alterazioni di alcun genere

D - E' stato fatto tutto in regola da parte dei tecnici, le perizie giurate?

VITO MARCHITTO - Sindaco di Calitri
Non lo so, suppongo di sì, fino a prova contraria non ho motivo di dubitare sulla classe tecnica locale.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Il sindaco non dubita nemmeno oggi, la Commissione Scalfaro invece dubitò e dalla relazione Scalfaro si legge che quel terremoto fu un'opportunità per creare sviluppo in una zona depressa. In che modo? Costruendo strade e industrie, con finanziamenti a fondo perduto. Una bella scommessa!

D - Tutte queste fabbriche sono tutte funzionanti adesso?

MICHELE DI MAIO - Legambiente Campania
No, assolutamente, diciamo che il 50% delle fabbriche funziona e il 50% o non è partito o è fallito.

D - Quella è chiusa?

MICHELE DI MAIO - Legambiente Campania
Sì, è fallita dopo 3 anni.

D - Ha avuto un contributo pubblico?

MICHELE DI MAIO - Legambiente Campania
Sì, di sei miliardi per occupare 50 operai; ne ha impiegati una trentina e dopo ha preso tutto ed è scappato.

D - Di dov'era?

MICHELE DI MAIO - Legambiente Campania
Questa, la Garden Plast proveniva da Napoli. Accanto c'è la Falscal è fallita, doveva produrre scatole in alluminio, e ha ricevuto un contributo di 7 miliardi. Diciamo che in tutta l'area industriale il contributo dello Stato si aggira intorno ai 60 - 70 miliardi.

D - E quale altra fabbrica è chiusa?

MICHELE DI MAIO - Legambiente Campania
Lì, la SA.GO.CE. Quella non è mai partita.

D - Ma ha avuto il contributo?

MICHELE DI MAIO - Legambiente Campania
Sì, di 700 milioni: poi c'è la Palcitric, ha lavorato per alcuni anni e anche quella è fallita.

AUTORE
Dall'altra parte del fiume, c'è l'area di Nerico, sempre zona del cratere, pero' in Basilicata.

MICHELE DI MAIO - Legambiente Campania
Il fiume Ofanto fa da confine tra le due aree industriali.

D - E lì funziona tutto?

MICHELE DI MAIO - Legambiente Campania
No li funziona solo una fabbrica, le altre due hanno funzionato per un po' e poi hanno chiuso, anche lì hanno speso 12 miliardi e poi una ventina come contributi alle aziende.

AUTORE
Andiamo in un'altra delle 20 aree industriali. Qui siamo vicino a Lioni, il paese completamente distrutto dal terremoto: questa e' la Iato una fabbrica ligure, che aveva promesso 80 posti di lavoro e per questo ha avuto 10 miliardi di finanziamento, ma e' fallita.

ROSA D'AMELIO - sindaco di Lioni
E per fortuna che è fallita perché abbiamo scoperto dopo che sotto la pavimentazione del capannone il proprietario aveva nascosto materiale altamente tossico, polvere di arsenico proveniente dagli altiforni di La Spezia.

D - Ma perché ha dovuto pagare lo Stato con soldi pubblici per la bonificare il danno fatto da un privato?

AGOSTINO MAIORANO - Sindaco di Nusco
Perché a monte c'è stato un fallimento e quindi il terreno è tornato di proprietà del Ministero.

AUTORE
Un'azienda di La Spezia si fa dare dallo Stato 10 miliardi di lire per costruire una fabbrica che darà sviluppo a un'area terremotata e invece ci fa una discarica dove seppellire sotto i capannoni polvere di arsenico che proveniva dai suoi altiforni della Liguria e poi ha dichiarato fallimento e oggi lo Stato sborsa altri 5 miliardi di lire per la bonifica.

D - Ma chi è che le ha volute le industrie in montagna, lei?

SALVERINO DE VITO - ex Ministro per il Mezzogiorno
Certo che le ho volute io, perché la Legge era ricostruzione e sviluppo.

AUTORE
Ricostruzione e sviluppo? Vogliamo continuare? Le aeree industriali sono venti. Questa e' un'altra. Area industriale di Contursi: fabbriche abbandonate costruite con denaro pubblico. Questa e' la Sintop, doveva fabbricare rivestimenti murali con 16 operai e 1 miliardo e mezzo di lire di contributo.

