Rai 3
Televideo

Puntata del 18/11/2007

A TUTTO GAS - Aggiornamento del 29 ottobre 2006

In onda domenica 18 novembre 2007

di - Ambiente

Inchiesta: Com'è andata a finire
Stagioni: 2008
Argomenti: Ambiente
Autori: Michele Buono
Autori: Piero Riccardi

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Esattamente un anno fa ci eravamo occupati delle scelte energetiche in Italia, ed avevamo visto che si stava puntando sui rigassificatori, perché ci rendono indipendenti dai paesi che producono che ogni tanto minacciano di chiudere i rubinetti. "Siamo ormai in inverno e di nuovo al pelo con le riserve del gas" così dice il Ministro Bersani. Mancano gli stoccaggi e si punta sempre sui rigassificatori. Avevamo visto che i progetti erano localizzati in zone già dense di impianti rischiosi. A Brindisi per esempio la popolazione si era ribellata. Bene, ad un anno di distanza, andiamo a vedere che cosa è successo, perché tante società straniere vogliono venire a costruire gli impianti in Italia e dove in Europa invece vengono costruiti e come, con quali modalità i rigassificatori. Intanto le rinnovabili così decantate, stentano a decollare anche se qualcosa è stato fatto. Michele Buono e Piero Riccardi.

MICHELE BUONO
Senta sono fermi questi impianti, che non c'è vento?

VINCENZO MASSARO - ASJA BIZ AREA SICILIA
No di vento ce n'è abbastanza, l'impianto è fermo perché nonostante sia pronto a produrre da metà dicembre 2006, siamo ancora in attesa della connessione. La distribuzione non ha ancora realizzato le opere per l'allaccio dell'impianto alla rete.

SIMONE TOGNI - ASSOCIAZIONE NAZ. ENERGIA DEL VENTO
Purtroppo inizia a diventare la regola, perché una volta finita la realizzazione si deve attendere la lungaggine del gestore di rete che, comunque, comporta perdita di tempo, perdita dei soldi per gli operatori e soprattutto perdita di energia pulita per il paese.

ENRICO CAIROLI - ELMA BRESCIA
Noi pensavamo di essere autonomi da un punto di vista energetico con un impianto fotovoltaico. L'inizio della storia: nel dicembre del 2005. Però è stato un po' un calvario!

MICHELE BUONO
Tutto questo per capirci, serve...?

MASSIMO ALIPRANDI - RAY ENERGY
... A mettere nella presa di corrente l'energia che viene prodotta con i moduli fotovoltaici per dirla in maniera molto molto banale.

MICHELE BUONO
Però è tutto fermo?

MASSIMO ALIPRANDI - RAY ENERGY
Siamo in attesa dell'allacciamento.

MICHELE BUONO
E chi ve lo deve dare l'allacciamento?

ENRICO CAIROLI - ELMA BRESCIA
L'allacciamento alla rete, l'autorizzazione ce la deve dare l'Enel.

GIANNI CHIANETTA - PRESIDENTE ASSOSOLARE
Sicuramente non è un caso isolato ed è uno dei maggiori problemi che in Italia stanno ostacolando il funzionamento del conto energia.

ALESSANDRO ORTIS - PRESIDENTE AUTORITÀ PER ENERGIA ELETTRICA E IL GAS
Ci sono alcuni ritardi che vanno superati, per cui noi introdurremo dei meccanismi di incentivo e di penale per distributori che eventualmente ritardassero negli allacci di questa produzione.

MICHELE BUONO
Perché un distributore che non allaccia un utente alla rete di distribuzione non ha nessun tipo di penale?

ALESSANDRO ORTIS - PRESIDENTE AUTORITÀ PER ENERGIA ELETTRICA E IL GAS
In questo momento ha l'incentivo all'uso della sua rete e quindi un incentivo tariffario ma...

MICHELE BUONO
Non gli conviene fare entrare altri in questo momento!

ALESSANDRO ORTIS - PRESIDENTE AUTORITÀ PER ENERGIA ELETTRICA E IL GAS
Non è per una ragione di concorrenza in questo caso è perché magari lo sviluppo della rete...nei suoi piani...

MICHELE BUONO FUORI CAMPO
Intanto però l'energia rinnovabile, quella fatta con sole e vento, non decolla, quella che dovrebbe servire a importare meno petrolio e meno gas. E così, anno dopo anno, si avvicina l'inverno e puntualmente arriva l'allarme del freddo e del buio.

