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Puntata del 08/04/2008

Parzialmente scremati
agg. del 29/02/2004

in onda il 08.04.08

di - Economia

Parzialmente scremati<br><span style="font-size:10px;">agg. del 29/02/2004 </span>

Argomenti: Economia
Inchiesta: Com'è andata a finire
Stagioni: 2008
Autori: Paolo Mondani

MILENA GABANELLI IN STUDIO
A fine Febbraio 2004 Paolo Mondani aveva fatto per noi una puntata dedicata ai grandi fallimenti: Parmalat era crollata da un paio di mesi e Cirio l'anno prima. Il come è andata a finire riguarda appunto Cirio, allora vediamo una breve sintesi del perché di quel fallimento

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
Sergio Cragnotti fu il braccio destro di Raul Gardini che lo portò ai vertici di Enimont. Enrico Cuccia lo definiva "la fattucchiera", cioè un mago e uno stregone. All'esplosione di Tangentopoli, per evitare troppi fastidi, Cragnotti rivelerà ai magistrati di Milano delle tangenti che Gardini aveva pagato ai politici. Nel 91 si mette in proprio e con i soldi di Banca di Roma, Banco di Napoli, Monte Paschi e Popolare di Milano compra il gruppo Cirio-Derica.

Nel 92 acquista la Lazio con la quale nel 2000 vince lo scudetto. Indebitato emette obbligazioni per un miliardo e 125 milioni di euro. A fine 2002 l'annuncio di insolvenza.

Sotto il peso dei debiti lascia la Cirio e tre settimane fa l'arresto per bancarotta con il figlio e il genero.

DIPENDENTE CIRIO
Di Cragnotti lo sappiamo bene è un finanziere e non un industriale perché se fosse stato un industriale ci sono anche industriali onesti. Non dobbiamo fare di tutta l'erba un fascio.

CARMINE PERINO - Segr. Flai Cgil Napoli
Tutto il sistema Cirio che riguarda l'agricoltura non solo della regione Campania ma anche della regione Puglia, che riguarda l'agricoltura della Calabria e della Basilicata, riguarda circa 20.000 persone.

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
Nel 2004 il pubblico ministero Walter Mapelli della procura di Monza indaga sul comportamento delle banche nella vendita dei bond Cirio. E scopre il meccanismo della truffa. I risultati della sua inchiesta verranno poi trasferiti ai magistrati di Roma. Questi sono i documenti raccolti dalla Guardia di Finanza nell'inchiesta di Monza. Tra i verbali si legge che i bond Cirio erano riservati esclusivamente a investitori istituzionali, cioè banche e assicurazioni, invece sono stati venduti solo ai risparmiatori privati. E non solo, una volta raccolto il denaro attraverso i bond, che ne fa Cragnotti? Come si vede ne ridà in buona parte proprio alle banche, ma le banche sapevano che Cragnotti era agli sgoccioli? Questo documento che elenca l'esposizione delle Banche verso la Cirio, dimostra che tra il 1999 e il 2002, nei tre anni precedenti il fallimento le banche sono progressivamente rientrate dei debiti Cirio e si sono disimpegnate. Cragnotti ha raccolto quei bond, un miliardo e 125 milioni di euro, la metà di questi sono andati a ripianare i suoi debiti con le banche, al San Paolo sono tornati 72 milioni di euro, 58 al Gruppo Intesa, 53 a Capitalia, 18 all'Antoveneta, 12 alla Banca Nazionale del Lavoro e così via. Prova del nove è questo verbale del comitato esecutivo della banca Antonveneta, il cui ex amministratore delegato è indagato a Monza.

Data 6 novembre 2000, due anni prima del fallimento Cirio. Il com9itato esecutivo scrive: "Fido da considerare a rientro e non più ripristinabile". Entrare nell'ordine di idee di disimpegnarsi dal gruppo.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Dal crollo della Cirio sono passati quasi 6 anni, e il 14 marzo scorso presso il Tribunale di Roma è partito il processo, e già la prima udienza è stata rinviata. Presumibilmente ci vorranno 4 anni per arrivare al primo grado. I reati per i quali si procede sono falso in bilancio e bancarotta e per le società del gruppo, e poi c'è l'ipotesi di truffa in relazione ai bond acquistati dai risparmiatori. Cosa c'è scritto nelle carte ce lo racconta Paolo Mondani.

