Rai 3
Televideo

Puntata del 01/10/2002

DIETRO AL BINGO

in onda il 01.10.02

di - Società

DIETRO AL BINGO

Stagioni: 2003
Autori: Bernardo Iovene
Argomenti: Società

IN STUDIO MILENA GABANELLI
L'inchiesta di oggi ruota intorno al Bingo. Il Bingo e' una tombola organizzata secondo criteri industriali e autorizzata dalla concessione dello Stato. E allora, cosa c'è che non va in un gioco dove anche lo Stato si prende anche la sua parte? Forse nulla o forse tutto. Ognuno di voi valuterà a fine puntata dopo che la storia e' stata raccontata per intero. Procediamo per tappe, prima dell'arrivo del Bingo la tombola era un gioco spontaneo organizzato dai circoli di quartiere dove adesso ci guida il nostro Bernardo Iovene.

D: Se io voglio aprire una sala bingo in Italia posso rivolgermi a lei. Io devo mettere solo i soldi?

ALDO FASAN - industrie elettroniche innovative S.p.A.:
Certamente. Lei deve mettere i soldi, un po' di fantasia, del gusto e soprattutto la voglia di rischiare.

D: Viene spesso?

GIOCATORE BINGO 3:
Si, quasi tutte le sere.

D: Con la farfallina?

GIOCATORE BINGO 3:
Sempre con la farfallina.

D: Quanto perde?

GIOCATORE BINGO 3:
Ho già perduto abbastanza&non lo dico perché non va bene.

ADDETTA ESTRAZIONE TOMBOLA 1:
Cinquantanove, cinquantuno&

GIOCATRICE TOMBOLA 1:
Cinquina!

ADDETTA ESTRAZIONE TOMBOLA 1:
Cinquina!

AUTORE
In Emilia Romagna e Toscana c'è un vero e proprio fenomeno di aggregazione: centinaia di persone si riuniscono 3, 4 volte a settimana per giocare a tombola.


D - Signora, viene spesso qui a fare la tombola?

GIOCATRICE TOMBOLA 2:
sempre. noi veniamo il venerdì e la domenica.

D - Signora, lei viene spesso?

GIOCATRICE TOMBOLA 3:
sempre! non vedo l'ora che venga il venerdì e la domenica per venire alla tombola, qui al Benassi. mi piace moltissimo.

D - Signora, lei viene spesso qui?

GIOCATRICE TOMBOLA 4:
Sempre.

D - Lei viene spesso?

GIOCATRICE TOMBOLA 5:
Quattro volte a settimana.

D - Ma se c'è solo due volte!

GIOCATRICE TOMBOLA 5:
Ah! ma vado dagli altri posti! qua, due volte.

AUTORE
Queste tombole sono organizzate dai circoli ARCI e ACLI.

ADDETTA ESTRAZIONE TOMBOLA 2:
Dieci.

GIOCATORE TOMBOLA 6:
Decima!

ADDETTA ESTRAZIONE TOMBOLA 2:
Decima!

D - Qui a Bologna nei circoli ARCI si e' sempre fatto tombola?

MAURO MORARA: presidente circolo ARCI Benassi Bologna:
Si e' sempre fatto tombola.

D - Da quanti anni?

MAURO MORARA: presidente circolo ARCI Benassi Bologna:
Da dopo la guerra in poi, appena si e' potuto. e' stata una delle forme di autofinanziamento di queste attività.
(mostrando il circolo)& Qua stiamo arrivando nella zona biliardi, e nella zona biliardi ci sono le nostre squadre che si allenano e si preparano per giocare.
e a fianco al gioco delle bocce abbiamo lo spazio per i ragazzi.

D - Gestito sempre da voi?

MAURO MORARA: presidente circolo ARCI Benassi Bologna:
Gestito sempre da noi. di nostra proprietà. abbiamo cinque squadre che giocano&

AUTORE
Dunque attività per giovani, attività per anziani, tutto basato sul volontariato. qui siamo in un altro circolo.

D - Senta, anche lei e' volontario&

VOLONTARIO 1:
Si, volontario.

D - Viene qua a fare volontariato.

VOLONTARIO 1:
Volontariato. tutti noi facciamo volontariato.

D - Da quanto tempo?

VOLONTARIO 1:
Ah! e' da dieci anni che sono qui, come minimo.

D - Perché fa il volontario?

VOLONTARIO 1:
Perché siamo qui? E' come tutta una famiglia, qua dentro. Siamo tutti amici, abbiamo lavorato per costruire quest'affare qui, e stiamo tutti insieme e quindi noi lavoriamo tutti a volontariato.


GIOCATORE TOMBOLA 7:
Vengo qui, al Lavino&in tutti i posti dove giocano a tombola, a me piace.


D - Piace perché&

GIOCATORE TOMBOLA 7:
Piace perché alla mia età, settantanove anni, dove vado? a quarant'anni andavo a donne, adesso no.

GIOCATRICE TOMBOLA 8:
Voglio dire che la tombola mangia soldi.

D - Si? pero' lei ci viene!

GIOCATRICE TOMBOLA 8:
Si, si, perché mi piace.

GIOCATORE TOMBOLA 9:
Eh! hanno una malattia, e' una malattia.

D - Viene sempre qui?

GIOCATRICE TOMBOLA 10:
Io? sempre sono qua. Per me e' la seconda casa.

GIOCATRICE TOMBOLA 11:
Qui spendiamo quel tot che sappiamo, che ci possiamo permettere e basta, ecco. ci divertiamo.

GIOCATRICE TOMBOLA 12:
Come funziona? C'è una cartella e poi mettiamo i numeri che chiamano. C'è la cinquina, la decima e la tombola.

D - E quanto paga la cartella?

GIOCATRICE TOMBOLA 12:
Fare venti tombole e cinque tomboloni sono 12 ¬, 12¬ e mezzo&6¬ e 30..no! 6¬ e 50! Pensavo ancora alle vecchie lire, sono ancora un po' in barca con le lire e con l'euro.

ADDETTA ESTRAZIONE TOMBOLA 3:
Sessantanove!

GIOCATRICE TOMBOLA 13:
Tombola!

ADDETTA ESTRAZIONE TOMBOLA 3:
Tombola!

D - Quanto ha vinto la signora che ha fatto tombola?

VOLONTARIO 2:
La signora adesso ha vinto&dato che sono due, sono 57¬ diviso due.

D - Che sono in buoni da spendere ai supermercati&

VOLONTARIO 2:
&che sono in buoni da spendere ai supermercati. Noi diamo tutto ai supermercati, cioè, giochiamo con i buoni dei supermercati.

AUTORE
Posti come questo nel centro nord dell'Italia ce ne sono tantissimi, questa e' un'altra sala ARCI del bolognese, d'inverno qui si balla e si gioca a tombola, d'estate tutto si sposta all'aperto.

D - Senta, quante persone vengono qua?

ROBERTO ZAMBARDI - presidente circolo ARCI Paradiso:
Circa cinquecento.

D - ogni quanto?

ROBERTO ZAMBARDI- presidente circolo ARCI Paradiso:
D'estate ogni mercoledì, mentre d'inverno vengono tre volte la settimana: mercoledì, giovedì pomeriggio e domenica pomeriggio.

AUTORE
Bene, centinaia di persone felici e contente giocano per vincere una spesa al supermercato e passano 4- 5 ore in questi spazi, spendendo 6.euro e mezzo per 20 tombole. e' meraviglioso! peccato che questi posti rischiano la chiusura. , infatti l'associazione dei concessionari bingo, che rivendica il monopolio del gioco della tombola, li ha denunciati come illegali. L'esposto e' firmato dal loro presidente l'ex ministro Enzo scotti.

VINCENZO SCOTTI - presidente Ascob:
Il bingo e' già una forma di aver legalizzato qualcosa che era proibito, che si svolgeva, perché si svolgeva, o illegalmente, le tombole illegali, o si svolgeva cosi' come si svolge ancora in molti casi in una zona grigia, che non e' ne' proibito ne' permesso, e' tollerato ed e' nei circoli privati ed e' senza gettito per lo stato.

AUTORE
Questi luoghi sono degli ambienti sani,, che si mantengono a malapena nati con lo scopo di aggregare giovani e anziani con poca spesa ma adesso sono considerati illegali. La conferma arriva anche dal direttore generale dei monopoli, ormai ex direttore, che ha gestito tutta l'operazione bingo. Lo abbiamo intervistato quando era ancora in carica.

VITTORIO CUTRUPI - ex direttore generale Monopoli di Stato:
Perché bisogna garantire a imprenditori che hanno investito miliardi, e bisogna al tempo stesso garantire alle entrate erariali, da questo tipo di forme. Cioè: oggi questi non possono esercitare queste attività di gioco.

