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Puntata del 06/05/2004

PERCHE' LE CENTRALI? - AGGIORNAMENTO DEL 13/04/03

in onda il 06.05.04

di - Ambiente

PERCHE' LE CENTRALI? - AGGIORNAMENTO DEL 13/04/03

Inchiesta: Com'è andata a finire
Autori: Giovanna Boursier
Argomenti: Ambiente
Stagioni: 2004

COMITATI CIVITAVECCHIA
Qua hanno presentato un progetto per riconvertire da olio combustibile a carbone quella centrale che ha una ciminiera di 250 metri di altezza.

COMITATI DURAZZANINO - FORLI'
Proprio qui dietro, vedete, vogliono costruire una mega-centrale termoelettrica da 800 Mw.

COMITATI MINERBIO - BOLOGNA
Lì vogliono costruire una centrale da 800 Mw, un'altra a pochi km a Bentivoglio.

COMITATI BENTIVOGLIO - BOLOGNA
Col discorso della privatizzazione stanno nascendo in Italia progetti di 150 centrali, che è una roba assurda.

AUTRICE
Il decreto Bersani del 16 marzo 1999 ha liberalizzato il mercato dell'energia. Il monopolio non esiste più e l'Enel ha dovuto vendere ai privati circa il 50% dei suoi impianti. Poi, nel 2002, e` intervenuto il decreto sblocca-centrali del ministro Marzano che, in sostanza, dice: le nuove centrali di potenza superiore ai 300 Mw sono considerate "opere di pubblica utilita'" e vengono autorizzate con procedure semplificate.
Si apre, quindi, al mercato e alla concorrenza con la promessa di centrali che miglioreranno impatto ambientale, efficienza e rendimenti. E quindi abbasseranno i prezzi.

CARLO ANDREA BOLLINO - Ministero Attivita' Produttive
Questo e' governo liberista, non ha programmato tu fai una centrale qui, tu sei un mio amico e la fai li'... Questo governo ha detto ho bisogno sempre di 8 mila Mw ma ha lasciato al mercato fare la prenotazione...

AUTRICE
Quindi gli utenti, o clienti, potranno scegliersi il fornitore. Ma i prezzi di quanto scenderanno?

MASSIMO ORLANDI - Amministratore delegato "Energia"
I prezzi potranno scendere di un 15, 20, 25%.

MASSIMO SERAFINI - Legambiente, responsabile settore energia
I prezzi si abbasseranno nella misura in cui ci verrà fornita un'energia procurata con fonti sempre più inquinanti.

LEONARDO ARRIGHI - ENEL direttore programmazione nuove costruzioni
È necessario far diminuire l'incidenza dei combustibili costosi , olio e metano, e far aumentare l'incidenza dei combustibili più a buon marcato. Per questo il nostro piano industriale prevede la riduzione delle centrali ad olio, trasformandole in parte a metano in parte, come nel caso di Porto Tolle, da olio a orimulsion. Altrove, da olio a carbone.

AUTRICE
Altrove significa, per esempio, a Civitavecchia, dove c'è il progetto di convertire la vecchia centrale da olio a carbone, appunto, perché, abbiamo capito, per abbassare i prezzi ai consumatori bisogna far scendere anche i costi dei produttori. E il carbone è il combustibile più economico. Ma nessuno lo vuole. Nemmeno il sindaco. Perché?

ALESSIO DE SIO - Sindaco di Civitavecchia
Perché quando si parla di polveri ultrasottili, ultrafini, quando si citano anche i siti internet dell'Enel o di altre istituzioni che invece vanno verso altri combustibili proprio per il miglioramento dell'ambiente e non si cita il carbone, credo che a questo punto, siccome questo e' un territorio che dal punto di vista ambientale ha pagato un prezzo molto alto, ho deciso di dire no, di schierarmi per il no.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Un anno fa il sindaco aveva detto: a Civitavecchia la centrale a carbone non si fa perché inquina troppo . Oggi ha Cambiato idea. Giovanna Boursier è andata a chiedergli cosa è cambiato e, visto che ormai l'estate è qui e l'anno scorso abbiamo avuto 2 black out, l'energia che produciamo ci basta o no?

D - Ha cambiato idea?

