Rai 3
Televideo

Puntata del 04/05/2003

PERCHE'… IL RADON?

in onda il 04.05.03

di - Salute

Stagioni: 2003
Argomenti: Salute
Autori: Michele Buono
Autori: Piero Riccardi
Inchiesta: Perché?

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Buonasera, nella puntata di oggi tratteremo due argomenti importanti, uno riguarda la nostra personale crociata contro gli 8000 morti l'anno in incidenti stradali e alla tolleranza istituzionale che non è improprio definire omicida e vedremo perché. Per cominciare, il radon, ovvero un gas radioattivo, che appartiene alla famiglia dell'uranio, presente in alcuni terreni a macchia di leopardo, come in Campania, nel Lazio, nel Veneto, in Lombardia, detto questo di altro si sa molto poco, tranne che ad alte esposizioni ci manda all'altro mondo. Ma non è che si tratta dell'ennesimo allarme? Vediamo di capirci qualcosa con Michele Buono e Piero Riccardi

FRANCESCO BOCHICCHIO - Istituto Superiore di Sanità
La caratteristica fondamentale del radon è che è un gas inerte e quindi questo significa che dal posto in cui viene prodotto, dal suolo e dal materiale di costruzione, può muoversi e diffondere e in particolare entrare nei luoghi chiusi tra cui le abitazioni e concentrarsi.

AUTORE
Monte Porzio catone, paesino alle porte di Roma, qui c'è l'Ispesl, Istituto Superiore prevenzione e sicurezza sul Lavoro che si occupa tra l'altro di radiazioni.

RENZO DELIA - Coordinatore Lab. Radiazioni ISPESL
Qui noi abbiamo le comuni vie d'entrata del radon che possono avvenire dal sottosuolo, tutte dal sottosuolo in maniera differenziata.

D - Poggia direttamente sul terreno e quindi aspira perché la casa funziona proprio come&

RENZO DELIA - Coordinatore Lab. Radiazioni ISPESL
Come camino perché con il calore e con il freddo all'esterno fa da camino verso l'alto, in parte può venire anche dall'acqua perché l'acqua sotterranea può veicolare del radon e quindi possiamo noi averlo&

D - Qui in bagno quando facciamo la doccia l'acqua emette radon?

RENZO DELIA - Coordinatore Lab. Radiazioni ISPESL
Sì, potrebbe esserci del radon.

D - Perché noi lo respiriamo? Lo inaliamo però in alcuni casi?

RENZO DELIA - Coordinatore Lab. Radiazioni ISPESL
Come radon non succede niente mentre sotto forma di depositi, cioè di figli, quindi radio C e radio D&

D - Si ferma negli alveoli&

RENZO DELIA - Coordinatore Lab. Radiazioni ISPESL
Diventa cancerogeno.

AUTORE
Di nuovo radon e tumore. Ma quanto è pericoloso il radon? Quanti ne uccide il radon? Esistono studi, statistiche sulla sua pericolosità?

FRANCESCO FORESTIERE - Dip.to epidemiologia ASL Roma E
La stima ha ampi margini di incertezza perché da 1500 a 6000 c'è un'incertezza, il valore centrale è probabilmente intorno ai 3000 e possiamo dire che questa è la quota di tumori polmonari attribuibili al radon nel nostro paese.

AUTORE
Visto che tremila di noi ogni anno muoiono per il radon, avremo il diritto di essere avvertiti? E perché nessuno lo fa?

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Forse perché non ci sono leggi o direttive, perché i problemi si manifestano più in fretta del tempo che occorre per trovare i rimedi. A volte è così. Allora diamo un'occhiata alla Gazzetta Ufficiale del 2 Maggio 2001, e cosa dice? C'è scritto a chiare lettere che dal 5 al 15% dei 30.000 tumori polmonari che ogni anno si verificano in Italia, sono attribuibili al radon.
E nelle sostanze cancerogene è classificato in gruppo 1, insieme a benzene, amianto e fumo di sigarette e stima che un milione di abitazioni in Italia siano esposte al radon. Immaginiamo che il Ministero della Salute stia facendo qualcosa, pertanto chiediamo un incontro e informazioni. Loro sono impegnati ma noi non abbiamo fretta, nell'attesa cerchiamo di capire se ci sono delle leggi e cosa dicono. Ce ne sono addirittura tre.