D - Per cui adesso sono, diciamo&

VITTORIO CUTRUPI - ex direttore generale Monopoli di Stato:
Adesso sono illegali.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
E' curioso no? Abbiamo la popolazione più anziana d'Europa, e il buon senso suggerisce che sarebbe bene estendere gli esempi che abbiamo appena visto, anziché bollarli come illegali, perché il pensionato spendendo solo sei euro, e vincendo buoni spesa, non produce alcun gettito per lo Stato. Il fatto e' che da un paio d'anni sulla tombola c'è il cappello dei Monopoli e si può giocare solo nelle sale autorizzate, dove gli imprenditori hanno investito un bel po' di soldi. E allora largo alle sale bingo&hanno già fatto anche un disco.

ANNUNCIATORE BINGO:
762¬! un applauso, e' il record!

GIOCATORE BINGO 4:
Questo lo dobbiamo fare noi, impegnatevi!

D - Quanto costa una cartella?

DIPENDENTE BINGO 1:
Una cartella costa 1¬ e 50.

D - Di solito quante se ne comprano?

DIPENDENTE BINGO 1:
Mah! dipende, di solito per iniziare una cartella, poi c'è anche chi compra due cartelle&poi ci sono anche i computer con un massimo di sei cartelle e oltre&poi dipende insomma dalle persone, da come vogliono giocare&

D - Ci sono clienti affezionati?

DIPENDENTE BINGO 1:
Sì, si. Ci sono clienti fissi, soprattutto durante la settimana, poi il fine settimana abbiamo una vasta clientela.

D - L'estrazione e' tutta automatica? avviene attraverso il computer?

ROBERTO GUGLIELMI - direttore sala bingo Eolo Firenze:
Avviene attraverso il computer, l'estrazione.

D - Cioè non c'è una manovra da parte dell'operatore.

ROBERTO GUGLIELMI - direttore sala bingo Eolo Firenze:
No, non c'è nessuna manovra&tramite il computer di cui il numero viene estratto, illuminato e cantato.

ANNUNCIATORE BINGO 1:
Sette!

GIOCATORI:
Bingo! bingo!

ANNUNCIATORE BINGO 1:
Chiamano bingo, verifichiamo.

D - Chi ha fatto bingo?

GIOCATORI:
Lei! lei!

AUTORE
Queste sale sono controllate dai monopoli, ma date in concessione a multinazionali e singoli imprenditori che hanno investito in media 3 miliardi di lire a sala.

D - Quante sale avete in Italia?

PRIMINO MARCOTTI - bingo Opla'
Siamo stati assegnatari di undici concessioni, sparse praticamente in tutto il nord Italia.

D - Siete presenti solo qui a Firenze oppure avete altre sale?

PASQUALE ISABELLA - vicepresidente Cinebingo S.p.A.:
No, anche in Roma con tre sale e una a Genova, che siamo pronti per aprirla.

TOMASO GRASSO - Hippo Bingo Bologna
E abbiamo vinto sia a Bologna sia a Cesena sia a Varese.

DIRETTORE BINGO ROMA
Abbiamo quattro sale, due a Roma e due a Milano.

ALBERTO GARCIA - direttore Bingo Re
Noi in questo momento abbiamo quattro bingo in Italia, ma la proiezione e' di aprirne anche di più.

D - Cioè avete intenzione di aprirne altre.

ALBERTO GARCIA - Direttore Bingo Re
Si, penso che apriremo una quarantina di bingo in tutta l'Italia.

D - Quaranta bingo?

ALBERTO GARCIA - direttore Bingo Re
Sì.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Le sale previste dai monopoli sono 800, ma fino a questo momento sono state date concessioni a 420 sale. E chi le gestisce? Imprenditori privati e multinazionali spagnole del gioco d'azzardo che hanno fiutato l'affare nel 1999 quando sotto il governo D'Alema il gioco della tombola diventa Bingo. Ma il decreto legge che lo rende operativo e che trasformerebbe in illegali tutte le tombole di quartiere nasce il 21 Novembre 2000. Ministro delle Finanze Ottaviano del Turco, Ministro del tesoro Vincenzo Visco.
Prima domanda: perché un gioco viene introdotto da un decreto legge?

VINCENZO VISCO - ex ministro delle Finanze
Quella era anche un'occasione per creare nuovo intrattenimento, per creare posti di lavoro, perché li' dentro poi ci sono bar, si possono fare consumazioni, insomma, queste cose qui.

OTTAVIANO DEL TURCO - Senatore:
Quando arrivo' in ministero c'era una gran frenesia attorno a questa storia dell'introduzione del bingo in Italia. La ragione stava nel fatto che nei quattro anni precedenti i giochi avevano dato un contributo importante alle finanze dello stato e all'ordine dei nostri conti. Un pezzo del nostro ingresso nella moneta unica europea ce lo siamo pagati diciamo con le entrate del lotto.

D - Ma qui e' solo una questione di soldi. Non c'era alla base un'idea di nuovo intrattenimento?

OTTAVIANO DEL TURCO - senatore:
Si, naturalmente, quando si ha una buona idea per fare soldi si cerca sempre di rivestirla di grandi contenuti di altro tipo.

D - Eh! qua ha firmato lei i decreti&

OTTAVIANO DEL TURCO - senatore:
Sì, sì. Ma io non sto dicendo che&non li ho firmati con l'idea di dire: "adesso io cambio il costume del nostro paese, miglioro la condizione sociale". No, adesso si mettono un po' a posto i conti dello Stato, un po' meglio, ecco, tutto qui.

AUTORE
Il ministro che ha firmato i decreti che permettono il gioco del bingo in Italia dice che e' stato introdotto per fare cassa e basta.
Fare cassa sui pensionati?

GIOCATRICE BINGO 2:
Si passa un po' il tempo&a stare in casa senno'&pero' si perde tanto, mamma mia! Noi quando s'è fatto 15¬ si smamma.

D - Fissate un limite, praticamente.

GIOCATRICE BINGO 2:
Sì, senno' si sballa. Si sballa la pensione&ad ogni modo&

AUTORE
Ma a chi e' venuta questa bella idea di portarci il bingo in casa? alla lottomatica, che e' la società che gestisce il gioco del lotto, alla circa, vale a dire una multinazionale del gioco d'azzardo e al signor Consoli.

D - A chi l'avete proposto?

LUCIANO CONSOLI - vicepresidente formula bingo:
Dunque, all'allora ministro delle finanze che era Vincenzo Visco, e all'allora direttore dei monopoli che era l'attuale direttore Vittorio Cutrupi.

AUTORE
E' successo che degli operatori privati propongono al governo D' Alema questa idea. E D' Alema vede la possibilità di fare entrare dei soldi nelle casse dello Stato. Intanto il signor Consoli, da esperto, pensa di formare, insieme all'ex ministro Scotti, una società di consulenza per le sale bingo.

D - Per cui era lei che veniva& da dove, insomma, che mestiere faceva, lei?

LUCIANO CONSOLI - vicepresidente formula bingo:
Lei mi sta chiedendo il "D' Alema boys" e tutte queste cose qua? Questo vuole ottenere? Sì, io quando ero ragazzo ero iscritto al partito comunista, della gioventù comunista del PCI&avevo conosciuto D' Alema&se poi lei mi chiede: "ma l'ha aiutata massimo D' Alema?" assolutamente no. Credo che lui abbia saputo dai giornali che io mi occupavo di queste cose.

AUTORE
Questa società ha offerto consulenza agli imprenditori e alle società che volevano aprire una sala bingo, consulenza pagata in media 50 milioni a sala, e ha ottenuto 214 concessioni su 420.

AUTORE
Qualcuno non ci ha visto chiaro.

D - Lei mi diceva che ha avuto difficoltà ad inserirsi nel mondo del bingo.

ALDO FASAN - industrie elettroniche innovative S.p.A.:
Beh! molte difficoltà'. Se non sei legato a un certo tipo di corrente di pensiero la concessione non la ottieni.

D - Ci deve parlare più chiaro, pero'.

ALDO FASAN - industrie elettroniche innovative S.p.A.:
Beh! coloro che erano legati a formula bingo, che conoscevano le regole e i criteri di valutazione hanno avuto più facilita' di ottenere la licenza, la concessione, di coloro che non erano legati a formula bingo.

D - Perché le regole non sono uguali per tutti?

ALDO FASAN - industrie elettroniche innovative S.p.A.:
Ma le regole non erano conosciute a tutti. C'erano dei punteggi elevati per coloro che presentavano un progetto che conteneva una sala medica oppure una sala di intrattenimento per i bambini.

AUTORE
Quindi se si inseriva nel progetto un posto di pronto soccorso e una sala per bambini si otteneva un punteggio più alto.
E in effetti sul bando non c'era specificato il punteggio per ognuno dei servizi. per cui bisognava azzeccare quei servizi con più punteggio.

D - Questa e' la sala pronto soccorso?

VINCENZO LA VENTURA - sala bingo Parma:
Sì.

D - E servirà a qualcosa questa sala?

VINCENZO LA VENTURA - sala bingo Parma:
mah&

D - Praticamente e' un deposito?

