Rai 3
Televideo

Puntata del 11/05/2008

ALTERNATIVE

In onda domenica 11 maggio alle 21.30

Ambiente

ALTERNATIVE

Stagioni: 2008
Argomenti: Ambiente

NARRATORE
Nel paradiso dei biscotti, gli aromi la fanno da padrone. Per quanto possa sembrare incredibile, a questa marmellata di fragola al 100% è stato aggiunto l'aroma di fragola.

PATRICK AIBAIDIA-FORNITORE DI AROMI
Le fragole che si trovano da aprile a ottobre hanno sapore, sono state al sole. Da ottobre, di sole se ne vede sempre meno, e di solito le fragole arrivano dalla Spagna o sono coltivate in serra. L'aggiunta di un aroma ci consente di garantire una certa stabilità del prodotto. Siamo costretti a farlo, perch il cliente che compra i biscotti a settembre e poi torna a comprarli a dicembre, se il sapore è diverso non verrà più da noi.

NARRATORE
Urban e Isabelle stanno realizzando il loro sogno. Da un anno, stanno costruendo la loro casa di paglia. Si tratta, di una struttura in legno nella quale si sovrappongono balle di paglia. Il tutto con un rivestimento che ci fa quasi pensare ad un intonaco moderno.

JEREMY VINE
Nell'attesa di una risposta definitiva sul fatto che i ripetitori della telefonia mobile possano o meno danneggiare la salute, il dipartimento scientifico del governo invita ad adottare cautela. E allora perch, mentre i genitori non vogliono che questi ripetitori vengano installati vicino alle scuole, li stanno addirittura mettendo all'interno delle aule?

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Buonasera. Stasera parleremo di tante cose, delle sostanze dannose presenti negli alimenti, in quello che indossiamo o dentro casa, e se è possibile eliminarle o per lo meno ridurle. Cominciamo perpuò con un'inchiesta che ha fatto molto discutere, realizzata un anno fa dalla BBC, e che riguarda le installazioni del wi-fi nelle scuole. La questione ci riguarda perch questa tecnologia si sta diffondendo molto rapidamente. Le comunicazioni senza fili ci danno la libertà di utilizzare un computer come se fosse un telefono cellulare, dove vuoi, quando vuoi, con chi vuoi. Il problema è capire se la lunga esposizione alle onde del wi-fi ha effetti nocivi sulla salute. L'inchiesta di Paul Kenyon, nasce dalla protesta dell'associazione inglese degli insegnanti.

WI-FI: UN SEGNALE DALL'ALLARME
di Paul Kenyon

PAUL KENYON FUORI CAMPO
è la nuova alta tecnologia per la connessione a Internet. Senza fili, senza modem, solo onde radio che si trasmettono attraverso una rete di piccole antenne. Le e-mail, i siti web, i film, si diffonderanno capillarmente per i cieli. L'esplosione dell'utilizzo dei mezzi wi-fi presto diventerà inevitabile, ma c'è un problema. Le radiazioni elettromagnetiche! Uno smog invisibile! La domanda è: sta danneggiando la nostra salute?
Emettono radiazioni simili a quelle dei telefoni cellulari e delle loro antenne. Ci sono state proteste e anche a sabotaggi da parte di coloro che sono convinti che queste emissioni siano dannose. E gli studi scientifici che danno loro ragione, aumentano sempre di più. Nonostante cipuò, il governo ha deciso di andare avanti. Nel 2000 sono stati prodotte e immesse sul mercato tecnologie di nuova generazione per telefoni cellulari e sono stati dati gli appalti per i ipetitori per diversi miliardi di sterline.

GORDON BROWN
Ecco da dove abbiamo preso il denaro. Abbiamo raccolto 22 miliardi da questa vendita e siamo stati anche molto generosi.

WILLIAM STEWART-PRESIDENTE AGENZIA TUTELA SALUTE
Ma un telefono cellulare è una questione di scelta personale. Si può decidere se usarlo o meno, e se non vuoi essere colpito dalle radiazioni semplicemente non accendi il tuo telefonino. Hai tu il controllo della situazione, ecco la grande differenza.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
Sir William Stewart ha un curriculum che potrebbe essere ignorato solo da un politico arrogante. è stato a Capo dei Consulenti Scientifici di Margaret Tatcher, e poi chiamato dal governo di Tony Blair nel 2000 per esaminare l'impatto sulla salute dei telefoni cellulari e delle antenne. Dopo averne studiato gli effetti per un anno, non ha potuto escludere la possibilità che causino danni alla salute.

WILLIAM STEWART-PRESIDENTE AGENZIA TUTELA SALUTE
Prima di tutto ci potrebbero essere dei disturbi delle funzioni cognitive. Poi ci sono indizi che le radiazioni potrebbero provocare tumori. Terzo, sono state riscontate mutazioni della struttura molecolare della cellula.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
La relazione con cui si è conclusa la sua indagine contiene una raffica di raccomandazioni. Allora ci chiediamo: "Possiamo lasciare che i nostri figli siano esposti alle antenne dei telefoni cellulari?

WILLIAM STEWART-PRESIDENTE AGENZIA TUTELA SALUTE
Poich siamo sensibili a questo problema, abbiamo consigliato che le antenne non debbano essere collocate nelle aree in cui i bambini sono più esposti, come parchi giochi e via dicendo.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
Il governo sa che Sir William è preoccupato per la posizione delle antenne vicino alle scuole. Allora perch le stiamo mettendo proprio all'interno delle classi sotto forma di mini antenne wi-fi? Queste emettono lo stesso tipo di radiazioni, quindi quale potrebbe essere il loro potenziale impatto in una classe? Per scoprirlo siamo andati in una scuola di Norwich. L'obiettivo era quello di comparare il livello di radiazione di una tipica antenna dei telefoni cellulari con quella di un wi-fi che permette il funzionamento di un portatile in classe.

PAUL KENYON
Siamo circa a 100 metri dall'antenna qui.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
L'uomo che sta facendo i rilevamenti è un ingegnere elettronico e si chiama Alasdair Philips. Ha fatto rilevamenti per le industrie della telefonia e ha allertato il governo.

PAUL KENYON
Quindi ci troviamo nel raggio principale, dove l'intensità del campo dovrebbe essere più alta, no?

ALASDAIR PHILIPS-INGEGNERE ELETTRONICO POWERWATCH
Sì, questo è il punto in cui il raggio principale dell'emissione giunge a terra, quindi praticamente il punto più intenso del segnale.

PAUL KENYON
Va bene, allora misuriamolo, Ok, e vediamo poi di confrontarlo con l'intensità del segnale wi-fi all'interno della scuola, va bene?

ALASDAIR PHILIPS-INGEGNERE ELETTRONICO POWERWATCH
Sì, certo.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
Abbiamo scelto una scuola media con più di un migliaio di studenti. La scuola ha siglato un accordo per installare il wi-fi inizialmente in 9 delle sue classi e poi, eventualmente, alle altre. Rientra nel programma di governo per migliorare l'uso della tecnologia nelle scuole. Lo chiamano: "Il sistema magico".

PAUL KENYON
Giusto, questo è il punto dove si siedono e sono già tutti in rete.

ALASDAIR PHILIPS-INGEGNERE ELETTRONICO POWERWATCH
Sì, è già collegato in rete, Sì.

ALASDAIR PHILIPS-INGEGNERE ELETTRONICO POWERWATCH
è quasi il triplo di quello che abbiamo rilevato per quell'antenna di telefonia mobile.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
è particolarmente forte per i bambini. I loro crani sono più sottili e si stanno ancora formando. I test hanno mostrato che assorbono più radiazioni degli adulti quando utilizzano i cellulari, e con l'esplosione di antenne, telefonini, e ora il wi-fi, questa generazione come nessuna prima ci vivrà dentro dall'inizio alla fine.

PAUL KENYON
Qui è dove si troverà la testa di un bambino?

ALASDAIR PHILIPS-INGEGNERE ELETTRONICO POWERWATCH
Assolutamente sì, è decisamente più alta di quanto mi aspettassi. E' solo sì.... non in modo continuo, ma è sicuramente così per la maggior parte della lezione se si stanno scaricando file da Internet.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
Dunque abbiamo preso i primi rilevamenti all'interno di quello che è stato definito il raggio di maggiore intensità del campo generato da un'antenna di telefonia mobile. Il consiglio di Sir William Stewart al governo è che quest'intensità di campo non debba trovarsi in nessun punto delle aree della scuola, a meno che la scuola stessa e i genitori non siano d'accordo. Ma i livelli di radiazione all'interno dell'aula erano di gran lunga più alti, tre volte l'intensità dell'antenna più vicina, non in modo continuo, ma durante le fasi di download. Si tratta di risultati controversi che devono essere ripetuti e verificati.

PHILIP PARKIN-SEGRETARIO GENERALE ASSOCIAZIONE DEGLI INSEGNANTI
Penso che le scuole e i genitori debbano preoccuparsi di questo. Quello che chiedo è che ci pensino bene prima di decidere se installare o meno le reti wi-fi.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
Infatti circa il 70% delle nostre scuole secondarie ha già il wi-fi e quasi la metà delle nostre scuole primarie. Ne abbiamo consultate 50, e soltanto una era stata informata dei possibili effetti sulla salute. Abbiamo saputo perpuò che genitori e insegnanti di quattro scuole hanno rispedito indietro il pacchetto del wi-fi, chiedendo perch non venisse utilizzato in classe il normale servizio cablato. In altre scuole gli insegnanti stanno lamentando disturbi fisici e li imputano proprio al sistema.

PHILIP PARKIN-SEGRETARIO GENERALE ASSOCIAZIONE DEGLI INSEGNANTI
Di fatto l'invito alla cautela non è stato accolto visto che il wi-fi è stato immesso sul mercato troppo rapidamente e ormai si sta già diffondendo ovunque. è un po' come cercare di arrestare la marea, è impossibile, sarebbe preoccupante e complicato dover dire un giorno alle scuole "ci sono gravi problemi per la salute legati a queste reti, dovete rimuoverle!"

PAUL KENYON FUORI CAMPO
I livelli che abbiamo rilevato in quella classe sono comunque entro i limiti di sicurezza posti dal Regno Unito, addirittura 600 volte inferiori. Il governo dice che nulla al di sotto di quei valori può creare un effetto dannoso per la salute. Allora perch scienziati di fama mondiale sono così preoccupati? perch sospettano che proprio la soglia del limite di sicurezza possa essere sbagliata. Non c'è ancora stato alcun studio sull'esposizione a lungo termine al wi-fi, perpuò ce ne sono stati migliaia sui telefonini e sulle antenne che emettono livelli simili di radiazioni. Questi studi includono indagini di leader mondiali nel campo. Abbiamo parlato con alcuni di loro via Internet. Dall'UNIVERSITA' di Washington, il Professor Henry Lai, un biologo rispettato dai rappresentanti di entrambe le tesi. In più di 30 anni di ricerca questi ha rilevato effetti sulla salute per radiazioni simili a quelle del wi-fi.

PAUL KENYON
Quanti altri studi ci sono?

HENRY LAI-UNIVERSITA' DI WASHINGTON-SEATTLE
Direi che ce ne sono almeno due o tre mila.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
Lui ha controllato tutti gli esperimenti realizzati sui telefoni cellulari per vedere quanti di questi hanno mostrato un qualche effetto.

HENRY LAI-UNIVERSITA' DI WASHINGTON-SEATTLE
Il cinquanta per cento ha rilevato effetti e l'altro 50% no.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
Il Dottor Gerd Oberfeld di Salisburgo è uno scienziato governativo che chiede la rimozione del wi-fi dalle scuole austriache. Anche lui ha rilevato effetti nocivi dovuti alle onde elettromagnetiche

GERD OBERFELD-MINISTERO SANITA' PUBBLICA-SALISBURGO
Se si osservano i dati è possibile avere una visione molto chiara. è come un puzzle e ogni pezzo si adatta perfettamente: dalle interruzioni nella catena del DNA, ai danni al DNA, fino agli studi sugli animali e alle prove epidemiologiche che mostrano per esempio un aumento dei sintomi e un aumento dell'incidenza del cancro.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
E in Svezia c'è il rinomato Istituto Karolinska. Lsì abbiamo incontrato il Dottor Olle Johansson. Lui ha condotto esperimenti su livelli di radiazioni inferiori a quelle del wi-fi e ha rilevato effetti negativi sull'organismo umano.