DAL TG2 DEL 12/09/2007

"Rischiamo un inverno freddo e al buio per mancanza di gas. E' il numero uno dell'energia Conti a lanciare l'allarme".
 "Siamo ancora più fragili di due anni fa ha aggiunto e lancia un vero e proprio allarme black out".

DAL TG1 DEL 12/09/2007

PIERLUIGI BERSANI - MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Noi stiamo facendo dei passi però siamo ancora abbastanza nei guai, questo il Paese deve saperlo! Noi abbiamo assolutamente bisogno di potenziare i sistemi di produzione e di infrastrutture.

MICHELE BUONO FUORI CAMPO
E la parola magica è da tempo rigassificatori. Sono grandi serbatoi che riscaldano milioni di tonnellate di gas liquido portato via mare da navi gasiere a meno 163 gradi, per farlo ritornare aeriforme e immetterlo nella rete nazionale dei gasdotti, aumentato 600 volte di volume. Sono impianti classificati a rischio di incidente rilevante che si vorrebbero inserire nei porti o nelle vicinanze spesso già carichi di altri impianti pericolosi. Ma perché protestano le popolazioni interessate? Ci sono norme rigorose che prevedono per l'autorizzazione una valutazione di impatto ambientale e la consultazione delle popolazioni, appunto. 13 domande fino ad oggi sul tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico per costruire rigassificatori dal Friuli alla Sicilia. Vediamo come stanno andando le cose.

DA REPORT DEL 29/10/06

MICHELE BUONO FUORI CAMPO
Passava da Brindisi il nostro viaggio nella politica energetica italiana nel 2006. Un' area, a ridosso del porto satura di impianti a rischio di incidente, del polo petrolchimico ed energetico. Non ci si poteva aggiungere più niente su quel territorio. Eppure Il Ministero delle Attività Produttive nel 2003 autorizzava un rigassificatore della British Gas da 8 miliardi di m3 l'anno. Come è possibile ci chiedevamo?

DOMENICO MENNITTI - SINDACO DI BRINDISI
Noi contestiamo quell'autorizzazione. Da noi la valutazione non c'è stata.

MICHELE BUONO FUORI CAMPO
L' impianto quindi era stato regolarmente autorizzato anche senza la valutazione di impatto ambientale e senza nemmeno consultare la popolazione.

CITTADINO BRINDISI
Raccogliemmo diecimila firme in un mese in una città di novantamila abitanti ma il referendum non ci fu concesso.

GIORGIO BATTISTINI DIRETTORE GEN. BRINDISI LNG
E' un impianto autorizzato, è un impianto in costruzione, è un impianto che quindi difficilmente si può pensare che possa venire bloccato. Tutto è possibile nel mondo però, voglio dire, è uno scenario ipotetico che non ha nessuna rispondenza al vero. Nel caso di blocchi noi certamente faremo valere i diritti in qualunque sede.
 
MICHELE BUONO FUORI CAMPO
Poi a febbraio 2007...

DAL TG3 DEL 12/02/2007

"Cinque arresti a Brindisi per la costruzione del rigassificatore".
"L'ex sindaco trasferito nel carcere questa mattina è accusato di avere intascato 360 milioni delle vecchie lire. Le autorizzazioni rilasciate alla British gas sono state sempre contestate dalle attuali amministrazioni comunali e provinciali di Brindisi e dalla Regione Puglia perché rilasciate senza la valutazione dell'impatto ambientale".

MICHELE BUONO FUORI CAMPO
Dunque per quella autorizzazione ci voleva la valutazione di impatto ambientale e andava chiesto il parere alla popolazione. Il 18 luglio, l'ultimo avviso della Commissione Europea per sospendere l'autorizzazione del rigassificatore di Brindisi, dopodiché si pagano milioni di euro di multa. Insomma fatti concreti e una minaccia dell'Unione Europea per bloccare il progetto di Brindisi, mentre la politica pensava solo a rimpallarsi accuse e niente più.

DA BALLARÒ 28/02/06

MAURIZIO GASPARRI
Il Centro Sinistra si oppone alla realizzazione di impianti che fanno utilizzare il gas in Italia.

PIERLUIGI BERSANI
Dove? Dimmi dove?

MAURIZIO GASPARRI
In Puglia. Niki Vendola!

PIERLUIGI BERSANI
Noi siamo per farlo a Taranto, voi vi siete opposti a Brindisi! L'unico che è in partenza adesso e a Livorno!

