Rai 3
Televideo

Puntata del 14/04/2002

LA GUERRA DEI SEMI

in onda il 14.04.02

di - Scienza

LA GUERRA DEI SEMI

Autori: Paolo Brunatto
Autori: Angelo Fontana
Argomenti: Scienza
Stagioni: 2002

CONTADINA
Mio marito si è suicidato. E' successo sei mesi fa. Avevamo ancora una volta perso tutto il raccolto. Ero a casa quando sono venuti a chiamarmi…sono corsa qui e mi sono trovata davanti mio marito impiccato proprio a quell'albero.

AUTORE
Pare che i suicidi dei contadini in India siano da collegare alla nuova politica di libero scambio, che permette alle compagnie di vendere i semi ibridi e transgenici. Queste sementi per essere coltivate, richiedono grandi quantitativi di sostanze chimiche per diserbare e controllare gli insetti nocivi. I contadini non hanno soldi e finiscono con l'indebitarsi.
Così quando sono indebitati fino al collo, si avvelenano bevendo lo stesso pesticida!!

CONTADINA 2
Un giorno che ero andata nei campi a portare il pranzo a mio marito, l'ho trovato per terra che agonizzava, aveva bevuto un intera bottiglia di pesticida.

AUTORE
In India i contadini hanno iniziato a suicidarsi già negli anni 80. La causa era stata attribuita al fatto che gli insetti nocivi cominciavano a sviluppare resistenza alla prima generazione di pesticidi chimici. Ma i suicidi sono continuati e nel 96/97 ne sono stati segnalati circa duecento e in poco tempo tutta l'area dove veniva coltivato il cotone, ne è stata contagiata.
In questi ultimi anni sono almeno quindicimila i contadini che si sono tolti la vita. Di questi quindicimila diecimila erano coltivatori di cotone. E diecimila coltivatori di cotone che si suicidano ci sembra un numero piuttosto rilevante.

CONTADINA
E' stato il venditore al dettaglio che ci ha consigliato male. Ci ha fatto comperare nuovi pesticidi dicendoci ogni volta che sarebbero bastati a salvare il raccolto di cotone. Ma tutto è stato inutile e abbiamo perso ben tre raccolti di seguito. Il giorno che abbiamo cremato mio marito qualcuno del governo mi ha anche promesso che saremmo stati risarciti, ma finora di soldi non se ne sono ancora visti.


AUTORE
E proprio per assecondare la possibilità di risarcire i contadini che il governo del Karnataka, uno stato del sud dell'India, ha istituito una commissione di magistrati per fare luce su questi suicidi e per capire se siano collegati veramente con i problemi agricoli e non siano suicidi causati da problemi familiari o altro.
Abbiamo cercato di incontrare i magistrati che portano avanti l'inchiesta per provare a capirci qualcosa di più, ma loro, i magistrati, non ne hanno voluto sapere di parlare con noi.
Ma tutti questi suicidi ci sono stati veramente e le cause sono state i debiti fatti per comperare pesticidi e semi sterili? O forse anche la politica agricola portata avanti dal governo Indiano ha le sue responsabilità?
Oggi in India circa cinquecento milioni di contadini vanno a letto senza cena, perché non hanno i quattrini necessari per comprare del cibo. Abbiamo invece scoperto che il cibo c'è e anche in abbondanza, ma viene lasciato marcire alle intemperie in questi enormi depositi a cielo aperto.

RAJKUMAR GUPTA - agronomo
Il governo spende cifre elevatissime per mantenere questi depositi. Di conseguenza i costi dei cereali salgono e i consumatori più poveri non sono più in grado di comperare.

D - Quante tonnellate di cereali sono stoccate in questi depositi?

RAJKUMAR GUPTA - agronomo
Settanta milioni di tonnellate in tutto. Due anni fa il Ministero dell'Alimentazione ha scoperto di avere stoccato nei suoi magazzini un milione di tonnellate vecchie di 10 anni, inutilizzabili per l'uso alimentare.
Un terzo di tutta la produzione di cereali annua giace inutilizzata in questi depositi.

AUTORE
Il futuro nessuno lo conosce, e sta di fatto che oggi, la popolazione indiana cresce del 2% all'anno e la produzione dei cereali dell"1,6% e quel poco non tutti se lo possono permettere.
L'India vive in diversi secoli contemporaneamente. Oggi esiste anche un'India che i contadini che si suicidano per disperazione nei loro villaggi ancora dominati da una società medioevale non vedranno forse mai. Un India dove tutto risplende di luci colorate, di centri commerciali che nulla hanno da invidiare ai nostri dell'occidente, e di consumatori sempre più esigenti.