PAUL KENYON
Il governo inglese dice che non si è a conoscenza di pericoli a seguito dell'esposizione a queste onde. Ma sono informazioni accurate quelle che stanno diffondendo?

OLLE JOHANSSON-ISTITUTO KAROLINSKA-SVEZIA
No, non credo proprio. Basta guardare la letteratura e si riscontra un alto numero di effetti dannosi, come quelli ai cromosomi: si è registrato un impatto sulla capacità di concentrazione e una diminuzione della memoria a breve termine; un aumento dell'incidenza del cancro e così via.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
E nonostante questo, la versione ufficiale dice che non si è a conoscenza di effetti dannosi...

OLLE JOHANSSON-ISTITUTO KAROLINSKA-SVEZIA
Beh devo dire che è davvero strano.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
La sua ricerca quasi pionieristica lo ha portato a individuare una minoranza che sembra ammalarsi fisicamente proprio quando esposto a questo tipo di elettro-smog. Sono gli elettro-iper-sensibili.

OLLE JOHANSSON-ISTITUTO KAROLINSKA-SVEZIA
Queste persone solitamente sentono che qualcosa non va. Io e lei non potremmo percepirlo. E la domanda è ovviamente questa: tra 25 anni svilupperemo una qualche forma di cancro o malattia neurologica? Non lo sappiamo.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
Un probabile elettro-sensibile che il Professor Johansson ha incontrato, vive nel Lincolnshire vicino a un'antenna per i telefoni cellulari. Ha già partecipato a un importante studio di laboratorio.

PAUL KENYON
Può descrivere la sensazione che prova?

SILVIA WILSON
Sento calore alla testa, come un bruciore, anche sul volto. Mi viene la nausea. un malessere generale e un dolore acuto dietro alla testa.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
Cosa dicono i test di laboratorio? Sono appena terminati. Hanno avuto un finanziamento indipendente e sono stati condotti dall'UNIVERSITA' dell'Essex. I partecipanti sono stati esposti a livelli di radiazione solitamente ammessi per le antenne telefoniche. Silvia riusciva a dire quando l'antenna era funzionante o non funzionante nei due terzi dei casi. I risultati della parte restante dei partecipanti sono ancora in fase di analisi.

PAUL KENYON
Qui è proprio dove l'intensità del campo è maggiore, vero?

SILVIA WILSON
Sì, è proprio forte.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
Quello che accade a Silvia ancora non è chiaro. Quello che è certo è che lei sente di aver bisogno delle schermature dei fogli di alluminio sin da quando si è trasferita in prossimità dell'antenna. Accidenti! è come stare in un enorme forno.

SILVIA WILSON
Già, è così. perch lo schermo di alluminio può realmente fermare parte delle microonde. Le voglio mostrare cosa fa con le microonde.

PAUL KENYON
Okay. Quindi questa è l'area dove si può avvertire che c'è un segnale forte.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
Il suo monitor per le radiazioni converte il segnale dell'antenna in suono.

SILVIA WILSON
Lo schermo protettivo blocca parte del segnale.

PAUL KENYON
Sì.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
Se i sintomi di Silvia sono causati dalle radiazioni, tutto cambia. Cipuò significa che ci può essere un effetto biologico a bassi livelli di emissione come quelli del wi-fi. Cipuò ci porterebbe a buttare i nostri limiti dalla finestra e a porre un punto interrogativo sulla rivoluzione del wi-fi.

WILLIAM STEWART-PRESIDENTE AGENZIA TUTELA SALUTE
Cipuò non significa che il wi-fi conduce automaticamente alla malattia ma potrebbe. Oppure che potrebbe non esserci alcun effetto e quindi nulla di cui preoccuparsi, oppure, che queste persone potrebbero rivelarsi le cavie, i canarini umani del futuro.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
Intere città del Regno Unito sono ora i punti caldi per il wi-fi, 11 in tutto, e il numero è in crescita. Liverpool, Manchester, Edimburgo, Brighton, la city di Londra. Alcuni sono gestiti dalla British telecom, altri da una compagnia chiamata The Cloud . Norwich è stata la prima cittadina della Gran Bretagna dove è stato avviato un progetto pilota finanziato dal governo per una rete wireless. Il governo era così determinato a promuovere il wi-fi che ha lanciato il servizio di Norwich in modo completamente gratuito. Si possono vedere le mini antenne, 200 in tutto, che supportano la rete e creano un centro di connettività.
Il dottor Gibson si è molto allarmato. Prima di entrare in politica è stato per quasi 40 anni biologo specializzato in oncologia. Secondo lui si sta ignorando il principio di cautela.

PAUL KENYON
Ma il governo ha preso sul serio le raccomandazioni in merito al wi-fi?

IAN GIBSON-MEMBRO PARLAMENTO-NORWICH NORTH
Non credo proprio che ci siano dubbi! Anzi non ce ne sono! Il wi-fi si sta diffondendo come il fiore all'occhiello della tecnologia. E' l'industria che comanda in quest'area mentre la sicurezza delle persone che dovrebbero beneficiare della tecnologia, è stata completamente messa da parte. è il "far west" dei gestori di telefonia: mettono le antenne dove vogliono e dicono che non ci sono prove. Ora, vedete, tra cinque, dieci anni ci sarà già abbastanza di cui preoccuparsi. Si potrebbe provare che il wi-fi non è per niente sicuro per certi gruppi di persone.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
Ma mentre il governo va avanti, non frenato, sembra, dal suo stesso consigliere per la salute, altri sono più cauti. La Svizzera, l'Italia, la Russia, al di sotto di quelli inglesi. A Salisburgo il governo si è pronunciato assolutamente contro il wi-fi nelle scuole, mentre in Svezia sta accadendo qualcosa di particolare. Ci siamo andati insieme alla nostra elettro-sensibile Silvia. Il nostro governo non riconosce la sua malattia, ma qui in Svezia è diverso. Nei boschi svedesi c'è il rifugio di un'altra donna anche lei si chiama Silvia.

PAUL KENYON
Da quanto tempo le autorità svedesi hanno riconosciuto ufficialmente l'esistenza di questa malattia?

DONNA ANONIMA
L'hanno fatto nel 2003. Poi hanno dichiarato che si tratta di un'invalidità ufficiale.

PAUL KENYON
Una invalidità?

DONNA ANONIMA
Sì.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
Il governo svedese stima che il 3% della popolazione soffre di questa malattia. Applicate queste percentuali al Regno Unito e otterrete circa 2 milioni di persone. Siamo partiti per Stoccolma, diretti all'appartamento di Silvia situato in centro. Come in Gran Bretagna, anche in Svezia sempre più persone stanno entrando in possesso della tecnologia wi-fi. Ma qui c'è una differenza sostanziale.

SILVIA SVEDESE
Allora, questo è il mio salotto, e oggi è stato qui l'imbianchino e come vedi ha iniziato a dipingere tutto di nero.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
E si tratta di una pittura anti-radiazione?

SILVIA SVEDESE
Sì.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
E' costosa?

SILVIA SVEDESE
E' molto costosa.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
La pittura anti-radiazione è pagata dall'autorità locale. La protegge dalle radiazioni emesse dai wi-fi dei vicini e dalle antenne telefoniche. Dunque gli svedesi hanno a disposizione le stesse prove scientifiche ma loro riconoscono ufficialmente gli ammalati. Nelle scuole svedesi, anche se c'è solo una persona che sembra mostrare sintomi causati del wi-fi il sistema viene rimosso e l'aula viene schermata. Voi penserete che le decisioni del nostro governo si basano sulle raccomandazioni del suo numero uno nel campo scientifico, quello a cui ha affidato il compito di proteggere la nostra salute, Sir William Stewart, e invece si è rivolto prima di tutto all'Organizzazione Mondiale della Sanità che ha ribadito che non ci sono effetti dannosi per la salute causati dall'esposizione nel tempo a un cosi' basso livello di radiazioni elettromagnetiche.

PAUL KENYON
Lei che cosa ne pensa?

WILLIAM STEWART-PRESIDENTE AGENZIA TUTELA SALUTE
Penso che dovranno rivedere le affermazioni che stanno facendo.

PAUL KENYON
Ma secondo lei, le loro dichiarazioni non sono basate su analisi scientifiche?

WILLIAM STEWART-PRESIDENTE AGENZIA TUTELA SALUTE
Io penso che le loro riflessioni non siano accurate.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
La carica del signor Stewart per il governo inglese potrebbe corrispondere a quella del presidente del nostro istituto superiore di sanità, e lui dice che bisognerebbe adottare il principio di cautela e l'organizzazione Mondiale della Sanità dovrebbe rivedere le sue dichiarazioni. Questa tecnologia che copre il 70% delle scuole inglesi è presente nel 10% delle nostre scuole dell'obbligo e nell'80% delle nostre università.

Wi-fi, cioè la connessione a internet senza fili, è orami presente dappertutto. Secondo l'OMS considerati i livelli di esposizione non c'è nessuna evidenza scientifica che i segnali prodotti dalle reti wireless possano provocare effetti nocivi per la salute, ma bisogna continuare a monitorare la situazione. Anche l'agenzia britannica per la salute che ha al suo interno uno dei gruppi di ricerca scientifica tra i più qualificati al mondo scrive sul suo sito che non ci sono evidenze di effetti dannosi, ma bisogna tenere la situazione sotto controllo. Il presidente dell'agenzia invece dichiara che le onde possono provocare effetti nocivi e prima di andare avanti in maniera massiccia nella diffusione sarebbe necessario fare studi più approfonditi. Ma chi stabilisce i limiti delle radiazioni? L'Icnirp, ovvero una commissione internazionale di scienziati incaricati dall'oms.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
Ed è qui che sorge il problema, perch l' ICNIRP non riconosce alcun effetto biologico quindi basa i limiti di esposizione sull'effetto termico. In altre parole, la radiazione elettromagnetica deve essere forte a tal punto da surriscaldare gli organi interni prima di essere soggetta a limiti. Ecco perch i nostri limiti di sicurezza sono così alti.
Le pare un'azione responsabile, da parte di un governo, porre limiti in base a quanto si scaldano gli organi interni?

HENRY LAI-UNIVERSITA' DI WASHINGTON-SEATTLE
Beh, penso che sia irresponsabile stabilire un limite soltanto sulla base di uno standard termico. Se lo si stabilisce solo in base a questo effetto, si trascura una lunga serie di dati.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
La maggior parte dei paesi, incluso il Regno Unito, stabilisce i limiti delle radiazioni secondo le linee guida dell'ICNIRP. Potrebbero quindi sbagliarsi?

OLLE JOHANSSON-ISTITUTO KAROLINSKA-SVEZIA
Beh speriamo di no, perch, come dice lei, i governi e quindi i paesi stessi, e intere popolazioni fanno affidamento su di loro, e spero che stiano dando un messaggio giusto e corretto.
Tuttavia, so anche che sono pesantemente influenzati dall'industria e quindi penso che il messaggio principale che lanciano è che se si è al di sotto di un certo livello termico allora è tutto a posto. E ....

PAUL KENYON
E fanno bene a elaborare le loro linee guida solo in base agli effetti termici?

OLLE JOHANSSON-ISTITUTO KAROLINSKA-SVEZIA
Oh no, no, no, è tutta spazzatura direi. Non si può fare affidamento su quelle linee guida.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
E allora perch lo fanno? Sono andato a Roma per incontrare l'uomo che il nostro governo sembra preferire al suo stesso consigliere Sir William Stewart. Lo scienziato responsabile della posizione dell'Organizzazione Mondiale per la Sanità, OMS, colui che ha stabilito i parametri standard del gruppoICNIRP. è un personaggio controverso. Il Dottor Mike Repacholi oggi non lavora più per l'OMS, ma ha preso decisioni che influenzano le nostre vite.