MICHELE BUONO
Siete stati consultati?

CITTADINA LIVORNO
No! Assolutamente no!

CITTADINO LIVORNO 1
No non siamo stati consultati.

MICHELE BUONO
Siete stati consultati?

CITTADINO LIVORNO 2
No assolutamente.

MICHELE BUONO FUORI CAMPO
Ma neanche a Livorno è stato chiesto il parere della popolazione. E se è per questo neanche a Porto Viro nel Delta del Po.

TOSCA PASSERELLA - CONSIGLIERA COMUNALE PORTO VIRO - ROVIGO
Sono venuta a saperlo io perché ero e sono Consigliera comunale ma altrimenti nessuno lo sapeva, perché cercavano di farlo apparire all'inizio come una piccola caldaietta.

MICHELE BUONO FUORI CAMPO
Sicilia orientale, Augusta Melilli Priolo, il più grande polo petrolchimico d'Europa e un rigassificatore della Ionio Gas, di Erg e Shell, che vuole sorgere proprio qui in mezzo.

MICHELE BUONO
Qual è il sito dove dovrebbe sorgere il rigassificatore?

GIACINTO FRANCO - EX CONSIGLIERE COMUNALE AUGUSTA (SR)
E' quello lì dirimpetto dove c'è questa zona a verde. Dirimpetto esattamente all'Icam, l'impianto di polietilene, che nel 1985 è saltato per aria.

MICHELE BUONO FUORI CAMPO
E il 30 Aprile 2006 un altro incidente nella zona industriale.

DAL TGR SICILIA DEL 01/05/2006

"Emergenza a Priolo per un incendio che si è sviluppato nel pomeriggio a causa di una perdita che si è sviluppata lungo una conduttura della raffineria Erg".
" L'incendio in un primo momento sembrava circoscritto poi una serie di esplosioni ha riportato alto l'allarme".

CITTADINA PRIOLO
Tutti imbottigliati nelle macchine! Tutti i cristiani in pigiama, bambini che piangevano! Mamme che cercavano i figli! Ma che caspita ne sapete voi che venite da fuori!

CITTADINO PRIOLO 1
Diciamo che gli impianti sono vecchi, obsoleti ma seriamente! Andare a piazzare un nuovo impianto industriale in una zona che già...il suo tributo l'ha pagato già in questi cinquant'anni e più! Forse è il caso di dire basta!

MICHELE BUONO FUORI CAMPO
E nemmeno in questa zona la popolazione è stata consultata per fare il rigassificatore. Ma a Priolo la gente s'è organizzata in proprio e ha chiesto un referendum. La Ionio gas ricorre al Tar di Catania per impedirlo ma per il Tribunale amministrativo a Priolo si può votare. Il 15 e il 16 luglio i priolesi vanno alle urne. Ha votato il 57,43%. Hanno detto sì al rigassificatore 75 persone, no 5729. E arrivati a questo punto si terrà conto dell'opinione di questi cittadini senza che nessuno, anche questa volta, gliela abbia chiesta?

CITTADINO PRIOLO 2
Uno vota no, giusto? Ma si fa! Perché già la tubazione è là!

MICHELE BUONO FUORI CAMPO
In tutto il mondo di questi impianti ce ne sono una cinquantina e qualche domanda per farne degli altri. Solo in Italia le domande sono 13  per fare rigassificatori, praticamente un quarto di tutti gli impianti esistenti nel mondo. Ma facciamo due conti: nel 2006 il mercato mondiale di gas liquido naturale, trasportato via nave, è stato di 210,52 miliardi di metri cubi, in buona parte verso Stati Uniti e Giappone che non possono essere raggiunti dai gasdotti. 13 ipotetici rigassificatori italiani assorbirebbero più di 100 miliardi di metri cubi di gas, praticamente la metà del mercato mondiale. Ma ce ne sta per tutti?

DAVIDE TABARELLI - PRESIDENTE NOMISMA ENERGIA
Non c'è certezza assoluta che poi ci sia il gas perché ogni impianto di rigassificazione in Italia corrisponde a monte, nei paesi produttori di gas, un impianto di liquefazione. E' anche lì non è così facile fare impianti, non è così difficile come in Italia ma non è così facile. Pertanto, attualmente, il gas liquefatto su nave non è così abbondante e pertanto non è scontato anche se facciamo i rigassificatori trovare a condizioni economiche il gas e poi a volte può essere anche che non si trovi.