AUTORE
La prima, la 230, risale addirittura al 1995, poi c'è la 241 e la 257 del 2000 e del 2001. Si parla di radioattività, di radon, di commissioni tecniche che devono stabilire linee guida di misurazioni da fare sui luoghi di lavoro. E poi nella legge si parla di esperti qualificati che devono effettuare le misurazioni del radon ma sembra proprio che non siano messi nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro.

EDOARDO D'ANIELLO - Esperto misurazione radon
Noi come esperti qualificati potenzialmente lo siamo, solo che non ci aiuta in tal senso l'attuale normativa.

D - Che succede?

EDOARDO D'ANIELLO - Esperto misurazione radon
Ma ci sono dei decreti applicativi mancanti.

D - Cioè state lavorando o non state lavorando?

EDOARDO D'ANIELLO - Esperto misurazione radon
Praticamente no.

AUTORE
Torniamo all'ISPESL.

ROSA BIANCA TREVISI - ricercatrice ISPESL Lab. Radon
Per essere operativi ci manca una commissione tecnica prevista dal decreto che avrebbe dovuto insediarsi nel febbraio 2001 ma che ancora non è stata insediata e questo fa si che manchino i documenti tecnici che stabiliscono i criteri indispensabili all'esecuzione di una misurazione di radon corretta ai fini del 241. La Presidenza del Consiglio già nel 2000 chiese a ciascun ente di designare i propri rappresentanti ma che non è stata a tutt'oggi convocata, non si è ancora insediata.

AUTORE
Mandiamo un fax alla Presidenza del Consiglio per chiedere una spiegazione. Ci informiamo e veniamo a sapere che i nomi degli esperti ci sono tutti ma la commissione non c'è.

FRANCESCO BOCHICCHIO - Istituto Superiore di Sanità
Ma il ministero della Salute per quello che mi risulta a sua volta quello che doveva fare lo ha fatto nel senso che a sua volta già parecchio tempo fa ha designato i suoi esperti e quindi&ripeto io purtroppo non sono un esperto amministrativo forse voi sarete più in grado di me di capire come funzionano le cose.

AUTORE
Ci piacerebbe sapere anche a noi come vanno le cose amministrative, e ricordiamo che ogni anno che passa 3000 persone muoiono di cancro ai polmoni per il radon.
Dunque, la commissione che deve stabilire le linee guida per la lotta al radon non c'è, ma c'è che le regioni devono comunque mappare le aree a rischio radon.
Ma per mappare, serve o non serve questa commissione che stabilisce le linee guida? Proviamo a chiederlo all'Agenzia protezione ambiente e territorio presso cui deve essere insediata la commissione.

GIANCARLO TORRI - Agenzia Protezione Ambiente
Hanno cominciato alcune regioni a studiare le tecniche per fare queste che vengono definite mappature.

D - Indipendentemente dalle indicazioni, criteri e metodologie della commissione che non ci sono?

GIANCARLO TORRI - Agenzia Protezione Ambiente
Sì, ma vedete queste cose sono state già fatte a livello internazionale, negli Stati Uniti si possono vedere sui siti Internet dell'agenzia ambientale americana, inglese, svizzera, alcuni paesi già sono in situazioni abbastanza avanzate. Le tecniche per fare questo tipo di mappature sono già state abbastanza studiate, sono quelle.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Ma se i criteri generali di misurazione servono e all'estero le tecniche sono già state studiate e sono quelle, allora si applichino, come fanno appunto all'estero! Negli Stati Uniti per esempio le scuole sono monitorate, e quando si acquista una casa, in sede di rogito, chi vende deve provvedere alla certificazione di salubrità. Le abitazioni con forte concentrazione nel terreno, se non sono state isolate le fondamenta, sono invendibili. Ma siamo in Italia e allora vediamo almeno di capire quali sono le regioni a rischio radon.

