Rai 3
Televideo

Puntata del 28/01/2001

LE REGIONI A STATUTO SPECIALE

In onda domenica 28 gennaio 2001

di Bernardo Iovene

LE REGIONI A STATUTO SPECIALE

Autori: Bernardo Iovene
Stagioni: 2001

Oggi, su 1000 lire di tasse pagate allo stato dai cittadini di una regione a statuto ordinario come l'Emilia Romagna, ritornano 200 lire, nelle regioni autonome, invece, siamo in media al 90%, e cioe' su 1000 lire ne ritornano 900.


Il Trentino Alto Adige e' una regione autonoma, con due province autonome: Trento e Bolzano.

Una passante nel centro di Bolzanoafferma infastidita:

"E' tutto fissato con statuto, io non ho niente da dire, non discuto davanti alla camera. Stiamo bene qui, tutti hanno il lavoro, non ci sono disoccupati, basta cosi'."

In provincia di Bolzano, nel Sud Tirol, c'e' una popolazione di tre lingue diverse: il 70% e' di lingua tedesca, il 27% e' di lingua italiana e, una piccola percentuale e' di lingua ladina.

D- "Siete contenti della vostra autonomia provinciale?"

"Tedesco, io parlo solo tedesco", risponde un altro passante.

Margherita Cogo - presidente regione Trentino Alto Adige:

"Le province sono sicuramente piu' sentite dai cittadini. Gli abitanti del Trentino Alto Adige si sentono cittadini o del Trentino o dell'Alto Adige".

Dopo la guerra l'Italia ha ottenuto il territorio del Sud Tirol ma in cambio ha dovuto concedere l'autonomia, e cosi', per non fare una provincia italiana a maggioranza tedesca, nel 1948 fu creata la regione autonoma Trentino Alto Adige, con Trento capoluogo. Successivamente, sotto la spinta, anche con il terrorismo, sempre piu' autonomista del Sud Tirol, nel 1972 fu data l'autonomia anche alle 2 province di Trento e Bolzano.

Luis Durnwalder - presidente della provincia di Bolzano:

"La provincia di Trento ha ricevuto questa autonomia quasi gratis."

Qui tutto e' diviso tra le due province, e in modo strettamente proporzionale all'appartenenza ai vari gruppi linguistici. Il consiglio regionale, per esempio per due anni e mezzo si riunisce qui a Trento e per gli altri due anni e mezzo a Bolzano.
Addirittura la rai regionale ha due sedi, una a Trento, l'altra a Bolzano, e il telegiornale ha una conduzione alternata, una da Trento l'altra da Bolzano. E a Bolzano ci sono tre edizioni, una per ogni lingua.
Quindi il bilancio di questa regione e' ripartito tra l'ente regione e le due province, ma qual e' il bilancio delle due province?

Margherita Cogo - presidente regione Trentino Alto Adige:

"Si, noi abbiamo un'autonomia che definiamo tripolare, le attribuzioni delle funzioni maggiori stanno in capo alle due province, basti pensare che il bilancio della regione e' un decimo rispetto a quello delle due province di Trento e di Bolzano".

Lorenzo Dellai - presidente provincia di Trento:

"Il bilancio della provincia autonoma di Trento per il 2001 e' di 6440 miliardi."

Luis Durnwalder - presidente della provincia di Bolzano:

"Noi prendiamo il 90% di tutte le imposte, cio' vuol dire che abbiamo un bilancio tra 6000 e 7000 miliardi"

Sommando le cifre, arriviamo a circa 15000 miliardi con una popolazione di 900.000 abitanti. Pensate che l'Emilia Romagna e' 5 volte il Trentino Alto Adige, e ha un bilancio di 13000 miliardi, cioe' 2000 miliardi in meno.
Questi soldi arrivano dal 90% delle tasse che i cittadini della regione pagano allo stato, e quindi sono soldi che arrivano dall'agricoltura, dal turismo e da centinaia di piccole aziende, la maggior parte individuali. In tutta la regione. Comunque, incentivi a fondo perduto, sono stati dati a tutti.

"Sono un imprenditore, abbiamo avuto degli aiuti per i quali, pero', bisogna investire, gli aiuti ci sono nella misura del 15% sull'acquisto di attrezzature".

D - "Lei e' di lingua tedesca?"

"Si, sono di lingua tedesca"

D - "Che lavoro fa?"

"Sono artista".

D - "Ha avuto anche lei deisovvenzionamenti?"

"Si".

"Sono un dirigente di un'azienda di bonifica"

D - "Avete avuto anche voi molti contributi?"

"Molti non direi, ci sono altri settori che hanno avuto piu' di noi, per esempio gli albergatori".

D.- Per i commercianti c'e' qualche vantaggio?

"C'e' qualche piccolo aiuto, ma forse, come un po' dappertutto bisogna sapere dove andare a chiedere".

I contributi vanno chiesti alle province, e lo sanno bene tutti; i contributi a fondo perduto, in questa regione, sono arrivati fino al 70%.
E come la mettiamo con il problema della concorrenza sleale? Perche' secondo le leggi della comunita' europea la percentuale di incentivi a fondo perduto non deve superare il 15%. Il ricorso e' in atto.

Luis Durnwalder - presidente della provincia di Bolzano:

"Negli anni '60 noi eravamo quasi l'Uganda. Eravamo proprio un territorio molto, molto povero, oggi siamo tra le prime province italiane, vuol dire che questa autonomia la vediamo. Se lei gira vede che nei nostri paesi tutto e' nuovo, perche' abbiamo investito bene questi fondi. La gente lavora perche' sa che non viene mai regalato qualcosa nella vita. Deve lavorare, deve investire, deve rischiare, questo lo fanno, e cosi' lavorando tutti, avendo tutti degli appalti, possono anche pagare le tasse, avendo il 90% delle tasse noi abbiamo anche dei fondi, possiamo investire nel settore sociale... e via di seguito..."