PAUL KENYON
Quando sul sito web dell'OMS si dice che: "Non si ha notizia di effetti dannosi per la salute" si sta dando alle persone un' informazione davvero completa?

MICHAEL REPACHOLI-DIP. INGEGNERIA ELETTRONICA-UNIVERSITA' LA SAPIENZA-ROMA
Quando è stata posta quella dichiarazione sul sito web si intendeva dire che non sono stati provati effetti sulla salute, e a questo si arriva dopo lunghe sperimentazioni in laboratorio utilizzando collaudate tecniche di studio.

PAUL KENYON
Ma Henry Lai dice che li ha trovati, ed anche Olle Johansson li ha riscontrati. Voglio dire che ci sono scienziati stimati che affermano di aver rilevato questi effetti negativi sulla salute ben al di sotto di quei livelli di radiazioni. Si sbagliano?

MICHAEL REPACHOLI-DIP. INGEGNERIA ELETTRONICA-UNIVERSITA' LA SAPIENZA-ROMA
Se hanno fatto pubblicazioni saranno state valutate insieme a tutte le altre, ogni commissione di revisione valuta tutti gli studi, insieme a tutte le altre pubblicazioni per stabilire se sono comparabili, si valuta quanti studi apportano prove in una direzione e quanti in quella opposta. E se il peso delle prove che suggeriscono che non c'è alcun effetto biologico negativo supera quello delle prove che invece lo mostrano, allora si stabilisce che non c'è alcun effetto.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
Ma il punto controverso è proprio questo. Il Dottor Repacholi lavorava per la stessa industria che ha creato questa forma di radiazioni. Prima di lavorare per la OMS, è stato esperto consulente dell'industria della telefonia, che ha piazzato i ripetitori nelle posizioni più controverse.

PAUL KENYON
Crede di essere davvero indipendente come scienziato?

MICHAEL REPACHOLI-DIP. INGEGNERIA ELETTRONICA-UNIVERSITA' LA SAPIENZA-ROMA
Io so chi sono. Io dico solo quello che dice la scienza, e questa .... secondo me questa è una visione indipendente. Se la gente la vede diversamente-non posso farci niente.

PAUL KENYON
Lei lavorava per l'industria prima che per il OMS per l'ICNIRP.

MICHAEL REPACHOLI-DIP. INGEGNERIA ELETTRONICA-UNIVERSITA' LA SAPIENZA-ROMA
Sì, è vero.

PAUL KENYON
E ha lavorato per loro anche dopo.

MICHAEL REPACHOLI-DIP. INGEGNERIA ELETTRONICA-UNIVERSITA' LA SAPIENZA-ROMA
Sì, e sfido chiunque a dire che ho cambiato idee per ricevere finanziamenti, che io vada all'inferno se l'ho fatto.

PAUL KENYON FUORI CAMPO
Quindi il nostro governo può scegliere. O seguire le raccomandazioni di scienziati come il Dr. Repacholi e della OMS, che dicono in effetti: "Diffondeteli e non bloccatene l'utilizzo finch non viene provato che c'è un rischio". O seguire il suo stesso consigliere che dice: "Aspettate, non vi precipitate fino a che non siete certi che sia sicuro". E fino a che non si decideranno, saranno i nostri ragazzi a fare da cavie?

PAUL KENYON
Lei permetterebbe ai suoi bambini di star seduti per ore davanti a un computer con tecnologia wi-fi quando vanno a scuola?

HENRY LAI-UNIVERSITA' DI WASHINGTON-SEATTLE
E' una domanda dura, io credo di no. Io limiterei l'esposizione a questo tipo di radiazioni.

GERD OBERFELD-MINISTERO SANITA' PUBBLICA-SALISBURGO
Io raccomanderei ai genitori di dire alla scuole di rimuovere il wi-fi o altrimenti di cambiare scuola.

PAUL KENYON
Se avesse dei figli che vanno in una scuola che utilizzano la tecnologia wi-fi, si sentirebbe tranquillo, nessuna perplessità?

MICHAEL REPACHOLI-DIP. INGEGNERIA ELETTRONICA-UNIVERSITA' LA SAPIENZA-ROMA
Nessuna. Mi assicurerei che abbiano dei portatili e che possano imparare.

WILLIAM STEWART-PRESIDENTE AGENZIA TUTELA SALUTE
Credo che ci sia bisogno di un'indagine sul wi-fi e sulle altre questioni attinenti.

PAUL KENYON
Con calma o in tempo rapidi?

WILLIAM STEWART-PRESIDENTE AGENZIA TUTELA SALUTE
Penso che sia proprio il caso di farlo adesso.

PAUL KENYON
E se non si facesse nulla?

WILLIAM STEWART-PRESIDENTE AGENZIA TUTELA SALUTE
Chi lo sa?

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Biblioteche pubbliche del comune di Parigi hanno sospeso il segnale wifi perch il personale e utenti dopo l'installazione hanno accusato dolori muscolari e insonnia e vertigini. In Canada il rettore dell'Università dell'Ontario ha cablato il campus con fibre ottiche e disattivato le centraline wi-fi. In tutte le scuole di Francoforte è stato vietato per un anno, hanno cominciato a cablarne, dopodich liberi di utilizzare un mezzo o l'altro.
e il governo Merkel ha chiesto ai tedeschi di privilegiare l'accesso via cavo, e comunque di stare esposti il meno possibile finch non se ne saprà di più. Questa è la posizione ufficiale del governo tedesco.
Qual è invece la posizione dell'Italia visto che anche noi si sta espandendo a vista d'occhio?
Secondo l'istituto superiore di sanità dice "non c'è problema, ma bisogna continuare a monitorare la situazione". Secondo Il CNR bisogna adottare il "principio di cautela" se ne sa troppo poco, e poi aggiungono visto che sono stati spesi tanti soldi per cablare le città con fibra ottica, più sicura, meno inquinante e che garantisce lo stesso servizio, perch abbandonare questo sistema per adottare poi quello via etere? è vero che sono state stabilite delle soglie, ma la somma delle fonti a cui siamo esposti aumenta : telefonino, wifi, antenne dei ripetitori, eccetera. A piccole dosi nulla fa male, c'hanno sempre raccontato così, il problema, per tutto, è sempre la quantità.

AROMI: DEGLI INTRUSI NEI NOSTRI PIATTI
di Vronique Prault, di Emanuelle Charles

NARRATORE
A Grenoble, dal 1954, il Biscottificio Louvat produce biscotti artigianali, con una ricetta che si tramanda di padre in figlio. Zucchero, farina, uova.... E una pozione magica: l'aroma.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Gli aromi stanno ovunque, negli insaccati, negli yogurt, formaggi, ovviamente nei prodotti di pasticceria, in sostanza in tutti i prodotti confezionati. Possono essere naturali, e cioè il sapore di vaniglia è dato dalla vaniglia, quello di fragola dalla fragola oppure sintetici, dove la fragola e la vaniglia non l'hanno vista nemmeno lontanamente. Alla lunga il finto è addirittura più buono del vero. Il problema allora qual è? Il filmato è dell'agenzia indipendente Caparesse ed è stato realizzato da Veronique Preoult e Manuelle Charles.

GRARD LOUVAT-A. D. DEL BISCOTTIFICIO LOUVAT
Questo è un frollino con pepite di cioccolato all'interno. Anche in questo caso, aggiungiamo un aroma d'arancia, perch abbiamo notato che l'aroma d'arancia si sposa perfettamente con il gusto del cioccolato.

VOCE FUORI CAMPO
Quindi gli aromi stanno dappertutto?

GRARD LOUVAT-A. D. DEL BISCOTTIFICIO LOUVAT
Stanno dappertutto. Anche qui, in questi tortini. Questi sono tortini con uva passa e canditi e all'interno aggiungiamo aroma di vaniglia, di arancia e di limone. In questo prodotto, in questo tortino, ci sono tre tipi di aromi.
Se vogliamo che la gente mangi i nostri prodotti, bisogna che siano buoni, che lascino un buon sapore in bocca. Se lei fa un biscotto, una ricetta, senza aroma, quindi senza sapore, quel prodotto lo venderà una volta sola!

NARRATORE
Nel paradiso dei biscotti, gli aromi la fanno da padrone. Per quanto possa sembrare incredibile, a questa marmellata di fragola al 100% è stato aggiunto l'aroma di fragola.

PATRICK AIBAIDIA-FORNITORE DI AROMI
Le fragole che si trovano da aprile a ottobre hanno sapore, sono state al sole. Da ottobre, di sole se ne vede sempre meno, e di solito le fragole arrivano dalla Spagna o sono coltivate in serra. L'aggiunta di un aroma ci consente di garantire una certa stabilità del prodotto.
Siamo costretti a farlo, perch il cliente che compra i biscotti a settembre e poi torna a comprarli a dicembre, se il sapore è diverso non verrà più da noi.

NARRATORE
Lo stesso sapore tutto l'anno.... Gli aromi rassicurano il consumatore. Di conseguenza, hanno invaso l'intero settore agroalimentare e anche quello della ristorazione. Destinazione Lille.
Incontro con Bertrand Simon, capo cuoco, maestro di cucina e grande sostenitore degli aromi. Ogni anno si vendono ai grandi ristoranti 100.000 boccette come queste.

BERTRAND SIMON-CAPO CUOCO
Questi aromi sono utilizzati da molti ristoratori e permettono veramente di sbizzarrirsi ai fornelli.

NARRATORE
Menu del giorno: 100% aromi. L'aroma di tartufo esalta la vinaigrette.
L'aroma di fungo porcino compensa la perdita di sapore dei funghi durante la cottura. Quanto alla salsiccia, è affumicata....senza fumo.

BERTRAND SIMON-CAPO CUOCO
Preparo una base oleosa, che è un ottimo supporto per gli aromi. Quindi, un po' d'olio d'oliva qui... qualche goccia di aroma affumicato. Non troppo.

NARRATORE
Una pozione magica. Inoculata con la siringa, nel cuore della salsiccia.

BERTRAND SIMON-CAPO CUOCO
Qui abbiamo aggiunto l'aroma affumicato, ma ognuno può scegliere l'aroma che preferisce: aroma di funghi, aroma di cipolla o qualunque altro tipo di aroma, basta scegliere la base più adatta.

VOCE FUORI CAMPO
Questo non è un proprio un tipico gesto da cuoco?

BERTRAND SIMON-CAPO CUOCO
Tutti hanno un'immagine poetica e antiquata del cuoco, mentre noi oggi lavoriamo con l'elettronica, lavoriamo con prodotti di ogni genere, con... prodotti sottovuoto, disidratati, prodotti di ogni tipo, e allora perch stupirsi della siringa?

NARRATORE
Oggi la salsiccia si affumica senza fumo e la crema inglese alla vaniglia probabilmente non ha mai visto in faccia un baccello di vaniglia. Ma, dopo tutto, cosa cambia?
Destinazione Grasse, capitale del profumo e degli aromi. Vogliamo sapere come si fabbricano gli aromi. Nei pressi della fabbrica si sente un forte odore di caramello.
Siamo nella Divisione Aromi della società Robertet, rinomato profumiere dal 1875. Estrazione, distillazione, nebulizzazione; qui si lavorano 4000 materie prime diverse per estrarne l'essenza. E, necessariamente, alcune fasi della lavorazione sono ancora abbastanza artigianali.

JEAN-DANIEL WIDENT-ADDETTO ALLA FABBRICAZIONE
Sono 437 chili, ci vorrà tutta la mattinata.

NARRATORE
Specialità dell'azienda: aromi naturali, prodotti a partire da materie prime. Una caratteristica originale, che è valsa alla società il decimo posto nel mercato mondiale degli aromi.

GWEN CRAS-DIRETTORE MARKETING
Questa banana di fatto serve a preparare gli aromi alimentari che si trovano in alcuni biscotti, gelati, yogurt.

