Rai 3
Televideo

Puntata del 02/12/2007

SCHIAVI DEL LUSSO

In onda domenica 2 dicembre 2007

di - Società

SCHIAVI DEL LUSSO

Autori: Sabrina Giannini
Stagioni: 2008
Argomenti: Società

English Version

MILENA GABANELLI IN STUDIO

Buonasera, oggi parliamo di moda nostra, che comincia in passerella e finisce nei laboratori. Luci e ombre di un mercato che vale oltre 70 miliardi di euro all’anno e dà lavoro a più di 1 milione di persone.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Un’azienda che fa moda non perde occasione per sfilare, anche se si tratta di celebrare i dieci anni dalla morte di Gianni Versace. Tra gli inviatati al balletto tenuto alla Scala di Milano il 15 luglio scorso c’erano le modelle preferite dello stilista, qualche volto noto, ma non è stato invitato l’uomo che Gianni Versace amava. Per cui mi consolo se alla mia richiesta di essere accreditata come giornalista non è stata data neanche risposta. La passerella è poi continuata quando gli invitati griffati Versace sono passati dalla Scala al banchetto. Due mesi dopo, a settembre, a Milano prende il via la settimana della moda. E anche in quell’occasione la Versace non mi invita alla sua sfilata. Così come gran parte delle grandi griffe, con le eccezioni di Giorgio Armani, Krizia e pochi altri. Mi sarei aspettata 90 inviti, perché 90 è il numero delle sfilate in calendario. Invece...

SABRINA GIANNINI
Volevo solo sapere come mai non ero stata invitata infatti sono arrivata adesso, cioè il criterio.

ADDETTA STAMPA - ROBERTO CAVALLI
O devi fare tu richiesta, a volte abbiamo difficoltà di sala e quindi non riusciamo ad invitare, ad accreditare tutti quanti...

SABRINA GIANNINI
Il fatto che sia Rai e non Tele Val Brembana non c’entra niente?

ADDETTA STAMPA - ROBERTO CAVALLI
No.

SABRINA GIANNINI
Cioè non è quello il criterio? Eventualmente per un’intervista al signor Cavalli?

ADDETTO STAMPA - MOSCHINO
Mi spiace ci siano stati dei disguidi...

SABRINA GIANNINI
No, no, la cosa che mi domando è perché, come è possibile che la Raitre, che sta facendo uno speciale sulla moda, non venga invitata praticamente da nessuno, allora comincio....

ADDETTO STAMPA - MOSCHINO
Raitre?

SABRINA GIANNINI
Si.

ADDETTO STAMPA - MOSCHINO
Mi sembra strano!

SABRINA GIANNINI
Anche a me. Siccome sta girando voce che io non dovrei entrare da nessuna parte, comincio a sentirmi un po’ marginalizzata in questa cosa che tra l’altro deve semplicemente...

ADDETTO STAMPA - MOSCHINO
A me comunque sembra strano, perché io per esempio non l’ho visto il suo accredito...

SABRINA GIANNINI
Non l’hai visto?

ADDETTO STAMPA - MOSCHINO
No.

SABRINA GIANNINI
Vabbè no, mi volevo accertare di questo.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Per una ragione o per l’altra...Forse perché è utile soltanto il giornalista specializzato nella moda. O forse a causa di un messaggio che stava circolando tra i telefoni cellulari degli addetti alle pubbliche relazioni...

SABRINA GIANNINI
Cosa c’era scritto?

ANONIMO
No c’era scritto: “Sta attento che c’è in giro Report...”

SABRINA GIANNINI
Sta attento per cosa? Cosa avete da nascondere voi?

ANONIMO
Appunto! Infatti, siccome io da nascondere non c’ho niente.

SABRINA GIANNINI
E loro cosa hanno da nascondere?

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Alle sfilate di solito i giornalisti sono molto ricercati e a loro è sempre riservata la prima fila, perché mai come in questo caso sono l’anima del commercio, nel senso che scrivendone permettono al pubblico di conoscere i marchi. Questa volta però è partito un ordine: tenere alla larga la nostra Sabrina Giannini. Per lei né prima fila né ultima. E’ rimasta fuori. E così è stato possibile vedere quel mondo un po’ meno glamour che sta dietro alle vetrine, e che ci porterà sui luoghi di produzione dove c’è qualcosa da nascondere e che danneggia l’eccellenza di quel made in Italy che tutto il mondo ci invidia. Prima però restiamo a Milano. Era settembre e c’era in corso la settimana della moda. A Milano sono sempre venuti tutti, per l’importanza dei nostri marchi, per la creatività e soprattutto per la qualità. Una settimana però che negli ultimi anni sta diventando sempre più corta.

SABRINA GIANNINI
Quanto spende di made in Italy? All’anno...più o meno...

JIM GOLD – PRESIDENTE BERGDORF GOODMAN
Milioni!

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Sotto il vestito ci sono 70 miliardi di euro di fatturato. 70 mila aziende e 850 mila addetti. Una tra le più importanti voci del bilancio nazionale. Milano è la sua vetrina. Per guardarla arrivano migliaia di compratori da tutto il mondo. Emissari dei grandi magazzini del lusso ma anche di piccoli negozi che in ogni angolo del pianeta vendono l’eccellenza, il made in Italy. I più importanti siedono in prima fila, così possono guardare bene la collezione. milano diventa la capitale della moda quattro volte l’anno, per le due collezioni femminili e le due maschili. Tra una sfilata e l’altra i compratori spendono il tempo e molti soldi negli showroom delle aziende dove possono toccare gli abiti e fare gli ordini. Ed è lì che si gioca il successo di una collezione.
Il viavai di compratori costringe tutte le marche mondiali del pret-a-porter di lusso ad avere uno showroom a Milano.

MATHIAS FACCHINI - BYBLOS
Questi signori giapponesi sono dei nostri affezionatissimi clienti che stanno osservando la collezione dopo la sfilata.

PRORPIETARIO DI NEGOZI A KIEV - UCRAINA
L’elettronica è in Giappone, le auto sono in Germania, la moda è in Italia. La gente da noi la pensa così.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Il compratore ucraino sta scegliendo dalla collezione disegnata dall’anticonformista Vivienne Westwood, che pur essendo inglese, preferisce produrre i suoi abiti in Italia.

SABRINA GIANNINI
Senta, Lei prima mi ha detto: “Difendiamo con i denti il made in Italy”. Perché dobbiamo difenderlo?

CARLO D’AMARIO – A.D VIVIENNE WESTWOOD
Perché è l’ultima cosa che ci è rimasta, a parte i musei, a parte le spiagge, nella moda siamo i leader mondiali.

SABRINA GIANNINI
Ma lo dobbiamo difendere però da chi, da quali attacchi?

CARLO D’AMARIO – A.D VIVIENNE WESTWOOD
Lo dobbiamo difendere da chi vuole gestire sia a livello strutturale e sia al livello culturale il nostro patrimonio. E questi chiaramente sono i paesi che vorrebbero avere il nostro controllo, vorrebbero avere la nostra...

SABRINA GIANNINI
...creatività?

CARLO D’AMARIO – A.D VIVIENNE WESTWOOD
Creatività si!

SABRINA GIANNINI
Tutto il background, tutto il retaggio culturale...

CARLO D’AMARIO – A.D VIVIENNE WESTWOOD
Esatto! Culturale italiano vorrebbero avere...

SABRINA GIANNINI
E chi sono, chi sono?

CARLO D’AMARIO – A.D VIVIENNE WESTWOOD
Beh, in testa sono i famosi americani.

SABRINA GIANNINI
E in testa agli americani chi c’è?

CARLO D’AMARIO – A.D VIVIENNE WESTWOOD
In testa agli americani c’è la famosa Condenast.

SABRINA GIANNINI
Cioè la Condenast vorrebbe che fosse l’America il centro del mondo della moda?

CARLO D’AMARIO – A.D VIVIENNE WESTWOOD
Si, si. La Condenast secondo me fa senz’altro una politica di lobby molto forte.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
La Condenast è la casa editrice con sede a New York che ha inventato la testata di moda più famosa...

MARIO BOSELLI – PRES. CAMERA NAZIONALE DELLA MODA
Si è mai chiesta perché questo ostracismo di New York e dell’America nei confronti dell’Europa e della moda in generale e dell’Italia in particolare? E un’altra domanda: perché questa alleanza fra moda ed editoria di oltreoceano? Interessi, interessi, interessi. Soldi, soldi, soldi.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Come si permette la piccola Milano ad avere una settimana della moda più importante di quella americana? Sarà perché New York non ha la nostra storia e i nostri creativi. Salvo Ralph Lauren, Calvin Klein e Jacobs, a sfilare in America sono più che altro marche sportive e per giovani. E la dice lunga che il quartier generale della settimana newyorkese sia in una grande tenda bianca nel cuore di Manhattan. Dentro non ci sono elefanti e trapezi ma giovani donne che sponsorizzano di tutto, dalle ciabatte per il mare all’auto di lusso. Ovviamente tra una sfilata e l’altra. Il buon gusto e la raffinatezza sono dall’altra parte dell’oceano ma il potere mediatico è qui. Ad un passo dal tendone si trova proprio la sede della Condenast quindi di Vogue, la storica rivista di moda che, si dice, detti le tendenze: autorevole, temuta e rispettata è la direttrice di Vogue, Anna Wintour.

DAL FILM IL DIAVOLO VESTE PRADA

-Non capisco perché sia tanto difficile confermare un appuntamento.
-Lo so, mi dispiace Miranda, veramente l’ho confermato ieri sera ma...
-I dettagli sulla tua incompetenza non mi interessano. Dì a Simon che non intendo approvare la scelta della ragazza per il servizio brasiliano. Gliel’ho chiesta pulita, atletica, sorridente, me l’hanno mandata sciatta, moscia e con la pancia.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Si vocifera che l’autoritaria e cinica direttrice di un giornale di moda interpretata da Meryl Streep ne “Il diavolo veste Prada” si ispiri proprio alla Wintour. Visto che l’autrice del libro da cui è stato tratto il film fu davvero l’assistente di Anna Wintour.