VANDANA SHIVA - ecologista
Al tempo della prima espansione coloniale erano le terre ad attirare i coloni. Oggi invece è la biodiversità vivente del nostro pianeta ad essere il polo di attrazione dei paesi ricchi. E casualmente la maggior parte di queste biodiversità sono localizzate qui al sud, in quell'area che oggi viene considerata finanziariamente povera, ma biologicamente ricca.

AUTORE
Infatti molte industrie farmaceutiche e cementiere occidentali, mandano qui i loro biologi che prendono le piante tipiche di quest'area, le portano nei loro laboratori inglesi e americani e le brevettano. Contro questa biopirateria e' Certi aspetti della rivoluzione tecnologica derubano il seme della sua fertilità e delle sue capacità auto generative, questo obbliga gli agricoltori a ritornare dal produttore ogni anno per un nuovo approvvigionamento di semi. Un ciclo perverso imposto loro dalle multinazionali.
Nanjusdaswami, fondatore di un sindacato che difende i diritti dei contadini indiani, sta conducendo da diversi anni una battaglia contro la cosiddetta tecnologia del "terminator", che produce semi sterili che non germogliano più, se seminati una seconda volta.

NANJUSDASWAMI - comitato contadini
Le compagnie stanno mentendo quando dicono che hanno fermato gli esperimenti sul "terminator" e la sua tecnologia, ma noi non ci crediamo. Le multinazionali e i dipartimenti locali dell'agricoltura hanno accusato i contadini di non averne fatto un uso appropriato, sbagliando le modalità di coltivazione! Ma la realtà è che si trattava di semi "terminator".

AUTORE
Ma alla Monsanto, leader nel campo del transgenico, la pensano diversamente.

T. M. MANJUNATH - direttore centro ricerche Monsanto
La tecnologia del "terminator" è stata inventata da qualcuno. Il nome originale di quest'ultima è "gene tecnologicamente protetto", messa a punto per tutt'altri propositi e finora non è mai stata sperimentata sul campo qui in India.

AUTORE
Nei laboratori di ricerche entomologiche della Monsanto, la più grande multinazionale Americana che si occupa di biotecnologia genetica, ci mostrano il famoso insetto, la larva di una farfalla, responsabile della distruzione delle piantagioni di cotone.
Per risolvere questo problema la Monsanto a messo a punto un nuovo seme di cotone transgenico chiamato Bt cotton resistente a quest'insetto.
Ma come funziona questo cotone transgenico?

RAJKUMAR GUPTA - agronomo
BT è un batterio che vive nel suolo e produce in modo naturale una sostanza chimica che ha la proprietà di uccidere alcune specie di insetti. Il suo nome scientifico è BACILLUS TURGYTURIENSIS. Nelle piante sperimentali del cotone, è stato introdotto un gene del bacillo BT, capace di produrre la tossina che uccide l'insetto nocivo del cotone.
La piante di cotone transgenico trattata in questo modo, si comporta come un vero e proprio pesticida.

NANJUSDASWAMI - comitato contadini
Con questa prima varietà di cotone transgenico introdotto in India si era tentato di allestire dei campi sperimentali. Avevamo scoperto che i contadini non erano stati avvisati che erano campi sperimentali di cotone transgenico. La Monsanto ci aveva proibito di avvicinarci alle coltivazioni, ma nonostante questo divieto noi le abbiamo bruciate. Se hanno così fiducia nella loro tecnologia perché hanno dovuto mentire ai contadini?

AUTORE
Al sindacato del prof. Nasjusdaswami ci hanno detto che vi sono tuttora dei campi sperimentali di cotone modificato nelle campagne attorno a Bangalore.

CONTADINO
Il raccolto quest'anno non sarà tanto buono per via della siccità e anche queste nuove sementi sono state attaccate dagli insetti.

AUTORE
Veramente quelli della Monsanto ci hanno detto che le piante di questo cotone transgenico sono immuni dall'attacco di ogni tipo di insetto nocivo.

SHESA REDDY - comitato contadini
Tutti i campi sperimentali del cotone modificato, che abbiamo visitato in quest'area sono stati tutti danneggiati e mangiati dai bruchi. Lo abbiamo trovato dappertutto anche qui. Il 50% del raccolto è andato distrutto.