Il ragionamento funziona: con tanti soldi si assistono le aziende, che pagano le tasse, si assumono impiegati per gli uffici provinciali, che pagano le tasse, e siccome le tasse, dallo stato, passano alle 2 province, se Roma cala le tasse, arrivano meno soldi.

Luisa Gnecchi - assessore lavoro scuola e formazione provincia autonoma di Bolzano:

"E' evidente che un'impostazione che dica che si vuole portare da 15 milioni a 20 milioni la totale esenzione di tasse. Per una provincia come la provincia autonoma di Bolzano, che appunto tiene il 90% delle tasse, e' ovviamente una penalizzazione molto forte".

Una penalizzazione che metterebbe in discussione l'apparato burocratico piu' grosso d'Italia: i dipendenti, tra uffici della regione e quelli della provincia, sono sedicimila. Mille sono quelli della regione, seimila i dipendenti della provincia di Trento, ma il numero piu' alto e' nella provincia di Bolzano.

Luisa Gnecchi - assessore lavoro scuola e formazione provincia autonoma di Bolzano:

"Si, noi abbiamo 9126 dipendenti provinciali" ammette l'assessore al lavoro" che e' un numero molto elevato, abbiamo 8500 insegnanti, che e' ovviamente un numero molto elevato, 6000 dipendenti delle unita' sanitarie locali. Questa e' tutta un'area con contratti forti".

Contratti forti, vuol dire che prendono piu' soldi del resto d'Italia. Ma ci arriviamo. Bisogna specificare che regione e province autonome, con un esercito di dipendenti e un bilancio stratosferico, pero', hanno quasi tutte le competenze che nelle regioni ordinarie gestisce lo stato, per esempio i vigili del fuoco sono provinciali, le strade non sono di competenza dell'anas, ma provinciali, e addirittura le scuole sono passate di competenza provinciale, infatti insegnanti e professori, sono pagati dalle province.

Afferma un altro professore della provincia di Bolzano:

"Un docente come me se insegna a Verona, prende circa un milione netto in meno al mese di me. Il motivo? Un contratto integrativo provinciale che a fronte di maggiori prestazioni ha elevato sostanzialmente lo stipendio".

E lo stipendio e' diverso tra la provincia di Bolzano e quella di Trento, ma e' comunque superiore a quello di un insegnante nel resto d'Italia.
Gli stipendi degli insegnanti, sono uguali a quelli degli altri dipendenti pubblici. Inoltre gli impiegati hanno un'indennita'' di bilinguismo, che va da duecentomila lire a trecentoTrentottomila lire, ma, per essere assunti, devono avere il patentino che certifichi la conoscenza delle due lingue.

Luis Durnwalder - presidente della provincia di Bolzano:

"Nell'impiego pubblico, tutti devono prima sostenere un esame di conoscenza delle due lingue e qui poi abbiamo delle difficolta', perche' ci sono certi partiti che dicono che siamo in Italia e non e' necessario che un giovane debba imparare il tedesco per occupare un posto pubblico nel proprio stato, ma prima o poi il nodo viene al pettine".

Tra le funzioni di competenza provinciale, c'e' anche la sanita', infatti il Trentino Alto Adige non fa parte del sistema sanitario nazionale, la sanita' e' pagata dalle province, che hanno anche l'autonomia contrattuale che significa anche stipendi diversi dal resto d'Italia. Un primario, nelle altre regioni, guadagna 80 milioni all'anno.

Carlo Favaretti - direttore generale servizi sanitari provincia di Trento:

"Un primario, mediamente, e' sui 200 milioni lordi all'anno, e un aiuto, invece, intorno ai 150 milioni".

E in piu' riescono a non far pagare il ticket su diagnosi come la mammografia.
I vantaggi dell'autonomia nel Trentino Alto Adige, vengono tutti dalla ricchezza propria, e quindi, lo abbiamo gia' detto, dal 90% delle tasse dei propri cittadini che lo stato restituisce alla regione.

Luis Durnwalder - presidente della provincia di Bolzano:

"Altre zone dicono che noi abbiamo troppi soldi, perche', dicono, se tutti avessero il 90% delle entrate, lo stato non potrebbe mai vivere; e questo e' vero, pero' essendo la tutela delle minoranze un interesse nazionale, la tutela delle minoranze costa. Percio' lo stato deve accettare anche questo. Devo dire che lo stato ci tratta bene! Anche questo devo riconoscere."

E' vero, la tutela delle minoranze costa, del resto, qui, ancora negli anni 60, qualcuno pensava di staccarsi dall' Italia con le bombe.

D.- senta.. Ma voi siete quelli che una volta mettevano le bombe?

Eva Klotz - partito Union Fur SudTirol:

"I nostri padri si "

D.- per cui volete staccarvi comunque dall'Italia?

"Chiaro, il nostro partito e' per un futuro del Sud Tirol senza Italia, pero' questo noi lo vogliamo sottoporre a referendum popolare".

Insomma convivenza interetnica, ma in piena autonomia dallo stato, ed e' il prezzo da pagare per evitare i conflitti, e guai a parlare di privilegi...

Eva Klotz - partito union fur Sud Tirol:

"Si, pero' non c'e' nessun regalo da parte dello stato italiano. Ci ha dato qualcosa in piu' delle altre regioni per evitare proprio che il Sud Tirol decida di non far parte dell'Italia, si puo' dire che e' soltanto stato un mezzo per rimanere in possesso della nostra terra".

La Sicilia, nell'ultima guerra mondiale, fu la prima regione ad essere liberata, e, da sempre autonomista, elaboro' subito un proprio statuto, che, fu approvato, prima dall'ultimo re, e poi dalla repubblica e nel 1948 divenne legge costituzionale.

Un passante a Palermo afferma:

"Noi non abbiamo avuto nessuna autonomia, specialmente la benzina che abbiamo in Sicilia, i signori americani prendono il greggio e se lo portano via, e poi noi lo dobbiamo pagare a 2200 lire al litro, ancora il presidente della regione e i suoi compaesani non lo capiscono questo, dico bene o no ecco! Noi in Sicilia siamo in africa, peggio dell'africa, in Uganda!"