VINCENZO LA VENTURA - sala bingo Parma:
E' un deposito, e' un ripostiglio.

AUTORE
E infatti tutte la sale che hanno una sala per i bimbi e un posto di pronto soccorso, che nessuno utilizza, hanno vinto la concessione.

D - Queste sono tutte cose che vi hanno fatto prendere punteggio?

PRIMINO MARCOTTI - bingo Opla':
Certamente questo ha avuto la sua importanza nell'assegnazione dei punteggi.

VITTORIO CUTRUPI - ex direttore generale Monopoli di Stato:
E' ovvio che del gioco del bingo, proposto al ministero delle Finanze, se ne parlava da anni. Quindi c'era qualcuno più attento che ha seguito questo business&come quando c'è un'innovazione c'è sempre uno pronto a mettere sul mercato le cose.

AUTORE
In sostanza la società presieduta dall'ex ministro Scotti, che si chiama Formula Bingo, e' stata più attenta a seguire il "business" del bingo. Ma andiamo avanti : per partecipare alla gara bisognava prima affittare una sala di minimo 600 metri quadri, e poi una volta ottenuta la concessione, finire i lavori in 5 mesi e chi non ce l'ha fatta ha dovuto pagare allo stato una penale di 1000euro e cioè 2 milioni di lire al giorno!

TOMASO GRASSO - Hippo Bingo Bologna:
Su 420 sale nei 5 mesi hanno aperto 4 sale.

D - Quanto ha pagato di penale lei?

TOMASO GRASSO - Hippo bingo bologna:
Noi abbiamo pagato 85000¬ ogni sala.


D - Ogni sala? che significano&?

TOMASO GRASSO - Hippo Bingo Bologna:
160/170 milioni di lire per ogni sala quindi sono 330/340 milioni, non e' poco.

VITTORIO CUTRUPI - ex direttore generale dei Monopoli di Stato:
No, le multe no. Le multe sono quelle conseguenti ai tre mesi di proroga, e che non e' un concetto di multa: e' un ristoro dell' erario.

D - Lei si e' fatto un'idea? perché c'era questa scadenza dei 5 mesi?

TOMASO GRASSO - Hippo Bingo Bologna:
Mah, guardi, probabilmente loro hanno&a parte che avevano già messo nel bilancio di previsione le entrate del bingo per il 2001, quindi bisognava che si dimostrasse che bisognava far presto.

AUTORE
E' proprio cosi': lo Stato aveva previsto di incassare, e doveva incassare.

VITTORIO CUTRUPI - ex direttore generale dei Monopoli di Stato:
E questa sorta di corrispettivo che noi abbiamo inserito per i 3 mesi di proroga era proprio perché lo stato ha programmato delle entrate erariali, e quindi qualsiasi ritardo si traduce da parte dell'erario in una diminuzione delle entrate.

AUTORE
In tutta questa frenesia, come l'ha chiamata il senatore Del Turco, vince chi e' più preparato e ha vinto chi si e' alleato con società spagnole che conoscono il bingo da venti anni. Nello specifico con la Codere.

LUCIANO CONSOLI - vicepresidente Formula Bingo:
E' una multinazionale, che e' presente nel mondo dei casino', delle scommesse, delle slot machines, del bingo, e via dicendo&e che sono nostri azionisti e che sono anche presenti con proprie sale.

AUTORE
Dunque multinazionali presenti nel mondo dei casino' scommesse e slot machine, e cioè del gioco d'azzardo mondiale, gestiscono molte sale di bingo in Italia, oltre agli spagnoli poi ci sono anche gli argentini come l'oriundo signor San Gregorio, che e' stato consultato anche dai Monopoli dello Stato.

AUTORE
Per organizzare un gioco come la tombola c'è bisogno di tutte queste consulenze straniere?

VITTORIO CASALE - consigliere delegato Codere Italia S.p.A.:
Se fosse il gioco della tombola. Diciamo che c'è bisogno di impostare una formazione, alla direzione d'azienda. Noi stiamo creando, solamente nel nostro gruppo, un centinaio di dirigenti di sala che sono formati secondo una cultura che e' una cultura industriale, una cultura di controllo dei sistemi e delle procedure di gestione del personale e al tempo stesso del cliente. Questa e' una sala che, come tante altre, fa 2000 presenze al giorno, voglio dire, noi abbiamo 14000 presenze alla settimana.

AUTORE
Le 14000 presenze alla settimana le fa il Bingo Re, a Roma.
E' un'industria, perché ogni sala ha come minimo, 30 dipendenti, che vanno formati, affinché il cliente resti sempre seduto a giocare e mangiare, si deve divertire e deve tornare. questa esperienza nel mondo ce l'ha chi gestisce i casino' oppure i professori della Bocconi.

D - Senta, lei mi diceva che forma anche il personale?

ALDO FASAN - industrie Elettroniche Innovative S.p.A.:
Certamente.

D - Cioè voi fate dei corsi alla Bocconi?

ALDO FASAN - industrie Elettroniche Innovative S.p.A.:
No, con dei partner che sono insegnanti dell'università' Bocconi.

AUTORE
Queste sale, siccome sono gestite come un'industria, devono attirare sempre più clienti e vendere il maggior numero possibile di cartelle.

VITTORIO CASALE - consigliere delegato Codere S.p.A.:
Una partita normalmente dura un minuto e mezzo, due minuti dopodiché c'è un intervallo di tre minuti, quattro minuti, necessario per raccogliere le cartelle. Lei provi a pensare una sala da 700/800 posti, si muovono in contemporanea 50/60 venditori, contemporaneamente viene effettuata la somministrazione di cibi, bevande, ristorazione& e devono raccogliere la domanda e il giro successivo fare arrivare il piatto al tavolo. Questa e' un'attività che prevede una sincronia di tempi che può essere fatta solamente in forma industriale.

D - Cioè sono professori della Bocconi che insieme a lei formano il personale?

ALDO FASAN - industrie Elettroniche Innovative S.p.A.:
Che hanno preparato i programmi per poter formare il personale.


VITTORIO CASALE - consigliere delegato Codere S.p.A.:
Una partita normalmente dura un minuto e mezzo, due minuti dopodiché c'è un intervallo di tre minuti, quattro minuti, necessario per raccogliere le cartelle. Lei provi a pensare una sala da 700/800 posti, si muovono in contemporanea 50/60 venditori, contemporaneamente viene effettuata la somministrazione di cibi, bevande, ristorazione& e devono raccogliere la domanda e il giro successivo fare arrivare il piatto al tavolo. Questa e' un'attività che prevede una sincronia di tempi che può essere fatta solamente in forma industriale.

VITTORIA GASPARINI - caposala Hippo bingo Bologna:
Nel giro di un minuto, un minuto e mezzo bisogna fare la vendita delle cartelle ai tavoli.

D - Dura tre minuti il gioco?

VITTORIA GASPARINI - caposala Hippo bingo Bologna:
Sì, sì. Tre o quattro minuti. Riusciamo a fare tranquillamente le 10, 11 partite all'ora quindi in 5 minuti si fa tutto quanto.

AUTORE
Calcolando che una cartella costa un euro e 50, se supponiamo che uno ne compri 4 per volta, in un'ora se ne vanno quasi 120.ooo e l'ora e' cosi' ripartita.
Leggere veloce. Il gioco inizia e finisce in 2 minuti, poi, negli altri 3 minuti, senza alzarsi dal proprio posto, si possono comprare le cartelle della giocata successiva, sempre stando seduti si può ordinare cibo e bevande, consumarle e poi ricominciare daccapo. Il cliente non ha tempi morti, e resta al tavolo a giocare. Si chiama ottimizzazione.

ANNUNCIATRICE BINGO:
13, 56.

GIOCATORE BINGO 4:
Sant' Antonio&.'a disgrazia&

AUTORE
Guardate con quale velocità bisogna contrassegnare i numeri, si rischia di fare bingo senza accorgersene.

ANNUNCIATRICE BINGO 2:
1, 50, 71&

GIOCATORE BINGO 4:
'o ristorante esce sempre&'u imbriago esce sempre.

AUTORE
Padre Rastrelli, detto anche padre antiusura, sul bingo ha le idee chiare

D - Che c'entra l'usura con il bingo?

PADRE MASSIMO RASTRELLI:
Il bingo e' un cosiddetto gioco che e' stato organizzato come una trappola per espropriare gente credula del reddito familiare. Ho mandato delle famiglie, quattro famiglie, a giocare. Ognuna aveva un budget di 20000£. Dopo 20 minuti avevano esaurito tutti i loro soldi.

PRIMINO MARCOTTI - bingo Opla':
In effetti non sono pure fantasie quelle del discorso della possibilità di socializzare all'interno delle sale bingo. Come vede lei, ad un tavolo ci possono stare intorno otto persone e lei può essere seduto vicino ad un suo amico ma anche ad una persona sconosciuta con la quale viene naturale instaurare un discorso sui numeri che non sono usciti piuttosto che sugli avvenimenti che stanno accadendo nel mondo.