NARRATORE
Alcolati, estratti, essenza, ecco cosa si ottiene: 4000 succhi che serviranno a comporre una sinfonia di migliaia di aromi.
Qui si fanno le miscele più incredibili. E, per ottenere il nostro aroma di fragola, quindi ricreare il gusto del frutto, oltre alla fragola, servono decine di altri ingredienti.

JACQUES GALINDO-DIRETTORE INDUSTRIALE
La nostra società è in grado di produrre 500, 700 aromi di fragola, secondo le richieste dei clienti, con un sapore più o meno fruttato, più o meno boscoso; qui stiamo assistendo alla miscelazione di diversi ingredienti, con una particolarità, e cioè che alcuni di questi possono anche non avere nulla a che fare con la fragola. Ad esempio, in questo caso, abbiamo limone, uva e sambuco e proprio da questo insieme di miscele si ottiene il gusto aromatico di fragola.

NARRATORE
Un unico ingrediente, un'unica molecola, anche completamente diversa dalla fragola, può cambiare tutto.

GWEN CRAS-DIRETTORE MARKETING
Sente questo odore? è odore di formaggio. Di fatto, è un composto naturale che rientra tra gli ingredienti dell'aroma di fragola e gli conferisce delle caratteristiche di naturalezza e freschezza. Quindi, si tratta di una molecola che in partenza non ha un buon odore ma che esalta moltissimo la freschezza di un prodotto alla fragola.

NARRATORE
Una combinazione sorprendente, frutto di anni di lavoro. E infatti, per tutelare il segreto, qui nessuno conosce per intero la ricetta dell'aroma di fragola.

JACQUES GALINDO-DIRETTORE INDUSTRIALE
Per evitare lo spionaggio industriale, abbiamo diviso la formula in due parti. La parte che abbiamo preparato poco fa, più una formula che sarà aggiunta a quella e che costituisce la base. Questo ci permette di evitare che tutti i laboratori entrino in possesso della formula; in questo modo, gli anni di ricerca su un aroma restano coperti dal segreto più assoluto.

NARRATORE
In altri termini, esiste una ricetta e, all'interno della ricetta, esiste una formula segreta, elaborata a parte, che è quella che farà la differenza.
La ricerca delle formule è compito dei tecnici di aromi. Professionisti del profumo, formati come "nasi" ma diventati "bocche" per soddisfare le esigenze dell'industria agroalimentare.

GWEN CRAS-DIRETTORE MARKETING
E' un cliente tedesco, che chiede di preparare un aroma alla pesca, da aggiungere a questa base; è uno yogurt senza grassi, dolcificato, vedi un po' cosa puoi fare per la formulazione.

NARRATORE
Prima tappa: valutare il sapore di questo prodotto dietetico.

JEAN-PIERRE NGRIN-TECNICO DI AROMI
Siamo in presenza di una base di latte di mandorla, senza zuccheri aggiunti, in cui risaltano i difetti, ossia una certa amarezza dovuta allo zucchero sintetico e al fatto che contiene pochissimi grassi.

VOCE FUORI CAMPO
In altri termini il sapore è cattivo?

JEAN-PIERRE NGRIN-TECNICO DI AROMI
Il sapore è cattivo. Il nostro mestiere è proprio quello di nascondere i cattivi sapori.
Quindi prendo... Ad esempio il Cis-3-exenolo. è una molecola che ricorda l'erba calpestata o tagliata. Il Transexenolo è una molecola verde, con una nota di erba secca. L'Alcolato isoamilico invece è una nota boscosa.

NARRATORE
In questo caso, il tecnico di aromi utilizza aromi sintetici, una ricomposizione chimica di molecole, senza fare ricorso alla materia prima. Questa azienda non ne fabbrica direttamente, ma è comunque costretta a lavorarci.

GWEN CRAS-DIRETTORE MARKETING
La differenza tra un aroma sintetico e un aroma naturale è spesso una questione economica. Quando un'industria chiede ad esempio un aroma di fragola, e vuole spendere poco, è evidente che si userà un aroma sintetico, cioè un prodotto chimico.

NARRATORE
E il consumatore lo verrà a sapere? Saprà che per vendergli il suo yogurt alla fragola ad un prezzo più basso, l'imprenditore ha utilizzato aromi sintetici al posto degli aromi naturali?
Destinazione Marsiglia. L'operazione ha inizio al supermercato. L'ispettrice della Direzione Generale dei Consumi, della Concorrenza e della Repressione delle Frodi, Virginie Lonard, Individua le etichette sospette, quelle che potrebbero far pensare che il prodotto contiene aromi naturali, mentre in realtà sono forse artificiali.

VIRGINIE LEONARD-ISPETTRICE
Quando il fabbricante mette sull'etichettatura un fiore o un baccello di vaniglia, è tenuto ad utilizzare in quel prodotto un aroma naturale di vaniglia, e non un aroma artificiale. è un obbligo imposto dalla legge.

VOCE FUORI CAMPO
P uò capitare che le cose vadano diversamente?

VIRGINIE LEONARD-ISPETTRICE
Sì, certo. Noi siamo qui proprio per garantire il rispetto della normativa.

NARRATORE
Ogni anno si eseguono 1000 prelievi come questo nei supermercati. Il direttore non fa una piega.

VIRGINIE LEONARD-ISPETTRICE
Preleviamo 3 campioni. Uno lo mandiamo al laboratorio, per le analisi, uno rimane a lei, e uno lo porterpuò io alla Direzione dipartimentale. Gli ultimi due campioni serviranno per nuove analisi, qualora lei volesse richiedere una perizia di parte.

NARRATORE
La legge parla chiaro: la ditta è responsabile di cipuò che vende. Se le analisi dovessero evidenziare una frode, rischierebbe una multa di 37500 euro e 2 anni di carcere.
Seconda tappa: il laboratorio. E' l'ora della verità per la nostra composta alla vaniglia.

FRÉDRIC SALTRON-DIRETTORE DI LABORATORIO
Andremo ad estrarre una componente caratteristica dell'aroma di vaniglia, la vanillina, e vedremo se è stata realmente prodotta da Madre Natura, attraverso la fotosintesi in un baccello di vaniglia, oppure se è stata riprodotta chimicamente.

NARRATORE
Le industrie sono fortemente tentate di sostituire l'una con l'altra: la vaniglia naturale è mille volte più cara della vaniglia sintetica. Qualche ora dopo, arriva il risultato.

FRÉDRIC SALTRON-DIRETTORE DI LABORATORIO
Guardiamo il valore. Dunque... Sappiamo che in questo punto c'è la vanillina.
Qui vediamo che il valore è-20,5. è tipico della vanillina estratta dalla vaniglia. Se si fosse trattato di vanillina sintetica, avremmo un valore di-28,-30.

NARRATORE
Questa volta l'etichetta è regolare, e questo accade nove volte su dieci.
Ma l'elenco dei contraffattori esiste, ed è stato pubblicato qualche settimana fa dalla rivista "Que choisir". Un'inchiesta ad ampio spettro, condotta in collaborazione con il laboratorio di Marsiglia, proprio sulla vaniglia, l'aroma più utilizzato dall'industria agroalimentare.

FLORENCE HUMBERT-GIORNALISTA
Questi sono i buoni, vale a dire quelli che scrivono sull'etichetta che la vaniglia che hanno utilizzato è vera, naturale, ed effettivamente le nostre analisi lo hanno confermato.
Invece, da questa parte i risultati sono meno buoni. Qui sono stati fatti un po' di giochini: si prende l'aroma naturale, si aggiunge un po' di aroma chimico e il gioco è fatto.
Questo che vedete è un tipico esempio di imbroglio: un po' di aroma naturale di vaniglia, in dosi decisamente omeopatiche, e poi si aggiunge l'aroma chimico, che è quello che darà il vero profumo. Il consumatore è tratto in inganno perch apre il vasetto e vede dei puntini neri, e naturalmente pensa che siano dovuti alla presenza di baccelli di vaniglia. In realtà, il prodotto contiene baccelli di vaniglia svuotati.

NARRATORE
è difficile per il consumatore non cadere nella trappola. E ancora più difficile è evitare gli aromi. Florence Humbert ha accettato di fare un esperimento: la spesa senza aromi. Al banco frigo è facile: basta scegliere yogurt naturali. Ma già quando si arriva al banco dei salumi, le cose si complicano.

FLORENCE HUMBERT-GIORNALISTA
Di solito, il prosciutto è un prodotto abbastanza naturale. E invece, stranamente, in questo prosciutto ci sono degli aromi. I grandi chef utilizzano gli aromi? Andiamo a scoprirlo insieme a Joel Robuchon e a questo gratin di granchio alle penne rigate. Bisogna cercare bene, ma in fondo all'elenco degli ingredienti li troviamo sempre. Aromi di pesce, crostacei, sedano. è chiaro che il 15% di granchio è un po' poco per dare profumo al gratin.

NARRATORE
E allora, che si mangia?

FLORENCE HUMBERT-GIORNALISTA
Si prende un pollo... Molto semplicemente.

VOCE FUORI CAMPO
Non ci sono aromi?

FLORENCE HUMBERT-GIORNALISTA
Qui non ci sono aromi, no, no.

NARRATORE
Il segreto della spesa senza aromi: i prodotti non trasformati. Destinazione reparto frutta e verdura, preferibilmente freschi, e anche, perch no? In scatola.

FLORENCE HUMBERT-GIORNALISTA
I piselli sono davvero un prodotto molto semplice, è strano eppure anche qui ci sono aromi.

NARRATORE
Stanno dappertutto, ma è un argomento tabù. Danone, Nestl, Unilever, Herta, Marie, Fleury Michon, tutte le grandi industrie si sono rifiutate di parlare dei loro aromi. Chissà perch!

FLORENCE HUMBERT-GIORNALISTA
Le industrie non mettono mai gli aromi al primo posto, perch in questo periodo c'è un grande ritorno ai prodotti naturali e, quindi, quando si fa la spesa bisogna veramente andare a leggere fino in fondo l'elenco degli ingredienti per riuscire a scovarli.

NARRATORE
Destinazione Nancy, ospedale centrale.
Qui, si cominciano ad intravedere i primi problemi causati dagli aromi. Questo reparto di allergologia è specializzato in allergie alimentari.
Questa mattina, Alex, di due anni, si sottoporrà a nuovi test cutanei per fare il punto sulle sue allergie. I primi sintomi della malattia si sono manifestati quando aveva due mesi e mezzo.

DONNA
Aveva praticamente il viso coperto di pustole. Mi hanno detto che si trattava di un eczema, quindi abbiamo usato diverse creme; poi, si è scoperto che si trattava semplicemente di allergie alimentari.

NARRATORE
La professoressa Monneret-Vautrin si chiede se Alex non sia allergico agli aromi. I test confermano che il bambino è ancora allergico al latte, alle uova, al glutine e alla farina di grano. Ma a due anni di distanza ha ancora degli eczemi. perch?

MONNERET-VAUTRIN-PRIMARIO REPARTO ALLERGOLOGIA
L'allergia agli aromi è piuttosto rara, ma quando un eczema si trascina in questo modo e i primi test rivelano già la sensibilizzazione a 4 gruppi di alimenti, significa che il terreno allergico è molto esteso, e bisogna chiedersi se non ci sia qualcos'altro.

NARRATORE
Problema: non esistono test cutanei come questi per gli aromi, a parte la vaniglia. Sarà dunque necessario fare un'indagine, conservare tutte le etichette degli alimenti assunti da Alex per analizzarle. Com'è stato fatto, ad esempio, con queste ricerche che riguardano un altro bambino.

MONNERET-VAUTRIN-PRIMARIO REPARTO ALLERGOLOGIA
Ecco, qui dice "aroma", ma non sappiamo di quale aroma si tratti. è questo il problema. Se davvero questo bambino mangiasse tutti i giorni questo prodotto, potremmo rivolgerci all'industria per farci dare la composizione esatta dell'aroma.