AUTORE
Un'altra zona, area industriale di Conza.

D - Anche lì ci sono fabbriche abbandonate?

MICHELE DI MAIO - Legambiente Campania
Sì, anche lì ce ne sono due o tre.

AUTORE
Cambiamo zona: area industriale di oliveto Citra provincia di Salerno. Lo spettacolo e' lo stesso. Questa e' l'Upac doveva fabbricare cartone da imballaggio. Tre miliardi e mezzo di lire di contributi e 24 operai assunti e licenziati.
Questa, invece, e' una distilleria sedici miliardi di contributo e 55 lavoratori a spasso.
Vogliamo andare ancora avanti? Area industriale di Calabritto: la desolazione continua. Eppure l'intento era di portare lavoro e sviluppo ma oggi nessuno vuole fare conti.

D - Lei ha fatto un conto di quanto è costato ogni posto di lavoro?

AGOSTINO MAIORANO - Sindaco di Nusco
E' pur vero che, per la situazione topografica dei luoghi portare l'industria in montagna, la scommessa di cui parlava Zamberletti, ha avuto dei costi.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
La scommessa aveva dei costi elevati. A decidere dove portare le fabbriche fu Zamberletti, all'epoca Commissario straordinario del Governo e poi Ministro per gli interventi nelle zone terremotate e oggi presidente della società Ponte sullo Stretto, un'altra scommessa che si appresta giusto ad andare in porto. La domanda e': ma Zamberletti lo sapeva che sarebbe andata a finire cosi?

GIUSEPPE ZAMBERLETTI - Presidente Stretto di Messina S.p.A.
Beh, è inevitabile che succeda questo quando si fa la scelta dell'industrializzazione forzata

D - Si poteva prevedere?

GIUSEPPE ZAMBERLETTI - Presidente Stretto di Messina S.p.A.
Sì, si poteva prevedere. Io infatti ho avuto più volte occasione di dire che l'industrializzazione forzata comporta il rischio di una percentuale di fallimento dell'iniziativa insieme ad una percentuale di successo.

D - Però lei ha avviato l'industrializzazione&

GIUSEPPE ZAMBERLETTI - Presidente Stretto di Messina S.p.A.
Devo dire&che non posso dire di essermene occupato a fondo perché io poi mi sono occupato della Protezione civile.

D - Non spettava a lei avviare l'industrializzazione?

GIUSEPPE ZAMBERLETTI - Presidente Stretto di Messina S.p.A.
No, non spettava a me avviare l'industrializzazione.

CIRIACO DE MITA
Io davvero sono sconcertato. Se c'è stato un errore l'errore lo ha cpommesso Zamberletti. Se lei si prende i giornali dell'epoca fu duramente attaccato da me perché invece di insediarsi a Sant'Angelo dei Lombardi o a Lioni, che era l'epicentro del terremoto, si insediò negli alberghi napoletani, trasferendo la realtà del terremoto da dove c'era a dove non c'era.

ROCCO FALIVENA - Sindaco di Laviano
La Campania, questa zona in particolare, esprimeva il Presidente del Consiglio e sette, otto Ministri e il risultato è questo; Nusco esprimeva il Presidente del Consiglio nonché segretario della DC, Ciriaco de Mita, e poi intorno, Scotti, Cirino Pomicino, Gava, Salverino De Vito, Carmelo Conte del PSI, il Gerardo Bianco e Giuseppe Gargani erano tutti a un tiro di schioppo. Il risultato è questo.

AUTORE
Laviano, completamente distrutta dal terremoto, adesso ricostruita daccapo, ma e' un paese fantasma sia di giorno che di notte.

ROCCO FALIVENA - Sindaco di Laviano
Diciamo che le case sono state ricostruite ma sono abitate al 50% perché la gente non trova lavoro, e non trova neanche il resto e quindi va via.

AUTORE
S.Angelo dei Lombardi. Anche qui la popolazione cala, non c'è lavoro.

ABITANTE - Sant'Angelo
Sto qua, aspetto che venga fuori qualcosa, ma qua a Sant'Angelo non esce nulla e non penso che potrà succedere qualcosa, è un paese finito.

ABITANTE - Sant'Angelo
E' un paese che sta morendo, siamo alla fine, fra qualche anno non ci rimarrà più nessuno

ABITANTE - Sant'Angelo
La cosa drammatica è che non ci sono sbocchi, e siamo costretti ad uscire dalla zona, non dal paese, è proprio la zona.