AUTORE
Non c'è dubbio, viene proprio naturale un discorso sui numeri o sugli avvenimenti del mondo?

ANNUNCIATRICE BINGO:
46, 12, 23, 62, 7, 63,66&

D - Come sta andando, signora?

GIOCATRICE BINGO 1:
Non si può mica&

D - Siete in attivo o in passivo?

GIOCATRICE BINGO 2:
In passivo.

D - erto che non ci si può distrarre!

GIOCATRICE BINGO 1:
Eh no! già ci vedo poco, anche&e' troppo veloce.

MAURIZIO FIASCO - sociologo:
Se lei va in queste sale nota che nel momento in cui c'è l'estrazione dei numeri c'è un silenzio tombale, non vola una mosca. Tutte le persone sono concentrate sulla cartella, la girata dura non più di tre minuti.

GIOCATORE BINGO 5:
Ora bisogna far girare il giochino senno' mi disturba, lei.

D - non riesce a parlare con me e a giocare?

GIOCATORE BINGO 5:
Non c'è verso, non gli si sta dietro. sentito? senti come va!

ANNUNCIATRICE BINGO 2:
25, 47, 16&

GIOCATORE BINGO 4:
Natale&'u morto&

D - Fino a quanto perde, poi dice adesso vado via?

GIOCATRICE BINGO 6:
20¬ bastano&20, 25 al massimo.

GIOCATRICE BINGO 7:
Beh!, e' come andare al casino' in poche parole. Al casino' e' la stessa cosa, ci sono stata al casino', parecchie volte, se non vinci, vai giù!

D - Lei quanto gioca quando viene qua?

GIOCATRICE BINGO 7:
Eh, non glielo posso dire, perché se lo sentono i miei figli sono guai!

GIOCATRICE BINGO 8:
I nostri figli ci menano!

GIOCATORE BINGO 9:
E' giusto per passare il tempo, insomma.

D - Quanto le costa questo tempo che passa qui?

GIOCATORE BINGO 9:
Un bel po' di soldi.

D - Pero' si diverte?

GIOCATORE BINGO 9:
Mica tanto, perché ogni tanto bisognerebbe anche vincere, pero' e' un gioco d'azzardo, legalizzato dallo Stato, quello che fa lo Stato e' ben fatto per tutti&nessuno si lamenta&poi non vogliono aprire i casino'&non vedo il perché.

GIOCATORE BINGO 10:
Un sacco di soldi, consumiamo, tantissimi.

D - Non vinci mai?

GIOCATORE BINGO 10:
Ieri sera.

D - ogni tanto vinci?

GIOCATORE BINGO 10:
Si, ogni tanto.

D - il bilancio e' attivo o passivo?

GIOCATORE BINGO 10:
Passivo proprio al massimo.

AUTORE
Anche Paolo Brosio ha un bingo a Lucca, e la sua foto compare bella grande fuori della sala, insieme al socio, il calciatore dell' Inter ventola, e la sua mamma.

PAOLO BROSIO:
Ho creduto di effettuare un investimento in un settore in cui lo stato mi offriva la possibilità. ho aperto un'attività di intrattenimento sul mare, con una discoteca e una spiaggia, quindi servizi al turismo balneare estivo e un'attività di gioco, quindi di intrattenimento, con la sala bingo nella città di Lucca che e' il capoluogo della Versilia.

AUTORE
Ci ha creduto anche l'ex ministro Scotti.

D - Ma cosa c'entra col bingo, lei?

VINCENZO SCOTTI - presidente Ascob:
I miei interessi sono interessi in questa fase preminentemente culturali legati all'università e alla ricerca economica. Mi interessava capire queste cose, sono un dilettante di queste cose e mi diverte vederle funzionare. Mi ha aiutato molto a capire tante cose che forse non avrei capito della vita se non accostandomi a una realtà del tutto lontana e ignota rispetto alla mia formazione.


IN STUDIO MILENA GABANELLI
Il Bingo ha aiutato l'ex Ministro del Lavoro, dei Beni Culturali, dell'interno e degli esteri a capire tante cose della vita che forse non avrebbe capito se non accostandosi ad una realtà lontana dalla sua formazione. Detto terra terra: si e' messo in affari, e oggi e' presidente di Formula Bingo, che guadagna l'1.50% su ogni cartella venduta dalla sue 214 consociate .
Ma queste sale Bingo , che Per legge devono essere aperte tutta la settimana e non hanno obblighi di chiusura notturna, con dei costi di gestione altissimi, guadagnano?

D - Per cui io cliente arrivo qua, compro una cartella e&

ROBERTO GUGLIELMI - direttore sala bingo Eolo Firenze:
Deve pagare un euro e cinquanta.

D - Di questo euro e cinquanta, ci può ripartire il guadagno?

ROBERTO GUGLIELMI - direttore sala bingo Eolo Firenze:
Sì, come no: 23 e 80 per lo Stato, 18,2 per l'impresa che fa questo lavoro

D - Cioè per voi&

ROBERTO GUGLIELMI - direttore sala bingo Eolo Firenze:
Sì, e 58 per cento va al cliente in premio bingo, e otto per cento va alla cinquina.

AUTORE
Quindi il privato guadagna 550 lire lorde ogni cartella e lo Stato, invece, circa 700 lire, che pero' incassa prima cioè quando si vanno a comprare le cartelle al Monopolio.

ANNUNCIATRICE BINGO 3:
87, 6

GIOCATORI:
bingo, bingo!

D - Chi e' che ha fatto bingo?

GIOCATORE BINGO 11:
Io.

D - Un milione e mezzo!

VENDITORE CARTELLE:
Perché chi fa bingo con la partita doppia si merita anche il prosecco doc offerto dalla direzione.

AUTORE
Queste sale per funzionare devono stare nei quartieri più popolati dei centri abitati. A Roma nel quartiere più popolato , San Giovanni, ci sono cinque sale.

D - Qui siamo proprio in un quartiere popolare di Roma cioè', siamo circondati da case, cioè e' proprio la logica del bingo


ALBERTO GARCIA - direttore Bingo Re:
Sì, un quartiere popolare, la logica del bingo e' quella di stare nel centro della città, quanto più e' centro tanto e' meglio per la posizione.

D - Ha bisogno proprio che la gente scenda di casa e trovi il bingo?

ALBERTO GARCIA - direttore bingo Re:
Giusto, questo deve diventare un gioco familiare, un gioco nel quale la gente arriva fa la cena anche qua dopo va a casa&senza prendere la macchina anche se noi abbiamo un parcheggio per la gente che viene da fuori.

D - Pero' insomma la logica e' quella di tenerlo sotto casa?

ALBERTO GARCIA - direttore bingo Re:
Sì, sotto casa e' meglio.

AUTORE
Infatti Bingo Re ha preso il posto di un supermercato proprio in mezzo a questi palazzi. E' il posto naturale, infatti questa e' la sala più frequentata e più grande d'Italia messa in mezzo a quattordici palazzi dove vivono migliaia di persone.

D - senta, lei abita qui?

ABITANTE1:
Eh sì, la sfortuna vuole che io abito qui, proprio qui al terzo piano di questo palazzo, e ho sei finestre e un balcone illuminati sempre a giorno da questa grande insegna che non riusciamo a capire perché deve stare tanta luce. ma questo non sarebbe niente, purtroppo dal 7 febbraio che qui e' arrivato bingo, per noi e' finita l'esistenza&cioè non si riesce più a riposare la notte, perché fino alle quattro alle cinque del mattino per noi e' sempre giorno&un via vai continuo di schiamazzi, macchine, cioè, chi esce contento, chi esce dispiaciuto&

RENATO MAURI - comitato tutela Re di Roma:
Questo era un quartiere di Roma silenzioso&da quando e' nato questo bingo non e' più silenzioso.

AUTORE
Allora uno cosa fa, va a protestare in comune e chiede "ma perché avete dato queste licenze?"

GIANCARLO D'ALESSANDRO - assessore ai Lavori Pubblici Roma:
Beh, non dipende dal comune, i bingo non sono licenze comunali, ricordo che sono concessioni del ministero delle finanze. e quindi i comuni non sono stati proprio interpellati.

D - Per un'attività dove arrivano 2/3 mila persone&non devo chiedere l'autorizzazione al comune?

GIANCARLO D'ALESSANDRO - assessore ai Lavori Pubblici Roma:
Esatto. cosi' e' congegnata la legge. questo vale per le attività che hanno bisogno di una concessione ministeriale.

ELIO ROSATI - cittadinanza attiva:
domani mattina il ministro delle finanze si alza e dice "io piazzo una sala bingo in questa piazza, in questa via", lo può fare e i cittadini non sono ne' tenuti ad essere sentiti ne' ascoltati e non hanno nessuna possibilità di opporsi a questa decisione. come praticamente e' successo qui.

D - Che giro d'affari c'è qui?

