Rai 3
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Puntata del 27/05/2007

ACQUA PASSATA

In onda domenica 27 maggio 2007

di - Ambiente

Inchiesta: Goodnews
Argomenti: Ambiente
Stagioni: 2007
Autori: Giuliano Marrucci

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Siamo in Toscana, nell'incantevole paesaggio che piace a tutto il mondo, c'è una delle tante aree ad alto rischio ambientale del paese. Sono le colline metallifere. Per anni queste miniere sono state sfruttate e  le società si sono giustamente arricchite. Quando chiudi una miniera però la legge dice: devi bonificare, qui invece se ne sono andati e buonanotte. E allora, direte voi,  dove sta la buona notizia? Nel non rassegnarsi a subire gli eventi, e chi la dura la vince.  Giuliano Marrucci.

GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
Maremma, toscana, l'angolo dei sogni sta proprio qui. riconoscete questo mulino?

ELISABETTA MENCHETTI - Comitato Coordinamento Merse
Anche il proprietario di questo agriturismo aveva fatto tipo i protagonisti della pubblicità, cioè era scappato da Milano per venire in questo paradiso terrestre e scappare dall'inquinamento  e poi dopo un po' di tempo che era qua si ritrova questo arsenico davanti casa.

GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
Proprio come nelle merendine del mulino bianco, l'esule milanese nel suo paradiso terrestre c'ha trovato una sorpresina. E' il fiume che gli passa accanto, il Merse. Era l'aprile del 2001, e a nutrire questa moderna cheronte  di arsenico, cadmio e rame erano le acque in uscita dalla piu' grande e moderna miniera della zona, la miniera di pirite di Campiano, l'ultima a chiudere i battenti nel 1996. un disastro annunciato.

EX MINATORE 1
Noi sapevamo che doveva uscire e avevamo anche previsto che avesse un livello di inquinamento non indifferente

EX MINATORE 2
Perché in miniera c'è rimasto di tutto un po', oli, c'è rimasto  trasformatori, c'è rimasto macchine, c'è rimasto cavi elettrici, c'è rimasto ogni ben di dio, e in più c'è stata portata anche roba che  non si sa neanche di preciso cosa c'era

EX MINATORE 1
Una cosa è certa, che era materiale che dava adito a parecchi dubbi.

GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
A dare adito a parecchi dubbi erano le 70.000 tonnellate di scarti industriali derivati dalla produzione di acido solforico di questo impianto del casone di Scarlino, e stoccati in fondo alla miniera negli ultimi anni di attività. Il nome tecnico è ceneri di pirite,  che, a causa dell'alto contenuto di arsenico, vanno considerati rifiuti tossici nocivi, e come tali andrebbero trattati, e invece&..

ROBERTO BAROCCI -  ambientalista
La collina che vedi sullo sfondo è il cumulo di ceneri di pirite, depositate fin dagli anni '60 su quello che era il padule di Scarlino. Assolutamente non è isolato, anzi, è stato depositato nel vecchio padule, è sprofondato di 5 metri nella falda freatica superficiale, è documentato da più studi che sta inquinando le falde idriche della zona. Questa ottiene negli anni '80, dopo la prima legge sui rifiuti ottiene almeno 5 delibere di giunta regionale toscana che la definisce sempre ripetutamente come discarica provvisoria, cioè anche qui la legge viene aggirata con una serie ininterrotta di delibere che definiscono questa discarica provvisoria. Questo succede negli anni '80, cioè 20 anni fa.

GIULIANO MARRUCCI
E in 20 anni invece che portare questa monnezza in una discarica adeguata, come tra l'altro prevedeva un decreto ministeriale del '92, si e' ben visto di distribuirla a piu' non posso ai vari agricoltori della zona per farci i massicciati stradali. Ci dicevano che erano sterile.

FRANCO BASTIANINI - chimico
È venuto fuori il discorso, in questa miniera c'erano  le pirite, ci riportiamo per le ripiene le ceneri di pirite, sembrava una cosa logica.

GIULIANO MARRUCCI
Come sembrava logico porre almeno qualche restrizione. Ad esempio quella di fare in modo che le ceneri non entrassero mai a contatto con l'acqua. Ma quando si chiude la miniera, si chiudono anche le pompe di drenaggio che la tenevano asciutta, e quindi tutto si allaga, tutti lo sanno, e nessuno fa niente. a parte lui, roberto barocci, uno che sul merse c'ha lasciato il cuore.

ROBERTO BAROCCI - ambientalista
Qui intorno ci portavo gli studenti in gita per giorni interi con gli zaini e le tende sulle spalle perché si puo' camminare per giorni e giorni senza incontrare un paese.

GIULIANO MARRUCCI
Roberto Barocci e' il guastafeste di turno, uno di quelli che il territorio  lo conosce come il palmo della sua mano, e che per difenderlo  e' pronto a passare la vita a raccogliere carte e documenti.