AUTORE
Qui siamo a Lioni, nel centro del cratere. Il paese era andato distrutto ed è stato interamente ricostruito. Qui la gente è rimasta, si è data da fare ma la ricostruzione sarà finita?

ROSA D'AMELIO - Sindaco di Lioni
Qua a Lioni servono ancora 4 / 5 miliardi per chiudere la partita della 219.

D - Quanto avete speso fino ad ora?

ROSA D'AMELIO - Sindaco di Lioni
Quasi 200 miliardi

AUTORE
E anche qui, dove sembra andare tutto bene, c'è ancora chi vive nei prefabbricati, e cioè quelle famiglie che non avevano la casa di proprietà. ma questi non sono prefabbricati qualunque, perché sono di amianto!

ROSA D'AMELIO - Sindaco di Lioni
Negli anni '80 quando hanno fatto i prefabbricati questa cosa dell'amianto non era ancora conosciuta

AUTORE
Da una decina d'anni pero' si sa che fa male eppure sono ancora migliaia le persone in tutta la Campania che vivono in questi prefabbricati. Quelli dismessi invece restano li', negli ex paesi terremotati, abbandonati alle intemperie, in attesa di essere smantellati.

ANTONIO BASSOLINO - Presidente Regione Campania
Noi come Regione abbiamo stanziato 1000 miliardi delle vecchie lire per dare una casa moderna e civile a queste famiglie che ancora vivono in prefabbricati leggeri e pesanti.

AUTORE
Facciamo un salto a Nusco, il paese di De Mita dove chissà perché non c'è nessun divieto di circolazione per le auto ma per le biciclette. Nusco ha retto al terremoto, qui nel paese, fortunatamente non e' crollata nemmeno una casa, eppure ancora oggi si batte cassa per riparare le abitazioni. L'On. De Mita ci potrebbe spiegare bene cosa e' successo da queste parti.

D - A Nusco non è crollata nemmeno una casa però ha avuto tanti soldi quanto Lioni che è stata completamente distrutta, perché c'era lei?

CIRIACO DE MITA
A parte che questa è solo una cattiveria, perché Nusco che normalmente negli eventi sismici è stato sempre il paese che ha resistito, evidentemente erano le vecchie costruzioni, in questa circostanza ha avuto distruzioni enormi, i morto sono stati meno ma sono stati quattordici&e poi la distribuzione dei fondi non l'ho fatta io, la distribuzione dei fondi va fatta con riferimento ai danni, la quantificazione dei danni è stata accertata dai tecnici.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
L'accertamento lo fanno i tecnici, e abbiamo visto come sono abili ad accertare danni dove non ci sono. E la ripartizione si fa in base alle leggi, la legge sulla perizia giurata l'ha fatta il Ministro per il Mezzogiorno De Vito con il benestare del Parlamento, la maggioranza all'epoca era rappresentata da Ciriaco de Mita, cittadino di Nusco.
E adesso passiamo al bottino più consistente.

AUTORE
Per insediare 20 aree industriali, in un territorio di montagna, e' stato necessario sbancare montagne e deviare fiumi. Guardate che cosa e' successo al fiume Ofanto , che e' stato deviato per far posto all'area industriale e poi per arrivare fin qui bisognava costruire le strade. E infatti fino a Nusco la strada nuova c'è, ma se volessimo arrivare nella zona industriale, come si fa? Come vedete le strade, iniziate anni fa sono ancora chiuse.

MICHELE DI MAIO - Legambiente Campania
Per esempio, quella superstrada lunga un paio di chilometri doveva collegare Calitri con la S.S. Ofantina: l'importo iniziale dei lavori era di 9 miliardi adesso siamo sui 55 miliardi. Poi c'è la strada Calitri Scalo Muro Lucano, che si inerpica sulle montagne, l'importo iniziale era di 50 miliardi e fino ad adesso sono stati spesi 320 miliardi

D - Ed è chiusa anche questa?

MICHELE DI MAIO - Legambiente Campania
Si è ferma a metà.

