Rai 3
Televideo

Puntata del 01/12/1999

LA SANITA' DEL LIBERO MERCATO

in onda il 01.12.99

di - Salute

LA SANITA' DEL LIBERO MERCATO

Autori: Stefania Rimini
Stagioni: 2000
Autori: Bernardo Iovene
Argomenti: Salute

MILENA GABANELLI in studio
Buonasera. Oggi parliamo di sanità. Chiediamoci se vogliamo un sistema privato o un sistema pubblico. Prima di scegliere, però, ci piacerebbe sapere cosa vuol dire. E allora stasera confronteremo un sistema pubblico, come il nostro, con un sistema privato, come quello americano.
Per iniziare andiamo a conoscere il primo esempio italiano di sanità privata in un ospedale pubblico, il Policlinico S. Matteo di Pavia, dove ci porta Bernardo Iovene.

ITALIA

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Entro il 31 dicembre, i medici in Italia possono scegliere di fare attività privata all'interno degli ospedali pubblici che dovrebbero attrezzare delle aree apposite. Il paziente che sceglierà di farsi curare con questa formula, che si chiama "intramoenia", dentro le mura, deve pagare il medico, il costo della camera singola e una percentuale del 10% sul DRG, vale a dire la tariffa stabilita per ogni prestazione sanitaria che la Regione rimborsa agli ospedali. Per fare ciò sono necessari dei requisiti che per tanti ospedali sono ancora lontani. Intanto siamo andati al S. Matteo di Pavia che ha affidato la gestione dell'attività privata ad una società francese, mettendo a disposizione un padiglione del policlinico.

GIOVANNI AZZARETTI - Dir. Sanitario policlinico S. Matteo - Pavia
Il pomeriggio chi ha interventi da fare viene qui, non deve neanche uscire dall'ospedale. Il vantaggio è che se dovesse verificarsi qualche complicanza, soprattutto di notte, interviene il medico di guardia in attesa che arrivi l'operatore. C'è la rianimazione, il centro trasfusionale, la cardiologia, i laboratori d'analisi. Un paziente, anche se sotto forma privata, è garantito sotto tutti i punti di vista.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Il privato non dovrebbe dare più del pubblico?

GIOVANNI AZZARETTI - Dir. Sanitario policlinico S. Matteo - Pavia
Dipende. Perché? Non è assolutamente vero, anche il pubblico si paga! La regione paga le prestazioni, tanto a noi come al privato. La differenza è che mentre il privato ci deve necessariamente guadagnare (altrimenti che imprenditore sarebbe?), il pubblico può anche non guadagnare, basterebbe che andasse in pareggio. Qui, dal punto di vista alberghiero, c'è tutto quello che il cittadino vorrebbe vedere nel pubblico. L'obiettivo del pubblico è quello di arrivare a rendere le strutture alberghiere pari a quelle private.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Solo questo è il problema?

GIOVANNI AZZARETTI - Dir. Sanitario policlinico S. Matteo - Pavia
Solo questo, perché dal punto di vista assistenziale il pubblico è più ricco.

VAEZ-OLIVERA J. LOUIS - Dir. Generale Clinica Intramoenia - Pavia
Questa struttura è un reparto del S. Matteo a tutti gli effetti, una gestione fatta da un terzo. E' quindi un reparto pubblico, non di proprietà di un privato, pur essendo gestito da un privato.

GIOVANNI AZZARETTI - Dir. Sanitario policlinico S. Matteo - Pavia (mostrando le stanze del reparto intramoenia)
Qui possono lavorare solo medici dipendenti dal S. Matteo. Nessun medico esterno può mettere piede qui dentro.
Se vengono due pazienti non pagano niente di differenza alberghiera, se viene un paziente solo paga le 275.000 lire di differenza alberghiera, se viene con un accompagnatore paga 341.000 di differenza alberghiera.

VAEZ-OLIVERA J. LOUIS - Dir. Generale Clinica Intramoenia - Pavia
Tutto è basato sul DRG e, prima del ricovero, al paziente viene dato un preventivo firmato che non potrà essere variato.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Dunque, supponiamo di fare un intervento che per le tariffe regionali, cosiddette DRG, costi 10 milioni. Il 90% lo rimborsa la regione, il paziente paga il 10% e cioè un milione. Poi c'è la camera singola che costa 341.000 lire al giorno ed infine bisogna pagare il contributo al medico che si è scelto.

GIOVANNI AZZARETTI - Dir. Sanitario policlinico S. Matteo - Pavia
Il contributo che il paziente deve pagare varia dal 45% al 120% del DRG. Vuol dire che se l'intervento costa 10 milioni, a seconda di chi fa l'intervento il paziente dovrà pagare da 4 milioni e mezzo a 12 milioni.
Questa è un'esperienza positiva soprattutto per i medici poiché, se il medico al di fuori dell'ospedale può guadagnare anche di più, sfuggendo ad un controllo fiscale, in tale modo può dormire tranquillo: se capita qualcosa al paziente che ha operato nell'ospedale può far fronte a qualsiasi emergenza.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
E qualche caposala ha pensato bene di passare dalla parte pubblica a quella privata.

LORENA PASSADORI - Caposala Clinica Intramoenia - Pavia
Volevo lavorare di più e meglio e loro me ne hanno dato la possibilità.

GIOVANNI AZZARETTI - Dir. Sanitario policlinico S. Matteo - Pavia
Lavorare di più e guadagnare di più!