MICHELE BUONO FUORI CAMPO
E allora dove sta l'affare per tante imprese energetiche che fanno di tutto per costruire rigassificatori in Italia se il rischio è di rimanere all'asciutto di gas? Guardiamo questa delibera, del 2005, dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas: stabilisce di incentivare nuovi investimenti remunerandoli al 10,6% per 15 anni; prospetta una funzione di hub del territorio italiano per il resto del continente europeo - in parole povere vuol dire fare dell'Italia una infrastruttura logistica per vendere gas all'estero. Ma non erano per l'emergenza nazionale? Poi con l'articolo 13 assicura, anche in caso di mancato utilizzo dell'impianto, la copertura di una quota pari all'80% di ricavi di riferimento. Significa che costruisci un rigassificatore, hai poco gas o nessuno si serve della tua struttura ma prendi lo stesso i soldi. Chi paga? Noi con la bolletta del gas.

MICHELE BUONO
Però sono tanti che desiderano farli in Italia, quindi ci sarà un motivo per cui vogliono farli tutti in Italia e pochi nel resto d'Europa?

ALESSANDRO ORTIS - PRESIDENTE AUTORITÀ PER ENERGIA ELETTRICA E IL GAS
Gli incentivi si ottengono solo e soltanto quando si è in servizio quindi non ci piove!

MICHELE BUONO FUORI CAMPO
Appunto! E quando entreranno in funzione li pagheremo noi i rigassificatori alle imprese, con le bollette del gas. Berlino, Ministero dell'Economia.

MICHELE BUONO
In Germania prevedete degli incentivi alle imprese per costruire rigassificatori, forme di rimborso nel caso in cui l'impianto sia vuoto?

JOACHIM WUERMELING - SEGR. DI STATO ECONOMIA E TECNOLOGIA - GERMANIA
No. Il finanziamento della costruzione e dell'attività di queste infrastrutture per il gas sono completamente a carico degli imprenditori. Perché se l'impresa va bene ci saranno dei profitti, quindi è giusto che gli imprenditori si facciano carico anche del rischio.

MICHELE BUONO FUORI CAMPO
Sarà forse per questo che in Germania c'è una sola domanda per costruire un rigassificatore nel Mare del Nord? Strade della Bassa Sassonia, porto di Wilhelmshaven. Proprio qui davanti, parecchie miglia a largo della costa è stato progettato un impianto di rigassificazione ma senza il rigassificatore. Come si fa? Parte dalla terraferma una conduttura sottomarina e a un po' di miglia più avanti emerge una derivazione attaccata a una boa. Arriva una nave metaniera carica di gas liquido, aggancia la boa, rigassifica a bordo, immette il gas allo stato aeriforme direttamente nella rete nazionale e se ne va. Senza che rimanga nessuna struttura fissa né a terra né a mare, il rigassificatore appunto.

EBERHARD MENZEL - SINDACO WILHELMSHAVEN
E' una nuova tecnologia! Ritengo che con la possibilità che il gas liquido venga trasformato direttamente a bordo di una nave ci sia più sicurezza per la popolazione rispetto ad altri metodi usati fino ad ora.

MICHELE BUONO FUORI CAMPO
Chissà se anche per autorizzare un impianto di questo tipo viene coinvolta la popolazione del luogo?

JOACHIM WUERMELING - SEGR. DI STATO ECONOMIA E TECNOLOGIA - GERMANIA
Sì certo che viene coinvolta la popolazione! Con dei dibattiti pubblici, si discute apertamente e solo alla fine di queste discussioni le Amministrazioni delle città e lo Stato decidono se dare o meno un'autorizzazione.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Formalmente le popolazioni le coinvolgiamo anche noi, come è previsto dalle convenzioni internazionali e dalle direttive europee. Nella pratica: vuoi fare un rigassificatore? Appendi un avviso in bacheca al comune e hai trenta giorni di tempo perché la popolazione interessata faccia le sue osservazioni. Da noi solo qualche giorno fa l'Enel ha allacciato l'impianto fotovoltaico dell'Elma di Brescia quella che avevamo visto all'inizio e ci sono voluti 2 anni. Da gennaio però maggiori garanzie e procedure più semplici per i produttori di rinnovabili. Intanto anche da noi si pensa di rigassificare con la nave. Siccome però il rigassificatore se ne va poi via con la nave, ci chiediamo se anche questi impianti li dobbiamo pagare noi in bolletta. All'Autority ancora non lo sanno.

Rai.it

Siti Rai online: 847