DAL FILM IL DIAVOLO VESTE PRADA

-Comprami quel tavolino che mi piaceva nel negozio a Madison Avenue.
-Prenota per stasera per 2...
-A che ora ho il volo per Miami?
-Devi consegnare...

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Ed eccola Anna Wintour, nella sua taglia 40 al Central Park lo scorso 8 settembre. Qui è in compagnia della collega italiana Franca Sozzani e sta per assistere alla sfilata di Ralph Lauren...
Non c’è sfilata in America che non punti tutto sulle celebrieties, i volti noti, che servono a fare scrivere del proprio marchio. Se c’è una cosa in cui gli americani sono maestri è nel vendersi, noi italiani invece...

MARIO BOSELLI – PRES. CAMERA NAZIONALE DELLA MODA
Cioè a volte una telefonata da New York, come è stato nel caso di certi calendari, ad 1 o 3 attori importanti del made in Italy, ha scardinato il calendario.

SABRINA GIANNINI
Cioè è bastato chiedere...

MARIO BOSELLI – PRES. CAMERA NAZIONALE DELLA MODA
E’ bastato che una signora che Lei ha citato prima, facesse 3 telefonate ed il calendario che era già pronto a metà luglio, è andato per aria.

SABRINA GIANNINI
Quindi in pratica se la signora Wintour chiama un grande stilista e dice: “No, tu non metterti a lunedì ma a martedì perché mi è più utile stringere il calendario”, tu lo devi fare?

MARIO BOSELLI – PRES. CAMERA NAZIONALE DELLA MODA
Non tutti però...

SABRINA GIANNINI
Qualcuno accetta?

MARIO BOSELLI – PRES. CAMERA NAZIONALE DELLA MODA
Qualcuno accetta!

SABRINA GIANNINI
Ma perché si deve accettare?

MARIO BOSELLI – PRES. CAMERA NAZIONALE DELLA MODA
Beh, questo lo deve chiedere a loro. Quello che Le posso dire...

SABRINA GIANNINI
Mi dica il nome dello stilista che glielo vado a chiedere.

MARIO BOSELLI – PRES. CAMERA NAZIONALE DELLA MODA
No, no. Questo non glielo posso dire.

SABRINA GIANNINI
Beh, lo so io. Se glielo dico io?

MARIO BOSELLI – PRES. CAMERA NAZIONALE DELLA MODA
2 o 3!

SABRINA GIANNINI
Giorgio Armani l’ha fatto?

MARIO BOSELLI – PRES. CAMERA NAZIONALE DELLA MODA
No, però non mi chieda più altro. Lui no!

SABRINA GIANNINI
Lui no?

MARIO BOSELLI – PRES. CAMERA NAZIONALE DELLA MODA
Lui no!

SABRINA GIANNINI
Dolce e Gabbana?

MARIO BOSELLI – PRES. CAMERA NAZIONALE DELLA MODA
No comment!

SABRINA GIANNINI
Ecco! Ecco!

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Abbassare le braghe griffate davanti alla signora Wintour ha fatto andare in tilt l’intera settimana della moda. Accadde nel 2005. Tutti grandi nomi si concentrarono in 4 giorni e compratori e giornalisti correvano come pazzi da una sfilata all’altra, saltando i giovani e i meno noti. Alla fine fu un disastro per tutti. L’autolesionismo italiano si è rifatto vivo quest’anno. I grandi nomi hanno sfilato in 4 giorni, sebbene il calendario sia di sette. Ha iniziato Armani il lunedì e terminato Versace il giovedì.

SABRINA GIANNINI
La collocazione del venerdì del calendario?

MANUEL FACCHINI - BYBLOS
No, è una costrizione dovuta alla nomenclatura milanese, nel senso che noi ancora siamo piccoli per cui dobbiamo accontentarci dei buchi che rimangono. Dobbiamo frapporci fra uno e l’altro per uscire...

SABRINA GIANNINI
Quindi? Questo era quello migliore secondo te?

MANUEL FACCHINI - BYBLOS
Questo era il migliore anche se chiaramente, essendo l’ultimo giorno, la stampa estera era già partita e diversi buyer sono già partiti purtroppo.

SABRINA GIANNINI
Ma chi decide, chi è che prende le collocazioni migliori?

MANUEL FACCHINI - BYBLOS
Eh...forse non dovrei dirlo, ma sicuramente lo sai anche tu.

SABRINA GIANNINI
I più potenti? Però non solo, ci sono varie forze che gravitano?

MANUEL FACCHINI - BYBLOS
Non solo ci sono poi...c’è una sorta di casta, non solo dei politici ma anche della moda, per cui...sai com’è.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Quelli famosi che nessuno può mancare di vedere e quelli che comandano alla Camera Nazionale della Moda e si piazzano negli orari migliori. Due fazioni e incapaci di fare sistema.
Chi è fuori dai giochi di potere è fortemente penalizzato. Gli emergenti soprattutto. In quei quattro giorni non era facile trovare un taxi. Ma le direttrici e i compratori importanti giravano con l’auto blu. Fuori dal Metropol di Dolce e Gabbana solo un’auto blu ha atteso la sua ospite davanti all’ingresso... Quella di Ms Wintour.

ANONIMO 2
La signora Wintour l’hai vista andar via vero? La signora Wintour l’hai vista partire?

SABRINA GIANNINI
E’ partita oggi, venerdì?

ANONIMO 2
Si, si, si, oggi.

SABRINA GIANNINI
Ah, oggi non ieri?

ANONIMO 2
No oggi.

SABRINA GIANNINI
Con i suoi pacchettini?

PORTIERE ALBERGO
Si, tutto.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
La Wintour il venerdì mattino aveva già lasciato la suite del lussuoso hotel milanese. Ma non ha mancato di inviare questa lettera di ringraziamento agli stilisti italiani:
“Tutti noi di Vogue America vi siamo grati per il calendario di questa settimana. Abbiamo potuto ridurre al minimo il nostro soggiorno ed è particolarmente utile in virtù della debolezza del dollaro. Nella speranza che il calendario milanese possa rimanere così per il futuro,vi ringrazio,
Con i cordiali saluti
ANNA WINTOUR”.

Si fa fatica a credere che la più pagata e potente giornalista di moda al mondo stia a guardare il cambio euro-dollaro. E’ sembrato piuttosto un esercizio di potere che tende a ridimensionare Milano.

SABRINA GIANNINI
Invece le altre piazze, per esempio uno come te avrebbe perfino la voglia di andare all’estero ad un certo punto.

MANUEL FACCHINI - BYBLOS
A me piacerebbe molto Parigi, perché secondo me è proprio la morte per questo tipo di collezione. Forse qui non sono neanche apprezzate molto perché qui c’è molta attenzione alla parte puramente commerciale.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
A Parigi le sfilate iniziano subito dopo Milano. La Wintour, insieme alle altre giornaliste straniere, doveva raggiungere la capitale francese. Invece...

MATTEO MARZOTTO – PRESIDENTE VALENTINO S.P.A
Non viene a Parigi, però ha fatto Milano...va bene. Mi manca molto, le voglio bene perché sono molto amico suo.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Però lei ha snobbato l’addio alle passerelle di Valentino. Forse le è venuto un attacco di bile. Anche ai francesi aveva chiesto di accorciare il calendario, ma Parigi le ha detto no. Le maison di moda non hanno modificato il loro sistema. Ovvero aprire con una griffe importante come Dior e chiudere con Luis Vuitton. E’ un modo per fare restare tutti, giornalisti e compratori, fino alla fine. I tempi sono più rilassati, le nuove proposte hanno possibilità di farsi vedere e tutti restano in città 8 giorni.

SABRINA GIANNINI
Tutte le direttrici ci sono, vero? Eh Bruna, tutte le direttrici a Prada vengono?

GIORNALISTA
Tutto è firmato.

SABRINA GIANNINI
Tutte!

GIORNALISTA
Ma non solo le direttrici, vengono tutti!

SABRINA GIANNINI
Cioè voi solo siete 5, solo voi di Io Donna. Per forza non c’è più posto per me, scusa!

GIORNALISTA
No, vengono tutti anche perché fa tendenza.

SABRINA GIANNINI
Ah, perché fa tendenza?

GIORNALISTA
Eh beh, si.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Quando Prada ha sfilato a Milano non mancava nessuno. Tutte le più importanti giornaliste del settore del mondo hanno atteso a lungo prima di entrare. L’unica a raggiungere Miuccia nel backstage è stata la direttrice di Vogue America. D’altro canto Prada è l’unico marchio del made in Italy che la Wintour ha inserito nella sua classifica dei “Magnifici Sette”. Il suo giornale fa tendenza, può condizionare i grandi compratori ma anche due milioni di lettori. Ma può essere un errore pensare che l’unica immagine che conti sia quella patinata...

MILENA GABANELLI IN STUDIO
La settimana di Milano è uno dei momenti più importanti per l’industria del made in Italy, perché lì si concentra chi compra, chi vende, chi scrive. Una vetrina che, a quanto pare, gli americani stanno cercando di accaparrarsi. Ridurre da 7 giorni a 4 vuol dire ridimensionarne l’importanza e l’indotto. Se tu hai 4 giorni anziché 7 per comprare, compri di meno, se ne parla di meno, gli alberghi guadagnano di meno in compenso la città va in tilt perché in 4 giorni si corre da una sfilata ad una presentazione, da uno show room all’altro. Chi ha deciso tutto questo è chi comanda l’immagine della moda nel mondo, ovvero la direttrice di Vogue America alla quale i nostri grandi stilisti, per non darle un dispiacere, hanno detto va bene. A Parigi invece hanno preferito mantenere la settimana di 7 giorni ed hanno preparato un calendario che tiene tutti lì, dando la possibilità agli stilisti minori e agli esordienti di farsi vedere, perché nella moda ciò che conta è la novità, che va coltivata e sulla quale un sistema d’imprese lungimirante investe.