AUTORE
La regione Campania, insieme al Lazio, al Veneto e qualcun'altra, è tra quelle più esposte al pericolo radon. Salerno è la sede del centro regionale rilevamento radioattività. Lucio Bellino è il direttore e gli chiediamo di portarci a fare un rilevamento di radon in una abitazione del centro storico di Salerno.

LUCIO BELLINO - Resp.le Centro Regionale Rilevamento Radioattività -Campania
Si è il centro storico di Salerno. Tutte case quasi interamente costruite in tufo, è un materiale d'elezione da queste parti e facile alla esalazione radon. Ecco qua&i picchi sono di circa 340 bequerel / m³. La causa principale del radon in questa casa potrebbe essere le murature in tufo, sono molto doppie la casa è una casa del secolo scorso costruita in tufo, e l'altra cosa è che è un'abitazione al primo piano, vicina al suolo e quindi le due cause che possono trovarsi si sovrappongono probabilmente e quindi c'è il radon sia da materiale da costruzione, non solo ma un' altra cosa che si usa molto da queste parti è un intonaco in pozzolana che è un altro elemento, è una delle cause possibili.

AUTORE
Dunque quello che bisognerebbe fare per legge sono misurazioni, individuare le aree a rischio radon, perché non tutte le zone sono a rischio radon e fare mappe. Ma la commissione non c'è, di conseguenza non ci sono linee e protocolli, quindi ogni regione italiana o non fa nulla o fa come meglio crede.
Sempre Salerno, Arpa, Agenzia Regionale Protezione Ambiente della Campania.

D - Senta, lei ritiene che c'è una certa reticenza ad affrontare questo problema radon da parte delle istituzioni? Ci sono tre mila morti l'anno, qui ogni anno che si ritarda, sono tre mila morti in più. Ormai insomma sono diversi anni che si prevede questa legge che prevede commissioni, che prevede sotto-commissioni, servono, non servono le linee guida&di fatto c'è un ritardo che è grave.

MARIA LUISA IMPERATRICE - Direttore Tecnico Arpa
Be', c'è una normativa che ormai è data da parecchi anni e che dà anche delle scadenze. Io credo che ci vorrebbe diciamo&

D - Queste scadenze non vengono rispettate, cioè ormai è chiaro che non saranno rispettate queste scadenze.

MARIA LUISA IMPERATRICE - Direttore Tecnico Arpa
Io credo che ci vorrebbe anche a livello nazionale una sollecitazione ad affrontare diciamo questo problema, proprio perché venga affrontato nei tempi giusti da tutte le regioni.

D - Ma perché c'è questa reticenza ad affrontarlo? Cioè c'è un gioco a rimpiattino tra la Presidenza del Consiglio, il ministero della Salute, gli ISS&tutti dicono "sì, noi abbiamo fatto quello che potevamo fare" però poi non si capisce chi è che deve mettere in moto questa cosa?

MARIA LUISA IMPERATRICE - Direttore Tecnico Arpa
Ma io credo che comunque è un po' complessa l'organizzazione diciamo quando sono coinvolte molte istituzioni diciamo c'è una certa maggiore difficoltà nel coordinare più strutture differenti.

AUTORE
Ma il radon non è solo un problema ambientale. Mandiamo un fax anche all'assessore alla Sanità della Regione Campania per sapere cosa hanno intenzione di fare. Riusciamo però a parlare soltanto con l'onnipresente addetto stampa, perché l'assessore evidentemente non ritiene di doverci rispondere.
Lazio. Comuni di Ciampino e Marino, alle porte Roma.