AUTORE
Ma chi gestiva questi lavori? Dalla relazione della Commissione parlamentare di inchiesta leggiamo: aree di Nerico e Calitri, concessionario Icla, collegamenti stradali concessionario Icla.
E quindi i costi: concessionario Icla, strada di collegamento Calitri - Ofantina, da 9 miliardi di lire a 54 miliardi, l'altra strada da 26 miliardi a 327 miliardi e ce ne vogliono altrettanti per il completamento. Ma L'Icla cos'è?

MICHELE DI MAIO - Legambiente Campania
L'ICLA, che non esisteva prima del terremoto, è arrivata, durante le ricostruzione, ad essere tra le prime sei imprese in Italia. Adesso per quanto ne sappia è in fallimento.

AUTORE
Se diamo un'occhiata alla sentenza del Tribunale di Napoli si legge che il rappresentante dell'Icla, Di Falco, era vicino politicamente a Cirino Pomicino e ha dichiarato di aver erogato a vari politici somme di denaro e Paolo Cirino Pomicino, ha ammesso i finanziamenti ricevuti.

GIOVANNI RUSSO SPENA - Membro Commissione Scalfaro
Ci siamo trovato di fronte ad atti e comportamenti eclatanti. Mi ricordo di una superstrada di 11 chilometri che era costata 29 miliardi a chilometro, cioè 25, 26 miliardi in più del normale

D - E dove andavano a finire questi soldi?

GIOVANNI RUSSO SPENA - Membro Commissione Scalfaro
Andavano ad alimentare questo grosso ceto politico imprenditoriale affaristico e poi anche alla camorra.

D - Diciamo che c'è stata questa divisione tra politici irpini e politici napoletani?

SALVERINO DE VITO - ex Ministro per il Mezzogiorno
Certamente sì.

D - Quindi Pomicino, Scotti, Di Donato, De Lorenzo...

SALVERINO DE VITO - ex Ministro per il Mezzogiorno
Questo tipo di società di cui ha indicato i nomi io la chiamavo l' SPA della Camera, la società per azioni.

D - Cioè Pomicino, Scotti, De Lorenzo e Di Donato?

SALVERINO DE VITO - ex Ministro per il Mezzogiorno
Pomicino era il vertice, poi c'era il socialista Carmelo Conte e anche qualche liberale.

D - Ma eravate dello stesso partito e al governo insieme?

SALVERINO DE VITO - ex Ministro per il Mezzogiorno
Sì, ma io sono stato sempre in polemica con Pomicino, sempre.

ANDREA CINQUEGRANI - Direttore "La voce della Campania"
Grazie all'intervento di Pomicino l'ICLA ha avuto moltissimi appalti del dopo terremoto raggiungendo, da una situazione fallimentare, la settima posizione della hit parade delle imprese in Italia; ma tutti i politici avevano le loro imprese di riferimento: Franco De Lorenzo aveva la Borselli & Pisani, Di Donato aveva la COMAPRE, Gava la IMEC, Scotti la Carriero & Baldi e la Giustino Costruzioni; Pomicino ne aveva più degli altri perché oltre all'ICLA aveva la Balsamo Costruzioni.

AUTORE
Le tangenti che gli imprenditori pagavano ai politici sono state accertate dal tribunale di Napoli, ma i reati sono stati prescritti per decorrenza dei tempi.

FEDERICO VIGORITI - Avvocato dello Stato
La maggior parte delle dazioni illecite sono state ammesse da chi le ha effettuate.

D - Cioè parliamo di imputati che hanno confessato?

FEDERICO VIGORITI - Avvocato dello Stato
Esatto.

D - E quali sono i nomi dei politici coinvolti?

FEDERICO VIGORITI - Avvocato dello Stato
In linea di massima quelli che hanno confessato sono imprenditori. I politici coinvolti di maggiore rilievo sono nomi ampiamente noti: Paolo Cirino Pomicino, Vincenzo Scotti, Severino Citaristi, Franceso di Lorenzo, Antonio Gava, Giulio Di Donato, e poi il capolista, diciamo, degli imputati, Antonio Fantini: l'allora Presidente della Regione Campania.

AUTORE
La parola dovrebbe passare agli onorevoli appena citati, partiamo da Pomicino: ci riceve ma alla prima domanda ci sbatte fuori e non ci autorizza a trasmettere nessuna immagine pero' da una memoria scritta di suo pugno replica che una classe politica fu processata ma che l' assoluzione l'ha poi fatta da padrona.
Non e' andata esattamente cosi'!