LORENA PASSADORI - Caposala Clinica Intramoenia - Pavia
Beh ma non la buttiamo solo sui soldi!

GIOVANNI AZZARETTI - Dir. Sanitario policlinico S. Matteo - Pavia
Ma pagano il lavoro che fate! Lei è brava e la pagano in base a quel che produce mentre in ospedale se lei è brava e un'altra lo è meno prendete la stessa cifra. Il problema del pubblico è tutto qui, se si potesse premiare i bravi e magari punire un po' i meno bravi&.
La poesia è poesia ma la gente deve fare i conti quotidiani con la realtà!

MILENA GABANELLI in studio
La gestione di questo padiglione è stata affidata ad una società francese. Ma, a proposito di soldi, cominciamo a confrontare gli stipendi dei medici italiani con gli stipendi dei medici americani.

STATI UNITI

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
In un regime di libera concorrenza come quello americano gli stipendi dei medici variano enormemente da zona a zona e molto anche in relazione al prestigio del professionista.

SUSAN PISANO - Ass. "Piani Assistenziali"
Quello che posso dirle è che il salario medio di un medico negli Stati Uniti è appena sotto i 200.000 dollari.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Cioè sui 400 milioni l'anno. I medici che lavorano nei policlinici, invece, sono soggetti a stipendi variabili e ad alcuni incentivi se hanno molti pazienti. Quasi nessuno, però, ha il posto garantito a vita, dato che i contratti sono rinnovabili e durano da 1 a 3 anni.

ITALIA

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Quanto prende un medico nell'ospedale pubblico?

GIOVANNI AZZARETTI - Dir. Sanitario policlinico S. Matteo - Pavia
Le parlo dei primari. I primari vengono assunti con contratto privato che si aggira intorno ai 140 milioni lordi l'anno. Lei capisce che se uno è bravo fa un intervento e prende quasi un semestre della retribuzione ospedaliera!

 


VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Un medico di corsia, invece, guadagna in media 4 milioni al mese. Viene assunto con un contratto a tempo indeterminato che non si interrompe se non per gravi motivi disciplinari.

MILENA GABANELLI in studio
I medici americani guadagnano molto di più però nessuno, come invece succede da noi, ha il posto garantito a vita. Buono o cattivo che sia. Ma ritorniamo in America dove, per qualsiasi cosa, devi pagare, o attraverso un'assicurazione o personalmente, sia che ti rivolgi al privato che al pubblico. E allora quello che adesso Stefania Rimini prenderà in esame per noi è la forma assicurativa più diffusa, cioè quella che potremmo stipulare noi se venisse abolito il sistema pubblico.

STATI UNITI

La sanità del libero mercato
di Stefania Rimini

ANDREA CASADIO - Ricercatore universitario
Questa è la tessera dell'assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti per avere le cure mediche ne devi avere una. Il mio Piano assistenziale ha una franchigia di 3000 dollari, il che significa che io devo pagare i primi 6 milioni, che sono un bel po'. Poi l'assicurazione comincia a pagare, ma solo l'80% delle spese sanitarie, ed io devo pagarmi il 20% restante. Inoltre sono fortunato perché molte persone negli Stati Uniti neanche ce l'hanno!
Ho lavorato negli Stati Uniti, qui a New York, per 4 anni, come ricercatore universitario alla Columbia University, in ospedale, e questa è la mia busta paga. Lo stipendio mensile era di 1829 dollari, circa 3.600.000 lire. La trattenuta mensile per le spese mediche era di 191 dollari e 25 cents, più o meno 400.000 lire. Quindi ho deciso di tornare in Italia.

ITALIA

Questa è la busta paga di un insegnante di scuola media. Lo stipendio mensile è di 2.181.000 lire, le trattenute sono di 545.000 lire però non si riesce a capire quante di queste vanno al Servizio Sanitario Nazionale. Allora come si fa a sapere quanto ci costa la sanità?

LAURA TESTI - Pianificazione Risorse - Regione Emilia Romagna
Il sistema sanitario pubblico costa per il 2000 117.000 miliardi. Di questi, oltre 60.000 sono finanziati con l'IRAP e l'addizionale dell'IRPEF, 46.000 con l'integrazione dello stato e il resto a carico delle regioni o del sistema.

STATI UNITI
E' curioso ma proprio negli Stati Uniti, che sono il simbolo dell'assistenza sanitaria gestita dai privati, i piani assistenziali, ovvero la formula assicurativa più diffusa, riproducono in miniatura proprio i meccanismi della nostra sanità pubblica. Infatti l'americano medio riceve per prima cosa un elenco che è, per così dire, il menù dei medici generici o specialisti, degli ospedali o laboratori d'analisi che sono offerti da un Piano. La persona deve scegliersi un medico di famiglia che la seguirà in modo continuativo e che poi controllerà l'accesso a tutti gli altri servizi, perché per andare da uno specialista serve l'impegnativa del medico di famiglia e si paga il ticket proprio come da noi. Quindi mentre il ricco, con l'assicurazione tradizionale, apre le Pagine Gialle e si sceglie l'ospedale che preferisce (tanto rimborsa l'assicurazione), il borghese medio, con il Piano assistenziale, può andare solo dai servizi in lista altrimenti deve pagare tutto di tasca sua. Perché? Perché con questo sistema i funzionari del Piano assistenziale possono controllare che non si facciano spese inutili. Se ci sono due medicine che hanno gli stessi effetti sarà quella che costa meno ad essere somministrata ai pazienti del Piano assistenziale.