ALESSIO DE SIO - sindaco di Civitavecchia
Io avevo detto che non avrei fatto fare la centrale così com'era stata progettata inizialmente. Dagli attuali 4 gruppi si scende a 3 con una diminuzione della potenza che passa da 2640 a 1980 megawatt e di fatto inquina meno di quello che abbiamo oggi. Lo dicono professori universitari, ingegneri e medici a tutti i livelli.

COMITATO CIVITAVECCHIA
Il sindaco di Civitavecchia ha cambiato idea ma non sul concetto del carbone. Ha cambiato idea soltanto sulla quantità della produzione energetica. E questo secondo noi é assurdo. Non si può cambiare idea su un qualcosa solo riducendolo. Se fa male fa male.

AUTRICE
il sindaco ha cambiato idea. Il carbone un anno fa non andava bene adesso si. Però i cittadini vorrebbero il metano, che inquina di meno. All'Enel abbiamo chiesto perchè insiste con il carbone. Ma non vogliono risponderci. Allora andiamo da uno degli esperti che hanno approvato il progetto.

VINCENZO NASO - presidente Ises Italia
Se si fanno i conti dal punto di vista delle tabelle di impegno, l'impegno della modifica della centrale, riducendola a soli 3 gruppi con il carbone, é oggettivamente migliorativa

AUTRICE
"Oggettivamente migliorativa" ma i conti li facciamo anche noi. Su questa tabella dell'Enel le emissioni diminuiscono ma perché si abbassa la potenza della centrale. Se no scopriamo che l'anidride carbonica aumenta. Il carbone ne produce più dell'olio. A maggior ragione ci chiediamo: perché il sindaco ha accettato questa centrale?

COMITATO CIVITAVECCHIA
Il comune di Civitavecchia per il disagio subito riceverà circa 26 milioni di euro.

D - Cioè é uno scambio?

ALESSIO DE SIO - sindaco di Civitavecchia
No, non é uno scambio

D - Gli fate fare la centrale e in cambio...

ALESSIO DE SIO - sindaco di Civitavecchia
No, é una compensazione perché i fondi vengono dati per il disagio relativo ai 5 anni di cantiere perché ovviamente per 5 anni, o forse anche qualcosa di più, questa città subirà dei disagi per quanto riguarda l'apertura di un cantiere enorme.

AUTRICE
Il bello é che alla fine la centrale continua ad inquinare e avremo anche meno energia. Comunque siamo tutti capaci di dire no ma l'energia la usiamo: vogliamo il condizionatore e magari accendiamo lavapiatti e lavatrice insieme. L'anno scorso c'é stato il black-out. Non uno ma ben due, prima a giugno e poi a settembre. Ce lo ricordiamo tutti. Che cosa é successo?

LUCA D'AGNESE - amministratore delegato GRTN
Il 26 giugno c'é stato un problema di mancanza di produzione. Il 28 settembre invece c'é stato un incidente, un grave incidente sulla rete in cui, per una causa di eventi originatasi all'interno della Svizzera, é venuta a mancare l'alimentazione su tutta la rete di trasmissione italiana.

AUTRICE
Le indagini sono ancora in corso ma pare che a settembre non c'entrasse solo la Svizzera. Anche la nostra rete di trasmissione ha qualche problema. Energia comunque non ne mancava. Nel black-out di giugno invece si. L'Autorità per l'Energia ha appena concluso la sua indagine. Imputato é l'Enel che avrebbe tenuto spente alcune sue centrali. Se fossero state aperte il black-out ci sarebbe stato lo stesso?

ALESSANDRO ORTIS -Autorità per l'Energia Elettrica e il gas
Se avessero dovuto essere aperte non ci sarebbe stata questa interruzione perlomeno la quantità di energia mancante sarebbe stata minore e quindi i disagi potrebbero essere stati minori.

AUTRICE
In realtà non c'é una legge che obbliga i fornitori - come l'Enel - a mettere a disposizione tutta l'energia che sono in grado di produrre. E a volte, quando gli serve, spengono le centrali. Le leggi della convenienza vincono sulle necessità collettive. E allora come si fa a evitare i black-out? L'anno scorso avevamo bisogno di circa 8.000 megawatt e il governo aveva già autorizzato centrali per 7.500. Ma adesso quante ne servono? quante centrali si vogliono fare?