VITTORIO CASALE - consigliere delegato Codere Italia S.p.A.:
Questa e' una sala dove in questo momento girano 3 milioni di euro al mese più la ristorazione che e' intorno ad altri 12 /130 mila euro.

AUTORE
In questa sala ogni mese la gente spende sei miliardi di lire per il gioco e solo 250 milioni per il ristorante. da quali tasche arrivano questi soldi?


D - Senta, ma che gente viene qui?

VITTORIO CASALE - consigliere delegato Codere Italia S.p.A.:
Non abbiamo mai pensato che il bingo fosse un intrattenimento per famiglie, e' un luogo nel quale ci si può incontrare tra persone adulte, tant'è che per noi la famiglia significa avere figli, ma io mio figlio non lo farei mai entrare in una sala bingo. Sicuramente vieteremo l'entrata ai minori di 18 anni, l'ho già detto, e porremo un severo controllo degli accessi.

AUTRICE
Oggi il gioco ai bambini, e' vietato, ma possono entrare e una volta dentro vogliono giocare.

D - E' un bimbo? cosa fai ti diverti?

BAMBINO BINGO:
Sì, non ho vinto niente pero' c'è la soddisfazione di giocare.

D - E lei paga, immagino&


MADRE BAMBINO:
Immagino di sì.

MAURIZIO FIASCO - sociologo:
E questo e' un antico divieto che in questo caso e' stato cancellato, e il ragazzo, il bambino, il minorenne viene indotto a considerare il gioco come un tratto normale della sua quotidianità, del suo ménage quotidiano con i genitori, con i nonni. Le conseguenze si vedranno immagino nel tempo.

D - Ti diverti?

BAMBINA BINGO:
Sì.

D - E' la prima volta che venite?

PADRE BAMBINA:
No, e' la seconda, è divertente, se si vince ancora meglio, senno' altrimenti&

D - Quanto perde più o meno?

PADRE BAMBINA:
Sui venti trenta euro&per fare divertire loro, soprattutto&

PADRE MASSIMO RASTRELLI:
Qui non si può fare soltanto il calcolo di quanti soldi lo Stato prende, tanto più che questo e' un investimento per lo stato fallimentare, come fallimentare e' il tabacco, perché noi abbiamo saputo e i responsabili della politica lo sanno, che dal tabacco, dal monopolio, incassano 23mila miliardi all'anno, ma ne spendono 27mila per curare i malati da tabacco, non solo, ma poi muoiono 90 mila cittadini all'anno.

AUTORE
Le multinazionali del gioco d'azzardo hanno le idee chiare e non fanno investimenti sprovveduti. Un gruppo di imprenditori locali, invece, ha pensato di fare un affare aprendo una sala San Giovanni Rotondo, il paese di san Padre Pio.

D - E' la prima volta che venite qua?

FEDELE PADRE PIO 1:
No, e' la seconda volta.

D - Avete visto che c'è anche un bingo, qui a San Giovanni Rotondo?


FEDELE PADRE PIO 1:
Il bingo che è, è dove si gioca, no? Non mi sembra proprio il luogo dove mettere un bingo.

D - Non ci andresti mai?

FEDELE PADRE PIO 1:
No.

D - Quanti posti ci sono qui?

MARCO FIANO - direttore bingo San Giovanni Rotondo:
300 posti a sedere. Il minimo sono 300 posti a sedere.

D - E più o meno quanta gente viene a giocare qui?

MARCO FIANO - direttore bingo San Giovanni Rotondo:
Oggi? nessuno. Dieci persone entrano, vedono che e' vuoto e vanno via.

D - Questo e' un gioco per famiglie e voi avete pensato di metterlo qua perché qui vengono tantissime famiglie comunque?

MARCO FIANO - direttore bingo San Giovanni Rotondo:
certo, e non solo famiglie, ci sono anche i giocatori, una cosa pacifica.

D - Vengono le famiglie e voi speravate che chi viene per padre pio si ferma pure a giocare qua?

MARCO FIANO - direttore bingo San Giovanni Rotondo:
Eh, perché no?

D - Questo non e' avvenuto?

MARCO FIANO - direttore bingo San Giovanni Rotondo:
No. Non e' avvenuto.

D -Siete venuti per Padre Pio?

FEDELE PADRE PIO 3:
Sì, e' la seconda volta.

D - Hai visto che c'è anche un bingo qua?


FEDELE PADRE PIO 3
:
No.

D - Ma ci andresti?

FEDELE PADRE PIO 3:
No, sicuramente no, son venuto per Padre Pio, quindi il bingo non mi serve.

D - Che cosa pensate di fare?

MARCO FIANO - direttore bingo San Giovanni Rotondo:
Per il momento si chiude, vedremo i risvolti dei Monopoli di Stato, se ci propongono qualcosa di efficiente può darsi che si riapre, senno' no.

D - A che cosa l'attribuite questa cosa?

MARCO FIANO - direttore bingo San Giovanni Rotondo:
Noi l'attribuiamo a degli standard datici dallo stato di guadagni e di vendite di cartelle e cose che non sono avvenute ne' da noi ne' da altre parti. Per cui siamo stati sedotti e siamo abbandonati, anche.

AUTORE
E' finita male e le cause vengono attribuite allo Stato che non pubblicizza il gioco del bingo.

MICHELE MARCUZZI - direttore ristorazione bingo San Giovanni Rotondo: Noi chiediamo allo Stato che ci dia una mano, che supporti il gioco del bingo.

AUTORE
Che lo stato pubblicizzi il gioco del bingo! E' il grido che arriva da tutti i concessionari.
Qui siamo a Verona, e questi signori sono i proprietari di decine di sale bingo sono tutti soci di formula bingo, tutti contestano la percentuale che devono pagare alla società di consulenza di Scotti.

D - ho saputo che formula bingo prende una percentuale dell'1 e mezzo % su tutta la durata della concessione.

VINCENZO SCOTTI - presidente Ascob:
Formula bingo offre servizi ai propri associati. che cosa significa? che io sono una società di servizi, io ti offro determinati servizi, i nostri soci hanno determinati vantaggi e quindi pagano questi costi attraverso questa percentuale.

D - lei che servizi riceve per questo 1 e mezzo per cento?

VINCENZO LA VENTURA - sala bingo Parma:
Quasi niente. In base al contratto dovremmo pagare per dei servizi che loro dovrebbero erogarci, pero'&

AUTORE
Sono tutti d'accordo: dalla Sicilia, da Napoli, da Imperia, da Udine, dicono di pagare per servizi che non ricevono.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Insomma, queste sale, dopo un boom iniziale, stanno cominciando a perdere e allora gli imprenditori si organizzano: le 214 sale che aderiscono a formula bingo non vogliono più pagare le consulenze alla società dell'ex Ministro Scotti, ma poi devono vedere di rientrare dei loro soldi investiti, e allora cosa pensano di fare? Attirare più gente, ma in che modo si può convivere tutto il mondo a giocare?
Abbiamo visto che queste sale Bingo perdono soldi, la gente non va cosi' tanto a giocare, allora gli imprenditori che hanno investito chiedono ai Monopoli di modificare il regolamento, magari introducendo un jackpot per attirare più gente e di allargare alle famiglie. Forse quelle dove si giocano ancora le classiche tombole, definite, dall'esposto firmato da Enzo Scotti , abusive perché non controllate dal monopolio e non gestite con lo scopo di accumulare soldi. E infatti sull'esposto si legge: questi circoli sono vere e proprie sale gioco, operanti sotto forma di associazioni culturali o ricreative.
Che sono posti ricreativi non c'è alcun dubbio.

AUTORE
L'esposto e' firmato proprio dal presidente dell' Ascob, Enzo Scotti, si legge che questi circoli sono vere e proprie sale da gioco operanti sotto forma di associazioni culturali e ricreative.
Non c'è dubbio che e' un posto ricreativo.

D - Voi venite spesso qui?

GIOCATORE TOMBOLA 14:
Sempre.

GIOCATRICE TOMBOLA 15:
Tutte le settimane. sempre. e' troppo bello, poi sono anche fortunata.

D - E' sempre pieno, qui?

GIOCATRICE TOMBOLA 16:
Sempre anche di più. Perché ci trattano bene.

D - Quanto tempo resta qui?

GIOCATRICE TOMBOLA 17:
Quattro ore sicure.

GIOCATRICE TOMBOLA 18:
Certo che mi diverto! perché lei e' un bel ragazzo e mi diverto.

GIOCATRICE TOMBOLA 19:
Io sempre vengo qua, vengo il venerdì e la domenica tutte le volte. E' bellissima.

AUTORE
Nell'esposto dell' Ascob viene riferito che le vincite sono in denaro, 1600euro, invece non e' vero, perché si vince la spesa al supermercato.

ROBERTO ZAMBARDI - presidente circolo ARCI Paradiso:
Vengono premiate le cartelle vincenti, ma esclusivamente con buoni spesa, cioè noi non diamo in denaro, mai dato da vent'anni a questa parte.