Un tassistacontinua:

"A Palermo c'e' una via che si chiama via dell'autonomia Siciliana: c'e' rimasta solo la via di autonoma".

Il 100% delle tasse dei Siciliani, resta in Sicilia. Vediamo, quindi, il bilancio della regione Siciliana.

Nicolo' Nicolosi - assessore al bilancio della regione Sicilia:

"Il bilancio della regione Siciliana e' di 28500 miliardi".

Ventottomila miliardi! Ricordiamo sempre che la nostra regione campione, l'Emilia Romagna, ha un bilancio di tredicimila miliardi. Con questi soldi, la regione Siciliana deve far fronte alle competenze primarie stabilite nello statuto.

Nicolo' Cristaldi - presidente assemblea regione Sicilia:

"Noi qui abbiamo una potesta' primaria su moltissimi campi. Abbiamo potesta' sull'organizzazione degli enti locali, sull'ambiente, sul territorio, sui lavori pubblici, sulla gran parte delle competenze che regolano la disciplina e la vita di uno stato e di una societa'. Non abbiamo competenza nel ramo penale, ma per quanto riguarda tutti gli altri aspetti della vita economica e sociale di un paese, noi abbiamo una potesta' primaria, significa che le leggi dello stato non possono essere applicate in Sicilia se non vengono recepite dalla Sicilia".

Tra le competenze della regione c'e' l'organizzazione degli enti locali. Vediamo allora quanti sono i dipendenti degli uffici dell'ente regione. Qui per esempio ce ne sono gia 5.

Nicolo' Nicolosi - assessore al bilancio della regione Sicilia:

"La regione Siciliana, purtroppo ha 16.000 dipendenti e poi ha una massa infinita di precari, circa 80 mila. Il dramma vero e' questo: il 75% del bilancio della regione Siciliana e' assorbito dalle spese correnti e soltanto il 25% dalle spese produttive".

16.000 dipendenti, e 80.000 precari!

Antonio Zanna - deputato regione Sicilia:

"Sono circa 20mila, il numero non e' stato mai quantificato. Per avere un ordine di paragone l'Emilia Romagna che e' una regione, diciamo, calibrata con la nostra avendo quasi il nostro stesso territorio gli stessi abitanti, ha solo 4.000 dipendenti".

Se vogliamo essere precisi, l'Emilia Romagna di dipendenti regionali, ne ha 3.100. Ma torniamo ai precari, sono 80.000.....

D - "Signora lei e' precaria?"

"Si, lavoro all'ufficio di collocamento di Giarre, ho 38 anni e guadagno 850mila lire al mese".

D - "Come fa a vivere con 850mila lire?"

"Vivo, quando me li danno, vivo male perche' ho tre figli, sono separata, cerchiamo di vivere, ma non e' buono, va bene..."

D.- Da dodici anni siete precari?

Spiega un altroprecario:

"Precari, cioe' prestiamo servizio presso gli enti, come dei dipendenti" "Pero' non abbiamo riconosciuto ai fini previdenziali nessun contributo, siamo dei lavoratori in nero autorizzati dalla regione Siciliana".

D - "Stipendio medio?"

"850.000 lire al mese, quando ce li danno, da 4 mesi non percepiamo neanche una moneta."

Gli stipendi, se cosi' si possono chiamare, non arrivano perche' i soldi non ci sono, la regione, pero', ha pensato di ridurre il numero dei propri dipendenti. Ma sentite come!

Nicolo' Nicolosi - assessore bilancio e finanze regione Sicilia:

"In questa legislatura abbiamo approvato una legge per la riforma della pubblica amministrazione che prevede entro il 2003 di portare i 16.000 dipendenti a 10.000."

D - "Dove vanno i 6.000 dipendenti?"

"Ci sono forme di prepensionamento".

D - "Le pensioni graverebbero sullo stato?"

"No, le pensioni gravano su fondi specifici della regione Siciliana, noi abbiamo un fondo pensioni regionale."

Un dato curioso, e' la pensione degli uscieri dell'assemblea regionale, con quanto vanno in pensione?

Antonio Giuffrida - segretario generale assemblea regionale Siciliana:

"Vanno in pensione con 4 milioni e mezzo -5 milioni netti"

In tutte le regioni autonome, i dipendenti, sono un numero spropositato rispetto al numero di abitanti, basta fare un confronto con la regione ordinaria che abbiamo scelto per campione, cioe' l'Emilia Romagna.

Vasco Errani - presidente regione Emilia Romagna:

"Sono circa 3.100, su una popolazione di 4 milioni"

Vediamo in Valle d'Aosta.

Roberto Louvin - presidente del consiglio regionale della Valle d'Aosta:

"La regione nel suo complesso, come amministrazione regionale ha 2.400 dipendenti circa, su una popolazione di 118.000 (centodiciottomila) abitanti".

Con 118mila abitanti, hanno quasi gli stessi dipendenti degli uffici regionali dell'Emilia Romagna, che ha 4 milioni di abitanti. Ma torniamo in Sicilia..
Abbiamo visto che i precari, che sono 80mila, guadagnano 850mila lire al mese. Un commesso dell'assemblea regionale, invece, quanto guadagna?

Antonio Giuffrida - segretario generale assemblea regionale Siciliana:

"Lo stipendio parte da 2 milioni e arriva a circa 5 milioni -5 milioni e mezzo, comprensivo anche delle indennita' di contingenza"

In Sicilia, lo stipendio di un commesso, con una buona anzianita', raggiunge i 5 milioni e mezzo, in Sardegna, invece, siamo sui tre milioni e mezzo, nelle altre regioni autonome, invece, i commessi hanno lo stesso trattamento degli altri impiegati regionali. Uno per tutti, sentiamo un commesso del consiglio regionale della Valle d'Aosta.

Un milione e settecentomila lire, meno della meta' di un commesso siciliano.