NARRATORE
Dalla fine del 2005, è entrata in vigore una nuova normativa che dovrebbe permettere di risparmiare tempo: le industrie sono tenute ad indicare gli ingredienti allergenici presenti nella composizione dei loro aromi.
Ma è soprattutto il viavai di neonati che affollano il suo reparto a preoccupare la Professoressa Monneret-Vautrin.

MONNERET-VAUTRIN-PRIMARIO REPARTO ALLERGOLOGIA
Sarebbe opportuno che le industrie non fabbricassero tanti alimenti molto aromatizzati per i neonati al di sotto di un anno. Secondo me, quella è un'età in cui gli aromi potrebbero avere effetti più pesanti di quanto ancora non si sappia.

NARRATORE
Sotto accusa sono gli alimenti per l'infanzia aromatizzati alla vaniglia. Di fatto, nella maggior parte dei casi, l'aroma serve a nascondere il sapore sgradevole del ferro, aggiunto come integratore alimentare. Benvenuto, piccolino, nel meraviglioso mondo degli aromi. Destinazione Digione. Nel Centro del Gusto ci si preoccupa anche delle abitudini alimentari dei più piccoli. Marin ha 8 mesi e non sa di essere al centro di un sofisticato dispositivo di osservazione. In fondo al biberon, un tampone che diffonde un odore gradevole.
Poich, data la sua età, è difficile analizzare le reazioni di Marin, l'esperimento è ripreso da una telecamera, e le immagini saranno in seguito meticolosamente studiate con un software per l'analisi comportamentale. Questa volta l'odore è sgradevole.
Fino all'età di due anni, il piccolo Marin sarà sottoposto a diversi test e le sue reazioni saranno confrontate con quelle di altri piccoli volontari. Obiettivo: osservare come si forma il gusto dei neonati. E a volte il messaggio è alquanto chiaro ...
Questo studio durerà diversi anni; i ricercatori come Vincent Boggio stanno iniziando solo adesso ad occuparsi dell'impatto degli aromi sulla formazione del gusto.

VINCENT BOGGIO-RICERCATORE
Uno studio pubblicato in Germania ha evidenziato che gli adulti conservano un lontano ricordo della vanigliatura dei prodotti a base di latte che hanno consumato da neonati. Gli adulti che sono stati alimentati in passato con un latte aromatizzato alla vaniglia preferiscono il Ketchup che contiene quell'aroma.

NARRATORE
Ecco in che modo l'aroma di vaniglia fa vendere il Ketchup. Si può quindi parlare di assuefazione, o addirittura di dipendenza dagli aromi?
Dobbiamo considerarci vittime di una manipolazione del gusto, a nostra insaputa, sin dalla più tenera età? Destinazione Nantes. Rientro in classe, dopo pranzo, per questi alunni di prima e seconda elementare. Loro non lo sanno ancora, ma hanno già sviluppato una dipendenza dall'aroma di fragola. Per questi bambini, oggi pomeriggio, lezione di educazione del gusto.

MARIE-CLAIRE THAREAU-ASSOCIAZIONE "POMME ET SENS"
Prendiamo il primo bicchiere e...

NARRATORE
Marie-Claire Thareau, ingegnere agronomo, ha ideato una serie di attività per stimolare lo sviluppo del gusto.

MARIE-CLAIRE THAREAU-ASSOCIAZIONE "POMME ET SENS"
Vi siete accorti che nella vostra bocca sta succedendo qualcosa.

NARRATORE
Questo esperimento vuole portare i bambini a riflettere sugli aromi. Altro bicchiere e correzione.

MARIE-CLAIRE THAREAU-ASSOCIAZIONE "POMME ET SENS"
Allora, che cosa c'era?

BAMBINA
La fragola.

MARIE-CLAIRE THAREAU-ASSOCIAZIONE "POMME ET SENS"
Allora, in quale bicchiere era la fragola?

BAMBINA
Nel primo.

MARIE-CLAIRE THAREAU-ASSOCIAZIONE "POMME ET SENS"
Nel primo recipiente c'era una bevanda aromatizzata alla fragola. Hanno preso dell'acqua, così, e hanno aggiunto qualche goccia di un liquido che si è mischiato all'acqua e le ha dato quel profumo. Significa che non hanno usato fragole vere. In un certo senso, siamo stati imbrogliati.

NARRATORE
E l'altro bicchiere?....

MARIE-CLAIRE THAREAU-ASSOCIAZIONE "POMME ET SENS"
Come ti è sembrato?

NARRATORE
Era dolce.

MARIE-CLAIRE THAREAU-ASSOCIAZIONE "POMME ET SENS"
Era dolce?

BAMBINA
Sì, sapeva un po'di caramello.

MARIE-CLAIRE THAREAU-ASSOCIAZIONE "POMME ET SENS"
In quello c'era del vero sciroppo di fragola.

NARRATORE
Sorpresa: i bambini non l'avevano riconosciuto.

MARIE-CLAIRE THAREAU-ASSOCIAZIONE "POMME ET SENS"
Per loro, la fragola ha il sapore dello sciroppo industriale, non di quello artigianale, fatto con fragole e zucchero che magari è stato un po' riscaldato, caramellato. Il sapore della fragola è quello dello sciroppo industriale.

NARRATORE
Per questi bambini il danno è già fatto. L'aroma di fragola ha già visibilmente modificato il loro gusto.

MARIE-CLAIRE THAREAU-ASSOCIAZIONE "POMME ET SENS"
Se una persona si abitua, prima con un prodotto, e poi con una gran quantità di altri prodotti, a sapori completamente artificiali, beh, se qualcuno un giorno le offre una fragola vera, o un'albicocca vera, le troverà insipide, penserà che non hanno nessun sapore particolare, perch quel sapore non è abbastanza deciso da risvegliare le sue papille gustative e proverà una grande delusione

NARRATORE
Rientro a Parigi. In fatto di aromi, non avete ancora visto niente.
Qui, in fondo ad un cortile, un laboratorio all'avanguardia, specializzato in alimenti del futuro.

EDOUARD MALBOIS-A. D. "ENIVRANCE"
Questa è la cucina, dove si fabbricano tutti i prototipi per i grandi gruppi per i quali lavoriamo e qui, grazie agli aromi, ci sono i prodotti che stiamo preparando e che saranno in vendita nei negozi del futuro.
Questo ad esempio è... uno spuntino al formaggio, che abbiamo chiamato "fior di latte". è uno spuntino a base di formaggio di mucca, aromatizzato alla margherita. E cos'è la margherita? è una nota molto agrumata, che ricorda il pompelmo, il limone, il limone verde. Qui invece abbiamo un altro spuntino fatto con latte di capra, con una nota di salvia. Quindi, in questo caso, abbiamo una sfumatura che ricorda piuttosto i frutti di bosco, sempre grazie agli aromi.
Questo è decisamente particolare, è un piccolo spuntino a base di latte di pecora, con una nota di papavero. E, anche in questo caso, ci siamo inventati una nota aromatica che ricorda il papavero, andando sull'esotico, andando su una tonalità che si avvicina al mango.

NARRATORE
Il formaggio di pecora all'aroma di mango.... Nel migliore dei mondi industriali, tutti i gusti sono racchiusi in una provetta, anche quelli che non esistono.

EDOUARD MALBOIS-AMMINISTRATORE DELEGATO DI "ENIVRANCE"
Tutto può essere trasformato in aroma. Si possono creare aromi per bambini, aromi per adulti. Si potrà addirittura creare, un domani, un aroma "Parigi". Di cosa sarà fatto? Un pizzico di Montmartre, un po' di champignon di Parigi, una goccia di "butte-aux-cailles" In fondo, gli aromi sono una grande pagina bianca, da riempire con la nostra creatività.

NARRATORE
Aroma Parigi, New York, Tokyo, versione naturale o sintetica. Aroma bellezza, aroma tecno....aromi seduttivi.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Potremmo aggiungere aroma di Napoli in emergenza, o Rho Pero! Come ci si destreggia: quando sull'etichetta c'è scritto aromi naturali, la sostanza proviene da prodotti naturali, se c'è scritto "aromi" e basta, probabilmente quella sostanza è stata prodotta artificialmente oppure proviene da una sostanza sintetica non esiste nemmeno in natura. Poi dicono "aumentano le allergie"....chi lo sa! Per salvarsi si possono scegliere prodotti il meno lavorati possibile. perch volendo un po' di sostanze artificiali si possono eliminare.

"LA VITA SENZA CHIMICA"
di Luc Bazizin

NARRATORE
Materiali morbidi, colori vivaci, forme fluide, come una qualunque sfilata.... E invece, questa è una sfilata speciale. Siamo a Madrid, e il nome di questa sfilata è "la moda senza chimica". Ad esempio, queste scarpe sono lucide, ma non contengono cromo.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Per migliorare la qualità della vita negli ultimi 60 anni l'industria chimica ha prodotto più di 100.000 nuove molecole. Molte sono tossiche, sono nei cibi negli abiti nelle vernici nei mobili. Sicuramente di alcune si potrebbe fare a meno. Vedremo come. Dagli abiti e scarpe confezionati con cotone biologico, canapa, bambù, alle case costruite con materiali completamente naturali, l'inchiesta di Envoyèè Special realizzata da Luc Bazizin si chiama Vita senza chimica, è un evidente paradosso, visto che perfino la respirazione è una reazione chimica, quindi di tutto possiamo fare a meno fuorch proprio della chimica, quello che invece si può eliminare o ridurre ha nomi più precisi. Cominciamo con una sfilata di ecomoda.

YANNICK VICAIRE-IDEATORE DELLA SFILATA
Le scarpe di pelle sono senza tracce di cromo. Il cromo è una sostanza quasi sempre presente nella conciatura del pellame, ma è cancerogeno.

NARRATORE
Nella stragrande maggioranza dei casi, i bottoni usati dall'industria della moda sono di ftalato, prodotto usato anche per ammorbidire i tessuti stampati. Perpuò si può evitare.

YANNICK VICAIRE-IDEATORE DELLA SFILATA
Gli ftalati causano disturbi all'apparato riproduttivo, sono responsabili di patologie nello sviluppo dei testicoli nei bambini; oggi sono considerati, a livello mondiale, gli agenti inquinanti più comuni.

NARRATORE
Per questa sfilata, a differenza delle abituali tinture che spesso contengono piombo o nickel, tutti i pigmenti sono di origine naturale.

YANNICK VICAIRE-IDEATORE DELLA SFILATA
Il piombo e nikel sono causa di infinite patologie e allergie. L'obiettivo invece è quello di mostrare che esiste la possibilità di creare prodotti di largo consumo nel pieno rispetto delle più rigorose norme sanitarie e circoscrivere in tal modo il fenomeno delle malattie croniche, che sono in rapidissimo aumento.

NARRATORE
Carmen March fa parte del gruppo di stilisti venuti a presentare le loro creazioni a questa sfilata di moda. Ci accompagna nel suo atelier di Madrid. Innamorata dei materiali naturali, fino a qualche mese fa non immaginava nemmeno che sostanze così inquinanti potessero essere contenute nei suoi abiti. Fino al giorno in cui non li ha osservati al microscopio.

CARMEN MARCH-STILISTA
Quando acquistavo i miei tessuti, guardavo la loro composizione: contenevano cotone, seta, lino.... e dicevo "bene! utilizzo materiali assolutamente naturali". Ma quando mi hanno spedito tutti i risultati delle analisi mi sono resa conto che nei tessuti c'erano moltissime sostanze non riportate nell'etichetta....; ci sono, ad esempio, due o tre stoffe che non posso adoperare per confezionare gli abitini da neonato, perch contengono troppa formaldeide, estremamente tossica. Quando telefono alle ditte produttrici, non mi dicono quale è la reale composizione delle stoffe: si limitano a ripetermi "la può leggere sull'etichetta". Ciò che voglio è un'analisi completa di tutti i prodotti chimici. E non me la forniscono. Cipuò che scrivono sull'etichetta non è vero al cento per cento.