D - Non c'è una tombola di 1600¬?

ROBERTO ZAMBARDI - presidente circolo ARCI Paradiso:
Mai fatta. Massimo la tombola sono 126¬. Alla gente qua che vince io gli do' questi in cambio e vanno a fare spesa alla coop. Portano a casa solo della merce.

VOLONTARIA 3:
Tutto quello che viene fatto qua serve anche per i soci, soprattutto per i soci.

AUTORE
Nell'esposto dell' Ascob c'è scritto che si tratta di attività assai lucrative. Ma qui sono tutti volontari, e il ricavato viene riutilizzato per attività sociali,

D - Lei lo sa dove vanno i soldi che incassano da queste tombole?

GIOCATORE TOMBOLA 7:
Devono costruire qualcosa&fanno delle cose utili a noi&al comune&aiutano, ecco.

RINO MONTRONI - volontario:
Ho iniziato 26 anni fa con una casa diroccata, la abbiamo ristrutturata d'accordo con il comune, tutto a spese nostre, con il volontariato, col tempo siamo cresciuti. i proventi delle tombole e del ballo sono qui, a dimostrazione di quello che c'è.

AUTORE
Quello che forse non e' chiaro a tutti e' come mai tanta gente va dove non si vincono soldi.

D - Se non ci sono premi grossi, come mai la gente e' attirata a venire qui?

GIOVANNI DE ROSE - presidente ARCI Bologna:
Perché qui non vengono per giocare a tombola, vengono per stare insieme e giocano a tombola. Se lei venisse quando ballano troverebbe altrettante persone perché vengono qui per ballare, o quando ci sono le rappresentazioni teatrali per anziani, o la ginnastica per anziani che c'è al mattino, o il gioco delle carte o le partite. Vengono qui perché qui costa meno, perché un pensionato, come vede c'è un'età media molto alta, può permettersi di venire qui, passare molta parte del suo tempo qui da noi ed evitare di stare a casa a deprimersi davanti alla tv. Questi sono posti per persone che hanno molto tempo da perdere e pochi soldi da spendere.

AUTORE
Queste sale, secondo l'esposto, ledono gli interessi finanziari dello Stato: infatti il gioco e' riservato al ministero dell'economia.
Inoltre queste sale ledono seriamente gli interessi dei concessionari bingo: i soli legittimati al gioco della tombola. E parte lesa si sente Paolo Brosio che per la sua bella sala di Lucca lamenta una concorrenza scorretta.

PAOLO BROSIO:
Vogliamo sapere se lo Stato ci garantisce a noi il Monopolio del gioco della tombola o no. Altrimenti noi si chiude.

D - Gli affari non vanno bene?

PAOLO BROSIO:
Gli affari non vanno bene perché purtroppo si e' creata una situazione difficile e credo che lo stato debba intervenire.

AUTORE
E, non ultimo, recita l'esposto, determinano una situazione di pericolo per i cittadini.

D - Se questo posto chiudesse all'improvviso?

GIOCATRICE TOMBOLA 20:
Ne andiamo ad aprire un altro uguale.

GIOCATRICE TOMBOLA 21:
Andiamo in un altro.

D - Signora, si diverte qui?

GIOCATRICE TOMBOLA 22:
Molto.

D - Nel caso questo posto chiudesse, lei cosa farebbe?

GIOCATRICE TOMBOLA 22:
Oh, mi ammazzerei.

GIOCATORE TOMBOLA (O 14 O 23):
Se si chiude questo posto la gente sta a casa, e basta. Dove va? Invece questo e' un fatto creativo, fa vivere la gente.

D - Signora, quanti anni ha lei?

GIOCATRICE TOMBOLA 24:
Io ne ho 78. Vengo sempre, non manco mai. Se a mio marito gli chiudon le tombole possiamo andare sotto terra e siamo a posto. Se non ci fosse questa come faremmo noi&se non ci fossero le tombole mio marito mi diventa ancora più cattivo&perché lui non sta a casa la sera.

AUTORE
Queste sale sono pericolose? O sarebbe pericoloso chiuderle?
E ricordiamoci che questi posti sono una manna per gli anziani, anche se poi gli anziani sono sempre gli altri.

RINO MONTRONI - volontario:
Questa gente se si chiude in casa costa di più anche alla sanità, costa di più agli enti pubblici perché' hanno bisogno di più assistenza, qui invece vivono, si rigenerano stanno assieme e riescono a restare secondo me anche in salute.

GIOCATORE TOMBOLA 25:
Dove vanno se non c'è la tombola, questi anziani?

AUTORE
Già dove vanno? Forse si pensa che queste migliaia di persone che da sempre giocano a tombola in toscana e Emilia Romagna si riverseranno nelle sale bingo?

D - Senta, ma lei conosce il bingo?

GIOCATRICE TOMBOLA 26:
No, il bingo non mi piace. Non ci vado, io dai bingo. Preferisco le tombole.

D - Andrebbe in un bingo, lei?

GIOCATRICE TOMBOLA 26:
No, non ho i soldi.

GIOCATRICE TOMBOLA 27:
Con dodicimila lire, qui giochi tutta la sera, invece al bingo costa tremila lire la cartellina, pagando tremila lire la cartellina&in una sera&cosa giochi mezz'ora? un'ora?

GIOCATRICE TOMBOLA 26:
Noi si va via a mezzanotte perciò sono quelle tre ore e mezza, come minimo.

D - Le piace il bingo?

GIOCATRICE TOMBOLA 8:
No, perché e' un mangiasoldi.

GIOCATRICE TOMBOLA 28:
E' più d'azzardo&e' una cosa che non potrei permettermi

AUTORE
E il ministro delle finanze che aveva decretato anche la chiusura di questi posti cosa ne pensa oggi?

OTTAVIANO DEL TURCO - senatore:
Per i decreti che ho firmato ce l'ho io la responsabilità. Non ho firmato nessun decreto che imponeva la chiusura di queste sale. Se l'avessi fatto non avrei nessuna difficoltà a dire :"ho sbagliato", avrei ragione di rammaricarmi per una cosa del genere.

AUTORE
Ma i decreti della concessione e la direttiva di affidamento a controllore centralizzato del gioco del bingo ai Monopoli di Stato, sono firmati proprio dal ministro Del Turco, e allora siamo tornati dal senatore.

D - Qui ci sono dei funzionari che scrivono un decreto poi il ministro legge e firma.

OTTAVIANO DEL TURCO - senatore:
Lei vuole sapere se il ministro era in condizioni di intendere e volere? Sì. Dichiaro di essere stato in condizioni di intendere e volere quando ho firmato il manifesto, lo capisco dalla sua domanda, perché lei ha questo molto simpatico di porre le domande, ma e' questo quello a cui vuole arrivare. Leggo i testi che mi presentano e poi li firmo.

D - Vogliono chiudere i circoli dove si gioca a tombola&

PADRE MASSIMO RASTRELLI:
No. Quelli sono giochi liberi, lo Stato non può pretendere di controllare il semplice gioco innocente. Ognuno deve essere libero di organizzare un gioco. Può organizzare il suo gioco, ma non come monopolio che poi impedisca, qui ci sono le case del popolo dove si gioca, ARCI dove si gioca.

AUTORE
La tombola e' parte delle tradizioni italiane. Nel centro nord si gioca nei circoli ARCI e ACLI, al sud invece si organizzano in piccoli locali o nelle case.

D - Signora, ogni quanti giorni fate la tombola?

GIOCATRICE TOMBOLA 29:
Tre volte alla settimana.

GIOCATRICE TOMBOLA 30:
Tre volte la settimana, giovedì, lunedì e la domenica. Gioco a tombola da quando avevo 8 anni!

AUTORE
Tre volte alla settimana, il divertimento e' assicurato. E tutto questo sarebbe illegale? Sarebbe da abolire?

D - Giocate coi sassolini?

GIOCATRICE TOMBOLA30:
Sì, coi sassolini. Li abbiamo presi al mare, a santa Maria Coretta.

AUTORE
I numeri non esistono si chiama direttamente il corrispettivo della cabala. Secondo legge questi posti sarebbero da abolire, perché si vincono soldi.

D - Ha fatto lei tombola? quanto ha vinto?

GIOCATRICE TOMBOLA 31:
1500 lire, poco. 1¬ e mezzo.

D - Quante volte fate la tombola?

GIOCATRICE TOMBOLA 32:
In ogni posto&e' un giro no? il sabato e la domenica dalle 11 alle 5 della mattina.

AUTORE
La tombola, dicono, ce l'hanno nel sangue.

GIOCATRICE TOMBOLA 33:
Gioco sempre.

D - Si diverte?

GIOCATRICE TOMBOLA 33:
Sì, eccome!

D - Da quanto tempo viene qua?

GIOCATRICE TOMBOLA 33:
dai 10 anni.

D - E adesso quanti ne ha?