FEDERICO VIGORITI - Avvocato dello Stato
Perché in questo caso il reato è stato accertato soltanto che i giudici si devono fermare di fronte al fatto ineluttabile della decorrenza dei termini.

D - Pomicino è stato accertato che ha intascato tangenti?

FEDERICO VIGORITI - Avvocato dello Stato
In numerosi casi sì, in altri l'ha pure ammesso.

AUTORE
E vediamo nel dettaglio cosa dice la sentenza, ci vuole un po' di tempo, ma vale la pena.

FEDERICO VIGORITI - Avvocato dello Stato
Ci vuole mezza giornata per leggere il capo d'imputazione. Ci sono una serie sterminata di dazioni alcune plurimiliardarie, in un caso si parla di 10 miliardi.(legge la sentenza) 350 milioni a Di Donato, 300 milioni a De Lorenzo. Ancora, Di Donato, Pomicino e Fantini altra corruzione
Oltre 800 milioni a Cirino Pomicino Paolo, questo è un finanziamento illecito al partito.
Un miliardo e seicento milioni&per un totale di 900 milioni, altra corruzione per Fantini&ah! Qui c'è pure Crino Pomicino, mi era sfuggito, somma complessiva di 300 milioni. Adesso abbiamo ancora Cirino Pomicino e Fantini&somme di denaro pari a circa 40 milioni di lire all'anno per un totale di 250 milioni di lire&anche qui abbiamo Zecchina Francesco consegnava a Paolo Cirino Pomicino, direttamente o per interposta persona una somma pari a un miliardo e ottocento milioni, e poi abbiamo l'elenco delle varie trance.

AUTORE
E in questo elenco leggiamo una curiosità: un benefit da parte della Zecchina costruzioni di 100 milioni di lire versate nelle mani del sacerdote Salvatore D'Angelo, responsabile del "Villaggio dei ragazzi" di Maddaloni, su richiesta ed indicazione di Cirino Pomicino Paolo, in adempimento di un voto da questi fatto in occasione di un intervento chirurgico al cuore subito dallo stesso negli USA. In adempimento di un voto sì, sì, di un voto leggiamo bene!


FEDERICO VIGORITI - Avvocato dello Stato
(Continua lettura) "&Altra corruzione per Fantini e Pomicino" di che si tratta? Stavolta? Ah! ecco, per questo dicevo che si tratta si somme per difetto (legge) "somme indebite di denaro di importo più rilevante rispetto alle abituali contribuzioni". Quindi chi sa di quant'è? questo non è stato accertato. Qui c'è Di Donato Giulio, Scotti Vincenzo, De Lorenzo Francesco, Fantini Antonio.

VINCENZO SCOTTI
A me è stato riconosciuto che il fatto non sussiste in quella sentenza.

D - Ma ci sono anche le prescrizioni&

VINCENZO SCOTTI
No, no io non ho prescrizione.

AUTORE
Se guardiamo la sentenza vediamo in proporzione che Scotti non è neanche tra i più cattivi, per la dazione di 500 milioni è stato assolto, mentre per quella di 150 milioni è stato prescritto ma siccome l'interessato nega gliela facciamo leggere.

VINCENZO SCOTTI
Questa cosa qui&in Appello, se lei sente Siniscalchi, le potrà dire, io la invito a sentire Siniscalchi, questa cosa qui non esiste, neppure nella imputazione da parte mia è un errore materiale che è stato apportato perché nessuno ha mai detto di aver fatto qualcosa nei miei confronti, nel modo più assoluto. Io ho già appellato a questo.

D - C'è stato già l'Appello?

VINCENZO SCOTTI
Io ho già fatto l'Appello.

D - Quando?

VINCENZO SCOTTI
No, deve essere fatto.

AUTORE
L'avvocato di Scotti precisa che non è stato fatto nessun Appello e non si farà per decorrenza dei tempi.

AVVOCATO AL TELEFONO
Perché sono decorsi oltre dieci anni dalla commissione del reato.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Tutti quei miliardi sono finiti un po' ai partiti, un po' ad onorare dei voti alla Madonna, un po' agli imprenditori che hanno costruito. E allora andiamone a vedere qualcuna di queste opere. Tra le dazioni ce n'è una di 300 milioni consegnata personalmente a Cirino Pomicino in relazione all'asse mediano, a Napoli. Una strada ancora incompiuta, con tanti svincoli chiusi e che i cittadini chiamano la strada assassina e si domandano "chi mai pagherà per questo?"