COMITATI
Durazzanino (Forlì) gas metano 800 megawatt. Montecchio Maggiore (Vicenza) gas metano 760 megawatt. Termoli (Campobasso) gas metano 800 megawatt. Montenero di Bisaccia gas metano 400 megawatt e Venafro gas metano 760 megawatt. Civitavecchia Roma carbone 2000 megawatt.

ALESSANDRO ORTIS - Autorità per l'Energia Elettrica e il gas
Per quanto mi consta le autorizzazioni dall'inizio del 2002 sono arrivate a 14.000 megawatt.

AUTRICE
Ad oggi ci servono 53 mila Mw, ne produciamo 47 mila e 6 mila li importiamo. Ma allora perché negli ultimi mesi le centrali approvate sono raddoppiate e le domanda arrivano a ulkteriori 45 mila Mw?

LUCA D'AGNESE - amministratore delegato GRTN
45.000 megawatt non ha nessuna rispondenza. Quello di cui noi abbiamo bisogno ogni anno é di circa 1000/2000 megawatt solo per coprire l'aumento di domanda.

D - Mi dica quando ci fermiamo?

LUCA D'AGNESE - amministratore delegato GRTN
Beh, credo mai

AUTRICE
Ecco, ministro, non stiamo cercando di costruire o di voler fare troppe centrali elettriche in Italia?

ALTERO MATTEOLI - Ministro Ambiente e Tutela del Territorio
Guardi le valutazioni di impatto ambientale che il Ministero dell'Ambiente ha dato favorevoli a costruzioni di nuove centrali sono pari a 39. Molte di queste centrali non vanno ad aggiungersi a quelle già esistenti ma servono per chiudere centrali obsolete e altamente inquinanti.

AUTRICE
Le valutazioni approvate sono 29 e non 39. E non sta scritto da nessuna parte che se si apre una nuova centrale se ne chiude un'altra vecchia e inquinante. Per esempio a Termoli.

COMITATO TERMOLI
E' un progetto nuovo, una centrale che nasce da zero. Non va a sostituire nessuna tecnologia preesistente più inefficiente e più inquinante.

COMITATO FERRARA
Qui hanno intenzione di costruire una nuova centrale elettrica, una turbogas da 80 megawatt. Ci hanno detto che il metano é pulito ma il metano non é pulito.

NICOLA ARMAROLI - ricercatore CNR
Le centrali a turbogas sono le migliori che la tecnologia oggi ci offre come centrali termoelettriche ma nondimeno inquinano.

D - Ma non ci sono dei filtri particolari?

NICOLA ARMAROLI - ricercatore CNR
Si guardi negli Stati Uniti le centrali sono catalizzate. Lo impone la legge. In Italia non lo sono.

AUTRICE
Ma perché l'Enel e i vari produttori non mettono i filtri anche alle nostre centrali? Avrebbe dovuto rispondere l'Enel ma non l'ha fatto. Ci sono le fonti rinnovabili e si potrebbe fare risparmio energetico ma il nostro paese resta sempre più indietro.

GIANNI SILVESTRINI - direttore "Quale Energia?"
Quando la Germania punta sull'eolico in maniera così decisa, 14.000 megawatt di energia dal vento installata.

D - Noi quanta ne abbiamo?

GIANNI SILVESTRINI - direttore "Quale Energia?"
900 megawatt... e installano l'energia del vento per sostituire le centrali inquinanti e il nucleare fanno una scelta industriale. Lo stesso per il fotovoltaico, lo stesso per il solare termico, lo stesso per le biomasse. Cioè oggi ha futuro l'industria che punta alle auto che consumano di meno, frigoriferi che consumano di meno. Pensiamo che negli Stati Uniti, grazie a questi interventi negli anni '90, si é evitato di costruire, si é ridotta la domanda di punta di 23.000 megawatt, cioè l'equivalente di una trentina di grandi centrali elettriche.

AUTRICE
Ma in Italia i frigoriferi a basso consumo costano di più. Perché non fare delle incentivazioni che abbassino i prezzi?

ALTERO MATTEOLI - Ministro Ambiente e Tutela del Territorio
E' più facile dirlo che farlo perché le risorse non ce l'ho.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
In compenso abbiamo le risorse per incentivare l'acquisto del decoder digitale terrestre. Per quel che riguarda le fonti rinnovabili va detto che in Europa noi siamo il paese con il maggior numero di centrali idroelettriche, mentre sul carbone gli altri lo dismettono e noi lo riesumiamo, ma è un modello pulito dicono.

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