Dunque, vediamo adesso, il trattamento dei consiglieri.

Ribadisce il presidente dell'assemblea Cristaldi:

"Non si tratta di consiglieri, si tratta di deputati. Perche' nello statuto Siciliano, che e' parte integrante della costituzione italiana, anzi lo statuto Siciliano e' stato approvato prima della costituzione italiana, parlando dell'assemblea Siciliana e dei suoi componenti, si parla appunto di deputati regionali e, in quanto deputati regionali, vengono chiamati onorevoli."

E in quanto onorevoli, hanno diritto pure al portaborse. I portaborse hanno un contratto che puo' arrivare a un massimo di 5 milioni e mezzo. E poi c'e' lo stipendio. Ma riusciamo invece a capire, invece quanto guadagna un consigliere?

Antoniozanna - deputato regione Sicilia:

"Noi guadagniamo quanto i senatori, e quindi come i magistrati, circa 15 milioni al mese"

Andiamo a vedere adesso nella ricca Valle d'Aosta.

D - "Senta lei e' onorevole?"

Ivo Colle - consigliere regione Valle d'Aosta:

"No, io sono consigliere regionale. Credo che in Sicilia siano onorevoli, no, dalle nostre parti queste terminologie non ci piacciono troppo."

D - "Senta, ha un portaborse?"

"Assolutamente no!?"

D.- Ci puo' dire il suo stipendio?

"Si, il mio stipendio netto e' di 9 milioni al mese."

Nelle altre regioni autonome, si va dai sette milioni del Friuli Venezia Giulia, ai 12 milioni della Sardegna. In Trentino Alto Adige, invece, un consigliere guadagna dieci milioni al mese, che e' anche lo stipendio di un consigliere delle regioni a statuto ordinario. E tutti i consiglieri hanno diritto alla pensione dopo una sola legislatura, che si aggira sui tre milioni al mese.
I presidenti, sia di giunta che del consiglio, hanno chiaramente un'indennita'' in piu'.

Roberto Antonione - presidente Friuli Venezia Giulia:

"Il mio stipendio e' il seguente. Come consigliere regionale ho circa 7 milioni al mese netti, e come presidente della giunta ne ho circa 5 netti".

D - "Ci puo' dire il suo stipendio?"

Nicolo' Cristaldi - presidente assemblea regione Sicilia:

"Beh, guardi intanto mi stranisce la sua domanda. Lei, essendo giornalista dovrebbe leggere i giornali. Gli stipendi dei deputati sono pubblicati sui giornali, io prendo quanto prende un senatore della repubblica, pur non avendo tutte le agevolazioni che ha un senatore della repubblica, l'indennita'' di un deputato si aggira sui 10-12 milioni... al mese."

A questi 10, 12 milioni, il presidente, pero', ha dimenticato di aggiungere gli altri 8 milioni di indennita' di presidente, 12 piu' 8, quindi, sono 20 milioni, al mese.
Quindi, presidente, deputati e commessi della regione hanno dall'autonomia, abbiamo visto, un bel vantaggio, e cioe' gli stipendi piu' alti d'Italia.

D - "Lei fa il commerciante, ha mai avuto degli incentivi dalla regione?"

"Mai".

D - "Magari per ristrutturare..."

"Mai."

D - "Lei e' albergatore?"

"Si, albergatore a Palermo da trent'anni".

D - "Ha mai avuto degli incentivi dalla regione?"

"Mai".

Mai altrocommerciante:

"Li hanno voluti da noi.."

50 anni di potesta', sull'organizzazione degli enti locali, lo abbiamo visto, costano il 75% dell'intero bilancio, pero' adesso si trovera' una soluzione con i prepensionamenti. Un'altra potesta' e' la tutela dell'ambiente. Ma la Sicilia, lo sanno tutti, ha le coste e i meravigliosi siti archeologici devastati dal cemento e dagli abusi. Sentite le dichiarazioni del presidente della regione.

Vincenzo Leanza - presidente regione Sicilia:

"Non c'e' il desiderio di una sanatoria selvaggia che sani tutto e comunque, questo e' assolutamente escluso".

Queste dichiarazioni, sono state fatte il 25 ottobre, una settimana dopo, tutti abbiamo letto i giornali: sanatoria per 170mila case.

Passiamo alla sanita'. Nello statuto e' tra le competenze della regione.
Ma, degli undicimila miliardi che occorrono, solo il 43% e' pagato dal bilancio regionale, gli altri 6.300 miliardi sono a carico dello stato.

Giovanni Mercadante - direttore ist. Radiologia ospedale oncologico "m. Ascoli" Palermo:

"Io dico che purtroppo la regione autonoma non ha dato nessun vantaggio alla sanita' in Sicilia. L'unico vantaggio che ha dato e' stata la possibilita' ai pazienti Siciliani di aprire il varco verso gli ospedali del nord Italia, gli ospedali della Francia, gli ospedali della Germania per le alte specialita'. Lei pensi che la regione spende circa 270 miliardi l'anno per i cosiddetti viaggi della speranza."

In trentino, invece, ricordate, la sanita' e' pagata interamente dal bilancio delle due province e un primario guadagna 200 milioni all'anno. A Palermo quanto guadagna un primario?

D - "Senta lei e' un primario, ci puo' dire quanto guadagna all'anno?"

"Circa 80 milioni all'anno, vale a dire seimilioni e ottocentomila lire al mese."

Dunque, la sanita', per la regione autonoma Siciliana, e' una materia cosiddetta concorrente, vale a dire che lo stato concorre alla spesa per il 57%, per quanto riguarda gli stipendi dei medici siamo nella norma nazionale, invece per gli stipendi dell'apparato regione, abbiamo visto, sono i piu' alti d'Italia.

Questo e' il bellissimo palazzo dei normanni, sede dell'assemblea regionale, gli uffici dei funzionari sono arredati con mobili antichi, i deputati girano per corridoi bellissimi, per entrare in questo palazzo, pero', ci vuole giacca e cravatta.