NARRATORE
E per ottenere un'informazione completa bisogna risalire all'origine del prodotto. Cominciamo con il cotone. L'India è il secondo paese produttore di cotone biologico. Attraversiamo il fiume sacro Narmada, provincia situata 1500 km a nord di Bombay. Siamo nel cuore dell'India. Qui, cinquemila aziende agricole, contro le più diffuse logiche di mercato producono cotone senza aggiunta di additivi chimici. Il cotone convenzionale in effetti rappresenta meno del tre per cento della superficie coltivata a livello mondiale. Ma per questo tre per cento viene impiegato il quindici per cento della totalità dei pesticidi. Siamo andati in questa azienda agricola modello, dove i prodotti tossici sono banditi. Rajiv Barois, dirige questo centro dove gli agricoltori vengono volontariamente ad imparare come coltivare in modo biologico. L'obiettivo è quello di rendere stabile la fertilità del suolo.

RAJEEV BARHUA-DIRETTORE DI "BIORE INDIA"
Ecco, questa è la preparazione alla bio-dinamica.

NARRATORE
Gli apprendisti impastano sterco di bovini e lo introducono in corna di animali, che poi verranno sotterrate.

RAJEEV BARHUA-DIRETTORE DI "BIORE INDIA"
In tre mesi, il preparato si trasformerà in un formidabile humus: Successivamente, potrà essere utilizzato, in piccole dosi, per concimare i campi.

NARRATORE
Ci stiamo avviando verso l'azienda di uno di questi agricoltori convertiti al biologico. Oggi incontreremo anche il direttore tessile di una ditta francese: è qui che questa catena di grandi magazzini acquista il suo cotone biologico. Compost prodotto in loco e rotazione delle colture al fine di evitare l'impoverimento del suolo. Diversamente dal cotone trattato chimicamente, con il quale si ottiene una sola produzione, qui la pianta permette tre raccolti.

BADI GULAB-FIGLIA DI AGRICOLTORE BIOLOGICO
In questo momento siamo in piena fioritura, e il cotone è decisamente più bianco.

DOMINIQUE GIUSANO-DIRETTORE DI TEXILE MONOPRIX
Le fibre sono chiaramente più lunghe. E più le sue fibre sono lunghe, più il cotone è di buona qualità.

DAULAI GULAB-agricoltore biologico
Risparmiamo sui pesticidi, sui fertilizzanti e su altri prodotti chimici. Non ci indebitiamo più. Il mio guadagno è salito del trenta per cento.

PATRICK HOHMANN-CREATORE DELLA FONDAZIONE "BIORE"
In India ci sono stati centomila suicidi: una cifra enorme, ai nostri occhi.

NARRATORE
Dovuta a cosa?

PATRICK HOHMANN-CREATORE DELLA FONDAZIONE "BIORE"
Soprattutto al fatto che gli agricoltori non riuscivano più a pagare i loro debiti.

NARRATORE
E i debiti sono provocati in primo luogo dall'acquisto di diserbanti e di concimi?

PATRICK HOHMANN-CREATORE DELLA FONDAZIONE "BIORE"
Esatto, è incredibile, ma così!

NARRATORE
BioRe si impegna nel tempo con l'agricoltore: gli acquisterà il cotone per cinque anni, versandogli un anticipo sul raccolto ed evitando in tal modo che si indebiti. Dopo il raccolto, tutto il cotone biologico della regione viene fatto arrivare in questo stabilimento di proprietà dove si effettua la sgranatura.
Qui, il cotone viene sottoposto ad ulteriori controlli e, se la qualità è buona, viene pagato all'agricoltore il 15% in più del prezzo di mercato. Successivamente, la materia prima arriva nello stabilimento di produzione passando attraverso questi aspiratori giganti.

HUBERT MEMARD-DIRETTORE MARKETING E SVILUPPO MONOPRIX
La cosa che ormai constatiamo da almeno tre, quattro anni, è che il bio sta facendo passi avanti nettamente superiori a quelli dei prodotti tradizionali: un rialzo del 20%. e nell'ultimo anno è aumentato ancora di più.

NARRATORE
Qui il seme viene separato dal cotone, che è pronto quindi per essere tessuto. La filatura, la tintura, la tessitura, tutto sarà ulteriormente sottoposto a rigorosissimi controlli per rispettare fino in fondo il procedimento biologico. Una volta che gli abiti sono pronti, arrivano nel magazzino di questo grande negozio parigino.

DOMINIQUE GIUSANO-DIRETTORE DI TEXILE MONOPRIX
Ecco: queste sono le nostre magliette, che adesso esporremo nei reparti.

NARRATORE
Vengono esposte proprio al centro del reparto. E per evitare che la clientela si sbagli, una serie di cartelli informano sulla provenienza del prodotto La differenza di prezzo? Solo il 10%.

DOMINIQUE GIUSANO-DIRETTORE DI TEXILE MONOPRIX
Si è molto parlato della componente biologica ma non di quella equo-solidale. Si tratta di prodotti leader che effettivamente vanno molto bene; tuttavia non potrei affermare con certezza se cipuò sia dovuto al prodotto in quanto tale o al fatto che sia biologico. Quel che so è che più ne vendo, più informo i clienti.

NARRATORE
Il fatto che un prodotto sia biologico può invogliare all'acquisto?

DOMINIQUE GIUSANO-DIRETTORE DI TEXILE MONOPRIX
Il bio fa certamente la sua parte. D'accordo? Ma, tanto per parlar chiaro, non ho mai sentito qualcuno dire: "Beh, ho proprio voglia di comprarmi una maglietta ma solo se è biologica"

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Certo per scegliere bisogna sapere, e solo dopo uno saprà dove dirigersi. Quando compri una maglietta o un abito non pensi mai alle piantagioni di cotone in India o in Centro America, un cotone trattato in modo biologico vuol dire salvaguardia dei terreni e della qualità della vita di chi ci lavora. Visto che la differenza di costo peraltro non è particolarmente significativa, e che il mercato si muove nella direzione della domanda....alla fine sono sempre le nostre scelte a modificare lo stato delle cose. Poi è vero che possiamo decidere cosa mangiare o come vestirsi, è un po' più complicato quando parliamo di case. La maggior parte di noi, quando la trova, si affida a quello che c'è. Se perpuò uno ha la possibilità, le alternative ci sono.

NARRATORE
Benevenuti nel Trièves, una quarantina di chilometri a sud di Grenoble. Qui, nascosta nel verde, c'è una tenuta chiamata "terra viva", nella quale a guidarci è uno specialista dell'habitat ecologico.

ANTOINE BOSSE-PLATIERE-ESPERTO DI HABITAT ECOLOGICO
Questo è un pannello in fibra di lino proveniente da coltura ecologica, che permette un uso limitato di concimi e pesticidi. Qui invece viene utilizzato il giunco, un po' rustico forse, ma certo molto efficace. Qui viene usato un isolante più sofisticato, il sughero espanso....
In realtà nelle nostre case c'è un po' di tutto, dai componenti organici volatili delle vernici, dei collanti; che finiscono per avvelenare l'aria all'interno delle abitazioni. Inoltre, per aumentarne le capacità di isolamento, chiudiamo ogni spiraglio, così l'aria contaminata resta lsì e con l'andar del tempo, i problemi possono diventare sempre più gravi.

NARRATORE
I tre porcellini ci avevano già pensato. La casa di paglia esiste davvero. Urban e Isabelle stanno realizzando il loro sogno. Da un anno, stanno costruendo la loro casa di paglia. Si tratta, di una struttura in legno nella quale si sovrappongono balle di paglia. Il tutto con un rivestimento che ci fa quasi pensare ad un intonaco moderno.

URBAIN KLIEMANN
Non c'è nulla di chimico: viene usata terra di scavo. Abbiamo la fortuna di avere a disposizione un terreno argilloso, che abbiamo mischiato con la sabbia ci permette di ottenere questo tipo di intonaco.

NARRATORE
Due piani abitabili da centodieci metri quadri ciascuno: la casa arriva a costare centocinquantamila euro, l'argilla ha sostituito il cemento, la paglia l'isolante. Il bilancio economico ed ecologico sembrerebbe dunque positivo. Rmi Bachet, anche lui venuto a vivere nel Trieves, ci darà un'incredibile dimostrazione di forza: caricarsi questo grosso mattone, di cui è fatta la sua casa, senza sforzo alcuno. perch il mattone è di canapa, e dunque molto leggero.

REMI BACHER
Come potete vedere, è estremamente maneggevole. Si tratta di un materiale che contiene aria, ed è proprio questa stessa aria che gli conferisce qualità isolanti. Per riscaldarci, poi, ci serviamo di una semplice stufa a legna, quella che chiamano "stufa a rombo", che è costata mille euro, per una casa su due livelli di centocinquanta metri quadrati. Il consumo annuale di legna va da sette ad otto quintali, pertanto si recupera ampiamente il piccolo sovrappiù che abbiamo speso in partenza.

NARRATORE
Per un totale di settecento euro di riscaldamento annuale, per una casa che sarà costata il 15% in più di una costruzione di tipo tradizionale. Molto nota per scopi ben diversi, e conosciuta col nome di cannabis, la canapa viene coltivata in Francia e richiede poca acqua. Non necessita nemmeno di serbanti chimici, concimi o ecco la casa di carta. Una struttura in legno sulla quale vengono agganciate, lungo i due lati, grandi fogli di carta rinforzata. E per riempire il vuoto dell'intercapedine, niente di più semplice: attraverso una piccola fessura viene inserita polvere di carta, ovatta di cellulosa.

LIONEL BRETON-OPERAIO
Si tratta di carta sminuzzata, trattata con un sistema antincendio per evitare che possa prender fuoco e per evitare al contempo ogni forma di parassita.

NARRATORE
Ecco come, concretamente, viene realizzato il riempimento dei muri, che va a creare un isolamento termico e sonoro in modo naturale.

LIONEL BRETON-OPERAIO
Si tratta di semplice carta da giornale. Un enorme vantaggio, un modo per riciclare. Ogni materiale isolante entra nel ciclo della produzione, diventando, dunque, riciclabile.

EMMANUEL CARCANO
La superficie abitabile complessiva è di centoquindici metri quadrati, per un prezzo di circa centomila euro, senza calcolare il terreno ed escludendo la mano d'opera e il lavoro di progettazione.

NARRATORE
Un rivestimento in legno proteggerà poi i muri esterni. Si tratta di progetti sempre più vicini alla natura, volti ad abbandonare una logica industriale inquinante.

NARRATORE
Benoît Barterotte ha costruito la sua prima capanna in legno più di vent'anni fa, a Cap Fret. Giura di non aver usato pesticidi, fungicidi ed altri trattamenti chimici per il legno. E l'invecchiamento di questi materiali non lascia trapelare alcuna crepa e nessun attacco da parte degli insetti.

BENOIT BARTHEROTTE
Osservate questo mobile del 18º secolo: diventa sempre più bello, non ha richiesto alcun trattamento. Col passare del tempo, il suo color miele si fa via via più scuro, e anche la fibra comincerà progressivamente a mostrare solo qualche piccola crepa. Il tempo accarezza cipuò che è ben fatto e che è naturale, tutto qui.

NARRATORE
la struttura non è stata realizzata con legno prezioso, ma semplicemente con pino delle Lande, molto spesso utilizzato più per la pasta da carta che per la costruzione. E dunque, nessun segreto.

BENOIT BARTHEROTTE
In questo caso, il legno ha uno spessore di sei centimetri: sei centimetri di spessore di legno di pino e si ha un isolamento certo migliore di quello ottenuto usando polistirolo, lana di vetro, etc. perch? perch respira. è come una botte nella quale si mette il vino: non ci verrebbe certo in mente di plastificarla. Non ci sarebbe scambio con l'esterno. Ecco perch qui, sui vetri, non c'è mai condensa. Quando sui vetri trovate la condensa vorrà dire che ne avrete anche nei polmoni, il che non è certo salutare. Tutto deve respirare, in modo dolce ed armonioso.
Il miglior esempio lo abbiamo con lo sgocciolatoio della cucina. Guardate come è diventato il legno dopo dieci anni. è legno di pino non trattato. Sono 10 anni che ci va sopra acqua, detersivo, candeggina, e più passa il tempo più lo sgocciolatoio migliora, senza alcun trattamento protettivo. Nessuno. Non dobbiamo dimenticare che, una volta, le tavole per fare il bucato erano di legno, legno grezzo, e le lavandaie le continuavano ad usare per almeno quarant'anni.