Allora, abbiamo visto che nella settimana della moda il made in Italy esibisce il suo prodotto, bellissimo. Quello che il mondo ci invidia è proprio il prestigio dei nostri tessuti e la capacità dei nostri artigiani. Se non si preserva questo si rischia di rovinare un patrimonio unico. Ma c’è chi preferisce investire molto in pubblicità, tralasciando magari la sostanza. A Napoli tradizionalmente ci sono i laboratori di pelletteria che lavorano per l’industria della moda.

CIRO NATALE – T. COL. GUARDIA DI FINANZA
Ma voi producete per Prada? E’ con Prada, quindi producete per Prada! E’ ok, questo...stiamo...un controllo normalissimo, state tranquilli è solo per verificare che siano in regola. Siamo poche persone, no, non vi dovete agitare stiamo facendo un controllo per verificare che effettivamente la licenza sia il numero di pezzi che voi producete per il conto del licenziatario sia corrispondente, se ovviamente credo immagino che siate tutti in regola, quindi anche sotto il profilo lavorativo.

OPERAIA 1
Si, si, adesso viene il capo...

CIRO NATALE – T. COL. GUARDIA DI FINANZA
Da quanto tempo più o meno?

OPERAIA 1
Io sono...quattro mesi.

CIRO NATALE – T. COL. GUARDIA DI FINANZA
Ah ecco, quindi sicuramente è stata già informata l’Inps e l’Inail della vostra assunzione...

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Perché è prevedibile che un fornitore di un’ importante griffe assuma regolarmente gli operai, invece...

CIRO NATALE – T. COL. GUARDIA DI FINANZA
Lei è in prova...c’è qualcun altro che è in prova? Quanto vi corrispondono al mese, più o meno quanto vi danno al mese, quanto vi corrispondono?

OPERAIA 2
Sono qui da pochi giorni, se mi conviene...

CIRO NATALE – T. COL. GUARDIA DI FINANZA
Ok, però per convenirle deve sapere quanto almeno le dà o no? E Lei di che si occupa qua? Mi sa che è quello che fa il lavoro meno tecnico, che fa? Taglia le etichette? Tinge, tinge le etichette. Quanto le corrisponderebbero in caso dovesse rimanere dopo la prova?

OPERAIO 1
Non lo so, non lo so, sono tre settimane...

CIRO NATALE – T. COL. GUARDIA DI FINANZA
In tre settimane non Le ha dato neanche un anticipo del mese? Niente?

OPERAIO 1
No, niente!

GUARDIA DI FINANZA
A che ora inizia?

OPERAIA 3
Inizio alle 9 fino alle 6 di sera. Insegno alle ragazze che vengono come si incolla.

GUARDIA DI FINANZA
Una specie di supervisore? Quanto percepisce al mese, quant’ è il salario?

OPERAIA 3
Mille euro.

GUARDIA DI FINANZA
Mille euro? Esatti?

OPERAIA 3
Si.

GUARDIA DI FINANZA
Con busta paga?

OPERAIA 3
No.

GUARDIA DI FINANZA
La pausa pranzo la fa?

OPERAIO 1
Si.

GUARDIA DI FINANZA
Da che ora?

OPERAIO 1
Dall’1 alle 2.

GUARDIA DI FINANZA
Dalle 13 alle 14?

GUARDIA DI FINANZA
Quanto guadagna al mese?

OPERAIA 4
Circa 800, però è da poco che lavoro.

GUARDIA DI FINANZA
Come viene pagata, in contanti?

OPERAIA 4
In contanti, si.

SABRINA GIANNINI
Quanti sono in tutto i lavoranti?

GUARDIA DI FINANZA
Sono...7 e 4 ...11

SABRINA GIANNINI
11? Però...più il supervisore?

GUARDIA DI FINANZA
No, no, compreso.

SABRINA GIANNINI
Ah, compreso il supervisore.

GUARDIA DI FINANZA
Si compreso il supervisore e il banconista.

GUARDIA DI FINANZA
Buongiorno, il proprietario?

ISPETTORE QUALITA’ - PRADA
No, sono l’ispettore della Prada.

CIRO NATALE – T. COL. GUARDIA DI FINANZA
Ah, buongiorno! L’ispettore della Prada? E già è arrivato di corsa?

ISPETTORE QUALITA’ - PRADA
Devo fare un collaudo per fargli partire le borse.

CIRO NATALE – T. COL. GUARDIA DI FINANZA
Ah, non lo sapevamo, è stata una piacevole coincidenza così ci può dare un attimino...

SABRINA GIANNINI
Siccome sono mesi che stanno lavorando le borse, voi non vi eravate mai accorti che erano tutti in nero?

ISPETTORE QUALITA’ - PRADA
Questo non lo richiedo io.

SABRINA GIANNINI
Ma la scelta delle aziende chi la fa, la Prada di Milano?

ISPETTORE QUALITA’ - PRADA
No, ora dovevano venire a controllare il gruppo perché è stato acquisito perché lavorava per una nostra consociata quindi ora veniva diciamo la parte etica, diciamo, dell’azienda.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
La parte etica. Ovvero controllare se l’azienda applica le più elementari tutele...L’ispettore non dice quello che dirà invece il titolare. Ovvero che appena tre settimane prima aveva ricevuto da Prada la comunicazione che, di lì a un mese, avrebbe interrotto la fornitura quindi il rapporto di lavoro. La motivazione riportata in quella lettera è che Prada preferisce dare il lavoro ai produttori vicini all’azienda, quindi in Toscana. La versione che Prada ha inviato successivamente a me è diversa:
ovvero che il laboratorio napoletano è stato chiuso per non avere rispettato i paramenti aziendali.
Non viene specificato di quali parametri si tratti.

SABRINA GIANNINI
Essendo con i lavoratori in nero faceva anche l’Iva a loro, faceva tutto regolare, le bolle...

TITOLARE LABORATORIO ARTIGIANALE ARZANO - NAPOLI
Si, si, si.

SABRINA GIANNINI
Quello si, loro però non si sono mai interessati in questi mesi...

TITOLARE LABORATORIO ARTIGIANALE ARZANO - NAPOLI
No.

SABRINA GIANNINI
...della condizione dei suoi lavoratori.

TITOLARE LABORATORIO ARTIGIANALE ARZANO - NAPOLI
Però...io non vorrei che questo andasse in televisione.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Unitamente alla lettera mi viene inviato il codice di condotta a cui i fornitori devono attenersi, pena la risoluzione immediata del contratto. Anche in caso– si legge – di violazione delle normative del lavoro. Ogni responsabilità ricade sul fornitore. Ma la borsa porta il nome Prada, e appare eticamente discutibile che Prada venda borse di lusso prodotte con sistemi da terzo mondo. Il rispetto delle regole poteva essere verificato fin dall’inizio, quindi 5 mesi prima, e bastava chiedere al titolare i libri paga e matricola dei dipendenti. Forse gli ispettori vengono utilizzati per lo più per controllare la perfetta cucitura delle borse prima che partano alla volta di Via Montenapoleone.

SABRINA GIANNINI
Senta volevo sapere il prezzo di questa, vederla un po’ meglio se possibile.

COMMESSA NEGOZIO - PRADA
Questa, proprio l’ultima...certo!

SABRINA GIANNINI
Proprio l’ultima, ovvio.

COMMESSA NEGOZIO - PRADA
Questa costa 440, è la piattina più grande che facciamo.

SABRINA GIANNINI
Cioè questa qua...440?

COMMESSA NEGOZIO - PRADA
Si.

SABRINA GIANNINI
Ma è solo plastica, no?

COMMESSA NEGOZIO - PRADA
Si, nylon, nylon più parti in pelle.

SABRINA GIANNINI
Accidenti...440 euro solo di nylon...

COMMESSA NEGOZIO - PRADA
Non le aveva mai prese le nostre piattine? Sono veramente indistruttibili.

SABRINA GIANNINI
Si chiamano...piattine?

COMMESSA NEGOZIO - PRADA
Si.

SABRINA GIANNINI
Beh, che siano indistruttibili è il minimo visto quello che costano...
Mi dica una cosa, ma una borsa di queste a Lei quanto costava in manodopera?

TITOLARE LABORATORIO ARTIGIANALE ARZANO - NAPOLI
Ma, dipende dalle borse...

SABRINA GIANNINI
Tipo quella là di plastica, tanto per dirci.

TITOLARE LABORATORIO ARTIGIANALE ARZANO - NAPOLI
30 euro.

SABRINA GIANNINI
Mi faccia vedere un documento che me lo attesti. Come fa Lei a definirla a 30 euro, in base alla manodopera?

TITOLARE LABORATORIO ARTIGIANALE ARZANO - NAPOLI
Si.

SABRINA GIANNINI
Perché ci mettono quanto?

TITOLARE LABORATORIO ARTIGIANALE ARZANO - NAPOLI
No, sono prezzi imposti che danno loro.

SABRINA GIANNINI
Tessuto più...quella lì?

TITOLARE LABORATORIO ARTIGIANALE ARZANO - NAPOLI
Si.

SABRINA GIANNINI
Cosa vuol dire si?

TITOLARE LABORATORIO ARTIGIANALE ARZANO - NAPOLI
Si, quel tipo di tessuto, quel tipo di pelle e questo è il prezzo reale.

SABRINA GIANNINI
Quale? Cioè, vi danno 30 euro?

TITOLARE LABORATORIO ARTIGIANALE ARZANO - NAPOLI
No, 26...questo qua è il prezzo reale.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Un prezzo alla produzione decisamente basso. Patrizio Bertelli, marito di Miuccia Prada e presidente dell’azienda, ha scelto di non rilasciare l’intervista. Un industriale del suo calibro ci poteva risolvere facilmente il seguente quesito: è il titolare del laboratorio napoletano a volere sfruttare i suoi operai oppure è la Prada che paga troppo poco e già in partenza non può non sapere che a questi prezzi si può produrre soltanto a certe condizioni?