D.- Senta, stamattina non mi hanno fatto entrare perche' ero senza giacca..

Nicolo' Cristaldi - presidente assemblea regione Sicilia:

"Beh questo c'entra poco con il fatto che questo e' un parlamento Siciliano, io credo che se lei fosse andato a una festa qualsiasi per un battesimo di un bambino, si sarebbe messo una giacca e una cravatta, io credo che vestire in maniera decorosa per accedere, intanto in un bel palazzo suntuoso importante dal punto di vista architettonico, ma anche la sede del parlamento, io credo sia doveroso che si arrivi vestiti in maniera decorosa, e credo che una giacca e una cravatta in fin dei conti se la puo' permettere chiunque".

La Sardegna deve la sua autonomia alla sua collocazione geografica e alle vecchie formazioni autonomiste. Rispetto alla Sicilia, ha ottenuto, nel 1948, uno statuto speciale piu' debole, e risorse finanziare che vengono dal 70% delle imposte dei propri cittadini, e, altre da percentuali diverse sulle altre imposte che riscuote lo stato.
Anche la Sardegna ha molte competenze legislative, ma lamenta un'ingerenza dello stato, in tutti i settori.

Un passante per le vie diCagliari dice:

"Che autonomia e' se hanno piu' autonomia le regioni ordinarie" , "se qualsiasi provvedimento di legge deve essere discusso e promosso dal governo, non c'e' nessuna autonomia."

D - "Non c'e' un settore dove potete fare da soli?"

Pietro Pittalis - assessore regionale bilancio-programmazione:

"Sulla carta si, ci abbiamo provato ma purtroppo abbiamo uno stato dirigista invadente centralista che non ce lo consente."

Stessa musica, ascoltiamo dal presidente della regione.

Mario Floris - presidente regione Sardegna:

"Circoscrizioni comunali significa che la regione ha la potesta' di poter istituire nuovi comuni e nuove province, noi abbiamo istituito le nuove province proprio qualche mese fa e il governo le ha bocciate, siamo andati adesso nanti la corte costituzionale per difendere una cosa che pure e' riconosciuta nella legge costituzionale."

Vediamo, allora, dove lo stato ha delegato completamente alla regione, cosa e' successo, per esempio, sull'acqua.

D - "Signore l'acqua c'e' a casa vostra?"

Risponde una signora.:

"Si, ma a una certa ora va via"

Risponde un'altrasignora:

"Dalle 15.00 ho il serbatoio perche' non abbiamo acqua in Sardegna, cioe' un momento, l'acqua c'e', ne abbiamo anche tanta, ma ci sono molte falle, per esempio i bacini sono tutti rotti."

Gli enti che gestiscono l'acqua, sono 42, e l'eaf e' uno dei piu' importanti.

D - "Lei vive a Cagliari? A che ora va via l'acqua a casa sua?"

Michele Loy - presidente eaf (ente acque Flumendosa):

"L'acqua da casa mia va via come in tutte le altre case e cioe' alle tre del pomeriggio."

In Sardegna, ci sono 32 dighe, costruite in luoghi dove non piove mai. La comunita' europea ha stanziato dei fondi per l'emergenza acqua, ma questi soldi la Sardegna come li usa? Costruendo altre dighe come questa, che sara' a regime tra 30 anni.

Stefano Deliperi - associazione amici della terra Cagliari:

"Questa diga arrivera' a regime, quindi sara' operativa al 100% nel 2030, altro che emergenza idrica! Noi abbiamo nelle aree urbane, un terzo dell'acqua che si disperde in rete, abbiamo delle punte del 200% di perdite."

L'acqua si perde, perche' in 50 anni, la manutenzione delle condotte, non e' stata mai fatta.

D- "Perche' non si fa la manutenzione?"

Michele Loy - presidente eaf (ente acque Flumendosa):

"Perche' sono opere costose, sono opere lunghe da progettare, sono opere che devono passare attraverso il vaglio di numerosi uffici, sempre regionali, anche regionali."

D - "Ma arrivano anche i finanziamenti."

"Arrivano anche i finanziamenti."

D - "E che fine fanno?"

"Dovrebbero finire nella creazione di nuove opere "

D - "Insomma mi indichi un colpevole, dove devo andare a bussare?"

"Non c'e' un solo colpevole, probabilmente ci sono tanti colpevoli."

E sentite questa. A questo ente e' stato imposto di erogare piu' acqua per gli agricoltori, per motivi elettorali.

Michele Loy - presidente eaf (ente acque Flumendosa):

"Noi siamo un ente tecnico, ci hanno fatto le ordinanze, e' inutile che lei mi dica di dirle che e' stato Palomba, il commissario per l'emergenza idrica e' il presidente della regione, il vecchio presidente della regione, stiamo parlando della giunta Palomba, perche' l'80% della risorsa se ne va per l'uso agricolo, lei sa cosa vuol dire il bacino agricolo? Vuol dire i voti di tutta la Sardegna. Se lei regala 70 milioni di metri cubi d'acqua agli agricoltori, si fa votare dagli agricoltori"

In tutte le regioni, le nomine degli enti , sono politiche, e siccome qui in Sardegna, c'e' qualche ente di troppo, verifichiamone il criterio.

Carlo Dore - consigliere regione Sardegna:

"Un esempio plateale e' che nel caso di una nomina del presidente di un ente c'era una consigliera che riteneva che quell'ente fosse suo e quindi ha preteso in un primo tempo di nominare suo padre e, non essendoci riuscita, successivamente ha optato per il proprio fidanzato, il che la dice lunga su cio' che puo' succedere."

D - "Ci puo' fare il nome dell'ente?"

"L'ente dovrebbe essere l'esaf."

L'esaf, e' l'ente piu' grosso della distribuzione dell'acqua in Sardegna. E il presidente sarebbe stato nominato dalla sua fidanzata, che e' consigliera regionale.

D - "Lei e' il presidente dell'esaf?"

Sergio Marracini - presidente esaf (ente sardo acquedotti e fognature):

"Si".

