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Puntata del 07/04/2013

La Congregazione

di - Società

La Congregazione

Inchiesta: Com'è andata a finire
Autori: Emanuele Bellano
Stagioni: 2013
Argomenti: Società

Il gruppo sanitario Idi-San Carlo di Nancy, di proprietà della Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione è sull'orlo del fallimento. Fornitori, medici e infermieri non vengono pagati da mesi. Le attrezzature mediche sono fuori uso e non vengono riparate per mancanza di liquidità. Il gruppo ha accumulato 600 milioni di euro di debiti. Anche il Vaticano è intervenuto: Benedetto XVI con uno dei suoi ultimi atti prima di dimettersi ha commissariato la congregazione nominando tre responsabili a cui ha affidato il compito di salvare l'Idi.

La procura di Roma ha appena disposto l'arresto dei manager che hanno gestito gli ospedali negli ultimi anni: padre Franco Decaminada, Domenico Temperini e Antonio Nicolella.

Tra le attività che avevano messo in piedi c'era anche un business nella ricerca e sfruttamento di petrolio in Congo. Hanno costituito due società una a Kinshasa, in Congo, e una in Lussemburgo. Proprio mentre la crisi degli ospedali si faceva più acuta varie centinaia di migliaia di euro sono rientrate in Italia dal Lussemburgo finendo a una società campana.

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RETTIFICA DEL 10/04/2013

Riceviamo:

I lavoratori Elea spa e Elea Fp intendono rivendicare la loro estraneità ai fatti intervenuti recentemente per lo scandalo IDI che hanno portato all’arresto di Decaminada, Temperini e Nicolella. Il gruppo Elea è entrato a far parte della CFIC ‘solo’ nel 2006, a seguito di una cessione effettuata dalla De Agostini ai religiosi della CFIC.

Il marchio Elea è di nascita olivettiana, il marchio storico della prima scuola di formazione manageriale d’Italia.

La stessa Elea Fp, attribuita alla Congregazione per governare affari di dubbia natura, nasce nel 1986 col marchio Elea Quality Consult per divenire nel 1991 una realtà consortile no profit totalmente dedicata alla progettazione e all’attuazione di interventi di formazione che si sono caratterizzati, nel corso degli anni e in più regioni d’Italia, per l’elevato impatto in termini di innovazione didattica e tecnologica.

All’interno delle due imprese c’è un intero corpo di uomini e donne, padri e madri di famiglia, che ha sempre svolto la propria attività con impegno, dedizione, costanza, sortendo le stesse infauste condizioni lavorative dei dipendenti dell’IDI. Stiamo parlando di assenza protratta di stipendi, di irregolarità nei versamenti contributivi e fiscali, di insussistenza di mezzi “vitali” per l’esercizio dell’attività professionale (sedi, aule, utenze telefoniche, elettriche, ecc..).

Nessuno parla mai di questi lavoratori che, al pari dei lavoratori dell'IDI, sono stati "vittime inconsapevoli” di atti determinati da altri.

Vogliamo ricordare che in un passato precedente all’acquisizione da parte della CFIC, le due società, pur in tempo di crisi, si erano sempre distinte per FATTURATI REALI e ALTA QUALITA' dei servizi formativi e consulenziali.

Gli articoli usciti in questi giorni sui principali organi di stampa, relativi allo scandalo dell’Idi e all’arresto di Decaminada, Temperini e Nicolella evidenziano come la citata distrazione dei fondi della CFIC sia avvenuta attraverso lo schermo di due società (Elea SpA ed Elea FP), identificate da detti organi come aziende totalmente partecipate dalla Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione.

In alcuni casi (v. il servizio andato in onda domenica 7 aprile su “Report” di Rai 3) si dice addirittura che Elea Fp sia una “delle decine di società create dalla Congregazione” (l’espressione è citata ad litteram). Le due aziende, insomma, vengono costantemente e unicamente messe in collegamento ai crimini compiuti da Franco Decaminada e dai suoi collaboratori, sui quali la magistratura sta indagando da tempo attraverso l’operazione identificata come “Todo Modo”.

Vogliamo far emergere la “reale identità” e “storia” delle due aziende così biecamente strumentalizzate dai personaggi sui quali sono state applicate le misure restrittive.

Le due aziende in questione esistevano ed esistono ben a prescindere dalla CFIC, dall’IDI, da Decaminada, da Temperini e da Nicolella e proprio quelle due aziende, hanno fatto "storia" per 30 anni e oltre (è il caso di Elea SpA), nel mercato italiano della formazione, per nobili operati e successi professionali conseguiti con onestà e lealtà.

Con rammarico ed indignazione profonda, i lavoratori che si riconoscono sotto il marchio distintivo di Elea, prima che quest’ultimo venisse infangato dalle vicende ruotanti intorno all’IDI, chiedono che venga messo sotto i riflettori anche il lavoro "vero" di quelle aziende ed i danni (materiali e morali!) che i lavoratori di Elea Spa ed Elea Fp hanno subito, il fatto che i loro posti di lavoro, ora più che mai, sono gravemente a rischio.

RSU Elea

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