T.M. MANJUNATH - direttore centro ricerche Monsanto
Noi crediamo fermamente che questo cotone transgenico porterà un notevole benessere ai contadini perché in India abbiamo nove milioni di ettari coltivati a cotone, quindi è una delle coltivazioni più importanti e queste coltivazioni sono state molto danneggiate negli anni passati. Dovuto a questo fatto in India il 54% dei pesticidi usati, viene impiegato per combattere solo l'insetto nocivo del cotone. Nonostante tutti i soldi spesi dai contadini per l'acquisto dei pesticidi, non si è riusciti finora a controllarlo in modo soddisfacente.

SHESA REDDY - comitato contadini
Il bacillo entra anche nelle radici della pianta di cotone e finisce con il distruggere i microrganismi della terra rendendola sterile. Questo è il pericolo: distruzione della fertilità e inquinamento del suolo.

AUTORE
Certo che in quanto ad inquinamento del suolo con i pesticidi tradizionali non è che si scherza! Ma per tornare al transgenico la questione è ben più complessa.
In India dove i campi coltivati sono quasi sempre piccoli appezzamenti, non è possibile creare cinture di sicurezza che dovrebbero circondare il campo coltivato con il cotone transgenico, per impedire che il polline portato dal vento contamini le colture limitrofe?

SHESA REDDY
Come potete vedere qui nessuno osserva le distanze di sicurezza…né i contadini, né le compagnie.

AUTORE
…e infatti non c'è nessuna cintura tra i campi che i contadini stanno seminando e la piantagione di cotone!!

TKS. GODWA - dipartimento biotecnologie Università Bangalore
Il Bt cotton è stato sperimentato abbastanza a lungo per poter affermare che non esiste alcun pericolo per l'ambiente, l'uomo o gli animali. Solo un gene del bacillo è stato inserito nella pianta del cotone perciò non credo dovremmo aspettarci problemi.

VANDANA SHIVA - ecologista
Poiché la Monsanto detiene i diritti intellettuali di proprietà sui raccolti modificati geneticamente usano l'inquinamento per dire: il tuo campo è anche il mio, anche attraverso l'inquinamento, il vento, le api, se i miei geni raggiungono il tuo campo devi pagarmi il brevetto.

AUTORE
Ma di tutto questo i contadini cosa ne sanno?

CONTADINA
No, non so niente di queste cose. Noi lavoriamo e basta.

CONTADINA 2
Ai miei tempi si usava il concime animale delle nostre mucche, così una volta tutto cresceva di più.

CONTADINO
Le compagnie ci danno i semi, ci dicono provate questi che sono buoni, ma non ci dicono mai di che si tratta.

CONTADINO 2
Sì, i venditori al dettaglio hanno insistito perché prendessimo questi semi.

D - Ma quanto li avete pagati?

CONTADINO 2
Ce li hanno dati gratis.

AUTORE
Allora sarebbe come dire che questo campo sperimentale di cotone è abusivo e i contadini nemmeno lo sanno.

SIRA KHAMAL - studentessa
Abbiamo già così tante conoscenze indigene per combattere gli insetti nocivi senza dover ricorrere al transgenico. Perché i nostri scienziati non sviluppano le ricerche in questa direzione? Per esempio vi sono piante come il Ginger e il Nim che possono controllare benissimo gli insetti nocivi.

SESHA REDDY - comitato contadini
Questa pianta cura anche il mal di testa ed è particolarmente adatta per combattere gli insetti che attaccano il cotone.

AUTORE
In questa situazione così confusa chi vincerà la guerra dei semi? Saranno i contadini? Se sarà loro permesso di riappropriarsi del buon senso. Oppure le multinazionali che con la scusa di risolvere la fame dei paesi poveri, tenteranno di conquistare gli immensi mercati del terzo mondo?

DOMINIQUE LAPIERRE - scrittore
L'India è un paese di 500 milioni di contadini, è un campo di sperimentazione enorme per l'industria chimica e l'industria dell'agricoltura ma non dice loro che queste sementi non possono riprodursi se seminate di nuovo. Questo è il mondo incredibile in cui viviamo!

IN STUDIO MILENA GABANELLI
E intanto, mentre montagne di cereali fanno la muffa, proprio in questi giorni, il Governo indiano ha legalizzato la commercializzazione del cotone modificato, anche se, dicono le associazioni ambientaliste, i risultati della sperimentazione, non sono mai stati resi pubblici.

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