ANTONIO BASSOLINO - Presidente Regione Campania
E' una strada nata male costata moltissimo e noi, in corso d'opera, abbiamo aperto questi due svincoli e adesso cerchiamo di fare i conti anche col grande tema della sicurezza perché la strada dà molti problemi.

AUTORE
"Molti problemi" vuol dire 300 incidenti all'anno, quasi uno al giorno. Chi l'ha costruita a caro prezzo e pagando tangenti, non se n'è preoccupato, e fino adesso, nemmeno chi poi ha dovuto gestirla.
Altre dazioni, si legge dalla sentenza, sono state erogate per un'altra grande opera pubblica, i Regi Lagni. Costata centinaia di miliardi, i Regi Lagni, un fiume di fogna lungo 56 km.

STEFANO TONZIELLO - Legambiente Campania
Con quei soldi hanno cementificato il fiume e invece dovevano portare le acque a cinque depuratori che le restituissero pulite al fiume stesso, ma questo non è stato fatto.

D - Hanno cementificato il letto?

STEFANO TONZIELLO - Legambiente Campania
non solo il letto ma anche le sponde, provocando un ulteriore dissesto idrogeologico in quando le falde adesso si trovano al di sotto del livello del mare. C'è una gara d'appalto di altri 400 miliardi per rimettere in sesto quest'opera che fino ad ora si è rivelata inutile.

AUTORE
Ma chi era il progettista? dalla sentenza del tribunale di Napoli si legge che era un uomo di fiducia di Pomicino.

ANDREA CINQUEGRANI - Direttore "La voce della Campania"
Gli stessi progettisti che hanno devastato l'ambiente non solo non hanno pagato alcun fio, anzi gli stessi progettisti sono stati chiamati a rimediare agli errori fatti, e sempre a loro è stata affidata l'irrigimentazione del Sarno.

AUTORE
E per finire a Napoli città restano ancora 300 palazzi da sistemare. E tra questi 300 palazzi, c'è l'ennesima beffa.

SALVATORE CAPUOZZO - Sicurezza abitativa comune di Napoli
Quelle sono le lesioni del terremoto che si stanno riaprendo a causa degli interventi non perfetti fatti al tempo

D - Con che soldi erano stati pagati?

SALVATORE CAPUOZZO - Sicurezza abitativa comune di Napoli
La legge 219

D - E adesso chi paga le riparazioni?

SALVATORE CAPUOZZO - Sicurezza abitativa comune di Napoli
Le pagheranno loro, e ci riprenderemo i soldi che sono stati mal spesi.

D - Loro chi?

SALVATORE CAPUOZZO - Sicurezza abitativa comune di Napoli
I proprietari! Perché i contributi erano stati affidati ai proprietari e dal momento che ci accorgiamo che non hanno speso bene quei fondi che abbiamo erogato. Adesso stiamo facendo un sopralluogo in questo fabbricato, che presenta una profonda fenditura, una lesione sempre più marcata, per darne l'inagibilità.

D - E se viene una scossa?

SALVATORE CAPUOZZO - Sicurezza abitativa comune di Napoli
E se viene una scossa sono fritti.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Ci auguriamo che non arrivi mai nessuna scossa&ma se disgraziatamente dovesse succedere&.andrà a finire che tireremo fuori altri soldi, perché tanto, come abbiamo visto, nessuno paga. E poi il tempo passa, buona parte dei processi non si fanno per decorrenza dei tempi e gli imputati vendono le prescrizioni per assoluzioni. Ricordiamo che non è finita, quest'anno tireremo fuori 107.milioni di euro, e per gestire i soldi verrà nominato un commissario straordinario che verra' a costare ogni anno a tutti noi 300.000 euro.
E allora ci chiediamo sarà questo il fantasma che riapparirà in Molise? Perché volendo si possono scegliere altri esempi. Il Friuli ha avuto quasi 1000 morti nel maggio del 76, e 8 anni dopo i paesi distrutti erano stati completamente ricostruiti. Ma il Friuli è un paese ricco! No, lo è diventato, all'epoca era una misera terra di emigranti.