ROBERTO BAROCCI - ambientalista
Qui c'ho tutta la mia documentazione, i vari faldoni

GIULIANO MARRUCCI
E' l'archivio barocci e'?

ROBERTO BAROCCI - ambientalista
Si, qui c'è la storia di tanti temi ambientali della provincia

GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
E tra tutte spicca appunta la storia del Merse, che Roberto aveva sollevato gia a metà degli anni '90, senza che le autorità rispondessero mai ai suoi appelli. Nemmeno nel 2001, quando ormai dalla miniera escono 20 litri al secondo di acqua rosso inferno

ROBERTO BAROCCI - ambientalista
L' Arpat certifica che le acque in uscita  da questa miniera sono non preoccupanti

ELISABETTA MENCHETTI - Comitato Coordinamento Merse
dicevano che l'acqua era idonea per la vita dei pesci solmonicoli  e  ciprinicoli

ROBERTO BAROCCI - ambientalista
Ci siamo  subito mobilitati, siamo andati su a prelevare campioni con dei chimici analisti di un laboratorio privato

GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
Ed ecco i risultati, 160 microgrammi litro di arsenico contro i 10 previsti dalla legge.

ROBERTO BAROCCI - ambientalista
eh si, si sono sbagliati. ma si sono sbagliati più di una volta

GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
E gli errori, si sa, si pagano; 100.000 euro al mese; tanto costa depurare le acque in uscita dalla miniera. E a tirar fuori questi quattrini fino ad oggi non sono stati i responsabili dell'inquinamento, ma la Regione. Che però l'ha presa con filosofia, tant'è che anche quando è stata costretta a portare l'ENI in tribunale per farsi risarcire questa montagna di quattrini, ha sempre metodicamente evitato di tirar fuori le prove più evidenti

ELISABETTA MENCHETTI - Comitato Coordinamento Merse
l'aspetto incredibile di questo è che lo studio a cui la regione toscana ha affidato il progetto di bonifica, si basava su questi due studi, uno è del consorzio pisa ricerche dell'Enea di Pisa, e un altro è dell'università de L'Aquila, e questi studi sono stati commissionati da ENI. una regione toscana che si oppone all'Eni per farla pagare non puo' utilizzare per fare i suoi studi degli studi dell'Eni, è veramente incredibile

GIULIANO MARRUCCI
Tocca allora al solito Roberto andare a scovare le prove che inchiodano l'ENI alle sue responsabilità. Come lo studio del professor Riccobono del dipartimento di geochimica dell'università di Siena. Uno dei pochi a non essere stato commissionato dall'ENI stessa.

ROBERTO BARROCCI - ambientalista
Uno studio di grande valore scientifico pubblicizzato con un'iniziativa del Rotary  club. Quando fu presentato andai a Siena Mi ricordo che ero l'unico in quella sala vestito con un maglione e con i jeans. Non era più l'ambientalista o il comitato di minatori, era finalmente il mondo accademico che si muoveva complessivamente a Siena. E quindi da quella volta ho pensato che la battaglia si potesse vincere.

GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
E infatti dopo altri due anni di lotte e dopo l'arrivo di un nuovo assessore regionale all'ambiente, finalmente Roberto riesce a convincere l'accusa a cambiare strategia.

ROBERTO BAROCCI - ambientalista
E questo convince  gli avvocati dell'ENI a consigliare ai loro dirigenti di arrivare a una mediazione, a una soluzione concordata

GIULIANO MARRUCI
E così oggi, quello che 5 anni fa era cosi', e' cosi', e quel rosso infernale che infestava tutto, e' proprio il caso di dirlo, ormai e' acqua passata.

GIULIANO MARRUCCI
Ora com'e' il fiume?

ELISABETTA MENCHETTI - Comitato Coordinamento Merse
No, ora è abbastanza pulito

VOXPOP
Uno spettacolo

ELISABETTA MENCHETTI - Comitato Coordinamento Merse
Anche i sedimenti se si guardano... questi sedimenti qua erano rossi, c'erano ancora dei metalli pesanti, adesso quelli sono stati portati a valle, il depuratore funziona

GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
E il bello è che una volta tanto a pagare non saranno i cittadini

ARCHIVIO TGR TOSCANA 27/11/2006
Sarà la società Syndial a pagare le spese di bonifica del fiume merse inquinato dagli scarti industriali. La società che fa capo al gruppo Eni pagherà la bonifica del merse e della miniera, 15 milioni di euro. non solo rimborserà alla regione le spese finora sostenute. un accordo unico in italia

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Quando i piccoli lottano contro i grandi devono spendersi molto , ma è anche l'unico modo per impedire ai grandi di farla franca. A proposito,la faccenda non è che è chiusa qui, si paga la bonifica e ciao, perché ci sono responsabilità penali.  Per oggi abbiamo finito.

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