ADOLFO ACETI - Resp.le Ufficio Ambiente Comune Ciampino - Roma
In questa zona si è verificato 2/3 anni fa una moria di bovini e di pecore successivamente perché al di là di quella rete che voi vedete con quei segnali di pericolo di colore bianco c'è un avvallamento dove in mancanza di una adeguata aerazione di vento si forma in particolari condizioni atmosferiche una nuvola di quei cocktail che noi subiamo dall'anidride carbonica al radon e anidride solforosa.

D - Cioè noi siamo qui in zona di origine vulcanica?

ADOLFO ACETI - Resp.le Ufficio Ambiente Comune Ciampino - Roma
Sì, in zona vulcanica.

AUTORE
All'epoca, furono chiamati subito gli esperti dell'Istituto Nazionale di geofisica. Questa è la loro relazione. Leggiamo che oltre a notevoli fuoriuscite di anidride solforosa e di anidride carbonica che avevano provocato la morte degli animali c'erano anche abbondanti quantità di radon con punte che toccano anche 1500bq m3, scuole comprese.

WALTER ENRICO PERANDINI - Sindaco di Ciampino
Giustamente la gente si rivolge a quello che è secondo il principio della sussidiarietà l'ente più vicino, che è il comune, che è in qualche modo la trincea alla quale chi non sa dove altro andare si rivolge. Penso che sarebbe importante che di questa cosa si facessero carico però non soltanto l'autorità comunale, non soltanto il mio comune naturalmente, ma non soltanto l'autorità comunale in genere ma le altre istituzioni, cioè la Regione e lo Stato nel suo complesso.

AUTORE
Proviamo ad andare all'Istituto Nazionale di Geofisica che aveva fatto le misurazioni a Ciampino.

FEDORA QUATTROCCHI - Istituto Nazionale Geofisica
Dal punto di vista legislativo tutta questa questione del radon indoor sarebbe affidato alle regioni. Le regioni dovrebbero poi incaricare delle entità esperte come può essere il nostro istituto oppure anche delle università o dei centri di ricerca che si occupano di questo problema, ma fino adesso non so quanto le regioni abbiano applicato alla lettera la direttiva CEE dell'Euratom perché per quanto riguarda ad esempio la regione Lazio esiste una commissione, però i lavori di questa commissione devono ancora iniziare e siamo già a un anno e mezzo dalla promulgazione in Italia di questa legge.

AUTORE
Di nuovo commissioni, stavolta regionali - previste dalle leggi - ma che non vengono neppure insediate!

GIANCARLO TORRI - Agenzia Protezione Ambiente
Nella legge non è detto chiaramente chi deve poi effettuare i controlli. Possono effettuare i controlli penso, senz'altro le agenzie regionali, però si dovrà mettere in moto un meccanismo per cui, ripeto, le agenzie regionali, ma anche forse le aziende sanitarie possono entrare veramente negli ambienti di lavoro e fare delle misurazioni.

AUTORE
E allora proviamo a telefonare ad una Asl.

Al telefono:

ASL : Pronto?

Autore: buongiorno, senta, una informazione. Volevo fare una misurazione del radon in casa mia.

ASL: Sì, ma lei l'aveva già chiesta questa cosa?

Autore: no.

ASL : Perché è una cosa molto difficile, perché non la facciamo noi, la fa l'ARPA LAZIO, la fa solo una persona, ma&non c'è quasi mai, c'è solo un tecnico che fa il radon. Lei mi faccia un fax, ma non le assicura che vada a buon fine, in quanto ho avuto delle difficoltà già con un altro e sono in contatto con l'ARPA LAZIO e non sono ancora riusciti a fargliele perché c'è un solo tecnico, è anziano, spesso è malato&insomma non si riesce più a garantire questo servizio.

Autore: Quindi non riescono a farlo.

ASL : Ci sono delle difficoltà per il radon, purtroppo. Va bene?

Autore: Va bene. La ringrazio, buongiorno.