ITALIA

UOMO ITALIANO
La mutua? Le medicine che costano molto non le passano, quelle che costano meno della ricetta le passano.

PIERPAOLO ABATE - medico di base
Il criterio con cui assegniamo le medicine deve essere compatibile con la nostra coscienza. E' chiaro che se di una stessa molecola ci sono farmaci con costi differenti si privilegia il farmaco che costa meno.

STATI UNITI

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Visto che il Piano assistenziale costa poco, l'americano medio firma ma può essere l'inizio di una serie di guai. Tanto per cominciare può finire come per la nostra RC Auto, ovvero per rimborsare i danni di un incidente non è mai troppo presto.

SIGNORA AMERICANA
Non ci dovrebbero arrivare conti, né di medici né di laboratori. Invece ce ne arrivano ogni settimana, ogni settimana finché non si decidono a pagare. Guardi qua: un conto di 700.000 lire per un'anestesia, è del 23 maggio. Ed è stato pagato dal mio Piano soltanto il 1 gennaio dell'anno dopo. Ci sono voluti sette mesi e per tutto il tempo ho ricevuto lettere di richiesta di pagamento da parte dell'ospedale, ogni settimana: paga, paga, paga. Ma io dicevo "sono assicurata, sono loro che devono pagare".

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Il piano dovrebbe pagare direttamente all'ospedale. Succede invece che bisogna telefonare, telefonare e ancora telefonare finché, finalmente, si decidono a pagare. Inoltre nelle polizze ci sono quelle "clausolette" scritte piccole piccole per cui nella pratica tutte le scuse sono buone per non pagare.


SIGNORA AMERICANA
Il mio medico ha richiesto un ricovero e mi ha mandata direttamente in ospedale. Non vogliono pagare perché non sono andata prima nell'ambulatorio del mio medico. E l'ospedale adesso vuole i soldi da noi: sono quasi 3 milioni!

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Quando il pagamento non viene effettuato nei tempi stabiliti, i medici e gli ospedali che hanno fornito la prestazione si rivolgono alle agenzie di recupero crediti che, invece di chiedere i soldi all'assicurazione, cominciano a tempestare l'ignaro paziente con minacciose lettere in cui gli danno del delinquente. Pensate un po' un anziano o una persona impressionabile che riceve una lettera come questa: "Ti rendi conto dei seri problemi che potresti avere se non paghi il conto delle analisi al tuo laboratorio?".

FRANCESCO SARDONI - Grafico
Sfortunatamente non rispondere a queste lettere può danneggiarti perché l'agenzia di recupero crediti può anche trascinarti in tribunale e la segnalazione potrebbe finire sul tuo attestato di solvibilità per 5 anni. Così succede che quando vai a comprare qualcosa possono rifiutarsi di vendertela perché sanno dall'attestato che sei uno che non paga e, quindi, potenzialmente molto pericoloso.

ANTONIA CEDRONE - Psicologa
Mio marito faceva l'attore ed è morto un anno fa per una sindrome rarissima di paralisi progressiva che lo rendeva dipendente interamente da me. Quando fu ricoverato, nelle prime due settimane, il mio dottore mi chiamò per dirmi che i rappresentanti dell'assicurazione lo tormentavano affinché fosse operato e dimesso prima di fare ulteriori esami perché non volevano pagare i costi del ricovero durante i week end. Così, per tutto l'ultimo anno di vita di mio marito, ho dovuto passare al telefono con l'assicurazione 3, 4 ore al giorno nel tentativo di far loro pagare i conti delle spese sanitarie e dei trattamenti, alcuni dei quali erano essenziali per la sopravvivenza di mio marito.
La gente dovrebbe sapere che i piani assistenziali sono delle assicurazioni quotate in borsa e che il loro obiettivo principale è quello di fare profitti per cui rispondono ai loro azionisti prima che ai loro pazienti.

ITALIA

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE (sulle immagini di un quotidiano)
Lo sappiamo bene anche noi italiani che le assicurazioni sono più interessate al profitto che alla nostra salute. Questo è un quotidiano e queste sono le assicurazioni quotate in borsa. In Italia siamo tutelati dal Servizio Sanitario Nazionale ma se non ci fosse più e dovessimo assicurarci quanto costerebbe?
Io sono un lavoratore normale: se mi volessi assicurare per tutto quello che riguarda la mia salute quanto mi costerebbe?

PIERLUIGI VERDEROSA - Dir. Marketing RAS
Prima di tutto devo chiederle quanti anni ha.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE

41 anni.

PIERLUIGI VERDEROSA - Dir. Marketing RAS
Benissimo. Allora con questa età, tenendo a suo carico al massimo 1 milione, spenderà circa 1.500.000 all'anno. Sarà coperto da tutte le spese per ricoveri escluse le spese dentarie.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Perché escluse le spese dentarie?

PIERLUIGI VERDEROSA - Dir. Marketing RAS
Perché in questo caso dovremmo chiederle un premio così elevato, dato che non tutti sottoscriverebbero quelle polizze, che renderebbe la cosa per lei assolutamente antieconomica.

MILENA GABANELLI in studio
In realtà l'assicurazione di una categoria molto privilegiata come quella dei giornalisti rimborsa anche le spese dentarie.
Abbiamo visto che con l'assicurazione di 1 milione e mezzo all'anno il primo milione me lo pago di tasca mia. Poi interviene l'assicurazione e rimborsa.
Ma, a proposito di rimborsi, ritorniamo in America.