D - "Anche la sua e' una nomina politica?"

"La mia e' una nomina politica che casualmente, o forse diciamo anche in maniera, probabilmente voluta, in questo caso e' anche una nomina tecnica, in quanto io sono, come appunto si sa, igienista, sono specialista in igiene...

D - "E poi e' anche il fidanzato di una consigliera ho saputo..."


A questa affermazione, non siamo stati autorizzati a mandare in onda la risposta. Il presidente dell'esaf, mi ha detto che i suoi fatti personali non sono "dicibili".

La Sardegna ha un bilancio di 10.000 miliardi all'anno, e una popolazione di un milione e mezzo di abitanti, e poi ci sono i soldi che vengono dalla comunita' europea, ma su 2.000 miliardi disponibili, per i lavori pubblici, 754 sono rimasti inutilizzati. Eppure la Sardegna, e' l'unica regione d'Europa che non ha un solo metro di autostrada.

Un passante:

"La fonte principale del trasporto e' la 131, quella non e' una strada, quella e' una trappola mortale "

Sullo statuto speciale, leggiamo che i lavori pubblici, sono di esclusivo competenza della regione, eppure le strade piu' importanti, in Sardegna, sono gestite dall'anas, cioe' dallo stato.

D - "Sullo statuto c'e' scritto che i trasporti sono esclusiva competenza della regione, non potevate costruire le autostrade?"

Silvestro Ladu - assessore ai lavori pubblici regione Sardegna:

"Ma non ci sono le risorse"

D - "Senta lei si lamenta dei soldi, ma noi abbiamo trovato dei dati che ci sono 750 miliardi inutilizzati che vengono dalla comunita' europea."

"No, praticamente... questo e' vero in parte, nel senso che... Questi fondi fino adesso non sono stati utilizzati perche' non c'era la progettazione esecutiva."

Intanto in Sardegna si circola su strade pericolosissime, e non ci sono progetti per spendere i soldi della comunita' europea.

Per la formazione, stessa cosa, cento miliardi inutilizzati, ma l'assessore non ne conosce nemmeno l'esistenza.

D - "A proposito di formazione, la corte dei conti dice che non avete utilizzato 100 miliardi.."

Pietro Pittalis - assessore bilancio e programmazione regione Sardegna:

"No, questo dato le assicuro... io non ho questo elemento " .

D - "Questo succede anche nei lavori pubblici, nella formazione."

Mario Scano - procuratore della corte dei conti di Cagliari:

"Succede nei lavori pubblici e nella formazione"

D - "E quando non vengono utilizzati, dove vanno questi soldi?"

"Questi soldi giacciono inutilizzati nelle tesorerie degli enti."

I soldi restano inutilizzati nelle casse degli enti e proprio nella formazione, che significa occupazione, e lavori pubblici che vuol dire strade e quindi trasporti.

Unviaggiatore, alla stazione di Cagliari:

"Dovrei essere proprio cattivo per dire qualcosa sui trasporti in Sardegna, meglio sorvolare "

D - "Buongiorno, io voglio fareCagliari-Milano in treno."

Operatore agenzia viaggi:

"Cagliari-Porto Torres, porto Torres-Genova, Genova-Milano, si parte alle 14.30, si arriva alle 11.00 del giorno dopo."

Ammettiamo pure che tutte le coincidenze coincidano, siamo sulle 21 ore di viaggio. Ma d'estate, lo sanno tutti, in Sardegna saltano tutte le coincidenze, e visto che le amministrazioni delle compagnie sia marittime che aeree, sono in continente, la regione non riesce neanche a imporre gli orari, per facilitare ai sardi la cosiddetta continuita' territoriale con la propria nazione.

D - "Se invece voglio andare in aereo, quanto costa?"

"Solo andata, tariffa normale, costa 334.000"

D - "Per i residenti c'e' qualche sconto?"

"Non esiste una tariffa residenti"

Sono quasi 700mila lire andata e ritorno, senza sconti per i residenti, sempre alla faccia della continuita' territoriale, tariffe speciali esistono, ma non c'e' mai posto, comunque per i sardi costa meno andare a Londra che raggiungere l'Italia.

D - "Se invece voglio andare a Londra?"

"Per andare a Londra, ci sono delle tariffe speciali di una compagnia inglese. Oggi ho venduto un biglietto andata e ritorno a 187.000 lire."

D - "Senta, lei mi sta dicendo che c'e' un'autonomia parziale nelle vostre competenze, dove c'e' un'autonomia piena?"

Silvestro Ladu - assessore ai lavori pubblici regione Sardegna:

"....Beh un'autonomia piena... un'autonomia piena c'e'... Un autonomia piena, un'autonomia piena...e cioe' noi siamo, anche se una regione autonoma, siamo una regione dentro lo stato italiano".

Infine la sanita'. Anche in Sardegna, come in Sicilia, lo stato concorre alla spesa sanitaria, ma in Sardegna a differenza della Sicilia, ritorna in media il 70% delle tasse dei cittadini, in Sicilia invece il 100%.

Dalla Sardegna passiamo alla Valle d'Aosta. La regione autonoma Valle d'Aosta ha poco piu' di centomila abitanti, di cui 2.400 lavorano negli uffici della regione, e ha un bilancio di 2.000 miliardi, dovuti al ritorno del 90% delle tasse dei propri cittadini. Ma perche' e' una regione autonoma?

D - "Presidente, la Valle d'Aosta perche' e' una regione autonoma?"

Dino Vierin - presidente regione Valle d'Aosta:

"La Valle d'Aosta e' una regione autonoma grazie alla sua storia e alla sua identita' culturale linguistica, la Valle d'Aosta ufficialmente bilingue, e' una regione di frontiera, di montagna e con queste sue peculiarita' culturali e linguistiche ha ottenuto questa autonomia che le consente di autogovernarsi."