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
Leggiamo dalla richiesta di rinvio a giudizio dei magistrati di Roma: gli indagati, fra il luglio 1999 e il settembre 2002, quando il gruppo Cirio si trovava già in dissesto, allo scopo di favorire, a danno dei creditori, taluno di essi, eseguivano pagamenti preferenziali per 500 milioni di euro in favore degli istituti di credito, Banca di Roma innanzi tutto. Utilizzando per questo le somme provenienti dalla cessione alla Parmalat della Eurolat, operazione ideata con i dirigenti di Banca Di Roma e di popolare di Lodi, e altre somme conseguite con l'emissione delle obbligazioni, grazie all'intervento consapevole delle banche che contribuivano al collocamento dei titoli presso ignari risparmiatori.

UOMO 1
E' una vergogna! San Vittore è rimasto l'unico protettore del risparmiatore.

DARIO PICCIONI - LEGALE RISPARMIATORI
Il processo vede attualmente 35 imputati quindi il gruppo Cragnotti, Cesare Geronzi e la Banca di Roma, alcuni funzionari della Banca di Roma, Fiorani per Banca Popolare di Lodi e alcuni funzionari di questa banca, mentre nella fase dell'udienza preliminare sono stati assolti i vertici del San Paolo ai quali pure era imputato, erano imputate queste stesse ipotesi di reato.

TG2 DEL 20/09/2006

CESARE GERONZI - EX PRESIDENTE CAPITALIA
Il sistema bancario ha sostenuto aldilà a volte delle proprie possibilità. In un momento di grande difficoltà del sistema delle imprese. Lo ha fatto consapevole che era un atto dovuto all'esigenza di ripresa dell'attività economica del paese.

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
Il banchiere di Tanzi e Cragnotti è Cesare Geronzi, il dominus di Capitalia. E' l'uomo dei debiti, la Fininvest è indebitata? E lui garantisce. I DS sono indebitati? E lui garantisce. Tanzi e Cragnotti sono indebitati? E lui Garantisce. Una super potenza anche nel calcio dove la sua banca presta soldi le squadre e protegge la Gea World, la società che intermedia i contratti di calciatori e allenatori. Creatura di Peppe De Mita figlio di Ciriaco, Alessandro Moggi figlio di Luciano, Francesca Tanzi figlia di Callisto, Andrea Cragnotti figlio di Sergio e Chiara Geronzi figlia di Cesare. Tutti giovani e di famiglia solida.

Questo dicevamo nel 2004 e oggi Cesare Geronzi, imputato eccellente del processo Ciro, di quali reati deve rispondere?

DARIO PICCIONI - LEGALE RISPARMIATORI
Sia il concorso nella bancarotta del gruppo e sia l' emissione dei bond per questo rilevantissimo importo.

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
Quale ruolo svolge Cesare Geronzi? Parlano i documenti sequestrati dalla Guardia di Finanza a Capitalia. Nel Comitato esecutivo della banca del 5 marzo 1997, presente Cesare Geronzi, il giudizio sull'assetto economico-finanziario del gruppo Cragnotti è definito di equilibrio precario. Nel comitato esecutivo del 25 febbraio 1999 presente Cesare Geronzi si legge: "la cessione della divisione latte della Cirio al gruppo Parmalat genererà iniezioni di liquidità per oltre 850 mld di lire.... è preciso impegno della Cirio quello di destinare non meno di 400 mld di tale liquidità all'abbattimento delle esposizioni verso il nostro istituto". Com'è che Parmalat si convince a comprare il settore latte da cirio per la cifra da capogiro di 850 miliardi di vecchie lire? Nel verbale di interrogatorio di Fausto Tonna, direttore finanziario del gruppo Parmalat, si legge: "L'accordo venne trovato in un incontro in cui c'era anche Geronzi, nel quale fece chiaramente capire che noi dovevamo comperare questa azienda per forza e la dovevamo comprare al prezzo che era stato definito e se questo non fosse avvenuto andavano a rischio tutti i rapporti Parmalat-Banca di Roma. Conclude a verbale Callisto Tanzi, il patron di parmalat: "direi che è stata una conclusione spintanea, va bene?"