STATI UNITI

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Chi ci guadagna, per il momento, sono gli avvocati che hanno un bel daffare con i pazienti che si rivolgono a loro per questioni legate ai loro Piani assicurativi. Di cavilli a disposizione ce ne sono in abbondanza.

MARK SCHERZER - Avvocato
A volte le compagnie si rifiutano di rimborsare perché dicono che era una cura sperimentale o che non era necessaria. A volte, invece, si limitano a dire che la polizza non copriva quel trattamento oppure si rifiutano di pagare perché il paziente non si è fatto fare l'impegnativa dal suo medico curante.

IRWIN E.R. MALTZ - Commerciante
I Piani assicurativi pagano un tot per paziente al tuo medico di famiglia, che ti visiti o meno. Così, se chiami per un appuntamento, non te lo danno tanto presto poiché vengono pagati lo stesso. Oppure ti dicono di aspettare un paio di giorni poiché, magari, il tuo problema scompare. E' un sistema che incoraggia il medico a non mandarti dallo specialista perché se prescrivono meno visite specialistiche l'assicurazione risparmia e il tuo medico riceve degli extra.

ITALIA

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
E' vero che più risparmiate sulle medicine e più guadagnate?

PIERPAOLO ABATE - medico di base

In un certo senso è proprio così. Siamo stati invitati a risparmiare sulla spesa farmaceutica, il ché può trovarmi anche d'accordo, però c'è stato proposto anche un compenso in funzione di questo, cosa che io personalmente non ho accettato.

MILENA GABANELLI in studio
E' di qualche giorno fa: un medico di famiglia a Bologna si dimette perché incentivato a risparmiare sui medicinali.
Se il risparmio arriva fino al 3% viene dato un premio di 4000 lire a paziente e i pazienti possono essere fino a 1500. Se il risparmio supera il 3% il medico, a fine anno, può prendere un premio pari a 15 milioni.

STATI UNITI

IRWIN E.R. MALTZ - Commerciante
Io avevo un'infezione agli occhi. Ti dovrebbero mandare dall'oculista. Noo! Il mio medico di base ha cercato di curarmi e ha peggiorato la situazione. Quando è stato costretto a mandarmi dall'oculista questo mi ha detto: dovevi venire subito qua! Ma se il mio medico non mi ci mandava! E allora uno cosa volete che faccia? Si rimane intrappolati nel mezzo!

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Il figlio del signor Maltz ha il morbo di Khron che interferisce con l'assorbimento degli alimenti e gli impedisce di crescere.

IRWIN E.R. MALTZ - Commerciante
L'ormone della crescita costa un sacco di soldi, l'equivalente di 70 milioni di lire all'anno. Per mio figlio è indispensabile assumerlo adesso altrimenti perde il ciclo della crescita. Loro però non me lo vogliono rimborsare e il bello è che io l'assicurazione la pago, un milione al mese!

ROSS MALTZ
Prendo anche questo nutrimento speciale durante la notte che attraverso il tubo passa per il naso e poi dentro il mio stomaco. Anche questo serve per guadagnare peso: ne prendo 5 lattine per notte, 35 alla settimana, e sono altri 200 dollari al mese.

IRWIN E.R. MALTZ - Commerciante
L'assicurazione mi ha detto: noi questo non lo rimborsiamo perché non sono medicine ma è cibo. E io ho detto: ma che cibo, questo è nutrimento che serve per sopravvivere!

DEAN ROSEN - Associazione delle Assicurazioni USA
A volte la gente vorrebbe che gli fossero rimborsati i generi alimentari o dei trattamenti particolari raccomandati dal medico che però non sono della migliore qualità. A volte vorrebbero che le assicurazioni rimborsassero di più rispetto a quello che hanno pagato. Ma noi non siamo mica i servizi sociali! Anche se offriamo una enorme copertura, per tantissimi servizi sanitari.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE

Questi pacchi di carta sono tutte le lettere che il sig. Maltz ha spedito all'assicurazione.

IRWIN E.R. MALTZ - Commerciante
Quando ho ricevuto la lettera dell'assicurazione che diceva: "va bene, ti paghiamo" è stato un successo, è come un trofeo per me. E così l'ho messa in cornice e l'ho appesa al muro.

ITALIA

ARIELLA EVANGELISTI
Aveva in effetti un problema di crescita dovuto al morbo di Khron e, in seguito ad un ricovero brevissimo di tre giorni, è stato deciso di fargli fare la cura con iniezioni, tutti i giorni, per sei giorni alla settimana. E mio figlio da due anni e mezzo fa queste iniezioni.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Ci fa vedere quali sono?

ARIELLA EVANGELISTI
Certo. Questa è una confezione da 4 iniezioni che costa 412.200. Deve farne 6 alla settimana.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Ogni puntura costa quindi 100.000 lire&

ARIELLA EVANGELISTI
Esatto. All'anno sono circa 30 milioni.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Come fa a pagare questa cifra?

ARIELLA EVANGELISTI
Non la pago. La malattia è riconosciuta dal Servizio Sanitario Nazionale, di conseguenza le ho gratuitamente tutte le volte che ne ho bisogno.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Se non ci fosse la sanità pubblica e dovessimo passare dall'assicurazione privata, i 30 milioni determinanti per la crescita di un figlio sarebbero pagati? Per una malattia che prevede dei medicinali particolarmente costosi voi coprite queste spese?