Le ragioni dell'autonomia risalgono al 1948, e sono dovute al fatto che e' una regione di frontiera e bilingue. Cosa vuol dire regione bilingue, cercheremo di capirlo dopo, adesso vediamo i vantaggi che hanno i valdostani, per esempio, con una carta e' possibile pagare la benzina a 1200 lire.

D - "Tutti hanno diritto a questa carta?"

Unpassante dal benzinaio:

"I residenti in valle hanno diritto alla carta di prelievo carburante"

D - "Ma secondo lei perche'?"

"Credo che sia dovuto all'autonomia della Valle d'Aosta, cose raggiunte nel dopoguerra penso..."

D - "E perche', secondo lei, e' autonoma la Valle d'Aosta?"

"Bah... questa e' una domanda da cento milioni, bisognerebbe conoscere la storia...

D - "Intantolei fa benzina a 1.200 lire.."

"E' un privilegio..."

Il benzinaio:

"Il gasolio viene 1.865, con la carta viene 970 lire, dalla benzina verde, invece bisogna togliere 1.209 lire che passa la regione, per cui costa 1.100 e qualcosa"

D - "Secondo lei perche' la Valle d'Aosta e' una regione autonoma?"

Unpassante:

"Perche' siamo tutti ricchi."

D - "Secondo lei perche' la Valle d'Aosta. E' una regione autonoma?"

Unnegoziante:

"Onestamente non le so proprio rispondere, evidentemente parecchi anni fa hanno deciso in questa maniera qui, pero' non le so dire altro..."

D - "Lei ha avuto qualche vantaggio dall'autonomia?"

"Presumo proprio di si, anche perche' abbiamo molti vantaggi, abbiamo il mutuo agevolato per l'acquisto della prima casa, abbiamo 900 e passa litri di benzina all'anno, tutto questo perche' qualcuno si e' adoperato tanti anni fa perche' diventasse una regione autonoma."

Quindi, buoni benzina e mutuo agevolato.
E poi ci sono i libri scolastici gratis per tutte le scuole.

Diceuna libraia:

"L'amministrazione regionale paga i libri di testo a tutti gli alunni della Valle d'Aosta, fino all'ultimo anno delle scuole medie superiori."

Cioe', dalle elementari all'ultimo anno delle scuole superiori senza cacciare una lira per i libri di testo, in una regione dove gli stessi abitanti mi dicono che sono tutti ricchi. Ma e' possibile?

Peccato, pero', che ad Aosta non c'e' l'universita''. I ragazzi vanno a studiare a Torino o in altre citta' italiane, ma chissa' forse mamma regione ha pensato anche a questo.

D - "Date un aiuto agli studenti che vanno a studiare fuori regione?"

Dino Vierin - presidente regione Valle d'Aosta:

"Si, noi abbiamo una legge regionale che assicura il diritto allo studio, per noi questo e' uno degli obbiettivi prioritari "

D - "In che termini aiutate gli studenti?"

"Aiutiamo questi studenti sottoforma di borsa di studio, sottoforma di contributo alloggio, sottoforma anche di contributi per l'acquisto di libri di testo e per il rimborso delle spese di trasporto."

Trasporto, contributo alloggio, libri di testo e borsa di studio, altro che aiuto! Questo e' rimboccare le coperte! Ma perche' non sono nato qui?

Torniamo alle ragioni dell'autonomia: regione di frontiera e bilingue.

Carta d'identita'', strade, negozi, pubblica amministrazione, le scritte sono in italiano e in francese, ma qui, avete sentito, tutti parlano italiano, proviamo a sentire una voce del popolo.... Da cantina proprio.
La lingua parlata e' l'italiano, ma tutti devono imparare il francese e tutti i dipendenti pubblici hanno un'indennita' di bilinguismo.

D - "Lei lavora qui, prende un'indennita'' di bilinguismo?"

Unpostino:

"Si, sulle 180 mila lire lorde "

D - "Senta, ma secondo lei perche' la Valle d'Aosta e' una regione autonoma?"

"E non lo so, sono cose di una volta, per cui..."

Le cose sono di una volta, ma le indennita' si continuano a prendere anche oggi

D - "Senta, ma qui la gente parla italiano, il francese lo impara a scuola!"

Dino Vierin - presidente regione Valle d'Aosta:

"La comunita' valdostana e' bilingue, il francese lo si impara anche a scuola, nel senso che il nostro sistema scolastico mette su un piede paritario le due lingue."

La vera lingua valdostana e' il Patua', un dialetto franco provenzano in disuso, e comunque, in Valle d'Aosta, bilinguismo non vuol dire che c'e' una minoranza linguistica.

Dino Vierin - presidente regione Valle d'Aosta:

"No, qui c'e' un'unica comunita' bilingue, non c'e' alcuna nozione di separatismo linguistico."

E gli insegnanti piu' pagati, sono quelli delle elementari e della scuola materna.

Dino Vierin - presidente regione Valle d'Aosta:

"Gli insegnanti di scuola materna e scuola elementare, per il prolungamento di orario, legato all'insegnamento della lingua francese hanno una maggiorazione di stipendio, pari al 33%."

Altra curiosita': non esiste la provincia di Aosta, e non c'e' la prefettura.

Dino Vierin - presidente regione Valle d'Aosta:

"La provincia e' stata soppressa, a questo punto due sono gli enti di governo: i comuni e la regione. Non c'e' il prefetto perche' non si e' voluto che ci fosse una ingerenza da parte dello stato, con un suo rappresentante, ma che queste funzioni fossero, solamente dal punto di vista delle funzioni, da parte del presidente della giunta."

E anche la scuola e' rimasta statale, ma e' la regione che paga gli stipendi degli insegnanti.

D - "2.000 miliardi per 120mila persone, ma siete il paese dei balocchi!"

Gino Agnesod - assessore al bilancio regione Valle d'Aosta:

"Questa e' l'immagine che molto spesso viene fuori, non siamo il paese dei balocchi, io credo che se noi andiamo a vedere quelle che sono le competenze, se confrontiamo queste risorse con le competenze, dove dobbiamo spenderle per forza e dove dobbiamo indirizzare questi fondi, su spese che da altre parti vengono fatte direttamente dallo stato, ci rendiamo conto che alla fine le misure sono eque, sono sufficienti, ma non sono sicuramente sovrabbondanti."