D - Uno dei luoghi di lavoro nominati dalla legge sono le scuole, per gli studenti e per i lavoratori. Quante scuole sono state controllate secondo lei?

RENZO DELIA - Coordinatore Lab. Radiazioni ISPESL
Per quanto riguarda noi, nessuna, per quanto riguarda noi come istituto. Per quanto riguarda non so l'Istituto Superiore di Sanità e l'ANPA non ho dei numeri significativi. Può darsi che qualcuno è stato fatto ma non in maniera massiva.

D - Cioè il ministero della Pubblica Istruzione non vi ha chiesto "misurateci le scuole"

RENZO DELIA - Coordinatore Lab. Radiazioni ISPESL
No, nessuno.

AUTORE
Liceo Mamiani, un liceo storico di Roma. Sentiamo il preside.

COSIMO GUARINO - Preside Liceo Mamiani di Roma
So che esiste una direttiva europea ma non è stata ancora applicata nella scuola. Il problema delle radiazioni è un problema certamente importante, che coinvolge tutti quanti noi e la salute dei lavoratori, però, ripeto, ad oggi non ho visto misure né preventive né informative di nessun genere.

AUTORE
Il preside non ne sa niente di misurazioni di radon. Nessuno l'ha informato. Ma insomma queste informazioni, visto che di radon si muore, chi ce le deve dare.

ROSA BIANCA TREVISI - ricercatrice ISPESL Lab. Radon
Queste conoscenze debbano essere veicolate sicuramente dal servizio sanitario nazionale, prima di tutto e noi per questo motivo curiamo la formazione del servizio sanitario nazionale per consentire a loro volta di divulgare visto che loro hanno il contatto con il pubblico di divulgare queste conoscenze.

D - Ma se io chiamo il servizio sanitario nazionale, chi mi risponde non sa nemmeno cosa è il radon.

ROSA BIANCA TREVISI - ricercatrice ISPESL Lab. Radon
Lo so.

AUTORE
Nessuna informazione, nessuno che ci dice come proteggerci dal radon. Si costruiscono case nuove ma nessuno ha detto a quei costruttori, alle persone che andranno ad abitare in quelle case che cosa fare per vedere se lì c'è il radon e per proteggersi. Eppure basterebbe veramente molto poco.

MASSIMO MORONI - Geologo Consulente Ambientale
Qui siamo in Agro di Campagnano dove è in corso di esecuzione un cantiere per la realizzazione di un'abitazione residenziale. Noi in quest'area che prevede appunto la realizzazione dell'edificio per una parte incassato quindi seminterrato abbiamo predisposto un'interfaccia, abbiamo creato quindi un sandwich con un primo getto di fondazione che è sottostante la guaina, quindi questa guaina bugnata che crea un velo d'aria, tra un getto di magrone e il soprastante e quindi poi steso questo telo che crea appunto quest'intercapedine d'aria sono state realizzate le fondazioni.

AUTORE
Alla fine una risposta siamo riusciti a ottenerla dalla Presidenza del Consiglio, il fax dice: "Rivolgetevi al Ministero della Salute". Il Ministero della Salute ci fa sapere che non ha tempo per risponderci. Fine della storia.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
La storia è che abbiamo gli esperti qualificati, abbiamo le agenzie, gli enti, le leggi. Abbiamo tutto e non succede nulla. E' un'incuria umiliante ma detto questo cosa può fare il cittadino? Allora il problema si pone per coloro che abitano o lavorano al piano terra o al primo piano nelle seguenti regioni: Campania, Lazio, Veneto, Lombardia e alcune zone della Toscana: chiedete informazioni alle Arpa regionali, è probabile che vi rispondano quello che hanno risposto a noi, ma rompere le scatole alla fine produce sempre qualche effetto. In Veneto invece ci risulta che si stiano autonomamente dando molto da fare, e la Toscana sta provvedendo alla mappatura. E poi arieggiate casa, tenere spesso le finestre aperte diluisce la concentrazione. Non risolve, ma almeno attenua.

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