NARRATORE
Martin e Adrien, due dei figli di Benoît Barterotte, si sono ispirati all'esempio del padre, e ne hanno fatto il loro mestiere.

ADRIEN BARTHEROTTE
Se vogliamo il legno, dobbiamo renderci conto che il legno è vivo, si incurva, si muove un po'. Non è fisso come la plastica, o il cemento.

MARTIN BARTHEROTTE
i vari tipi di legno vengono montati seguendo il senso con il quale sono cresciuti. Se ne possono così osservare i nodi: vanno sempre in direzione del cielo, sia per quanto riguarda la struttura di base che per le tavole. E il durame va rivolto in direzione del sole. La tavola, asciugandosi, non si non si curverà più, non si solleverà e non farà saltare i chiodi.

BENOIT BARTHEROTTE
La termite, ad esempio, ama l'oscurità, ama l'umidità. Se invece tutto è ben visibile, come in questo caso, ovviamente non ci andrà, sceglierà altri posti. Un posto come questo non gli piace.

NARRATORE
In realtà, molte delle risposte che cerchiamo le troviamo proprio sotto i nostri occhi, nella natura. Qualche volta, prima di agire, Benoît Barterotte si limita a prendere un po' le distanze, per permettersi di osservare.

BENOIT BARTHEROTTE
Prendete un pezzetto di legno, lasciatelo all'aria aperta. Prendete poi un altro pezzetto di legno, simile al primo, e mettetelo invece in un sacchetto di plastica trasparente. Metteteli fuori, in natura. Quello che sta nel sacchetto di plastica comincerà rapidamente a marcire, quello che invece sta all'aria aperta continuerà tranquillamente a vivere la propria vita. Come spiegarlo? Se lo aveste completamente dipinto, sarebbe come se lo aveste messo in un sacchetto di plastica. è come se gli aveste sparato addosso.

NARRATORE
In sostanza non dobbiamo lasciarci trascinare dalle nostre abitudini di consumo.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Tutti questi esempi di buon senso non è che ci sono solo in Francia, e noi siamo sempre le ultime ruote del carro. Anche in Italia ci sono tante iniziative di singoli cittadini, piccoli imprenditori o pubbliche amministrazioni che non si sono lasciati prendere la mano dalle abitudini. Ma utilizzano le alternative che madre natura ci offre.

Solo da poco tempo sappiamo che dentro casa può esserci un ambiente meno salubre di quel che si crede. Le schiume isolanti, i collanti, le vernici usate per le pareti, per i mobili, sono sostanze che producono esalazioni tossiche e poi c'è la formaldeide. I tassi medi di formaldeide sono nove volte più elevati dentro casa che fuori. Nessun odore particolare ci mette in allarme, e tuttavia è classificata come sostanza altamente cancerogena. L'alternativa sarebbe quella di usare materiali più naturali. Chi può. Dopo gli esempi virtuosi francesi, vediamo che cosa si fa in Italia. Luca Chianca ha girato un po' di regioni dall'alto Adige alla Liguria fino alla città di Roma, dove la pubblica amministrazione ha fatto qualcosa di lodevole.

"BIO CASA NOSTRA"
di Luca Chianca

STEFANO SOLDATI-AZIENDA AGRICOLA LA BOA
Questa è quella che si chiama la finestra della verità perch in tutte le case di paglia noi lasciamo una finestrina con un vetro che ci faccia vedere cosa c'è dietro veramente.
Interessante il metodo di costruzione delle pareti interne. Sono fatte con dei murali di legno poi vengono posizionate queste reti di juta immerse nell'argilla, all'interno riempimento di paglia e quindi ho della porosità dell'aria che isola tantissimo. e poi ho la massa dell'intonaco che mi riduce i suoni gravi, i rumori bassi.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
L'aspetto più interessante è quello dei materiali di risulta.

STEFANO SOLDATI-AZIENDA AGRICOLA LA BOA
Gli scarti sono veramente minimi e comunque sono tutti naturali che possono essere rimessi nei cicli naturali e quindi non sono un'immondizia difficilmente gestibile.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
Ma se uno si costruisce una casa di paglia deve fare qualche domanda particolare?

STEFANO SOLDATI-AZIENDA AGRICOLA LA BOA
Grossi problemi burocratici non ne abbiamo avuti. Ho parlato con il geometra gli ho spiegato subito di cosa si trattava. Poi si è sparsa la voce e la curiosità poi sono arrivati i vigili, i carabinieri, tutta la gente del vicinato per vedere che razza di costruzione stavamo facendo.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
In effetti in Italia queste modalità sembrano bizzarre, un po' meno se ci si avvicina al confine austriaco. In Val Venosta si sta costruendo Una casa di ben tre piani con muri portanti in paglia. L'architetto Margareta Schwarz, ha fatto piccoli appartamenti per un agriturismo in provincia di Bolzano. I materiali utilizzati sono: paglia, legno e argilla. Ma non c'è il rischio di incendio?

MARGARETA SCHWARZ-ARCHITETTO
Per l'incendio esistono dei tests fatti all'UNIVERSITA' di Vienna e poi anche a Braunschweig in Germania. Questi tests dicono che un muro resiste uguale al cemento armato altre pareti.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
A Bolzano la bioedilizia non è una rarità. Il Progetto di questo edificio realizzato con semplicemente con calce, mattoni e legno ha più di 15 anni.

UGO SASSO-ISTITUTO NAZIONALE BIOARCHITETTURA
Questo è un edificio di edilizia pubblica il progetto è del '91, '92 è stato il primo in Italia e in provincia di Bolzano a sperimentare tutto una serie di tecnologie tra virgolette ecologiche. In particolare è 5 piani fuori terra realizzato tutto in muratura portante e solai in legno quindi in questo edificio non c'è n cemento n chimica.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
Ma costruire in questo modo costa di più?

UGO SASSO-ISTITUTO NAZIONALE BIOARCHITETTURA
Esistono dei limiti per l'edilizia popolare di legge in provincia di Bolzano più alti che nel resto d'Italia perpuò esistono dei limiti di legge quindi non si possono sforare, per cui le case qui accanto hanno lo stesso costo.

LUCA CHIANCA
Quindi è possibile?

UGO SASSO-ISTITUTO NAZIONALE BIOARCHITETTURA
Questa è la dimostrazione che è possibile.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
Anche nella ristrutturazione di un vecchio maso l'architetto Sasso non ha avuto dubbi sui materiali da utilizzare.

GIOVANNA FEZZI-CENTRO AMBIENTALE
Praticamente è stato lasciato il più possibile così com'era, il resto del materiale è tutto materiale naturale: legname, pietra anche le vernici sono naturali e il tetto è paglia e magnesite non contiene nemmeno colori, l'unica parte dipinta di bianco ma sempre con colori naturali è quella all'interno del centro.

LUCA CHIANCA
Questo è tutto legno ovviamente non trattato?

GIOVANNA FEZZI-CENTRO AMBIENTALE
Questo è legno che risale al 1500 dunque non ha mai avuto assolutamente nessun trattamento tranne quello del tempo.
Questa è la biblioteca è un particolare esteticamente molto bello di queste onde che non sono in plastica ma sono sempre in legno curvato tutto a mano.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
Le virtù perpuò non sono tutte confinate in Alto Adige. In questa scuola per l'infanzia, al centro di Roma, hanno fatto delle interessanti opere di bonifica.

EDOARDO BELLAZECCA-DIRETTORE TECNICO ECOEDIL
La scuola era completamente da bonificare dall'amianto e poi è iniziata la ristrutturazione vera e propria. Per la pavimentazione c'erano delle lastre in misto amianto che non si sapeva fosse dannoso è stato sostituito e smaltito e sostituito da un pavimento linoleum naturale che proviene dalla lavorazione del lino.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
Questa scuola da potenziale bomba ecologica è diventata una struttura totalmente eco sostenibile.

EDOARDO BELLAZECCA-DIRETTORE TECNICO ECOEDIL
Abbiamo cercato in una prima fase di non pensare alla bioedilizia come unica soluzione perch il problema principale era quello dei costi.

SIMONETTA BELLAZECCA-PRESIDENTE L'ARCOBALENO
Quello che si è fatto seguendo questo tipo di intervento e che si è andato a recuperare tutto quello che era possibile recuperare probabilmente un approccio diverso, perch è anche culturalmente diverso, si sarebbe andati a sostituire.

EDOARDO BELLAZECCA-DIRETTORE TECNICO ECOEDIL
C'erano questi camini d'aria sul tetto per cui loro d'estate possono aprire il portellone e da questi portelloni, naturalmente senza nessun motore per convezione, il calore sale ed esce da questi camini e raffresca l'aria.

SIMONETTA BELLAZECCA-PRESIDENTE L'ARCOBALENO
Conti alla mano insomma aveva anche un risparmio.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
E d'inverno, attraverso l'uso di muri in paglia e magnesite e pitture naturali traspiranti, si è risolto anche il problema della condensa.

SIMONETTA BELLAZECCA-PRESIDENTE L'ARCOBALENO
La scuola è più calda non è più umida e le bollette sono inferiori a quelle pagate prima.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
Nell'entroterra ligure possiamo vedere un altro esempio di come sia possibile ristrutturare recuperando quello che c'è.

MASSIMO CANDELA-ASSOCIAZIONE CULTURALE TORRI SUPERIORE
Nessuno di noi era specialista e abbiamo chiesto consigli in giro da chi faceva edilizia in modo convenzionale quindi degli isolamenti in poliuretanici, intonaci con materiali plastici e molto cementizi. E ci siamo accorti che gli intonaci facevano una valanga di muffa e dall'altra era spiacevole in una struttura fatta da materiali naturali inserire dei materiali di derivazione chimica.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
Il problema delle muffe causate dagli intonaci è stato risolto semplicemente con la calce. 20 anni fa un gruppo di persone decide di recuperare questo piccolo villaggio abbandonato. Il borgo è un piccolo gioiello di architettura popolare che si sviluppa su otto livelli collegati tra loro da un labirinto di scale, vicoli e terrazze, dove è stato riutilizzato tutto l'esistente.

MASSIMO CANDELA-ASSOCIAZIONE CULTURALE TORRI SUPERIORE
Tutto queste sono pietre che avanzano dalla ristrutturazione. Moltissimo del materiale che avanza dai cantieri viene riutilizzato.
Questa qua è una casa per esempio che ha i quattro lati esposti al vento quindi non è ideale per il risparmio energetico.

LUCA CHIANCA
perch avete utilizzato il sughero invece del polistirolo?

MASSIMO CANDELA-ASSOCIAZIONE CULTURALE TORRI SUPERIORE
Per tutta una serie di ragioni. La prima è un materiale naturale respira, abbiamo usato i nostri soldi per un materiale che per produrlo c'è gente che lavora in campagna e non c'è una fabbrica chimica e poi è un materiale che se mai lo dovessimo smontare è recuperabile non inquina, non ha costi di smaltimento.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
A proposito di materiali naturali traspiranti, che arrivano dall'ambiente e all'ambiente possono tornare senza gravare troppo....

ROBERTO MOSCA-SPRING COLOR
Questo latte viene dalle cooperative e dalle centrali del latte della zona è appena scaduto quindi noi lo pastorizziamo, mettendoci degli oli essenziali, dei sali di boro, dell'acqua di calce.

LUCA CHIANCA
Ma del latte che utilizzo ne fate?