GIOCATRICE TOMBOLA 33:
80.

AUTORE
E tutte, almeno una volta, sono andate in una sala bingo.


D - Lei c'è stata in una sala bingo?

GIOCATRICE TOMBOLA 34:
Sì. Una volta e non ci vado più, perché si perde assai. Troppi soldi.

GIOCATRICE TOMBOLA 30:
No, quello non mi piace proprio.

GIOCATRICE TOMBOLA 35:
Sì, qualche volta.

D - Le piace?

GIOCATRICE TOMBOLA 35:
No, non tanto. Perché sono molte persone, invece con la tombola siamo di meno e giochiamo fra di noi. Ci divertiamo di più.

D - E' stata mai in un bingo?

GIOCATRICE TOMBOLA 36:
Sì, una volta.


D - Le piace?

GIOCATRICE TOMBOLA 36:
No.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Forse queste persone non diventeranno clienti delle sale bingo, e ci auguriamo che chi ha fatto l'esposto scriva una lettera nella quale dice di essersi sbagliato, che non sono degli abusivi. Sta di fatto che gli imprenditori hanno investito soldi, pagato concessioni profumate allo Stato e, se hanno avuto ritardi sulla data di apertura prevista, sono stati multati fino a 2 milioni di vecchie lire per ogni giorno di ritardo. E adesso che i ricavi previsti non arrivano lo Stato non può dire "cari imprenditori, avete sbagliato investimento, arrangiatevi" perché il primo a dover fare cassa e' proprio lo Stato. E allora bisogna trovare delle idee.
Secondo Enzo Scotti, presidente dell'Ascob, e' giunto il momento di legalizzare le slot machine e i video poker.

VINCENZO SCOTTI - presidente Ascob:
Noi diciamo nel sistema di riordino perché non collocare anche nelle sale bingo queste macchinette che possono essere sotto ulteriore controllo dell'amministrazione in un ambiente sano.

AUTORE
In un ambiente sano! Oggi le slot machine sono permesse nei casino', e si chiamano macchinette mangiasoldi.

ADDETTO CASINO':
&abbiamo poi la regina delle slot machine, che e' questa macchina che ha un super jackpot di oltre due miliardi.

D - Tutte le macchine sono occupate ogni giorno?

ADDETTO CASINO':
Sì. Soprattutto il fine settimana, tutte le macchine sono occupate e addirittura c'è gente in attesa di poter giocare, che qualche macchina si liberi, anche durante la settimana, direi che l'affluenza e' abbastanza numerosa. Se avessimo lo spazio sarebbe sicuramente da incrementare, questo settore dei giochi americani.

AUTORE
Ecco siccome la gente fa la fila per giocare alle slot machine , e il settore va incrementato, perché andare fino a Campione d'Italia, che e' quasi in Svizzera, quando si potrebbero legalizzare nelle sale bingo sotto casa?

D - E' come dire: legalizziamo la droga per combattere la criminalità.

VINCENZO SCOTTI - presidente Ascob:
Prima di tutto la droga di per se' fa male, produce danni irreparabili. Il gioco di per se' non lo produce, lo può produrre in alcuni casi, quando diventa una passione sfrenata ed incontrollabile. Ma noi diciamo: combattiamo contro questa realtà.

AUTORE
Come si combatte contro le passioni sfrenate e incontrollate si può chiedere al presidente della Commissione Finanza e Tesoro del senato, che si occupa del riordino generale dei giochi.

RICCARDO PEDRIZZI - presidente Commissione Finanza e Tesoro del senato:
Io non gioco nemmeno a scopone e a tresette. Di giochi all'inizio di questa indagine conoscitiva ne conoscevo molto pochi e ancora oggi non distinguo tra una tris di cavalli e una tombola.

AUTORE
Il compito di questa commissione e' mettere ordine nei giochi e, forse sarebbe bene capirne qualcosa, visto che nei bar italiani ci sono 800mila macchinette che spennano soldi illegalmente, ma la regolarizzazione, purtroppo viene vista anche in funzione delle entrate nelle casse dello Stato.

RICCARDO PEDRIZZI - presidente Commissione Finanza e Tesoro del senato:
Le macchinette che noi vediamo in tutti gli esercizi commerciali, nei bar, nelle tabaccherie attualmente non pagano imposte e non e' possibile con le esigenze di cassa che attualmente presenta lo Stato italiano che ci siano dei settori che non pagano le tasse. Tutto il settore ci manifesta l'orientamento che basterebbe un bollino o il pagamento forfetario macchinetta per macchinetta per poter assolvere innanzitutto all'obbligo di imposta, e poi per poter controllare meglio l'aggeggio, insomma il macchinario

AUTORE
Quindi la tendenza e' alla regolarizzazione in nome dell'esigenza di cassa, ma guarda caso tutte le multinazionali presenti in Italia nelle sale bingo sono produttori e distributori di slot machine nei maggiori casino' mondiali.

ALDO FASAN - Industrie Elettroniche Innovative S.p.A.:
La Spagna e' divisa fra 5/6 grandi gruppi, i quali hanno un obiettivo primario: entrare in Italia, acquisire le sale bingo, e utilizzarle come cavallo di Troia per far entrare poi la loro tecnologia delle slot machines, questa e' chiaramente la mossa che le ha portate a venire da noi.

AUTORE
Chiediamo conferma agli spagnoli se e' vero che con la scusa del bingo vogliono fare tanti casino'.

ALBERTO GARCIA - Direttore bingo Re:
Penso che arriveranno. E' una cosa a cui si sta guardando, e' una cosa che può risultare molto interessante per noi. Perché e' un gioco che alla gente piace, le slot machines e' un gioco diverso, c'è un altro tipo di gioco. Il bingo sta bene pero' tutto quello che si può migliorare, tutto quello che e' diverso&la gente un po' si stanca&può arrivare a stancarsi&


D - &del bingo perché ha bisogno di altre distrazioni?

ALBERTO GARCIA - direttore bingo Re:
Giusto.

D - Voi poi siete anche produttori di slot machines&

UOMO CASINO' :
Noi abbiamo si anche le slot machines, penso che arriveranno, arriveranno in questa sala.

D - Un piccolo casino'?


ALBERTO GARCIA - direttore bingo Re:
Un piccolo casino', sì.

AUTORE
Più chiaro di cosi! Codere e' un' associata di formula bingo, Scotti e' anche il presidente di Formula bingo, e colui che ha proposto alla Commissione al Senato di legalizzare le slot machine.

D - Lei e' presidente di formula bingo?

VINCENZO SCOTTI - presidente Ascob:
Sì, anche.

D - Avete fatto questa società con degli spagnoli che sono industriali delle slot machine&non e' che magari c'è un conflitto di interessi&

VINCENZO SCOTTI - presidente Ascob:
Non c'è un conflitto di interessi, c'è un interesse convergente, io voglio fare una cosa che coincide con i miei interessi e con gli interessi dei miei soci spagnoli. Questa e' perfetta coincidenza di interesse, non e' conflitto di interesse.

AUTORE
Una perfetta coincidenza di interessi vuol dire: chiedo di legalizzare le slot machine cosi' entrano più soldi, e io che sono socio e viaggio a percentuale guadagno di più. Ma la Commissione d'inchiesta al senato sa di questa coincidenza con le multinazionali del gioco?

RICCARDO PEDRIZZI - presidente commissione Finanza e Tesoro del Senato:
Io questa connessione tra&

D - &cioe', gestiscono i casino'&i maggiori casino' al mondo li gestisce Codere&

RICCARDO PEDRIZZI - presidente commissione Finanza e Tesoro del Senato:
Noi questo aspetto non lo abbiamo esaminato.

AUTORE
Viene da chiedersi: ma chi gliele da' le informazioni alle commissioni d'inchiesta?


D - Non può essere a discapito delle famiglie italiane questo? che magari si trovano nei quartieri queste slot machine&

VINCENZO SCOTTI - presidente Ascob:
Ma scusi, adesso cosa succede?

AUTORE
Già, adesso cosa succede?

GIOCATORE ANONIMO 1:
Sono giocatore di videopoker nel senso che ho passato gli ultimi 5 anni della mia vita, o meglio, gli ultimi 5 anni della mia vita prima di incontrare "giocatori anonimi", attaccato ad una macchinetta per circa 4/5 ore al giorno, tutti i giorni e come altri amici mi sono rovinato, cioè la mia vita era giocare, era riuscire a trovare i soldi per giocare, cioè io mi son trovato nell'essere dipendente dall'andare a giocare. Io ogni giorno tornavo a casa e mi dicevo:" va beh! oggi e' andata male, oggi mi sono giocato mezzo milione, pero' e' una cosa che posso controllare posso farcela da solo&domani smetto, adesso vado a dormire, domani mi alzo e non gioco". Poi continuando cosi' sono arrivato ad avere debiti, a non avere più amici, a non avere più una vita privata, perché comunque non c'è spazio per i sentimenti in una dipendenza almeno nella mia, non c'era spazio per questa cosa. allora ho provato a cercare aiuto, ed ho trovato aiuto dopo molte faticose ricerche, perché parliamo del 2000, in "giocatori anonimi".