Questa e' la risposta che abbiamo avuto in tutte le regioni a statuto speciale, tanti soldi si, ma anche tante competenze. Poi ci sono regioni che le svolgono ed altre no, ma i soldi comunque restano tanti.

Lasciamo la Valle d'Aosta, e andiamo nell'ultima regione a statuto speciale: il Friuli Venezia Giulia.

Roberto Antonione - presidente regione Friuli Venezia Giulia:

"La regione Friuli Venezia Giulia basa la sua autonomia su un passato storico conosciuto da tutti."

D - "Lei sa perche' il Friuli e' una regione autonoma?"

Rispondonovari passanti:

"No."

"Perche', perche' i nostri politici hanno scelto cosi'."

D - "Ma lei sa il motivo, il perche'?"

"Il motivo bisogna chiederlo a loro."

D - "Lei lo sa?"

"No, non lo so."

Roberto Antonione - presidente regione Friuli Venezia Giulia:

"Alla fine della seconda guerra mondiale, siamo stati penalizzati avendo perso una serie di territori che erano di nostra competenza, e avevamo soprattutto sul nostro territorio un'importante minoranza linguistica."

L'autonomia, dovuta alla difficile situazione sui nostri confini, porto' Trieste all'Italia solo nel 1954, e, nel 1963, per tutelare anche la minoranza di lingua slovena fu creata la regione autonoma.

Unpassante:

"Perche' il Friuli e' una regione autonoma? No, francamente non lo so"

D - "E' di Trieste lei?"

"Si sono di Trieste".

Rispetto alle altre regioni autonome, il Friuli Venezia Giulia riceve da Roma la percentuale piu' bassa delle tasse dei propri cittadini, e cioe' il 60%, mentre, lo abbiamo visto, in Sicilia e' il 100%, in trentino e Valle d'Aosta il 90% e in Sardegna il 70%.

Qui a differenza delle altre regioni autonome, i dipendenti degli uffici regionali non sono eccessivi, sono 2.800, quanto quelli della Valle d'Aosta, che pero' ha una popolazione 10 volte inferiore. Forse ai friulani non fa gola il lavoro fisso statale, non dimentichiamoci che siamo nel ricco nordest.

D - "Lei sa perche' il Friuli e' una regione autonoma?"

Unpassante:

"No, non lo so"

Vuoi vedere che questa regione e' talmente l'ultima delle regioni autonome che i propri cittadini non se ne sono accorti? Eppure, qualche vantaggio, anche vistoso, c'e'. La benzina per esempio.
E perche' in Friuli Venezia Giulia la benzina costa meno?

Ettore Romoli - assessore al bilancio regione Friuli Venezia Giulia:

"Costa meno perche' ci eravamo accorti che buona parte dei nostri cittadini si approviggionavano di carburante all'estero, dove il prezzo e' notevolmente inferiore, e quindi abbiamo fatto con il governo un contratto."

D - "Lei sa perche' il Friuli e' una regione autonoma?"

"No, non lo so."

D - "E' di Trieste lei?"

"Si."

Un altro vantaggio che hanno sfruttato quasi tutti e' un finanziamento a fondo perduto, udite, udite per l'acquisto della casa, oppure avere un mutuo a tasso zero.

D - "I cittadini possono ottenere un mutuo a tasso 0?"

Roberto Antonione - presidente regione Friuli Venezia Giulia:

"Esattamente, un mutuo a tasso zero o in alternativa un contributo finanziario che consenta loro di acquistare la prima casa. Questo grazie alla nostra autonomia.

D - "Lei sa perche' il Friuli e' una regione a statuto speciale?"

Unpassante:

"No, assolutamente."

Un'altrapassante:

"Non mi faccia queste domande.. no, no sa qual'e' il problema che vengo fuori dall'ufficio e sono...."

Veniamo alla sanita'. In Friuli Venezia Giulia e' pagata dalla regione, come in trentino e Valle d'Aosta, la differenza, pero', e' che qui rientra il 60% delle tasse, mentre nelle altre 2 regioni rientra il 90% delle tasse dei propri cittadini, anche in Friuli non si paga il ticket su diagnosi come la mammografia e, novita' unica, sono stati chiusi tre ospedali aumentando la qualita'.

D - "Senta, avete la competenza sanitaria regionale e avete chiuso degli ospedali?"

Renzo tondo - assessore alla sanita' regione Friuli Venezia Giulia:

"Abbiamo chiuso degli ospedali perche' avevamo un tasso di ospedalizzazione troppo alto, avevamo troppi posti letto per una regione di 1.250.000 abitanti e quindi... )"

D - "Cioe' avevate troppi posti letto, in Friuli Venezia Giulia c'erano troppi posti letto?"

"Rispetto agli abitanti di questa regione e abbiamo chiuso alcuni ospedali, puntando molto sulla qualita' e sull'accorpamento dei servizi."

D - "Adesso risparmiate?"

"Adesso risparmiamo rispetto a quello che si sarebbe speso tenendoli aperti, pero' la spesa sanitaria aumenta costantemente".

Gli stipendi dei medici, pero', non sono come quelli del trentino, ricordate?, un primario guadagna duecento milioni lordi all'anno, qui lo stipendio e' uguale al resto d'Italia e le liste di attesa non esistono piu'.

D- "Lei sa perche' il Friuli e' una regione autonoma?"

Unapassante:

"Ah io... Non lo so veramente, mi dispiace..."

Un'altrapassante:

"No, non lo so."

Ma e' mai possibile che non lo sa proprio nessuno?

Unaltro passante:

"Perche' e' una regione di confine, penso. E perche' ci sono delle minoranze etniche come quella slovena."

D - "Lei e' l'unico che lo sa."

"E non sono di Trieste. Sono di Ravenna.

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