ROBERTO MOSCA-SPRING COLOR
Vernici e impregnanti per il legno oppure pitture murali per cartongesso, anche addirittura prodotti per il pavimento. è una prassi che è stata utilizzata da millenni perch il latte è stato il primo veicolo d'impasto per le pitture nell'umanità.

LUCA CHIANCA
Questo che cos'è?

ROBERTO MOSCA-TITOLARE SPRING COLOR
Questo è albume. è la sostanza che più utilizziamo dell'uovo. L'altro derivato, il tuorlo, è utilizzato in certi prodotti come coadiuvante dell'olio di lino.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
Roberto Mosca proviene da una famiglia di artigiani decoratori della provincia di Ancona e da 15 anni produce in proprio le tinture murali, in modo naturale.

FAUSTO PASQUINI-SPRING COLOR
L'ambiente lo vedete da voi è gajardo, se sta bene, ha dei buoni odori. Ci chiamano i pasticceri della vernice perch usiamo gli stessi prodotti che certe volte si usano in pasticceria. Se lei sente questo qui che abbiamo fatto adesso. Spesso e volentieri mi diverto con i clienti a fargli odorare questo prodotto ha lo stesso odore del panettone e della colomba.

LUCA CHIANCA
E' vero.

ROBERTO MOSCA-SPRING COLOR
Qui come nella prassi dei prodotti di bioedilizia c'è la composizione completa di tutti i componenti cosa che non è così per i prodotti chimici perch non c'è una legge che obbliga il produttore ad inserire, come nei reparti alimentare o cosmetico o farmaceutico tutti i componenti questa non è una cosa sicuramente trasparente.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
Ma allora come si fa a sapere cosa c'è dentro una vernice sintetica? Non sono elencati i componenti sul barattolo?

GIORGIO GALLO-AGENZIA ENERGIA E AMBIENTE TORINO
Non tutte le informazioni sono disponibili. Molte volte vengono comunicate alla Commissione Europea al governo o altro perch devono essere comunque controllate perpuò l'industria può non metterla a disposizione in forma completa.

LUCA CHIANCA
Ma io che compro il materiale non so che c'è dentro?

UOMO
No non lo sai non lo sappiamo che c'è dentro. Noi ti possiamo dire se è atossico, se è all'acqua, se è al diluente, all'acqua ragia ma i pigmenti che ci stanno dentro....

LUCA CHIANCA
Anche le sostanze chimiche che ci sono dentro?

UOMO
....lo sanno solo alla casa.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
All'istituto Ramazzini del castello di Bentivoglio vicino a Bologna, da 35 anni vengono condotti studi sugli agenti cancerogeni ambientali e industriali.

MORANDO SOFFRITTI-DIRETTORE FONDAZIONE B. RAMAZZINI
Nelle varie etichettature non viene riportato che il toluene e lo xilene, per queste sostanze è stata dimostrata la cancerogenità a lungo termine.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
Gli effetti tossici a breve termine possono essere evitati seguendo le avvertenze presenti sul barattolo e la scheda di sicurezza, ma quelli a lungo termine, dovuti ad un'esposizione prolungata e a basse dosi delle sostanze, si possono misurare soltanto a distanza di anni.
Ma le sostanze chimiche, presenti sul mercato, sono tutte testate?

MORANDO SOFFRITTI-DIRETTORE FONDAZIONE B. RAMAZZINI
Su circa 70mila composti chimici che sono in commercio non più del 4-5 % sono stati studiati adeguatamente per predire i possibili rischi a lungo termine per la nostra salute.

LUCA FUORI CAMPO
Da giugno 2008 dovrebbe entrare in vigore la nuova normativa europea che obbliga le aziende a testare tutte le sostanze chimiche presenti sul mercato. Intanto. Nell'azienda di vernici di Castelfidardo, prima di convertire la produzione da sintetica a naturale, hanno sperimentato sulla loro pelle gli effetti collaterali.

ROBERTO MOSCA-SPRING COLOR
Il discorso di mio padre è che lui si è beccato questo tumore professionale e come ha detto lo specialista è dovuto a un'interazione tra resina e solventi, mentre mio nonno a suo tempo aveva preso un tumore alle parti basse per colpa dei metalli pesanti come essiccanti sempre dei solventi.

LUCA CHIANCA FUORI CAMPO
Dopo l'esperienza familiare il produttore ha scommesso sul futuro, ma al consumatore finale quale scelta rimane?

GIORGIO GALLO-AGENZIA ENERGIA E AMBIENTE TORINO
Se possono scegliere tra due materiali uno che non contiene nessun prodotto che abbia tossicità e uno che contiene una sostanza che ne ha un livello anche basso, io devo comunque preferire quella che è nulla. Spesso questi prodotti hanno dei costi molto simili.

LUCA CHIANCA
Qual è l'oscillazione nei prezzi tra vernice chimica e naturale?

ROBERTO MOSCA-SPRING COLOR
Ma io adesso faccio un esempio di pittura murale, un secchio potrebbe costare di una vernice sintetica dai 25 euro ai 150 euro mentre una naturale dai 35 euro ai 90 euro.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Non è una gran differenza ma con qualche beneficio in più. Queste pitture hanno un impatto ambientale più basso, sia nella fase di produzione che di smaltimento. Fatta questa parentesi italiana, torniamo al reportage di Envoyè Special. Settore calzature. Un'industria che produce molti scarti inquinanti. Quello che vedremo è un'alternativa all'utilizzo dei solventi e il riciclo dei materiali plastici.

"LA VITA SENZA CHIMICA"
di Luc Bazizin

NARRATORE
Eccoci in Cina, a Canton, dove incontriamo Pierre Andr Snnizergues, un francese di 43 anni. Campione del mondo di skateboard nel 1985, questo ex abitante della periferia parigina, originario di Hayes les Roses, a sud di Parigi, decide di lanciarsi nell'industria dell'abbigliamento negli Stati Uniti, ideando calzature per skater.

PIERRE ANDRE' SENNIZERGUES-IMPRENDITORE
Col passare del tempo, mi sono reso conto che la produzione inquinava molto : bisognava fare qualcosa. Ed ho capito che, semplicemente, era necessario cambiare il modo di fare le scarpe.

NARRATORE
20 anni e cento milioni di paia di scarpe dopo, esporta i suoi prodotti in 70 paesi nel mondo, con un giro d'affari annuale di più di duecento milioni di euro. Oggi, sta visitando una delle fabbriche che realizzano le sue scarpe con metodi non inquinanti.
La collezione, che conta trecento modelli, non gli basta. In quanto industriale, ha l'ambizione di dar lezioni di ecologia ai cinesi.

PIERRE ANDRE' SENNIZERGUES-IMPRENDITORE
Dal momento che posso condizionare la produzione delle scarpe, cerco di influenzare le fabbriche cinesi, così da indirizzarle verso un percorso corretto.

CINESE FABBRICA DI SCARPE
Ecco la macchina incollatrice.

NARRATORE
Il responsabile del reparto è fiero di mostrare una delle grandi originalità ecologiche della produzione: la colla ad acqua.

CINESE FABBRICA DI SCARPE
E' senza solventi.

PIERRE ANDRE' SENNIZERGUES-IMPRENDITORE
Nessun solvente. Solo resina, giusto?

CINESE FABBRICA DI SCARPE
Sì, Sì. Ecco la colla ad acqua. La odori.

NARRATORE
Se potesse, Pierre Andr la berrebbe, e la cosa lo fa sorridere. Acqua più resina: un procedimento insolito dal momento che, nell'industria tradizionale, i solventi derivati dal petrolio costituiscono la base di ogni collante.
Anche l'applicazione sulle calzature non genera più vapori tossici. Gli operai non hanno più bisogno di usare maschera e guanti.

OPERAIA
Questa colla è molto più difficile da applicare di quella a base di solventi, ma io sto meglio, non ho più mal di testa.

NARRATORE
Prima dell'assemblaggio finale della scarpa, bisogna eliminare le varie colature. Anche in questo caso, ci si servirà dell'acqua.

PIERRE ANDRE' SENNIZERGUES-IMPRENDITORE
Nell'industria tradizionale, le fabbriche utilizzano solventi quali l'acquaragia o, ad esempio, la benzina. Invece si può utilizzare semplicemente dell'acqua. Serve solo uno spazzolino da denti, da usare in modo un po' più energico.

NARRATORE
Acqua e olio di gomito. Qui la mano d'opera è venti volte meno cara che in Francia. In questa fabbrica lavorano milleduecento persone, con un salario minimo di appena sessanta euro al mese. Economia ed ecologia, dal momento che non si perde nulla, tutto si ricicla. Ad esempio, le suole interne sono fatte riciclando bottiglie di plastica usate. Si tratta di poliestere, un materiale chimico inquinante, perch non è biodegradabile.

PIERRE ANDRE' SENNIZERGUES-IMPRENDITORE
Se la carta non venisse riciclata, si disperderebbe nell'ambiente e si decomporrebbe facilmente. Mentre il poliestere, se lo si disperde nell'ambiente, non di decompone. Meglio averlo sotto i piedi che sotto terra.

NARRATORE
Le suole esterne invece sono fatte con il cautchou e con i pneumatici riciclati. Stessa logica per gli imballi da spedizione. Con sette milioni di paia di scarpe commercializzate annualmente in tutto il mondo, la sola colla ad acqua permette già di presentare un bilancio ecologico estremamente positivo.

DICK CROSBY-INGEGNERE
Oggi, nel gruppo si risparmiano circa centosessantasette tonnellate all'anno di solventi a base di petrolio, impedendo che evaporino nell'atmosfera. Quando avremo completamente riconvertito la nostra catena industriale, il risparmio arriverà a superare ampiamente le quattrocentocinquanta tonnellate all'anno.

NARRATORE
Credete forse che oggi tutte le aziende siano in grado di fare altrettanto?

DICK CROSBY-INGEGNERE
Molto facilmente. Credo che uno dei motivi principali per cui la gente non ci riesca sia perch immagina fino a che punto sia facile. La maggior parte di loro non ama il cambiamento.

NARRATORE
Nei suoi uffici di Canton, Pierre Andr Slisergue Disegna un nuovo modello. Un progetto di calzatura biologica al cento per cento.

PIERRE ANDRE' SENNIZERGUES-IMPRENDITORE
Qui vorrei utilizzare cotone biologico, aggiungendo poi materiali quali la canapa; penso anche di poter rinforzare questo punto della scarpa, sul lato, con strisce di bambù.

NARRATORE
Nulla lo ferma: bambù per le scarpe e, perch no, per i vestiti. Pierre Andr Slisergue vorrebbe ora lanciarsi in una nuova sfida. Si sta interessando al bambù perch riesce a crescere fino ad un metro al giorno e si coltiva usando quattro volte meno acqua che per il cotone. è dotato di virtù naturalmente traspiranti, antibatteriche e antipiega, il che lo dispensa dal dover subire qualsiasi forma di trattamento chimico. Pierre Andr Slisergue è riuscito persino ad immaginare modelli in fibra di bambù.

PIERRE ANDRE' SENNIZERGUES-IMPRENDITORE
Se c'è un luogo, nel mondo, dove si inquina il pianeta, questo è proprio la Cina. Dobbiamo cominciare partendo da qui, dove l'inquinamento è enorme.

NARRATORE
Tutti noi abbiamo una precisa responsabilità rispetto ai vari prodotti che ci vengono proposti. Ogni volta che il consumatore sceglie, indica chiaramente attraverso il proprio acquisto se preferisce una vita con o senza chimica.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Ovviamente non si intende la chimica in quanto tale, ma il prodotto dannoso. Noi abbiamo mandato rifiuti tossici a smaltire in Cina, e poi sono tornati indietro sottoforma di mobili, componenti per l'edilizia, piatti e bicchieri di plastica, giocattoli. Siccome quasi tutti vanno in Cina perch costa meno produrre, anche i virtuosi come abbiamo visto, val la pena di sottolineare che in questo caso si introduce un valore culturale, che è quello della salvaguardia dell'ambiente e della salute dei lavoratori.

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