AUTORE
Oggi succede questo, e da queste situazioni stato e imprenditori dovrebbero avvantaggiarsene.

RICCARDO PEDRIZZI - presidente commissione Finanza e Tesoro del Senato:
Noi siamo fermamente convinti che solamente regolamentando, ed inserendo in una rete questi videogiochi, noi saremo in grado di poterli controllare.

AUTORE
Ma cosa vuol dire saperli controllare, forse si intende sapere dove passare a riscuotere.
Si fa fatica a capire cosa vorrà fare questa commissione. E' più facile sapere cosa vogliono fare i concessionari delle sale bingo.

D - Lei e' sicuro che le slot machine entreranno nelle sale bingo?

EUGENIO SAN GREGORIO - maestro binghero presidente "Cinebingo" S.p.A.:
Io sono sicuro che col tempo verranno. Perché' vedo che le slot machine qua in Italia ci sono, ma non sono ancora legali&sono un po' illegali&

AUTORE
In pratica bisogna salvare il bingo inserendo le slot machine e le sale arriveranno a 800! Probabilmente i piccoli concessionari dovranno chiudere o vendere, e c'è già qualcuno che vuole comprare a prezzi stracciati, ma non si dice il nome.

D - Intanto state perdendo, pero'&

VINCENZO LA VENTURA - sala bingo Parma:
Ma tutte le sale perdono, in media perdiamo 4 milioni al giorno.

D - Ed e' venuto qualcuno che vuole comprare la sala.

VINCENZO LA VENTURA - sala bingo Parma:
Abbiamo avuto dei contatti diretti e indiretti con alcuni gruppi.

D - Chi e'? qualche multinazionale straniera?

VINCENZO LA VENTURA - sala bingo Parma:
Mah&ce ne sono alcune&

D- Ci dica chi e' venuto, e' un segreto?

VINCENZO LA VENTURA - sala bingo Parma:
No, non e' un segreto.

CARLO MOLINARI - bingo 2001 Imperia:
C'è' qualcuno che, ci sono diversi provider, pero' anche per una questione di privacy non posso estendere&non e' per segretezza assoluta&

D - Comunque e' qualche multinazionale&

CARLO MOLINARI - bingo 2001 Imperia:
Eh, sì, sono gruppi anche esteri.

CLAUDIO SILVESTRINI - bingo Nogara (Verona):
Ho avuto delle richieste, trattative, ma non molto concrete, sinceramente.

D - Da multinazionali?

CLAUDIO SILVESTRINI - bingo Nogara (Verona):
Spagnole.

D - Da chi?

CLAUDIO SILVESTRINI - bingo Nogara (Verona):
Non lo posso dire. Ho promesso di non dirlo.

AUTORE
E non e' un segreto che chi sta comprando sale e' proprio Codere, azionista di formula bingo, la multinazionale del gioco d'azzardo.

VITTORIO CASALE - consigliere delegato Codere Italia S.p.A.:
Abbiamo aperto da febbraio diverse sale. Poi nel frattempo abbiamo comprato sale di altri operatori perché molti non essendo dei professionisti hanno scelto la strada dell'alienazione.

D - Avete intenzione di aprirne altre?

ALBERTO GARCIAN - direttore bingo Re:
Sì. Penso che apriremo una quarantina di sale bingo in Italia.

AUTORE
Insomma pare proprio che bisogna ballare la bingo dance, inoltre ci sono da sistemare anche i produttori italiani di macchinette mangiasoldi che chiedono al governo di legalizzare le vincite delle slot machine nei bar. Perché se non si vincono tanti soldi nessuno gioca.

AUTORE
In qualche modo chi governa dovra' fare, perché lo Stato deve incassare, l'impresa del gioco va tutelata e il giocatore che paga si trova sempre.

D - Ma secondo lei se mettessero i videopoker o le slot machine, in questi posti, andrebbe bene?

GIOCATRICE BINGO 12:
A me sì. A me piace il gioco, per cui penso di sì. Anche per altri.

GIOCATORE BINGO 13:
Variare un po' sarebbe meglio.

D - Di questi posti cosa ne pensa, delle sale bingo?

GIOCATORE BINGO 3:
Bellissime, bellissime. E' un rilasciare&e rilasci anche dei soldi.

D - Secondo lei se mettessero i videopoker o le slot machine, in questi posti?

GIOCATORE BINGO 3:
No, no. Non mi piacerebbero.

GIOCATRICE BINGO 14:
A me sì, molto. Perché il rischio e' bello, in tutti i sensi.

D - Lei viene spesso qui?

GIOCATRICE BINGO 14:
Sì, ma vado più spesso dove c'è slot machine e le macchinette.

D - Nei bar, praticamente?

GIOCATRICE BINGO 14:
No. Io vado al casino'.

FRANCO (GIOCATORE):
Mi chiamo franco, sono sposato, ho due figli e ho 33 anni. la mia esperienza con il gioco e' iniziata circa 10 anni fa cosi', per scherzo, entrando in un bar. Da quando sono entrato in quel bar e' cambiata la mia vita, e ahimè', non in meglio. E' nato tutto da 5 mila lire gettate per scherzo che mi hanno fatto vincere poche migliaia di lire, ma sono state un prestito. Da quel momento e' iniziato un lento e rovinoso cammino in tutti i sensi, il gioco acquistava man mano che passavano le giornate il 30, 40 , a volte anche il 50 o 60% delle giornate nelle quali non si lavorava, per cui la famiglia e i figli incominciavano a non avere più il significato fondamentale che avevano avuto fino al giorno prima che avevo cominciato a giocare alle macchinette. Sono un giocatore di videopoker. Ho cominciato da quando ho contratto questa malattia a dilapidare denaro e a perdere stima in me stesso e stavo cominciando anche a perdere i miei affetti più cari. L'ultima volta che ho giocato al videopoker, e' stato la vigilia di Natale. Sono uscito per comprare la spesa di natale. Sono uscito alle 9 e mezza del mattino. Alle 16 non ero ancora rientrato. Erano 5 del pomeriggio mio figlio era in ospedale con mia moglie perché si era sentito male. Io non sapevo nulla. Ero solo ed esclusivamente intento a dilapidare denaro alla macchinetta del videopoker, quando ha fatto irruzione nel bar mia madre, la persona che mi ha messo al mondo e che stava vedendo che la mia vita si stava sgretolando pian piano ed ha rovesciato completamente il bar. Mi ha rovesciato addosso di tutto, dai portatovaglioli, bicchieri&ma era una violenza di chi ti vuole bene, di chi desidera per te solo ed esclusivamente il bene. E solo ed esclusivamente in quel momento, e successivamente con l'aiuto di mia moglie mi sono reso conto di come uno se nella vita non e' amato sarà solo ed esclusivamente disperato, non avrà mai la forza di ricominciare. Tutto questo per una macchinetta in un bar.

AUTORE
L'opposizione di oggi e' insorta contro il tentativo di legalizzare le slot machine e i video poker. Ma due anni fa quando era maggioranza ha impedito all'ex ministro delle Finanze di vietarle.

D - Lei aveva praparato proprio un decreto per mettere fuori legge le slot machine e i videopoker

OTTAVIANO DEL TURCO - senatore:
Sì. Capisco dal tono della sua domanda, e' una delle tante sconfitte della mia vita di ministro, della mia vita di sindacalista, di presidente della Commissione Antimafia, succede che si perde facendo questo lavoro. Io avevo preparato il decreto e poi fui convinto da una maggioranza parlamentare, diciamo eterogenea, composta da parlamentari dell'opposizione e da parlamentari della maggioranza, perché ci si può sbagliare anche all'unanimità in questo parlamento non c'è bisogno di sbagliare a maggioranza.

D - Chi e' che l'ha convinta?

OTTAVIANO DEL TURCO - senatore:
Convinto nessuno. Ho preso atto del fatto che presentavo un decreto che sarebbe stato bocciato, e cioè che la somma delle persone che mi dicevano non voteremo mai questo decreto era tale da convincermi che era un'inutile esibizione di muscoli da parte mia.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Per ora l'emendamento al decreto legge Omnibus sui videogiochi, quindi slot machine e videopoker non e' passato. Ma forse nella prossima finanziaria saltera' fuori. Non sta certamente a noi stabilire se devono essere legalizzate o regolamentate o vietate. Quello che non va bene e' lasciare le cose come stanno, senza regole per nessuno.
Il dovere dello Stato e' quello di fare i regolamenti, vigilare per farli rispettare e far pagare le tasse ai gestori. Ed e' evidente che se lo Stato e' partner in affari diventa tutto più difficile. Nei fatti oggi lo Stato incassa promuovendo il gioco d'azzardo.



www.formulabingo.it
www.monopoli-stato.com
www.tesoro.it

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