PIERLUIGI VERDEROSA - Direttore Marketing RAS
Copriamo le cure pre e post ricovero. Ricordo che il nostro è un prodotto che vive con l'evento ricovero.


VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Quindi se io mi devo curare e devo comprare delle medicine sotto fatti miei.

PIERLUIGI VERDEROSA - Direttore Marketing RAS
Certo, in questo caso si.

MILENA GABANELLI in studio
Quindi, se noi oggi in Italia avessimo una forma assistenziale di tipo privato l'assicurazione rimborserebbe solo i giorni di ricovero necessari alla diagnosi. Ma chi ha la sfortuna di dover affrontare una malattia, come il morbo di khron, che si cura in casa dovrebbe pagare 30 milioni l'anno di tasca propria.

STATI UNITI

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Molti problemi nascono quando il paziente vuole avere la cura che garantisce più probabilità di guarigione e l'assicurazione invece propone la cura che costa meno.

LEONARD RODBERG - Professore
Mia moglie Joan aveva bisogno di un trapianto del midollo osseo che è molto costoso, l'equivalente di 300 milioni di lire. L'assicurazione ci ha negato la preassicurazione poiché secondo loro era un trattamento sperimentale, mentre di questo tipo di trapianti l'università dell'Arkansas ne fa 500 all'anno. Per cui è un po' difficile dire che sia sperimentale.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
I Rodberg fecero appello e lo inviarono alla ditta di consulenza di cui l'assicurazione si serviva. C'era un consulente medico che doveva decidere del loro caso ma non era dato conoscere le sue credenziali e il suo nome.

LEONARD RODBERG - Professore
Non lo abbiamo mai scoperto. Ci dissero solo che il dottore era andato a fare un safari in Africa e che dovevamo aspettare che tornasse. Ovviamente quando tornò disse che il trapianto non si poteva autorizzare perché non serviva a niente e quindi ricevemmo una lettera dall'assicurazione che negava il pagamento.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Dopo molte battaglie Leonard Rodberg ottenne l'autorizzazione al trapianto, dieci giorni dopo la morte della moglie.

SUSAN PISANO - Associazione "Piani Assistenziali"
Noi non vogliamo dire che tutto fili sempre nel migliore dei modi ma per il futuro siamo d'accordo che la decisione d'appello per un trattamento negato venga revisionata da un organo di medici indipendente rispetto a noi e al paziente.

 

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Pat Hearn è una nota gallerista di New York. Aveva da poco cambiato assicurazione quando ricevette una telefonata.

PAT HEARN - Gallerista
Aspettavo la risposta di alcune analisi di routine quando la mia assicurazione mi telefonò a casa e, prima che fossi informata dal mio dottore, mi dissero che avevo il cancro al fegato. Ero furiosa e chiedevo di cosa stessero parlando e loro mi dissero che avevano i risultati degli esami perché dovevano approvare il rimborso. Dissero anche che guardando i miei raggi X un consulente dell'assicurazione aveva diagnosticato che avevo un cancro e che siccome era una condizione preesistente non avrebbero pagato le cure. Erano molto aggressivi al telefono, molto sgarbati. Insistevano che non avrebbero pagato.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
L'assicurazione aveva pensato, in sostanza, che la paziente avesse cercato di fare la furba comprando la polizza senza dire che aveva un cancro.

DEAN ROSEN - Associazione delle Assicurazioni USA
Una volta c'erano clausole che bloccavano i rimborsi in caso si preesistenza di una malattia, ma esistevano per proteggersi dalla gente che aspettava di ammalarsi per farsi l'assicurazione. Adesso, comunque, per legge, non è più così.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Non è più così fino ad un certo punto. Infatti, se si ha la sfortuna di ammalarsi nel periodo di passaggio tra un'assicurazione e l'altra si è completamente scoperti sulla base del principio secondo il quale non si può assicurare contro l'incendio una casa che sta già bruciando. Infatti Pat Hearn, per coprire le spese del suo cancro, dovette fare un'asta di beneficenza. Poi però siccome la storia finì sulla stampa, l'assicurazione decise di pagare per evitare pubblicità negativa.

ITALIA

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Poniamo che oggi mi assicuri con la vostra compagnia e che tra un mese scopra che ho un tumore. Cosa succede, mi rimborsate tutte le spese?

PIERLUIGI VERDEROSA - Direttore Marketing RAS
Se lei sapeva di averlo non le rimborseremmo nulla poiché, evidentemente, c'è una questione di buonafede. Infatti noi chiediamo sempre ai nostri clienti di compilare un questionario. In ogni caso, dando per scontata la buonafede, intercorrono sempre 180 giorni, vale a dire 6 mesi, prima che malattie che erano già in atto, ma non conosciute dal nostro cliente, possano essere rimborsate.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
In sostanza per sei mesi dalla stipula del contratto sarebbe meglio che non accadesse nulla. Perché la malattia grave, secondo l'assicurazione, potrebbe essere stata sviluppata precedentemente e pertanto tutti i costi sono a carico dell'assicurato. E non solo: per 10 mesi non coprono nulla per ciò che riguarda il parto e le eventuali conseguenze.
Esiste una polizza che copra tutto?

PIERLUIGI VERDEROSA - Direttore Marketing RAS
No, in Italia non esiste.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Mi si rompono dei denti in un incidente ma non ho bisogno di ricovero. Le cure dentarie me le ripagate?