TITOLARE LABORATORIO ARTIGIANALE ARZANO - NAPOLI
La Cina, l’Europa, la Romania, ormai ci hanno massacrato. Le firme più grandi, le ditte più grandi ormai vanno a produrre là.

SABRINA GIANNINI
Da quanti anni produce per Prada?

TITOLARE LABORATORIO ARTIGIANALE ARZANO - NAPOLI
No, io è da poco. Ci sono riuscito e sono morto subito perché in effetti mi avevano garantito il lavoro però all’improvviso mi è arrivato il fax di fine rapporto lavoro e purtroppo non posso più andare avanti. La ditta deve chiudere perché non c’è la possibilità di andare avanti. Altro lavoro non c’è, non pagano bene, si lavora poco, si riesce a lavorare 4 o 5 mesi all’anno. Non ci possiamo permettere economicamente di tenere gli operai e di pagarli in regola, tutto...perché non ce la facciamo, è impossibile!

SABRINA GIANNINI
Vabbè in questo però dai...

TITOLARE LABORATORIO ARTIGIANALE ARZANO - NAPOLI
No, in questo settore io Le sto parlando, per il mio settore. Glielo posso garantire, glielo posso garantire, oggi se si va a controllare il tutto, devono chiudere tutto. Oggi si arranca ad andare avanti.

SABRINA GIANNINI
Però oggi ce ne sono tanti in regola che riescono ad andare avanti?

TITOLARE LABORATORIO ARTIGIANALE ARZANO - NAPOLI
Pochissimi. Nel sud pochissimo, al nord qualcuno in più perché sono più bravi evidentemente, non lo so.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Il laboratorio che abbiamo visto produceva direttamente per Prada. La stessa borsa che viene venduta a 440 è stata pagata 28. Sono bravi, potrebbero vendere anche ad un prezzo più alto se trovano chi compra, è difficile però ignorare che da qualche parte qualcosa non funziona. Quando all’origine paghi così poco, e questa origine non è in Cina, dove il costo della vita è più basso, ma è Napoli. Abbassando così tanto i costi di produzione, è evidente che poi strangoli il fornitore e crei i presupposti per il nero. Infatti chi lavorava, chi produceva per Prada pagava i lavoratori senza fattura e in contanti. Niente tasse, niente contributi, niente iva. E stiamo parlando di prodotti destinati al mercato del lusso, dove comprando a 28 e vendendo a 440, è difficile credere che non ci sia un bel margine. E adesso andiamo verso nord, dove secondo il fornitore napoletano sono più bravi a stare alle regole.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Al nord sono più bravi...ma bravi a fare cosa? A Prato, per esempio, a trovare la manodopera al costo più concorrenziale che il mercato possa offrire. La manodopera cinese.

SABRINA GIANNINI
Posso parlare con il capo? Vengo da Milano per un lavoro.

ANONIMO 1
Prego.

SABRINA GIANNINI
Grazie, buongiorno! Qualcuno parla italiano?

ANONIMO 2
No.

SABRINA GIANNINI
Voi lavorate per un gruppo in esclusiva?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
Si, siamo i sub...

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Sub sta per sub-fornitore. Lavora per conto di chi ha l’appalto diretto con la griffe. E’ il terzo anello della catena.

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
Io sono un sub, lavoro per uno...quando arriva da loro mi pagano il 30%. Non fanno nulla.

SABRINA GIANNINI
Questo che dà il lavoro a te è italiano o è un cinese?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
Italiano.

SABRINA GIANNINI
Un italiano.

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
Si.

SABRINA GIANNINI
Praticamente loro senza fare niente lo danno a voi?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
Si.

SABRINA GIANNINI
Però...

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
30% di guadagno. Venga, può vedere le bolle.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Le bolle sono quelle del fornitore italiano che lavora direttamente per Fendi. Il marchio del colosso francese proprietario anche di Dior, Luis Vuitton e Gucci.

SABRINA GIANNINI
Ovviamente è made in Italy?

COMMESSA NEGOZIO - FENDI
Si, si, si. Questa è tutta la nostra collezione tutta qua. Questa viene 720.

SABRINA GIANNINI
Però...cos’è tessuto?

COMMESSA NEGOZIO - FENDI
Tessuto con rifiniture di pelle.

SABRINA GIANNINI
Tessuto e pelle. Il 90% è tessuto?

COMMESSA NEGOZIO - FENDI
Si.

SABRINA GIANNINI
Senti, possiamo parlare un po’ di prezzi, ok?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
Si. Una borsa così?

SABRINA GIANNINI
Si.

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
Diciamo...qui ci vuole un’ora e mezza su questa borsa.

SABRINA GIANNINI
Un’ora e mezza?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
Si.

SABRINA GIANNINI
Quindi diciamo 25 euro?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
No, un po’ meno.

SABRINA GIANNINI
Un po’ meno di 25?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
Mi hanno dato già la pelle tagliata.

SABRINA GIANNINI
Ti hanno dato le parti e tu le hai assemblate?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
Si.

SABRINA GIANNINI
Funziona così!

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Più o meno 20 euro. Il resto se lo tiene il fornitore italiano che ha il collegamento diretto con la grande griffe lasciando al sub-fornitore cinese tutti i costi d’impresa. E anche i rischi...Primo tra tutti quello di utilizzare la manodopera in nero.

SABRINA GIANNINI
Scusa lì sopra che c’è, dormono ogni tanto?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
No ogni tanto, noi qui si dorme.

SABRINA GIANNINI
Voi dormite qui sopra?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
Si.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Gli operai vivono, mangiano e lavorano tutti insieme. Lui paga il vitto e l’alloggio, per averli sempre a disposizione e per pagarli poco.

SABRINA GIANNINI
Quanto lavorano in un giorno, quanto vogliono?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
10...12 ore.

SABRINA GIANNINI
10 12 ore eh?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
Si.

SABRINA GIANNINI
Tu non li metti i contributi ancora?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
Ma io le tasse le pago. Se io ho il lavoro, se mi pagano il giusto, io posso pagare ogni cosa, non è un problema, mi sto organizzando a lavorare come una ditta italiana, capito?

SABRINA GIANNINI
Cioè tu vorresti avere una regolarità di fornitura, cioè di prodotto che ti viene dato, tale da poter garantire i contributi quindi assumere i tuoi lavoranti...

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
Si. Io come faccio a regolarmi come voi? Non c’è verso. Magari un domani ho regolato tutto ma sono fallito.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Come dire: che è più rischioso mettere in regola gli operai che farli lavorare senza alcuna tutela. Se è vero, come dice, che lavora da otto anni significa che i controlli evidentemente non si fanno. Oppure si fanno ma chiudendo entrambi gli occhi. Non è stato facile trovare i laboratori, perché nessuno fa i nomi degli altri. Ma con le informazioni giuste e fingendosi potenziali fornitori le porte si sono aperte.

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
Noi già da 10 anni facciamo le borse di marca.

SABRINA GIANNINI
Però non ho capito...

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
C’è questa ditta qui di fronte. E’ una ditta italiana. Andiamo lì a prendere il lavoro, poi lui fa la preparazione, noi la produzione.

SABRINA GIANNINI
Ah ho capito, quindi dà la commessa a voi?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
Si.

SABRINA GIANNINI
Solo per Dolce e Gabbana?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
C’è tantissimo lavoro, quindi non ce la facciamo per le altre firme.

SABRINA GIANNINI
Addirittura...

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
C’è un passaggio. Siccome io con questa ditta...siamo un pò come una famiglia ormai quindi io so anche i prezzi della ditta Incisa e di quanto paga lui. Perché se io non guadagno bene su queste borse, anche lui non guadagna.

SABRINA GIANNINI
Ci guadagnate tutti insomma?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
Si ci guadagniamo tutti.

SABRINA GIANNINI
Quanto costa una borsa da voi?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
Ora non posso dirti quanto perché ci sono i dipendenti non posso dire i prezzi a voce.

SABRINA GIANNINI
E’ una pochette questa?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
No è una beauty.

SABRINA GIANNINI
Mi sembrano fatte bene no?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
Diciamo questa qui...costa...

SABRINA GIANNINI
12 euro.

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
Quella ha il bordino è più complicata. Per quella lì si paga questa cifra (14 euro). Diciamo il prezzo per noi è già basso perché sono i beauty sono piccini. Di solito noi facciamo i prezzi da questa cifra qui, la borsa di pelle (da 20 a 35 euro).

SABRINA GIANNINI
Quella più complessa. Voi avete tutti i dipendenti regolari?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
Si.

SABRINA GIANNINI
Si, si o no?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
No guarda, con te o con un’altra ditta che mi cerca per lavorare io dico: “Siamo regolari, siamo regolari”.

SABRINA GIANNINI
Però non è vero!

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
Come non è vero? Se vuoi fare come un carabiniere ti mostro tutti i documenti. Ti spiego una cosa, bisogna avere più fiducia in noi, questa ditta qui. questa è una zona industriale, siamo l’unico laboratorio cinese qui però qui a Scandicci i carabinieri girano tantissime volte quindi una volta al mese fanno un giro. Per esempio a Prato e a Poggio a Caiano puoi dire si, si, si.

SABRINA GIANNINI
Puoi dire si, si, si in quella zona?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
Si, quella zona lì è molto...poi secondo me a Poggio a Caiano si trovano delle ditte clandestine è più facile.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Poggio a Caiano, provincia di Prato, dove si trova la più vasta concentrazione di imprese di cinesi d’Italia. Sono 3000 cresciute esponenzialmente a partire dagli inizi degli anni ’90 i cinesi residenti sono 25 mila. Ma si pensa che ve ne siano migliaia che vivono in clandestinità arruolati come manodopera, per lo più nel settore delle confezioni tessili.