AUTORE
Il terremoto del 6 maggio 1976 colpì 137 comuni, i morti furono 989 i feriti più di tremila, 75.000 le case danneggiate, 18.000 quelle distrutte.
Questa è Osoppo, è andata giù quella notte del 6 maggio. Cinque anni dopo le persone cominciarono a rientrare nelle case nuove e nel giro di otto anni il paese era completamente ricostruito.

ABITANTE - Osoppo
La chiesa, il campanile era rimasto in piedi ma era completamente rovinato, l'hanno fatto saltare con la dinamite.

ABITANTE - Osoppo
Va considerato quello che è il popolo friulano che nel momento del terremoto gridava fortemente facciamo "di bessoi" che in friulano significa: da soli.

D - Nessuna ditta, nessun proprietario ha fatto un abuso edilizio?

EZIO LENUZZA - Ex vice sindaco di Osoppo
No.

D - Secondo lei o ne è sicuro?

EZIO LENUZZA - Ex vice sindaco di Osoppo
No, sono sicuro e le spiego subito perché abbiamo fatto un piano regolatore di distribuzione fondiaria in funzione alle esigenze abitative e la gente ha rispettato gli strumenti del piano.

D - Non c'è stato nessuno che ha cercato di fare il furbo, che ha cercato di prendere un finanziamento che non gli spettava?

EZIO LENUZZA - Ex vice sindaco di Osoppo
Se ci sono stati degli errori i soldi sono stati restituiti.

AUTORE
Qui fu fatta la baraccopoli per alloggiare gli sfollati.


Dall'82 in poi man mano che si verificavano altre gravi situazioni di necessità in giro per l'Italia qui si smontavano le baracche e partivano per le nuove destinazioni.

AUTORE
Naturalmente anche in Friuli sono state fatte le leggi apposta.

ABITANTE - Osoppo
Segnando le pietre è stata rifattala casa.

D - Anche lei ha avuto il contributo?

ABITANTE - Osoppo
Sì, abbiamo avuto il contributo per le riparazioni.

D - E' riuscito con il contributo?

ABITANTE - Osoppo
No

ABITANTE - Osoppo
Il mio era un appartamento&

D - Perché ha messo il 50%

ABITANTE - Osoppo
Perché i limiti erano quelli e di più non davano.

D - Lei ce li aveva i soldi?

ABITANTE - Osoppo
Io e mia moglie eravamo insegnanti abbiamo chiesto la cessione del quinto dello stipendio e abbiamo fatto così.

AUTORE
Fino dal 1976 la Regione non era ancora il ricco nord est ma una terra di emigranti

VIVIANA LONDERO - SINDACO Osoppo
Da regione con forte emigrazione e fenomeni di povertà, abbiamo raggiunto un modello di sviluppo invidiabile, perché qui ad Osoppo si è sviluppata una importante zona industriale per la Regione e in questo momento stiamo invertendo il trend da emigranti friulani stanno imparando ad accogliere gli immigrati.

AUTORE
E adesso andiamo a Gemona: la città simbolo con 396 morti, 2000 case distrutte altrettante danneggiate. Quello che è stato distrutto è stato completamente ricostruito.

D - Senta, a distanza di anni è stato fatto tutto bene?

ABITANTE - Gemona
Tutto al meglio con umiltà da parte di tutti autorità e gente. Tutti uniti senza polemiche destra, sinistra, centro.

AUTORE
Un esempio su tutti l'ospedale di Gemona e' stato ricostruito, senza chiedere nulla allo Stato.

ABITANTE - Gemona
Noi lo abbiamo ricostruito con dei mutui, a carico nostro e adesso è il migliore che ci sia in Regione.

D - Che bilancio fa, è soddisfatto? Come cittadino.

EZIO LENUZZA - Ex vice sindaco di Osoppo
Io penso che il bilancio sia positivo. E' difficile valutare il proprio bilancio, dico che è positivo perché gli altri hanno detto che è positivo, certamente valutare se stessi è sempre un compito difficile.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
E allora lasciamo a voi il giudizio. Possiamo solo aggiungere un dato di fatto sulla classe politica: democristiani e socialisti hanno gestito i soldi In Irpinia, come erano democristiani e socialisti quelli che hanno gestito i soldi in Friuli.

Leggi anche:

OCCASIONE TERREMOTO

Rai.it

Siti Rai online: 847