PIERLUIGI VERDEROSA - Direttore Marketing RAS
No.

STATI UNITI

SILVANA RIGGIO - Neuropsichiatria Mount Sinai Hospital
Una volta che il paziente viene ricoverato in ospedale, l'assicurazione continua a contattare il medico. Tutto questo per poter decidere quale è il numero di giorni che sono disposti a sovvenzionare per quel ricovero.

TIMOTHY B. SULLIVAN - Psichiatra N.Y. Medical College
Per esempio: un collega psichiatra in Minnesota, che lavora in un Piano assistenziale, la prima volta che vede un paziente ha 20 minuti per fare la diagnosi, incluse l'anamnesi e la prescrizione della cura e dopo non può farlo tornare prima di un mese. Poi ha 10 minuti per la seconda visita, incluso il tempo per andarlo a prendere nella sala d'aspetto e per salutarlo. Non è certo il tempo sufficiente per dare una buona assistenza ma è quello che ti consentono i piani assistenziali che fanno i soldi limitando l'accesso a certi servizi. Personalmente passo parecchio tempo al telefono con le assicurazioni e le tormento per garantire ai miei pazienti le cure di cui hanno bisogno. Se poi proprio non ci riesco e l'assicurazione si rifiuta di pagare, preferisco vedere i miei pazienti lo stesso, gratuitamente. La cosa più crudele nel nostro sistema sanitario attuale è che i più ammalati, i più bisognosi, sono quelli che ricevono di meno. Siccome le assicurazioni cercano di evitare il più possibile di coprire le persone che sono veramente malate, il miglior paziente è quello che non ha bisogno di molte cure, quello che rende di più.

ITALIA

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Lei come paziente com'è?

UOMO N.1
Sono paziente.


UOMO N.2
Francamente io dal privato non sono mai stato. Vado al pubblico e mi trovo bene.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Il paziente quanto paga?

MARINA GORGONE - Ufficio DRG Policlinico S. Matteo - Pavia
Niente. Durante il ricovero in ospedale il paziente non paga nulla per la prestazione eseguita in urgenza. Ad esempio: un intervento di appendicite non costa nulla al paziente e, se si tratta di un intervento normale, costa alla regione 3.800.000 lire.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Ma la regione dove li prende i soldi?

MARINA GORGONE - Ufficio DRG Policlinico S. Matteo - Pavia
Dalle tasche dei cittadini.

MILENA GABANELLI in studio
Noi paghiamo attraverso le nostre tasche e il nostro ticket e c'è anche chi si trova bene.
Ma torniamo negli Stati Uniti e vediamo cosa succede a tutti quegli americani che l'assicurazione non ce l'hanno. Ricordiamo che l'assicurazione non è obbligatoria e che non tutti i datori di lavoro la pagano ai dipendenti. Il costo minimo dell'assicurazione è di 6 milioni l'anno e, in più, c'è la franchigia. L'assicurazione, inoltre, rimborsa fino all'80%.

GEORGANNA DEAS - Non assicurata
Che volete fare. Si scommette sulla propria vita sperando di rimanere sani. Uno resta senza copertura per non dover scegliere se avere un'assicurazione o avere da mangiare e una casa. Sono una dei 44 milioni di americani non assicurati. Non ho l'assicurazione perché non me la posso permettere. Ora sono disoccupata ma anche se lavorassi dovrei guadagnare molto per potermela permettere.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
In America l'assicurazione non è obbligatoria allora molta gente che non ha un reddito sicuro non la stipula e quando capita una malattia anche di poco conto deve pagare tutto di tasca propria.

ALESSIA MANFREDI
Per un disturbo semplice e banale come una cistite ho speso 2 milioni. La prima visita che ho fatto dalla mia dottoressa l'ho pagata 200 dollari. Immediatamente, durante la visita, ho fatto le analisi e mi è arrivato un conto di 242 dollari e per il primo ciclo di antibiotici, che ho preso per una settimana, ho pagato 102 dollari. Si sono caricate altre spese di 33, 169, 89 e altri 89 dollari. Mille dollari per curare una cistite: sono circa 2 milioni di lire.

ITALIA

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Quanto costa curare una cistite in Italia se si sceglie il servizio sanitario pubblico?

MARINA GORGONE - Ufficio DRG Policlinico S. Matteo - Pavia
Se, ad esempio, decidono di fare una cistoscopia, il primo esame banale che mi viene in mente, il paziente paga soltanto 70.000 lire.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Nella forma privata, invece, quanto costa?

GABRIELE BERTIPAGLIA-Resp.Comunicazione Osp. S.Raffaele - Milano
Indicativamente possiamo dire che una routine di esami può costare intorno alle 250-300.000 lire. Una TAC costa intorno alle 400, 450.000 lire.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Quindi, prima della cura, abbiamo già speso 750.000 lire.

STATI UNITI
VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Se curarsi una cistite in America costa 2 milioni non parliamo di quanto può costare un ricovero.

SCOTT WALDAN - Farmacologia - Jefferson Medical College
Passare una notte in questo ospedale può costare diverse migliaia di dollari.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Una notte in ospedale può costare qualche milione anche perché i letti sono postazioni superaccessoriate.