GUARDIA DI FINANZA
Come vede nel capannone il portellone è tutto oscurato perché dall’esterno non si deve vedere nulla.

SABRINA GIANNINI
Neanche la luce?

GUARDIA DI FINANZA
Assolutamente nessuna luce.

GUARDIA DI FINANZA
Noi facciamo questo tipo di controlli. Abbiamo una tripla valenza come si usa: anticontraffazione, antisommerso di lavoro e ovviamente contrasto all’evasione fiscale che è la missione...
GUARDIA DI FINANZA
Chi è il titolare della ditta?

OPERAIA 5
Titolare della ditta è mia cugina, mia cugina adesso in Cina.

GUARDIA DI FINANZA
E’ in Cina?

OPERAIA 5
In Cina.

GUARDIA DI FINANZA
E loro sono tutti lavoratori?

OPERAIA 5
Loro...non è lavorare. Lavorare oggi io, lavorare adesso non c’è niente. Oggi io tutti i giorni lavoro quando chiede padrone.

GUARDIA DI FINANZA
Però stavano lavorando? Noi li abbiamo visti lavorare.

OPERAIA 5
No, no, niente. Lavorare adesso no! Lavorare oggi...loro vengono ora a provare, capito?

GUARDIA DI FINANZA
Va bene in prova a provare. Senta hanno i documenti?

OPERAIA 5
I documenti si.

GUARDIA DI FINANZA
Può chiederli lei?

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
La donna che gestisce il laboratorio nega l’evidenza...Sostiene che sono in prova e che hanno tutti il permesso di soggiorno. Ma l’avranno anche quelli nascosti dietro la parete?

UOMINI GUARDIA DI FINANZA
- Ecco, ecco!
-Abbiamo una torcia?
-Ascolta un attimo, mi vieni un attimo qui?
-Andiamo a vedere che c’è, fa venire la signora? Fa venire la signora? Buonasera, buonasera scusate?

MARCO DEFILA – T. COL. GUARDIA DI FINANZA
Guardia di finanza è un controllo, normalissimo controllo, non preoccupatevi, non preoccupatevi. E queste purtroppo sono le condizioni in cui vivono questi signori, mi sembrano eloquenti, non c’è bisogno di commenti.

SABRINA GIANNINI
E’ una sorta di piccola città.

MARCO DEFILA – T. COL. GUARDIA DI FINANZA
E’ un microcosmo. Realizzano commesse agli orari più disparati. Ovviamente le condizioni sono quelle che sono. Ma è una condizione questa abbastanza consueta, c’è già capitato di trovare cose di questo tipo. E’ la prima volta che c’è questo livello di organizzazione: come ha visto la doppia parete, la controparete.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Escono dalle piccole stanze, uno ad uno. L’unico svago loro concesso è internet. Vivono e mangiano all’interno del capannone. E soprattutto lavorano per il loro padrone, che è sempre un cinese.

MARCO DEFILA – T. COL. GUARDIA DI FINANZA
Lei dorme qui signora? Questa è la sua stanza? Va bene, va bene.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Soltanto un paio hanno il permesso il soggiorno. Gli altri sono clandestini, com’era prevedibile.
Non si capisce come possano arrivare qui a Prato senza dare nell’occhio. E chi siano i trafficanti di questi schiavi spostati in funzione delle esigenze del mercato di capannone in capannone. Qui la loro mansione era attaccare le etichette con scritto made in Italy su camicette cinesi di poco valore e di provenienza cinese. Cosa peraltro contro legge.

MARCO DEFILA – T. COL. GUARDIA DI FINANZA
Ognuno dei lavoratori aveva questo quaderno, questo probabilmente è il quaderno delle commesse, ora cercheremo di decifrarlo, ma insomma grazie all’interprete abbiamo capito che questo è il quaderno delle commesse, uno dei quaderni delle commesse.

SABRINA GIANNINI
Si bisogna capire in effetti...a quanto lavoravano.

MARCO DEFILA – T. COL. GUARDIA DI FINANZA
Ora accompagnamo i signori in caserma per i procedimenti di identificazione, richieste di generalità e richieste di identificazione. Si facciamo mettere le scarpe al signore con calma.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
La stessa manovalanza viene arruolata per produrre accessori griffati. I caporali cinesi sanno dove trovare le mani giuste che costano poco. Per questo sono sempre in grado di soddisfare le commesse e in tempi rapidi.

SABRINA GIANNINI
Solo questo fate? Dolce e Gabbana, basta? Solo Dolce e Gabbana. Questo tutto voi?

OPERAIO 2
Si.

SABRINA GIANNINI
13 euro.

OPERAIO 2
Si. Un giorno forse 200, oppure di più.

SABRINA GIANNINI
In un giorno riesce a farne 200 di questi?

OPERAIO 2
Si.

SABRINA GIANNINI
200 di questi? Solo loro?

OPERAIO 2
No, loro sono di più.

SABRINA GIANNINI
Quanti ne hai tanti?

OPERAIO 2
Tanti si, Tanti, a volte 20, a volte 30. Se mi danno il lavoro ne chiamo di più.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Facendoli lavorare di giorno e se sono clandestini di notte. Non sapendo d’essere ripresi dalla telecamera parlano del sistema come se fosse la cosa più normale. Questo laboratorio in provincia di Prato produce fodere per le scarpe griffate.

SABRINA GIANNINI
Per chi li fate?

SABRINA GIANNINI
Gucci.

OPERAIO 3
Si 14 centesimi.

SABRINA GIANNINI
14 centesimi al pezzo?

OPERAIO 3
Si.

SABRINA GIANNINI
Gucci?

OPERAIO 3
Si.

SABRINA GIANNINI
Quante ne fate al giorno?

OPERAIO 3
Questi? 10 mila.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Sono le tre del pomeriggio e non sta lavorando nessuno. Salvo la madre dei due giovani che infatti indossa ancora il pigiama. Una telecamera istallata permette di vedere chi si aggira intorno al capannone per poi prendere le contromisure se la visita non è gradita.

SABRINA GIANNINI
Qui vedo tante macchine però non c’è nessuno.

OPERAIO 2
Adesso non si lavora.

SABRINA GIANNINI
Di notte sì.

OPERAIO 2
Di notte sì c’è lavoro.

SABRINA GIANNINI
Loro hanno orari diversi da noi?

OPERAIO 2
Si, anche gli altri cinesi... tutti i cinesi lavorano di notte, anche stasera...quando finiscono il lavoro vai a dormire. Anche gli altri cinesi, tutti così.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Prato non dorme mai. Basta fare un giro di notte nell’immensa area dei capannoni per vedere la brulicante vita notturna. Sono soprattutto grossisti del pronto moda, vestiti di bassa qualità destinati ai mercati italiani ed esteri. Ma quando i capannoni hanno le finestre oscurate non si tratta di grossisti bensì di laboratori in attività. Spesso non si trovano direttamente sulla strada e non confezionano soltanto abiti da pochi euro. Sono quasi le dieci di sera. Al bancone si incollano borse, altri guardano la tv. Per terra c’è molta sporcizia.

OPERAIO 3
Prada.

SABRINA GIANNINI
Prada? Fai vedere Prada?

OPERAIO 3
No, non ce l’ho ha portato via tutto la ditta.

SABRINA GIANNINI
Finito?

OPERAIO 3
Si finito tutto. Perché qui si mangiava e si dormiva.

SABRINA GIANNINI
Quando via? Quando?

OPERAIO 3
Lunedì.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Il fornitore italiano di Prada ha rotto definitivamente con questo laboratorio. Hanno detto che non va bene che si mangi e si dorma dove si confezionano le loro borse. Se ne sono accorti mentre ritiravano l’ultima fornitura. Pochi giorni prima i carabinieri avevano arrestato il proprietario di un laboratorio simile a questo per sfruttamento della manodopera clandestina e assemblavano sempre borse Prada. Eppure la Prada avverte i suoi fornitori italiani che si fanno i controlli attraverso l’ispettore di una speciale sezione interna. Delle due l’una: o gli ispettori delle griffe non controllano perché le cose devono andare così, oppure i laboratori irregolari sono troppi. Difficile scegliere la meno peggio.

MICHELE NORSA – A.D SALVATORE FERRAGAMO
Cioè che ci siano cinesi che producono sicuramente è un fatto che si sa.

SABRINA GIANNINI
La zona della Toscana?

MICHELE NORSA – A.D SALVATORE FERRAGAMO
Non sono poi così numerosi...diciamo, è chiaro una cosa che fa impressione ma sicuramente non è...

SABRINA GIANNINI
E’ un problema più se vuole etico, cioè se io faccio un prodotto di lusso, mi aspetterei...mi immagino la filiera dell’artigiano tipico toscano, non mi immagino dei cinesi che di solito reclutano della manodopera in nero per sottopagarla, ecco...è questo lo scenario.

MICHELE NORSA – A.D SALVATORE FERRAGAMO
Può succedere in alcuni casi ma io l’ho visto per tutti gli altri marchi anche per cui ho lavorato. L’ho visto per Valentino, so che avviene con prodotti...

SABRINA GIANNINI
Lei dice è diffusa la cosa?

MICHELE NORSA – A.D SALVATORE FERRAGAMO
E’ una cosa abbastanza marginale, poi è chiaro che possa colpire. Però i il fatto poi che un prodotto di lusso debba essere fatto da persone speciali...cioè è sempre rispettata assolutamente da parte nostra...tutte le regole abbiamo anche firmato con i sindacati un impegno ecc.

SABRINA GIANNINI
In nero voi non siete responsabili?

MICHELE NORSA – A.D SALVATORE FERRAGAMO
No, in nero assolutamente no. Non siamo responsabili, ma non avviene nemmeno. Cioè, Lei non ha nessuna prova. Adesso Lei sta dicendo delle cose che desume.

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
Questa è da uomo di Ferragamo.

SABRINA GIANNINI
Si, si. Ah, è Ferragamo?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
Si, ma io ho l’autorizzazione da loro...