Comitato esecutivo del 23 novembre 2000, presente Cesare Geronzi, Cragnotti chiede facilitazioni di firma per 225 miliardi e garantisce che restituirà 50 miliardi provenienti dall'emissione di bond prevista per il 20 dicembre. Al Comitato Esecutivo della banca del 25 ottobre 2001 (presente Geronzi) risulta che Cragnotti ha 487 miliardi di lire di fidi. E' ancora insolvente tanto che lo stato di rischio dell'affidato viene definito "semaforo rosso" eppure si prevede la conferma delle facilitazioni come fidi a revoca con impegno del cliente a decurtarle con i proventi di bond di prossima emissione.

TG1 ECONOMIA DEL 15/01/2004

CESARE GERONZI - EX PRESIDENTE CAPITALIA
Per mantenere intatto l'asset della clientela la banca ha deciso di venire incontro alle loro esigenze, questo però non vuol dire assunzione di responsabilità, significa un segno di partecipazione alle preoccupazioni di una clientela che forse, parte della quale, molto limitata poteva non aver capito che cosa significa sottoscrivere i bond.

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
Quindi i risparmiatori sono stati imbrogliati perché non avevano capito cosa sono i bond. E Banca d'Italia?

ROMA SENATO 27 GENNAIO 2004

AUDIZIONE DI ANTONIO FAZIO
Le banche sono state indotte in grave errore ma qui moltissimi sono stati indotti in gravi errori, qui anche la Deutch Bank, io vedo qui insomma e quindi c'è un caso molto grave insomma. Io non so se voi lo sapevate, se voi lo sapevate, insomma forse avreste dovuto dirlo, io non lo sapevo.

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
L'allora governatore Antonio Fazio non aveva capito che la Cirio stava crollando. Eppure, dal nuovo processo salta fuori questo documento sconcertante. Il rapporto ispettivo della Banca d'Italia su Capitalia. Ispezione avvenuta tra il giugno 2002 e il giugno 2003. Proprio nei mesi in cui Cirio fallisce. Nel rapporto di Bankitalia si legge: "Si è riscontrata l'esistenza di ben individuate posizioni di rischio non oggetto di sistematico monitoraggio, ne è conseguita la mancata rilevazione di taluni incagli... gruppi Cragnotti, Cecchi Gori, Sensi, Parsitalia, Federici, Farina". Dall'esame del campione del rischio al 31.5.2002 sono emerse posizioni in sofferenza per 6 miliardi e 849 milioni di euro e posizioni incagliate per 2 miliardi e 212 milioni di euro. Antonio Fazio leggendo questo rapporto avrebbe dovuto accorgersi che Capitalia conosceva i conti disastrosi della Cirio ma nonostante questo non smetteva di aprirle le sue casse. Come avrebbe dovuto sapere che i risparmiatori, comprando i bond Cirio, stavano pagando a Capitalia i debiti di Cragnotti.

GIULIO SAPELLI - ECONOMISTA
In questo paese non c'è sanzione, non c'è sanzione, tra un pò anni i signori che hanno fatto queste cose usciranno e si godranno i soldi che hanno portato in quale paradiso.

PAOLO MONDANI
Rischi di prescrizione mi pare no?

DARIO PICCIONI - LEGALE RISPARMIATORI
Rischi di prescrizione molto fondati perché sia per quanto riguarda il falso in bilancio e per quanto riguarda le truffe sostanzialmente in parte almeno la prescrizione è già maturata. Le faccio un esempio per l'emissioni dei bond del 30 maggio 2000 la prescrizione è già maturata cosi come per il bilancio depositato, certificato in data 23 giugno 2000 è già maturata la prescrizione.

PAOLO MONDANI
Mentre per quel che riguarda la bancarotta, i tempi sono più lunghi insomma.

DARIO PICCIONI - LEGALE RISPARMIATORI
Si, sicuramente la bancarotta non pone un problema di prescrizione e quindi le aspettative diciamo di risarcimento dei risparmiatori, sono indubbiamente legate alla condanna degli imputati per questi reati.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
La questione Eurolat, che è al centro del processo perché Cragnotti l'avrebbe venduta a Parmalat ad un prezzo esorbitante rispetto al suo valore, su pressione di Geronzi, si discuterà presso il Tribunale di Roma e di Parma. A Roma il reato contestato è bancarotta a Parma estorsione, per arrivare ad una sentenza definitiva ci vorranno almeno 9 anni. Cragnotti e Geronzi, innocenti fino a prova contraria, se dovesse andar male vista l'età, quello che rischiano al massimo è di passare un po' di tempo a casa a badare ai nipotini.

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