SCOTT WALDAN - Farmacologia - Jefferson Medical College (mostrando una stanza)
Questa è una delle stanze del nostro reparto dove studiamo gli effetti dei nuovi farmaci. Sono stanze a due letti completamente attrezzate: la televisione, il bagno, l'aria condizionata, il telefono, il misuratore di pressione, l'ossigeno, un aspiratore se il cibo dovesse andare per traverso, e il contenitore per gli aghi usati.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Nella saletta per i pazienti c'è un telefono, due frigoriferi, la macchina per il caffè, il forno a microonde e tutto l'occorrente per stare comodi. Il reparto conta solo sedici posti letto. Infatti in America si risparmia sulle spese passando in ospedale solo sei giorni, in media, all'anno e cercando di usare il più possibile il day hospital.


ITALIA

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Il S. Raffaele di Milano, per esempio, è un ospedale privato convenzionato. Oltre ai 1100 posti letto ai quali si può accedere gratis con il Sistema Sanitario Nazionale c'è anche una parte privata con 50 posti. In questo caso tutte le prestazioni sono a pagamento.
Quanto costa questa stanza?

GABRIELE BERTIPAGLIA-Resp.Comunicazione Osp. S.Raffaele - Milano
Questa stanza costa giornalmente 620.000 lire, comprensive di attività infermieristica, pranzi e cene per il paziente e per l'accompagnatore.

STATI UNITI

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Certo che se sei senza assicurazione pagare l'ospedale è come fare un mutuo. Ma non è che se ti senti male e hai bisogno del Pronto Soccorso non ti accettano se prima non fai vedere che sei assicurato? Facciamo una prova.

TELECAMERA NASCOSTA

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Un mio amico ha una distorsione al ginocchio e si avvia zoppicando al Pronto Soccorso di un ospedale di New York. Entriamo nella hall e aspettiamo che qualcuno ci riceva. Alle 11 della sera il Pronto Soccorso è molto affollato. Di fianco a noi attende anche un signore anziano in manette, scortato da un poliziotto. Dopo un po' esce un infermiere che domanda al mio amico quale è il problema, se è allergico a qualche farmaco e altre informazioni di carattere generale. Poi il mio amico viene fatto entrare e accompagnato in una stanza. A questo punto, e solo adesso, lo raggiunge una dottoressa che gli chiede se è assicurato e quale assicurazione abbia. Il paziente tira fuori la sua tessera, la dottoressa prende i dati e poi ordina una radiografia.
Come avete visto, la tessera dell'assicurazione l'hanno chiesta solo dopo essere già stati ammessi al Pronto Soccorso. Quindi si è visto che l'assistenza, in caso di emergenza, è garantita a priori. Ma questo è un ospedale pubblico. Sarà così anche in quelli privati? Non abbiamo fatto la prova perché il conto pagato per la finta distorsione basta e avanza ma lo abbiamo chiesto ad un medico di un ospedale privato che ci ha gentilmente risposto.

WALTER U. CURRAN - Radiologia T. Jefferson University Hospital
Si è sempre così, accogliamo tutti, anche negli ospedali privati. Ma se una persona arriva in Pronto Soccorso senza che si tratti di una vera emergenza, può capitare che le venga consigliato di rivolgersi al suo medico di famiglia e questo indipendentemente dal fatto che sia in grado o meno di pagare il conto.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Noi l'assicurazione ce l'avevamo ma con una franchigia molto alta e perciò dobbiamo pagare di tasca nostra. Che cosa ci arriverà?

ANDY JAGODA - Medicina emergenza Mount Sinai Hospital
Il conto che riceverete potrebbe arrivare ad un massimo di 400, 500 dollari, l'equivalente di un milione di lire.

ITALIA

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
In Italia si paga il Pronto Soccorso sia in un ospedale pubblico che privato?

MARINA GORGONE - Ufficio DRG Policlinico S. Matteo - Pavia
Tutte le prestazioni eseguite in regime di urgenza, fatte quindi in Pronto Soccorso, non costano nulla.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Se mi capita una distorsione al ginocchio e mi presento al pronto soccorso del S. Raffaele cosa succede?

GABRIELE BERTIPAGLIA-Resp.Comunicazione Osp. S.Raffaele - Milano
In questo caso non pagherà nulla.

STATI UNITI

GAYLE SARKISIAN
La mia assicurazione è una delle più care, la migliore. Perché quando c'è di mezzo la salute non si può mai sapere.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Questa signora è una dei 30 milioni di americani fortunati che possono scegliersi l'assicurazione che preferiscono, anche la più cara.

GAYLE SARKISIAN
In aprile ero andata a farmi una mammografia di routine e mi hanno trovato un nodulo. Mi hanno operato il 28 maggio, qui al Jefferson Hospital, e hanno visto che il tumore era maligno. Adesso sto facendo radiazioni dal lunedì al venerdi, per sette settimane. Il rimborso da parte dell'assicurazione dovrebbe essere pari all'80% della parcella del mio medico ma, a dire la verità, fino ad ora mi hanno rimborsato il 40-50%. Comunque va bene lo stesso. E soprattutto con il mio tipo di polizza ho potuto scegliere il dottore che preferivo. E' importante per me.

ITALIA

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Quanto costa un'operazione privata di noduli al seno con sedute di radiazioni?

GABRIELE BERTIPAGLIA-Resp.Comunicazione Osp. S.Raffaele - Milano
Per quanto riguarda una forma tumorale tra le più diffuse come il nodulo al seno, un intervento può costare, mediamente, circa 24 milioni, se la persona sceglie il regime di libera professione.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
E per quel che concerne le sedute radio?