SABRINA GIANNINI
Eh certo.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
E’ il titolare del laboratorio della provincia di Prato che confezionava anche Fendi e che, su sua stessa ammissione, impiega manodopera in nero.

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
Io come faccio a regolarmi come voi? Non c’è verso.

SABRINA GIANNINI
Voi fate controlli?

MICHELE NORSA – A.D SALVATORE FERRAGAMO
Ma assolutamente, abbiamo ispettori...Ma scusi, ma Lei per chi scrive?

SABRINA GIANNINI
No io sono di Report, Raitre, non scrivo.

MICHELE NORSA – A.D SALVATORE FERRAGAMO
E Report Raitre che cos’è?

SABRINA GIANNINI
Se voi sapeste per esempio che un vostro terzista si affida...

MICHELE NORSA – A.D SALVATORE FERRAGAMO
Eh lo togliamo.

SABRINA GIANNINI
Ad un sub fornitore che non ha lavoratori in regola?

MICHELE NORSA – A.D SALVATORE FERRAGAMO
Togliamo il lavoro assolutamente. Ma questo è scritto, è scritto. Guardi, che noi abbiamo...appena io ho firmato, quando sono arrivato e ho firmato con i sindacati, un protocollo e mi sono impegnato tra l’altro personalmente a lavorarci insieme, perché queste non sono cose che uno può fare individualmente, come può essere andare a controllare uno che supera i limiti di velocità.

SABRINA GIANNINI
Da quanto c’è?

MICHELE NORSA – A.D SALVATORE FERRAGAMO
Io da 1 anno, poco più di 1 anno, si. Però devo dire che da questo punto di vista io credo noi siamo tra quelli che hanno un maggior controllo sulla filiera anche perché sono 80 anni che produciamo in Italia con gli stessi fornitori.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Può darsi, gli ispettori della Ferragamo avrebbero potuto controllare, lo abbiamo fatto noi per loro, però ci hanno scritto, ringraziandoci di averli informati e hanno ammesso che il fenomeno esiste. Hanno detto però anche che hanno rotto i rapporti con i terzisti che si affidavano a laboratori che poi pagavano in nero. Abbiamo chiesto un confronto anche con Dolce e Gabbana, visto che abbiamo trovato il loro marchio, ma la risposta è stata “no comment”. Un fenomeno comunque diffuso anche ad altre griffe, come dimostrano i tre provvedimenti, emessi dal giudice della procura di Firenze, nei confronti di titolari di aziende cinesi che sfruttavano la manodopera clandestina per fabbricare tomaie per Christian Dior, Gucci e borse per Gianfranco Ferrè. Un sistema però nel complesso tollerato forse per evitare che queste aziende vadano direttamente in Cina. In compenso però i piccoli artigiani rischiano di essere strangolati dalla concorrenza sleale. Il patrimonio del made in Italy si fonda su 70 mila aziende, che impiega quasi 1 milione di persone, tutta gente che lavora rispettando le regole e le leggi. Rimaniamo in Toscana.

ANDREA CALISTRI – PRESIDENTE CONSORZIO 100% ITALIANO
Bulgari, Cavalli, Gucci...

SABRINA GIANNINI
Ferragamo...

ANDREA CALISTRI – PRESIDENTE CONSORZIO 100% ITALIANO
Ferragamo e compagnia bella. Ecco questa è sempre la solita borsettina.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Siamo nell’azienda un artigiano pellettiere della prestigiosa area fiorentina. Tradizione, innovazione e rispetto delle regole. Un vero made in Italy che giustifica i prezzi dell’eccellenza.

ANDREA CALISTRI – PRESIDENTE CONSORZIO 100% ITALIANO
Questa è una borsa che impiega grosso modo, industrializzata, quattro ore di lavoro nostro. Quindi solamente di manodopera e di costo, pure di manodopera, questa è una borsa che impiega circa 90/100 euro di costo manodopera. In più tutti i materiali, con tutto ciò che serve, per le spese generali per gestione dell’azienda e così via percui è ovvio che questa è una borsa che uscirà dalla fabbrica intorno ai 250/300 euro.

SABRINA GIANNINI
Quindi diciamo che i prezzi che sono messi in vetrina, messe da certe griffe hanno un senso.

ANDREA CALISTRI – PRESIDENTE CONSORZIO 100% ITALIANO
Hanno un senso, hanno un senso, visto da questo punto di vista, dal mio punto di vista hanno un senso.

SABRINA GIANNINI
Se si seguono tutte le regole contributive eccetera....

ANDREA CALISTRI – PRESIDENTE CONSORZIO 100% ITALIANO
Ha un senso che la borsa in vetrina costi 900/1000 euro.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Andrea Calistri ha creato il consorzio 100% italiano per proteggere e promuovere il made in Italy. Quindi trasparenza in tutta la filiera e responsabilità etico sociale...

ANDREA CALISTRI – PRESIDENTE CONSORZIO 100% ITALIANO
Che comporta il controllo da parte dell’azienda che subappalta e lavora ad altre aziende dell’intera filiera produttiva. Noi chiediamo, quindi mettiamo dei paletti molto stretti, perché chi lavora per conto delle nostre aziende, applica regolarmente i contratti di lavoro, lavora in ambienti corretti e puliti e quindi che rispettano tutte le normative meglio se vanno oltre le normative vigenti.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
In altri termini agli associati non possono utilizzare di tutti quei sub-fornitori che lavorano senza regole. Infatti il giovane titolare di Prato si era lamentato per le severe condizioni che gli aveva posto un associato del consorzio 100% italiano.

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
Scusa, mi chiedi copia del libro matricola e questo posso dare, copia di denuncia...

SABRINA GIANNINI
Contributiva relativa al periodo...eh beh certo, è giusto.

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
Questo è una cosa mia!

SABRINA GIANNINI
Vogliono vedere se sei regolare, no?

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
Si ma ho capito ma se mi chiedono tutta questa roba...

SABRINA GIANNINI
Certo, certo.

SUB – FORNITORE PROVINCIA DI PRATO
Non c’è modo di andare avanti...anche io devo pagare gli altri.

ANDREA CALISTRI – PRESIDENTE CONSORZIO 100% ITALIANO
Ecco qui per esempio, questa è una griffe che però non posso farle vedere, che però vuole la certificazione del 100%. I consorziati sono 64 imprese ad oggi.

SABRINA GIANNINI
Su quante è presente nel territorio?

ANDREA CALISTRI – PRESIDENTE CONSORZIO 100% ITALIANO
Su quante? Dunque solamente in provincia di Firenze ne abbiamo mille di imprese di pelletteria associata alla Camera di Commercio. Quindi una nicchia nella nicchia.

SABRINA GIANNINI
Detto tra me e lei questi paletti non piacciono a tutti.

ANDREA CALISTRI – PRESIDENTE CONSORZIO 100% ITALIANO
Questi paletti può darsi che non piacciano a tutti. Noi ne facciamo come dire un motivo di distinzione.

SABRINA GIANNINI
E le grandi griffe come la vedono questa....?

ANDREA CALISTRI – PRESIDENTE CONSORZIO 100% ITALIANO
Le grandi griffe hanno, come dire, atteggiamenti con noi di dialogo aperto sull’argomento, non possiamo però non considerare il fatto che le grandi griffe sono molto spesso aziende globalizzata, e che proprio questa globalizzazione spinta probabilmente porta a fare scelte non esattamente drastiche come quelle che abbiamo fatto noi. E’ etico dire: “Io faccio prodotti in Italia in aziende certificate” e farlo davvero, così com’è etico dire: “Io faccio i prodotti in Cina” E lo faccio davvero in Cina, oppure li faccio in India e li faccio davvero in India. Ho imparato che non etico scriverci made in Italy e fare i prodotti in Cina.

SABRINA GIANNINI
Il made in Italy dov’è qua? Ma questa l’hai confezionata tu?

SUB - FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
No dobbiamo ancora confezionarla.

SABRINA GIANNINI
Che cosa mettete? Che cosa aggiungete?

SUB - FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
La carta, la carta due piani sotto, poi c’abbiamo....

SABRINA GIANNINI
Poi il cartellino presumo,il made in Italy.

SUB - FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
Il cartellino, non c’è un’etichetta...

SABRINA GIANNINI
E il made in Italy dov’è qua?

SUB - FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
Questa è made in Cina

SABRINA GIANNINI
A c’è scritto made in Cina dentro?

SUB - FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
Si. Perché sono fatti dalla Cina.

SABRINA GIANNINI
Io non vedo l’etichetta però...

SUB - FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
No, poi Dolce & Gabbana lo fanno, per esempio se lo fanno materiale 70% in Cina devono mettere Made in Italia, se lo fanno materiale 30% in Cina allora Made in Italia si può fare in Italia, allora per esempio noi facciamo la tracolla, portanome, facciamo tutta la fodera...

SABRINA GIANNINI
E così diventa made in Italy.

SUB - FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
E diventa Made in Italy.

SABRINA GIANNINI
Quindi questa sarà made in Italy.

SUB - FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
Made in Italia.

SABRINA GIANNINI
E chi è che gliela mette l’etichetta, gliela metti tu?

SUB - FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
No, qui c’è un timbro, lo dobbiamo ancora fare qui.

SABRINA GIANNINI
Me lo fai vedere? Ah questa è già finita. Quelle lì sono finite?

SUB - FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
Eccole qua. Vedi, e diventa Made in Italia.

SABRINA GIANNINI
Ah è quel timbro lì che mi hai fatto vedere.

SUB - FORNITORE PROVINCIA DI FIRENZE
Si però ci stanno tante cose, bisogna dimostrare i documenti, per trasporto, dogana. E’ vero diciamo il 70% i materiali sono fatti in Cina.

DIEGO DELLA VALLE - IMPRENDITORE
In alcuni casi qualcuno fa un po’ definiamolo furbino nel tentare di passare per Made in Italy un prodotto che viene fatto altrove.

SABRINA GIANNINI
Della serie un cinese miliardario non so quanto possa comprare un made in Italy se sa che è prodotto in Cina?

DIEGO DELLA VALLE - IMPRENDITORE
Io concordo assolutamente con quello che dice Lei e sono un sostenitore totale del made in Italy in questo senso: io dico ad altri marchi importanti come i nostri che noi dobbiamo stare molto attenti a non annacquare la grande considerazione che hanno nel mondo del made in Italy perché quello che dice lei è verissimo. Quando la gente ha del denaro, soprattutto in questi paesi emergenti vuol comprare i grandi marchi italiani e anche il made in Italy, ma questo serve soprattutto a preservare il grande artigianato italiano. Beh, io sono 10 o 15 anni che dico che se non stiamo attenti il made in Italy un po’ alla volta ce lo giochiamo e adesso un bel pezzo di strada è stata fatta. Ho l’impressione che più che urgente è già tardi.

IN AEREO
Signore e signori benvenuti ad Alghero.

 

ANTONIO MARRAS
Mi dai una testa…
Nel nostro pret a porte c’è una parte di collezione che si chiama laboratorio che viene realizzato solamente in Sardegna qui da noi. E quindi ho recuperato delle ricamatrici, che avevano smesso di ricamare e con le quali ho iniziato un rapporto di lavoro, nel senso che ricamavano le loro coperte, le lenzuola, che ricamavano gli abiti del battesimo, dei bambini. Loro hanno il corredo dietro le cose…qui siamo a casa di una delle ricamatrici che è questa signora qui con la figlia. Questo è l’interno di un vecchio parka militare ed è tutto rifatto, tutto ricamato, tutto realizzato a mano.

SABRINA GIANNINI
Questi richiami sono percepiti dagli acquirenti come un valore aggiunto di made in Italy o non se ne accorgono neanche?

ANTONIO MARRAS
No no, se ne accorgono. Sono stati e sono l’elemento che ci ha sempre caratterizzato, quello che ci ha contraddistinto quello che ci ha fatto in qualche modo riconoscere nel mare magnum del made in Italy.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Portare la tradizione regionale del suo made in Italy vincendo la scommessa. E’ rimasto lontano dai riflettori del fashion sistem e dai poteri forti, eppure oggi Antonio Marras disegna anche per il marchio Kenzo di proprietà di un’importante maison francese. A suo disposizione c’era una bella casa a Parigi ma lui e sua moglie hanno deciso di restare in Sardegna dove il padre venditore di tessuti gli ha trasferito la passione e la conoscenza delle materie prime, per i colori, le stampe e la storia che lui ricerca negli archivi storici.

ANTONIO MARRAS
Guardando gli archivi mi vengono in mente delle cose o trovo delle stampe che possono poi essere reinterpretate e ricolorate per essere riadattate alla collezione. Questi sono tutti comaschi.

SABRINA GIANNINI
Veramente?

ANTONIO MARRAS
Si. Sono andato a Como…

SABRINA GIANNINI
Questo vuol dire che sono cose vecchie?

ANTONIO MARRAS
Sono vecchissime, le tinte sono una diversa dall’altra, sono tutti foulard che questo fornitore ha…

SABRINA GIANNINI
Ovviamente seta no?

ANTONIO MARRAS
Tutto seta, tipicamente com’asco.

SABRINA GIANNINI
Ma è vero quello che si dice che i tessuti italiani siano tra i migliori al mondo?

ANTONIO MARRAS
Ma sicuramente si, assolutamente si.

SABRINA GIANNINI
Perché?

ANTONIO MARRAS
Perché hanno intanto per tradizione, per caratteristiche, per durata e per qualità insomma c’è tutta una tradizione che va rispettata.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Solomeo, in provincia di Perugia, è un borgo del ‘300 restaurato da Brunello Cucinelli, produttore di abbigliamento in cachemire di lusso.

BRUNELLO CUCINELLI
Si è delineato che possiamo fare il lusso in Italia, ok. A una condizione, dobbiamo avere creatività, genialità, velocità. Tutte quelle condizioni, ma per far questo non abbiamo macchine ma abbiamo bisogno di esseri umani. Perché è abbastanza facile dire bisogna avere passione nel lavoro, ma come si aver passione in un lavoro dove si guadagnano magari 900 euro, 920 euro, dove magari il contratto di lavoro è un po’ il più basso, consentitemi l’italiano. Nella mia impresa cerco di farlo in un modo un po’ speciale, dando degli stipendi un po’ più alti ma specialmente dando gli stipendi un po’ più alti a coloro che fanno un lavoro molto artigianale.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Ha scommesso sul made in Italy in un periodo in cui molti portavano le loro aziende all’estero.

BRUNELLO CUCINELLI
Dobbiamo consegnare molto prima degli altri. Dobbiamo fare cose di grandissima artigianalità perché io sfido comunque un cinese a fare un prodotto di altissima artigianalità come si fa in Italia, di altissima qualità, come si fa in Italia e di altissima rapidità. Altrimenti significherebbe che non abbiamo più niente, ma questo non lo posso pensare. Noi abbiamo 330 microaziende che collaborano con noi che 2 anni fa avevano 1800 dipendenti e ora hanno 2100 dipendenti, il che significa che son tornati ad avere personale, son tornati ad investire a comprare nuove macchine a ripitturare le micro piccole loro fabbriche e questo è un dato di positività ma lo si vede più che altro negli esseri umani.

MILENA GABANELLI IN STUDIO

Cucinelli è un produttore famoso nel mondo, che non investe nell’alta finanza, ma nella sua azienda e con i profitti fa cose che rimangono per sempre come il restauro del suo borgo per esempio. Comunque abbiamo sentito la signora cinese che ha detto che per mettere il marchio made in Italy basta che sia fatto in Italia al 30%. Come dire, la borsa è fatta in Cina, la tracolla a Prato e il prodotto è italiano. Secondo normativa dovrebbe essere il contrario, ma siccome non definisce bene i paletti, è più facile frodare. L’etichetta sarebbe trasparente se la legge definisse made in Italy ciò che è fatto in Italia al 100%. Sarebbe anche un modo per incrementare l’occupazione regolare e mantenere il prestigio del marchio.

Il potere economico della moda è indiscutibile: le griffe vanno bene in borsa, le sfilate hanno successo ma soprattutto perché veicolano un vastissimo indotto: l’industria tessile a monte, la distribuzione a valle e in mezzo la pubblicità, che vuol dire modelle, fotografi, studi di posa, per produrre immagini che faranno conoscere un marchio o un prodotto. Ossigeno per i giornali e anche per un po’ di giornalisti che a volte hanno il doppio ruolo, quello di scrivere per il giornale e di fare le consulenze per gli stilisti.

SABRINA GIANNINI
Voi potreste parlare, per esempio trovate qualcosa che non va, potreste parlare veramente in senso critico non so di Armani, Fendi, Prada...?

VERA MONTANARI – DIRETTORE GRAZIA E FLAIR
Ma perché no? Ma certo che si.

SABRINA GIANNINI
Perché io non le vedo mai le critiche.

VERA MONTANARI – DIRETTORE GRAZIA E FLAIR
Eh, si vede che non ce ne sono da fare...sono bravi! Perché dovremmo criticare dei produttori che sono bravissimi e che hanno fatto grande questo paese? Però la volta che dovesse capitare si possono fare delle critiche come di tutto e di tutti.

SABRINA GIANNINI
Quindi non siete condizionati dall’ufficio pubblicità?

VERA MONTANARI – DIRETTORE GRAZIA E FLAIR
Assolutamente no!

SABRINA GIANNINI
Senta le dico che cosa mi ha detto qualche suo collega?

VERA MONTANARI – DIRETTORE GRAZIA E FLAIR
No.

SASHA GAMBACCINI – DIRETTORE MODA “A”
C’è la tradizione del reportage, di far vedere quello che c’è, quello che ha fatto lo stilista, la tendenza che c’è e non siamo lì per criticare. Che sia legato anche alla pubblicità...si, forse.

SABRINA GIANNINI
Ma dai, non mi dire che l’ufficio pubblicità non vi dice di citare 10 volte Prada, 8 volte Armani...

SASHA GAMBACCINI – DIRETTORE MODA “A”
A noi no.

SABRINA GIANNINI
Beh, però perché lo sapete, l’avete interiorizzato.

SASHA GAMBACCINI – DIRETTORE MODA “A”
Si, lo interiorizzi, lo impari a memoria.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Nel corso di un convegno in cui si parla delle sfide del lusso moderno, incontro l’ex amministratore delegato di Mondadori pubblicità.

SABRINA GIANNINI
Influenza l’informazione la presenza dell’investitore. Tu dici che all’ufficio pubblicità arrivano gli ordini?

EDUARDO GILIBERTI - EX PRES. MONDADORI PUBBLICITA’
Non c’entro.

SABRINA GIANNINI
Come non c’entri? Li mandate voi gli ordini.

EDUARDO GILIBERTI - EX PRES. MONDADORI PUBBLICITA’
Non c’entro più, non c’entro più.

SABRINA GIANNINI
Però lo sa come funzionano?
Tu vedi uno bravo e sai che non hai il margine per parlare di questo. Quanto ti costa?

SASHA GAMBACCINI – DIRETTORE MODA “A”
Mi costa una telefonata, mi costa sicuramente un cazziatone.

SABRINA GIANNINI
Ti fanno un cazziatone?

SASHA GAMBACCINI – DIRETTORE MODA “A”
Spesso, se io facessi un servizio completamente libero degli stilisti emergenti che mi piacciono, sicuramente non sarebbe ben visto. Però sta anche a te decidere di farlo perché ogni tanto invece va fatto. Ma io sono un settimanale, ripeto, nel mensile è più difficile.

SABRINA GIANNINI
Certo, gli spazi sono più ristretti.

SASHA GAMBACCINI – DIRETTORE MODA “A”
Nel mensile è più difficile, ed è una di quelle cose che è molto difficile da gestire perché è diventato un commercio.