GABRIELE BERTIPAGLIA-Resp.Comunicazione Osp. S.Raffaele - Milano
Se ipotizziamo uno standard di 35 sedute, indicativamente un paziente pagherebbe intorno agli 11 milioni circa.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
24 + 11 arriviamo a circa 35 milioni, se ipotizziamo che dopo l'intervento chirurgico sia necessaria la radioterapia.
E se il paziente avesse la convenzione?

GABRIELE BERTIPAGLIA-Resp.Comunicazione Osp. S.Raffaele - Milano
Non pagherebbe assolutamente nulla. L'intervento viene gestito dal Servizio Sanitario Nazionale e questo tipo di radioterapia, generalmente, non viene neanche sottoposto al pagamento del ticket.

MILENA GABANELLI in studio
Chi è ricco problemi non ne ha mai, in tutte le parti del mondo, e lo sappiamo bene. Quanti sono infatti quelli che potrebbero permettersi di pagare un milione al mese per un'assicurazione? Io no. E non è brutto sapere che, comunque vada, ci sarà qualcuno che ti curerà senza chiederti di pagare quello che non puoi. Questo però succede anche nella patria della sanità privata. Con un'unica differenza: devi essere un vero miserabile.

STATI UNITI

UOMO N.1
Questa è la tessera dell'assistenza pubblica. Funziona bene per chi non ha soldi come me. Non ho lavoro, in questo momento non mi va molto bene. Mi passano tutto gratuitamente: assistenza, medicine. Per me e per i miei due figli.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Siamo davanti all'ospedale pubblico di Harlem dove viene a farsi curare la maggior parte dei poveri della comunità afro americana. La cosa paradossale è che in fatto di assistenza sanitaria in America conviene essere o veramente ricchi o veramente in miseria. Sotto la soglia di povertà, che è di circa 7000 dollari l'anno (l'equivalente di 14 milioni), l'assistenza sanitaria viene fornita tutta dal governo con un programma pubblico: il Medic Aid.

UOMO N.2
Il programma pubblico Medic Aid è una cosa meravigliosa. Pagano per le mie medicine, per i ricoveri, per tutto. Sono sieropositivo. Guarda: questo è il certificato che ho l'HIV. Il governo mi passa 190 dollari ogni due settimane. Prima invece, quando lavoravo, dovevo pagare tutto io e i conti dell'ospedale arrivavano anche a diversi milioni.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
In America il programma pubblico si prende cura anche dei ciechi, dei disabili, dei diabetici gravi e delle madri sole con bambini a carico. Questo significa che lo stato spende miliardi per la salute di tutte queste persone. Quindi, per risparmiare, ha pensato di appaltare a privati la gestione dell'assistenza pubblica, e cioè ai soliti discussi Piani assistenziali. Questa decisione, ovviamente, fa molta paura ai pazienti.

MARTY SESMER
Ai miei amici, già presi in carico dalle assicurazioni, promettono la fisioterapia e poi non gliela danno oppure gliene fanno fare trenta minuti alla settimana. Non fa per me.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Gli stessi problemi si preparano anche per la popolazione anziana. In America infatti, dopo i 65 anni, tutti hanno diritto automaticamente all'assistenza pubblica con un programma che si chiama Medic Care. I soldi arrivano dalle trattenute sul reddito che la gente paga durante la propria vita lavorativa. La rete di sicurezza offerta dal governo garantisce solo il minimo vitale. Sono escluse, per esempio, tutte le medicine. Gli americani anziani sono costretti a stipulare comunque un'assicurazione privata integrativa. Se poi un anziano viene colpito da un ictus o da un cancro il governo paga fino a un certo punto, poi il paziente deve dare fondo a tutti i suoi risparmi per coprire il resto e il governo ricomincia a pagare solo quando è diventato così povero da rientrare nel programma governativo per i poveri.

ANNA E LOU FAY ASSISTITI DAL PROGRAMMA PUBBLICO
Ho ipotecato la casa, in pratica me ne sono disfatta, in modo da avere un reddito più basso per essere ammessi al programma pubblico dei poveri. Ma è terribile, terribile.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Anna Fay ha la poliomielite e il marito Lou è malato cronico di sclerosi multipla. Hanno dovuto vendere tutto e risultare poveri per godere dei benefici dell'assistenza pubblica perché l'assicurazione li aveva piantati in asso.

ANNA E LOU FAY ASSISTITI DAL PROGRAMMA PUBBLICO
Lou ha bisogno di un'infermiera 24 ore su 24. A 20, 25 dollari all'ora fate il conto di quanto mi costerebbe. Io non me lo posso permettere. Prima l'infermiere me lo passava la mia assicurazione ma ad un certo punto hanno detto che si erano sbagliati. Volevano indietro tutti i soldi e mi hanno dato 10 giorni di tempo per trovarmi un infermiere per conto mio. Ho detto: "ma come si fa, state parlando di un essere umano non di un oggetto!"

MILENA GABANELLI in studio
Do lettura di una lettera che ci è arrivata da poco da parte di un telespettatore:
"Ricordate che il sistema americano è l'unico che attualmente valorizza la ricerca, che la stragrande maggioranza dei farmaci che in tutto il mondo salvano milioni di vite umane è frutto di questa ricerca, che negli USA per fare ricerca devi essere bravo e non avere una tessera o conoscere il professore".
La lettera è firmata: Mario Stella
Sappiamo che anche questo è un fatto della realtà americana e noi ne diamo comunicazione.
Buonasera.

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