SABRINA GIANNINI
Negli articoli c’è sempre molto consenso, poca critica.

GIORNALISTA
Parla coi direttori.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Il sistema è scientifico quindi è facile da verificare: se tu dai pubblicità a me io poi do più spazio a te. Ovvero si inseriscono abiti e accessori delle marche che pagano le inserzioni. Si chiama pubblicità occulta, è una pratica proibita e sanzionabile dall’antitrust, ma soprattutto scorretta nei confronti di chi acquista il giornale convinto che quei consigli siano frutto di competenze e non di accordi commerciali sottobanco. Quindi non vengono suggerite le tendenze e gli stili in generale, ma le tendenze e gli stili di chi paga, salvo rare eccezioni. Se la cosa tormenti le giornaliste del settore è difficile da dire, però sono consapevoli che quel che pubblicano influenza molto il mercato. La loro importanza si può capire dal posto che occupano durante le sfilate. Le direttrici e responsabili moda insieme alle giornaliste dei quotidiani siedono tutte in prima fila. Gli stilisti a volte usano argomenti efficaci per convincere le giornaliste a parlare delle loro collezioni.

DAL TG3 DEL 28/9/2007

ROSANNA CANCELLIERI
“Viva le gambe e allora scarpe, sandali a serpente con Cao Villa, acrobazie di stile con Paciotti anche di plastica ma...attenzione”

CESARE PACIOTTI
“Tacco innanzitutto”.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Il giorno della presentazione della collezione di Cesare Paciotti c’ero anch’io. Ed ho assistito al dietro le quinte della cronaca di Rosanna Cancellieri. L’intervista nello showroom e un giro nel negozio di fronte per scegliere un paio di scarpe di suo gradimento. Ringrazia e se ne va...Ma il patto di reciproco soccorso si spinge oltre. Alcune giornaliste di moda hanno una doppia identità alternando la vita di redazione, quella ufficiale, a quella di consulenti per le aziende spesso proprio del settore. Queste sono fatture per la prestazione di consulenza, un modo per arrotondare.

SASHA GAMBACCINI – DIRETTORE MODA “A”
Chi fa consulenze. Devo dire se tu vedi alcuni esempi di stilisti che dal niente sono arrivati...evidentemente ha funzionato per cui cos’è la regola giusta: se uno guarda quella dell’etica professionale forse sarebbe di non fare la consulenza però del resto siamo tutti dei commercianti, no?

SABRINA GIANNINI
Eh no, il giornalista dovrebbe fare il giornalista.

SASHA GAMBACCINI – DIRETTORE MODA “A”
Eh ma...il giornalista, soprattutto nella moda, non lo so chi fa veramente il giornalista!

SABRINA GIANNINI
Se lo dici tu, non lo dico io, va bene. E’ chiaro che poi hai un occhio di preferenza per chi fai...tu la fai?

SASHA GAMBACCINI – DIRETTORE MODA “A”
Io non faccio consulenze. Non me l’ha mai chiesto nessuno penso. No, però...

SABRINA GIANNINI
E’ impossibile, un fashion director...

SASHA GAMBACCINI – DIRETTORE MODA “A”
No, infatti le ho fatte, a New York ne ho fatte tantissime, quando ero freelance normale che adesso sono in un settimanale.

SABRINA GIANNINI
Tu dici finché sei freelance...?

SASHA GAMBACCINI – DIRETTORE MODA “A”
Finchè sei freelance volentieri e perché no? Cioè d’altra parte se sei uno stilista e disegni vestiti a chi chiedi un consiglio?

SABRINA GIANNINI
Ad un freelance però!

SASHA GAMBACCINI – DIRETTORE MODA “A”
Ad un freelance, ad un fashion editor, ad una stilist, ecc.

MICHELE NORSA – A.D SALVATORE FERRAGAMO
Le direttrici dei giornali sono a volte le stiliste delle sfilate. Scelgono, aiutano, arrivano ad aiutare a scegliere gli stilisti delle case di moda.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
L’amministratore delegato di Ferragamo fa capire che i direttori delle riviste di moda fanno consulenze. Ma un direttore che fa consulenze è forse l’unica cosa non tollerata in questo settore che, come abbiamo visto sul fronte dell’etica deontologica, è di manica larga. Un direttore che fa consulenze fa perdere credibilità al giornale che dirige. In questo sito internazionale vengono riportati i nomi dei professionisti che fanno campagne pubblicitarie. Compare il nome di Franca Sozzani, direttore editoriale di Vogue Italia. Avrebbe fatto una consulenza per una campagna pubblicitaria di Cerruti nel 2003. E poi più nulla. Franca Sozzani dirige da 20 anni la più importante rivista del settore. E’ considerata la più influente, e si dice che non si muova gonna che lei non voglia. Chiedo di intervistarla. Non mi ha risposto. La incontro a Milano...

SABRINA GIANNINI
Sono Sabrina Giannini, Report!

FRANCA SOZZANI – DIRETTORE VOGUE ITALIA
Si, abbiamo ricevuto la sua...la sua e-mail. Adesso mi spiace, non ce la faccio.

SABRINA GIANNINI
Quando può allora, dopo Parigi?

FRANCA SOZZANI – DIRETTORE VOGUE ITALIA
Si, dopo Parigi, quando torno.

ANONIMA
Ecco allora, parlando più spesso e volentieri, mi ha riferito che nella ultima conversazione, la Sozzani ha detto che Lei...era disturbata dal fatto che ci fosse questa cosa.

SABRINA GIANNINI
Si ma io Le ho chiesto l’intervista...se Lei mi dà l’intervista capisce cosa le voglio chiedere io.

ANONIMA
Eh, tesoro...

SABRINA GIANNINI
Si vede che Lei non è curiosa.

ANONIMA
No, Lei secondo me è terrorizzata.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Parigi è passata ma la signora Sozzani evidentemente non ha tempo per me. Avrei voluto chiederle se è vero che aveva fatto quella consulenza per Cerruti e se ritiene corretto che il direttore artistico dei giornali che lei dirige – Luca Stoppini - imposti, dietro compenso, le campagne pubblicitarie di importanti marchi.

SABRINA GIANNINI
L’art-director delle campagne pubblicitarie è Stoppini?

ADDETTO STAMPA - MOSCHINO
Si è Stoppini.

DIRETTORE CREATIVO MOSCHINO UOMO
Lavoriamo tutti insieme.

SABRINA GIANNINI
L’art-director?

DIRETTORE CREATIVO MOSCHINO UOMO
Tutti insieme! E’ la Moschino.

SABRINA GIANNINI
E la campagna pubblicitaria?

DIRETTORE CREATIVO MOSCHINO UOMO
Io con Luca Stoppini, con...

SABRINA GIANNINI
Ah Luca Stoppini di Condenast?

DIRETTORE CREATIVO MOSCHINO UOMO
Luca Stoppini di Condenast, quel bell’uomo di Luca Stoppini.

SABRINA GIANNINI
Qualcuno ha sollevato il dubbio che ci sia un conflitto di interessi fra chi lavora alla Condenast e che fa questo.

DIRETTORE CREATIVO MOSCHINO UOMO
No ma a me non mi riguarda, eventualmente riguarda loro.

ADDETTA STAMPA - MOSCHINO
Facciamo domande sulla collezione.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Facciamo domande sulla collezione. Ma io le collezioni le avrei volute vedere. Già a New York, quando io non sapevo ancora dove andare a parare, altri evidentemente lo sapevano.

ANDREINA LONGO – P.R.
Cioè mi fa un po’ paura...dico infatti guarda adesso che so chi sei, io ho detto di non invitarvi.

SABRINA GIANNINI
Ah, sei stata tu a dire di non invitarci?

ANDREINA LONGO – P.R.
Si, si, assolutamente si. perché la mia sensazione è che stiate seguendo dei cattivi consiglieri...

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
La P.R. di New York almeno è stata diretta. Sempre a New York non mi hanno invitato Renzo Rosso della Diesel e Alberta Ferretti, anche se poi sono entrata lo stesso. Non mi hanno neanche dato le interviste, loro come tanti altri, compreso Roberto Cavalli. A New York intervisto un agente di fotografi. Mi aveva confermato che per alcune campagne pubblicitarie aveva lavorato con Luca Stoppini come direttore artistico. Tre giorni dopo mi scrive che non mi autorizza a trasmettere. l’intervista. Accadrà lo stesso a Parigi con un fotografo italiano, Paolo Roversi. Due giorni dopo il legale del fotografo mi spedisce da Parigi la diffida a non mandare in onda l’intervista. Sia Roversi che l’agente americano scattano per Vogue Italia i redazionali, con i quali il giornale detta stili e tendenze. E fanno anche pubblicità per le aziende di moda, alcune delle quali organizzate dal direttore artistico di Vogue Luca Stoppini che è anche il compagno della Sozzani. Si preferisce fare le foto all’estero, perché in fondo è provinciale scattare in Italia. Sono provinciali i fotografi italiani. Salvo, un giovane emergente in cui lei crede molto: Francesco Carrozzini, suo figlio. Ecco, questa è una cosa di moda.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
La direttrice di Vogue Italia detta le tendenze, e da quando è arrivata, cioè da 20 anni la tendenza è quella di utilizzare fotografi stranieri. Non si scatta più in Italia. Milano era la capitale dell’immagine della moda nel mondo, e adesso per una ragione o per l’altra si è perso tutto l’indotto che ruota attorno alla pubblicità e ai redazionali e parliamo di milioni di euro. Non crescono nuove generazioni di fotografi, gli studi di posa lavorano poco, la settimana della moda è diventata corta. Forse si attribuisce ai guru più importanza di quella che hanno. Come ha detto la direttrice moda di A “in fondo siamo tutti commercianti”. Nel senso che si pensa molto agli interessi di bottega e poco a quelli del paese. A scapito di coloro che il made in Italy lo hanno fatto e continuano ancora a farlo sul serio.

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